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venerdì 27 giugno 2014

DMT: la Chiave di Volta?

Esiste in natura una sostanza davvero stupefacente, il suo nome è Dimetiltriptamina, in sigla: DMT. Tale sostanza è originariamente endogena, ossia è prodotta all’interno del corpo umano e specificatamente dalla ghiandola pineale. E’ inoltre presente in numerosissime specie animali ed anche vegetali. Tale molecola ha il massimo della concentrazione nel sangue umano, statisticamente, tra le 3 e le 4 di notte, la cosiddetta ‘ora del diavolo’, l’ora in cui sono riferite accadere il maggior numero di ‘abduction’ (rapimenti di esseri umani ad opera di alieni) da chi queste esperienze le ha subite e le subisce tutt’oggi: gli addotti.

Perché associare la DMT con la sindrome da Abduction? Perché nei resoconti personali di molti soggetti volontari, ai quali è stata sperimentalmente somministrata DMT sintetica, affiorano ricordi abbastanza netti e precisi, sovrapponibili ai resoconti degli addotti. In poche parole, la DMT produce gli effetti di una abduction: prelevamento dal proprio letto, paralisi motoria, analisi visiva da parte di piccoli esseri ‘grigi’, interventi medici invasivi su di un lettino freddo, presenza di altri esseri più alti e potenti simili a grossi rettili od a giganteschi insetti.

Il tema è assai spinoso e cruciale, le testimonianze delle cavie da DMT facevano riaffiorare ricordi extradimensionali oppure producevano allucinazioni di tipo condiviso e seriale? E’ difficilissimo districarsi in questo labirinto che sembra non obbedire più a nessuna delle regole logiche che ci hanno inculcato nel cervello sin dalla più tenera età. In aiuto ci giunge il completo e tempestivo libro di Enrica Perucchietti che già dal titolo pone al lettore il quesito di fondo: ‘DMT, Terzo Occhio od Inganno dello Spirito?’

Quesito non da poco: esistono razze aliene che manipolano e predano il pianeta Terra da sempre, oppure sono solo il frutto di allucinazioni ‘chimiche’ ed il pianeta viene manipolato e predato solo da umani psicotici? In fondo che cambia? Cambia molto invece saperlo, ma temo che non riusciremo a definire tale questione mai per un problema di settaggio sensoriale umano che vede proprio in questa difficoltà limbica, quella cioè di attraversare differenti stadi di percezione e riconoscerli come reali o meno, il perno della questione. Viviamo evidentemente confinati in una dimensione fisica che alcuni autori gnostici non hanno tardato a definire come una 'prigione'.

Personalmente ho assistito ad alcuni racconti di ‘addotti’ che non lasciavano spazio a dubbi, eppure evidentemente l’essere umano non può esperire tali realtà se non con l’ausilio di sostanze che parzialmente produce ‘in proprio’. Due aspetti aggiungo alla questione. Il primo riguarda la nostra ghiandola pineale che le industrie alimentare e quella farmaceutica (e non solo) fanno di tutto per ridimensionare e rendere inattiva (chissà perché). Il secondo aspetto è interessante: gli sciamani o chi si occupa di viaggi astrali o premonizioni sembra non avere effetti collaterali dall’assunzione di DMT. La molecola ha una concentrazione nel loro sangue sempre assai sopra la media e vicina al punto di saturazione. E’ come se tutti i ricettori neuronali di DMT fossero già ‘occupati’ dalla molecola ‘magica’ e non siano in grado di acquisirne di nuova di origine esterna. Le capacità medianiche sono il frutto di questa sovrapproduzione di DMT? E’ la molecola DMT la chiave di lettura del nostro essere multidimensionali ma con i sensi ‘settati’ solo per percepirne una piccola parte, una dimensione sola? Domande a cui il libro della Perucchietti tenta di dare esauriente risposta, lasciando però al lettore il giudizio finale. Aggiungo solo in ultimo, l’interesse sospetto per i centri occulti di potere (pubblici e privati) verso tutte le droghe e gli allucinogeni in particolare, guarda caso vietati dalle leggi di quasi tutti i paesi. Buona lettura.

http://www.enricaperucchietti.it/dmt-terzo-occhio-o-inganno-dello-spirito/


Fonte:  http://freeskies.over-blog.com/article-dmt-la-chiave-di-volta-123630943.html



mercoledì 21 maggio 2014

Area 51: dopo 25 anni ritorna a parlare il fisico Bob Lazar

Oggi vi proponiamo un articolo di Massimo Frattini su un caso su cui non è mai stata fatta totale chiarezza

Robert Scott Lazar (nato il 26 gennaio 1959) è stato uno dei personaggi più famosi, riguardo il Cosmic Top Secret sugli UFO. Bob dichiarò di aver lavorato presso l’area S-4 del Nevada Test Site (vicino all’Area 51) sotto speciale richiesta di Edward Teller. In diverse occasioni si è sottoposto alla macchina della verità: alcuni di questi test confermavano le sue dichiarazioni.


bob lazar668 May. 18


L’ULTIMA INTERVISTA DOPO 25 ANNI

Bob Lazar è ritornato a parlare in una intervista effettuata dai giornalisti dell’emittente televisiva 8NN-TV, dove ribadisce ancora una volta il suo ruolo al’interno della base, descrive le strutture dei dischi volanti nei dettagli, dopo averli disegnati precedentemente, e dice che questi “aeromobili” si sostentavano grazie a tre specie di “marmitte o tubi pieghevoli”, che permetterebbero di scegliere le direzioni di volo, ma paradossalmente dice anche che questi oggetti erano tanto veloci e potenti, quanto instabili. I cosiddetti UFO non sarebbero stati costruiti da umani, in quanto la cabina di pilotaggio era a dimensione di bambino; quindi con questa affermazione Lazar vorrebbe documentare la tesi secondo cui questi mezzi tecnologici sarebbero stati costruiti e pilotati da alieni; inoltre i velivoli non avrebbero presentato punti di saldatura, come se fossero stati interamente formati da un unico pezzo e per di più di un materiale sconosciuto sulla Terra.






bob 2

Ma qual’era o su cosa si basava il lavoro di Bob Lazar? Il suo compito era quello di back-engineer, (retro-tecnologia) ovvero, doveva risalire alla manufattura del velivolo alieno, di comprendere come era stato costruito, in modo che altri tecnici esperti, dovevano cercare di riprodurne una copia simile e farlo volare.

Bob sostiene di aver lavorato all’interno di una sala dove vi erano otto velivoli alieni. Questa sala si trova in una zona di 13 livelli di profondità nel sito S4 o comunemente denominata DREAMLAND o terra dei sogni, che comunque faceva parte del perimetro della Base Area 51, ma questa si trovava a Papoos Lake a poca distanza da Groom Lake.


Robert Scott Lazar (nato il 26 gennaio 1959) è stato uno dei personaggi più famosi, riguardo il Cosmic Top Secret sugli UFO. Bob dichiarò di aver lavorato presso l’area S-4 del Nevada Test Site (vicino all’Area 51) sotto speciale richiesta di Edward Teller. In diverse occasioni si è sottoposto alla macchina della verità: alcuni di questi test confermavano le sue dichiarazioni.


Area 51: dopo 25 anni ritorna a parlare il fisico Bob Lazar

Bob in questa ultima intervista, mostra ancora l’ID e il suo tesserino W-2, a dimostrare appunto che era impiegato presso la Navy Intelligence (US NAVY), ovvero la Marina Militare degli Stati Uniti, che gestiva e gestisce la base di Groom Lake e Papoos Lake. Bob dichiara di essere entrato dentro il disco volante e cercò di comprendere i tre sistemi di propulsione, il loro funzionamento, in modo che i militari ne avrebbero potuto costruirne uno simile. Cercò di dire al mondo ciò che aveva visto, ma era troppo presto e il mondo non era pronto allora.

 bob lazar666 May. 18

Oggi siamo più preparati ad accettare tale conoscenza! Bob Lazar ha sacrificato tutto, la sua vita, la sua reputazione, il suo lavoro, i suoi amici, tutto questo al fine di raccontare a tutti … come ha detto, “la più importante scoperta nella storia umana.”

Bob termina la sua intervista, dicendo: ” nascondere queste informazioni al mondo è un crimine contro l’umanità”







Fonte: http://www.segnidalcielo.it/2014/05/18/area-51-dopo-25-anni-ritorna-a-parlare-il-fisico-bob-lazar/

mercoledì 23 aprile 2014

"UFO – I dossier italiani", gli autori Petrilli e Sinapi: "Ecco tutta la verità dell'Aeronautica Militare"

Li chiamano UFO e tutti pensano a navicelle spaziali con alieni in libera uscita, all’area 51 o a extraterresti che studiano la Terra dall’alto della loro tecnologia avanzata. In realtà di questi Oggetti Volanti Non identificati (Unidentified Flying Object nella versione inglese che dà vita all’acronimo che tutti noi conosciamo) non si sa molto. Eppure in Italia, dagli anni Settanta a oggi, gli avvistamenti “ufficiali” raccolti dall’Aeronautica Militare sono più di 400. A questo fenomeno, ancora in gran parte sconosciuto, i giornalisti Lao Petrilli (RDS, La stampa) e Vincenzo Sinapi (ANSA) hanno dedicato un bel libro dal titolo “UFO – I dossier italiani” (Editore Mursia). Coi due autori, che hanno affrontato l’argomento in maniera rigorosa e oggettiva, abbiamo parlato di tutti questi avvistamenti nei cieli italiani che non hanno trovato alcuna giustificazione tecnica o naturale.



Qual è la genesi di questo libro? Da quale esigenza nasce?
Lao Petrilli: Il libro nasce dalla nostra curiosità giornalistica. Sapevamo dell'esistenza dell'archivio istituzionale che raccoglie la documentazione sugli UFO italiani. Visto che nessuno vi aveva avuto libero accesso, e che non esistevano pubblicazioni esaustive sulla materia, dopo averne parlato fra di noi per un certo periodo, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante - e forse utile - avvicinarci alla questione con l'approccio asettico del nostro lavoro di cronisti. Fatta richiesta all'Aeronautica Militare, gli interlocutori, che già ci conoscevano anche per la nostra esperienza di inviati di guerra, ci hanno concesso la consultazione degli atti. Li abbiamo trattati esattamente come i documenti di altra natura che trattiamo quotidianamente.

