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lunedì 5 settembre 2011

UFO. I file del Ministero della Difesa britannico

Quando si parla di ufologia in ambienti che non siano quelli dei cosiddetti “Ufo enthusiasts”, la prima critica che molto probabilmente verrà mossa, per quanto priva di fondamento nonché indice di saccenza, è quella per cui non esisterebbero prove concrete bensì solo testimonianze di qualche fuso di testa che, in preda ad alcool o ad allucinogeni, vedrebbe nei cieli oggetti che null’altro sarebbero se non un parto della sua mente alterata.


Come in molti altri settori, è spesso la becera e crassa ignoranza che porta a trincerarsi in posizioni preconcette e fin troppo di comodo, senza voler vedere la mole di prove a supporto di un fenomeno che tacciare come inesistente risulta sempre più comico.

Se, tuttavia, quando si tratti di foto o video provenienti da fonte incerta risulta legittimo mantenere un certo scetticismo, ben diversa questione allorquando la fonte sia attendibile.

Questo quanto accaduto con i cosiddetti Ufo Files del Ministero della Difesa britannico, che gli Archivi Nazionali hanno cominciato a rendere pubblici da alcuni anni. L’ultimo rilascio di file risale ad agosto ed è formato da oltre 8.600 pagine formate da resoconti di avvistamenti e incontri ravvicinati, da corrispondenza intercorsa tra privati cittadini e apparati governativi in merito a presunti avvistamenti, da memoranda ufficiali, da comunicazioni tra enti di governo concernenti quale linea adottare nella gestione delle richieste di informazioni, ecc.

Dar conto di tutto il materiale richiederebbe la stesura di un saggio, per cui mi limiterò a riportare i casi più interessanti e, in sede di conclusioni, avanzerò alcune ipotesi sulla natura stessa di simile rilascio di informazioni.

Avvistamenti


Tra tutti gli avvistamenti riportati, i più interessanti sono quelli effettuati da personale militare, dal momento che la preparazione impartita in merito a quali velivoli solchino i cieli è un fattore che fa sì che, allorquando un membro delle forze armate affermi di aver visto un Ufo, ben difficilmente si potrà trattare di una errata interpretazione di fenomeni celesti o di una fallace identificazione di un velivolo terrestre.

Proprio in quest’ottica risulta di estremo interesse un caso risalente all’agosto del 1956. Freddie Wimbledon, controllore di volo presso la base RAF (Royal Air Force) di Neatishead, nel Norfolk, stava svolgendo le sue mansioni presso la torre di controllo quando giunse la comunicazione, da parte della base USAF (United States Air Force) di Lakenheath, nel Suffolk, che i radar della base medesima riportavano la presenza di un UFO. Freddie Wimbledon si accorse che anche i radar di Neatishead segnalavano un oggetto non identificato nei cieli soprastanti. Un intercettore Venom venne fatto partire in scramble dalla base, per andare a vedere da vicino cosa fosse il velivolo sconosciuto. Come ebbe a dichiarare Wimbledon nel 2001, a 45 anni dall’evento, il pilota del Venom comunicò di aver preso contatto radar con l’oggetto, ma dopo poco lo perse, per scoprire che, in maniera inspiegabile, l’oggetto stesso si era spostato a velocità inimmaginabile dietro il Venom per poi continuare a seguirlo per lungo tratto. Nel frattempo, un secondo Venom venne fatto decollare dalla base, ma non riuscì ad avvicinarsi a meno di venti miglia dall’Ufo che, a un certo momento, prese quota velocemente scomparendo alla vista quasi all’istante.

Stando a quanto testimoniato da Wimbledon, a tutto il personale coinvolto nella vicenda venne fatto obbligo di mantenere l’assoluta segretezza su quanto accaduto.

In un caso di questo tipo, per quanto il Wimbledon sia persona degna di fiducia e abbia sempre tenuto un comportamento ineccepibile nel corso del suo servizio, si potrebbe anche essere indotti a chiedersi se il prestare credito a costui non rappresenti un semplice atto di fede. Potrebbe anche esserlo, non vi fosse una solidissima serie di elementi a supporto. Primo elemento è costituito dal riconoscimento ufficiale, nel 1969, da parte dell’USAF di suddetto incidente. Non solo, come si può leggere in alcuni documenti presenti in quest’ultimo rilascio di file, anche un funzionario del Ministero della Difesa, tale Ralph Noyes, in una lettera indirizzata al Ministero della Difesa stesso, comunicava di avere visionato i filmati ripresi dalla videocamera montata sul Venom decollato per intercettare l’oggetto.

In merito a cosa fosse l’oggetto non è tuttavia possibile esprimersi con certezza. Essendo il 1956, tuttavia, si può escludere si trattasse di un qualche velivolo sperimentale statunitense, dato che la superiorità tecnologica mostrata era semplicemente impensabile per l’epoca.

Siffatta conclusione, al contrario, è molto meno facilmente raggiungibile con riferimento ad avvistamenti più recenti. Proprio in quest’ottica va letta l’ondata di avvistamenti in Belgio del 1990, in merito alla quale nei file in esame si leggono numerose comunicazioni tra il Ministero della Difesa britannico e l’ambasciata belga in cui si fa menzione di una segnalazione radar di Ufo il 16 marzo 1990 sui cieli belgi, seguita dal decollo in scramble di due F-16 che cercarono di raggiungere l’oggetto senza riuscirvi. Sullo stesso caso si espresse anche il colonnello dell’aeronautica belga Wilfried De Brouwer, per il quale la vicenda era rimasta insoluta. In quell’anno, infatti, lo spazio aereo belga venne letteralmente invaso da oggetti triangolari dalle prestazioni avanzatissime, oggetti che sarebbero poi stati avvistati negli anni successivi anche altrove, Regno Unito compreso.

Gran parte di queste segnalazioni, però, riguarda velivoli avanzati statunitensi. E’ infatti noto che, da almeno trent’anni, gli Stati Uniti stanno realizzando velivoli di forma triangolare: dall’Aurora al XR-7 Thunder Dart la forma è sempre la medesima. In tale prospettiva trova infatti una precisa collocazione la dichiarazione di Ben Rich, direttore della Lockheed Martin dal 1975 al 1991, secondo cui vi sarebbero Ufo terrestri e Ufo extraterrestri, i primi presentandosi come Un Funded Opportunities (medesimo acronimo: UFO), nel senso di progetti i cui fondi non erano stanziati nei bilanci ufficiali ma facenti parte di black programs.

L’orrore di East Dulwich


Esaminando la casistica ufologica capita di imbattersi in resoconti che certuni vorranno scartare subito per la loro apparente assurdità ma che, al contrario, per chi guarda al fenomeno Ufo in maniera trasversale, non possono non rappresentare delle vere gemme preziose, sintomatiche della poliedricità del fenomeno Ufo globalmente inteso.

