Gli alieni sono più "veri" di Dio. E' quello che emerge da una ricerca condotta dalla Opinion Matters, che ha condotto un sondaggio su 1359 adulti, tutti cittadini inglesi, su questioni che vanno dalla fede in Dio ai cover up di Stato sugli Ufo, dall' allunaggio alla presenza di vita extraterrestre nello spazio. I risultati riportati nei dettagli dall'Huffington Post nella sua edizione inglese, hanno fatto scalpore, dato che ben il 52% degli intervistati crede nell'esistenza degli alieni mentre solo il 44% degli intervistati crede in Dio. Una rivoluzione culturale? Insomma i cittadini inglesi in maggioranza reputano più fattibile la vita extraterrestre piuttosto che la Santissima Trinità.
Bisogna precisare che il sondaggio è stato effettuato su commissione per il videogame XCOM: Enemy Unknown, gioco di grande successo basato sull'invasione aliena nel nostro pianeta.
Ma il campione del sondaggio, sarebbe -secondo la versione di Opinioni Matters- sufficientemente variegato per poter essere considerato rappresentativo della popolazione del Regno Unito.
Tuttavia per correttezza bisogna pensare che con un campione statistico più ampio, includendo persone probabilmente escluse dal sondaggio come gli anziani, i dati sarebbero diversi. Ma fa riflettere che l'errore statistico nell'ordine del 3-4% non copre il gap tra chi crede agli ufo e chi crede in Dio.
Ma le due cose non sono in realtà contrapposte. Anzi, come fanno notare le ultime aperture della Chiesa Cattolica e della Specola Vaticana, l'osservatorio astronomico e centro di ricerca scientifica della Chiesa cattolica, l'esistenza degli Alieni non è un'ipotesi negata dalla Chiesa, ma guardata con interesse.
Fonte: http://www.ufoonline.it/
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lunedì 22 ottobre 2012
Sondaggio Shock: gli inglesi credono più agli alieni che all'esistenza di Dio
martedì 17 luglio 2012
Gli Ufo e Tony Blair, ecco gli ultimi X-file di Sua Maestà
Gli Ufo non facevano dormire sonni tranquilli a Tony Blair. L’ex inquilino del numero 10 di Downing Street era così preoccupato dalla possibile divulgazione delle informazioni classificate sugli avvistamenti alieni da richiedere una completa informativa in materia da parte dell’allora Ministro della Difesa.
È quanto emerge dagli ultimi X-file custoditi per anni dagli Archivi Nazionali britannici e resi pubblici nelle ultime ore. I timori dell’ex Primo Ministro sarebbe sorti all’indomani dell’ampliamento del “Freedom Information Act“, nel 1998, che di fatto ha portato all’apertura dei dossier prima coperti dal segreto e ha permesso ai cittadini di Sua Maestà chiedere dettagli su Ufo ed affini. “Uno degli errori peggiori del mio Governo“, ha scritto Blair nella sua autobiografia.
Dopo aver ricevuto la lettera di un ricercatore, l’ufologo Nicholas Redfern, che alludeva al “cover up” e gli chiedeva un intervento per rendere disponibili i dati relativi ai molteplici avvistamenti segnalati nel Regno Unito, il Premier si rivolse al Ministero per capire quale fosse la politica da seguire.
Lo staff rispose che l’interesse sulla materia era “limitato”, anche se l’atteggiamento tenuto riguardo l’esistenza di forme di vita extraterrestre era “aperto ad ogni possibilità”. Tuttavia, aggiungevano i solerti funzionari, approfondire l’argomento avrebbe richiesto risorse ingenti che non avrebbero potuto autorizzare.
Il Premier girò la risposta a Redfern, assicurandogli che poteva aver accesso alle notizie relative agli Ufo in virtù del Freedom Information Act, ma che esse erano comunque soggette a clausole di riservatezza. “Non abbiamo promosso ricerche sui fenomeni ufologici e non c’è alcun progetto di farne in futuro”, gli garantiva per iscritto.
In questa ultima tranche di documenti- circa 6700 pagine- diventate adesso di pubblico dominio sono contenuti fogli ufficiali, lettere private, resoconti di avvistamenti. Testi a volte davvero curiosi, come una nota risalente al 1995, nella quale un agente dell’Intelligence affermava che le visite aliene sulla Terra potevano avere uno scopo di “ricognizione militare, analisi scientifica o semplice turismo“.
Oppure, un appunto preparato prima di un dibattito alla Camera dei Lord, nel 1979, nel quale lo scrivente si domandava perchè mai gli Alieni dovessero interessarsi ad un pianeta insignificante- il nostro- in orbita attorno ad una stella tanto banale- il Sole.
Tra gli avvistamenti più singolari rivelati dai giornali inglesi, viene riportato anche quello del proprietario di un hotel del Galles che nel 1977 raccontò di aver visto “due umanoidi, molto alti, privi dei volti e vestiti d’argento“, mentre compivano strane misurazioni sul terreno. O ancora, nel 1999 fu visto un oggetto volante non identificato a forma di diamante passare sopra lo stadio del Chelsea.
Non mancano segnalazioni da parte di militari. Un ufficiale della Raf in una sua memoria all’Intelligence della Difesa diceva di aver visto un Ufo volare vicino al suo velivolo, a quota 40 mila piedi. Non solo. Anche la task force navale inviata alle isole Falkland durante il conflitto con l’Argentina, nel 1982, sarebbe stata ‘pedinata’ da un Ufo. “Pare fossero omini verdi con il poncho“, chiosava l’autore del rapporto, con tipico humor inglese…
Fonte: http://www.extremamente.it/2012/07/13/gli-ufo-e-tony-blair-ecco-gli-ultimi-x-file-di-sua-maesta-2/
È quanto emerge dagli ultimi X-file custoditi per anni dagli Archivi Nazionali britannici e resi pubblici nelle ultime ore. I timori dell’ex Primo Ministro sarebbe sorti all’indomani dell’ampliamento del “Freedom Information Act“, nel 1998, che di fatto ha portato all’apertura dei dossier prima coperti dal segreto e ha permesso ai cittadini di Sua Maestà chiedere dettagli su Ufo ed affini. “Uno degli errori peggiori del mio Governo“, ha scritto Blair nella sua autobiografia.
Dopo aver ricevuto la lettera di un ricercatore, l’ufologo Nicholas Redfern, che alludeva al “cover up” e gli chiedeva un intervento per rendere disponibili i dati relativi ai molteplici avvistamenti segnalati nel Regno Unito, il Premier si rivolse al Ministero per capire quale fosse la politica da seguire.
Lo staff rispose che l’interesse sulla materia era “limitato”, anche se l’atteggiamento tenuto riguardo l’esistenza di forme di vita extraterrestre era “aperto ad ogni possibilità”. Tuttavia, aggiungevano i solerti funzionari, approfondire l’argomento avrebbe richiesto risorse ingenti che non avrebbero potuto autorizzare.
Il Premier girò la risposta a Redfern, assicurandogli che poteva aver accesso alle notizie relative agli Ufo in virtù del Freedom Information Act, ma che esse erano comunque soggette a clausole di riservatezza. “Non abbiamo promosso ricerche sui fenomeni ufologici e non c’è alcun progetto di farne in futuro”, gli garantiva per iscritto.
In questa ultima tranche di documenti- circa 6700 pagine- diventate adesso di pubblico dominio sono contenuti fogli ufficiali, lettere private, resoconti di avvistamenti. Testi a volte davvero curiosi, come una nota risalente al 1995, nella quale un agente dell’Intelligence affermava che le visite aliene sulla Terra potevano avere uno scopo di “ricognizione militare, analisi scientifica o semplice turismo“.
Oppure, un appunto preparato prima di un dibattito alla Camera dei Lord, nel 1979, nel quale lo scrivente si domandava perchè mai gli Alieni dovessero interessarsi ad un pianeta insignificante- il nostro- in orbita attorno ad una stella tanto banale- il Sole.
Tra gli avvistamenti più singolari rivelati dai giornali inglesi, viene riportato anche quello del proprietario di un hotel del Galles che nel 1977 raccontò di aver visto “due umanoidi, molto alti, privi dei volti e vestiti d’argento“, mentre compivano strane misurazioni sul terreno. O ancora, nel 1999 fu visto un oggetto volante non identificato a forma di diamante passare sopra lo stadio del Chelsea.
