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venerdì 15 luglio 2011

"Amicizia": un vero caso di contatto tra umani e alieni?

Tra il 1956 e la fine degli anni ’70 in Italia un largo gruppo di persone, appartenenti alle più diverse categorie sociali , fu coinvolto in quello che è senza alcun dubbio il più importante e meglio documentato caso di contattismo di massa mai registrato nel nostro paese. La vicenda è passata alla storia con il nome di “Amicizia” ed è rimasta segreta per più di tre decenni fino a quando, nel 2007, è stata resa nota al pubblico attraverso il libro “Contattismi di Massa” (Nexus, 2007) nel quale l’autore vengono rese pubbliche le memorie di uno dei maggiori protagonisti della vicenda.

A seguito della pubblicazione del libro, altri testimoni che avevano preso parte a quella straordinaria vicenda di contatto si sono fatti avanti per raccontare gli eventi da loro vissuti molti decenni prima. La mole di prove fotografiche e video è impressionante sia per qualità che per quantità. Così come straordinarie sono le testimonianze dirette di coloro che, ancora in vita, hanno scelto di raccontare questa storia. Tra questi ultimi, il Console italiano Carlo Alberto Perego, esponente di spicco della diplomazia italiana prima e dopo la guerra, il quale fu pesantemente coinvolto nel caso “Amicizia” tanto da aver svelato per primo in Italia, già nel 1957, l’esistenza di basi aliene sulla Terra e in particolare sul suolo italiano. Vi proponiamo un'intervista ad Ivan Ceci, giornalista e ufologo che si occupa del caso e ci parla anche di un simile caso he attualmente si stà verifiando in Cile.



Fonte: http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/483-conferenza-ufo-dibattito-sul-qcaso-amiciziaq-a-pomezia-roma

lunedì 11 luglio 2011

Ufologo americano rivela: Incidente Ufo nel 2010, presso la Warren Air Force Base, nel Wyoming

Il ricercatore ed ufologo statunitense Robert Hastings ne è fortemente convinto: lo scorso anno, precisamente il 23 ottobre 2010, presso la Warren Air Force Base, nel Wyoming, i responsabili dell’arsenale nucleare presente nell’installazione militare persero il controllo di almeno 50 missili intercontinentali Minuteman III, per il presunto intervento di un oggetto volante sconosciuto.


I portavoce dell’Air Force, intervistati dall’investigatore, hanno parzialmente ammesso il fatto (non potendo esimersi dal farlo), giustificando l’incidente come un errore di comunicazione dovuto ad un cavo di collegamento sotterraneo.La grave anomalia sarebbe durata, ufficialmente, quasi un’ora e rappresenta un record negativo assoluto per quanto concerne questo tipo di incidenti.
Come nel passato, dove analoghi avvenimenti sono stati testimoniati da ex militari appartenenti all’Air Force (ricordiamo il caso denunciato dal Col. Robert Salas, avvenuto nel 67 presso la base aerea di Mallmstrom), anche in questo caso ci sarebbero forti sospetti di un intervento “esterno” non convenzionale.
Secondo Hastings, almeno tre tecnici addetti alla manutenzione dei sito missilistico avrebbero rivelato confidenzialmente la presenza di un enorme oggetto sigariforme presente nel cielo al momento dell’incidente, avvenimento ovviamente coperto immediatamente da segreto militare.
Quest’oggetto apparso sulla verticale della base, in corrispondenza dei siti missilistici, avrebbe causato un’interruzione di corrente durata diverse ore, che avrebbe conseguentemente fatto perdere il controllo momentaneo di una parte del sistema missilistico. I tecnici, che hanno accettato di parlare con la garanzia dell’anonimato, hanno asserito di aver ricevuto pressioni dal comando della base per avere garanzie sul loro silenzio e che l’anomalia si sarebbe protratta in realtà per ben 26 ore. I testimoni oculari escludono di aver osservato un oggetto convenzionalmente conosciuto: non aveva sigle riconoscibili né oblò o cabina di pilotaggio ed aveva una forma insolitamente allungata e sottile.
Ad alimentare i sospetti sulla gravità dell’evento, anche il fatto che il centro di controllo lancio sia stato riportato on line solamente alcuni giorni dopo, cosa certamente anomala per un sito strategico importante come quello della Warren Air Force Base.
Secondo il ricercatore americano non esistono motivi che indichino la malafede dei testimoni: “il problema verificatosi è molto serio e va approfondito con ogni mezzo. Ma la questione principale è che gli Stati Uniti non vogliono ancora ammettere apertamente la reale presenza degli UFO e il fatto che questi oggetti siano pilotati da entità intelligenti interessate al nostro programma nucleare. Ovviamente queste sono cose che non vanno ammesse dinanzi al grande pubblico. La storia si ripete ancora oggi, fin dal lontano 1940”.

Fonte: http://danilo1966.splinder.com/

domenica 30 gennaio 2011

Studi e rivelazioni dell’ operato alieno sulla terra

Vi proponiamo un’ interessante documentario realizzato dal nostro caro amico Rick Healy e Bon Zoo production.Interviste a personaggi di spicco nel settore ufologico quali Corrado Malanga, Leo Zagami e Chris Everard che fanno il punto sulla situazione attuale e provano a chiarirci parti spesso lasciate in sospeso nel trattare l’ argomento ufo, massoneria e nuovo ordine mondiale.
Buona visione



Fonte: http://www.blobjects.it/

lunedì 11 ottobre 2010

Concetti Alieni: Intervista col Dr.John Mack

La ricerca di John Mack sulle abductions aliene lo ha spinto lontano dal mondo accademico, ma lo Psichiatra di Harvard e il suo Program for Extraordinary Experience Research costruiscono la "scienza del sacro".



"Area di Virginia - emozionante", John Mack scrisse in una nota del 1964. Si riferiva ad una possibilità per sviluppare nuovi metodi per la cura mentale all'ospedale del Massachusetts. Però questo entusiasmo e questo spirito per il rischio è un riassunto pulito della lunga e controversa carriera dello psichiatra di Harvard, come scienziato e attivista.
Mack non ha mai evitato l'esplorazione di frontiera. Mentre molti dei suoi colleghi lavoravano tranquilli nella torre d'avorio di Harvard, Mack protestava contro i test nucleari nel Nevada, volava verso le guerre in Libano per dare aiuto alla diplomazia in Medio Oriente e collaborava con i colleghi Sovietici durante la Mosca della guerra fredda. Fatto più famoso, ascoltava le persone che gli raccontavano storie di visite aliene e di abductions e credeva in loro.

Il suo comportamento, inusuale per un accademico di alto livello, lo ha trasformato in una figura divertente di 71 anni per il mondo ufficiale, un moderno Don Chisciotte per quelli di orientamento progressista e un cavaliere sul cavallo bianco per quelli che credono che gli alieni siano fra noi. Persino quegli amici e colleghi contrari alle teorie sulle abductions di Mack, riconoscono il suo profondo impegno nell'affrontare i problemi a tutti i livelli personali, sociali e spirituali. "La sua visione davvero importante è che le persone possono cambiare, possono aprirsi", dice un amico accademico.

Un altro amico dice che nel cuore di Mack c'è la passione del comprendere e alleggerire la sofferenza umana. Ironicamente, l'insolito viaggio di Mack nel reame alieno gli ha portato la sua quota di sofferenza, dai danni alla sua credibilità professionale, alla perdita di vecchi amici e alla rottura di un lungo matrimonio. Mack stesso sembra faticare a spiegare il perchè è quello che è, data la mancanza passata sia nell'attivismo sociale che nelle materie spirituali. Un bambino introspettivo come si descrive, nato in una famiglia di accademici Ebrei Tedeschi a New York. Suo padre legge la Bibbia, ma solo come letteratura in questa famiglia atea.

Però la sofferenza non è stata un concetto astratto nella sua giovane vita. La madre biologica di Mack è morta per appendicite quando lui aveva solo 8 mesi. La sorella di sua madre si sposò più tardi con un sopravvissuto all'Olocausto, un uomo che divenne un esperto nel processo di gruppo e nella psicoterapia. Un altro zio era malato di mente e venne lobotomizzato. "Questo fu un grande fattore nella mia scelta di entrare in psichiatria", dice. Il manicomio che vedeva durante i viaggi verso il paese lo catturò. Per l'età di 12 anni, stava divorando libri di psicologia nella libreria della sua scuola.

Dopo aver finito la scuola di medicina e sposato Sally Stahl nel 1959, partirono per un'esperienza di due anni in cui Mack servì come psichiatra dell'Air Force in Giappone, dove il primo dei loro tre figli nacque. Lo shock culturale fu intenso. La vita in quel posto, ricordò più tardi, gli insegnò quanto "fantasticamente etnocentrici ed ecologicamente distruttivi possiamo essere noi Americani". La famiglia tornò negli Stati Uniti e Mack entrò in psichiatria ad Harvard negli anni '60, quando le idee sulla salute mentale erano state revisionate. Lui giocò un ruolo chiave nel creare una nuova clinica psichiatrica sia per pazienti esterni che interni nel vecchio ospedale di Cambridge di cui Harvard aveva preso il controllo.

La passione di Mack per T.E.Lawrence lo portò a scrivere una approfondita biografia dell'enigmatico uomo che giocò un ruolo chiave nella politica del Medio Oriente e nel 1977, lo sforzo lo portò al Premio Pulitzer. Lawrence visse una visione creativa del cambiare il mondo, cosa che fece appassionare, uno dei suoi amici dice ossessionare, Mack.

Per i primi anni '80, quando entrò in quella che per molti professori sarebbe la confortevole mezza età, Mack, sotto la spinta dei suoi figli, venne attirato in due altri territori vergini, il regno dei quesiti spirituali e il mondo dell'attivismo politico. Sperimentò la respirazione olotropica e le droghe psichedeliche. Venne attirato nella politica del Medio Oriente, incontrandosi con Yassir Arafat a Beirut per discutere prospettive di pace. In seguito si lanciò in un crescente sforzo antinucleare durante gli anni di Reagan, esplorando gli aspetti psicosociali della minaccia di guerra nucleare e testimoniò davanti al Congresso un problema come gli incubi infantili di un olocausto nucleare. Infine si spinse in un ruolo più attivo; la sua intera famiglia venne arrestata nel 1986 nel Sito di Test governativo del Nevada per aver protestato sulle detonazioni nucleari sotterranee.

Il suo lavoro respiratorio in particolare, impostò le basi per il suo interesse sugli alieni. "Ero aperto alla possibilità che esistesse un mondo oltre quello che possiamo vedere", ricorda. Mack iniziò a vedere pazienti che descrivevano una varietà di incontri alieni e creò il Programma per la Ricerca sulle Esperienze Straordinarie (PEER) nel Centro di Harvard per il Cambiamento Psicologico & Sociale. (Correntemente il Centro e il PEER non sono affiliati con Harvard.) Il suo libro del 1994 sul soggetto ( Abduction), che si concentra su interviste che descrivono le esperienze di un gruppo di 70 persone che affermarono di essere state addotte, provocò la ridicolizzazione e l'indignazione nei media ufficiali e una investigazione di Harvard nei suoi metodi scientifici.

Imperterrito, Mack rimase fermo, raccogliendo altri dati e intervistando persone da tutto il mondo, pubblicando Passport to the Cosmos: Human Transformation and Alien Encounters nel 1999, che si concentrava su miti relativi agli alieni ed esperienze nelle culture native, dall'Amazzonia all'Africa del Sud. Di persona, Mack ha i tratti cauti di uno studioso, la combattività di una figura attaccata dai media e l'entusiasmo innocente di un giovane studente di college che scopre sè stesso. Durante una lunga intervista nei centri del PEER, Mack ha parlato con New Age sulla sua ultima frontiera. Quello che segue è un riassunto dell'intervista.

Domanda: Qual'è stato il primo incontro con il fenomeno alieno?

Risposta: Ho letto un articolo che trattava il fenomeno come emergenza spirituale e un collega nel mio corso di respirazione, mi portò a vedere Budd Hopkins (autore di diversi libri sugli alieni) nel Gennaio 1990. All'inizio io non credevo che fosse possibile incontrare esseri esterni alla Terra, ma divenne chiaro che non avevo altro modo per spiegare cosa stesse accadendo: se diverse persone che non sono connesse hanno le stesse dettagliate esperienze, allora non hai a che fare con un effetto generato internamente. Quindi divenni curioso.

D: Come verifichi l'attendibilità di queste affermazioni?