Nei file in esame, il più interessante è sicuramente quello che vide protagoniste una giovane mamma e sua figlia. Le due si trovavano nella loro abitazione di East Dulwich quando, nelle prime ore della notte del 10 gennaio 2003, videro in cielo alcune luci disposte a serpentina, che si muovevano velocemente. Pensando potesse trattarsi di un attacco terroristico (la mania post 11 settembre era molto viva anche su suolo inglese), la madre chiamò la polizia, che inviò due agenti. La storia che inizia adesso parrebbe rasentare i confini del ridicolo: come emerso da una comunicazione della signora al Ministero della Difesa, i due agenti di polizia si sarebbero presentati alla sua abitazione accompagnati da due uomini vestiti con una tuta spaziale e occhiali scuri e avrebbero detto alla signora di chiamarsi Mork e Mindy, ammonendola dal guardare direttamente le luci nel cielo poiché avrebbe potuto soffrire dei cascami di una esposizione a eccessive radiazioni. Costoro, tra l’altro, avevano in mano una sorta di trasmettitore che produceva un ticchettio continuo. Prima di andare via le dissero di non parlare a nessuno della vicenda e le offrirono una soluzione per detergersi gli occhi irritati.

Per quanto non vi siano prove a supporto, la vicenda presenta una sua coerenza e ricalca con precisione alcuni topoi comuni a incontri tra l’uomo ed entità non umane, non importa se esse si presentino come extraterrestri, come inventori misteriosi, come Men in Black o come elfi ingannatori. Sono questi elementi a destare maggior interesse, specie considerando che chi volesse inventarsi una storia di incontri con alieni, ben difficilmente produrrebbe una costruzione così sghemba e fallace ictu oculi che però ricalcasse resoconti passati non certo molto noti.

Di interesse nazionale?


Come molti ricorderanno, nel dicembre 2009 il Ministero della Difesa inglese ha smesso di raccogliere resoconti riguardanti la tematica Ufo, ritenendo che, stando a quanto emerso in oltre 50 anni, non vi sarebbe alcun elemento atto a ritenere la sussistenza di una potenziale minaccia per il Regno Unito.

Tuttavia, i file resi pubblici in quest’ultima tornata mostrano come auguste personalità ai più alti livelli delle Forze Armate britanniche non fossero di questa opinione. Su tutti si staglia la figura di Lord Hill-Norton, Comandante in capo della Squadra navale nel 1970-71, Capo di Stato Maggiore dal 1971 al 1973 e direttore del comitato militare NATO dal 1974 al 1977. Come emerge da un carteggio di oltre 300 pagine intercorso tra Lord Hill-Norton e il Ministero della Difesa, il primo riteneva totalmente errata l’opinione del secondo in merito alla supposta non pericolosità del fenomeno Ufo e portava ad esempio il celeberrimo caso di Rendlesham Forest.

A fine dicembre 1980, infatti, vari membri delle basi di Bentwaters e Woodbridge videro un’ingente presenza di Ufo nella Rendlesham Forest, adiacente alle due basi. Tra i testimoni anche Charles Halt, comandante della base, cui venne ordinato di redigere un resoconto dell’incidente al Ministero della Difesa. Malgrado testimonianze credibili, il Ministero della Difesa ha continuato sulla propria linea, sostenendo che quanto accaduto non avrebbe rappresentato alcuna minaccia per gli interessi nazionali. Lord Hill-Norton, invece, affermava che una intrusione nello spazio aereo di oggetti volanti non identificati e il loro atterraggio nella Rendlesham Forest non potesse non costituire oggetto di interesse nazionale.

A nulla valse il carisma di Lord Hill-Norton per spostare il Ministero della Difesa dalla posizione ufficiale di comodo sulla quale si era arroccato.

Considerazioni conclusive

Molti ricercatori avevano visto nella notizia del rilascio dei file del Ministero della Difesa inglese una sorta di inizio di disclosure delle tematiche ufologiche, che avrebbero così potuto ottenere un riconoscimento su scala planetaria inducendo altri governi ad ammettere la presenza di velivoli non terrestri nei nostri cieli.

Purtroppo, non si è trattato assolutamente di questo, visto che tra tutti i file resi pubblici non ve n’è uno che rappresenti la pistola fumante dell’effettiva esistenza di entità aliene in visita sul nostro pianeta. Al tempo stesso, occorre però non deprezzare eccessivamente il valore di quanto emerso. Questi file, infatti, ci dicono chiaramente che il fenomeno esiste: avvistamenti effettuati da persone credibili, testimonianze ufficiali, resoconti, cablogrammi intergovernativi, ecc.: a differenza di quanto molti ancora ritengono, il fenomeno Ufo è una realtà, e questi file lo affermano chiaramente.

Ciò che invece non affermano, ma sarebbe stato troppo ingenuo ritenere potessero farlo o, meglio, che i documenti davvero probanti venissero portati alla luce, è che il fenomeno Ufo sia di origine extraterrestre e che, in quanto tale, rappresenti una minaccia per la sovranità delle nazioni, private del proprio imperio sullo spazio aereo di competenza di ciascuna.

File che affermino ciò esistono, ma ben difficilmente verranno resi pubblici nel breve periodo.

Occorre però domandarsi in quale ottica stia avvenendo questo parziale disclosure. Infatti, mentre il Ministero della Difesa britannico ha pubblicato suddetto materiale, il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha pubblicato sul proprio sito ufficiale una serie di documenti forse ancor più probanti della effettiva sussistenza del fenomeno Ufo.

Siccome nulla accade per caso, non può non sorgere il sospetto che il quadro che stiamo osservando non faccia parte di una strategia di più ampio respiro, strategia il cui fine primo è quello di far sapere a un numero sempre maggiore di persone che la tematica Ufo non è da circo dei folli, ma rappresenta una realtà concreta con la quale bisognerà prima o poi confrontarsi tutti.

L’iter pare infatti piuttosto chiaro. Hanno visto la loro fine da un pezzo i tempi in cui il fenomeno veniva delegittimato alle fondamenta e coloro che affermavano di avere visto “qualcosa” venivano tacciati di pazzia. Da qualche anno sono gli stessi governi ad affermare che quel “qualcosa” esiste. Sulla sua origine essi non si pronunciano, affermano non essere una minaccia, però vanno a scardinare in pieno la posizione degli scettici ad oltranza secondo i quali il fenomeno stesso non sussisterebbe.

Come in ogni situazione, la domanda più interessante da porsi, tipica della tradizione anglosassone, è “what’s next?”, vale a dire “cosa accadrà adesso?”. Gli scenari ipotizzabili sono molteplici, più o meno inquietanti, più o meno forniti di prove a supporto.

In ogni caso, ritrovandoci nella posizione di coloro che non solo non decidono (checché vogliano farci credere i fautori della democrazia) ma nemmeno vedono (non si parli poi di controllare) coloro che decidono, l’unica possibilità è cercare di cogliere indizi da segnali vari, guardando oltre il muro del sonno di lovecraftiana memoria.

Fonte: http://ildemocratico.com/2011/09/05/ufo-i-file-del-ministero-della-difesa-britannico/

venerdì 8 aprile 2011

The Vault è il recente sistema di pubblicazione ed acquisizione di documenti elettronici resi disponibili dall'F.B.I. (l'Ufficio federale americano di investigazione), contenente più di 2.000 files, a partire dagli anni 50, che sono stati scannerizzati dalla carta in copie digitali.


