venerdì 15 aprile 2011

10 domande a Corrado Malanga

Dopo aver pubblicato il documentario "Prendere coscienza", di seguito potrete leggere l'intervista al Prof, Corrado Malanga rilasciata in questi giorni al blog Disclosureprojectufo.


Corrado Malanga nasce a La Spezia nel 1951. Dal 1983 è ricercatore presso la cattedra di Chimica organica del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Pisa, e autore di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. Parallelamente, s’interessa alle teorie sugli UFO e collabora con il Centro Ufologico Nazionale (CUN), fino a diventare responsabile del comitato tecnico-scientifico di questa organizzazione. Una serie di dissensi, porta Malanga a lasciare il CUN nel 2000 e ad operare per suo conto.
La tesi centrale di Malanga è che esistono molte più persone che sono state rapite (“addotte”) dagli alieni di quanto comunemente si creda. La maggioranza di queste persone non ricorda il rapimento, pur portandone talora tracce fisiche sotto forma di cicatrici che rimandano a operazioni e impianti chirurgici praticati dagli alieni, e recupera questa memoria solo attraverso l’uso di strumenti come l’ipnosi regressiva e la programmazione neuro-linguistica, utilizzate dal Prof. Malanga con una metodologia particolare che dovrebbe permettere di distinguere le vere dalle false memorie di abduzione.

1) Prof. Malanga cosa sono le Interferenze Aliene e qual è il loro scopo?


Lo scopo delle interferenze aliene è quello di utilizzare l’essere umano come strumento di sopravvivenza delle razze aliene. Le razze aliene che vengono ad interferire con noi infatti se non usassero le nostre forze e le nostre caratteristiche morirebbero.
Esse infatti sono sterili ed usano il nostro DNA le nostre cellule, il nostro sperma per creare i loro figli. Questi ovuli vengono impiantati per tre mesi circa dentro l’utero di donne del nostro pianeta durante una adduzione. Dopo il periodo necessario a far crescere il feto (tre mesi), in un secondo rapimento, il feto viene tolto e conservato dentro una placenta artificiale. Il tutto sempre senza chiedere il permesso alla donna terrestre che viene usata come fattrice contro la propria volontà.
Inoltre l’alieno preleva la nostra parte animica, cioè l’energia pura del nostro essere, per poter alimentare i loro “vecchi”, per evitare che muoiano. Le facoltà paranormali dei nostri addotti vengono inoltre utilizzate per poter curare i loro figli che essendo gracili di salute vengono ripetutamente ricondotti in vita.
Il loro progetto finale è toglierci definitivamente l’energia che da la vita perché essi vogliono divenire immortali. Questo target finale si può ottenere solo rubando l’anima a noi. L’alieno dunque si comporta come gli antichi demoni del mito, a nostra insaputa.

2) Partendo dal presupposto che gli alieni pratichino le cosiddette “abduction” perché le Sue ricerche riconducono quasi esclusivamente ad esseri “malevoli” mentre esistono nel’ambiente ufologico testimonianze di contattati e channelers che parlano soprattutto di razze extraterrestri “benevoli” pronte ad aiutarci?

Le mie ricerche portano a considerare sempre e solamente gli alieni come malevoli. Non esistono alieni buoni!
Le testimonianze di coloro che riportano l’impressione che gli alieni siano buoni, o si rivelano testimonianze di malati mentali o di persone in malafede o di persone con poca coscienza o di persone parassitate da volontà aliene che costringono costoro a mentire.
Basta prendere uno di questi testimoni ed, in ipnosi profonda, fargli veramente raccontare come stanno le cose ed ecco che il velo dell’impostura cade regolarmente.
Poi ci sono quelli che con queste storielle ci vogliono fare soldi, ci sono i depistatori dei servizi segreti, collusi con gli alieni e con i poteri forti (la massoneria) dei nostri governanti.
Non possono esistere alieni buoni perché se essi esistessero noi comunque non potremmo nemmeno vederli. Infatti se un alieno buono esiste egli sa che noi dobbiamo effettuare il nostro cammino di acquisizione di conoscenza. Questo cammino è del tutto personale e non esiste nessuno che può né debba aiutarci. Chiunque ti aiuta lo fa solo per se stesso e bisogna diffidare di lui. Sempre.

3) Come è giunto alla decisione di intraprendere un percorso così approfondito sulle abduction?

Perché da piccolo credevo che gli alieni con la loro tecnologia avessero già risposto ai grandi enigmi dell’esistenza dell’uomo. Allora parlare con gli alieni avrebbe potuto portare solo del bene all’umanità. Poi ho scoperto che gli uomini erano più evoluti degli alieni e che questi erano solo schiavi della tecnologia ma quanto a coscienza di sé tra loro e noi c’è un baratro. L’alieno vuole solo sfruttare la grande energia dell’uomo e ci tratta come animali anche se sa perfettamente che siamo più potenti, forti ed evoluti di lui. Chi crede nell’alieno non ha coscienza di sé ed ha bisogno sempre di un padrone che lo sottoponga a delle regole, è un amante delle regole, è rituale cioè non ha coscienza di sé. Insomma è un fedele religioso o un iscritto ad un partito politico che crede che le regole salveranno la sua società ed invece la relegheranno dietro le sbarre costruite dai suoi padroni.

4) Prof. Malanga, per liberare “gli addotti” dalle interferenze aliene Lei utilizza tecniche di ipnosi regressiva e di PNL, Programmazione Neuro Linguistica. Ci spiega, brevemente, di cosa si tratta?