Non mancano segnalazioni da parte di militari. Un ufficiale della Raf in una sua memoria all’Intelligence della Difesa diceva di aver visto un Ufo volare vicino al suo velivolo, a quota 40 mila piedi. Non solo. Anche la task force navale inviata alle isole Falkland durante il conflitto con l’Argentina, nel 1982, sarebbe stata ‘pedinata’ da un Ufo. “Pare fossero omini verdi con il poncho“, chiosava l’autore del rapporto, con tipico humor inglese…
Fonte: http://www.extremamente.it/2012/07/13/gli-ufo-e-tony-blair-ecco-gli-ultimi-x-file-di-sua-maesta-2/
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lunedì 5 settembre 2011
UFO. I file del Ministero della Difesa britannico
Quando si parla di ufologia in ambienti che non siano quelli dei cosiddetti “Ufo enthusiasts”, la prima critica che molto probabilmente verrà mossa, per quanto priva di fondamento nonché indice di saccenza, è quella per cui non esisterebbero prove concrete bensì solo testimonianze di qualche fuso di testa che, in preda ad alcool o ad allucinogeni, vedrebbe nei cieli oggetti che null’altro sarebbero se non un parto della sua mente alterata.
Come in molti altri settori, è spesso la becera e crassa ignoranza che porta a trincerarsi in posizioni preconcette e fin troppo di comodo, senza voler vedere la mole di prove a supporto di un fenomeno che tacciare come inesistente risulta sempre più comico.
Se, tuttavia, quando si tratti di foto o video provenienti da fonte incerta risulta legittimo mantenere un certo scetticismo, ben diversa questione allorquando la fonte sia attendibile.
Questo quanto accaduto con i cosiddetti Ufo Files del Ministero della Difesa britannico, che gli Archivi Nazionali hanno cominciato a rendere pubblici da alcuni anni. L’ultimo rilascio di file risale ad agosto ed è formato da oltre 8.600 pagine formate da resoconti di avvistamenti e incontri ravvicinati, da corrispondenza intercorsa tra privati cittadini e apparati governativi in merito a presunti avvistamenti, da memoranda ufficiali, da comunicazioni tra enti di governo concernenti quale linea adottare nella gestione delle richieste di informazioni, ecc.
Dar conto di tutto il materiale richiederebbe la stesura di un saggio, per cui mi limiterò a riportare i casi più interessanti e, in sede di conclusioni, avanzerò alcune ipotesi sulla natura stessa di simile rilascio di informazioni.
Avvistamenti
Tra tutti gli avvistamenti riportati, i più interessanti sono quelli effettuati da personale militare, dal momento che la preparazione impartita in merito a quali velivoli solchino i cieli è un fattore che fa sì che, allorquando un membro delle forze armate affermi di aver visto un Ufo, ben difficilmente si potrà trattare di una errata interpretazione di fenomeni celesti o di una fallace identificazione di un velivolo terrestre.
Proprio in quest’ottica risulta di estremo interesse un caso risalente all’agosto del 1956. Freddie Wimbledon, controllore di volo presso la base RAF (Royal Air Force) di Neatishead, nel Norfolk, stava svolgendo le sue mansioni presso la torre di controllo quando giunse la comunicazione, da parte della base USAF (United States Air Force) di Lakenheath, nel Suffolk, che i radar della base medesima riportavano la presenza di un UFO. Freddie Wimbledon si accorse che anche i radar di Neatishead segnalavano un oggetto non identificato nei cieli soprastanti. Un intercettore Venom venne fatto partire in scramble dalla base, per andare a vedere da vicino cosa fosse il velivolo sconosciuto. Come ebbe a dichiarare Wimbledon nel 2001, a 45 anni dall’evento, il pilota del Venom comunicò di aver preso contatto radar con l’oggetto, ma dopo poco lo perse, per scoprire che, in maniera inspiegabile, l’oggetto stesso si era spostato a velocità inimmaginabile dietro il Venom per poi continuare a seguirlo per lungo tratto. Nel frattempo, un secondo Venom venne fatto decollare dalla base, ma non riuscì ad avvicinarsi a meno di venti miglia dall’Ufo che, a un certo momento, prese quota velocemente scomparendo alla vista quasi all’istante.
Stando a quanto testimoniato da Wimbledon, a tutto il personale coinvolto nella vicenda venne fatto obbligo di mantenere l’assoluta segretezza su quanto accaduto.
In un caso di questo tipo, per quanto il Wimbledon sia persona degna di fiducia e abbia sempre tenuto un comportamento ineccepibile nel corso del suo servizio, si potrebbe anche essere indotti a chiedersi se il prestare credito a costui non rappresenti un semplice atto di fede. Potrebbe anche esserlo, non vi fosse una solidissima serie di elementi a supporto. Primo elemento è costituito dal riconoscimento ufficiale, nel 1969, da parte dell’USAF di suddetto incidente. Non solo, come si può leggere in alcuni documenti presenti in quest’ultimo rilascio di file, anche un funzionario del Ministero della Difesa, tale Ralph Noyes, in una lettera indirizzata al Ministero della Difesa stesso, comunicava di avere visionato i filmati ripresi dalla videocamera montata sul Venom decollato per intercettare l’oggetto.
In merito a cosa fosse l’oggetto non è tuttavia possibile esprimersi con certezza. Essendo il 1956, tuttavia, si può escludere si trattasse di un qualche velivolo sperimentale statunitense, dato che la superiorità tecnologica mostrata era semplicemente impensabile per l’epoca.
Siffatta conclusione, al contrario, è molto meno facilmente raggiungibile con riferimento ad avvistamenti più recenti. Proprio in quest’ottica va letta l’ondata di avvistamenti in Belgio del 1990, in merito alla quale nei file in esame si leggono numerose comunicazioni tra il Ministero della Difesa britannico e l’ambasciata belga in cui si fa menzione di una segnalazione radar di Ufo il 16 marzo 1990 sui cieli belgi, seguita dal decollo in scramble di due F-16 che cercarono di raggiungere l’oggetto senza riuscirvi. Sullo stesso caso si espresse anche il colonnello dell’aeronautica belga Wilfried De Brouwer, per il quale la vicenda era rimasta insoluta. In quell’anno, infatti, lo spazio aereo belga venne letteralmente invaso da oggetti triangolari dalle prestazioni avanzatissime, oggetti che sarebbero poi stati avvistati negli anni successivi anche altrove, Regno Unito compreso.
Gran parte di queste segnalazioni, però, riguarda velivoli avanzati statunitensi. E’ infatti noto che, da almeno trent’anni, gli Stati Uniti stanno realizzando velivoli di forma triangolare: dall’Aurora al XR-7 Thunder Dart la forma è sempre la medesima. In tale prospettiva trova infatti una precisa collocazione la dichiarazione di Ben Rich, direttore della Lockheed Martin dal 1975 al 1991, secondo cui vi sarebbero Ufo terrestri e Ufo extraterrestri, i primi presentandosi come Un Funded Opportunities (medesimo acronimo: UFO), nel senso di progetti i cui fondi non erano stanziati nei bilanci ufficiali ma facenti parte di black programs.
L’orrore di East Dulwich
Esaminando la casistica ufologica capita di imbattersi in resoconti che certuni vorranno scartare subito per la loro apparente assurdità ma che, al contrario, per chi guarda al fenomeno Ufo in maniera trasversale, non possono non rappresentare delle vere gemme preziose, sintomatiche della poliedricità del fenomeno Ufo globalmente inteso.