In uno di questi ultimi documenti pubblicati, desta particolare attenzione un memorandum (cliccabile nella foto di apertura articolo) che, se autentico, riguarderebbe un clamoroso UFO CRASH del 1950, cioè l'impatto al suolo di un presunto velivolo alieno, con il ritrovamento e recupero dei loro occupanti.

In questa nota è possibile tradurre e riportare: “Il signor [omissis] informatore dell’Air Force, ha dichiarato che tre dischi volanti sono stati recuperati nel New Messico. Sono stati descritti come di forma circolare con al centro un rilievo, aventi circa 50 piedi [circa 15 metri - ndr] di diametro ciascuno. Ogni disco era occupato da tre corpi di forma umanoide, aventi un altezza di 90 centimetri, vestiti con una tuta metallizzata di tessuto molto fine. Ogni corpo era legato come coloro che effettuano test sulla velocità e di collaudo. Secondo l’informatore, i dischi volanti sono stati ritrovati nel New Messico per la ragione che il governo possiede nella zona potenti radar che sembrano interferire con il meccanismo che controlla il volo dei dischi. Nessuna ulteriore valutazione è stata fatta dal sig. [omissis] sui fatti di cui sopra”.

Un memorandum datato 22 marzo 1950, un documento di legittima ed ufficiale provenienza, che rivela come l'investigatore Guy Hottel abbia effettuato un rapporto scritto sul ritrovamento di un velivolo discoidale del diametro di circa 15 metri, recuperato dall'US AIR FORCE nello stato del New Mexico.

Per chi desiderasse scaricare i documenti ritenuti più interessanti può visitare il sito The Vault a questo link, all'interno del quale è presente un motore di ricerca per inserire parole chiavi come Ufo oppure Roswell. Abbiamo provato a farlo e si ottengono 215 articoli per UFO e 15 per Roswell, da leggere e tradurre accuratamente.

Fonte: http://www.newnotizie.it/2011/04/08/f-b-i-the-vault-divulgati-documenti-segreti-ufo-roswell/

lunedì 14 marzo 2011

Ufo: pressioni su Obama

Secondo voci circolanti negli ultimi giorni su alcuni siti web, sarebbe in atto un vero e proprio pressing nei confronti dell’amministrazione USA, facente capo al presidente Obama, affinché egli si decida a mettere fine al cover up sugli oggetti volanti non identificati.


L’offensiva mediatica sarebbe opera del ricercatore ed ufologo portoricano Reinaldo Rios (in foto), il quale avrebbe inviato al presidente statunitense un appello a declassificare gli x-file, sulla scia degli avvenimenti ormai quotidiani che stanno interessando la Gran Bretagna e varie parti del pianeta. Per dare forza al suo “appello” Rios starebbe organizzando nell’isola di Portorico (sua terra natale) una sorta di “pacifica protesta ufologica” da mettere in atto prossimamente per le strade di Washington (presumibilmente il 4 luglio, data dell’indipendenza USA).
Si spera, con questa manifestazione di dissenso “ufficiale”, di scuotere quanti all’interno dell’amministrazione americana sembrano essere “sensibili” al problema ufologico, nella speranza di dare una spinta definitiva alla fine del segreto sull’argomento.
Che sia il 2011 l’anno della svolta?

Fonte: http://notiziefresche.info

mercoledì 9 febbraio 2011

Cile: declassificate documentazioni sugli UFO

La direzione dell'Aeronautica Civile del Cile ha rilasciato alcuni video e registrazioni audio di avvistamenti UFO avvenuti sul territorio, attraverso il CEFAA (Comitato per lo Studio dei Fenomeni Aerei Anomali). Dei 183 casi studiati, 12 rimangono senza una spiegazione logica. Il Cile prende molto sul serio la questione e si preoccupa ufficialmente della manifestazione, presenza e conseguenza del fenomeno, essendo stadi rappresentativi di una casistica estrema.



Il capitano dell'Esercito e pilota Rodrigo Bravo (che collabora anche come consulente del periodico brasiliano Revista UFO), del distaccamento degli aviatori dell'istituzione (in Cile, l'Esercito può tenere al proprio servizio aerei e piloti), ha già dimostrato la sua conoscenza e interazione con la problematica in diverse occasioni, incluse dichiarazioni come "non si può negare o ignorare la situazione: gli UFO rappresentano una minaccia reale e di grande gravità", oppure "siamo di fronte ad un fenomeno complesso, con caratteristiche che non possono essere spiegate in termini naturali, terrestri".

Nel mese di dicembre 2010, la Fuerza Aerea Argentina (FAA) annunciò che creerà una commissione per la ricerca sul fenomeno UFO, aumentando il numero di organismi ufficiali di investigazione ufficiali in America del Sud.

Alcune di queste registrazioni video e audio sono state divulgate dall'emittente televisiva "La Tercera".(vedi video)

Fonte:http://www.centroufologicoionico.com/

sabato 22 maggio 2010

Declasificazione UFO: richiesta ufficiale al presidente Fernandez. (news)

Argentina – La scorsa settimana in occasione del bicentenario della città di Vittoria, il neo presidente argentino Cristina Fernandez (nella foto) intervenuta personalmente per dare il via ai festeggiamenti ha ricevuto da parte della ricercatrice Silvia Perez Simondini, rappresentante del CEFORA, (Comitato della Repubblica Argentina per lo Studio dei Fenomeni UFO), una busta contenente tutta la documentazione e le testimonianze raccolte in questi anni dalla sua organizzazione sul fenomeno UFO nonché l’elenco nominativo di tutti i ricercatori che compongono il Comitato e che da tempo lavorano incessantemente per ottenere la declassificazione dei file UFO in possesso del governo argentino.



Durante la cerimonia inaugurale, Il capo della sicurezza presidenziale ha personalmente preso l’incarico di far pervenire il plico nelle mani del presidente ed ha fornito alla ricercatrice un numero di telefono dove chiamare per entrare direttamente in contatto con il presidente Fernandez. Pochi minuti dopo la consegna del plico, il presidente si è avvicinato alla Sig.ra Simondini e davanti a lei ha aperto la busta leggendone il contenuto, come le era stato richiesto.
Due giorni dopo, una comunicazione ufficiale della Casa Rosada (la dimora presidenziale) ha confermato l’interessamento del presidente Fernandez per l’argomento ed ha anticipato la promessa di una risposta telefonica o scritta direttamente alla ricercatrice.
Si tratta, in questo caso, della prima richiesta di disclosure sugli UFO fatta pervenire da una organizzazione ufologica riconosciuta alla più alta autorità della repubblica argentina.

Fonte: http://www.inexplicata.com/

domenica 11 aprile 2010

L'esercito cinese dichiara: GLi UFO sono reali. (news)

Nel febbraio dello scorso anno un eclatante evento ufologico ebbe luogo nella città di Liupanshui, situata nella provincia cinese di Ghuizou.

In quell’occasione alcuni pompieri in servizio quel giorno osservarono un abbagliante UFO volteggiare sulle loro teste. Alcuni testimoni riuscirono a fotografare lo stupefacente oggetto e la notizia fece in poco tempo il giro del mondo.