Gli alieni possiedono la tecnologia mentre noi abbiamo la coscienza. La coscienza è quella cosa che i religiosi chiamano Dio. La coscienza costruisce lo spazio il tempo e l’energia potenziale. La coscienza dunque può modificare questi tre parametri che il fisico David Bohm ritiene del tutto virtuali.
In questo contesto abbiamo scoperto, usando la tecnica dell’ipnosi profonda, che possiamo tirare fuori la coscienza attraverso la parte animica dell’uomo ed, attraverso una riprogrammazione neurolinguistica della stessa anima, possiamo convincerla a cacciare gli alieni.
Anima si convince e si prepara a dire di NO all’evento adduttivo e dove prima non si accorgeva nemmeno della esistenza di un evento adduttivo ora fa svegliare il suo contenitore, (il corpo dell’addotto) e resiste all’adduzione.
Per resistere all’adduzione basta saper imporre la propria volontà contro quella dell’alieno. L’atto di volontà infatti non può essere forzata dall’alieno.
Se l’alieno tentasse di resistere all’atto di volontà dell’anima umana verrebbe distrutto immediatamente dalla coscienza. L’alieno sa perfettamente questo e quando l’addotto istruito, davanti all’alieno che sta per prenderlo, gli fa capire che… ORA BASTA!, l’alieno si gira sui tacchi e se la fila.
Può sembrare incredibile ma questo è ciò che accade.
L’addotto opportunamente istruito sa da quel momento affrontare il problema adduttivo con consapevolezza e saprà difendersi da solo, per sempre.

5) Secondo le ricerche da Lei effettuate, le interferenze aliene hanno tutte il medesimo “modus operandi” ed il medesimo scopo?

Hanno tutte lo stesso scopo, far sopravvivere l’alieno donandogli l’immortalità. Le metodologie per l’ottenimento di questo ultimo scopo sono differenti da razza a razza. C’è chi rapisce Anima per introdurla in un corpo di alieno morente per rigenerarlo, c’è chi ci fa produrre bambini alieni per permettere alla propria razza sterile di tirare avanti, c’è chi costruisce copie degli addotti per farli combattere in improbabili guerre, costruendo una sorta di super soldati senza coscienza.
C’è chi usa le facoltà paranormali degli addotti per scopi bellici, c’è chi introduce la propria essenza dentro una zona di cervello dell’addotto per potergli succhiare, come un parassita vero e proprio, l’energia vitale.

6) Che differenza c’è tra le Interferenze Aliene e le cosiddette MILABS?

Ed in tutto questo casino i miliari, che sono il braccio armato delle massonerie del mondo, i veri padroni del pianeta, usano tecnologie avanzate per effettuare adduzioni militari, in parte in accordo con i loro alleati alieni ed in parte totalmente in proprio.
I militari desiderano il governo del mondo e per fare questo vogliono ridurre l’umanità ad un gruppo di bestie senza coscienza a cui sia stata tolta la parte animica. I governanti così vivrebbero in eterno come i loro amici alieni e verrebbero mantenuti in vita da una massa di carne da cannone completamente globalizzata e messa sotto controllo da una serie di microchip introdotti nel corpo dei poveri terrestri sin dalla nascita. Un popolo di zombi al servizio di alieni e militari. Pe mantenere questo tipo di società nazista, i militari hanno creato una gruppo di militari robot biologici costituiti dalle copie in carne ed ossa degli addotti, che vengono conservati in magazzini in facilities sotterranee pronti a saltar fuori e fare la guerra e rispristinare l’ordine mondiale in caso di necessità. Il nostro addotto di oggi si troverebbe a combattere contro la propria copia di se stesso se non facesse qualcosa ora per evitare il peggio.

7) Nel suo passato Lei ha fatto parte, per molti anni, del CUN, il Centro Ufologico Nazionale. Come mai ne è uscito e per quale motivo oggi se ne dissocia?

Il CUN è una cellula della massoneria italiana. Ho recentemente pubblicato tutti i nomi dei dirigenti del CUN collegati alla Massoneria Italiana. Appartenere alla Massoneria è in aperto contrasto con la ricerca ufologica. Mentre i massoni cercano la conoscenza solo per pochi, i gruppi ufologici dovrebbero dire a tutti la verità e non nasconderla per far piacere al potere occulto, che comanda da sempre. Il CUN inoltre è legato da sempre ai servizi segreti italiani e stranieri ed in particolare al Mosshad, la CIA, il KGB, il SISDE e l’Opus Dei.
Tutta roba che mi fa schifo!

8) Secondo la sua personale “visione” i governi mondiali giocano un proprio ruolo in questi fenomeni o ne sono completamente all’oscuro?

I governi mondiali in realtà sono il governo mondiale dei ricchi industriali e delle famiglie nobili antiche. Questi, attraverso l’economia e i servizi segreti, con i militari, governano, in una sorta di governo ombra, il pianeta da sempre. I nostri governanti manipolano il potere politico attraverso le mafie locali e conoscono perfettamente la realtà dei fatti tanto da aver accettato, diversi millenni fa, il patto con gli alieni. Gli alieni avrebbero promesso un po’ di anime ai nostri governanti che sarebbero divenuti immortali ed, in cambio, avrebbero nascosto la presenza aliena sul pianeta. Così gli alieni attraverso una mancata presa di coscienza dell’umanità avrebbero potuto continuare ad effettuare il loro comodo ed i nostri governanti avrebbero comandato in eterno.
Tutto ciò accade solo perché chi governa è privo di anima. Gli esseri con anima, gli uomini infatti non sono attirati dal potere né dai soldi né da qualsiasi altra fonte di dominio perché sanno che nessuno muore. I non animici, gli umani, non essendo anima, non hanno l’hardware per comprendere che non si muore e pur facendo parte della creazione sono parecchio distanti da essa come livello coscienziale.

9) Riferendoci alle immagini del caso Federico Bellini (pubblicate su You Tube), esistono affinità fra le sedute di ipnosi regressiva da Lei condotte e gli esorcismi posti in atto dalla Chiesa Cattolica?


La differenza è nel fatto che io so perché funzionano e il prete no.
Io conosco la fisica quantistica ed i prete spontaneamente fa qualcosa seguendo una regola dettata dalla Chiesa. Io faccio acquisire coscienza all’addotto e libero gli addotti da tutti gli alieni, il prete libera l’esorcizzato solo dagli alieni nemici della chiesa ma se ne guarda bene di cacciare anche i parassiti che proteggono la Chiesa.