In quale periodo storico ci sono più segnalazioni? Qual è la regione con più UFO?
Lao Petrilli: Il trend degli avvistamenti è abbastanza regolare, seppure con qualche discostamento che appare fisiologico. E con un'eccezione molto evidente. Nel 1978 furono registrati addirittura 69 casi. C'è da ricordare che in quel periodo grande successo ebbe il bellissimo film di Spielberg, “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Non è perciò da escludere un effetto-suggestione. La Regione con più avvistamenti è il Lazio. Dal 1972 al 2013 ce ne sono stati in tutta Italia 445, 53 dei quali nel Lazio, 43 in Toscana, 36 in Campania e in Lombardia, 34 in Puglia, 31 in Sicilia. Fanalini di coda sono l'Umbria, con 3, la Valle d'Aosta con 2, e il Molise, con un solo avvistamento.

Come si è posto lo Stato di fronte agli UFO? C’è un’attenzione particolare oppure il fenomeno viene sottovalutato?
Vincenzo Sinapi: Nel libro si tratta anche questo aspetto. I documenti consultati dimostrano come della materia si sia sempre occupata l’Aeronautica militare: quella degli Ufo, del resto, è un’evidente “violazione” dello spazio aereo nazionale e garantirne la difesa è il principale compito istituzionale dell’Arma azzurra. Nel 1978 – anno boom di avvistamenti e di alcuni casi “allarmanti” – su input di Palazzo Chigi e del ministero della Difesa, l’Aeronautica viene ufficialmente individuata come l’Istituzione competente a raccogliere le segnalazioni di Ufo provenienti dalle altre Forze Armate e dalle Forze di Polizia, oltre che dagli enti civili che in un modo o nell’altro hanno a che fare con la sicurezza del volo. Di fronte a queste segnalazioni, l’Aeronautica fa una serie di indagini tutte finalizzate a stabilire che l’oggetto non costituisca una “minaccia” per il Paese. Se alla fine non è possibile individuare una causa tecnica o naturale, l’evento viene classificato come Ufo. Niente di più niente di meno. Da tempo e da più parti si sollecitano indagini più approfondite finalizzate ad individuare la “natura” di questi oggetti. Indagini che però esulano dai compiti della Forza armata. E’ proprio per questo che, sempre dal 1978, si parla di un coinvolgimento anche del Cnr. Nei documenti esaminati c’è la conferma di un accordo in questo senso raggiunto tra sei diversi ministeri, su indicazione della presidenza del Consiglio. Sembra tutto deciso, ma alla fine non se ne fa niente. Il motivo non è dato sapere.

A suo avviso quanto sono attendibili queste dichiarazioni? Ce ne sono alcune molto autorevoli, come quelle dei piloti di linea, ma altre che sembrano francamente frutto dell’immaginazione.
Lao Petrilli: A mio avviso il solo fatto che siano state incluse in documenti ufficiali, nell'unico archivio istituzionale esistente sulla questione-UFO, le rende più attendibili di altre. E' però ovvio che le dichiarazioni più 'serie' sono quelle di piloti (sia di voli di linea che militari) con molte ore di volo nel curriculum, così come di esponenti delle forze dell'ordine. Alcune delle altre testimonianze, poi, effettivamente, suscitano perplessità. Le abbiamo comunque incluse nel libro perché prese in considerazione dalla stessa Aeronautica Militare, sebbene in certe carte, quelle appunto relative ad episodi 'coloriti', si legga fra le righe di qualche dubbio emerso fra chi ha indagato.

Qual è l’elemento curioso in cui vi siete imbattuti durante le ricerche?

Vincenzo Sinapi: Le descrizioni di “umanoidi”, nei rari casi di incontri ravvicinati del terzo tipo archiviati dall’Aeronautica, sono probabilmente le più intriganti. Si passa dall’alieno “altro tre metri con le ginocchia nodose”, a quelli “alquanto belli nelle loro tute attillate”, all’extraterrestre che “in italiano, ma con accentuato timbro vocale metallico”, minaccia il contadino che lo guarda interdetto dicendogli: “se non te ne vai ti lancio pinna velenosa…”. Curiose anche le descrizioni degli oggetti volanti non identificati: il classico disco volante è sempre molto gettonato, ma ci sono anche quelli a forma di “sigaro”, di “cappello da zorro” o da “Babbo Natale”. Ed è stato visto anche un Ufo “a forma di ocarina”.


fonte: http://www.huffingtonpost.it/2014/04/18/ufo-dossier-italiani-avvistamenti-verita-aeronautica_n_5172269.html

martedì 4 febbraio 2014

Guy Kirkwood (USAF): “gli extraterrestri vengono in pace”

Intervista a Guy Kirkwood, alias “Mel Noel”, pilota USAF ritiratosi con il grado di luogotenente e con un vasto bagaglio di esperienze di contatti con una aviazione non terrestre.
di Guido Ferrari (giornalista TV Svizzera)

Ho incontrato e intervistato per la TV della Svizzera Italiana, Guy Kirkwood, alias Mel Noel – questo era lo pseudonimo dietro cui si è nascosto a lungo – a Mesquite, nel Nevada, nel dicembre 1995, in occasione di un convegno internazionale sugli UFO.
UFO e caccia F-86



[Guy Kirkwood] Il mio stupore è stato duplice: prima di tutto quello di trovarmi davanti, in carne ed ossa, un personaggio di cui avevo letto e che sentivo appartenente ad un mondo strano e affascinante che sta a cavallo tra la fantascienza e la realtà, che ti incuriosisce perché ti pone in questione in modo profondo un sarà “veramente vero” quello che dice, quello che ha vissuto, e se è così allora… E devo dire che Noel mi sembra credibile. Altro forte stupore: Noel sembra uscire da un film di Spielberg. Faccia larga bruciata dal sole, capelli grossi, spettinati, occhiali Polaroid, vecchio giaccone di pelle da aviatore, un fisico molto prestante per uno ormai vicino ai settanta.

Davvero un personaggio.

La mia prima percezione, dopo poche battute dell’intervista, fu che Noel fosse angosciato: toccare un tema per lui doloroso, legato quasi ad un senso di disperazione.

Oltre al grande oggetto tubolare o sigariforme, nel riquadro in alto a destra si nota qualcosa di anomalo e non riconoscibile (ingrandito nel riquadro in alto a sinistra).

“SE AGISSERO SULLA NOSTRA PSICHE?”

Mi raccontò che nel 1953 e 1954 lui e altri giovani piloti di una pattuglia militare di Sabre F-86 avevano avvistato e filmato più volte una formazione di UFO nei cieli del Colorado.

Quella era la missione per la quale erano stati particolarmente addestrati: erano state mostrate loro centinaia di fotografie di UFO, scattate soprattutto da civili, erano stati avvertiti di possibili effetti della vicinanza di UFO sugli strumenti di volo. Al posto della mitragliatrice, sull’aereo, era stata montata una cinepresa speciale (le Gun-Camera; alcune cineprese usufruivano di pellicole standard, altre ad infrarossi, N.d.R.).

Dopo una serie di uscite senza risultato, nel dicembre del 1953 ebbero tuttavia un primo contatto, senza tuttavia riuscire a scattare fotografie.

Sedici oggetti a forma di disco volavano in formazione a V, vicino alla pattuglia.

Due settimane più tardi avvistarono cinque UFO simili ai precedenti e li fotografarono usando le apparecchiature.

[foto UFO - 25K .jpg] “A quel punto – continuò Noel – cominciavamo a preoccuparci della nostra salute: se gli UFO agiscono sugli strumenti di bordo, danneggeranno anche il nostro corpo, la nostra psiche?”



Dopo un contatto con riprese riuscite, i piloti, dopo l’atterraggio, ebbero un collasso, come capita talvolta ai piloti dopo un combattimento.

“Bisogna capire che eravamo molto giovani, io avevo 24 anni. Entrare in contatto con qualcosa di così misterioso e di intelligente ci sconvolgeva”.

Chiesero di essere dimessi dall’incarico e lo furono.

Noel mi disse che, mentre volavano accanto agli UFO, in cuffia e in inglese, avevano chiaramente sentito dei messaggi. Veniva detto che “loro” venivano in pace, che la Terra era in pericolo per l’uso incontrollato dell’energia atomica, che l’uomo aveva la possibilità di evitare il disastro se solo avesse seguito i valori dell’amore. Noel e gli altri piloti si chiesero se non avessero avuto delle allucinazioni o se non fossero stati vittima di un impossibile scherzo.

Per Noel era una comunicazione reale e ciò lo sconvolse.


UN MONDO CHE NON AVREBBE VOLUTO

Durante l’intervista, l’emozione di allora riaffiorò:

“I dischi volanti osservati erano a forma lenticolare – continuò Noel – con una specie di cupola sopra; erano di una cinquantina di metri di diametro e di una decina di altezza. Quando erano fermi nel cielo erano circonfusi da una nebbiolina argentea. Quando poi partivano si sarebbe detto che attraversassero i toni dello spettro”.

Le fotografie scattate simultaneamente dagli aerei furono consegnate alla base e di esse Noel non seppe più nulla (venivano regolarmente inviate a Wright-Patterson, N.d.R). Tuttavia me ne consegnò un paio più tardi e purtroppo non gli domandai come mai le avesse. Successivamente, gli chiesi di raccontarmi del suo caposquadriglia, il colonnello Patterson, il quale più tardi scomparve in circostanze misteriose.



Era stanco e abbattuto. Mi disse che, nonostante i tanti avvertimenti ricevuti, il mondo corre come un treno senza pilota verso l’abisso.

Cercai di sdrammatizzare l’atmosfera, ma Noel, dopo un po’, proseguì il suo discorso dicendomi che il mondo che lascia ai suoi nipoti non è quello che avrebbe voluto.

“Il progresso dov’è? Un tempo le madri stavano a casa a curare i figli. Ora sono necessari i salari dei due coniugi per tirare avanti e i figli sono educati da strutture anonime. Cosa vuole che si ottenga? Ciò che conta e che tutto giustifica è la produzione, il guadagno. E poi le armi atomiche e tutte le altre diavolerie. L’ultima invenzione, ma già in via di automatizzazione, è il sistema Haarp – io ne sentivo parlare per la prima volta – che è in grado di influenzare i campi magnetici, di sconvolgere le meteore ecc. Sono tutte cose segrete. gestite da gruppi incontrollabili. È a conoscenza del sistema di gallerie che collega i punti strategici degli Stati Uniti?” e mi mostrò la fotografia di un’enorme scavatrice, scoperta per caso in un cunicolo scavando le fondamenta di una gigantesca costruzione.



LE NOTE DI TIMOTHY GOOD

Non ho voluto e forse nemmeno ho potuto, allora, fargli altre domande sulla sua vita; così, per scrivere questo articolo, ho risfogliato ìl volume di Timothy Good “Above Top Secret”, una vera miniera di informazioni. Leggo che Noel, lasciato il militare, fu pilota professionista civile, continuò a studiare il fenomeno UFO collaborando con il suo amico Gordon Cooper, già pilota militare e astronauta.