R: Faccio una valutazione psicologica accurata dei loro stati mentali, prendo la loro storia psicologica, gli esami clinici standard e, in alcuni dei primi casi, batterie di test psicologici. Valuterò se abbelliscono la verità. C'è altro, con cui ancora combatto. La sensazione che una persona stia parlando come se sia stata lì, questa viene dal linguaggio del corpo, lo sguardo nei loro occhi, dal non avere altri piani. Sto lavorando per definire meglio questi punti.

D: Quindi vedi quello che stai facendo come scienza?

R: Devo essere aperto al fatto che ci sono reami di dimensioni della realtà che non conosco. La conoscenza non è la stessa quando non puoi creare un esperimento controllato, ma rimangono ancora vie affidabili per conoscere. Non posso creare un esperimento che raccoglie un gruppo di UFO. Però credo che esista una qualità d'apertura di mente e rigore che possiamo applicare. Possiamo sviluppare degli standard di autenticità, attendibilità, molteplicità di testimonianze. Questa può essere considerata una scienza del sacro o dell'esperienza umana.

D: Quali tipi di standard visualizzi per tale scienza?

R: Abbiamo un progetto sulle esperienze anomale al PEER, che deriva da un workshop del 1999 sull'argomento che ha incluso teologi, antropologi, astrofisici e filosofi. Non guardiamo solo il fenomeno delle abduction, ma le esperienze di pre-morte e altri fenomeni simili che non cadono in una singola disciplina. Noi vogliamo esplorare le tradizioni dove esistono, se non standard, tradizioni sulla testimonianza oculare e sulla verità, metodi sul come decidere chi prendere seriamente. Le tradizioni Buddiste e Cattoliche affrontano questo in dettaglio, per esempio nel determinare cosa sia miracolo e cosa no. Padre Corrado Balducci, un gentiluomo vicino al Vaticano, una volta mi colpì dicendo che la Chiesa prende molto seriamente questi rapporti sugli UFO e sulle abductions, perchè sembrano esserci molte testimonianze attendibili. Ho iniziato a pensare a questa nozione del testimone sacro o del testimone del sacro. Non vogliamo prendere, per esempio, gli standard Cattolici o Buddisti, ma possono essere delle guide.

D: Quindi questi standard possono essere applicati ad ogni sorta di esperienza anomala?

R: Il mondo New Age è pieno di persone che lavorano su tutto dalle esperienze aliene al channeling, ma non ci sono criteri reali per dire cosa prendere seriamente. Abbiamo molte critiche appropriate sul lavoro new age. Solo perchè qualcuno dice che può canalizzare qualcosa, non significa che sia vero. Il metodo scientifico ha mezzi per decidere sull'attendibilità di evidenze fisiche. Però se non ci sono evidenze fisiche, segni fisici sul corpo per esempio, ci devono essere modi per raccogliere dati e determinare la validità.

D: Stai cercando con forza di portare la scienza in un'area che è dominio della religione?

R: Barbara McClintock, vincitrice del Premio Nobel in genetica, ha descritto il suo modo di conoscere come altamente soggettivo. Lei potrebbe cadere in amore con spighe di grano; si è fusa con quello su cui lavorava. Chiaramente, dopo aver appreso in questo modo interconnesso e soggettivo, allora puoi usare la tua mente razionale per trovarne un senso. Però il tuo strumento di conoscenza è il tuo intero sè, il tuo sè intuitivo, la tua piena coscienza. Quello che i bravi scienziati e quelli che ci portano "oltre il velo" hanno in comune, è il pieno impegno con questo altro sè.

D: Dici che il lavoro respiratorio ti ha aperto ad altre visioni del mondo. Come si è rivelato questo?


R: Ho realizzato che non ero bloccato nella mia torre accademica e psicoanalitica, mi sono espanso oltre il guscio. Ho avuto questo senso di connessione con tutte queste persone, che era inspiegabile per me. Questo senso per cui ognuno di noi è in qualche modo una persona aperta e che ama e che eravamo una sola cosa in un certo modo, che in condizioni naturali possiamo connetterci in un modo molto differente dal solito isolamento competitivo in cui viviamo.

D: Come si relaziona questo con gli alieni?


R: Siamo esseri spirituali connessi con altre forme di vita e col cosmo in modo profondo e lo stesso cosmo contiene una intelligenza. Non è solo materia morta ed energia.

D: Le tue idee sulle abductions, sono più accettate ora nelle vie ufficiali, rispetto al 1994?

R: No, al contrario. Ci sono coloro che hanno paura di quello che vedono come il pericolo del ritorno dell'irrazionale. Però agli estremi c'è una crescente eccitazione e un interesse nel comprendere una realtà non conosciuta tramite il metodo scientifico tradizionale. Quindi c'è come un riscaldamento, non per una guerra di paradigma, ma un discorso non molto amichevole tra visioni in contrasto.

D: Gli "esperienti" del contatto alieno, vengono considerati pazzi nel mondo ufficiale. Li vedi come una minoranza oppressa?

R: La ridicolizzazione di questi individui e la negazione delle loro storie ha profonde implicazioni morali. Una società non può sopravvivere a lungo se chi racconta la verità viene respinto. Io credo che questi testimoni dicano la verità, nonostante il fatto che quello di cui parlano non può essere vero secondo la visione materialista dominante nel mondo. Il fatto che vengano respinti non li rende una minoranza soppressa. Ho iniziato a vedere che l'errato respingimento delle testimonianze di attendibili testimoni era dovuto al fatto che ciò che riportavano non combaciava con la visione dominante del mondo.

D: Come reagisci alle strane varietà di alieni descritti dagli addotti?


R: L'intero discorso della demografia aliena è piuttosto ironica in un certo modo, alcuni biondi, altri rettiliani, altri come insetti, altri come mantidi religiose e chiaramente i grigi. L'intero discorso in un certo modo è comico. Quindi arrivi sulla loro provenienza stellare. Sembra uno scherzo cosmico. Quando una cultura diviene sterile e limitata nella sua visione, arriva qualcosa che strappa l'intero sistema.

D: Quindi credi personalmente in questo fenomeno?


R: Non serve sforzo. Non si può spiegare in modi puramente interpsichici. Molte persone hanno queste esperienze nel mondo, spontaneamente. Deve arrivare da qualche luogo, quella che James William ha chiamato "provocazione dall'esterno". Lo vedo nel contesto della crisi ecologica globale. La Terra è una fonte di creazione e vita e per ignoranza, avidità e aggressione, la stiamo distruggendo. Vedo un risveglio delle coscienze in questo, una riconnessione spirituale col sacro, col divino.

D: Il pedaggio personale e professionale per aver scavato nel fenomeno abductions, è stato troppo alto?


R: Non ho rimpianti. Nonostante le critiche e gli attacchi, ho incontrato così tante incredibili persone aperte alla conoscenza. Ho probabilmente guadagnato più colleghi e amici da quando ho iniziato questo lavoro, rispetto a quelli che avevo nel periodo precedente, sono semplicemente differenti. Non risuono allo stesso modo con un numero di altre persone. E' stata come un'espansione dei miei orizzonti e un'apertura a connessioni e possibilità eccitanti, più che una sofferenza. Quello che mi ha portato a sentirmi bene è che le persone hanno iniziato a cercare in anomalie di altro tipo. Ci sono stati molti altri pionieri prima di me.

R: Vuoi avere un'esperienza di abduction?


R: Non penso. Una ragione è che spesso è spaventoso, ma penso che potrei gestirla. Secondo, la mia attendibilità e il mio ruolo come testimone dei testimoni, dipende sul mio essere pulito in questo punto. Ho visto esempi in cui investigatori che hanno avuto esperienze o hanno riconosciuto le loro esperienze, hanno perso credibilità come investigatori. Sento di avere un ruolo diverso. Non mi permetto di pensare troppo a questo.

Fonte: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.4957

giovedì 16 settembre 2010

Intervista a Paul Hellyer

Pubblichiamo la recente intervista di Paola Harris a Paul Hellyer. Buona lettura!

È un onore per me essere qui a Toronto, Canada, il 7 Maggio 2010 per intervistare Paul Hellyer. Ed è un piacere tornare in Canada dopo l'intervista che feci a Paul nel 2005, su diverse questioni controverse, come gli UFO e il cover-up governativo. L'ultimo libro scritto da Paul si intitola, "Light at the End of the Tunnel: A Survival Plan for the Human Species", e tra i molti argomenti trattati, l'ex Ministro della Difesa canadese affronta la questione UFO, la retroingegneria ET e il sistema finanziario globale, temi che si è gentilmente prestato a discutere con noi in questa intervista.



Paola Harris: Il 2005 è stato un anno importante per te. Dalla mia visita qui cinque anni fa, molte cose sono successe. Avevi già in mente di scrivere quest'ultimo libro, nel 2005?

Paul Hellyer: "All'epoca non ne avevo idea, ma non mi ci volle molto per decidere di voler scrivere un'opera finale, una sorta di eredità. Nel 2005, purtroppo, stavo ancora cercando di superare il dolore per la morte di mia moglie, Ellen, e il dover vivere da solo. Così chiesi a Sandra, la vedova del mio migliore amico, se e potesse prendere in considerazione l'idea di sposarmi. Era vedova da 10 anni, e rispose di sì. Fissammo il matrimonio per l'1 Ottobre 2005, che è anche l'anno in cui cominciai a interessarmi seriamente alla presenza e alla tecnologia extraterrestre. Sono stato Ministro della Difesa canadese e ho ricevuto rapporti di avvistamenti. Dicevamo, "questo è un fenomeno naturale", "quest'altro non è spiegato", ma non approfondimmo mai davvero. Quell'anno lessi "The Day After Roswell" del Col. Corso e giunsi alla conclusione che ciò che scriveva era vero ed era importante. Così feci una dichiarazione all'Exopolitics Symposium di Toronto, secondo la quale gli UFO erano reali come gli aerei che volano sopra le nostre teste, e sarebbe ora che il governo degli Stati Uniti cominciasse a dire la verità su questo tema, perché devono essere affrontate questioni economiche e militari importantissime. E come si può affrontare un problema di cui non si ammette nemmeno l'esistenza? Come si può discutere del problema, se il governo statunitense non riconosce ufficialmente nemmeno la sua presenza sui radar?".

Harris: In una conversazione informale mi dicesti che per te sarebbe stata l'unica volta. Pensavi che saresti andato alla University of Toronto a porre determinate domande, come hai fatto, e rilasciare la dichiarazione, che infatti hai rilasciato. Ma cinque anni dopo, la cosa non si è conclusa, e tu continui ad interessartene...

Hellyer: "Pronunciai quel discorso, venne solo poche settimane prima del mio matrimonio e domandai alla mia futura moglie se lei fosse d'accordo. Lei era dubbiosa, riluttante, ma io dissi, be', sarà la prima e l'ultima volta e desidero che venga fuori in un'occasione pubblica. Lei disse, va bene, procedi. Non immaginavo dove mi avrebbe portato perché, naturalmente, dopo quell'uscita pubblica, la gente voleva parlarmi e io svolgere delle ricerche. Ho sempre detto di essere stato nel giardino d'infanzia dell'ufologia nel 2005 e sono probabilmente salito al livello 5 o 6 dopo molta ricerca nei cinque anni seguenti. Ho letto moltissimi libri, e ora so molto di più a riguardo della maggior parte della gente. Quando decisi di scrivere un altro libro, pensai di dovervi includere un capitolo, un'introduzione a dire il vero, sulla presenza e la tecnologia extraterrestre. E anche rivolgere un appello per un pieno disclosure, perché le implicazioni di quanto è andato avanti segretamente negli ultimi 50 o 60 anni sono molto profonde. La maggior parte della gente non ha idea di quanto siano importanti queste rivelazioni per il nostro futuro come specie".

Harris: Nel tuo libro hai riportato informazioni di prima mano, perché hai parlato con molti testimoni, come Travis Walton, il Col. Halt di Bentwaters (UK), Nick Pope, Edgar Mitchell e Shirley MacLaine e molti altri, che ti hanno suggerito di scrivere il libro. Fra tutti chi ti ha colpito maggiormente?

Hellyer: "Come sai, ho ricevuto un briefing da una serie di persone con grandi conoscenze, incluso Steven Greer. Il suo briefing è durato tre ore, ed erano presenti i testimoni che aveva trovato, 400 contatti con persone di ogni sorta che avevano conoscenze dirette dell'argomento. Così volli parlare con alcuni di loro. Ad esempio, intervistai un paio di contattati, incluso Travis Walton, che ha vissuto un'esperienza incredibile. Sono stato con lui a parlare per due giorni e sono assolutamente convinto, assolutamente che abbia detto la verità. S'impara molto parlando con queste persone. Travis Passò un gran brutto periodo quando venne liberato cinque giorni dopo la sua abduction, a cercare di convincere la gente che non era un trucco, e disse nei suoi confronti la gente si divise a metà. Circa metà dei suoi amici gli credette, l'altra metà no. Ci mise molto tempo a riprendersi psicologicamente dall'esperienza.