Ora, alcuni esponenti dell’Esercito cinese ed alcuni scienziati hanno avuto il coraggio di ammettere apertamente di aver anche loro osservato quell'oggetto: è stato infatti rilasciato un video nel quale alcuni di questi esponenti vengono intervistati e raccontano la loro versione dei fatti. Nel filmato anche alcuni immagini dell’UFO. L’evento sarebbe inoltre stato analizzato e studiato da alcuni scienziati che lavorano presso le stazioni astronomiche locali, i quali hanno ammesso la possibilità che gli alieni stiano attualmente visitando il nostro pianeta.

Negli ultimi tempi la Cina sta assumendo un atteggiamento di apertura verso il fenomeno, che l’ha vista al centro di numerosi eventi: la vera questione in discussione è il motivo per cui gli alieni ci stanno visitando, anche se molti addetti ai lavori ritengono che le autorità la sappiano lunga e sospettano che il governo cinese sia in qualche modo entrato segretamente già in contatto con alcune razze extraterrestri.

Sotto il video in lingua originale.



Fonte: http://danilo1966.splinder.com/
Fonte originale: http://www.allnewsweb.com/

mercoledì 7 aprile 2010

UFO: un problema globale

Relazione di Colman S. Vonkeviczky pioniere dell’Ufologia (in memoria). Conferenza al Quartier Generale della Nazioni Unite

Per circa cinquant’anni la strategia del cover-up governativo, in materia di UFO, ha influenzato le decisioni dei governi e delle Forze Armate, impegnate in una guerra di trincea contro gli extraterrestri. Le centinaia di rapporti ufficiali sugli avvistamenti di oggetti volanti dotati di una tecnologia straordinariamente evoluta hanno destato non poca preoccupazione negli ambienti governativi, impotenti di fronte alla temuta “minaccia aliena”. Ma, secondo alcuni pionieri della moderna ufologia, la situazione si sarebbe potuta risolvere in modo differente, ossia con la ricerca del contatto pacifico con queste civiltà. Ed è in questo contesto che si inserisce la figura del colonnello Colman S. VonKeviczky uno dei nomi più conosciuti nel campo della ricerca ufologica internazionale. Nato in Ungheria il 21 agosto del 1909 VonKeviczky si laureò in scienze militari ed ingegneria all’università militare “Maria Ludovica” di Budapest e, al termine della seconda guerra mondiale, prestò servizio presso il quartier generale dei servizi speciali della polizia statunitense in Germania. Dal febbraio del 1953 lavorò presso la segreteria dell’ONU, negli Stati Uniti e divenne in seguito fondatore dell’ICUFON, l’Inter-Continental UFO Network, un organismo impegnato in una serie di iniziative volte al coinvolgimento dell’ONU nell’analisi del fenomeno UFO e nella divulgazione dei dati raccolti, ai mezzi di comunicazione di massa. La sua battaglia contro il cover-up governativo è durata fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta il 27 luglio del 1998 a New York City, la città nella quale viveva da quasi cinquant’anni. “Colman era un pacifista”, ha dichiarato il ricercatore tedesco Michael Hesemann, suo intimo amico “e, di fronte alle catastrofiche conseguenze della corsa agli armamenti necessari a combattere una guerra interstellare, avvertiva l’umanità della necessità di un contatto pacifico con le entità aliene”.

UFO, la visita extraterrestre” riporta qui di seguito quella che potremmo considerare la più importante conferenza del colonnello VonKevicky svoltasi, il 21 aprile del 1987, nell’auditorium della biblioteca del quartier generale dell’ONU, in quel luogo dove, come lui stesso sperava, un giorno si sarebbe potuto risolvere il problema degli UFO. Le fotografie che corredano l’articolo sono parte del suo archivio personale del quale la nostra redazione ha i diritti esclusivi per l’Italia.



Del Colonnello Colman S. VonKeviczky, MMSE (1909-1998)

Da tre decenni gli scienziati, gli ufologi e l’opinione pubblica cercano in tutto il mondo prove e discutono invano su una teoria: Esistono gli UFO o no? Da dove vengono? Quali sono le loro intenzioni?

E’ strano il fatto che, negli ultimi 40 anni, i nostri scienziati e i ricercatori privati abbiano evitato di basare le loro ricerche sulle solide fondamenta della documentazione militare, che già dal 1953 spiega, pubblicamente, l’indubitabile origine extraterrestre degli UFO.


UFO: I fatti

Il 26 gennaio del 1953 il Ministero della Difesa statunitense si pronunciò nel seguente modo: “L’Aeronautica Militare e il suo Ufficio di Ricerca prendono atto, sulla base delle conclusioni tratte dal Maggiore Keyhoes, che i ‘dischi volanti’ provengono da altri pianeti. L’Aeronautica Militare non ha mai negato che questo sia possibile… se le manovre compiute da questi oggetti e delle quali parlano molti competenti osservatori, sono vere, allora l’unica spiegazione plausibile è quella della loro provenienza interplanetaria“.

E’ logico che ogni ricerca che ignori tali fatti e che li sostituisca con teorie e ipotesi inventate non si trova sulla pista giusta. Già nel 1966 il Ministero dell’Aeronautica statunitense informò il Campidoglio circa l’alto livello delle analisi condotte dallo Stato Maggiore in merito all’attività degli UFO in tutto il mondo e alla pianificazione di una strategia di difesa intercontinentale, elaborata dagli USA e volta a combatterli: “Nell’analisi degli avvistamenti di UFO l’Aeronautica Militare si avvale di scienziati, ingegneri, tecnici e consiglieri accuratamente scelti e altamente qualificati. Questi hanno a disposizione i migliori laboratori dell’Aeronautica, centri di sperimentazione, strumentazione scientifica e strumenti tecnici”.

Ma, nonostante l’alto livello degli studi condotti dallo Stato Maggiore statunitense le organizzazioni private veneravano il “confessionale ufologico” istituito dal Pentagono : il progetto dell’Aeronautica denominato BLUE BOOK. E’ comica l’idea che l’opinione pubblica mondiale avesse eletto a salvatori dell’umanità un unico maggiore, un sottotenente, un maresciallo maggiore e due segretarie – il team del Blue Book – e comunicasse a loro le esperienze relative agli UFO credendo che questi rappresentassero l’unico gruppo, istituito dall’Aeronautica statunitense, ad occuparsi del fenomeno.