Cooper, come è noto, il 27 novembre 1978, in una sua dichiarazione scritta letta alle Nazioni Unite, affermò che nel 1957 avvistò più volte formazioni di UFO nei cieli della Germania.

Come Noel e Cooper, decine di piloti civili e anche militari hanno fatto le stesse dichiarazioni. Inoltre vi sono fotografie, riprese filmate ecc..

In un’altra circostanza Cooper dichiarò che nel 1957 un team militare cinematografico da lui diretto, filmò l’atterraggio di un UFO vicino alla base militare di Edwards, negli USA. Good scrive ancora che Noel gli disse che quando era pilota militare, fu avvertito che parlare di quanto aveva osservato in merito agli UFO gli sarebbe costato 10 anni di prigione e 10.000 dollari di multa.

Otto anni dopo aver lasciato il militare, Noel ne parlò alla radio con lo pseudonimo di Noel, appunto. Poco prima dell’emissione, fu avvicinato da due uomini della CIA e diffidato, ma Noel non diede loro retta, senza conseguenze.

Ma ritorniamo alla caffetteria del casinò dì Mesquite-Nevada. Noel ogni tanto apriva una vecchia valigetta di cuoio – che aveva colpito la mia fantasia – per mostrare qualche documento. Ora parlava veloce, con lo sguardo lontano fissato su un’immagine cupa. E devo dire che anche altri testimoni anziani, del calibro di Noel, mi hanno trasmesso un sentimento di viva preoccupazione e anche di rabbia e di impotenza di fronte alla cecità dei potere.

Da parte mia penso che non si debba cedere al catastrofismo – quante cose inaspettate sono avvenute nella storia – ma rimanere vigili e fare quello che si può, ognuno al proprio posto. Forse un giorno sapremo di più su questo e altri misteri, ma ciò non può distoglierci, fin da ora, dal vivere in modo responsabile.




Fonte: http://www.segnidalcielo.it/2014/02/04/guy-kirkwood-usaf-gli-extraterrestri-vengono-in-pace/

mercoledì 9 gennaio 2013

Il progetto Serpo

Nel vasto panorama ufologico capita di imbattersi in testimonianze che, di primo acchito, non possono non essere ascoltate con sospetto a causa della loro intrinseca deflagrante portata. Tuttavia, cosa pensare quando queste testimonianze trovano una precisa collocazione all’interno di un quadro di eventi di contorno la cui verità è acclarata?

E’ la domanda che occorre porsi in relazione al cosiddetto progetto Serpo, ossia un supposto programma di scambio, avvenuto tra gli Stati Uniti e una razza extraterrestre, nel quale dodici membri delle Forze Armate sarebbero andati sul pianeta Serpo nel 1965, per poi tornare sulla Terra nel 1978.

Le fonti

Dinnanzi a una vicenda di questo tipo, è essenziale procedere con accuratezza nell’indagare la fonte da cui provengano le informazioni. Infatti, sarebbe lecito pensare che una storia simile non sia altro che il frutto della mente di qualche scrittore di fantascienza.

Innanzitutto, il primo vago riferimento a un programma di scambio tra il governo degli Stati Uniti e una razza extraterrestre si ebbe nel 1983 quando la celebre studiosa Linda Moulton Howe, all’epoca impegnata nella realizzazione di un documentario per la HBO dal titolo “The ET Factor“, venne contattata da un certo Richard C. Doty, sergente dell’USAF, il quale le disse di avere ottenuto un nulla osta che gli consentiva di fornirle documenti ufficiali, fotografie e filmati comprovanti un avvenuto programma di scambio umani-alieni che, a suo dire, sarebbe iniziato nel 1964 e avrebbe visto la partenza dalla base di Holloman di una astronave, con a bordo equipaggio terrestre, diretta verso Zeta Reticuli. Tuttavia in seguito Doty si tirò indietro e disse che il nulla osta gli era stato revocato e che, di conseguenza, non era più possibile alcun rilascio di informazioni.

Sempre negli anni Ottanta, un altro famoso studioso, Whitley Strieber, affermò di essere stato avvicinato durante una conferenza da un uomo che gli si presentò come membro di un team partito per un altro pianeta su una astronave extraterrestre, ma all’epoca non vi prestò particolare attenzione dal momento che ciò non era supportato da prova alcuna.

Ma è a partire dal 2005 che la vicenda torna in scena in piena luce in un gruppo di discussione a inviti su internet frequentato da numerosi ricercatori di fama internazionale, ufologi e scienziati, gestito da un certo Victor Martinez, ex impiegato di vari enti federali statunitensi.

E’ il 2 novembre 2005, quando un utente, col nickname di “Anonymous”, affermando di essere un funzionario in pensione della DIA (Defense Intelligence Agency) comincia a narrare nel dettaglio, in una serie di interventi che continuarono fino all’anno successivo creando un feroce dibattito, la vicenda di cui Linda Moulton Howe e Whitley Strieber avevano avuto solo vaga notizia.

Dalla Terra a Serpo

Il racconto di Anonymous prende le mosse dalla vicenda di Roswell e, come dimostrato dal fisico nucleare statunitense Stanton Friedman, precisa come in realtà i crash siano stati due: uno nei pressi di Corona, a 75 miglia da Roswell, e un altro a sud di Datil, sempre nel New Mexico. Anonymous afferma, in ciò supportato da numerose testimonianze incrociate di persone presenti in loco, che un unico membro dell’equipaggio sopravvisse. Insieme agli altri cadaveri, esso sarebbe stato portato al Los Alamos National Laboratory dove sarebbe stato in seguito stabilito un contatto con l’entità extraterrestre, la quale avrebbe fornito l’indicazione del suo pianeta di origine, Serpo nella propria lingua, nel sistema di Zeta Reticuli. A seguito di una vasta operazione di retroingegneria resa meno difficoltosa dalle spiegazioni dell’entità aliena, il dispositivo di trasmissione presente sulla astronave venne riparato e fu aperto un canale di comunicazione con Serpo.

Nel 1952, stando al resoconto di Anonymous, l’alieno morì, ma era già in atto una trattativa per iniziare un programma di scambio tra le due culture. I problemi di comprensione linguistica reciproca fecero sì che, specie dopo la morte dell’extraterrestre, i tempi tra un messaggio e l’altro fossero piuttosto lunghi, ma infine venne stabilito, dietro approvazione del presidente Kennedy, che avvenisse un incontro il 24 aprile 1964 nelle vicinanze della base di Holloman.

Sempre secondo Anonymous, il medesimo piano venne avallato anche dal presidente Johnson il quale avrebbe deciso la preparazione di uno speciale team che si recasse su Serpo.

Durante l’incontro dell’aprile del 1964 sarebbero stati decisi i dettagli dello scambio che sarebbe iniziato nel luglio dell’anno successivo e avrebbe visto la partenza di dodici terrestri alla volta di Serpo su una astronave aliena.

Anonymous fornisce dettagliate informazioni sull’addestramento che venne impartito a coloro che sarebbero dovuti partire per Serpo: approfondite nozioni di astronomia, fisica, psicologia, nutrizione, biologia, linguistica, sessioni a gravità zero e in scarsità di ossigeno, tecniche di interrogatorio e di resistenza agli interrogatori sotto stress psicologico, periodi di isolamento prolungato, tecniche di sopravvivenza in ambienti ostili, ecc.

Ma è sulla composizione del team che si sono levate le prime critiche: Anonymous riferisce che esso sarebbe stato composto da dieci uomini e due donne, tutti provenienti dalle Forze Armate. Secondo alcuni studiosi, la presenza di personale di sesso femminile è altamente improbabile. All’epoca, infatti, vi erano sì donne nell’Aviazione, così come nella Marina e nell’Esercito ma, a differenza di quanto avviene da quasi un ventennio, la loro presenza era limitata al settore medico, amministrativo e logistico. Di conseguenza, non vi sarebbero state donne con una preparazione tecnico-tattica adeguata per un’operazione del genere, senza contare, inoltre, che non vi erano neppure donne astronauta all’epoca.


A detta di Anonymous, nel luglio 1965 giunse in Nevada, come da accordi, una astronave proveniente da Serpo sulla quale vennero imbarcati i dodici membri del team. Egli riporta persino alcune parti tratte dal diario di bordo del comandante del team, nelle quali si può leggere come fosse forte il senso di disorientamento temporale subìto dopo la partenza dal momento che gli strumenti di misurazione del tempo non funzionavano più (su questo aspetto torneremo in seguito).

Segue una serie di informazioni relative alla cultura e alla società di Serpo, informazioni il cui interesse è relativo dal momento che, poiché si potrebbe essere tentati di ritenere il tutto una mera utopia echeggiante, in chiave moderna, Tommaso Campanella e Francis Bacon, l’unico elemento da dover indagare approfonditamente è la possibilità che quanto raccontato corrisponda a realtà.

Coloro che ritengono l’intera vicenda nient’altro che una fantasiosa invenzione, contestano le indicazioni fornite da Anonymous in relazione alla distanza di Serpo dai due soli del sistema Zeta Reticuli e all’orbita del pianeta, dal momento che esse sarebbero in totale contrasto con la terza legge di Keplero. A questa accusa Anonymous ha risposto che gli scienziati stessi erano stupiti dai dati in loro possesso e che erano giunti alla conclusione che le leggi di Keplero non fossero applicabili in quel sistema solare. Tuttavia, se effettivamente si trattasse di una costruzione, il primo elemento cui prestare attenzione sarebbe costituito dalle leggi della fisica. E’ proprio questo apparente errore che dà da pensare: tutti noi, se volessimo creare una storia di questo genere, staremmo bene attenti a renderla plausibile almeno da un punto di vista fisico dal momento che è proprio nella esatta applicazione delle leggi fisiche che si può passare attraverso il primo vaglio della critica, pronta a tacciare di falsità quanto si discosti dal sentire comune.

Secondo ulteriori interventi di Anonymous, il programma sarebbe dovuto terminare nel 1975 ma, per ragioni non divulgate, esso ebbe fine nel 1978 e vide il ritorno sulla Terra di soli sei membri del team, dal momento che due erano morti su Serpo e quattro avevano deciso di rimanere.

A partire dall’agosto 2006, gli interventi di Anonymous cessarono all’improvviso. Solo nel dicembre 2006, a mo’ di canto del cigno, vennero inviate a Victor Martinez delle foto che si sarebbero presto rivelate false.

Ipotesi

Dinnanzi a un resoconto di siffatto tenore, si aprono sostanzialmente tre ipotesi:

1) Anonymous è un mistificatore, non è mai avvenuto alcun programma di scambio con alcun pianeta extraterrestre: questa è l’ipotesi cui ogni mente razionale vorrà tranquillamente adagiarsi e pascersi voluttuosamente.