Un altro testimone che ho intervistato approfonditamente è Jim Sparks. Jim, probabilmente, è stato addotto più volte, con una frequenza maggiore di chiunque altro con cui io abbia parlato. Lui si opponeva a queste persone (gli alieni, ndt) ma, in seguito, arrivò a fidarsi di loro, e loro a fidarsi di lui, ricevendo molte informazioni. Ha scritto un libro sulle sue esperienze e mi ha dato il permesso di riportare una parte importante, diverse pagine di un vero dialogo tra lui e gli extraterrestri, in cui loro esprimevano preoccupazione per quanto sta accadendo sulla Terra: stiamo inquinando i fiumi, i laghi, e l'aria che respiriamo. Volevano che lui facesse sapere al mondo della loro preoccupazione a riguardo. Quindi lo incoraggiarono a divulgare la cosa, come infatti sta facendo con delle conferenze e con il suo libro. Ma volevano anche premere a favore di un'amnistia per molte persone nel caso il governo decidesse di attuare una politica di maggior trasparenza.

La retroingegneria derivante da UFO crash e altri contatti con gli ET è così importante che certi elementi del governo USA vollero tenerla segreta persino ai leader politici. Alcune persone coinvolte nelle Black Operation hanno lavorato sottoterra per anni e anni e solo il cielo sa cos'hanno ottenuto. Ma a mio parere, sarebbe un grosso affare e sicuramente una delle cose che voglio sapere è se hanno davvero sviluppato carburanti esotici, come l'energia punto zero e la fusione fredda, come dichiarato da alcuni testimoni. In questo modo potremmo trasformare il nostro mondo in appena 10 anni circa, e salvarlo dal riscaldamento globale. L'altra cosa che scrivo nel libro è che persino se questo non fosse vero, gli extraterrestri ci darebbero quella tecnologia se gliela chiedessimo, perché desiderano salvare il nostro mondo per poterci venire".

Harris: Steven Greer, che hai menzionato, grazie al Disclosure Project ha coinvolto testimoni appartenenti all'esercito e all'intelligence militare. Quindi il cover-up è vero, non è qualcosa che ci stiamo inventando ed è molto complesso, perchè il governo USA ancora non ha ammesso quanto accadde a Roswell. Siamo rimasti ancora alla versione dei palloni sonda e dei manichini.

Hellyer: "Propinano ancora la storiella del pallone sonda, sebbene molti sappiano che è una menzogna. Nel caso del crash di Roswell, ad esempio, dicono ancora che non è accaduto niente, sebbene vi siano testimoni di tutti i tipi che dicono il contrario. Hanno cominciato a lavorare alla retroingegneria subito dopo quell'evento, e disponevano di alcuni dei migliori cervelli degli Stati Uniti, e così è da allora. Sono passati più di 60 anni e ormai avranno costruito astronavi e ricavato carburanti esotici. La popolazione mondiale ha il diritto di sapere queste cose. Per questo non dobbiamo arrenderci finché non sarà fatta piena chiarezza. Ma questo deve essere fatto dal Congresso, dalle persone che li hanno finanziati senza saperlo. Una volta che decideranno di intraprendere questa strada, dovrebbero indire un'amnistia, come suggerito da Jim SParks dopo aver parlato con gli extraterrestri, in modo che la gente possa parlare onestamente sotto giuramento, senza temere le conseguenze di essere giudicato per i crimini commessi durante le loro carriere".

Harris
: Un astronauta dell'Apollo 14 (Edgar Mitchell, ndt) ha affermato davanti al Washington Press Club che Roswell è un caso autentico, che lui è stato messo a conoscenza di queste cose, più il fatto che c'è stato il Disclosure Project del 2001 a Washington DC, con tutti i testimoni presentato da Greer. Cosa credi che impedisca il completo disclosure, dal momento che altri paesi hanno ammesso l apresenza di UFO, di c'documenti e di avvistamenti...?

Hellyer: "Credo dipenda dal fatto che un ristrettissimo gruppo di persone, negli Stati Uniti, voglia tenere per sé molto segreti, senza doverli condividere né con altre persone del loro paese né con il resto del mondo. Non saprei dire con certezza perchè lo facciano, se per un vantaggio finanziario per gli Stati Uniti, o per un vantaggio finanziario dell'industria petrolifera, ad esempio mantenendo segreta l'esistenza di carburanti esotici. Ma sono sicuro che qualcuno ne sta beneficiando, e che sia convinto che questo beneficio derivi proprio dalla segretezza in cui sono tenuti determinati argomenti".

Harris: Pensi che l'intera questione extraterrestre sia benevola?

Hellyer
: "Penso siano amichevoli, ma vi sono molte specie, come sai, di cui siamo a conoscenza. Il governo degli Stati Uniti ha lasciato intendere, a volte, che c'è una specie che non lo è, ma non ha mai specificato quale, e quindi non c'è modo di saperlo, senza un disclosure. Perché potrebbero semplicemente sfruttarla come scusa per spendere centinaia di bilioni di dollari in armamenti, e questo mi preoccupa molto".

Harris: A quante persone in the know - astronauti e militari - in qualità di Ministro della Difesa, rivolgeresti la questione? Persino il Vaticano si è fatto avanti, affermando che gli extraterrestri sono nostri fratelli e sorelle. In che modo pensi potremmo presentare la cosa alla gente in modo da non suscitare panico o pressione, o cambi di status quo? O credi che si verificherà comunque un cambiamento di status quo?

Hellyer: "Credo che il pubblico sia pronto. Certamente questo deve essere divulgato per gradi. Ci si deve abituare. Si comincia a sapere qualcosa e a dire va bene, queste persone sono benevole, hanno molto da insegnarci. Una delle cose che emerge chiara e forte dalle ricerche che ho fatto, è che sono molto più spirituali di noi, quindi dovremmo pensare a loro non come a nemici ma come a fratelli e cercare di lavorare con loro, per trarne vantaggio reciproco.

Ma tu stessa hai parlato con molte persone che si sono rese conto che gli UFO file vennero girati all'industria e il governo degli Stati Uniti ne perse il controllo. Questo risale ai tempi di Eisenhower. Per questo era così preoccupato del complesso militare industriale. Disse che avremmo dovuto stare attenti a loro e tenerli d'occhio perché avrebbero fatto cose nei loro interessi e non necessariamente nell'interesse comune, e questo, credo, è esattamente ciò che è accaduto. Quel piccolo gruppo di persone trae beneficio da quest'aura di paura.

Conosciamo entrambi Carol Rosin. Lavorò per Werner von Braun per un po' di tempo, e lui continuava ad avvertirla, dopo che si era come ammorbidito, che questo complesso militare/industriale doveva avere un nemico per giustificare le enormi spese militari mentre la gente moriva di fame e per carenza di cure medica in tutto il mondo. Disse, prima saranno i comunisti, e così è stato. Poi disse che sarebbero stati i terroristi, ed ora questo si sta realizzando. Poi, secondo von Braun, il nemico sarebbero stati gli extraterrestri, ed ora stanno tentando di fare soldi per costruire una base sulla Luna e fare altre cose che alcuni di noi pensano siano più di interesse militare che scientifico. Ma siccome il popolo americano non ha mai dato veramente l'autorizzazione a farlo, non potrebbero.

Nessun governo guadagna consensi spendendo il denaro pubblico per la militarizzazione dello spazio. Al contrario, penso che gran parte della gente dica, eih, è un'area di interesse comune che dovrebbe essere utilizzata per tutta l'umanità e il miglioramento delle sue condizioni. Ma questa strada è bloccata da quella che nel mio libro chiamo Cabal, il nocciolo duro del governo ombra di cui tutti parlano, che prima o poi dovrà uscire allo scoperto e il Congresso è l'organizzazione che può obbligarli a farlo".

Harris: Il tuo libro è esaustivo perché parli di tutto questo e di come dovremmo rapportarci con le altre civiltà nel mondo. Ma come potremmo cambiare la nostra visione del mondo in modo da non essere più una specie pericolosa, che si uccide a vicenda, e per non essere più così critici nei confronti di chi non è come noi?

Hellyer: "Io penso che stiamo vivendo in un mondo infelice dove vanno male molte cose, e nel mio libro comincio col dire che ci restano circa 10 anni per cambiare rotta e convertirci a nuove forme di energia, non i 30 o 40 anni di cui parlano i politici. Allora sarà troppo tardi e il riscaldamento globale porterà alla devastazione di molte zone, come il Bangladesh ad esempio, che potrebbero venire sommerse dalle acque e molte isole del Pacifico, e persino Manhattan. In questo modo andremo dritti verso la distruzione se non decideremo di cambiare.

Praticamente tutte le religioni principali, ad un certo punto, hanno inglobato altre importanti religioni cercando di distruggerle, e alcune di queste lo hanno fatto predicando l'importanza di trattare il prossimo come vorremmo essere trattati noi. Nella pratica, hanno fatto esattamente l'opposto!

Nel mio libro affronto questo argomento e chiedo un anno di perdono in cui tutti i popoli che si sono combattuti negli ultimi 2000 anni o più, perdonino chiunque lo abbia fatto, e comincino a collaborare per costruire il Regno di Dio, che io concepisco come un mondo dove tutti abbiano cibo e acqua potabile a sufficienza, un tetto sulla testa, abbastanza vestiti per coprirsi, e accesso all'istruzione che dia loro l'opportunità di coltivare creativamente le proprie capacità.

Questo è il mondo di cui tutti noi parliamo, che tutti sognamo e speriamo, ma per il quale facciamo molto poco. È interessante il caso, tornando per un attimo alla questione UFO, di uno dei primi pionieri canadesi in questo campo, Grover Smith, che aveva accesso a informazioni da parte dei Visitatori Stellari, come alcuni di noi li chiamano. Smith disse che avremmo raggiunto un punto - sicuramente glielo avevano detto loro - in cui si doveva scegliere tra il bene e il male. E se avessimo continuato verso il male, contro i nostri simili, il mondo era condannato.

Al contrario, se avessimo scelto il bene in tutti i modi a noi possibili, soprattutto con tutta questa tecnologia, avremmo potuto creare un mondo di sorprendenti possibilità per tutti. Oggi ci troviamo a proprio a quel punto e io credo che gli extraterrestri siano molto interessati alla scelta che faremo.

Se sceglieremo la via della collaborazione o se continueremo a dire, "il mio potere o il mio desiderio di diventare presidente del Paese, o di essere dittatore ecc è così forte e ho tali ragioni per volerlo, che sono disposto a usare le forze armate per uccidere i miei nemici e rinchiuderli se diventano troppo potenti", e via dicendo. In altre parole, quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare in tante parti del mondo".

Harris: La parte del tuo libro sui carburanti alternativi è molto personale, come anche quella sulla collaborazione politica internazionale, perché ti piace metterti nei panni degli altri e vorresti innovare il sistema monetario. Puoi parlarmi di ciò che più ti sta a cuore, fra questi argomenti? Come potremmo risolvere i problemi?

Hellyer: "La questione più urgente è il cambiamento del sistema monetario mondiale, il sistema bancario. È una lunga storia e so che non vuoi che mi dilunghi. Ma è assolutamente importante. L'attuale sistema bancario, detto in parole povere, ha legalizzato la frode e va cambiato per il bene comune. Nel mio libro spiego che il mondo è governato da una élite molto ristretta e immensamente ricca, e che tale vuole rimanere.

Vogliono tenere in pugno le risorse e la ricchezza del mondo e per farlo hanno introdotto la globalizzazione, che non ha avvantaggiato nessuno concretamente, eccetto loro. Vogliono mantenere un sistema bancario che ha provocato più di 25 recessioni e depressioni negli Stati Uniti negli ultimi 120 anni. Ed ora, dopo uno dei peggiori crack -questo è uno dei più drammatici crack dalla Grande Depressione - vogliono farci credere che stanno mettendo a posto il sistema, ma non è così. Fingono di punire i banchieri responsabili del crollo, ma è solo un colpetto sulla mano, è come dare una multa di 20 dollari a una prostituta perché sta sulla strada, ben sapendo che lo rifarò la sera seguente e guadagnerà ancora di più.