10) Lei ed i suoi collaboratori avete messo a punto un test di autovalutazione (TAV) per comprendere se si è vittime di un rapimento alieno. Ci spiega come funziona e qual è l’iter selettivo delle persone da sottoporre ad ipnosi regressiva?


Il TAV è una rete a maglie piccole in cui i pesci piccoli ci si gettano spontaneamente.
Nel rispondere alle domande ti si muove qualcosa a livello inconscio e alcuni ricordi tenderanno a riaffacciarsi alla mente. Il soggetto comincia dentro di se a comprendere che qualcosa non quadra nei suoi ricordi. Successivamente con l’applicazione della tecnica delle ancore (PNL) ci agganciammo ad un solo fotogramma dei suoi ricordi e recuperiamo molto rapidamente e senza alcuna difficoltà un ricordo di una particolare adduzione. Di solito ne scegliamo uno particolarmente drammatico per far venir fuori tutte le emotività del ricordo. In seguito con un trattamento specifico, con la tecnica del triade color test (TCT ©), un sistema da noi messo a punto, riusciamo a liberare il soggetto dai suoi rapitori e gli diamo gli elementi per potersi da solo difendere in futuro. Alcuni riescono subito a prendere coscienza mentre per altri il processo può essere più lungo ma sempre decisamente funzionale.
Il nostro gruppo è l’unico al mondo a proporre un sistema funzionante per eliminare il problema delle adduzioni aliene facendo leva sull’aumento della propria coscienza a livello personale. Il soggetto che riesce a vincere sull’alieno diventa anche libero spirito ed in qualche modo non si assoggetterà più a nessun tipo di comando, compreso quello delle Istituzioni Corrotte che spesso ci governano.
Una nota finale:
So che tutto questo può sembrare bizzarro, ma le prove di tutto ciò sono schiaccianti e solo i poveri di spirito ed i nostri governanti, gli uni per mancanza di prerequisiti e gli altri per corruzione, non vogliono, oggi come oggi, affrontare il problema. In questo istante alcuni di noi, in questo pianeta, hanno capito cosa è accaduto ed accade tutt’ora. Non so assolutamente se la loro coscienza basterà a salvare la razza umana. Io ci ho provato.

Fonte: http://danilo1966.splinder.com/

giovedì 14 aprile 2011

Documenti FBI “The Vault”: nuove rivelazioni?

La recente pubblicazione della notizia sugli UFO legati ai dispacci pubblicati dall'FBI attraverso il sistema on line The Vault (in gran parte già noti da tempo all'ambiente ufologico), ha fatto il giro del mondo in poche ore, suscitando tante polemiche in relazione a quanto contenuto in tali dispacci.
Tra conferme e smentite sull'autenticità di alcuni di questi documenti, emerge comunque un dato certo: l'opinione pubblica sta dimostrando un progressivo interesse ad argomenti legati agli UFO e a tutto ciò che richiama eventi verosimilmente inspiegabili.


In questi ultimi giorni segnati dal clamore dei files rilasciati in The Vault, abbiamo proseguito nella ricerca dei documenti storici che potrebbero far nascere nuovi dibattiti. L'interesse è caduto su un nuovo Memorandum (cliccabile a margine dell'articolo) classificato come "importante" e datato 8 luglio 1947: una incredibile coincidenza temporale essendo lo stesso giorno in cui il primo comunicato stampa, pubblicato dalla base aerea di Roswell, parlava proprio dello schianto e del recupero di un "disco volante".

In tale documento si dichiara che le astronavi extraterrestri proverrebbero da un pianeta "etereo" situato sullo stesso piano della Terra ma posto su un livello vibrazionale più elevato. Il memo risulta indirizzato particolarmente ad alcuni scienziati e funzionari pubblici che ricoprono attività di rilievo nel campo militare e dell’aviazione, coinvolgendo anche alcune pubblicazioni. L’autore di questa nota (ignoto) era laureato in diverse discipline, inoltre in passato è stato responsabile di una facoltà universitaria.

Lo scrivente del memo spiega che "qualora si decidesse di attaccare queste astronavi bisogna essere consapevoli che quasi certamente il velivolo che ha attaccato vderrebbe distrutto". Tutto ciò potrebbe generare panico e sospetti nell'opinione pubblica. Altri aspetti importanti descrivono nello specifico il tipo di natura di questi UFO e dei loro occupanti. Procedendo nella traduzione del dispaccio, emergono 9 punti che riportiamo:

1. Parte dei dischi volanti possiedono equipaggio, mentre altri sono sotto controllo remoto.

2. La loro è una missione di pace. I visitatori contemplano e meditano sull’assestamento di questo piano.

3. Questi visitatori presentano un aspetto umano, ma di dimensioni maggiori.

4. Non sono entità astratte presenti sulla Terra, ma provengono dal loro mondo.

5. Essi non provengono da un "pianeta" nel modo in cui concepiamo tale parola, ma da un pianeta eterico "compenetrato" con il nostro ed a noi non percettibile.

6. I corpi dei visitatori, ed anche le atronavi, si materializzano automaticamente all'entrata nella nostra frequenza vibrazionale e nella nostra densa materia.

7. I dischi [volanti - ndr] possiedono un tipo di energia radiante, o un raggio, che può facilmente neutralizzare qualsiasi attacco ostile. Essi inoltre possono rientrare nel mondo eterico in base alla loro volontà e sparire dalla nostra vista senza alcuna traccia.

8. Il posto da cui provengono non è il "piano astrale", ma corrisponde al LOKA o al TALAS. Gli studenti di materie esoteriche capiranno questi termini.

9. Probabilmente essi non possono essere raggiunti via radio, ma probabilmente possono esserlo dai radar, se si crea un sistema di segnale a cui corrisponda quel tipo di "apparato".

Le conclusioni del Memorandum in un appendice (addendum) - I "Lokas" sono di forma ovale e sono composti da un metallo o una lega resistente al calore, che tuttoggi è sconosciuta. Il bordo anteriore presenta un pannello di controllo. Il retro contiene gli armamenti, che consistono essenzialmente in un dipositivo di energia e da cui può essere generato un fascio in caso di necessità.