Nei file in esame, il più interessante è sicuramente quello che vide protagoniste una giovane mamma e sua figlia. Le due si trovavano nella loro abitazione di East Dulwich quando, nelle prime ore della notte del 10 gennaio 2003, videro in cielo alcune luci disposte a serpentina, che si muovevano velocemente. Pensando potesse trattarsi di un attacco terroristico (la mania post 11 settembre era molto viva anche su suolo inglese), la madre chiamò la polizia, che inviò due agenti. La storia che inizia adesso parrebbe rasentare i confini del ridicolo: come emerso da una comunicazione della signora al Ministero della Difesa, i due agenti di polizia si sarebbero presentati alla sua abitazione accompagnati da due uomini vestiti con una tuta spaziale e occhiali scuri e avrebbero detto alla signora di chiamarsi Mork e Mindy, ammonendola dal guardare direttamente le luci nel cielo poiché avrebbe potuto soffrire dei cascami di una esposizione a eccessive radiazioni. Costoro, tra l’altro, avevano in mano una sorta di trasmettitore che produceva un ticchettio continuo. Prima di andare via le dissero di non parlare a nessuno della vicenda e le offrirono una soluzione per detergersi gli occhi irritati.
Per quanto non vi siano prove a supporto, la vicenda presenta una sua coerenza e ricalca con precisione alcuni topoi comuni a incontri tra l’uomo ed entità non umane, non importa se esse si presentino come extraterrestri, come inventori misteriosi, come Men in Black o come elfi ingannatori. Sono questi elementi a destare maggior interesse, specie considerando che chi volesse inventarsi una storia di incontri con alieni, ben difficilmente produrrebbe una costruzione così sghemba e fallace ictu oculi che però ricalcasse resoconti passati non certo molto noti.
Di interesse nazionale?
Come molti ricorderanno, nel dicembre 2009 il Ministero della Difesa inglese ha smesso di raccogliere resoconti riguardanti la tematica Ufo, ritenendo che, stando a quanto emerso in oltre 50 anni, non vi sarebbe alcun elemento atto a ritenere la sussistenza di una potenziale minaccia per il Regno Unito.
Tuttavia, i file resi pubblici in quest’ultima tornata mostrano come auguste personalità ai più alti livelli delle Forze Armate britanniche non fossero di questa opinione. Su tutti si staglia la figura di Lord Hill-Norton, Comandante in capo della Squadra navale nel 1970-71, Capo di Stato Maggiore dal 1971 al 1973 e direttore del comitato militare NATO dal 1974 al 1977. Come emerge da un carteggio di oltre 300 pagine intercorso tra Lord Hill-Norton e il Ministero della Difesa, il primo riteneva totalmente errata l’opinione del secondo in merito alla supposta non pericolosità del fenomeno Ufo e portava ad esempio il celeberrimo caso di Rendlesham Forest.
A fine dicembre 1980, infatti, vari membri delle basi di Bentwaters e Woodbridge videro un’ingente presenza di Ufo nella Rendlesham Forest, adiacente alle due basi. Tra i testimoni anche Charles Halt, comandante della base, cui venne ordinato di redigere un resoconto dell’incidente al Ministero della Difesa. Malgrado testimonianze credibili, il Ministero della Difesa ha continuato sulla propria linea, sostenendo che quanto accaduto non avrebbe rappresentato alcuna minaccia per gli interessi nazionali. Lord Hill-Norton, invece, affermava che una intrusione nello spazio aereo di oggetti volanti non identificati e il loro atterraggio nella Rendlesham Forest non potesse non costituire oggetto di interesse nazionale.
A nulla valse il carisma di Lord Hill-Norton per spostare il Ministero della Difesa dalla posizione ufficiale di comodo sulla quale si era arroccato.
Considerazioni conclusive
Molti ricercatori avevano visto nella notizia del rilascio dei file del Ministero della Difesa inglese una sorta di inizio di disclosure delle tematiche ufologiche, che avrebbero così potuto ottenere un riconoscimento su scala planetaria inducendo altri governi ad ammettere la presenza di velivoli non terrestri nei nostri cieli.
Purtroppo, non si è trattato assolutamente di questo, visto che tra tutti i file resi pubblici non ve n’è uno che rappresenti la pistola fumante dell’effettiva esistenza di entità aliene in visita sul nostro pianeta. Al tempo stesso, occorre però non deprezzare eccessivamente il valore di quanto emerso. Questi file, infatti, ci dicono chiaramente che il fenomeno esiste: avvistamenti effettuati da persone credibili, testimonianze ufficiali, resoconti, cablogrammi intergovernativi, ecc.: a differenza di quanto molti ancora ritengono, il fenomeno Ufo è una realtà, e questi file lo affermano chiaramente.
Ciò che invece non affermano, ma sarebbe stato troppo ingenuo ritenere potessero farlo o, meglio, che i documenti davvero probanti venissero portati alla luce, è che il fenomeno Ufo sia di origine extraterrestre e che, in quanto tale, rappresenti una minaccia per la sovranità delle nazioni, private del proprio imperio sullo spazio aereo di competenza di ciascuna.
File che affermino ciò esistono, ma ben difficilmente verranno resi pubblici nel breve periodo.
Occorre però domandarsi in quale ottica stia avvenendo questo parziale disclosure. Infatti, mentre il Ministero della Difesa britannico ha pubblicato suddetto materiale, il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha pubblicato sul proprio sito ufficiale una serie di documenti forse ancor più probanti della effettiva sussistenza del fenomeno Ufo.
Siccome nulla accade per caso, non può non sorgere il sospetto che il quadro che stiamo osservando non faccia parte di una strategia di più ampio respiro, strategia il cui fine primo è quello di far sapere a un numero sempre maggiore di persone che la tematica Ufo non è da circo dei folli, ma rappresenta una realtà concreta con la quale bisognerà prima o poi confrontarsi tutti.
L’iter pare infatti piuttosto chiaro. Hanno visto la loro fine da un pezzo i tempi in cui il fenomeno veniva delegittimato alle fondamenta e coloro che affermavano di avere visto “qualcosa” venivano tacciati di pazzia. Da qualche anno sono gli stessi governi ad affermare che quel “qualcosa” esiste. Sulla sua origine essi non si pronunciano, affermano non essere una minaccia, però vanno a scardinare in pieno la posizione degli scettici ad oltranza secondo i quali il fenomeno stesso non sussisterebbe.
Come in ogni situazione, la domanda più interessante da porsi, tipica della tradizione anglosassone, è “what’s next?”, vale a dire “cosa accadrà adesso?”. Gli scenari ipotizzabili sono molteplici, più o meno inquietanti, più o meno forniti di prove a supporto.
In ogni caso, ritrovandoci nella posizione di coloro che non solo non decidono (checché vogliano farci credere i fautori della democrazia) ma nemmeno vedono (non si parli poi di controllare) coloro che decidono, l’unica possibilità è cercare di cogliere indizi da segnali vari, guardando oltre il muro del sonno di lovecraftiana memoria.
Fonte: http://ildemocratico.com/2011/09/05/ufo-i-file-del-ministero-della-difesa-britannico/
Come in molti altri settori, è spesso la becera e crassa ignoranza che porta a trincerarsi in posizioni preconcette e fin troppo di comodo, senza voler vedere la mole di prove a supporto di un fenomeno che tacciare come inesistente risulta sempre più comico.
Se, tuttavia, quando si tratti di foto o video provenienti da fonte incerta risulta legittimo mantenere un certo scetticismo, ben diversa questione allorquando la fonte sia attendibile.
Questo quanto accaduto con i cosiddetti Ufo Files del Ministero della Difesa britannico, che gli Archivi Nazionali hanno cominciato a rendere pubblici da alcuni anni. L’ultimo rilascio di file risale ad agosto ed è formato da oltre 8.600 pagine formate da resoconti di avvistamenti e incontri ravvicinati, da corrispondenza intercorsa tra privati cittadini e apparati governativi in merito a presunti avvistamenti, da memoranda ufficiali, da comunicazioni tra enti di governo concernenti quale linea adottare nella gestione delle richieste di informazioni, ecc.
Dar conto di tutto il materiale richiederebbe la stesura di un saggio, per cui mi limiterò a riportare i casi più interessanti e, in sede di conclusioni, avanzerò alcune ipotesi sulla natura stessa di simile rilascio di informazioni.
Avvistamenti
Tra tutti gli avvistamenti riportati, i più interessanti sono quelli effettuati da personale militare, dal momento che la preparazione impartita in merito a quali velivoli solchino i cieli è un fattore che fa sì che, allorquando un membro delle forze armate affermi di aver visto un Ufo, ben difficilmente si potrà trattare di una errata interpretazione di fenomeni celesti o di una fallace identificazione di un velivolo terrestre.