Il mondo scientifico, di contro, speculava sull’universo invisibile “ai confini della realtà”, invece di lanciare uno sguardo ai casi e alle realtà ben documentate dalle Forze Militari.
Così si espresse il Comandante del Centro di ricerca dell’Aeronautica Militare AMC (Air Material Command) il 23 settembre del 1947 in un rapporto inviato allo Stato Maggiore : “Il fenomeno UFO è reale e non identificabile con visioni o fiction. Si tratta di oggetti a forma di disco, delle dimensioni di un aereo. Sono piatti nella parte inferiore e dotati di cupole in quella superiore. La loro superficie è metallica e riflette la luce. La velocità di volo supera i 300 nodi. Si spostano a volte in formazioni composte da tre fino a nove oggetti“.
Queste citazioni non sono state partorite dalla fantasia dei produttori di Hollywood, ma sono parte di un rapporto ufficiale inviato allo Stato Maggiore, basato sui rapporti di osservatori militari addestrati. Come apprendiamo da un Memorandum della CIA, risalente all’11 settembre 1952, gli USA erano allarmati per questa situazione di portata planetaria. In quel periodo, “l’ufficio scientifico” dei Servizi Segreti dichiarò in un Memorandum classificato SEGRETO :

E’ stato istituito un sistema di comunicazione internazionale e le più importanti basi dell’Aeronautica Militare hanno ricevuto l’ordine di intercettare gli oggetti volanti non identificati“. Questo però significa che già nel 1952 il Pentagono impartì l’ordine di sparare agli UFO che si rifiutavano di obbedire alla richiesta di atterrare !



La "guerra delle stelle" comincia
Nel 1952 il Capt. Edward J. Ruppelt, direttore del progetto di ricerca ufologica dell’Aeronautica Militare statunitense denominato “Blue Book”, riportò nel primo capitolo del suo libro “Rapporto sugli oggetti volanti non identificati” quest’ordine di attacco: “Nell’estate del 1952 un caccia intercettatore F-86, dell’Aeronautica Militare statunitense, sparò contro i dischi volanti. Questo fatto non fu reso noto, come molti altri che rappresentano la vera storia degli UFO“.

Un anno dopo, nel 1953, il generale Benjamin Chidlaw, comandante della difesa antiaerea continentale con sede nella base dell’Aeronautica Militare Ent, in Colorado, spiegò all’autore scientifico Robert R. Gardner : “Siamo in possesso di montagne di rapporti sui dischi volanti e li consideriamo molto seriamente poiché abbiamo perso parecchi uomini e aerei che cercavano di intercettarli“.

Era il 1953 - immaginiamoci per favore quante notizie sono state fino ad oggi nascoste e occultate all’opinione pubblica. Quindi lasciatemi chiedere: ci troviamo forse nel mezzo di una “guerra misteriosa” combattuta contro forze galattiche che conducono operazioni interstellari orientate verso la terra?

Nel 1952 l’Aeronautica Militare statunitense comunicò l’ordine JANAP 146 con appendice A-E, che distribuiva incarichi fondamentali per questa “guerra misteriosa contro invasori non autorizzati” i quali, secondo le norme militari, violavano la sovranità aerea delle nazioni.
Per questo motivo, da allora, fu costruito un sistema di difesa laser atomico a terra che, nell’ambito del progetto SDI, in un prossimo futuro dovrebbe stazionare anche nell’orbita terrestre, a bordo di piattaforme e navette spaziali dotate di armi costruite con l’impiego della scienza più moderna. Diamo quindi un’occhiata ai dati storici che hanno portato a formulare queste pazze idee, pericolose per l’incolumità della stessa umanità:

15 febbraio 1942: 15 – 20 oggetti volanti sconosciuti, che furono inizialmente confusi con aerei giapponesi, si trovavano in volo di ricognizione strategica sulla costa occidentale degli Stati Uniti, quando 1530 ronde di munizioni furono sparate contro di loro dai cannoni antiaerei sopra Los Angeles. L’operazione non ebbe successo! La prova: il rapporto del Capo di Stato Maggiore, il generale George C. Marshall al presidente F.D. Roosevelt: “Nessuna bomba fu lanciata… nessun aereo abbattuto… nessun aereo statunitense era in missione.”
14 luglio 1957: Unione Sovietica – libro di testo dell’Accademia dell’Aeronautica Militare: “Introduzione alla scienza universale”. Secondo quanto riportato a pagina 262 “la batteria della difesa antiaerea dell’URSS aprì il fuoco contro alcuni UFO sopra le isole Kurilen – senza abbatterne nessuno“.

1966, Estremo Oriente: l’Aeronautica Militare indonesiana “fu costretta ad aprire il fuoco contro alcuni UFO“, come spiegò il maresciallo dell’aviazione Roeshin Nurjadin, comandante capo dell’Aeronautica Militare indonesiana.



Gli UFO si difendono

L’8 gennaio del 1965 il sottotenente – oggi professore universitario – dott. Robert Jacobs filmò un UFO nell’atto di distruggere il razzo ATLAS F sopra la base dell’Aeronautica Militare di Vandenberg. Come ci scrisse il professore: “Gli UFO sono reali. L’Aeronautica Militare e il governo statunitense sanno che loro sono reali. E’ ormai giunto il tempo che anche l’opinione pubblica americana lo sappia“.

Nel marzo del 1967 un MIG 21 cubano, costruito in Unione Sovietica, fu distrutto da un “bogey” (il termine con cui i piloti indicano gli oggetti sconosciuti) quando il Comando per la difesa aerea diede l’ordine di aprire il fuoco contro l’oggetto.

Il “Watergate cosmico” di Nixon

Il 19 dicembre del 1969 il presidente Richard M. Nixon ordinò l’archiviazione del progetto Blue Book sulla base delle direttive imposte dall’ufficio studi ufologici dell’Università del Colorado, finanziato dall’Aeronautica Militare statunitense e con il sostegno dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Il mondo intero fu tranquillizzato con la spiegazione che “non esistono prove che possano dimostrare che gli oggetti volanti definiti ‘non identificati’ siano velivoli extraterrestri o possano rappresentare un qualche pericolo per la sicurezza nazionale“.



Può essere vero questo? Il 23 giugno del 1967, secondo un documento del Centro di Controllo Voli Spaziali della NASA “John F. Kennedy”, il personale della NASA e gli astronauti ricevettero l’ordine, in caso di avvistamento di UFO, di redigere un rapporto “nel più breve tempo possibile” e di inviarlo al comando della base dell’Aeronautica Militare Patrick, che avrebbe preso provvedimenti a livello militare.

Nessun pericolo per la nostra sicurezza nazionale?” Il 17 ottobre del 1973 un elicottero dell’esercito con un equipaggio di quattro uomini e sotto il comando del Capt. Lawrance E. Coyne, incontrò, sopra la base dell’Aeronautica Militare di Mansfield, in Ohio, un oggetto volante a forma di sigaro della lunghezza di 60 metri. Quando tentò di volare via, l’elicottero fu sollevato da una forza sconosciuta che, da un’altitudine di volo di 500 metri, portò il mezzo ad un’altitudine di 1300 metri. E’ vergognoso che l’assemblea generale dell’ONU, di fronte al sottotenente colonnello Coyne affermò, nel 1977, di ignorare completamente il suo rapporto.

Primavera 1974, Binn, Corea del Sud. Verso le 10.00 un razzo Hawk fu colpito da un grande UFO. Come spiegò il nostro informatore: “Il missile fu colpito e distrutto da un raggio di luce. Allo stesso modo la rampa di lancio – entrambi fusi come giocattoli di stagno!”
19 settembre 1976: un rapporto dell’ambasciatore statunitense in Iran informò la Casa Bianca, il Pentagono ecc. che a 60 Km a nord di Teheran “il pilota di un F-4 dell’Aeronautica Militare imperiale cercò di sparare un missile AIM-9 contro l’oggetto (UFO) e che contemporaneamente il sistema di controllo delle armi si inceppò e la radiocomunicazione (UHF e Interphono) si interruppe“.