Fonte: http://www.newnotizie.it/2011/04/14/documenti-fbi-the-vault-nuove-rivelazioni/

mercoledì 13 aprile 2011

I cento anni dalla nascita di Hynek il padre dell'ufologia scientifica

nel fine settimana a San Marino si terrà l'annuale e ormai tradizionale simposio internazionale promosso dal Cun. Nell'occasione sarà ricordata la figura di Joseph Allen Hynek, fondatore dell’ufologia scientifica, del quale ricorre il centenario della nascita. Vladimiro Bibolotti, presidente del Centro Ufologico Nazionale, mi ha mandato questa interessante testimonianza sull'astrofisico statunitense.


"E' assolutamente falso affermare che gli Ufo non sono mai stati visti da persone con una formazione scientifica. Alcuni fra i migliori e più coerenti rapporti provengono da testimoni di questo tipo. Quattro di queste osservazioni sono state fatte da astronomi professionisti mentre si trovavano in servizio nei loro osservatori; altre cinque da tecnici specializzati, una delle quali è stata riferita dal direttore aggiunto di uno dei nostri laboratori tecnici a livello nazionale... Tutti, tranne tre, si riferiscono a congegni fortemente illuminati che si muovevano in aria...".

Con queste parole, apparse nel 1963 sullo Yale Scientific Magazine, l’astrofisico consulente scientifico dell'Usaf sulla questione degli oggetti volanti non identificati, il professor Joseph Allen Hynek, prendeva posizione contro le superficiali affermazioni dell'Aeronautica Militare americana. Nel 1966, nel corso del dibattito parlamentare a cura del Comitato Servizi Armati della Camera dei Rappresentanti scaturito a seguito delle pressioni dell'opinione pubblica americana, sconvolta dall'ondata di avvistamenti dell’agosto-settembre 1965, l'astrofisico attaccava clamorosamente la metodologia dell'Usaf nella ricerca ufologica. La stampa aveva poco prima definito Hynek "fantoccio dell'Usaf" in quanto non aveva escluso che potesse essere fondata la risibile ipotesi, avanzata dalle autorità, che gli avvistamenti fossero spiegabili come “gas di palude” . Ma si deve a lui, in buona parte, se al termine del dibattito parlamentare si deciderà di proporre al presidente degli Stati Uniti la creazione di una commissione civile per studiare, al di là delle pastoie militari, l'annosa questione. Fu un caso di coscienza: Joseph Allen Hynek aveva seguito il problema dalle origini, partendo da scettico. Lentamente il dubbio si era insinuato in lui, convincendolo infine che gli Ufo meritano indubbiamente l'attenzione della scienza. E aveva agito di conseguenza, assumendosi le proprie responsabilità. Egli, che fino a quel momento aveva controfirmato, avallandoli, i rapporti periodicamente emessi dall' Usaf, era ora in polemica con se stesso. Ma era anche in pace con se stesso. Non è una contraddizione di termini: e i colleghi avevano ascoltato con attenzione le affermazioni "controcorrente" dell'autorevole astronomo ed astrofisico, preside della facoltà di astronomia della Northwestern University. Sulla rivista "Science" dell'1 agosto 1966, Hynek pubblicava poi una clamorosa lettera che doveva suscitare polemiche a non finire in seno al mondo scientifico americano. Si trattava di un'appassionata difesa della necessità di affrontare scientificamente il problema degli Ufo, ma senza alcuna prevenzione: "... c'è una tendenza, nella scienza del XX secolo, a dimenticare che vi saranno una scienza del XXI secolo e una scienza del XXX secolo, dalle cui posizioni la nostra conoscenza dell'universo potrà apparire del tutto diversa da quella attuale...".