Le banche fanno esattamente così. Se la ridono per tutto il tempo. È un argomento complesso. Forse potrebbe essere interessante se potessi accennare a un po' di storia. Torniamo al tempo in cui re Guglielmo stava combattendo una guerra, esaurì i soldi, qualcuno disse che un modo per farne era istituire una banca.

Così fece in modo che i ricchi d'Inghilterra iscrivessero un milione duecento mila sterline in oro e argento e li prestassero al governo all'8%, che è un interesse molto alto per un prestito garantito dal governo. Poi, per mostrare la sua gratitudine, il governo permise alle banche di stampare un altro milione duecentomila sterline in banconote e di prestarle ai loro amici ad alti livelli di interesse. In altre parole, venne loro permesso di prestare lo stesso denaro due volte! Nel corso degli anni, per colpa dell'avidità dei banchieri e della collaborazione (per usare una parola gentile) dei politici, il rapporto è aumentato enormemente.

Nei primi anni del XX secolo la Banca Federale degli Stati Uniti doveva avere una riserva di oro del 25%, il che significa che poteva prestare lo stesso denaro quattro volte. Nei miei primi anni in Canada, dovevano avere una riserva in contanti dell'8%, il che significava che potevano prestare lo stesso denaro 12 volte e mezza. Poi oggi, con questo nuovo sistema di "adeguatezza patrimoniale" - che non è per niente adeguato e dovrebbe chiamarsi piuttosto inadeguatezza patrimoniale - stanno prestando lo stesso denaro 20 volte e raccogliendo interessi su di esso, ogni volta.

Non è altro che una frode legalizzata e il fatto che una minuscola minoranza di ricchi possa farla franca è una disgrazia. Ho continuato a dire che dobbiamo ridurre il rapporto dal 20:1 al 3:1 ad esempio, e ridurre la somma della proporzione del denaro che le banche creano da un quasi monopolio a due terzi, in modo che i governi detengano la licenza in nome del popolo e possano stampare un terzo del denaro (34% è la quantità che riporto nel libro) e usarla per bilanciare i loro budgets, pagare la sanità, e finanziare il passaggio dall'economia basata sul petrolio in qualcosa che salverebbe il mondo dal riscaldamento globale e fare altre cose fondamentali, come fornire il cibo e rifugio a chi ne ha bisogno, dando ai poveri un'opportunità.

Questo deve essere fatto, perché se così non fosse, andremo avanti per altri 5, 10, 15 anni e poi avremo un altro crack, altri milioni di persone perderanno il lavoro, le case e gli affari e questo andrà avanti finché non faremo davvero qualcosa per cambiare. Ci vorrà molto fegato per opporsi all'industria bancaria perché è un osso duro e spenderebbe milioni per impedire che questo accada. Ma allo stesso tempo sarebbe il più grande servizio all'umanità che qualsiasi leader o gruppo di leader possa fare, e io spero e prego che venga fatto, e che cercheranno di capire come funziona il sistema, cosa che in pochi sanno, ma che si può apprendere in poche ore".

Harris: Hai un consiglio da dare ai giovani, per aiutarli a cambiare la situazione ed entrare in questo nuovo mondo che entrambi auspichiamo?

Hellyer: "Il mio consiglio è di partire dagli individui. Di solito uso la metafora della spiaggia. Se la maggior parte dei granelli di sabbia sono puliti, la spiaggia è bella e ospitale. Se invece la maggior parte dei granelli di sabbia sono macchiati di petrolio (o, in senso più generale, se la maggior parte è malvagia menefreghista e concentrata su se stessa), allora la spiaggia sarà brutta e sporca, che è quello che sta accadendo oggi.

Abbiamo pochissima integrità personale. Sul giornale ogni giorno c'è qualcuno che rapina qualcun altro. I governanti rapinano la gente, la gente cerca di rubare allo stato, ad esempio non pagando le tasse, ecc. Tutto deve partire dagli individui, e deve partire dal basso, non dalla cima.

Una buona leadership è importantissima e se avremo qualcuno con alti standard morali ed etici, nelle posizioni di comando, questo contagerà anche i giovani. Ma alla base i giovani devono cambiare il mondo, uno alla volta, individualmente, e tentare di lasciare il mondo in una situazione migliore di come l'hanno trovato.

Se ognuno facesse così, pianterebbero un albero o due o raccoglierebbero una lattina o due, o farebbero qualsiasi cosa si renda necessaria, donare un dollaro o due a qualcuno in una situazione migliore della loro, ecc.

Se un numero sufficiente di persone lo facesse, eserciterebbe una pressione politica sui leader perché vengano avviati i macro-cambiamenti essenziali per cambiare il sistema monetario, fermare il riscaldamento globale e fare tutto il necessario per salvare il mondo".

Fonte: Paolaharris.com
Fonte: http://noiegliextraterrestri.blogspot.com/2010/09/intervista-paul-hellyer.html

martedì 18 maggio 2010

La verità è una menzogna ancora da svelare...Ricordo di Michael Wolf

Un ricordo del controverso e misterioso Michael Wolf scomparso ormai dieci anni fà in questa intervista di Paola Harris.




Abbiamo verificato la veridicità delle lauree e dei dottorati che costituiscono il curriculum di questo neurologo, autore dello straordinario Catchers of Heaven. Un personaggio la cui umanità trascende i compiti governativi da lui svolti per anni.



Incontrare Michael Wolf - per me ed Adriano Forgione - è stato un grande onore. Con questo scienziato, che ha lavorato per il National Security Council e la CIA nell’ambito di un incredibile programma di interazione tra alieni e governo, abbiamo stabilito un rapporto che cercheremo di valorizzare attraverso il nostro lavoro, divulgando, quanto più fedelmente possibile, le informazioni che il dottor Wolf vorrà continuare a fornirci.

Occhi neri e penetranti

Dopo tanti contatti telefonici, nell’agosto dello scorso anno, da Denver, Colorado, prendiamo un volo per il Connecticut, dove Michael Wolf risiede da diversi anni. Giunti alla porta della sua abitazione, con Adriano ci guardiamo per un attimo negli occhi, trepidanti, sappiamo che trascorreremo con Wolf alcune ore, compatibilmente con le sue precarie condizioni di salute (è diabetico e possiede una chimica ematica davvero inusuale: colesterolo 933, trigliceridi 3769). Ci accoglie con una cortesia tutta particolare. È un uomo alto, sul metro e 84 cm., dai lineamenti molto fini, la pelle diafana.

I suoi occhi profondi, di un nero brillante, sembrano non avere pupilla e, impossibile non fissarli, entri in uno stato d’animo di soggezione. Hai l’impressione di trovarti davanti ad un essere ibrido, anche se il termine che trovo più adatto è mesoalieno. Michael indossa un camice medico, tipo quelli che vediamo nella serie ER. Così è a suo agio, anche per ragioni d’abitudine, dato che è davvero un dottore, un neurologo, a dire il vero. Rimango impressionata dal numero di enciclopedie mediche, microscopi elettronici, computers, provette di vetro, oscilloscopi e altri strumenti sparsi ovunque nella sua casa.

Su due pareti spiccano i suoi master e le sue lauree (tra cui una in neurologia) e diversi dottorati in fisica teoretica, Computer Intelligence, Legge, Effetti dei campi elettromagnetici sull’organismo e Biogenetica. Il problema è che Wolf ha conseguito diversi di questi dottorati nell’ambito di programmi-ombra governativi (Black Operations), e le università coinvolte hanno provveduto a far sparire il suo nome dai loro registri. Nonostante ciò, Wolf resta un insigne membro della Science Academy of New York, ed è stato membro dell’American Association for the Advancement of Sciences (AAAS) per diversi anni. Inoltre ha prestato servizio nell’Aeronautica militare come pilota, con il grado di colonnello, svolgendo contemporaneamente le attività di flying doctor e di ufficiale del controspionaggio.


Dentro il Majestic12

Il suo curriculum include il servizio prestato quale consulente scientifico presidenziale durante varie amministrazioni (inclusa quella di Clinton, la cui lettera di ringraziamento a Wolf è appesa al muro) e, in qualità di consulente del NSC per il problema extraterrestre è stato membro (come MJ-7) del Gruppo segreto noto come Majestic 12 (MJ-12), per il quale ha diretto la principale sezione di ricerca: l’Alphacom Team. Michael Wolf, nonostante il suo passato e la sua preparazione è una persona alla mano, dotata di grande senso dell’umorismo.

A volte il suo modo di ragionare eclettico può disorientare, e forse per questo motivo alcuni miei colleghi giornalisti lo hanno definito “Matto come una volpe!", come cita testualmente Wolf con un sorriso accattivante. A dispetto delle sue gravi malattie ha la mente incredibilmente lucida, e il suo spirito è forte come quello del lupo di cui porta il nome.

Richard Boylan, suo vecchio amico e principale biografo concorda: “il Dott. Wolf è un filosofo capace di saltare da un argomento all’altro alla velocità di una mitragliatrice, interponendo la sua particolare filosofia spirituale con le basilari verità espresse da Islamismo, Cristianesimo, Giudaismo e spiritualità nativo-americana. Wolf ha ripetuto spesso sia a me che a Boylan che il suo Koan personale è la frase: “la verità è una menzogna ancora da svelare (per il Buddismo Zen il Koan è una frase-chiave il cui studio porta all’illuminazione).

Lento rilascio di informazioni

Mentre Wolf ci fa accomodare nel soggiorno arredato con mobili in legno degli anni Settanta, gli chiedo quale sia la verità sugli UFO. “È tutto scritto nel mio libro" dice, riferendosi a Catchers of Heaven e spiegandoci che gli è stato permesso di scriverlo a condizione che venisse etichettato come fantascienza. "La parte responsabile del governo (definizione di Wolf) vuole che queste informazioni siano diffuse, per abituare la popolazione all’argomento e rendere così meno traumatico il futuro contatto. Invece, la parte ombra del governo censura tutte le informazioni, perché teme il crollo delle maggiori istituzioni della Terra e dei loro imperi finanziari".

Wolf definisce questo gruppo ombra Cabal, un’associazione formata da militari di vecchio stampo, un tempo responsabili del programma Guerre Stellari. Così, definendo fantascienza il libro Catchers of Heaven, Wolf ha ottenuto quella che il governo chiama negabilità ufficiale. “Leggi tra le righe invita a fare al suo lettore. Il libro è basato su fatti autentici, la menzogna si sta lentamente svelando. Mentre parla, ho modo di riflettere su un punto importante: Wolf si rifiuta sistematicamente di concedere interviste, ma ha fatto un’eccezione nel nostro caso, come, mi sembra, abbia fatto per James Courant e Michael Hesemann.

Mi prende un sospetto, che anche noi si faccia parte, inconsapevolmente, del famoso programma di lento rilascio di informazioni. “Certamente!", risponde Wolf sorridendo, mostrando ad Adriano Forgione alcuni documenti ufficiali del governo, finora solo parzialmente declassificati, fra cui quelli inerenti il Project Aquarius.

Criteri di giudizio

Ho sviluppato un certo criterio di giudizio sulle persone che intervisto, anche grazie al mio rapporto di lavoro con Philip Corso. Se anche solo una parte delle apparentemente incredibili rivelazioni di queste persone fosse comprovabile, allora probabilmente stanno dicendo la verità anche su tutto il resto. Nella mia prima intervista di maggio (telefonica, N.d.R.), il dottor Wolf mi parlò di quando lavorò con Federico Fellini come comparsa nel film 8 e 1/2, e che a quei tempi abitava allo Sporting Hotel, che esiste tuttora, nell’elegante quartiere Parioli di Roma. Come accadeva con Corso, anche Michael Wolf era in grado di ricordare i nomi di tutti i portieri degli alberghi in cui era stato, e di gran parte dei suoi amici di Roma. La prima cosa che ho notato, appese alle pareti muri del suo soggiorno, sono state foto sbiadite di Fellini, Claudia Cardinale e Marcello Mastroianni.

Tra loro c’era una comparsa, un bel ragazzo dai capelli corvini, che i tecnici di studio avevano avvolto in un lenzuolo bianco, dai tratti somatici inconfondibili, è un Wolf molto più giovane. Per determinare la credibilità di una persona è utile un altro criterio: la precisione dei dettagli. L’ho imparato da mio padre, che nel ‘43 era ufficiale di cavalleria per le armate di Mussolini, e devo averlo recepito ascoltando i racconti di guerra di Philip Corso almeno venti volte, e il colonnello non ha mai modificato un dettaglio, sembrava anzi rivivere l’evento mentre lo narrava.