3 giugno 1980: lo Stato Maggiore statunitense informò l’Aeronautica Militare: “Un UFO è stato osservato in due occasioni nei pressi della base dell’Aeronautica Militare peruviana, a sud del paese. L’Aeronautica Militare ha tentato di intercettare e distruggere l’UFO – ma senza successo“.

27 e 29/30 dicembre 1980, mezzanotte: atterraggi di due UFO nei pressi della base dell’Aeronautica Militare della NATO in Inghilterra. Ufficiali statunitensi di alto rango e personale della sicurezza ebbero un “incontro ravvicinato” con esseri della specie “Homo Cosmicus” nella foresta di Rendelsham, tra le basi statunitensi e RAF Woodbridge e Bentwaters, a Suffolk. Il caso fu confermato dal rapporto ufficiale del vicecomandante dell’Aeronautica Militare statunitense, il colonnello Halt.

Io penso che gli infiniti dibattiti e le teorie degli ufologi e degli scienziati sull’esistenza o sulla non esistenza degli UFO si allontanino dalla realtà che è così chiaramente documentata dai rapporti militari, dagli attacchi e dalle misure di difesa del Pentagono.

La sopravvivenza dell'umanità

Dal 1942 il Pentagono ha chiarito che i suoi sistemi di difesa di fronte alle possibilità delle astronavi extraterrestri sono completamente insufficienti. Per mettere in chiara luce il problema degli UFO (che dura da lungo tempo), il presidente Lyndon B. Johnson pretese, nel 1968, che i servizi di sicurezza nazionale inviassero un rapporto al consiglio di sicurezza nazionale. Il rapporto era intitolato : “L’ipotesi UFO e il problema della sopravvivenza“.
Questo rapporto storico svelava per la prima volta tutta la spaventosa verità – e avvertiva la direzione degli Stati Uniti di prepararsi alla possibilità di uno scontro con le forze galattiche. Nel rapporto, infatti, “importanti scienziati degli Stati Uniti” spiegavano non solo che gli UFO sono effettivamente delle astronavi extraterrestri ma anche che “il problema della nostra sopravvivenza non può essere trascurato“. Così era riportato nel paragrafo 6 del rapporto: “Sarebbe sensato sviluppare, nel più breve tempo possibile, adeguate misure di difesa. E’ come se nel trattare questo problema si dovesse pensare di più al problema della sopravvivenza“. E sembra proprio che il vero scopo dell’ “iniziativa di difesa strategica” SDI, istituita dal presidente Reagan agli inizi degli anni ‘80, sia proprio l’osservanza di questa direttiva basata sul rapporto Top – Secret NSA del 1968.

1968 – è un caso che la corsa agli armamenti strategica di USA e URSS iniziò proprio nel 1969? In riferimento ai colloqui del SALT I e II avvenuti tra il 1970 e il 1987 a Ginevra, possiamo solo chiederci perché anche dopo la sottoscrizione dell’accordo sulla limitazione del riarmo è cresciuta la drammatica corsa agli armamenti in direzione del cosmo? E perché l’opinione pubblica fu tratta in inganno dalla presunta “limitazione delle armi strategiche” ?

Il 6 ottobre 1982 quando furono aperti a Ginevra i colloqui START II il comandante supremo del reparto “difesa spaziale” del Pentagono, il tenente generale Richard C. Henry spiegò orgoglioso: “Il cosmo non è una missione, è un teatro, un teatro di guerra“. (New York Times, 17.10.1982, sotto il titolo a caratteri cubitali “Gli Stati Uniti progettano l’incremento delle spese per le operazioni militari nel cosmo“). Perdonate la mia ignoranza, ma per quale motivo si dovevano intensificare le operazioni militari nella pace eterna dell’universo? E contro chi? Durante i colloqui – SALT gli USA e l’URSS assicurarono, di fronte al mondo intero, che le armi strategiche non erano state costruite per combattere una guerra tra le due superpotenze. Se questo è vero chi era allora il nemico per combattere il quale bisognava andare nel cosmo ? Il prof. Vladimir G. Azhazha, il capo del reparto dell’Accademia sovietica delle Scienze, aveva ragione quando nel corso di una conferenza, il 24 novembre del 1977, spiegò che gli astronauti Aldrin e Armstrong, nel 1969, dopo lo storico allunaggio dovettero rimanere per ore nel modulo d’atterraggio perché alcuni UFO li stavano aspettando a lato di un cratere?

La sindrome della minaccia potenziale
In questa allarmante questione il diplomatico dott. Michael Mishoud, direttore della divisione per la sicurezza internazionale del ministero degli esteri statunitense spiegò nel giugno del 1978, nel corso di una conferenza: “Extraterrestri provenienti da altri sistemi solari sono un potenziale pericolo per noi e noi siamo un potenziale pericolo per loro“. Nella stessa conferenza il dott. Irvin Picus dell’ “ufficio per le questioni spaziali” esortò il governo a prendere misure di prevenzione: “Noi dobbiamo essere pronti a rispondere ad una potenziale minaccia… Il contatto con esseri di altri mondi, se non siamo preparati a tale eventualità, potrebbe portare a gravi conseguenze“.

La NASA, nel gennaio del 1978, dichiarò: “I rapporti sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati che penetrano nello spazio aereo degli Stati Uniti interessano solo i militari che svolgono il regolare servizio di sorveglianza dello spazio aereo“. Partì poi il progetto SETI della NASA (ricerca di intelligenze extraterrestri). Come previsto da questo programma sulle sonde statunitensi Voyager I e II vi era una piccola targa con i saluti dalle Nazioni Unite che intendevano indicare a civiltà cosmiche la strada per la Terra. Un’ironia politica del Pentagono visto che ciò che li aspettava qui non era “un caloroso benvenuto” ma il solito “prima sparare, le domande le rimandiamo a dopo“.

Un appello all'ONU
Insomma nelle prove documentali provenienti dagli archivi delle forze militari, nascoste da quattro decenni all’opinione pubblica, si parla del problema della sopravvivenza dell’umanità. Quindi gli UFO sono un problema del quale è meglio non parlare, è come se qualcuno stesse cercando di fare qualcosa prima che sia troppo tardi…

Quindi chi dovrebbe agire se loro sono un problema per la sicurezza planetaria? Le superpotenze o l’organo internazionale costituzionalmente autorizzato delle Nazioni Unite?
Nel febbraio 1966, in qualità di capo della divisione informazioni del segretariato delle Nazioni Unite e di scienziato militare professionista (all’epoca erano già tredici anni che analizzavo le operazioni degli UFO), parlai al segretario generale dell’ONU U-Thant delle informazioni in mio possesso. Sulla base del mio memorandum mi pregò di progettare il primo ONU UFO PROJECT. Questo progetto presentato alla segretaria generale e al Comitato per Utilizzo Pacifico del Cosmo, prevedeva:

1. Il controllo internazionale delle operazioni degli UFO attraverso una collaborazione coordinata con le forze armate nazionali, gli scienziati e le organizzazioni di ricerca ufologica ;

2. Il “Divieto di aprire il fuoco” e di dare inizio ad un confronto armato con le potenze del cosmo, che potrebbe portare ad una guerra spaziale fatale per l’intero genere umano;

3. La presa di contatto con le intelligenze che pilotano gli UFO e attraverso queste con i capi delle potenze galattiche;

4. Studi scientifici e addestramenti internazionali ad opera dell’UNESCO;

5. Diffusione dei dati analizzati ai governi e all’opinione pubblica.

Il 6 novembre del 1967, nel corso del 7° congresso internazionale di ufologia, tenutosi a Magonza, sotto la presidenza del “Padre dell’astronautica”, il prof. e dott. Hermann Oberth, e dei rappresentanti di 24 nazioni fu sottoscritta la “Magonza UFO Resolution”. Questa stabiliva i criteri di massima per la soluzione del problema della sicurezza nazionale, chiamata in causa dagli UFO: “Gli oggetti volanti non identificati sono mezzi volanti identificati che provengono dallo spazio e rappresentano un problema di importanza vitale per il mondo intero. Tutte le nazioni devono analizzare e risolvere insieme il problema attraverso le investigazioni e le ricerche scientifiche. Questo per il bene comune e il progresso delle nostre relazioni pacifiche con il cosmo”. Tale risoluzione fu naturalmente censurata dai mezzi di comunicazione di massa mentre il comitato dell’ONU per l’Utilizzo pacifico del Cosmo la accolse con piacere. I successivi 20 anni confermarono che la magonza UFO resolution innescò un processo che portò al rilascio di documenti sugli UFO da parte di numerosi governi e quindi alla dimostrazione che gli UFO sono reali!
Da decenni l’ICUFON, la rete di ricerca ufologica internazionale si adopera, spesso con successo, in una serie di attività pro ONU volte a coinvolgere i governi degli Stati membri delle Nazioni Unite. Il culmine di tali iniziative fu raggiunto nel 1977 quando il problema degli UFO fu proposto nel corso della 32esima sessione dell’assemblea generale dell’ONU al “punto 123″ dell’ordine del giorno. La nostra rete presentò allo stato membro di Grenada una documentazione composta da 250 sezioni che sottolineava le necessità di istituire un UFFICIO dell’ONU che si occupasse di UFO, come noi chiedevamo dal 1966. Secondo le prime 14 pagine del verbale dell’assemblea del Comitato Politico Speciale, tenutasi il 28 novembre, l’ambasciatore dott. Wellington Friday, presentò le richieste dell’ICUFON alle Nazioni Unite. Ma l’ufficio stampa dell’ONU non rese noto il testo della proposta ai mezzi di comunicazione di massa internazionali e gli USA, avvalendosi del controllo governativo, non permisero agli ufologi privati l’accesso al segretariato generale dell’ONU e indebolirono completamente la risoluzione. Sotto la pressione degli Stati Uniti ogni richiesta di controllo internazionale delle operazioni sugli UFO fu abbandonata e Grenada costretta a rivedere completamente la sua risoluzione.
Ma il pericoloso aumento della corsa agli armamenti costrinse l’ICUFON a cercare nuove strade. Il 29 gennaio del 1980, il Comitato ufologico della Camera Alta britannica, nelle persone di Lord Clancarty e Lord Kimberley, mi invitò ad una riunione nel corso della quale presentai prove militari volte a dimostrare la grande responsabilità dei governi nel problema della sicurezza nazionale legata agli UFO. In quell’occasione proposi : “Aprite il sipario sul segreto militare legato agli UFO e, in un colpo solo, si aprirebbe una grande prospettiva e apparirebbe chiara la via della soluzione del problema“. La nostra dichiarazione a mezzo stampa, il nostro “Memorandum Blu” e la richiesta di “un ufficio internazionale per lo studio degli affari cosmici” (WASA) fu censurata”.

Durante la mia campagna ufologica europea ( 1981-83) entrai in contatto con numerosi militari e delegati governativi. Questi dichiararono all’unisono che era necessario che le superpotenze facessero il primo passo per risolvere il problema degli UFO. Per questo motivo, il 21 settembre del 1981, inviai al presidente Ronald Reagan e al consiglio di sicurezza nazionale, due Memorandum e alcuni documenti militari chiedendo che le nazioni parlassero degli UFO nel corso di una conferenza sulla sicurezza internazionale e che chiarissero una volta per tutte il comportamento che l’umanità dovrebbe adottare nei confronti del fenomeno. Espressi inoltre la necessità di stabilire un contatto invece di spiegare le nostre forze militari. Il 21 novembre del 1981 il generale maggiore Robert L. Schweitzer, della sicurezza nazionale, ci fece pervenire una risposta preoccupante: “Il presidente conosce perfettamente il pericolo che Lei ha così chiaramente documentato e fa tutto quanto è nelle sue possibilità per ristabilire il più presto possibile la sicurezza della difesa nazionale“.

Memorandum simili furono inviati dal maggiore dell’aeronautica Hans C. Petersen, della Danimarca, al governo degli stati scandinavi, da Michael Hesemann al governo federale tedesco, da Helmut Hajek al governo federale austriaco e dal sottotenente Arthur Bray al governo del Canada. Il 17 ottobre del 1983, nel corso di una seduta di un’ora e mezza con il presidente della repubblica federale austriaca, il dott. Rudolph Kirchschläger, a Vienna, tirammo le somme: “Noi crediamo che sia giunto il tempo che le superpotenze si adoperino per portare alla luce il problema degli UFO fino ad oggi occultato“.
Nel 1984, in forza della legge sulla libertà di informazione, pretesi dalla Cia la documentazione completa sulle mie attività e su quelle dell’ICUFON. Secondo la decisione del ministero di giustizia statunitense, del 5 agosto 1985, questo non era possibile perché “tutto il materiale su di Lei è segreto e… non è possibile accedervi… nell’interesse della sicurezza nazionale e della politica estera“. Un altro esempio del comportamento adottato dagli Stati Uniti nei confronti del problema degli UFO.

Nell’interesse della difesa nazionale” : Il 4 dicembre del 1985 il presidente Ronald Reagan, nel corso del suo discorso a Fallston, nel Maryland, parlò di un suo colloquio personale con il segretario generale Mikhail Gorbaciov (in occasione del vertice di Ginevra dal 18 al 20 novembre del 1985): “se improvvisamente il nostro mondo fosse messo in pericolo da esseri provenienti da altri pianeti dell’universo, non dimenticheremmo le piccole differenze che esistono tra i diversi paesi e scopriremmo, una volta per tutte, di essere tutti esseri umani che vivono insieme sulla Terra? Ora, io non penso che dovremmo aspettare l’arrivo degli extraterrestri che ci minacciano. Penso che potremmo essere già adesso coscienti della loro esistenza“. Qualsiasi commento sarebbe superfluo!