Intanto veniva costituita la Commissione Condon per uno studio scientifico del problema degli Ufo. Ma Hynek continuava a sensibilizzare, nel frattempo, gli ambienti scientifici d'avanguardia. Si cominciava così a parlare di un "Collegio Invisibile" di scienziati, costituito da studiosi di vari Paesi che si dedicavano silenziosamente ad un'attenta analisi del problema. Hynek ne era al centro e i contatti da lui stabiliti andarono intensificandosi. Il 24 settembre si apre a Praga il XVIII Congresso Internazionale di Astronautica. Per sette giorni, nella camera di un albergo della capitale cecoslovacca, alla sera si riuniva la cosiddetta "Commissione Zero", con la partecipazione di scienziati di vari Paesi, anche del blocco orientale. Hynek ne era l'anima. Diversi gli argomenti discussi, fra cui l'imminente costituzione di una commissione sovietica. Ma il tentativo di dare vita ad un comitato scientifico per lo studio degli Ufo nell'Urss doveva però scontrarsi con la stroncatura pubblicata dalla Pravda del 29 febbraio 1968. Cadeva così nel nulla la richiesta di collaborazione avanzata ai sovietici dalla "Commissione Condon", che Hynek aveva sollecitato. Ma ormai Hynek si attendeva il risultato che doveva in effetti successivamente scaturire dall' équipe dell'Università del Colorado. Conclusioni addomesticate, tese addirittura a far chiudere (come poi accadde) il “Project Blue Book” dell’Usaf, di cui Hynek era consulente scientifico. La divulgazione del “Memoriale Low”, dato in pasto alla stampa dal numero due della commissione, documentava come l’Usaf avesse sollecitato le conclusioni negative che poi risultarono, a dispetto del fatto che la maggioranza dei casi presi in considerazione dal “Rapporto Condon” risultasse inspiegabile. Deciso a impedire che l'argomento venisse definitivamente affossato come tutto lasciava prevedere, il 29 luglio 1968 vediamo l'astrofisico partecipare ad un "Simposio sugli Ufo" tenutosi di fronte al Comitato per la Scienza e l'Astronautica della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Egli ne era stato il principale organizzatore. Nel corso del simposio, Hynek aveva affermato che il "Rapporto Condon", ormai in via di ultimazione, risultava troppo limitato per l'obiettiva portata del fenomeno degli Ufo, rilevando altresì come tutta l'impostazione del Progetto dell'Università del Colorado fornisse già elementi sufficienti perché le indagini fossero ulteriormente proseguite, con criterio e metodologia scientifici, "da privati cittadini animati da un serio interesse". Ma ormai la farsa dell'Università di Boulder doveva compiersi. Comprendendo che negli Usa ben difficilmente avrebbe trovato il necessario appoggio per portare avanti il proprio discorso, Hynek decideva allora di rivolgersi altrove. Il 16 ottobre la stampa comunicava così che una riunione informale di scienziati ed altri specialisti di questioni spaziali tenuta contemporaneamente al XIX Congresso della Iaf (la Federazione Astronautica Internazionale) si era appena conclusa al Waldorf-Astoria Hotel di New York. I giornali non mancavano di sottolineare come la riunione in questione fosse stata organizzata dal professor Hynek, dell'osservatorio Dearborn della Northwestern University. Scopo di essa era stato esplorare la possibilità di cooperare su basi internazionali allo studio degli Ufo. Ai partecipanti era stato chiesto di parlare liberamente, con la promessa che, salvo patti contrari, i loro nomi non sarebbero stati fatti dai giornalisti intervenuti. Erano presenti scienziati di nove Paesi. Un non indicato delegato italiano aveva chiesto la creazione di un centro internazionale destinato a occuparsi non solo degli Ufo ma anche dei loro piloti, potenzialmente ostili nei nostri confronti. Il suo intervento non aveva peraltro riscosso consensi perché nessuno dei partecipanti ed osservatori era giunto ad esprimere l'opinione che gli Ufo fossero effettivamente pilotati. Uno scienziato iugoslavo aveva chiaramente sottolineato che nessun dato attendibile era stato raccolto, nel suo Paese, su questo problema. Un membro dell'Istituto svedese delle ricerche per la difesa aveva detto che la sua organizzazione aveva intrapreso uno studio sugli Ufo in seguito alle pressioni dell'opinione pubblica. Il delegato cecoslovacco aveva dichiarato che nel suo Paese non si avevano notizie di avvistamenti, aggiungendo però che un gruppo di astronomi aveva ricevuto l'incarico di studiare il problema degli Ufo alla luce dei vari rapporti provenienti da altri Paesi. Le opinioni si presentavano discordi. Gli scienziati riuniti nel grande albergo di Manhattan per il Congresso della Iaf non potevano dunque non soprassedere, rimandando qualsiasi eventuale programma alla pubblicazione del "Rapporto Condon". Al corrente del suo contenuto e dei complessi retroscena legati all'indagine, Hynek non poteva non rispondere negli stessi termini. Ultimo, ma non certo per importanza, fra i testi scritti in polemica con le conclusioni del progetto dell'Università del Colorado, Hynek pubblicava così anch' egli un libro: "The Ufo Experience: a Scientific Enquiry", in cui l'argomento non poteva che essere affrontato di petto. Così nacquero la “classificazione Hynek” dei fenomeni Ufo e l'ufologia scientifica. Coniugato in seconde nozze con la sua Mimi, dalla quale ebbe cinque figli, Hynek costituì poi il “Center for Ufo Studies” a Evanston, oggi diretto dal sociologo Mark Rodeghier. Consulente per il film di Steven Spielberg "Incontri ravvicinati del terzo tipo", nel quale è protagonista di una “comparsata” alla Hitchcock mente gli alieni scendono sulla “Torre del Diavolo” del Wyoming, il professore morì di cancro al cervello nel 1986 dopo una frenetica attività di divulgazione. Più volte venuto in Italia, la rappresentanza del Cufos fu da lui affidata per il nostro Paese al Centro Ufologico Nazionale allora diretto dall’amico Roberto Pinotti.


Hynek riteneva l' “ipotesi extraterrestre” un po’ stretta per il fenomeno Ufo. “Chi viaggiasse nello spazio dalle stelle a qui - diceva - viaggerebbe anche nel tempo. E forse in altre dimensioni spazio-temporali, che esistono…”. Forse dovremmo pensare a dimensioni iperspaziali. Non solo. Aveva anche notato come Hollywood avesse, dai primi anni 50, preso a dedicarsi al tema degli alieni in modo sistematico. “Se io fossi al governo e avessi capito che siamo visitati da extraterrestri” diceva a Pinotti “sarei preoccupato dal devastante impatto che la cosa avrebbe su di noi. Pertanto userei cinema e Tv per ‘acculturare’ la gente nel medio e lungo periodo. In modo da prepararla allo shock che il fatto che non siamo soli comporterebbe…”. “Non siamo soli”: il motto del film di Spielberg, appunto. “Io adesso non posso dire cose del genere. I miei colleghi astronomi mi criticherebbero. Da sociologo, tu un giorno forse potrai e dovrai farlo” confidò a Pinotti. “Se queste ‘produzioni orientate’ continueranno a Hollywood, sia sul grande che sul piccolo schermo, sarai in grado di poterlo affermare in futuro…” Sono in effetti continuate. E Pinotti, ricevuto il testimone, lo ha denunciato nel suo libro “Fantacinema, effetto Ufo”.

Fonte: http://misterobufo.corriere.it/

martedì 12 aprile 2011

50 anni fa il volo del cosmonauta Yuri Gagarin: fu davvero il primo uomo nello spazio?

Ricorre oggi lo storico volo spaziale del cosmonauta Juri Gagarin , secondo le cronache ufficiali il primo uomo a compiere un volo orbitale intorno alla Terra , che doveva aprire al mondo la via delle stelle .