Anche Wolf non cambia una virgola, pur incalzato dalle stesse domande. Ho più di 20 registrazioni delle nostre conversazioni telefoniche ed è chiaro che, per quanto riguarda la ricostruzione degli eventi legati alle sue esperienze, Wolf è puntiglioso e reagisce ai miei eventuali errori o imprecisioni, si irrita e mi corregge, come quando ho scritto che lavorava nella struttura S-4 di Indian Lakes invece che di Indian Springs (una sezione dell’Area 51, N.d.R.). Usa una precisa terminologia scientifica, che auspica comprensibile e, aggiungo io, lo sia sul piano culturale.

Ama soffermarsi sul pittore Amedeo Modigliani, del quale ha imitato lo stile in alcuni dipinti da lui realizzati. Wolf presume che il suo interlocutore, o il lettore, possa comprendere la sua logica, cosa invece difficile, visto che il suo QI (quoziente intellettivo) supera 200: ecco il problema con quelli che definirei “mesoalieni, è gente evolutissima sul piano tecnologico e spirituale - ibridi, se si vuole - che probabilmente pensano erroneamente che noi umani si sia allo stesso loro livello di comunicazione, per aiutarci a risolvere il mistero dei nostri contatti intergalattici/ interdimensionali, le nostre radici, forse anche la nostra stessa storia.

Wolf spiega che la sua capacità di interagire con gli extraterrestri per conto del governo americano, gli ha consentito di apprenderne i principi vitali: gli alieni non posseggono una dualità, prendono le cose alla lettera, non inquinano le acque, come fa il governo.

Come persona, Wolf emana una intensa sensibilità, che si riflette emozionalmente sulle persone che lo avvicinano... come scienziato, studia tanto i segreti degli atomi e delle particelle quanto quelli delle galassie, e vede ogni cosa come connessa all’altra, quale manifestazione di una Fonte Creatrice Suprema. Inoltre ci ricorda che non si sarebbe mai dovuta verificare la frattura tra scienza e spiritualità, una dicotomia profonda che ora separa il mondo fisico e quello metafisico. Noi esseri umani dobbiamo comporre questa frattura interiore, abbandonando l’idea di una tecnologia fine a se stessa ed entrando nella dimensione di una crescita spirituale, come suggerito da tempo immemore dagli indiani Hopi.

Per quanto inusuale, di certo non sorprende che il dottor Wolf sia stato invitato come relatore alla Star Knowledge Conference organizzata dai Nativi Americani a Sedona lo scorso novembre, alla quale purtroppo non ha potuto partecipare per motivi di salute. Per quanto gravemente ammalato, appoggia continuamente iniziative a tutela dell’infanzia, dell’ecologia e delle minoranze etniche, mentre il governo (per il quale ha lavorato anni) non lo aiuta in alcuna maniera. Wolf adora i delfini e li definisce le creature più vicine alle forme di vita aliena conosciute come Grigi.

Hanno un’intelligenza simbiotica con l’ambiente che li circonda e “dovremmo imparare di più da loro - afferma - non sono semplici animali. Una volta, parlando con Richard Boylan (suo buon amico), gli ho espresso certe mie perplessità: Michael continuava a sentirsi leale verso il proprio Paese, nonostante lo avesse sfruttato e abbandonato. Come potevano convivere in lui l’attaccamento verso lo Stato e la voglia di costruire un futuro migliore “ Michael Wolf non vede contraddizioni intellettuali in questo - ha risposto Boylan - è bravissimo nello scavalcare difficili linee di confine. Ed io sono pienamente d’accordo con lui."

Questo, un breve commento di Richard Boylan:

Forse la rivelazione più inquietante di Wolf è che all’interno del cover-up sugli UFO c’è un’organizzazione occulta e apostata, nota come “Cabal". La descrive come “una ben orchestrata banda di cospiratori… sovraccarica di militari, e condotti da un sottosegretario della Marina"): “La paranoica Cabal lavora contro, e minaccia deliberatamente, gli obiettivi dei negoziati pacifici con i visitatori alieni. Cabal usa le armi di Guerre Stellari per abbattere velivoli alieni e sopraffare gli ET con il potere militare".

Wolf conclude dichiarando, “In tutta la mia carriera di scienziato, non fui mai preparato ai nostri visitatori. Dobbiamo comprendere la complessità delle varie forze impegnate in questo pianeta, e perché no, su altri. Non dimentichiamo la multidimensionalità e le distorsioni spazio-temporali; dobbiamo riconquistare la spiritualità. Sento l’obbligo di dichiarare che la spiritualità si sta rafforzando su questo pianeta, questo Sol Tre. Ma anche il male. Abbiamo il potere di sanzionare qualsiasi cosa sia… per il bene dell’umanità".

Per concludere un'altra intervista a Michael Wolf:

Parte prima


Parte seconda


Fonte: http://www.altrogiornale.org
Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=CWAKZI0AdBE&feature=related

Keplero e gli extraterrestri sulla Luna

Interessante articolo su Keplero che scopriamo allineato con il pensiero cospirazionista-ufocredente di questi anni...



Johannes Keplero, astronomo e matematico tedesco, fu anche un sostenitore dell’esistenza di vita extraterrestre. Nella sua opera “Dissertatio cum Nuncio Sidereo”, editata nell’anno 1610 e scritta in latino, era convinto della vita intelligente sulla nostra Luna. Ecco cosa affermava:

Non posso evitare di stupirmi riguardo a quella larga cavità circolare (…). E’ un prodotto di natura o dell’arte? Supponiamo che ci siano esseri viventi sulla Luna… ne segue sicuramente che il carattere degli abitanti debba accordarsi con quello del luogo in cui vivono. Dal momento che la Luna ha montagne e valli molto più grandi di quelle della nostra Terra, essi hanno senza dubbio corpi più massicci, e costruiscono progetti giganteschi. Durante il loro giorno, della durata di quindici dei nostri, essi sopportano un caldo intollerabile. Forse, mancando di pietre per costruire protezioni contro il Sole, lo fanno invece con il suolo fangoso. Forse scavano enormi arene e, quando portano fuori la terra, la ammonticchiano in un cerchio allo scopo di prosciugare l’umidità del terreno. Cosi si nascondono all’ombra dei tumuli da loro scavati e, al muoversi del Sole nel cielo, si spostano in modo da restare sempre coperti. Essi realizzano poi, a tutti gli effetti, una città sotterranea, e vivono all’interno di cave nel terrapieno circolare“.

Fonte: http://www.torinoscienza.it/dossier/apri?obj_id=3843
Fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/

Incontro con i visitatori in Sud America?

Il blog di Zret ci propone la storia di Enrique Rincon...buona lettura

Enrique Castillo Rincon è un ingegnere venezuelano che vive in Costa Rica. E’ un uomo ordinario coinvolto in circostanze straordinarie.



Dopo il suo primo avvistamento di un U.F.O. sulla cima di un vulcano nel 1963, divenne un investigatore dilettante, alla ricerca di una spiegazione logica per la sua esperienza. Tra il 1973 e il 1975, Enrique fu portato su diverse navi stellari in cinque diverse occasioni. Da quel momento, ha partecipato a numerose conferenze internazionali di argomento ufologico e si è incontrato con funzionari governativi.

Castillo Rincon è autore di OVNI, Gran alborada humana (in inglese il titolo è stato tradotto letteralmente con UFOs: a great new dawn for Humanity). Nell'opera, che ha riscosso un lusinghiero successo soprattutto in America meridionale e centrale, il contattato racconta le sue sorprendenti esperienze: agli inizi degli anni '70 del XX secolo, l'autore incontrò un "uomo" in un cinema a Caracas ed allacciò con lui un'amicizia durata quattro mesi. Tre anni dopo, questo stesso "uomo", rivelatosi un Pleiadiano, lo ospitò per cinque volte a bordo di un disco volante.

Nel libro sono descritti ordigni che affiorano dalle acque di un lago ed una rutilante astronave madre. E' anche ripercorsa la visita di Castillo Rincon ad una comunità autosufficiente che vive nascosta tra alte ed impervie montagne. Secondo l'autore, l'universo pullula di vita intelligente, di esseri coscienti che sono in grado di trascendere il tempo e lo spazio, di attraversare la nostra "realtà" per entrarvi ed uscirne.

I visitatori incontrati dal contattista hanno spiegato all'ingegnere: "Siamo qui per compiere una missione molto speciale. Apparteniamo ad una civiltà molto sviluppata, sorella di altre, da cui abbiamo ricevuto ordini specifici per quanto riguarda il Pianeta Terra. Contattiamo gli uomini di diversi popoli sin dall'antichità. Abbiamo inoltre plasmato il pensiero di molte civiltà attraverso quelli che voi chiamate 'Maestri'. Tuttavia non abbiamo agito solo sulla Terra, ma anche su molti altri: abbiamo contribuito al loro progresso scientifico, culturale ed alla loro elevazione spirituale".

Nell'articolo “Appuntamento con l'alieno”, Umberto Visani esamina, con obiettività e prudenza, il caso Castillo Rincon, confrontandolo con altre esperienze simili. Il vissuto dell'ingegnere compone i vocaboli di una sorta di esperanto del contattismo: extraterrestri provenienti dalle Pleiadi, dalla fisionomia tipica dei Nordici, basi sotterranee e sottomarine, nello specifico nelle Ande e nella Fossa delle Marianne, messaggi incentrati su un monito ad un"cambio di rotta nelle coscienze" per evitare guerre e cataclismi, insistenza sui pericoli insiti nell'energia nucleare... [1]

Come Visani, chi scrive, anche per aver passato in rassegna decine di testimonianze dovute a contattati, contattisti e rapiti, propende a considerare Castillo Ricon fededegno ed il suo racconto complessivamente genuino. Innumerevoli sono i riscontri con altri episodi un po' in tutto il mondo: talvolta addirittura si possono rilevare delle perfette coincidenze, come se i contatti con i Nordici seguissero un copione preciso.

Se è comunque lecito nutrire dubbi circa la credibilità di questi abboccamenti con ufonauti saggi, appare forse più impellente domandarsi che cosa si celi dietro tali resoconti: è in atto una subdola operazione psicologica attuata dal governo segreto in combutta con un'astuta razza extraterrestre? Veramente alcune nazioni delle stelle stanno adoperandosi per attutire i tragici contraccolpi dei cambiamenti futuri? Va rilevato che un fil rouge unisce le rivelazioni dei contattisti alle dichiarazioni di presunti sequestrati: il carattere epocale e catastrofico dello snodo temporale cui ci stiamo avvicinando a grandi falcate. Le ricerche scientifiche, i miti, le tradizioni e quello che si respira nell'aria paiono convergere verso un punto focale, verso un metamorfico orizzonte degli eventi.

Sagacemente Castillo Rincon ha titolato il suo libro, OVNI, Gran alborada humana: infatti è certo che una fulgida alba sta per sorgere. Resta da capire chi potrà ammirarla ed a quale prezzo.

[1] Solo a titolo di esempio, ricorderei che le affermazioni dell’ingegnere richiamano da vicino la casistica indagata dall’ufologo britannico Timothy Good. Vedi T. Good, Base Terra, Milano, 1998, passim.

Fonti:

E. Castillo Rincon, UFOs, a great new dawn for Humanity
U. Visani, Appuntamento con l’alieno, in X Times, maggio 2010


Fonte: http://zret.blogspot.com/

venerdì 14 maggio 2010

USA: l’onorevole McElroy conferma l’incontro con alieni di Eisenhower (news)

L’On. Henry W. McElroy Jr, Rappresentante dello Stato del New Hampshire in pensione, ha dichiarato l’11 di Maggio 2010 che l’ex presidente degli Stati Uniti Eisenhower fu informato con una lettera circa la presenza di esseri intelligenti extraterrestri sulla Terra.



McElroy ha anche detto che nel documento che ha visto mentre era legislatore si faceva riferimento alla possibilità di Eisenhower di incontrare i visitatori alieni. Come i lettori ricorderanno, un incontro tra Extraterrestri e il presidente D. Eisenhower fu organizzato nella Base di Muroc Army Air Field, ribattezzata poi nel 1949, in onore del pilota collaudatore Glen Edwards. Il contatto ufficiale tra ET e la delegazione presidenziale, avvenne nel 1954. In seguito a questo incontro si generarono tutto un insieme di politiche che ancora oggi influenzano la nostra storia. McElroy ha ringraziato le persone e gli stati, fra cui l’Italia, che fino ad ora hanno parlato apertamente del problema.