2) Anonymous si è limitato a riportare in maniera fedele tutto ciò di cui è entrato in possesso, raccontando una storia vera rimasta nascosta per decenni, le cui crepe sono dovute all’intrinseca inusualità delle vicende occorse. Riguardo alla esistenza di un programma di scambio con una cultura extraterrestre non vi sono prove dirette a supporto: vi sono informazioni rilasciate a due ricercatori negli anni 80, voci insistenti in circolazione negli ambienti governativi e ufologici, testimonianze di altri utenti anonimi a supporto di quanto affermato da Anonymous, la testimonianza dello stesso Richard C. Doty. Un particolare interessante, per quanto potrebbe essere una semplice coincidenza, deriva dall’interesse mostrato dalla NASA all’inizio degli anni ’70 per le ricerche di cronobiologia svolte da Michel Siffre, geologo francese noto per aver trascorso lunghi periodi all’interno di miniere per vedere la capacità dell’organismo di tenere conto del passare del tempo in assenza di strumenti di misurazione. Come si è visto prima, Anonymous riportò che tutti i membri dell’equipaggio in rotta verso Serpo soffrirono di forti problemi di computazione del tempo, dal momento che gli strumenti in loro possesso avevano cessato di funzionare. Questo non prova alcunché, ma è senza dubbio un elemento interessante.

In ogni caso, ciò non può e non deve bastare al serio ricercatore che tenta di scoprire se un evento abbia avuto luogo.

3) L’ultima ipotesi è che Anonymous sia un agente della disinformazione: egli ha sapientemente mescolato dati falsi e inventati con vicende effettivamente accadute nel tentativo di screditare le seconde è indurre le persone a ritenere falso ciò che anni di ricerche hanno dimostrato essere vero oltre ogni dubbio. Chi scrive ritiene che sia questa l’ipotesi più probabile, dal momento che rientra in una strategia ben precisa e messa in atto innumerevoli volte. Basti pensare, su tutti, a Bob Lazar, sedicente fisico che avrebbe lavorato nella famosa Area 51 in un’operazione di retroingegneria su un disco volante precipitato: dopo rivelazioni interessantissime, la sua figura è miseramente caduta allorquando le sue credenziali non sono risultate corrispondenti a realtà e, soprattutto, dopo che in numerose interviste egli dimostrò una conoscenza della fisica poco superiore a quella di un ragazzino di prima media.

Ciò che deve balzare subito all’occhio è questo: nel momento in cui l’attività di un soggetto che aveva fornito una serie di informazioni che partivano dal crash di Roswell e toccavano tutta l’attività di retroingegneria su un disco alieno, termina con l’invio di materiale fotografico che si dimostra palesemente alterato, il sentimento che prenderà piede nelle menti di tutti sarà quello di ritenere che anche il crash di Roswell e la susseguente retroingegneria non siano altro che fantasticherie. Ed è proprio questo l’intento di molti fittizi rivelatori, eterodiretti da una sapiente regia: delegittimare il fenomeno, minarlo alle fondamenta. E’ una strategia certamente più subdola e, per chi la mette in opera, più oculata rispetto a quella di voler affermare l’inaffermabile, ossia, come fatto in passato, che a Roswell è caduto un pallone sonda o che (seconda teoria ufficiale, totalmente diversa dalla prima…) sarebbe caduta una sonda del progetto Mogul con a bordo manichini. A storielle di questo tipo per tenere buone le masse non vi presta credito più nessuno, per cui era facilmente prevedibile il ricorso al discredito.

Conclusione

Di conseguenza, ancora una volta si comprende come in tematiche di questo tipo sia estremamente difficile distinguere ciò che è vero da ciò che è plausibile e da ciò che è totalmente inventato per screditare ciò che è vero.

Il progetto Serpo è certamente un argomento di sicuro interesse ma, allorquando si dovesse scoprire che non solo le foto inviate erano fittizie, ma l’intera storia del progetto di scambio era frutto di una costruzione, occorrerà però tenere del tutto distinti i fatti di Roswell, avendo ben presente che, per alcune ore di quel lontano 8 luglio 1947, la cortina di fumo posta dalla politica dell’insabbiamento non era ancora stata calata sul fenomeno ufo.

Il comunicato stampa fornito quel pomeriggio dal Public Information Office del 509° Gruppo da Bombardamento del Campo di Aviazione di Roswell su ordine diretto dell’allora comandante della base, Colonnello William Blanchard, è un documento ufficiale e visionabile, non un post di fonte anonima su internet.

Esso dovrebbe imprimersi molto bene nella mente di coloro che ancora sghignazzano sentendo parlare di Ufo ed è per questo che, a mo’ di chiusa, forniamo una traduzione della prima parte del comunicato: “Le numerose voci concernenti i dischi volanti sono finalmente diventate realtà ieri, allorquando il Reparto Informazioni del 509 Gruppo da Bombardamento dell’VIII Forza Aerea del Campo di Aviazione di Roswell ha avuto la fortuna di entrare in possesso di un disco con la collaborazione di un allevatore del posto e dello sceriffo della Contea di Chaves“.



BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

BERLINER Don – FRIEDMAN Stanton, Crash at Corona: The U.S. Military Retrieval and Cover-up of a Ufo, Paraview Special Editions, New York, 2004

FRIEDMAN Stanton, Top Secret/Majic: Operation Majestic-12 and the United States Government’s UFO Cover-up, Marlowe & Company, New York, 2005.

SIFFRE Michel, Six Months Alone in a Cave, National Geographic, v.147, no.3, March 1975, pp.426-435

Fonte: http://ildemocratico.com/2013/01/08/ufo-nuovi-pianeti-il-progetto-serpo/


giovedì 30 agosto 2012

Marina Russa : possibili basi extraterrestri sottomarine

La Marina Russa, di recente, ha declassificato i dossier nei quali sono registrati incontri con oggetti non identificati e, apparentemente, superiori tecnologicamente a quelli costruiti dall'uomo.

I dossier risalgono al periodo sovietico e furono redatti da un gruppo speciale di ufficiali, deputato alla raccolta delle segnalazioni anomale. A capo del gruppo c'era l'Ammiraglio Nikolay Smirnov, vice comandante della Marina Sovietica.


Vladimir Azhazha, un ex ufficiale della Marina e famoso ricercatore russo UFO, è convinto che si tratti di materiale estremamente prezioso: "Il cinquanta per cento di questi incontri con gli UFO sono collegati con gli oceani e il quindici per cento ha a che fare con i laghi". Quindi, la conclusione è che gli UFO tendono a nascondersi in acqua. Il che ha una sua logica, dato che l'acqua è in grado di schermare alcune radiazioni, rendendo più difficile l'individuazione di una possibile astronave o sonda aliena.

In uno dei file, si legge dell'avvistamento di sei oggetti non identificati da parte un sottomarino in missione di combattimento nell'Oceano Pacifico. Non riuscendo a "seminare" i misteriosi visitatori subacquei, il capitano ordinò di riportare il sommergibile in superficie. I sei oggetti fecero lo stesso, raggiungendo la superficie per poi volare via nell'alta atmosfera.


Altri eventi misteriosi vengono registrati nella zona del Triangolo delle Bermuda. L'Ammiraglio Yuri Beketov, comandante di sottomarino in pensione, racconta delle interferenze e dei misteriosi malfunzionamenti degli strumenti, una volta raggiunta la zona dei Caraibi. L'ufficiale della Marina Russa si spinge nel dire che potrebbe essere l'effetto di una qualche presenza UFO sul fondo del Mar dei Caraibi: "In numerose occasioni, gli strumenti hanno dato letture di oggetti materiali che si muovono a velocità incredibile. I calcoli hanno rilevato una velocità di circa 230 nodi, 400 km orari. Una velocità del genere è pressoché impossibile anche in superficie, ma la resistenza dell'acqua è maggiore. E' come se questi oggetti sfidassero le leggi della fisica. C'è solo una spiegazioni: le creature che hanno realizzato queste macchine sono molto più avanzate di noi", conclude Beketov.

Una conferma alle parole dell'Ammiraglio Beketov arriva dal commento di Igor Barklay, veternao dell'intelligence della Marina Sovietica: "Gli UFO tendono a mostrarsi dove si concentrano le nostre flotte navali o quelle della NATO, sopratutto nei pressi delle Bahamas, delle Bermuda e di Puerto Rico. Gli avvistamenti più frequenti si registrano nella parte più profonda dell'Oceano Atlantico, nella parte meridionale del Triangolo delle Bermuda e del Mar dei Caraibi".

ufo-sottomarini-baikal-lago.jpgUn altro luogo che ha fatto registrare numerosi avvistamenti UFO è il lago Baikal, uno dei laghi più profondi del mondo. I pescatori raccontano di potenti luci provenienti dal fondo del lago e di oggetti volanti sull'acqua. In uno dei file, si riporta che, nel 1982, un gruppo di subacquei in addestramento militare nel lago Baikal, avvistò un gruppo di creature umanoidi vestite con abiti argentei. L'incontro avvenne ad una profondità di 50 metri. I sub cercarono di catturare le creature, ma ebbero la peggio: tre dei sette uomini morirono, mentre altri quattro rimasero gravemente feriti.

"E' possibile che esistano basi aliene sottomarine: perchè no? Nulla deve essere escluso", dice Vladmir Azhazha. "Lo scetticismo è la strategia più semplice: non credere a niente, non fare nulla. Raramente le persone hanno possibilità di visitare queste grandi profondità, perciò è di estrema importanza analizzare ciò che hanno incontrato a quelle profondità".

Fonte: http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/

martedì 17 luglio 2012

Gli Ufo e Tony Blair, ecco gli ultimi X-file di Sua Maestà

Gli Ufo non facevano dormire sonni tranquilli a Tony Blair. L’ex inquilino del numero 10 di Downing Street era così preoccupato dalla possibile divulgazione delle informazioni classificate sugli avvistamenti alieni da richiedere una completa informativa in materia da parte dell’allora Ministro della Difesa.


È quanto emerge dagli ultimi X-file custoditi per anni dagli Archivi Nazionali britannici e resi pubblici nelle ultime ore. I timori dell’ex Primo Ministro sarebbe sorti all’indomani dell’ampliamento del “Freedom Information Act“, nel 1998, che di fatto ha portato all’apertura dei dossier prima coperti dal segreto e ha permesso ai cittadini di Sua Maestà chiedere dettagli su Ufo ed affini. “Uno degli errori peggiori del mio Governo“, ha scritto Blair nella sua autobiografia.
Dopo aver ricevuto la lettera di un ricercatore, l’ufologo Nicholas Redfern, che alludeva al “cover up” e gli chiedeva un intervento per rendere disponibili i dati relativi ai molteplici avvistamenti segnalati nel Regno Unito, il Premier si rivolse al Ministero per capire quale fosse la politica da seguire.
Lo staff rispose che l’interesse sulla materia era “limitato”, anche se l’atteggiamento tenuto riguardo l’esistenza di forme di vita extraterrestre era “aperto ad ogni possibilità”. Tuttavia, aggiungevano i solerti funzionari, approfondire l’argomento avrebbe richiesto risorse ingenti che non avrebbero potuto autorizzare.