Nell’interesse della politica estera degli Stati Uniti“: questa dichiarazione è la prova schiacciante che è vero quanto la politica estera degli Stati Uniti da più di quattro decenni sostiene: esiste una “guerra misteriosa” contro di loro. Per risolvere questa situazione, l’ONU dovrebbe cercare una soluzione definitiva al problema degli UFO. Noi dobbiamo impedire, ad ogni costo, una collisione tra potenze terrestri e galattiche. Per questo abbiamo bisogno di un ufficio internazionale per gli affari spaziali, controllato dalle Nazioni Unite, con il compito di cercare un contatto con gli extraterrestri, nell’interesse della pace mondiale e dello sviluppo di una società migliore, di una cosiddetta “età dell’oro“, http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=4977974539732198049&postID=1612531717908636391caratterizzata dal contatto con il cosmo. Il problema degli UFO deve essere risolto – prima che sia troppo tardi…

Città DEL Messico 28 agosto 1995

Nel corso di una lunga intervista concessa alla nostra redazione durante il congresso svoltosi a Citta’ del Messico nel 1995, il Colonnello Colman VonKeviczcky ci diede personale conferma di quanto riportato nel presente articolo. “Io ho avuto stretti rapporti di collaborazione“, ci spiegò, “con una signora di mezza età che rappresentava la stampa del Commonwealth britannico alle Nazioni Unite. Al terzo e al quarto piano di questo palazzo vi è il dipartimento stampa, nel quale lavorano tutti i rappresentanti delle più importanti testate giornalistiche del mondo. Lei era interessata alla mia ricerca e anche se non ne conoscevo il motivo avevo l’impressione che fosse profondamente coinvolta in questo problema… Un giorno mi disse che avrei dovuto parlare al segretario generale U-Thant del mio memorandum e grazie a lei, ciò avvenne. Nel febbraio del 1966 ebbi l’opportunità di incontrare personalmente questo segretario generale e di presentargli le nostre analisi militari e la documentazione in nostro possesso. Fu uno dei giorni più belli della mia vita. Non mi dimenticherò mai il momento in cui sono entrato in quell’ufficio… Il segretario generale mi disse: ‘Lei è veramente un esperto in campo militare. Le chiedo di essere così gentile da organizzare un ufficio che si occupi di raccogliere e analizzare tutte le informazioni, che riguardano gli UFO, provenienti da ogni parte del mondo e di distribuirle a tutti i governi’… Gli risposi che il lavoro da svolgere era immenso e che il primo passo da fare era quello di smettere di sparare agli UFO perché tale atteggiamento avrebbe portato all’instaurarsi di una guerra interstellare. Gli dissi inoltre che sarebbe stupido intraprendere una guerra contro una civiltà tecnologicamente superiore alla nostra e che sembra controllare l’intero pianeta, i movimenti di ogni nazione e soprattutto le nostre armi nucleari… Un giorno Silvia Migel, un membro del NICAP, mi chiamò e mi disse di avere un messaggio importante per me… quando raggiunsi il suo ufficio mi disse: ‘Mi spiace informarti che ti stanno buttando fuori perché il Pentagono non ha approvato quanto tu hai fatto e nemmeno ciò che ha fatto il segretario generale‘. Questo nonostante U-Thant stesse agendo nell’interesse della pubblica sicurezza adempiendo soltanto al suo dovere”.

Chi ha avuto la fortuna di conoscere il colonnello Colman S. VonKeviczky non può che serbare, nel cuore, il ricordo di un uomo forte, coraggioso e sempre sorridente. Nonostante gli attacchi subiti dai servizi segreti, non abbandonò mai la lotta a favore della divulgazione della realtà extraterrestre, per la quale rinunciò agli onori e alla carriera. Di lui apprezziamo soprattutto la battaglia volta alla cessazione della corsa agli armamenti e alla ricerca di un contatto pacifico con le entità aliene. “Solo così”, ci disse, “possiamo sperare in un futuro caratterizzato da un contatto con il cosmo”. Grazie Colman.

Fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/
Fonte originale: http://www.alienproject.it/sezufo/ufo%20un%20problema%20globale.htm

lunedì 29 marzo 2010

La CIA riconosce l’inutilità delle indagini UFO

Un rapporto di 17 pagine disponibile sul sito web della CIA riconosce l’inutlità delle indagini sugli UFO da parte dell’agenzia governativa. E conclude che “come le teorie di cospirazione dell’assassinio di JFK, la questione UFO non sarà risolta a breve, non importa quale Agenzia sia ad occuparsene”.”La convinzione che non siamo soli nell’Universo è troppo emotivamente accattivante e la sfiducia nel nostro governo sia troppo pervasivo per subordinare il riconducibile rilascio ai tradizionali studi scientifici che portino a spiegazioni razionali e prove”. E ancora “il ruolo della CIA nello studio degli UFO, 1947-1990″ rende la lettura affascinante.



Questo rapporto è stato pubblicato nel 2007 da Gerald K. Hines, storico del National Reconnaissance Office. Se non avete mai sentito parlare del NRO, si afferma che “progetta, costruisce e gestisce satelliti di ricognizione della nazione” ed è gestito dal Dipartimento della Difesa e dai dipendenti della CIA. Esso elenca la sua “visione” come “Vigilanza dall’Alto”. Nelle 17 pagine, Hines mette insieme la storia completa della CIA e degli UFO. Non tutto quello che la CIA ha dichiarato, ben studiato come può essere da uno storico, cambierà la mentalità di molti. Come dice Hines nella sua relazione che “una straordinaria percentuale del 95% degli americani ha sentito parlare di UFO” e “il 57% crede che siano reali. Gli ex presidenti degli Stati Uniti Carter e Reagan sostengono di aver visto un UFO”.

Fonte(in inglese): http://seattletimes.nwsource.com/html/localnews/2011460719_ufos28m.html

martedì 16 marzo 2010

Australia, 1954: la RAAF e il “mostro volante” (news)

Questo stralcio di documento proviene dagli archivi australiani, i quali hanno messo “online” molti documenti sugli UFO. Tra i più interessanti quello che vi proponiamo di seguito è inerente l’avvistamento di uno strano UFO, il quale somigliava ad un aereo futuristico. L’avvistamento avvenne il giorno 28 ottobre 1954, alle ore 23:25 circa, a Perth.



Il testimone descrive l’oggetto come una sorta di “mostro volante”, in contrasto coi velivoli conosciuti all’epoca. Nel documento in questione si ipotizza che, guardando il disegno fatto dal testimone, l’UFO ha una forte somiglianza con un disegno effettuato tecnici della Germania, che lavoravano vicino Praga, negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale. Secondo le intenzioni dei tedeschi questo oggetto poteva volare, ad una velocità di circa 10.000 chilometri per ora. Progetti o meno, cosa era quell’oggetto che volò a Perth, il giorno 28 ottobre 1954?

Fonte: http://naa12.naa.gov.au/ (poi cliccare Guest. Dopodichè su la casella Keywords digitare la parola UFO e poi cliccare su Search. Dopo aver fatto ciò andate su Items 25 e cliccate su Display. Ecco per incanto centinaia di pagine sugli UFO australiani. Il documento in questione è catalogato come A705, pagine 80-81-82. Buona lettura).

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