Di sotto un estratto del discorso tradotto dal sito “Corvide” che ha riportato per primo la notizia in Italia:

Buongiorno, vi sto parlando te da Fort Monroe, Virginia. Il mio nome è Henry McElroy, Jr., ex deputato dello Stato del New Hampshire. Il documento che ho vistoera una lettera ufficiale al presidente Eisenhower.
Per quanto a mia memoria questa lettera era pervasa da un senso di speranza, e informava il presidente Eisenhower della continua presenza di esseri extraterrestri qui negli Stati Uniti d’America. La letera sembrava indicare che un incontro tra il presidente e alcuni di questi visitatori avrebbe potuto essere organizzato se desiderato.
Il tono della lettera indicava che non c’era bisogno di preoccuparsi, dato che questi visitatori non sono stati in alcun modo, causare alcun danno, o avesse intenzioni, qualunque, di provocare perturbazioni allora, né in futuro.

Sebbene io non possa verificare i tempi o i luoghi o che una o più riunioni si siano verificate direttamente tra Eisenhower e tali visitatori, per via del suo ottimismo nel suo discorso di addio nel 1961 personalmente credo che Eisenhower abbia davvero incontrato questi extraterrestri, astronauti ‘non di questo mondo’.
Spero che la mia testimonianza personale aiuterà la nazione nella sua ricerca per la veritá. Sono onorato di seguire le orme di coloro che si sono fatti avanti con la loro testimonianza personale – coloro che meritano l’ammirazione del popolo americano per la pubblica condivisione dei loro racconti , nel tentativo di elevare le nostre conoscenze per una comprensione maggiore della nostra esistenza. Persone come:

* L’ex astronauti John Glenn, Edgar Mitchell, Gordon Cooper, e Buzz Aldrin
* Ex presidenti Ronald Reagan e Jimmy Carter
* Bill Uhouse capitano della United States Marine Corps
* John Williams Lt. Col. della United States Air Force
* Co Phillip Corso Sr. dell’esercito degli Stati Uniti
* Graham Bethune Comandante della Marina degli Stati Uniti

Insieme a:
David Hamilton del Dipartimento di Energia, Donna Hare della NASA, e James Kopf della National Security Agency
Vorrei anche ringraziare i paesi di Francia, Brasile, Gran Bretagna, Russia, Italia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Nuova Zelanda, il nostro vicino del nord – Canada, Uruguay e Australia, per avere aprirto i loro files consentendo l’accesso a informazioni che sono molto importanti per l’evoluzione dell’umanità.
Grazie
“.

Sotto il video della testimonianza (in inglese) del politico statunitense



Fonte: http://corvide.blogspot.com/2010/05/eisenhower-poteva-incontrare-gli-alieni.html

giovedì 6 maggio 2010

Politico russo rapito dagli extraterrestri. Indaga il Cremlino (news)

Il presidente russo Dmitry Medvedev è stato inviato a indagare su un politico di primo piano che sostiene di essere stato rapito dagli alieni.



Kirsan Nikolaevic Iljumzinov, leader di una regione meridionale del paese (Calmucchia), nonchè giocatore di scacchi, ha raccontato in una prima serata televisiva su Channel One il 26 aprile scorso, di essere stato preso nel centro di Mosca il 18 settembre 1997, da una navicella spaziale inviata sulla Terra e di aver incontrato gli extraterrestri che indossavano tute gialle. Il politico ha raccontato di aver trascorso alcune ore in compagnia degli alieni. La nave spaziale era un “tubo semi-trasparente” su cui egli è entrato, incontrando creature, che sembravano vestite con tute gialle. Poi hanno fatto un giro con la loro astronave. Ora, un altro politico russo teme che Nikolaevic Iljumzinov possa aver divulgato segreti di stato e vuole che si indaghi. Nikolaevic Iljumzinov ha detto che l’astronave aliena era venuta sulla Terra per prelevare campioni. Sostiene di avere diversi testimoni che hanno assistito a questo suo rapimento.

Nota Redazione Centro Ufologico Taranto: una notizia interessante e inquietante, se fosse vera. La notizia non è stata censurata all’estero, infatti anche ABC e BBC (per il momento) hanno riportato il caso, con degli elementi non presenti nella notizia tradotta in Italia. Innanzitutto gli extraterrestri avrebbero comunicato con il politico per via telepatica per la presenza di un “basso livello di ossigeno”. Inoltre vi si afferma che gli extraterrestri non si sono ancora presentati in massa sulla Terra perchè “l’umanità non è ancora pronta” e, inoltre, l’aspetto degli extraterrestri era completamente umano. Per quanto riguarda il rapimento (avvenuto di notte) avrebbero assistito a ciò “il suo assistente, il ministro e il suo autista”.

Fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/

mercoledì 5 maggio 2010

Martin Rees, uno dei più grandi astronomi del mondo: "più facile scoprire forme di vita aliena" (news)

La possibilita' di scoprire forme di vita aliena e' maggiore di quanto si immagini: ne e' convinto l'astronomo reale britannico, Lord Martin Rees, presidente della Royal Society, che oggi a Londra ha aperto il convegno sulla ricerca della vita extraterrestre e le sue conseguenze nella societa'.



Tra i partecipanti, il fondatore del programma Seti, per la ricerca della vita extraterrestre.
Scoprire che altri pianeti sono abitati "potrebbe cambiare il nostro modo di considerare noi stessi e il nostro posto nel cosmo", ha affermato Lord Rees, citato nel sito web della Bbc.
Nonostante la "caccia" a E.t. sia cominciata almeno 50 anni fa senza nessun progresso, il capo degli astronomi britannici ritiene che adesso le condizioni per una simile scoperta siano indubbiamente migliori:"La tecnologia e' avanzata al punto che per la prima volta possiamo concretamente avere la speranza di individuare pianeti non piu' grandi della Terra in orbita attorno ad altre stelle".

Una volta scoperti questi pianeti "gemelli" della Terra, "saremo in grado di scoprire se hanno continenti e oceani, e quale tipo di atmosfera", ha detto ancora l'astronomo reale. Ci vorra' del tempo per capire anche se questi pianeti sono abitati ma, ha rilevato, "sara' un grandissimo progresso essere in grado di avere le immagini di un altro pianeta simile alla Terra".
Ad alimentare l'ottimismo di Rees sono i telescopi spaziali di nuova generazione, progettati per scoprire pianeti simili alla Terra, finora davvero difficili da individuare per le loro piccole dimensioni. Sono piu' di 300 i pianeti esterni al Sistema Solare scoperti finora, e praticamente tutti sono giganti delle dimensioni di Giove.

"Trovare la vita, anche nelle sue forme piu' semplici, sara' una delle piu' grandi scoperte del 21/o secolo", ha detto ancora Rees. "Sospetto - ha aggiunto - che fuori dalla Terra potrebbero esserci forme di vita e di intelligenza che non possiamo nemmeno concepire" e "potrebbero esserci - ha concluso - forme di intelligenza che superiori a quelle umane tanto quanto l'intelligenza umana e' superiore a quella dello scimpanze"'.

Fonte: http://www.altrogiornale.org/news.php

mercoledì 7 aprile 2010

UFO: un problema globale

Relazione di Colman S. Vonkeviczky pioniere dell’Ufologia (in memoria). Conferenza al Quartier Generale della Nazioni Unite

Per circa cinquant’anni la strategia del cover-up governativo, in materia di UFO, ha influenzato le decisioni dei governi e delle Forze Armate, impegnate in una guerra di trincea contro gli extraterrestri. Le centinaia di rapporti ufficiali sugli avvistamenti di oggetti volanti dotati di una tecnologia straordinariamente evoluta hanno destato non poca preoccupazione negli ambienti governativi, impotenti di fronte alla temuta “minaccia aliena”. Ma, secondo alcuni pionieri della moderna ufologia, la situazione si sarebbe potuta risolvere in modo differente, ossia con la ricerca del contatto pacifico con queste civiltà. Ed è in questo contesto che si inserisce la figura del colonnello Colman S. VonKeviczky uno dei nomi più conosciuti nel campo della ricerca ufologica internazionale. Nato in Ungheria il 21 agosto del 1909 VonKeviczky si laureò in scienze militari ed ingegneria all’università militare “Maria Ludovica” di Budapest e, al termine della seconda guerra mondiale, prestò servizio presso il quartier generale dei servizi speciali della polizia statunitense in Germania. Dal febbraio del 1953 lavorò presso la segreteria dell’ONU, negli Stati Uniti e divenne in seguito fondatore dell’ICUFON, l’Inter-Continental UFO Network, un organismo impegnato in una serie di iniziative volte al coinvolgimento dell’ONU nell’analisi del fenomeno UFO e nella divulgazione dei dati raccolti, ai mezzi di comunicazione di massa. La sua battaglia contro il cover-up governativo è durata fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta il 27 luglio del 1998 a New York City, la città nella quale viveva da quasi cinquant’anni. “Colman era un pacifista”, ha dichiarato il ricercatore tedesco Michael Hesemann, suo intimo amico “e, di fronte alle catastrofiche conseguenze della corsa agli armamenti necessari a combattere una guerra interstellare, avvertiva l’umanità della necessità di un contatto pacifico con le entità aliene”.

UFO, la visita extraterrestre” riporta qui di seguito quella che potremmo considerare la più importante conferenza del colonnello VonKevicky svoltasi, il 21 aprile del 1987, nell’auditorium della biblioteca del quartier generale dell’ONU, in quel luogo dove, come lui stesso sperava, un giorno si sarebbe potuto risolvere il problema degli UFO. Le fotografie che corredano l’articolo sono parte del suo archivio personale del quale la nostra redazione ha i diritti esclusivi per l’Italia.



Del Colonnello Colman S. VonKeviczky, MMSE (1909-1998)

Da tre decenni gli scienziati, gli ufologi e l’opinione pubblica cercano in tutto il mondo prove e discutono invano su una teoria: Esistono gli UFO o no? Da dove vengono? Quali sono le loro intenzioni?

E’ strano il fatto che, negli ultimi 40 anni, i nostri scienziati e i ricercatori privati abbiano evitato di basare le loro ricerche sulle solide fondamenta della documentazione militare, che già dal 1953 spiega, pubblicamente, l’indubitabile origine extraterrestre degli UFO.


UFO: I fatti

Il 26 gennaio del 1953 il Ministero della Difesa statunitense si pronunciò nel seguente modo: “L’Aeronautica Militare e il suo Ufficio di Ricerca prendono atto, sulla base delle conclusioni tratte dal Maggiore Keyhoes, che i ‘dischi volanti’ provengono da altri pianeti. L’Aeronautica Militare non ha mai negato che questo sia possibile… se le manovre compiute da questi oggetti e delle quali parlano molti competenti osservatori, sono vere, allora l’unica spiegazione plausibile è quella della loro provenienza interplanetaria“.

E’ logico che ogni ricerca che ignori tali fatti e che li sostituisca con teorie e ipotesi inventate non si trova sulla pista giusta. Già nel 1966 il Ministero dell’Aeronautica statunitense informò il Campidoglio circa l’alto livello delle analisi condotte dallo Stato Maggiore in merito all’attività degli UFO in tutto il mondo e alla pianificazione di una strategia di difesa intercontinentale, elaborata dagli USA e volta a combatterli: “Nell’analisi degli avvistamenti di UFO l’Aeronautica Militare si avvale di scienziati, ingegneri, tecnici e consiglieri accuratamente scelti e altamente qualificati. Questi hanno a disposizione i migliori laboratori dell’Aeronautica, centri di sperimentazione, strumentazione scientifica e strumenti tecnici”.

Ma, nonostante l’alto livello degli studi condotti dallo Stato Maggiore statunitense le organizzazioni private veneravano il “confessionale ufologico” istituito dal Pentagono : il progetto dell’Aeronautica denominato BLUE BOOK. E’ comica l’idea che l’opinione pubblica mondiale avesse eletto a salvatori dell’umanità un unico maggiore, un sottotenente, un maresciallo maggiore e due segretarie – il team del Blue Book – e comunicasse a loro le esperienze relative agli UFO credendo che questi rappresentassero l’unico gruppo, istituito dall’Aeronautica statunitense, ad occuparsi del fenomeno.