Egli fu come sappiamo , oltre che cosmonauta , anche un aviatore sovietico , figlio di quel periodo storico coincidente con la Guerra Fredda tra i due blocchi occidentale e orientale , con il conseguente spauracchio atomico . Nato a Klusino ( tra l’altro la sua casa è diventata oggi un museo ) nei pressi di Smolensk in Unione Sovietica il 9 Marzo 1934 , da padre falegname e madre contadina , egli rispecchiava in pieno quel detto che affermava come per la maggior parte delle volte : i veri eroi sono gente ordinaria che si distingue in momenti straordinari della Storia . Già dai tempi della scuola , Gagarin aveva una spiccata capacità per le materie scientifiche , anche se fu costretto a interrompere gli studi a causa dell’invasione tedesca del 22 Giugno 1941 , ma li riprese dopo la guerra frequentando l’Istituto Tecnico Industriale di Saratov , dove conseguì il diploma di metalmeccanico . Fu nell’anno 1955 che cominciò ad appassionarsi al volo e si iscrisse ad una scuola aeronautica . Nello stesso anno entrò a far parte dell’Aeronautica Militare sovietica , dove si diplomò con grande profitto nel 1957 all’Accademia Aeronautica di Orenburg . In quell’anno come sappiamo fu lanciato dall’URSS lo Sputnik , primo satellite artificiale che gettò le basi per i futuri voli umani nello spazio . Per la sua competenza fu scelto a far parte nel 1959 del corpo dei cosmonauti russi presso la Città delle Stelle situata nella Russia centrale europea a Selkovo , a 25 km da Mosca , oggi chiamata in suo onore : ” Yuri Gagarin Cosmonaut Training Center ” . Dopo essere stato scelto tra venti candidati, cominciò il suo storico volo alle ore 9.07 , ora di Mosca , del 12 Aprile 1961 , con la navicella Vostok 1 ( Oriente 1 ) , che pesava 4,7 tonnellate . Al decollo pronunciò la storica frase : « siamo partiti » . Con la Vostok compì un’orbita ellittica con una altitudine massima di 302 km e una minima di 175 km , viaggiando ad una velocità di 27.400 km orari . Il suo volo terminò alle 10.20 ora di Mosca , in un campo vicino alla città di Takhtarova , quando venne espulso dall’abitacolo al suo rientro nell’atmosfera e paracadutato a terra . La sua impresa ebbe un grande risalto in tutto il mondo , dimostrando che l’uomo poteva volare nel Cosmo , e a solo 27 anni fu il primo uomo a orbitare intorno alla Terra e a osservarla dallo spazio . In seguito venne decorato dal premier russo Nikita Khruscev con l’Ordine di Lenin , diventando Eroe dell’Unione Sovietica . Negli anni successivi diventò istnittorc dei cosmonauti russi, preparando missioni come quella di Valentina Tereskova , prima donna nello spazio , almeno così dice la storia ufficiale e poi tornò a pilotare e collaudare gli aerei Mig . Gagarin morì il 27 Marzo 1968 , un anno e mezzo prima dello storico primo sbarco sulla Luna , collaudando un piccolo caccia Mig-15-Uti schiantatosi nelle vicinanze della città di Kirzac , pare per una manovra non consona agli aerei diquell’epoca , anche se quell’incidente è avvolto in un alone di mistero non ancora chiarito . Sposato con due flglie , Gagarin era in procinto di partire per una nuova missione nello spazio , ma il volo con la Vostok 1 rimase il suo unico viaggio cosmico . In suo onore a Mosca è stato eretto nel 1980 un monumento alto 40 metri , fabbricato in titanio e anche un asteroide porta il nome 1772 Gagarin . Una sua frase è rimasta celebre quando stava percorrendo l’orbita intorno alla Terra : « Da quassù la Terra è bellissima , senza frontiere né confini » . Questa frase emblematica e coraggiosa per quei tempi di contrapposizioni tra occidente e oriente , potrebbe servire d’insegnamento per l’epoca contemporanea , dove tanti ” bastian contrari ” moderni creano solo conflitti tra i popoli . Per concludere faccio delle riflessioni . Sono stati sollevati molti dubbi sul fatto che Gagarin sia stato il primo uomo nello spazio . I famosi fratelli Judica Cordiglia di Torino dell’altrettanto famoso Centro Radio Ascolto Spaziale Torre Bert, avrebbero registrato con le loro apparecchiature , le ultime parole e finanche i battiti cardiaci di ignoti cosmonauti sovietici perduti nello spazio e deceduti ( registrazioni convalidate dall’effetto doppler ) , sia prima che dopo la missione di Gagarin , e di cui l’Unione Sovietica non ha mai ammesso nulla , anche se sono state confermate da più fonti. Addirittura fu captata la voce di una cosmonauta di nome Ludmilla , che si lamentava drammaticamente del calore eccessivo nella sua navicella che stava bruciando e che memore forse della sua fine imminente , pronunciò la frase : «…questo il mondo non lo saprà » . Probabilmente fu lei la prima donna nello spazio e non la Tereskova , ma essa perì tragicamente al suo rientro sulla Terra . Il sacrificio di questi eroi sconosciuti , che hanno contribuito al progresso scientifico dell’umanità, anche se non a quello di mentalità , non sminuisce affatto l’impresa di Gagarin , che è il primo volo andato a buon fine dell’uomo nello spazio , anche se non il primo e anche se i russi non l’hanno mai ammesso , in nome a quei tempi della loro tecnologia che non ammetteva errori, in epoca di Guerra Fredda , e tralasciamo i motivi ideologici e politici che non sono di nostra competenza . Però la famosa frase di Gagarin durante il suo volo , sul fatto che dallo spazio la Terra non ha confini e frontiere , racchiude forse quella vena poetica dell’uomo , che di fronte all’ignoto e ai misteri dell’Universo , fa dimenticare le proprie contese , e che a quell’epoca creò il sogno di raggiungere le stelle . Chissà se in questi difficili e anomali tempi in cui viviamo , questi sentimenti sono ancora attuali , permeati anche da uno scientismo esagerato e da una tecnologia disumana che ha creato non solo benessere , ma anche tanti problemi a una umanità assillata da tanti fattori contrari. Ribadisco e spero che si torni ad una scienza più umana , che faccia per davvero gli interessi dell’uomo e non gli interessi economici di qualcuno e politici e ideologici di altri . Lo dobbiamo al nostro futuro e a quello dei nostri discendenti .

Fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/

L’attività mineraria di una civiltà aliena nelle cinture di asteroidi dovrebbe essere visibile dalla terra?

Piuttosto che cercare segnali radio alieni che dicano “Ciao!”, una strategia alternativa è quella della ricercare di segni indiretti di mega-progetti ingegneristici portati avanti da civiltà aliene avanzate.


Jill Tarter, veterana astronoma del SETI ha chiamato questa ricerca “SETT” (Search for Extraterrestrial Technology). Una nuova ricerca pubblicata da Duncan Forgan dell’Università di Edimburgo insieme a Martin Elvis dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge Massachussets, suggerisce che potremmo cercare segni di un progetto molto ambizioso di estrazione mineraria della Cintura di Asteroidi dei sistemi stellari alieni. Il materiale degli asteroidi potrebbe essere estratto per la costruzione di colonie, satelliti solari o magari per costruire un “mondo ad anello” come immaginato dallo scrittore di fantascienza Larry Niven.

Per di più, i metali preziosi sono sicuramente molto richieste per tecnologie avanzate come quella digitale o le reti ad alta velocità. Le cosi dette “tecnologie verdi” del futuro come le celle ad idrogeno, faranno grande uso di risorse rare, e la Cintura degli Asteroidi rappresenta una buona fonte per la ricerca di simili materiali.

Si tratta di un terreno ideale, rimasto dopo la formazione dei pianeti, pronto per essere usato. Ciò che lo rende ideale è il fatto che le continue collisioni hanno ridotto la grandezza dei asteroidi portando per di più in superficie elementi altrimenti sepolti più in profondità. I campioni di asteroidi di cui siamo in possesso dimostrano che ci dovrebbero essere grandi quantità di oro, platino, ferro, nichel, magnesio e silicio, tra gli altri.

Abbiamo già scoperto cinture di asteroidi intorno ad altre stelle. Infatti, la stella Epsilon Eridani ha ben 3 cinture. Il telescopio spaziale a infrarossi Spitzer, della NASA è stato molto prolifico nel rilevare l’impronta termica di queste cintura extraterrestri.

(Paragone tra il nostro Sistema Solare e quello di Epsilon Eridani. Credit: NASA)

Qualsiasi civiltà spaziale di grandi dimensioni riconoscerebbe gli asteroidi come una buona risorsa mineraria, ed è plausibile pensare che cercherebbero di usarli. Ma scoprire anomalie nelle cinture degli asteroidi tali da indicare la presenza di una civiltà aliena è davvero impegnativo. Prima di tutto, dovremmo presumere che la civiltà era cosi avanzata che è riuscita a costruire, con un enorme spesa, l’infrastruttura necessaria per il trasporto delle risorse da e verso la cintura. Per di più servirebbero enormi sistemi robotici per le parti più massicce dell’operazione di estrazione e per lo spostamento di queste verso le fabbriche spaziali.

Indizi a riguardo potrebbero essere trovati in uno squilibrio chimico nella cintura causato dall’estrazione di uno specifico minerale o di una specifica serie di elementi. In secondo luogo, il sistema della cintura dovrebbe essere anomalo per via dello smembramento degli asteroidi più grandi. Infine, le enormi quantità di polvere causate dalle operazioni minerarie dovrebbero causare un insolita distribuzione termica all’interno del sistema.

I ricercatori predicono che operazioni di estrazione mineraria condotte per lunghi periodi diminuirebbe molto il numero di grandi asteroidi presenti nella cintura esaminata. Il resto sarebbe solo polvere e asteroidi di piccola taglia. Nessun telescopio nel prossimo futuro sarà in grado di vedere un asteroide in un altro sistema stellare ma la distribuzione della polvere può darci degli importanti indizi riguardo alla loro dimensione.

Un altro scenario immagino dalla fantascienza è quello di Star Wars: L’impero colpisce ancora. Dove Darth Vader manda la sua flotta per polverizzare una cintura di asteroidi per scovare Han Solo e la sua Alleanza di Ribelli. Un operazione del genere sarebbe sicuramente visibile dalla Terra e sarebbe difficilmente spiegabile con altre ipotesi.

(Navi di Darth Vader vicino ad una miniera presente in un asteroide, alla ricerca di Han Solo. Credit: Star Wars Legacy)

Il problema tuttavia è che insolite dinamiche planetarie potrebbero far si che gli asteroidi della cintura entrino più spesso in collisione e si polverizzino molto più del solito. Per di più, la nube circumstellare da cui ogni sistema planetario si viene a formare potrebbe essere partita con un’insolita predominanza di una certa sostanza chimica che a noi del Sistema Solare potrebbe sembrare un anomalia indice di operazioni di minatori alieni.

In conclusione, probabilmente i sistemi di asteroidi sono tanto variabili e diversi quanto hanno dimostrato di esserlo i sistemi planetari finora scoperti. Quindi le anomalie da sole non possono essere prove conclusive dell’esistenza di miniere aliene. Scoprire un insolita cintura degli asteroidi sarebbe sicuramente molto suggestivo e affascinante ma non proverebbe nulla.

Un intenso programma del SETI potrebbe puntare le antenne verso un certo sistema dove abbiamo rilevato anomalie nella cintura dei asteroidi per cercare la presenza di segnali particolari, cosi come si potrebbe cercare la presenza di pianeti abitabili nei dintorni.
Nonostante i limiti attuali, è ancora probabile che la ricerca SETT sia il modo più veloce e pratico per trovare civiltà avanzate fuori dalla Terra.