Proprio in quest’ottica risulta di estremo interesse un caso risalente all’agosto del 1956. Freddie Wimbledon, controllore di volo presso la base RAF (Royal Air Force) di Neatishead, nel Norfolk, stava svolgendo le sue mansioni presso la torre di controllo quando giunse la comunicazione, da parte della base USAF (United States Air Force) di Lakenheath, nel Suffolk, che i radar della base medesima riportavano la presenza di un UFO. Freddie Wimbledon si accorse che anche i radar di Neatishead segnalavano un oggetto non identificato nei cieli soprastanti. Un intercettore Venom venne fatto partire in scramble dalla base, per andare a vedere da vicino cosa fosse il velivolo sconosciuto. Come ebbe a dichiarare Wimbledon nel 2001, a 45 anni dall’evento, il pilota del Venom comunicò di aver preso contatto radar con l’oggetto, ma dopo poco lo perse, per scoprire che, in maniera inspiegabile, l’oggetto stesso si era spostato a velocità inimmaginabile dietro il Venom per poi continuare a seguirlo per lungo tratto. Nel frattempo, un secondo Venom venne fatto decollare dalla base, ma non riuscì ad avvicinarsi a meno di venti miglia dall’Ufo che, a un certo momento, prese quota velocemente scomparendo alla vista quasi all’istante.
Stando a quanto testimoniato da Wimbledon, a tutto il personale coinvolto nella vicenda venne fatto obbligo di mantenere l’assoluta segretezza su quanto accaduto.
In un caso di questo tipo, per quanto il Wimbledon sia persona degna di fiducia e abbia sempre tenuto un comportamento ineccepibile nel corso del suo servizio, si potrebbe anche essere indotti a chiedersi se il prestare credito a costui non rappresenti un semplice atto di fede. Potrebbe anche esserlo, non vi fosse una solidissima serie di elementi a supporto. Primo elemento è costituito dal riconoscimento ufficiale, nel 1969, da parte dell’USAF di suddetto incidente. Non solo, come si può leggere in alcuni documenti presenti in quest’ultimo rilascio di file, anche un funzionario del Ministero della Difesa, tale Ralph Noyes, in una lettera indirizzata al Ministero della Difesa stesso, comunicava di avere visionato i filmati ripresi dalla videocamera montata sul Venom decollato per intercettare l’oggetto.
In merito a cosa fosse l’oggetto non è tuttavia possibile esprimersi con certezza. Essendo il 1956, tuttavia, si può escludere si trattasse di un qualche velivolo sperimentale statunitense, dato che la superiorità tecnologica mostrata era semplicemente impensabile per l’epoca.
Siffatta conclusione, al contrario, è molto meno facilmente raggiungibile con riferimento ad avvistamenti più recenti. Proprio in quest’ottica va letta l’ondata di avvistamenti in Belgio del 1990, in merito alla quale nei file in esame si leggono numerose comunicazioni tra il Ministero della Difesa britannico e l’ambasciata belga in cui si fa menzione di una segnalazione radar di Ufo il 16 marzo 1990 sui cieli belgi, seguita dal decollo in scramble di due F-16 che cercarono di raggiungere l’oggetto senza riuscirvi. Sullo stesso caso si espresse anche il colonnello dell’aeronautica belga Wilfried De Brouwer, per il quale la vicenda era rimasta insoluta. In quell’anno, infatti, lo spazio aereo belga venne letteralmente invaso da oggetti triangolari dalle prestazioni avanzatissime, oggetti che sarebbero poi stati avvistati negli anni successivi anche altrove, Regno Unito compreso.
Gran parte di queste segnalazioni, però, riguarda velivoli avanzati statunitensi. E’ infatti noto che, da almeno trent’anni, gli Stati Uniti stanno realizzando velivoli di forma triangolare: dall’Aurora al XR-7 Thunder Dart la forma è sempre la medesima. In tale prospettiva trova infatti una precisa collocazione la dichiarazione di Ben Rich, direttore della Lockheed Martin dal 1975 al 1991, secondo cui vi sarebbero Ufo terrestri e Ufo extraterrestri, i primi presentandosi come Un Funded Opportunities (medesimo acronimo: UFO), nel senso di progetti i cui fondi non erano stanziati nei bilanci ufficiali ma facenti parte di black programs.
L’orrore di East Dulwich
Esaminando la casistica ufologica capita di imbattersi in resoconti che certuni vorranno scartare subito per la loro apparente assurdità ma che, al contrario, per chi guarda al fenomeno Ufo in maniera trasversale, non possono non rappresentare delle vere gemme preziose, sintomatiche della poliedricità del fenomeno Ufo globalmente inteso.
Nei file in esame, il più interessante è sicuramente quello che vide protagoniste una giovane mamma e sua figlia. Le due si trovavano nella loro abitazione di East Dulwich quando, nelle prime ore della notte del 10 gennaio 2003, videro in cielo alcune luci disposte a serpentina, che si muovevano velocemente. Pensando potesse trattarsi di un attacco terroristico (la mania post 11 settembre era molto viva anche su suolo inglese), la madre chiamò la polizia, che inviò due agenti. La storia che inizia adesso parrebbe rasentare i confini del ridicolo: come emerso da una comunicazione della signora al Ministero della Difesa, i due agenti di polizia si sarebbero presentati alla sua abitazione accompagnati da due uomini vestiti con una tuta spaziale e occhiali scuri e avrebbero detto alla signora di chiamarsi Mork e Mindy, ammonendola dal guardare direttamente le luci nel cielo poiché avrebbe potuto soffrire dei cascami di una esposizione a eccessive radiazioni. Costoro, tra l’altro, avevano in mano una sorta di trasmettitore che produceva un ticchettio continuo. Prima di andare via le dissero di non parlare a nessuno della vicenda e le offrirono una soluzione per detergersi gli occhi irritati.
Per quanto non vi siano prove a supporto, la vicenda presenta una sua coerenza e ricalca con precisione alcuni topoi comuni a incontri tra l’uomo ed entità non umane, non importa se esse si presentino come extraterrestri, come inventori misteriosi, come Men in Black o come elfi ingannatori. Sono questi elementi a destare maggior interesse, specie considerando che chi volesse inventarsi una storia di incontri con alieni, ben difficilmente produrrebbe una costruzione così sghemba e fallace ictu oculi che però ricalcasse resoconti passati non certo molto noti.
Di interesse nazionale?
Come molti ricorderanno, nel dicembre 2009 il Ministero della Difesa inglese ha smesso di raccogliere resoconti riguardanti la tematica Ufo, ritenendo che, stando a quanto emerso in oltre 50 anni, non vi sarebbe alcun elemento atto a ritenere la sussistenza di una potenziale minaccia per il Regno Unito.
Tuttavia, i file resi pubblici in quest’ultima tornata mostrano come auguste personalità ai più alti livelli delle Forze Armate britanniche non fossero di questa opinione. Su tutti si staglia la figura di Lord Hill-Norton, Comandante in capo della Squadra navale nel 1970-71, Capo di Stato Maggiore dal 1971 al 1973 e direttore del comitato militare NATO dal 1974 al 1977. Come emerge da un carteggio di oltre 300 pagine intercorso tra Lord Hill-Norton e il Ministero della Difesa, il primo riteneva totalmente errata l’opinione del secondo in merito alla supposta non pericolosità del fenomeno Ufo e portava ad esempio il celeberrimo caso di Rendlesham Forest.
A fine dicembre 1980, infatti, vari membri delle basi di Bentwaters e Woodbridge videro un’ingente presenza di Ufo nella Rendlesham Forest, adiacente alle due basi. Tra i testimoni anche Charles Halt, comandante della base, cui venne ordinato di redigere un resoconto dell’incidente al Ministero della Difesa. Malgrado testimonianze credibili, il Ministero della Difesa ha continuato sulla propria linea, sostenendo che quanto accaduto non avrebbe rappresentato alcuna minaccia per gli interessi nazionali. Lord Hill-Norton, invece, affermava che una intrusione nello spazio aereo di oggetti volanti non identificati e il loro atterraggio nella Rendlesham Forest non potesse non costituire oggetto di interesse nazionale.