Il mondo scientifico, di contro, speculava sull’universo invisibile “ai confini della realtà”, invece di lanciare uno sguardo ai casi e alle realtà ben documentate dalle Forze Militari.
Così si espresse il Comandante del Centro di ricerca dell’Aeronautica Militare AMC (Air Material Command) il 23 settembre del 1947 in un rapporto inviato allo Stato Maggiore : “Il fenomeno UFO è reale e non identificabile con visioni o fiction. Si tratta di oggetti a forma di disco, delle dimensioni di un aereo. Sono piatti nella parte inferiore e dotati di cupole in quella superiore. La loro superficie è metallica e riflette la luce. La velocità di volo supera i 300 nodi. Si spostano a volte in formazioni composte da tre fino a nove oggetti“.
Queste citazioni non sono state partorite dalla fantasia dei produttori di Hollywood, ma sono parte di un rapporto ufficiale inviato allo Stato Maggiore, basato sui rapporti di osservatori militari addestrati. Come apprendiamo da un Memorandum della CIA, risalente all’11 settembre 1952, gli USA erano allarmati per questa situazione di portata planetaria. In quel periodo, “l’ufficio scientifico” dei Servizi Segreti dichiarò in un Memorandum classificato SEGRETO :

E’ stato istituito un sistema di comunicazione internazionale e le più importanti basi dell’Aeronautica Militare hanno ricevuto l’ordine di intercettare gli oggetti volanti non identificati“. Questo però significa che già nel 1952 il Pentagono impartì l’ordine di sparare agli UFO che si rifiutavano di obbedire alla richiesta di atterrare !



La "guerra delle stelle" comincia
Nel 1952 il Capt. Edward J. Ruppelt, direttore del progetto di ricerca ufologica dell’Aeronautica Militare statunitense denominato “Blue Book”, riportò nel primo capitolo del suo libro “Rapporto sugli oggetti volanti non identificati” quest’ordine di attacco: “Nell’estate del 1952 un caccia intercettatore F-86, dell’Aeronautica Militare statunitense, sparò contro i dischi volanti. Questo fatto non fu reso noto, come molti altri che rappresentano la vera storia degli UFO“.

Un anno dopo, nel 1953, il generale Benjamin Chidlaw, comandante della difesa antiaerea continentale con sede nella base dell’Aeronautica Militare Ent, in Colorado, spiegò all’autore scientifico Robert R. Gardner : “Siamo in possesso di montagne di rapporti sui dischi volanti e li consideriamo molto seriamente poiché abbiamo perso parecchi uomini e aerei che cercavano di intercettarli“.

Era il 1953 - immaginiamoci per favore quante notizie sono state fino ad oggi nascoste e occultate all’opinione pubblica. Quindi lasciatemi chiedere: ci troviamo forse nel mezzo di una “guerra misteriosa” combattuta contro forze galattiche che conducono operazioni interstellari orientate verso la terra?

Nel 1952 l’Aeronautica Militare statunitense comunicò l’ordine JANAP 146 con appendice A-E, che distribuiva incarichi fondamentali per questa “guerra misteriosa contro invasori non autorizzati” i quali, secondo le norme militari, violavano la sovranità aerea delle nazioni.
Per questo motivo, da allora, fu costruito un sistema di difesa laser atomico a terra che, nell’ambito del progetto SDI, in un prossimo futuro dovrebbe stazionare anche nell’orbita terrestre, a bordo di piattaforme e navette spaziali dotate di armi costruite con l’impiego della scienza più moderna. Diamo quindi un’occhiata ai dati storici che hanno portato a formulare queste pazze idee, pericolose per l’incolumità della stessa umanità:

15 febbraio 1942: 15 – 20 oggetti volanti sconosciuti, che furono inizialmente confusi con aerei giapponesi, si trovavano in volo di ricognizione strategica sulla costa occidentale degli Stati Uniti, quando 1530 ronde di munizioni furono sparate contro di loro dai cannoni antiaerei sopra Los Angeles. L’operazione non ebbe successo! La prova: il rapporto del Capo di Stato Maggiore, il generale George C. Marshall al presidente F.D. Roosevelt: “Nessuna bomba fu lanciata… nessun aereo abbattuto… nessun aereo statunitense era in missione.”
14 luglio 1957: Unione Sovietica – libro di testo dell’Accademia dell’Aeronautica Militare: “Introduzione alla scienza universale”. Secondo quanto riportato a pagina 262 “la batteria della difesa antiaerea dell’URSS aprì il fuoco contro alcuni UFO sopra le isole Kurilen – senza abbatterne nessuno“.

1966, Estremo Oriente: l’Aeronautica Militare indonesiana “fu costretta ad aprire il fuoco contro alcuni UFO“, come spiegò il maresciallo dell’aviazione Roeshin Nurjadin, comandante capo dell’Aeronautica Militare indonesiana.



Gli UFO si difendono

L’8 gennaio del 1965 il sottotenente – oggi professore universitario – dott. Robert Jacobs filmò un UFO nell’atto di distruggere il razzo ATLAS F sopra la base dell’Aeronautica Militare di Vandenberg. Come ci scrisse il professore: “Gli UFO sono reali. L’Aeronautica Militare e il governo statunitense sanno che loro sono reali. E’ ormai giunto il tempo che anche l’opinione pubblica americana lo sappia“.

Nel marzo del 1967 un MIG 21 cubano, costruito in Unione Sovietica, fu distrutto da un “bogey” (il termine con cui i piloti indicano gli oggetti sconosciuti) quando il Comando per la difesa aerea diede l’ordine di aprire il fuoco contro l’oggetto.

Il “Watergate cosmico” di Nixon

Il 19 dicembre del 1969 il presidente Richard M. Nixon ordinò l’archiviazione del progetto Blue Book sulla base delle direttive imposte dall’ufficio studi ufologici dell’Università del Colorado, finanziato dall’Aeronautica Militare statunitense e con il sostegno dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Il mondo intero fu tranquillizzato con la spiegazione che “non esistono prove che possano dimostrare che gli oggetti volanti definiti ‘non identificati’ siano velivoli extraterrestri o possano rappresentare un qualche pericolo per la sicurezza nazionale“.



Può essere vero questo? Il 23 giugno del 1967, secondo un documento del Centro di Controllo Voli Spaziali della NASA “John F. Kennedy”, il personale della NASA e gli astronauti ricevettero l’ordine, in caso di avvistamento di UFO, di redigere un rapporto “nel più breve tempo possibile” e di inviarlo al comando della base dell’Aeronautica Militare Patrick, che avrebbe preso provvedimenti a livello militare.

Nessun pericolo per la nostra sicurezza nazionale?” Il 17 ottobre del 1973 un elicottero dell’esercito con un equipaggio di quattro uomini e sotto il comando del Capt. Lawrance E. Coyne, incontrò, sopra la base dell’Aeronautica Militare di Mansfield, in Ohio, un oggetto volante a forma di sigaro della lunghezza di 60 metri. Quando tentò di volare via, l’elicottero fu sollevato da una forza sconosciuta che, da un’altitudine di volo di 500 metri, portò il mezzo ad un’altitudine di 1300 metri. E’ vergognoso che l’assemblea generale dell’ONU, di fronte al sottotenente colonnello Coyne affermò, nel 1977, di ignorare completamente il suo rapporto.

Primavera 1974, Binn, Corea del Sud. Verso le 10.00 un razzo Hawk fu colpito da un grande UFO. Come spiegò il nostro informatore: “Il missile fu colpito e distrutto da un raggio di luce. Allo stesso modo la rampa di lancio – entrambi fusi come giocattoli di stagno!”
19 settembre 1976: un rapporto dell’ambasciatore statunitense in Iran informò la Casa Bianca, il Pentagono ecc. che a 60 Km a nord di Teheran “il pilota di un F-4 dell’Aeronautica Militare imperiale cercò di sparare un missile AIM-9 contro l’oggetto (UFO) e che contemporaneamente il sistema di controllo delle armi si inceppò e la radiocomunicazione (UHF e Interphono) si interruppe“.

3 giugno 1980: lo Stato Maggiore statunitense informò l’Aeronautica Militare: “Un UFO è stato osservato in due occasioni nei pressi della base dell’Aeronautica Militare peruviana, a sud del paese. L’Aeronautica Militare ha tentato di intercettare e distruggere l’UFO – ma senza successo“.

27 e 29/30 dicembre 1980, mezzanotte: atterraggi di due UFO nei pressi della base dell’Aeronautica Militare della NATO in Inghilterra. Ufficiali statunitensi di alto rango e personale della sicurezza ebbero un “incontro ravvicinato” con esseri della specie “Homo Cosmicus” nella foresta di Rendelsham, tra le basi statunitensi e RAF Woodbridge e Bentwaters, a Suffolk. Il caso fu confermato dal rapporto ufficiale del vicecomandante dell’Aeronautica Militare statunitense, il colonnello Halt.

Io penso che gli infiniti dibattiti e le teorie degli ufologi e degli scienziati sull’esistenza o sulla non esistenza degli UFO si allontanino dalla realtà che è così chiaramente documentata dai rapporti militari, dagli attacchi e dalle misure di difesa del Pentagono.

La sopravvivenza dell'umanità

Dal 1942 il Pentagono ha chiarito che i suoi sistemi di difesa di fronte alle possibilità delle astronavi extraterrestri sono completamente insufficienti. Per mettere in chiara luce il problema degli UFO (che dura da lungo tempo), il presidente Lyndon B. Johnson pretese, nel 1968, che i servizi di sicurezza nazionale inviassero un rapporto al consiglio di sicurezza nazionale. Il rapporto era intitolato : “L’ipotesi UFO e il problema della sopravvivenza“.
Questo rapporto storico svelava per la prima volta tutta la spaventosa verità – e avvertiva la direzione degli Stati Uniti di prepararsi alla possibilità di uno scontro con le forze galattiche. Nel rapporto, infatti, “importanti scienziati degli Stati Uniti” spiegavano non solo che gli UFO sono effettivamente delle astronavi extraterrestri ma anche che “il problema della nostra sopravvivenza non può essere trascurato“. Così era riportato nel paragrafo 6 del rapporto: “Sarebbe sensato sviluppare, nel più breve tempo possibile, adeguate misure di difesa. E’ come se nel trattare questo problema si dovesse pensare di più al problema della sopravvivenza“. E sembra proprio che il vero scopo dell’ “iniziativa di difesa strategica” SDI, istituita dal presidente Reagan agli inizi degli anni ‘80, sia proprio l’osservanza di questa direttiva basata sul rapporto Top – Secret NSA del 1968.

1968 – è un caso che la corsa agli armamenti strategica di USA e URSS iniziò proprio nel 1969? In riferimento ai colloqui del SALT I e II avvenuti tra il 1970 e il 1987 a Ginevra, possiamo solo chiederci perché anche dopo la sottoscrizione dell’accordo sulla limitazione del riarmo è cresciuta la drammatica corsa agli armamenti in direzione del cosmo? E perché l’opinione pubblica fu tratta in inganno dalla presunta “limitazione delle armi strategiche” ?

Il 6 ottobre 1982 quando furono aperti a Ginevra i colloqui START II il comandante supremo del reparto “difesa spaziale” del Pentagono, il tenente generale Richard C. Henry spiegò orgoglioso: “Il cosmo non è una missione, è un teatro, un teatro di guerra“. (New York Times, 17.10.1982, sotto il titolo a caratteri cubitali “Gli Stati Uniti progettano l’incremento delle spese per le operazioni militari nel cosmo“). Perdonate la mia ignoranza, ma per quale motivo si dovevano intensificare le operazioni militari nella pace eterna dell’universo? E contro chi? Durante i colloqui – SALT gli USA e l’URSS assicurarono, di fronte al mondo intero, che le armi strategiche non erano state costruite per combattere una guerra tra le due superpotenze. Se questo è vero chi era allora il nemico per combattere il quale bisognava andare nel cosmo ? Il prof. Vladimir G. Azhazha, il capo del reparto dell’Accademia sovietica delle Scienze, aveva ragione quando nel corso di una conferenza, il 24 novembre del 1977, spiegò che gli astronauti Aldrin e Armstrong, nel 1969, dopo lo storico allunaggio dovettero rimanere per ore nel modulo d’atterraggio perché alcuni UFO li stavano aspettando a lato di un cratere?

La sindrome della minaccia potenziale
In questa allarmante questione il diplomatico dott. Michael Mishoud, direttore della divisione per la sicurezza internazionale del ministero degli esteri statunitense spiegò nel giugno del 1978, nel corso di una conferenza: “Extraterrestri provenienti da altri sistemi solari sono un potenziale pericolo per noi e noi siamo un potenziale pericolo per loro“. Nella stessa conferenza il dott. Irvin Picus dell’ “ufficio per le questioni spaziali” esortò il governo a prendere misure di prevenzione: “Noi dobbiamo essere pronti a rispondere ad una potenziale minaccia… Il contatto con esseri di altri mondi, se non siamo preparati a tale eventualità, potrebbe portare a gravi conseguenze“.