Il Premier girò la risposta a Redfern, assicurandogli che poteva aver accesso alle notizie relative agli Ufo in virtù del Freedom Information Act, ma che esse erano comunque soggette a clausole di riservatezza. “Non abbiamo promosso ricerche sui fenomeni ufologici e non c’è alcun progetto di farne in futuro”, gli garantiva per iscritto.

In questa ultima tranche di documenti- circa 6700 pagine- diventate adesso di pubblico dominio sono contenuti fogli ufficiali, lettere private, resoconti di avvistamenti. Testi a volte davvero curiosi, come una nota risalente al 1995, nella quale un agente dell’Intelligence affermava che le visite aliene sulla Terra potevano avere uno scopo di “ricognizione militare, analisi scientifica o semplice turismo“.

Oppure, un appunto preparato prima di un dibattito alla Camera dei Lord, nel 1979, nel quale lo scrivente si domandava perchè mai gli Alieni dovessero interessarsi ad un pianeta insignificante- il nostro- in orbita attorno ad una stella tanto banale- il Sole.
Tra gli avvistamenti più singolari rivelati dai giornali inglesi, viene riportato anche quello del proprietario di un hotel del Galles che nel 1977 raccontò di aver visto “due umanoidi, molto alti, privi dei volti e vestiti d’argento“, mentre compivano strane misurazioni sul terreno. O ancora, nel 1999 fu visto un oggetto volante non identificato a forma di diamante passare sopra lo stadio del Chelsea.
Non mancano segnalazioni da parte di militari. Un ufficiale della Raf in una sua memoria all’Intelligence della Difesa diceva di aver visto un Ufo volare vicino al suo velivolo, a quota 40 mila piedi. Non solo. Anche la task force navale inviata alle isole Falkland durante il conflitto con l’Argentina, nel 1982, sarebbe stata ‘pedinata’ da un Ufo. “Pare fossero omini verdi con il poncho“, chiosava l’autore del rapporto, con tipico humor inglese…


Fonte: http://www.extremamente.it/2012/07/13/gli-ufo-e-tony-blair-ecco-gli-ultimi-x-file-di-sua-maesta-2/

martedì 8 maggio 2012

Studio aperto: Edgar Mitchell su Roswell

Non è la prima volta che Mitchell esterna dichiarazioni di questo tipo, tra l’altro sono cose già risapute in ufologia, ma sentirle dire da Edgar Mitchell, astronauta classe 1930, sesto uomo a poggiare il suo piede sulla Luna durante la missione Apollo 14.
Mitchell ha più volte sostenuto la realtà extraterrestre dell’origine degli oggetti volanti non identificati, sbilanciandosi sulla vita aliena. A questo indirizzo trovate un articolo de La Stampa a proposito di questo argomento, da cui estraiamo quanto segue:

«Gli alieni sono “amichevoli, piccoli e dai grandi occhi”, ha spiegato il 77enne Mitchell, sottolineando con logica inappuntabile come “se fossero ostili, no saremmo più qui”; “Avrete visto qualche disegno di queste piccole creature che ci paiono strane: da quel che so dalle mie fonti che sono state in contatto, sono abbastanza fedeli”.

Il fenomeno degli Ufo è reale, continua Mitchell, anche se “è stato tenuto segreto da tutti i nostri governi per gli ultimi sessant’anni, ma poco a poco le notizie sono filtrate e alcuni di noi hanno avuto il privilegio di essere informati”: l’ex astronauta ha spiegato infatti di essere venuto a conoscenza della questione nel corso della sua carriera alla Nasa.





Fonte: http://noiegliextraterrestri.blogspot.it/2012/05/studio-aperto-edgar-mitchell-su-roswell.html#more

venerdì 4 maggio 2012

venerdì 2 dicembre 2011

Assange: siamo tutti spiati da un grande fratello globale

Siamo tutti facilmente spiabili. Tanto che, forse, sta gia' accadendo. E' l'ultimo inquietante scoop messo a segno da WikiLeaks in partnership con il Bureau of Investigative Journalism (BIJ) e Privacy International, organizzazione britannica che si batte per il rispetto della privacy. Una pletora di societa' private sparse per il mondo, Italia compresa, e' infatti in grado di offrire, spesso al miglior offerente, tecnologie capaci di monitorare email, sms e telefonate ''di un'intera popolazione''. Sistemi che - se consegnati agli aguzzini di spietati regimi - possono essere letali ''quanto un proiettile''. ''Nel corso degli ultimi 10 anni'', ha detto Julian Assange durante la presentazione dell'inchiesta, soprannominata SpyFiles, ''e' fiorita un'industria internazionale che fornisce ai servizi segreti degli stati equipaggiamenti capaci di sorvegliare masse di persone. Quelle aziende ora stanno esportando i loro prodotti in giro per il mondo in modo incontrollato''.


Assange e gli altri hanno rintracciato quanto piu' materiale possibile per identificare i nomi di queste societa' e descrivere in dettaglio i 'servizi' che sono in grado di offrire.

Ecco allora spuntare i nomi di 130 aziende basate in 25 paesi: insieme si spartiscono un business che vale 5 miliardi di dollari. Ma i cittadini comuni ne sanno poco o nulla. Gli agenti commerciali di questo Grande Fratello reticolare illustrano infatti i loro prodotti in fiere specializzate dove, spiega il BIJ, ''la gente comune e la stampa non e' ammessa''. Si tratta di strumenti avanzatissimi, che sembrano tratti da un film di Hollywood. Invece sono veri e pronti sul mercato.


''Societa' di sorveglianza come l'americana SS8, l'italiana Hacking Team, o la francese Vupen producono virus Trojans in grado di assumere il controllo di computer e cellulari - incluso iPhone, Blackberry e Android - registrando ogni uso, movimento e persino immagini e suoni della stanza in cui si trovano'', spiega Assange. In pratica, taglia corto il boss di WikiLeaks, ogni cellulare diventa ''una microspia che in piu' e' anche in grado di telefonare''.
'' 'Spero - ha concluso - che la pubblicazione di questo materiale faccia capire che tutti siamo spiati. Non e' una minaccia teorica, che puo' verificarsi in un remoto futuro: sta accadendo oggi, e coinvolge ognuno di noi''. ''E' importante che questi equipaggiamenti siano usati solo in casi molto ristretti e in modo proporzionato'', spiega Eric King di Privacy International. ''Non e' il caso della Siria. In un paese dove non c'e' lo Stato diritto queste tecnologie diventano strumento di controllo politico''. ''I documenti - dice Ross Anderson, professore in security engineering all'universita' di Cambridge - rivelano l'esistenza di un'industria dedicata alla sorveglianza di massa e non impegnata a fornire legali strumenti d'intercettazione. Sono strumenti che permettono ai governi di registrare e analizzare email, chat e sms della gente allo stesso modo in cui Google permette di scandagliare il web''.

Fonte: http://www.ufoonline.it/2011/12/02/assange-siamo-tutti-spiati-da-un-grande-fratello-globale/

lunedì 5 settembre 2011

UFO. I file del Ministero della Difesa britannico

Quando si parla di ufologia in ambienti che non siano quelli dei cosiddetti “Ufo enthusiasts”, la prima critica che molto probabilmente verrà mossa, per quanto priva di fondamento nonché indice di saccenza, è quella per cui non esisterebbero prove concrete bensì solo testimonianze di qualche fuso di testa che, in preda ad alcool o ad allucinogeni, vedrebbe nei cieli oggetti che null’altro sarebbero se non un parto della sua mente alterata.


Come in molti altri settori, è spesso la becera e crassa ignoranza che porta a trincerarsi in posizioni preconcette e fin troppo di comodo, senza voler vedere la mole di prove a supporto di un fenomeno che tacciare come inesistente risulta sempre più comico.

Se, tuttavia, quando si tratti di foto o video provenienti da fonte incerta risulta legittimo mantenere un certo scetticismo, ben diversa questione allorquando la fonte sia attendibile.

Questo quanto accaduto con i cosiddetti Ufo Files del Ministero della Difesa britannico, che gli Archivi Nazionali hanno cominciato a rendere pubblici da alcuni anni. L’ultimo rilascio di file risale ad agosto ed è formato da oltre 8.600 pagine formate da resoconti di avvistamenti e incontri ravvicinati, da corrispondenza intercorsa tra privati cittadini e apparati governativi in merito a presunti avvistamenti, da memoranda ufficiali, da comunicazioni tra enti di governo concernenti quale linea adottare nella gestione delle richieste di informazioni, ecc.

Dar conto di tutto il materiale richiederebbe la stesura di un saggio, per cui mi limiterò a riportare i casi più interessanti e, in sede di conclusioni, avanzerò alcune ipotesi sulla natura stessa di simile rilascio di informazioni.

Avvistamenti


Tra tutti gli avvistamenti riportati, i più interessanti sono quelli effettuati da personale militare, dal momento che la preparazione impartita in merito a quali velivoli solchino i cieli è un fattore che fa sì che, allorquando un membro delle forze armate affermi di aver visto un Ufo, ben difficilmente si potrà trattare di una errata interpretazione di fenomeni celesti o di una fallace identificazione di un velivolo terrestre.

Proprio in quest’ottica risulta di estremo interesse un caso risalente all’agosto del 1956. Freddie Wimbledon, controllore di volo presso la base RAF (Royal Air Force) di Neatishead, nel Norfolk, stava svolgendo le sue mansioni presso la torre di controllo quando giunse la comunicazione, da parte della base USAF (United States Air Force) di Lakenheath, nel Suffolk, che i radar della base medesima riportavano la presenza di un UFO. Freddie Wimbledon si accorse che anche i radar di Neatishead segnalavano un oggetto non identificato nei cieli soprastanti. Un intercettore Venom venne fatto partire in scramble dalla base, per andare a vedere da vicino cosa fosse il velivolo sconosciuto. Come ebbe a dichiarare Wimbledon nel 2001, a 45 anni dall’evento, il pilota del Venom comunicò di aver preso contatto radar con l’oggetto, ma dopo poco lo perse, per scoprire che, in maniera inspiegabile, l’oggetto stesso si era spostato a velocità inimmaginabile dietro il Venom per poi continuare a seguirlo per lungo tratto. Nel frattempo, un secondo Venom venne fatto decollare dalla base, ma non riuscì ad avvicinarsi a meno di venti miglia dall’Ufo che, a un certo momento, prese quota velocemente scomparendo alla vista quasi all’istante.