A nulla valse il carisma di Lord Hill-Norton per spostare il Ministero della Difesa dalla posizione ufficiale di comodo sulla quale si era arroccato.
Considerazioni conclusive
Molti ricercatori avevano visto nella notizia del rilascio dei file del Ministero della Difesa inglese una sorta di inizio di disclosure delle tematiche ufologiche, che avrebbero così potuto ottenere un riconoscimento su scala planetaria inducendo altri governi ad ammettere la presenza di velivoli non terrestri nei nostri cieli.
Purtroppo, non si è trattato assolutamente di questo, visto che tra tutti i file resi pubblici non ve n’è uno che rappresenti la pistola fumante dell’effettiva esistenza di entità aliene in visita sul nostro pianeta. Al tempo stesso, occorre però non deprezzare eccessivamente il valore di quanto emerso. Questi file, infatti, ci dicono chiaramente che il fenomeno esiste: avvistamenti effettuati da persone credibili, testimonianze ufficiali, resoconti, cablogrammi intergovernativi, ecc.: a differenza di quanto molti ancora ritengono, il fenomeno Ufo è una realtà, e questi file lo affermano chiaramente.
Ciò che invece non affermano, ma sarebbe stato troppo ingenuo ritenere potessero farlo o, meglio, che i documenti davvero probanti venissero portati alla luce, è che il fenomeno Ufo sia di origine extraterrestre e che, in quanto tale, rappresenti una minaccia per la sovranità delle nazioni, private del proprio imperio sullo spazio aereo di competenza di ciascuna.
File che affermino ciò esistono, ma ben difficilmente verranno resi pubblici nel breve periodo.
Occorre però domandarsi in quale ottica stia avvenendo questo parziale disclosure. Infatti, mentre il Ministero della Difesa britannico ha pubblicato suddetto materiale, il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha pubblicato sul proprio sito ufficiale una serie di documenti forse ancor più probanti della effettiva sussistenza del fenomeno Ufo.
Siccome nulla accade per caso, non può non sorgere il sospetto che il quadro che stiamo osservando non faccia parte di una strategia di più ampio respiro, strategia il cui fine primo è quello di far sapere a un numero sempre maggiore di persone che la tematica Ufo non è da circo dei folli, ma rappresenta una realtà concreta con la quale bisognerà prima o poi confrontarsi tutti.
L’iter pare infatti piuttosto chiaro. Hanno visto la loro fine da un pezzo i tempi in cui il fenomeno veniva delegittimato alle fondamenta e coloro che affermavano di avere visto “qualcosa” venivano tacciati di pazzia. Da qualche anno sono gli stessi governi ad affermare che quel “qualcosa” esiste. Sulla sua origine essi non si pronunciano, affermano non essere una minaccia, però vanno a scardinare in pieno la posizione degli scettici ad oltranza secondo i quali il fenomeno stesso non sussisterebbe.
Come in ogni situazione, la domanda più interessante da porsi, tipica della tradizione anglosassone, è “what’s next?”, vale a dire “cosa accadrà adesso?”. Gli scenari ipotizzabili sono molteplici, più o meno inquietanti, più o meno forniti di prove a supporto.
In ogni caso, ritrovandoci nella posizione di coloro che non solo non decidono (checché vogliano farci credere i fautori della democrazia) ma nemmeno vedono (non si parli poi di controllare) coloro che decidono, l’unica possibilità è cercare di cogliere indizi da segnali vari, guardando oltre il muro del sonno di lovecraftiana memoria.
Fonte: http://ildemocratico.com/2011/09/05/ufo-i-file-del-ministero-della-difesa-britannico/
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giovedì 25 agosto 2011
Ufo fotografato sul mare?
L’evento risale al 16 agosto 2011. Un appassionato di fotografia intento a scattare alcune immagini verso il mare dalle rive di Happisburgh, un villaggio situato sulle scogliere a nord della contea di inglese di Norfolk, individua all’imbrunire una fila di luci nel cielo. Ad occhio nudo, non riesce a spiegare la natura di ciò che vede ma pensa subito ad un probabile oggetto non identificato.
Il testimone, il 52enne Jeff Harrison, impugna la sua macchina fotografica (una Canon Powershot Sx20) e scatta alcune immagini. Secondo Mr Harrison, l’oggetto era immobile nel cielo, non emetteva alcun rumore, era situato a circa 3 miglia dalla costa a 600/700 piedi di altezza. Egli dichiara che le foto da lui scattate non sono state in alcun modo alterate e che l’oggetto inquadrato era reale e non un riflesso: “Se l’obiettivo fosse stato rivolto verso l’entroterra allora avrebbe potuto esserlo, ma poiché ero rivolto verso il mare doveva essere sicuramente un oggetto solido. Sono rimasto sconcertato”.
Alcuni esponenti del BUFORA, la famosa associazione ufologica britannica, hanno dichiarato di aver ricevuto la stessa sera alcune segnalazioni di avvistamento dalla zona in questione ed hanno invitato il Sig. Harrison a presentarsi presso i loro uffici per registrare l’evento ed esaminare il materiale fotografico a sua disposizione.
Qui sotto una delle foto scattate dal testimone.
Fonte: http://danilo1966.splinder.com/
Il testimone, il 52enne Jeff Harrison, impugna la sua macchina fotografica (una Canon Powershot Sx20) e scatta alcune immagini. Secondo Mr Harrison, l’oggetto era immobile nel cielo, non emetteva alcun rumore, era situato a circa 3 miglia dalla costa a 600/700 piedi di altezza. Egli dichiara che le foto da lui scattate non sono state in alcun modo alterate e che l’oggetto inquadrato era reale e non un riflesso: “Se l’obiettivo fosse stato rivolto verso l’entroterra allora avrebbe potuto esserlo, ma poiché ero rivolto verso il mare doveva essere sicuramente un oggetto solido. Sono rimasto sconcertato”.
Alcuni esponenti del BUFORA, la famosa associazione ufologica britannica, hanno dichiarato di aver ricevuto la stessa sera alcune segnalazioni di avvistamento dalla zona in questione ed hanno invitato il Sig. Harrison a presentarsi presso i loro uffici per registrare l’evento ed esaminare il materiale fotografico a sua disposizione.
Qui sotto una delle foto scattate dal testimone.
Fonte: http://danilo1966.splinder.com/
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venerdì 8 aprile 2011
Il codice binario di Rendlesham
La Rendlesham forest (Inghilterra) è il teatro di uno fra i casi ufologici più sbalorditivi e documentati, il più importante occorso in terra d’Albione.
Così lo ricostruisce Roberto Malini: “Il 27 dicembre 1980 tre addetti alla sicurezza della base aerea di Woodbridge, nel Suffolk (Inghilterra), all’interno della foresta di Rendlesham, avvistano in cielo alcune luci di natura sconosciuta. In seguito alla loro segnalazione, si verifica un insolito movimento di aerei e di altri mezzi militari che partono dalle basi della R.A.F. di stanza a Bentwaters, presidiate dalla forze armate statunitensi. Gli agenti descrivono un oggetto triangolare luminoso, fermo in alto sopra la base. L’U.F.O. è caratterizzato da una luce rossa intermittente posta sulla sua parte alta ed alcune luci blu sulla parte inferiore. Le guardie escludono che si tratti di un aereo. Il colonnello Charles Halt, vice-comandante della base, descrive l’evento in un rapporto ufficiale, aggiungendo che nei giorni successivi all’avvistamento alcuni militari in perlustrazione avrebbero rilevato tre profonde impronte al suolo, forse le tracce di un atterraggio. Contemporaneamente all’avvistamento riportato dal personale di Woodbridge, alcuni civili osservano luci notturne muoversi in cielo con traiettorie zigzaganti.[…] Ottemperando alla legge sulla libertà di informazione, nel dicembre 2002 il Ministero della "difesa" divulga alcuni files relativi al dossier sul caso di Rendlesham, insieme con altri documenti coperti, fino ad allora dal massimo riserbo, che tuttavia non offrono particolari novità”.