La NASA, nel gennaio del 1978, dichiarò: “I rapporti sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati che penetrano nello spazio aereo degli Stati Uniti interessano solo i militari che svolgono il regolare servizio di sorveglianza dello spazio aereo“. Partì poi il progetto SETI della NASA (ricerca di intelligenze extraterrestri). Come previsto da questo programma sulle sonde statunitensi Voyager I e II vi era una piccola targa con i saluti dalle Nazioni Unite che intendevano indicare a civiltà cosmiche la strada per la Terra. Un’ironia politica del Pentagono visto che ciò che li aspettava qui non era “un caloroso benvenuto” ma il solito “prima sparare, le domande le rimandiamo a dopo“.

Un appello all'ONU
Insomma nelle prove documentali provenienti dagli archivi delle forze militari, nascoste da quattro decenni all’opinione pubblica, si parla del problema della sopravvivenza dell’umanità. Quindi gli UFO sono un problema del quale è meglio non parlare, è come se qualcuno stesse cercando di fare qualcosa prima che sia troppo tardi…

Quindi chi dovrebbe agire se loro sono un problema per la sicurezza planetaria? Le superpotenze o l’organo internazionale costituzionalmente autorizzato delle Nazioni Unite?
Nel febbraio 1966, in qualità di capo della divisione informazioni del segretariato delle Nazioni Unite e di scienziato militare professionista (all’epoca erano già tredici anni che analizzavo le operazioni degli UFO), parlai al segretario generale dell’ONU U-Thant delle informazioni in mio possesso. Sulla base del mio memorandum mi pregò di progettare il primo ONU UFO PROJECT. Questo progetto presentato alla segretaria generale e al Comitato per Utilizzo Pacifico del Cosmo, prevedeva:

1. Il controllo internazionale delle operazioni degli UFO attraverso una collaborazione coordinata con le forze armate nazionali, gli scienziati e le organizzazioni di ricerca ufologica ;

2. Il “Divieto di aprire il fuoco” e di dare inizio ad un confronto armato con le potenze del cosmo, che potrebbe portare ad una guerra spaziale fatale per l’intero genere umano;

3. La presa di contatto con le intelligenze che pilotano gli UFO e attraverso queste con i capi delle potenze galattiche;

4. Studi scientifici e addestramenti internazionali ad opera dell’UNESCO;

5. Diffusione dei dati analizzati ai governi e all’opinione pubblica.

Il 6 novembre del 1967, nel corso del 7° congresso internazionale di ufologia, tenutosi a Magonza, sotto la presidenza del “Padre dell’astronautica”, il prof. e dott. Hermann Oberth, e dei rappresentanti di 24 nazioni fu sottoscritta la “Magonza UFO Resolution”. Questa stabiliva i criteri di massima per la soluzione del problema della sicurezza nazionale, chiamata in causa dagli UFO: “Gli oggetti volanti non identificati sono mezzi volanti identificati che provengono dallo spazio e rappresentano un problema di importanza vitale per il mondo intero. Tutte le nazioni devono analizzare e risolvere insieme il problema attraverso le investigazioni e le ricerche scientifiche. Questo per il bene comune e il progresso delle nostre relazioni pacifiche con il cosmo”. Tale risoluzione fu naturalmente censurata dai mezzi di comunicazione di massa mentre il comitato dell’ONU per l’Utilizzo pacifico del Cosmo la accolse con piacere. I successivi 20 anni confermarono che la magonza UFO resolution innescò un processo che portò al rilascio di documenti sugli UFO da parte di numerosi governi e quindi alla dimostrazione che gli UFO sono reali!
Da decenni l’ICUFON, la rete di ricerca ufologica internazionale si adopera, spesso con successo, in una serie di attività pro ONU volte a coinvolgere i governi degli Stati membri delle Nazioni Unite. Il culmine di tali iniziative fu raggiunto nel 1977 quando il problema degli UFO fu proposto nel corso della 32esima sessione dell’assemblea generale dell’ONU al “punto 123″ dell’ordine del giorno. La nostra rete presentò allo stato membro di Grenada una documentazione composta da 250 sezioni che sottolineava le necessità di istituire un UFFICIO dell’ONU che si occupasse di UFO, come noi chiedevamo dal 1966. Secondo le prime 14 pagine del verbale dell’assemblea del Comitato Politico Speciale, tenutasi il 28 novembre, l’ambasciatore dott. Wellington Friday, presentò le richieste dell’ICUFON alle Nazioni Unite. Ma l’ufficio stampa dell’ONU non rese noto il testo della proposta ai mezzi di comunicazione di massa internazionali e gli USA, avvalendosi del controllo governativo, non permisero agli ufologi privati l’accesso al segretariato generale dell’ONU e indebolirono completamente la risoluzione. Sotto la pressione degli Stati Uniti ogni richiesta di controllo internazionale delle operazioni sugli UFO fu abbandonata e Grenada costretta a rivedere completamente la sua risoluzione.
Ma il pericoloso aumento della corsa agli armamenti costrinse l’ICUFON a cercare nuove strade. Il 29 gennaio del 1980, il Comitato ufologico della Camera Alta britannica, nelle persone di Lord Clancarty e Lord Kimberley, mi invitò ad una riunione nel corso della quale presentai prove militari volte a dimostrare la grande responsabilità dei governi nel problema della sicurezza nazionale legata agli UFO. In quell’occasione proposi : “Aprite il sipario sul segreto militare legato agli UFO e, in un colpo solo, si aprirebbe una grande prospettiva e apparirebbe chiara la via della soluzione del problema“. La nostra dichiarazione a mezzo stampa, il nostro “Memorandum Blu” e la richiesta di “un ufficio internazionale per lo studio degli affari cosmici” (WASA) fu censurata”.

Durante la mia campagna ufologica europea ( 1981-83) entrai in contatto con numerosi militari e delegati governativi. Questi dichiararono all’unisono che era necessario che le superpotenze facessero il primo passo per risolvere il problema degli UFO. Per questo motivo, il 21 settembre del 1981, inviai al presidente Ronald Reagan e al consiglio di sicurezza nazionale, due Memorandum e alcuni documenti militari chiedendo che le nazioni parlassero degli UFO nel corso di una conferenza sulla sicurezza internazionale e che chiarissero una volta per tutte il comportamento che l’umanità dovrebbe adottare nei confronti del fenomeno. Espressi inoltre la necessità di stabilire un contatto invece di spiegare le nostre forze militari. Il 21 novembre del 1981 il generale maggiore Robert L. Schweitzer, della sicurezza nazionale, ci fece pervenire una risposta preoccupante: “Il presidente conosce perfettamente il pericolo che Lei ha così chiaramente documentato e fa tutto quanto è nelle sue possibilità per ristabilire il più presto possibile la sicurezza della difesa nazionale“.

Memorandum simili furono inviati dal maggiore dell’aeronautica Hans C. Petersen, della Danimarca, al governo degli stati scandinavi, da Michael Hesemann al governo federale tedesco, da Helmut Hajek al governo federale austriaco e dal sottotenente Arthur Bray al governo del Canada. Il 17 ottobre del 1983, nel corso di una seduta di un’ora e mezza con il presidente della repubblica federale austriaca, il dott. Rudolph Kirchschläger, a Vienna, tirammo le somme: “Noi crediamo che sia giunto il tempo che le superpotenze si adoperino per portare alla luce il problema degli UFO fino ad oggi occultato“.
Nel 1984, in forza della legge sulla libertà di informazione, pretesi dalla Cia la documentazione completa sulle mie attività e su quelle dell’ICUFON. Secondo la decisione del ministero di giustizia statunitense, del 5 agosto 1985, questo non era possibile perché “tutto il materiale su di Lei è segreto e… non è possibile accedervi… nell’interesse della sicurezza nazionale e della politica estera“. Un altro esempio del comportamento adottato dagli Stati Uniti nei confronti del problema degli UFO.

Nell’interesse della difesa nazionale” : Il 4 dicembre del 1985 il presidente Ronald Reagan, nel corso del suo discorso a Fallston, nel Maryland, parlò di un suo colloquio personale con il segretario generale Mikhail Gorbaciov (in occasione del vertice di Ginevra dal 18 al 20 novembre del 1985): “se improvvisamente il nostro mondo fosse messo in pericolo da esseri provenienti da altri pianeti dell’universo, non dimenticheremmo le piccole differenze che esistono tra i diversi paesi e scopriremmo, una volta per tutte, di essere tutti esseri umani che vivono insieme sulla Terra? Ora, io non penso che dovremmo aspettare l’arrivo degli extraterrestri che ci minacciano. Penso che potremmo essere già adesso coscienti della loro esistenza“. Qualsiasi commento sarebbe superfluo!



Nell’interesse della politica estera degli Stati Uniti“: questa dichiarazione è la prova schiacciante che è vero quanto la politica estera degli Stati Uniti da più di quattro decenni sostiene: esiste una “guerra misteriosa” contro di loro. Per risolvere questa situazione, l’ONU dovrebbe cercare una soluzione definitiva al problema degli UFO. Noi dobbiamo impedire, ad ogni costo, una collisione tra potenze terrestri e galattiche. Per questo abbiamo bisogno di un ufficio internazionale per gli affari spaziali, controllato dalle Nazioni Unite, con il compito di cercare un contatto con gli extraterrestri, nell’interesse della pace mondiale e dello sviluppo di una società migliore, di una cosiddetta “età dell’oro“, http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=4977974539732198049&postID=1612531717908636391caratterizzata dal contatto con il cosmo. Il problema degli UFO deve essere risolto – prima che sia troppo tardi…

Città DEL Messico 28 agosto 1995

Nel corso di una lunga intervista concessa alla nostra redazione durante il congresso svoltosi a Citta’ del Messico nel 1995, il Colonnello Colman VonKeviczcky ci diede personale conferma di quanto riportato nel presente articolo. “Io ho avuto stretti rapporti di collaborazione“, ci spiegò, “con una signora di mezza età che rappresentava la stampa del Commonwealth britannico alle Nazioni Unite. Al terzo e al quarto piano di questo palazzo vi è il dipartimento stampa, nel quale lavorano tutti i rappresentanti delle più importanti testate giornalistiche del mondo. Lei era interessata alla mia ricerca e anche se non ne conoscevo il motivo avevo l’impressione che fosse profondamente coinvolta in questo problema… Un giorno mi disse che avrei dovuto parlare al segretario generale U-Thant del mio memorandum e grazie a lei, ciò avvenne. Nel febbraio del 1966 ebbi l’opportunità di incontrare personalmente questo segretario generale e di presentargli le nostre analisi militari e la documentazione in nostro possesso. Fu uno dei giorni più belli della mia vita. Non mi dimenticherò mai il momento in cui sono entrato in quell’ufficio… Il segretario generale mi disse: ‘Lei è veramente un esperto in campo militare. Le chiedo di essere così gentile da organizzare un ufficio che si occupi di raccogliere e analizzare tutte le informazioni, che riguardano gli UFO, provenienti da ogni parte del mondo e di distribuirle a tutti i governi’… Gli risposi che il lavoro da svolgere era immenso e che il primo passo da fare era quello di smettere di sparare agli UFO perché tale atteggiamento avrebbe portato all’instaurarsi di una guerra interstellare. Gli dissi inoltre che sarebbe stupido intraprendere una guerra contro una civiltà tecnologicamente superiore alla nostra e che sembra controllare l’intero pianeta, i movimenti di ogni nazione e soprattutto le nostre armi nucleari… Un giorno Silvia Migel, un membro del NICAP, mi chiamò e mi disse di avere un messaggio importante per me… quando raggiunsi il suo ufficio mi disse: ‘Mi spiace informarti che ti stanno buttando fuori perché il Pentagono non ha approvato quanto tu hai fatto e nemmeno ciò che ha fatto il segretario generale‘. Questo nonostante U-Thant stesse agendo nell’interesse della pubblica sicurezza adempiendo soltanto al suo dovere”.

Chi ha avuto la fortuna di conoscere il colonnello Colman S. VonKeviczky non può che serbare, nel cuore, il ricordo di un uomo forte, coraggioso e sempre sorridente. Nonostante gli attacchi subiti dai servizi segreti, non abbandonò mai la lotta a favore della divulgazione della realtà extraterrestre, per la quale rinunciò agli onori e alla carriera. Di lui apprezziamo soprattutto la battaglia volta alla cessazione della corsa agli armamenti e alla ricerca di un contatto pacifico con le entità aliene. “Solo così”, ci disse, “possiamo sperare in un futuro caratterizzato da un contatto con il cosmo”. Grazie Colman.

Fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/
Fonte originale: http://www.alienproject.it/sezufo/ufo%20un%20problema%20globale.htm

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