Stando a quanto testimoniato da Wimbledon, a tutto il personale coinvolto nella vicenda venne fatto obbligo di mantenere l’assoluta segretezza su quanto accaduto.

In un caso di questo tipo, per quanto il Wimbledon sia persona degna di fiducia e abbia sempre tenuto un comportamento ineccepibile nel corso del suo servizio, si potrebbe anche essere indotti a chiedersi se il prestare credito a costui non rappresenti un semplice atto di fede. Potrebbe anche esserlo, non vi fosse una solidissima serie di elementi a supporto. Primo elemento è costituito dal riconoscimento ufficiale, nel 1969, da parte dell’USAF di suddetto incidente. Non solo, come si può leggere in alcuni documenti presenti in quest’ultimo rilascio di file, anche un funzionario del Ministero della Difesa, tale Ralph Noyes, in una lettera indirizzata al Ministero della Difesa stesso, comunicava di avere visionato i filmati ripresi dalla videocamera montata sul Venom decollato per intercettare l’oggetto.

In merito a cosa fosse l’oggetto non è tuttavia possibile esprimersi con certezza. Essendo il 1956, tuttavia, si può escludere si trattasse di un qualche velivolo sperimentale statunitense, dato che la superiorità tecnologica mostrata era semplicemente impensabile per l’epoca.

Siffatta conclusione, al contrario, è molto meno facilmente raggiungibile con riferimento ad avvistamenti più recenti. Proprio in quest’ottica va letta l’ondata di avvistamenti in Belgio del 1990, in merito alla quale nei file in esame si leggono numerose comunicazioni tra il Ministero della Difesa britannico e l’ambasciata belga in cui si fa menzione di una segnalazione radar di Ufo il 16 marzo 1990 sui cieli belgi, seguita dal decollo in scramble di due F-16 che cercarono di raggiungere l’oggetto senza riuscirvi. Sullo stesso caso si espresse anche il colonnello dell’aeronautica belga Wilfried De Brouwer, per il quale la vicenda era rimasta insoluta. In quell’anno, infatti, lo spazio aereo belga venne letteralmente invaso da oggetti triangolari dalle prestazioni avanzatissime, oggetti che sarebbero poi stati avvistati negli anni successivi anche altrove, Regno Unito compreso.

Gran parte di queste segnalazioni, però, riguarda velivoli avanzati statunitensi. E’ infatti noto che, da almeno trent’anni, gli Stati Uniti stanno realizzando velivoli di forma triangolare: dall’Aurora al XR-7 Thunder Dart la forma è sempre la medesima. In tale prospettiva trova infatti una precisa collocazione la dichiarazione di Ben Rich, direttore della Lockheed Martin dal 1975 al 1991, secondo cui vi sarebbero Ufo terrestri e Ufo extraterrestri, i primi presentandosi come Un Funded Opportunities (medesimo acronimo: UFO), nel senso di progetti i cui fondi non erano stanziati nei bilanci ufficiali ma facenti parte di black programs.

L’orrore di East Dulwich


Esaminando la casistica ufologica capita di imbattersi in resoconti che certuni vorranno scartare subito per la loro apparente assurdità ma che, al contrario, per chi guarda al fenomeno Ufo in maniera trasversale, non possono non rappresentare delle vere gemme preziose, sintomatiche della poliedricità del fenomeno Ufo globalmente inteso.

Nei file in esame, il più interessante è sicuramente quello che vide protagoniste una giovane mamma e sua figlia. Le due si trovavano nella loro abitazione di East Dulwich quando, nelle prime ore della notte del 10 gennaio 2003, videro in cielo alcune luci disposte a serpentina, che si muovevano velocemente. Pensando potesse trattarsi di un attacco terroristico (la mania post 11 settembre era molto viva anche su suolo inglese), la madre chiamò la polizia, che inviò due agenti. La storia che inizia adesso parrebbe rasentare i confini del ridicolo: come emerso da una comunicazione della signora al Ministero della Difesa, i due agenti di polizia si sarebbero presentati alla sua abitazione accompagnati da due uomini vestiti con una tuta spaziale e occhiali scuri e avrebbero detto alla signora di chiamarsi Mork e Mindy, ammonendola dal guardare direttamente le luci nel cielo poiché avrebbe potuto soffrire dei cascami di una esposizione a eccessive radiazioni. Costoro, tra l’altro, avevano in mano una sorta di trasmettitore che produceva un ticchettio continuo. Prima di andare via le dissero di non parlare a nessuno della vicenda e le offrirono una soluzione per detergersi gli occhi irritati.

Per quanto non vi siano prove a supporto, la vicenda presenta una sua coerenza e ricalca con precisione alcuni topoi comuni a incontri tra l’uomo ed entità non umane, non importa se esse si presentino come extraterrestri, come inventori misteriosi, come Men in Black o come elfi ingannatori. Sono questi elementi a destare maggior interesse, specie considerando che chi volesse inventarsi una storia di incontri con alieni, ben difficilmente produrrebbe una costruzione così sghemba e fallace ictu oculi che però ricalcasse resoconti passati non certo molto noti.

Di interesse nazionale?


Come molti ricorderanno, nel dicembre 2009 il Ministero della Difesa inglese ha smesso di raccogliere resoconti riguardanti la tematica Ufo, ritenendo che, stando a quanto emerso in oltre 50 anni, non vi sarebbe alcun elemento atto a ritenere la sussistenza di una potenziale minaccia per il Regno Unito.

Tuttavia, i file resi pubblici in quest’ultima tornata mostrano come auguste personalità ai più alti livelli delle Forze Armate britanniche non fossero di questa opinione. Su tutti si staglia la figura di Lord Hill-Norton, Comandante in capo della Squadra navale nel 1970-71, Capo di Stato Maggiore dal 1971 al 1973 e direttore del comitato militare NATO dal 1974 al 1977. Come emerge da un carteggio di oltre 300 pagine intercorso tra Lord Hill-Norton e il Ministero della Difesa, il primo riteneva totalmente errata l’opinione del secondo in merito alla supposta non pericolosità del fenomeno Ufo e portava ad esempio il celeberrimo caso di Rendlesham Forest.

A fine dicembre 1980, infatti, vari membri delle basi di Bentwaters e Woodbridge videro un’ingente presenza di Ufo nella Rendlesham Forest, adiacente alle due basi. Tra i testimoni anche Charles Halt, comandante della base, cui venne ordinato di redigere un resoconto dell’incidente al Ministero della Difesa. Malgrado testimonianze credibili, il Ministero della Difesa ha continuato sulla propria linea, sostenendo che quanto accaduto non avrebbe rappresentato alcuna minaccia per gli interessi nazionali. Lord Hill-Norton, invece, affermava che una intrusione nello spazio aereo di oggetti volanti non identificati e il loro atterraggio nella Rendlesham Forest non potesse non costituire oggetto di interesse nazionale.

A nulla valse il carisma di Lord Hill-Norton per spostare il Ministero della Difesa dalla posizione ufficiale di comodo sulla quale si era arroccato.

Considerazioni conclusive

Molti ricercatori avevano visto nella notizia del rilascio dei file del Ministero della Difesa inglese una sorta di inizio di disclosure delle tematiche ufologiche, che avrebbero così potuto ottenere un riconoscimento su scala planetaria inducendo altri governi ad ammettere la presenza di velivoli non terrestri nei nostri cieli.

Purtroppo, non si è trattato assolutamente di questo, visto che tra tutti i file resi pubblici non ve n’è uno che rappresenti la pistola fumante dell’effettiva esistenza di entità aliene in visita sul nostro pianeta. Al tempo stesso, occorre però non deprezzare eccessivamente il valore di quanto emerso. Questi file, infatti, ci dicono chiaramente che il fenomeno esiste: avvistamenti effettuati da persone credibili, testimonianze ufficiali, resoconti, cablogrammi intergovernativi, ecc.: a differenza di quanto molti ancora ritengono, il fenomeno Ufo è una realtà, e questi file lo affermano chiaramente.

Ciò che invece non affermano, ma sarebbe stato troppo ingenuo ritenere potessero farlo o, meglio, che i documenti davvero probanti venissero portati alla luce, è che il fenomeno Ufo sia di origine extraterrestre e che, in quanto tale, rappresenti una minaccia per la sovranità delle nazioni, private del proprio imperio sullo spazio aereo di competenza di ciascuna.

File che affermino ciò esistono, ma ben difficilmente verranno resi pubblici nel breve periodo.

Occorre però domandarsi in quale ottica stia avvenendo questo parziale disclosure. Infatti, mentre il Ministero della Difesa britannico ha pubblicato suddetto materiale, il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha pubblicato sul proprio sito ufficiale una serie di documenti forse ancor più probanti della effettiva sussistenza del fenomeno Ufo.

Siccome nulla accade per caso, non può non sorgere il sospetto che il quadro che stiamo osservando non faccia parte di una strategia di più ampio respiro, strategia il cui fine primo è quello di far sapere a un numero sempre maggiore di persone che la tematica Ufo non è da circo dei folli, ma rappresenta una realtà concreta con la quale bisognerà prima o poi confrontarsi tutti.

L’iter pare infatti piuttosto chiaro. Hanno visto la loro fine da un pezzo i tempi in cui il fenomeno veniva delegittimato alle fondamenta e coloro che affermavano di avere visto “qualcosa” venivano tacciati di pazzia. Da qualche anno sono gli stessi governi ad affermare che quel “qualcosa” esiste. Sulla sua origine essi non si pronunciano, affermano non essere una minaccia, però vanno a scardinare in pieno la posizione degli scettici ad oltranza secondo i quali il fenomeno stesso non sussisterebbe.

Come in ogni situazione, la domanda più interessante da porsi, tipica della tradizione anglosassone, è “what’s next?”, vale a dire “cosa accadrà adesso?”. Gli scenari ipotizzabili sono molteplici, più o meno inquietanti, più o meno forniti di prove a supporto.

In ogni caso, ritrovandoci nella posizione di coloro che non solo non decidono (checché vogliano farci credere i fautori della democrazia) ma nemmeno vedono (non si parli poi di controllare) coloro che decidono, l’unica possibilità è cercare di cogliere indizi da segnali vari, guardando oltre il muro del sonno di lovecraftiana memoria.