Risale alla fine del 2010 un rilevante sviluppo sul Rendlesham incident. Il militare statunitense Penniston, ora in pensione, già di stanza nella base britannica, diffonde alcune informazioni circa la sua esperienza. Egli racconta che il 27 dicembre 1980 fu tra i militari che videro l’ordigno triangolare atterrato in una radura. Egli si avvicinò all’oggetto per sfiorarlo con una mano. Il testimone si accorse che l’U.F.O. sprigionava calore, poi fu investito da un’immagine che si stampò indelebilmente nella memoria visiva: scorse nella mente una serie numerica formata da una lunga serie di 0 ed 1. Tornato alla base, Penniston sentì l’impulso irrefrenabile di trascrivere su un taccuino la sequenza che per lui rimase un enigma indecifrabile per molti anni, fino a quando, andato in pensione, consegnò il quaderno con la successione numerica ad un informatico affinché provasse a decodificarla. L’esperto, dopo vari tentativi, concluse che la serie era traducibile nel seguente messaggio: “Esplorazione dell’umanità per l’avanzamento del pianeta”. Non solo, un’altra parte della comunicazione conteneva le seguenti coordinate geografiche: 53 gradi 15 primi N; 10 gradi 08 primi W.
Queste coordinate potrebbero localizzare l’isola Hy Brasil (dall’antico irlandese “Isola della bellezza”). Hy Brasil è una misteriosa isola, una sorta di paradiso terrestre alla stessa latitudine dell’l'Irlanda. Anche se forse di origine irlandese, il concetto di Hy Brasil deve chiaramente molto ai miti che evocano l’Atlantide inabissatasi nell’oceano. L'isola di Hy Brasil appare, sotto molti nomi diversi, su carte medievali e fu disegnata dal cartografo Angelinus Dal Orto nell’atlante "L'Isola del Brasile" (Genova, 1325). Indipendentemente dalla sua origine, Hy Brasil è spesso citata nella tradizione irlandese. A volte è associata alle Isole Aran ed alle saghe dei Tuatha Dé Danann. Nell’opera “Il crepuscolo celtico” (1893), il poeta W.B. Yeats riferisce i racconti di pescatori che descrivono un'isola edenica dove si può godere la conversazione di Cúchulainn. Hy Brasil, citata pure da Plinio il Vecchio nell’enciclopedia “Naturalis historia”, generalmente si ritenne si trovasse nel mezzo dell'oceano, a centinaia di miglia ad ovest dell'Irlanda, anche se non mancò chi ne segnò la posizione non lontano dalle Azzorre.
Se le informazioni di Penniston sono veritiere, siamo di fronte ad un indizio di una presenza aliena sul pianeta Terra. Il messaggio decriptato si potrebbe interpretare come il riferimento ad una ricognizione di Gaia per opera di una civiltà dello spazio, legata altresì ad Atlantide di cui Hy Brasil fu forse un vestigio. Si potrebbe tracciare il seguente canovaccio: una nazione stellare in un lontano passato fondò delle colonie sulla Terra, tra cui l'Atlantide o influì sull’evoluzione di antiche culture. In seguito ad un cataclisma naturale o artificiale, gli extraterrestri abbandonarono il pianeta per ritornarvi millenni dopo al fine di verificare l’avanzamento della civiltà umana e per stabilire le strategie idonee a riprendere il controllo della situazione. Questa ricostruzione è probabilmente fantasiosa: nondimeno è indiscutibile che il caso di Rendlesham è una pietra miliare nella storia dell’Ufologia, nonché una questione scomoda per l’establishment a tal punto che, come denuncia Whitley Strieber nell’articolo “La verità rubata”, le carte inerenti sono scomparse: distrutte o occultate? È plausibile che la documentazione più scottante sia stata nascosta, mentre al pubblico sono state distillate notizie marginali.
La tenebrosa foresta di Rendlesham continua a custodire il suo inquietante segreto.
Fonti:
Documentario di History channel, Enigmi alieni: messaggeri dallo spazio, 2011
J. MacKillop, A dictionary of celtic mythology, 2004
R. Malini, U.F.O. il dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003, s.v. Rendlesham
W. Strieber, La verità rubata, 2011
Fonte: http://zret.blogspot.com/2011/04/il-codice-binario-di-rendlesham.html
Così lo ricostruisce Roberto Malini: “Il 27 dicembre 1980 tre addetti alla sicurezza della base aerea di Woodbridge, nel Suffolk (Inghilterra), all’interno della foresta di Rendlesham, avvistano in cielo alcune luci di natura sconosciuta. In seguito alla loro segnalazione, si verifica un insolito movimento di aerei e di altri mezzi militari che partono dalle basi della R.A.F. di stanza a Bentwaters, presidiate dalla forze armate statunitensi. Gli agenti descrivono un oggetto triangolare luminoso, fermo in alto sopra la base. L’U.F.O. è caratterizzato da una luce rossa intermittente posta sulla sua parte alta ed alcune luci blu sulla parte inferiore. Le guardie escludono che si tratti di un aereo. Il colonnello Charles Halt, vice-comandante della base, descrive l’evento in un rapporto ufficiale, aggiungendo che nei giorni successivi all’avvistamento alcuni militari in perlustrazione avrebbero rilevato tre profonde impronte al suolo, forse le tracce di un atterraggio. Contemporaneamente all’avvistamento riportato dal personale di Woodbridge, alcuni civili osservano luci notturne muoversi in cielo con traiettorie zigzaganti.[…] Ottemperando alla legge sulla libertà di informazione, nel dicembre 2002 il Ministero della "difesa" divulga alcuni files relativi al dossier sul caso di Rendlesham, insieme con altri documenti coperti, fino ad allora dal massimo riserbo, che tuttavia non offrono particolari novità”.
Risale alla fine del 2010 un rilevante sviluppo sul Rendlesham incident. Il militare statunitense Penniston, ora in pensione, già di stanza nella base britannica, diffonde alcune informazioni circa la sua esperienza. Egli racconta che il 27 dicembre 1980 fu tra i militari che videro l’ordigno triangolare atterrato in una radura. Egli si avvicinò all’oggetto per sfiorarlo con una mano. Il testimone si accorse che l’U.F.O. sprigionava calore, poi fu investito da un’immagine che si stampò indelebilmente nella memoria visiva: scorse nella mente una serie numerica formata da una lunga serie di 0 ed 1. Tornato alla base, Penniston sentì l’impulso irrefrenabile di trascrivere su un taccuino la sequenza che per lui rimase un enigma indecifrabile per molti anni, fino a quando, andato in pensione, consegnò il quaderno con la successione numerica ad un informatico affinché provasse a decodificarla. L’esperto, dopo vari tentativi, concluse che la serie era traducibile nel seguente messaggio: “Esplorazione dell’umanità per l’avanzamento del pianeta”. Non solo, un’altra parte della comunicazione conteneva le seguenti coordinate geografiche: 53 gradi 15 primi N; 10 gradi 08 primi W.
Queste coordinate potrebbero localizzare l’isola Hy Brasil (dall’antico irlandese “Isola della bellezza”). Hy Brasil è una misteriosa isola, una sorta di paradiso terrestre alla stessa latitudine dell’l'Irlanda. Anche se forse di origine irlandese, il concetto di Hy Brasil deve chiaramente molto ai miti che evocano l’Atlantide inabissatasi nell’oceano. L'isola di Hy Brasil appare, sotto molti nomi diversi, su carte medievali e fu disegnata dal cartografo Angelinus Dal Orto nell’atlante "L'Isola del Brasile" (Genova, 1325). Indipendentemente dalla sua origine, Hy Brasil è spesso citata nella tradizione irlandese. A volte è associata alle Isole Aran ed alle saghe dei Tuatha Dé Danann. Nell’opera “Il crepuscolo celtico” (1893), il poeta W.B. Yeats riferisce i racconti di pescatori che descrivono un'isola edenica dove si può godere la conversazione di Cúchulainn. Hy Brasil, citata pure da Plinio il Vecchio nell’enciclopedia “Naturalis historia”, generalmente si ritenne si trovasse nel mezzo dell'oceano, a centinaia di miglia ad ovest dell'Irlanda, anche se non mancò chi ne segnò la posizione non lontano dalle Azzorre.
Se le informazioni di Penniston sono veritiere, siamo di fronte ad un indizio di una presenza aliena sul pianeta Terra. Il messaggio decriptato si potrebbe interpretare come il riferimento ad una ricognizione di Gaia per opera di una civiltà dello spazio, legata altresì ad Atlantide di cui Hy Brasil fu forse un vestigio. Si potrebbe tracciare il seguente canovaccio: una nazione stellare in un lontano passato fondò delle colonie sulla Terra, tra cui l'Atlantide o influì sull’evoluzione di antiche culture. In seguito ad un cataclisma naturale o artificiale, gli extraterrestri abbandonarono il pianeta per ritornarvi millenni dopo al fine di verificare l’avanzamento della civiltà umana e per stabilire le strategie idonee a riprendere il controllo della situazione. Questa ricostruzione è probabilmente fantasiosa: nondimeno è indiscutibile che il caso di Rendlesham è una pietra miliare nella storia dell’Ufologia, nonché una questione scomoda per l’establishment a tal punto che, come denuncia Whitley Strieber nell’articolo “La verità rubata”, le carte inerenti sono scomparse: distrutte o occultate? È plausibile che la documentazione più scottante sia stata nascosta, mentre al pubblico sono state distillate notizie marginali.
La tenebrosa foresta di Rendlesham continua a custodire il suo inquietante segreto.
Fonti:
Documentario di History channel, Enigmi alieni: messaggeri dallo spazio, 2011
J. MacKillop, A dictionary of celtic mythology, 2004
R. Malini, U.F.O. il dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003, s.v. Rendlesham
W. Strieber, La verità rubata, 2011
Fonte: http://zret.blogspot.com/2011/04/il-codice-binario-di-rendlesham.html
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mercoledì 2 marzo 2011
Ecco gli X-files inglesi: “Gli Ufo non esistono, siamo al sicuro. Forse”
3 marzo 2011. Un rapporto segreto della Raf esclude qualsiasi offesa da forze aliene a danno del Regno Unito. “Ma che esistano gli extraterrestri è davvero probabile”.
Oramai lo dicono tutti: gli scienziati, gli astronomi, i militari. Gli Ufo esistono. Ovvero, è davvero improbabile che non esistano: così almeno dice un rapporto segreto dei servizi di intelligence inglesi classificato e segretissimo, che le agenzie di stampa italiane hanno potuto visionare mentre veniva trasferito presso i National Archives del Regno Unito. Nel rapporto, considerazioni varie dei militari della RAF, la Royal Air Force, sulla sussistenza di un pericolo alieno e sulla potenziale pericolosità che potrebbe costituire per lo spazio aereo britannico.
GLI UFO ESISTONO – Si scopre così che la Raf era – e probabilmente è – assolutamente convinta che la prospettiva di rintracciare vita extraterrestre in altri pianeti sia realistica. Anzi, continuare a sostenere di essere soli nel cosmo potrebbe rivelarsi, sul lungo periodo, assolutamente controproducente.
‘Per stare dietro agli UFO spendiamo molte risorse’, scrive nel suo rapporto. Problema che, invece che diminuire, non fara’ altro che ‘esplodere’ negli anni a venire, specialmente quando, nell’arco del prossimo decennio, gli USA ‘porteranno in servizio nuovi velivoli d’alta quota come il Global Star, il Dark Star, l’X-33 e, forse, lo ‘spaceplane”. Ma non e’ tutto. ‘Continue scoperte di nuove pianeti e nuove conoscenze riguardo forme di vita aliena, perlomeno non intelligenti, porteranno a un cambiamento nella percezione’, continua il memo del capo della RAF. ‘Continuare a sostenere che solo la nostra Terra e’ luogo traboccante di vita rispetto alla sterilita’ universale potrebbe presto rivelarsi tanto controproducente quanto i tentativi di un tempo della Chiesa di convincere che il mondo era piatto’. Ecco dunque la chiusura possibilista. ‘Sebbene alcuni esperti sostengano che le probabilita’ di vita extraterrestre siano molto basse, non possiamo escludere completamente l’ipotesi di visite o ricognizioni aliene, segrete o manifeste che siano. La nostra scelta di mantenere una visione aperta su questi temi e’ dunque probabilmente corretta’
Insomma, forse la vita extraterrestre c’è, anzi, è probabile che ci sia; e man mano che il progresso tecnologico ci permetterà di esplorare il cosmo, sarà sempre più probabile trovarne prove. Di conseguenza, comportarsi in maniera oscurantista, scrivono i militari inglesi, non potrebbe che essere controproducente.
CENTRO UFOLOGICO – L’occasione per la stesura di questo rapporto è stato il cinquantenario dei fatti di Roswell, la cittadina americana dove sarebbe stato ritrovato un ufo con annesso equipaggio. Cinque lustri dopo quell’evento, di sicuro ci sarebbe stato un picco negli avvistamenti da parte degli ufologi più accaniti, con conseguente stress degli uffici pubblici che solitamente vengono allertati in questi casi. Così, le forze armate britanniche decisero di mettere in piedi una vera e propria Ufo hotline.
‘La linea e la relativa segreteria telefonica – riporta un documento datato 12/02/1997 parte dell’imponente faldone di X-Files di Sua Maesta’ trasferiti presso i National Archives e visti in anteprima dall’ANSA – sara’ l’unico strumento a disposizione del pubblico per segnalare avvistamenti’. Stando a quanto si apprende nel rapporto del DIS, infatti, gli unici ‘incidenti’ ammessi all’attenzione dell’ufficio DI55 – la sezione UFO del ministero della Difesa britannico – saranno quelli riportati da ‘personale qualificato’. Ovvero personale militare, piloti civili, o membri delle forze di polizia e di sicurezza. Insomma, dopo 50 anni passati a catalogare ogni avvistamento sembra essere arrivato il momento di darci un taglio. Detto questo, ogni cosa che ha a che fare con il tema degli extraterrestri deve essere maneggiata con le piu’ grande attenzione. Anche le buone intenzioni – come quella di mettere in piedi un archivio digitale di tutte le segnalazioni in modo da poter navigare i dati con facilita’, risparmiando cosi’ tempo e denaro – possono avere un ritorno d’immagine negativo.
E così, in vista dell’anniversario, il servizio militare inglese fa il punto della situazione sull’ufologia nel paese. Anche se gli ufo ci fossero, si sente molto sicura di se la Raf, non costituirebbero un problema per lo spazio aereo inglese.
Gli UFO? Nessun problema: non esistono (forse). E comunque non pongono nessun rischio per la sicurezza del Regno Unito.
Fra le pagine del rapporto anche qualcosa di pittoresco.
L’AVVISTAMENTO – Come l’ex ufficiale di marina appassionato di ufologia che racconta di quando ha segnalato lui stesso un Ufo, ma si è sentito censurato dagli uffici pubblici che non hanno aperto un’inchiesta formale sulle sue segnalazioni.
L’ammiraglio in pensione Lord Hill-Norton, per sua stessa ammissione, e’ un ‘grande fan’ della questione aliena. Quando puo’, dunque, conduce delle ricerche personali sui casi di avvistamento UFO all’interno delle forze armate di Sua Maesta’. E’ il caso ‘dell’incidente’ capitato al vascello HMS Manchester: stando a una fonte dell’ammiraglio, la nave avrebbe avvistato un oggetto volante non identificato durante un’esercitazione in Norvegia. Peccato che il diario di bordo della Manchester non si trova.
Sembra la sceneggiatura di un film. Chi racconta all’ammiraglio la storia, narra di aver fatto mettere a diario di bordo la storia dell’avvistamento. L’ufficiale, incuriosito dalla cosa, va a recuperarsi tutta la storia: ma non trova niente. Il diario è stato compromesso, le pagine importanti non si trovano.
‘Nessun riferimento a un oggetto volante non identificato e’ stato rilevato nell’archivio’, recita il documento originale. Pero’ c’e’ un pero’. ‘Sfortunatamente, la prima parte del diario e’ stata smarrita durante la seconda esercitazione. Le informazioni partono dunque dalla mattina del 13 febbraio’. Lord Hill-Norton viene dunque informato della ‘scoperta’.'Il diario di bordo – si legge nel documento – si e’ perso a causa di un violento colpo di vento, che lo ha gettato fuoribordo. L’incidente e’ stato regolarmente registrato e un nuovo diario e’ stato aperto a partire dal 13 febbraio. Il comandante del Manchester e’ stato contattato ma dice che nessun avvistamento di un UFO e’ stato effettuato durante il suo comando’
Fra caso e destino, forse con l’aiuto di una manina, tutte le informazioni riguardanti l’avvistamento sono state compromesse.
Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/116135/ecco-gli-x-files-inglesi-gli-ufo-non-esistono-siamo-al-sicuro-forse/4/
Oramai lo dicono tutti: gli scienziati, gli astronomi, i militari. Gli Ufo esistono. Ovvero, è davvero improbabile che non esistano: così almeno dice un rapporto segreto dei servizi di intelligence inglesi classificato e segretissimo, che le agenzie di stampa italiane hanno potuto visionare mentre veniva trasferito presso i National Archives del Regno Unito. Nel rapporto, considerazioni varie dei militari della RAF, la Royal Air Force, sulla sussistenza di un pericolo alieno e sulla potenziale pericolosità che potrebbe costituire per lo spazio aereo britannico.
GLI UFO ESISTONO – Si scopre così che la Raf era – e probabilmente è – assolutamente convinta che la prospettiva di rintracciare vita extraterrestre in altri pianeti sia realistica. Anzi, continuare a sostenere di essere soli nel cosmo potrebbe rivelarsi, sul lungo periodo, assolutamente controproducente.
‘Per stare dietro agli UFO spendiamo molte risorse’, scrive nel suo rapporto. Problema che, invece che diminuire, non fara’ altro che ‘esplodere’ negli anni a venire, specialmente quando, nell’arco del prossimo decennio, gli USA ‘porteranno in servizio nuovi velivoli d’alta quota come il Global Star, il Dark Star, l’X-33 e, forse, lo ‘spaceplane”. Ma non e’ tutto. ‘Continue scoperte di nuove pianeti e nuove conoscenze riguardo forme di vita aliena, perlomeno non intelligenti, porteranno a un cambiamento nella percezione’, continua il memo del capo della RAF. ‘Continuare a sostenere che solo la nostra Terra e’ luogo traboccante di vita rispetto alla sterilita’ universale potrebbe presto rivelarsi tanto controproducente quanto i tentativi di un tempo della Chiesa di convincere che il mondo era piatto’. Ecco dunque la chiusura possibilista. ‘Sebbene alcuni esperti sostengano che le probabilita’ di vita extraterrestre siano molto basse, non possiamo escludere completamente l’ipotesi di visite o ricognizioni aliene, segrete o manifeste che siano. La nostra scelta di mantenere una visione aperta su questi temi e’ dunque probabilmente corretta’
Insomma, forse la vita extraterrestre c’è, anzi, è probabile che ci sia; e man mano che il progresso tecnologico ci permetterà di esplorare il cosmo, sarà sempre più probabile trovarne prove. Di conseguenza, comportarsi in maniera oscurantista, scrivono i militari inglesi, non potrebbe che essere controproducente.
CENTRO UFOLOGICO – L’occasione per la stesura di questo rapporto è stato il cinquantenario dei fatti di Roswell, la cittadina americana dove sarebbe stato ritrovato un ufo con annesso equipaggio. Cinque lustri dopo quell’evento, di sicuro ci sarebbe stato un picco negli avvistamenti da parte degli ufologi più accaniti, con conseguente stress degli uffici pubblici che solitamente vengono allertati in questi casi. Così, le forze armate britanniche decisero di mettere in piedi una vera e propria Ufo hotline.
‘La linea e la relativa segreteria telefonica – riporta un documento datato 12/02/1997 parte dell’imponente faldone di X-Files di Sua Maesta’ trasferiti presso i National Archives e visti in anteprima dall’ANSA – sara’ l’unico strumento a disposizione del pubblico per segnalare avvistamenti’. Stando a quanto si apprende nel rapporto del DIS, infatti, gli unici ‘incidenti’ ammessi all’attenzione dell’ufficio DI55 – la sezione UFO del ministero della Difesa britannico – saranno quelli riportati da ‘personale qualificato’. Ovvero personale militare, piloti civili, o membri delle forze di polizia e di sicurezza. Insomma, dopo 50 anni passati a catalogare ogni avvistamento sembra essere arrivato il momento di darci un taglio. Detto questo, ogni cosa che ha a che fare con il tema degli extraterrestri deve essere maneggiata con le piu’ grande attenzione. Anche le buone intenzioni – come quella di mettere in piedi un archivio digitale di tutte le segnalazioni in modo da poter navigare i dati con facilita’, risparmiando cosi’ tempo e denaro – possono avere un ritorno d’immagine negativo.
E così, in vista dell’anniversario, il servizio militare inglese fa il punto della situazione sull’ufologia nel paese. Anche se gli ufo ci fossero, si sente molto sicura di se la Raf, non costituirebbero un problema per lo spazio aereo inglese.
Gli UFO? Nessun problema: non esistono (forse). E comunque non pongono nessun rischio per la sicurezza del Regno Unito.
Fra le pagine del rapporto anche qualcosa di pittoresco.
L’AVVISTAMENTO – Come l’ex ufficiale di marina appassionato di ufologia che racconta di quando ha segnalato lui stesso un Ufo, ma si è sentito censurato dagli uffici pubblici che non hanno aperto un’inchiesta formale sulle sue segnalazioni.
L’ammiraglio in pensione Lord Hill-Norton, per sua stessa ammissione, e’ un ‘grande fan’ della questione aliena. Quando puo’, dunque, conduce delle ricerche personali sui casi di avvistamento UFO all’interno delle forze armate di Sua Maesta’. E’ il caso ‘dell’incidente’ capitato al vascello HMS Manchester: stando a una fonte dell’ammiraglio, la nave avrebbe avvistato un oggetto volante non identificato durante un’esercitazione in Norvegia. Peccato che il diario di bordo della Manchester non si trova.
Sembra la sceneggiatura di un film. Chi racconta all’ammiraglio la storia, narra di aver fatto mettere a diario di bordo la storia dell’avvistamento. L’ufficiale, incuriosito dalla cosa, va a recuperarsi tutta la storia: ma non trova niente. Il diario è stato compromesso, le pagine importanti non si trovano.
‘Nessun riferimento a un oggetto volante non identificato e’ stato rilevato nell’archivio’, recita il documento originale. Pero’ c’e’ un pero’. ‘Sfortunatamente, la prima parte del diario e’ stata smarrita durante la seconda esercitazione. Le informazioni partono dunque dalla mattina del 13 febbraio’. Lord Hill-Norton viene dunque informato della ‘scoperta’.'Il diario di bordo – si legge nel documento – si e’ perso a causa di un violento colpo di vento, che lo ha gettato fuoribordo. L’incidente e’ stato regolarmente registrato e un nuovo diario e’ stato aperto a partire dal 13 febbraio. Il comandante del Manchester e’ stato contattato ma dice che nessun avvistamento di un UFO e’ stato effettuato durante il suo comando’
Fra caso e destino, forse con l’aiuto di una manina, tutte le informazioni riguardanti l’avvistamento sono state compromesse.
Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/116135/ecco-gli-x-files-inglesi-gli-ufo-non-esistono-siamo-al-sicuro-forse/4/
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venerdì 12 novembre 2010
Ufo nei cieli: video fà tremare l'inghilterra
Il tabloid britannico The Sun ha pubblicato oggi sul suo sito web un video, amatoriale, girato a Scarborough, nel nord dell'Inghilterra. La clip, finita subito su YouTube e girata domenica pomeriggio, mostra un oggetto non identificato che vola lentamente nel cielo Paul Sinclair, che ha girato il video e lo ha inviato al tabloid, è sicuro si trattasse di un ufo. "Sembrava davvero un disco volante - ha detto al Sun - mio genero lo ha ripreso per diversi secondi". "E' molto strano"- ha detto l'esperto Nick Pope - aprima vista sembrava una nuvola. "Non è la prima volta che si hanno avvistamenti in questa zona".
Fonte: http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/189-ufo-nei-cieli-video-fa-tremare-linghilterra
Fonte: http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/189-ufo-nei-cieli-video-fa-tremare-linghilterra
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