Fonte: http://ildemocratico.com/2011/09/05/ufo-i-file-del-ministero-della-difesa-britannico/

venerdì 22 luglio 2011

Militare cileno: "gli UFO sono una minaccia reale e di enorme gravità"

l titolo prende spunto dalle dichiarazioni del capitano cileno dell Esercito e pilota militare Rodrigo Bravo - consulente anche della rivista brasiliana "UFO" - il quale ha affermato che "ci troviamo di fronte ad un problema reale, sebbene la maggioranza della gente non crede a queste tematiche".


Inoltre, continuando, ha affermato che "non si può negare o ignorare la situazione degli UFO. Rappresentano una minaccia reale e di enorme gravità. Abbiamo a che fare con un fenomeno complesso, le cui caratteristiche non possono essere spiegate con un qualcosa di naturale e terrestre".

Queste dichiarazioni sono state necessarie, visto le informazioni ed una serie di registrazioni dove diversi piloti d'aereo cileni hanno affermato di aver avuto occasionali contatti con gli UFO.(Articolo completo)

Nota di Antonio De Comite: queste dichiarazioni non sono isolate (e non è la prima volta che Rodrigo Bravo se ne esce con ciò), molti ricercatori a livello internazionale hanno confermato che gli UFO - qualunque cosa essi siano - sono una grave minaccia alla sicurezza aerea. E non dimentichiamoci poi associazioni come il NARCAP (National Aviation Reporting Center on Anomalous Phenomena) negli USA e il CEFAA (Comité de Estudio de Fenomenos Aéreos Anomalos) in Cile - tanto per citarne qualcuna - che hanno sottolineato questa questione. E poi ci sarà un motivo sul perchè se ne occupino anche i militari e gli apparati di "intelligence". E uno potrebbe essere quello di cui sopra. E poi una piccola curiosità. Sappiamo benissimo che UFO è acronimo di Oggetto Volante Non Identificato, ma pronunciatelo a voce: oltre a UFO esce benissimo "You Foe" (E' Nemico). E per i militari qualunque oggetto o fenomeno che non risponde ad una identificazione è catalogato come nemico.

Fonte: http://centroufologicoionico.blogspot.com/2011/07/militare-cileno-gli-ufo-sono-una.html

lunedì 18 luglio 2011

JFK e gli Ufo: un documento indicherebbe in questo ambito le ragioni del suo assassinio

Da molti anni si specula su quale potrebbe esser stato il vero motivo per cui John F. Kennedy sia stato eliminato ma sin dalla Commissione Warren si comprese che tale segreto non sarebbe mai stato ufficialmente rivelato. Il ritiro dal Vietnam, la decisione di fare rientrare nel Tesoro l’emissione del dollaro e persino la volontà di rendere pubblica la questione degli Ufo. Questo documento per la prima volta collega la figura di JFK e l’MJ12 e sopratutto testimonia la volontà di questo gruppo di impedire al Presidente di interferire con i loro affari.


Questa pagina scampata alle fiamme, assieme ad altre otto, sono state fatte pervenire a Timothy Cooper per mano di una certa “Salina” che si presume sia la segretaria di James Jesus Angleton, Direttore della CIA all’epoca dell’assassinio a Dallas. In realtà il frontespizio di questa serie di documenti non è firmato, ma Timothy Cooper ha ricevuto nel corso degli anni molti altri documenti da questa “Salina”, che ormai in pensione avrebbe sentito la necessità di render note queste informazioni. Timothy Cooper collabora con Robert Wood, che ha raccolto tutta questa serie di documenti dando poi vita a majesticdocuments.com.
Tornando al contenuto di questo momorandum, scritto o dettato dal Direttore della Cia, identificato con la sigla MJ-1, vi è sopratutto una frase che evidenzia le intenzioni del MJ-12 nei confronti di JFK. “…dovete sapere che LANCER ( nome in codice per JFK ) sta indagando sulle nostre attività e noi questo non lo possiamo permettere…“ Considerato del livello di segretezza ed il calibro dei personaggi coinvolti non è diffcile credere che un modo per impedire che JFK ficcasse il naso nei loro affari era proprio quello di farlo fuori.

Ci sono ancora un paio di considerazioni da fare. Che JFK volesse mettere gli americani a conoscienza della questione ufo non è poi così sicuro. Sembra infatti che ciò che preoccupava il “governo ombra” non fosse questo ma bensì l’intenzione del presidente di collaborare con i Russi per la realizzazione di un programma spaziale congiunto. Nel memorandum che segue si può leggere infatti che Kennedy istruì proprio il direttore della Cia affinchè si facesse chiarezza tra i “conosciuti” e gli “sconosciuti” in modo che i Russi non fraintendessero eventuali minacce ma sopratutto che non credessero che dietro alla richiesta di collaborazione vi fosse il tentativo di rubare i loro segreti.
Un altro elemento di notevole rilevanza che risalta in questo memo sta nel fatto che Kennedy ordina, al direttore della CIA, che una volta fatta chiarezza tra conosciuti e sconosciuti i dati raccolti vadano condivisi con la NASA dove “…gli sconosciuti sono un fattore. Questo aiuterà i direttori di missione della Nasa nei loro compiti difensivi.”

Da cui possiamo dedurre almeno due fatti:

Il primo che tutti, ad un certo livello, erano consapevoli dell’esistenza della presenza di questi “sconosciuti” che personalmente mi ricordano il soprannome “Babbo Natale” con cui gli astronauti descrivevano gli UFO che incontravano in orbita. Il secondo che se da loro è necessario difendersi devono essere necessariamente ostili. Quindi sembra trapelare uno scenario in cui vi siano gruppi di alieni, perchè di questo si parla, conosciuti e forse alleati mentre altri ancora sconosciuti e, quanto meno, non alleati. Un’ indiretta conferma dell’originalità di questi documenti si può ritrovare in un messaggio classificato mandato dal Presidente Eisenhower al suo direttore della CIA in cui si cita il programma Jehovah, menzionato anche su questa stessa pagina. Per inciso, il progetto Jehovah sarebbe un programma di retro-ingegneria su velivoli alieni portato avanti da Oppenheimer e Einstain.

Per ulteriori approfondimenti e la consultazione di tutti i nove documenti vi rimando a : http://www.earthfiles.com/news.php?ID=1839&category=Environment

Fonte: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.7092

domenica 3 luglio 2011

Progetto BlueBeam - Alieni come 11 Settembre ?

Una visione interessante della questione aliena...



NON è intenzione del video screditare o RIDURRE la questione alieni.

Tuttavia trovo molto curioso notare come i maggiori strumenti di Propaganda (Tv, Cinema, Media Psuedo-Alternativi )continuano a tacere sulle questioni importanti ma si soffermano continuamente sulla questione UFO!

Secondo questa teoria gli avvistamenti di UFO (nel suo senso esteso di extraterrestri, alieni o dischi volanti) non sono reali ma il prodotto di una PSY-OP che sperimentarono come forma di minaccia perenne capace di spingere la popolazione ad accettare il NWO, strategia oggi sostituita da due minacce fantoccio dimostratesi psicologicamente più efficaci, come il "terrorismo" ed il "global warming".

Voyager, Mistero, e tanti altri. Ad ogni puntata un servizio sugli Ufo.
Dove, sempre, erroneamente, la parola UFO viene accostata al termine: ALIENO.
CERCATE TR-3B ad esempio.

Allo stesso tempo questi "format" screditano il punto più importante della Vera questione Alieni.
Due piccioni con una fava.. nel Suo caratteristico stile.

Traduzioni a cura di : Heimskringla

Fonte: http://lalternativaisaia.blogspot.com/2011/07/progetto-bluebeam-alieni-come-11.html

giovedì 9 giugno 2011

L'ex presidente USA Eisenhower incontrò davvero una delegazione extraterrestre ?

L'ex presidente USA Eisenhower incontrò davvero una delegazione extraterrestre a bordo di un UFO atterrato alla Holloman AFB nel 1955? Parla un testimone di stanza alla base in quegli anni.


Intervista di Paola Harris

Molti ufologi e appassionati sono convinti che l'ex presidente degli Stati Uniti Dwight D. Einsenhower ebbe un incontro segreto con esseri extraterrestri a bordo di un UFO nel 1955, presso la base aeronautica di Holloman, New Mexico. Recentemente un testimone, Bill Kirklin, medico in quella base negli anni del presunto incontro, ha raccontato pubblicamente la sua parte di verità, ciò che ha visto e sentito e che è convinto la gente debba conoscere. Lo abbiamo intervistato nell'Aprile 2009 in occasione della X-Conference di Washington DC e questa è la sua storia.

Bill Kirklin: «Ho lavorato alla Georgia AFB (Air Force Base) nel 1954 e alla Holloman AFB nel 1955. Il presidente Eisenhower atterrò alla Norton AFB - an Air Material Command (AMC). Un mio amico, che aveva frequentato la mia stessa scuola di specializzazione, vi andò in ambulanza per fornire supporto».

Paola Harris: Dov'è la base di Norton?

B.K.: «A San Bernardino. Chiesi al mio amico cosa fosse successo dopo l'atterraggio di Eisenhower. Lui mi disse che il presidente era uscito, aveva incontrato delle persone, poi era salito immediatamente a bordo di un C-45 e si era diretto verso la Edwards AFB. Non so perché lo fece, era una situazione strana».

P.H.: Era strano che il presidente andasse alla base di Edwards?

B.K.: «Il presidente poteva andare dove voleva. Ma probabilmente non sarebbe mai entrato a White Sands. Nessuno l'avrebbe fatto, a meno di non doverlo fare, perché avevano le bombe atomiche e tutto il personale andava in giro armato fino ai denti. Lui, in quanto presidente, veniva ricevuto con tutti gli onori, compresa la parata. Non so se ne ricevette una alla Norton, ma non penso. Non successe quando ero a Holloman. Il giorno prima del suo atterraggio programmato, la parata venne annullata. Quando andai al lavoro, l'infermiera mi chiese dove fosse Dorsey Moore. Dorsey era l'ufficiale che mi faceva da supervisore. Io risposi che non lo sapevo, al che qualcuno disse: "Io l'ho visto, stava accompagnando sua moglie allo spaccio, verrà più tardi". Era mattina. Durante la pausa caffé vidi due ufficiali, il primo con una divisa bianca e l'altro blu. A Holloman, le uniche divise blu, classe A, si usavano in inverno. Quindi doveva essere Dicembre, Gennaio o Febbraio. Entrambi gli ufficiali erano piloti. Quello in bianco disse: "Sono l'Ufficiale del Giorno. È arrivato l'Air Force One" (l'aereo presidenziale, ndr). Era la prima volta che sentivo parlare dell'Air Force One. Chiesi cosa stesse succedendo e lui mi disse di essere atterrato e che era stato ordinato loro di spegnere i radar».

P.H.: Perché?

B.K.: «Glielo chiesi e lui disse: "Non lo so, li abbiamo spenti e basta". L'ufficiale con la divisa blu aggiunse: "Ho sentito che quello a Roswell è stato abbattuto coi radar". Quindi, continuai ad ascoltare. Uno dei commenti che fecero fu: "Hai visto l'autopsia aliena?". L'altro rispose di sì. "Credi sia vera?". Risposta dell'ufficiale in divisa blu:"Non lo so". Circa gli UFO a Holloman, dalla conversazione dei due ufficiali, seppi che uno era atterrato vicino all'aereo presidenziale, mentre l'altro lo sorvolava, come volesse proteggerlo».

P.H.: White Sands è vicino a Holloman?

B.K.: «Sì, è a 20 miglia di distanza».

P.H.: Ma questi due ufficiali parlavano davanti a te?

B.K.: «Sì. Uno disse che il presidente era uscito dal suo aereo e aveva camminato fino al velivolo atterrato. La porta si era aperta e lui era entrato. Vi era rimasto circa 45 minuti. Erano Grigi? Lui disse di non saperlo perché non riusciva a vederli. Non aveva il binocolo. Il personale nella torre aveva i binocoli ma non la visuale. Poi la porta del velivolo si era aperta, il presidente era uscito ed era tornato sul proprio aereo».

P.H.: Cosa pensi di questa storia?

B.K.: «Non penso niente».

P.H.: La trovi normale?

B.K.: «Quando chiesi loro se fossero piloti, si coprirono le targhette, per non farmi leggere i loro nomi. Uno era l'Ufficiale del Giorno, il giorno dell'atterraggio del Presidente. Restai a lavorare fino alle 11, quando dovetti occuparmi di una lettera per l'ufficio. C'era un nuovo secondo Luogotenente e disse: "Kirklin, ti stavo cercando. Hai visto qualcosa giù alla linea di volo?". Io risposi di no e lo feci perché quando Dorsey, alle 8.15 circa, mi aveva domandato se avessi visto il disco alla linea di volo, avevo risposto di no. Poi avevo domandato di cosa era fatto. Lui mi aveva detto: "Credo sia una cosa metallica con dei disegni"».puoi abbandonare la postazione assegnata. Così chiesi é l'infermiera se potew andare. Lei si girò e chiese al medie ma lui rispose di no. Così non uscii e non vidi niente. Di po il turno, subito dopo pranzo, mentre uscivo a bermi a caffé, incontrai Dorsey. Gli domandai dove fosse stato e l mi spiegò di essere stato a un meeting. Gli dissi: "vai dirlo all'infermiera perché ti stanno cercando". Più t di chiamarono fuori dalla mia camera, perché l'Air Fora One stava volando via. Dovetti saltare per vederlo, volavi molto basso».

P.H.: Quindi era l'aereo di Eisenhower?

B.K.: «Sì, è l'unica cosa che vidi. Dopo pranzo, andai nell'ufficio del chirurgo di volo. Uno dei compiti del mio lavo-1 ro consisteva nell'assicurarmi che di notte fosse chiuso. Così entrai. Il medico stava parlando con il Luogotenente colonnello vestito di blu. Il Luogotenente stava dicendo: "Ti dico cosa ho visto. C'erano solo posti in piedi e io ero sul palco con lui. C'erano 225 ogni volta". Il dottore disse: "Ho sentito che ha parlato nel teatro". Disse che poteva essere possibile perché aveva parlato solo per un paio di minuti e poi il comandante della base aveva parlato per 20 minuti. Avrebbe quindi avuto tutto il tempo di andare al teatro e tornare indietro. Disse: "Sul palco con me ho visto 225 uomini ogni volta". Io chiesi: "Chi?" E lui disse: "Il comandante in Capo". Io dissi: "Il Presidente?", ma lui specificò: "Il Comandante in Capo". Non avrebbe cambiato la sua risposta. Io chiesi: "Di cosa ha parlato?" e lui: "È riservato". "Confidential?", domandai, e lui rispose: "Di più". "Secret?" volli sapere. "Di più. Non sono cose che mi riguardano e se fossi in te non lo chiederei". In seguito lavorai per la Motorola. Il mio capo mi confidò che avevano fatto un salto di 120-150 anni nella tecnologia dei diodi e dei politransistors».

P.H.: In che anno te lo disse?

B.K.: «Prima del 1965. Forse il 1962 o 1963. Gli chiesi dove avessero ricavato quella tecnologia e lui mi rispose, "Retroingegneria da un oggetto straniero". Domandai se fosse russo e lui ammise di non conoscerne la provenienza ».

P.H.: Il Colonnello Philip Corso disse di aver lavorato sulla retroingegneria nel 1964 o 1965. È il periodo in cui ottenne l'ok per finanziare dei contractors per retroingegnerizzare materiali a cui loro stavano già lavorando.

B.K.: «Sì. Circa una settimana dopo, uno degli ingegneri elettronici mi disse che stavano facendo qualcosa con la retroingegneria. Usavano un calcolatore che aveva una precisione di 30 cifre. L'unico posto in cui ti può servire una precisione del genere è lo spazio!»

P.H.: Nel sentire queste cose, pensasti che fosse normale?

B.K.: «Pensai semplicemente che non fossero affari miei. Non vi prestai mai attenzione dal 1955 fino al 1995. Poi ascoltai Bob Dean raccontare in radio che un membro del personale dell'Air Force One era atterrato a Holloman ed tra salito a bordo di un UFO. Mi dissi: dio mio, io c'ero! E diventai un believer».

P.H. : Come hai fatto a farti avanti? .

B.K.:: «Scrìssi a Mike Murphy e andai al suo programma tiofonico un paio di volte. Poi partecipai alla Ozark UFO iference, dove qualcuno mi consigliò di contattare Art npbell. Lo feci e gli inviai delle informazioni sulle quart svolse delle ricerche, convalidandole. Anche Michael ! ha svolto delle ricerche. Ma a me non interessa. Non io scrivere un libro».

P.H. :Hai mai avuto l'impressione che parlare di to evento fosse pericoloso?

B.K.: «Se avessi rivelato queste informazioni 30 anni fa, probabilmente sarei morto».

P.H.: E oggi si può?

B.K.: «Sì ed è per questo che Steven Greer sta divulgando certe testimonianze».

P.H.: Dopo di te, pensi che anche altri vorranno farsi avanti?

B.K.: «No, sono in contatto con altre persone che erano a a Holloman e non parleranno. Hanno fatto un giuramento e lo prendono sul serio».

P.H.: Il Col. Corso mi disse che il giuramento non è più valido dopo 25 anni. «Quello che ha detto non ha importanza. Loro hanno giurato».

P.H.: Quindi vale fino alla morte?

B.K.: «A quanto ne sanno loro, sì. Alcune persone di mia conoscenza erano mormoni, altre no. Prestarono giuramento e intendono mantenerlo».

P.H.: Forse qualcun altro parlerà più avanti. È importante.

B.K.: «E' una parte fondamentale della nostra storia che ci è stata nascosta».

P.H.: Stiamo parlando di un evento degli anni '50 che coinvolse il principale capo di stato. CliffordStone mi ha detto che aveva a casa sua alcuni video dell'atterraggio di Holloman, che sono scomparsi. Sai dell'esistenza di video di questo tipo a Holloman?

B.K.: «Potrebbero esserci stati due attcrraggi a Holloman. Uno nel 1955 e un altro nel 1963 o 1964, o qualcosa del genere. Non lo so. Quello che so è che uscì dall'aereo ed entrò in un UFO».

P.H.: Parlando di voci, che tipo di esseri ti è stato detto che fossero? Non erano grigi...

B.K.: «Potrebbero esserlo stati. Non so, perché gli ufficiali non li videro. Ma Eisenhower vi restò per 40-45 minuti. Deve pur aver parlato con qualcuno! ».

P.H.: E le voci sul cardinaleMclntyre, da dove vengono?

B.K.: «Nel 1954 la base di Edwards venne chiusa quando arrivò Eisenhower e io mi domandai chi fosse morto. Ci sono solo due casi che io ricordi, in cui venne chiusa la base di Edwards». P.H.: Quando entra in gioco Mclntyre?

B.K.: «Mclntyre si trovava a Edwards con Eisenhower».

P.H.: Non è strano?

B.K.: «Non lo so, non sono cattolico».

P.H.: Nemmeno Eisenhower lo era. Io penso che fosse un incontro programmato con i maggiori poteri in essere, inclusa la Chiesa. II nome originale di Holloman non era Alamogordo?

B.K.: «Si». P.H.: Sono stata contattata da qualcuno che vorrei farti conoscere. Suo padre fu coinvolto nell'incontro di Alamogordo. Ha avuto un sacco di problemi con l'NSA (National Security Agency, ndr) ma ne vuole parlare. Il fatto è che questa base è centrale negli atterraggi extraterrestri.

B.K.: «Sarebbe centrale scoprire che il presidente degli Stati Uniti si incontrò con degli extraterrestri».

P.H.: Conosci il fraine di un documentario intitolato "It Has Begun?". È stato fatto da Robert Emmenegger e credo Moore. Utilizzarono il frame autentico del filmato di un velivolo che atterrava a Edwards.

B.K.: «Ho sentito che stavano filmando degli UFO a Edwards. Eisenhower non salì mai a bordo di un UFO a Edwards. Lo fece a Holloman».

P.H.: Non vorresti saperne di più?

B.K.: «So già che Eisenhower salì su un UFO».

P.H.: Non vorresti sapere cosa si sono detti?

B.K.: «Non sono così curioso. Non ho mai prestato giuramento, non ho violato nessun segreto, per quanto ne so. Faccio ciò che devo fare, ovvero dire alla gente la mia parte della storia».

P.H.:
E non sei curioso?

B.K.: «Dal momento che so che Eisenhower si incontrò con degli ET, so anche che gli ET esistono. Ma non sono curioso a riguardo».

P.H.: Alcuni pensano che sia terribile che il governo collabori con loro.

B.K.: «La ragione per cui si tratta di argomento top secret e forse di più, probabilmente, è che nel 1938 la trasmissione radiofonica "La Guerra dei Mondi" spaventò molta gente e i militari furono impotenti, che è la cosa che li infastidisce di più al mondo».

P.H.: Pensi che oggi la motivazione sia ancora questa?

B.K.: «A mio parere sono convinti che la gente sia troppo dannatamente ottusa per sapere. Hanno controllato la nostra politica estera attraverso la paura. Ci sono medicinali che uccidono e questa è la nostra politica militare. Uccidere. È questo quello che facciamo. Ci serviamo della paura nel mondo».


Articolo apparso sul numero 20 di X TIMES

Fonte: http://eugeniosiragusa.forumitalian.com/t74-il-silenzio-di-eisenhower

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