Serviranno ancora decenni prima di avere telescopi spaziali abbastanza potenti da osservare esopianeti lontani e cercare possibili biomarcatori, e anche in quel caso non saremmo al cento per cento sicuri.
Comunque sia, aldilà degli alieni, l’ipotesi di una civiltà che sfrutta le risorse minerarie degli asteroidi del proprio sistema planetario potrebbe riguardarci in prima persona. E forse quello che questa ricerca rivela più di tutto è la plausibilità che in un futuro possa toccare a noi sfruttare le risorse dei asteroidi. Per quanto riguarda gli alieni, sicuramente civiltà molto avanzate hanno in atto da qualche parte progetti molto grossi, ma per adesso non abbiamo alcun indizio a riguardo, ne abbiamo ancora la tecnologia adatta per trovare questi indizi, ma di certo la fantasia non ci manca, ed è un esercizio molto importante cercare di immaginare come una civiltà spaziale potrebbe mettere in atto progetti del genere.

Fonte: http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/1103/1103.5369v1.pdf

Gli organismi termofili che vivono nelle nostre case potrebbero aiutarci a trovare vita aliena

Vi siete mai chiesti quali forme di vita esotiche potrebbero vivere nell’oscurità dei angoli più nascosti della vostra casa? Beh se non ci avette pensato voi, sappiate che gli scienziati lo hanno fatto.


Diversi studi hanno mostrato che i nostri moderni sistemi idraulici possono essere un paradiso per moltissime specie di microbi ed un nuovo progetto ha in mente di chiedere l’aiuto di tutte le persone normali per cercare di catalogare la vita che si trova in questi posti dimenticati proprio dietro le nostre mura. Questa ricerca potrebbe indicarci molto riguardo ad alcune delle specie viventi più esotiche che conosciamo, che a sua volta potrebbe aiutarci a capire meglio in che modo la vita si è adattata alle condizioni estreme sulla Terra e come e dove potremmo trovarla in condizioni simili in altre parti del Sistema Solare.

Circa 40 anni fa, un gruppo di scienziati scoprirono dei microbi che adoravano il calore, chiamato poi termofili, e che vivevano nei sistemi di riscaldamento delle case. Questi stessi microorganismi si trovano nei laghi termali come quelli presenti a Yellowstone o in Islanda.
“Stiamo chiedendo alle persone di ottenere un campione dei “laghi termali” che hanno a casa loro.” ha spiegato Christopher House della Penn State Univeristy.


(Sopra alcuni microorganismi termofili visti con un microscopio elettronico. Credit: Daviddarling.info)

House ed i suoi colleghi continueranno a fare diversi test per ottenere tutti i campioni necessari per valutare la biodiversità presente in questi contesti. Con il supporto finanziario dell’Istituto per l’Astrobiologia della NASA sperano di raccogliere abbastanza campioni da tutte le parti degli USA almeno. “Ci chiediamo se i termofili di New York sono gli stessi presenti in Alaska e alle Hawaii.” spiega House.

Lo studio dei termofili è di particolare interesse per gli astrobiologi dato che Marte potrebbe aver avuto tante sorgenti termali nella sua storia ed Europa e Ganimede, lune di Giove e Encelado nel caso di Saturno, potrebbero avere grandi quantità di acqua nelle loro profondità, riscaldate da fonti termali. Inoltre, alcuni studi genetici dicono che la vita sulla Terra stessa è nata intorno a simili sorgenti.

Quello che penso sia davvero interessante è che possiamo imparare qualcosa riguardo all’evoluzione di nuove forme di vita studiando batteri che abbiamo sotto il nostro naso tutti i giorni” ha spiegato il patologo botanico David Geiser, della Penn State University.

L’idea di una forma di vita estremofile all’interno delle nostre tubature potrebbe farci preoccupare. Può essere che siamo in pericolo?
House rassicura tutti che non c’è nulla di cui preoccuparsi. “Questi microbi sono inoffensivi”. Inoltre, sorprendentemente, molti termofili considerano l’acqua calda troppo fredda per loro. Le specie più estreme vivono in sorgenti che hanno una temperatura sopra gli 80°C. Fino ad oggi, la maggior parte dei termofili isolati nelle tubature di casa sono quelli del gene Thermus, che sopravvivono in temperature tra 50° e 80° Celsius.

House poi fa notare come la specie Thermus, come anche altre della famiglia dei termofili non muoiono necessariamente quando si abbassano le temperature, ma diventano inattivi, o “gelati”.

Questo è il primo progetto scientifico cittadino che ha come obbiettivo la microbiologia nelle case, anche se precedenti studi scientifici furono portati avanti nel 2009 per esempio, quando un articolo su “Proceedings of the National Academy of Sciences” mostrata la quantità di batteri che viveva nella testa delle doccia.

Il mio intendo non è quello di esporre la mancanza di pulizia nelle case delle persone” ha spiegato House. Ma, a prescindere da questo, molte persone sono ignare di quanti batteri vivono in realtà intorno a loro. La nostra acqua viene normalmente trattata con sostanze che possono uccidere eventuali patogeni ma molti batteri resistono comunque. Geiser studia i funghi presente nei scarichi dei nostri lavandini. Lui è convinto che tra i microbi domestici possono esserci anche tanti estremofili perché si sono adattati a vivere in contatto con molte sostanze chimiche estremamente tossiche, che usiamo continuamente per cacciarli via. Inoltre si sono abbituati a cambiamenti drastici nel flusso dell’acqua la sua temperatura e tante altre cose molto insolite nel mondo naturale che però hanno spinto questi organismi a trovare un modo per viverci comunque nelle nostre case.

E’ stata una grandissima sfida per questi microbi quella di riuscire a prendere vantaggio di questa recente nicchia dell’ecosistema, che noi a loro insaputa cerchiamo di rendere quanto più inospitale possibile, per loro ovviamente.” ha spiegato Geiser.

Ai volontari per il progetto di House verrà prima chiesto di completare un indagine riguardo alle tubature usate e al sistema di riscaldamento dell’acqua. In seguito gli verrà mostrato come ottenere un campione da uno dei tappi per l’acqua calda per poi intrappolare i microbi in un filtro apposito. Una lettura del pH e della temperatura dell’acqua calda sarà fatta in seguito.

I cittadini scienziati dovranno poi incubare nel forno il campione di microbi raccolti per almeno un ora. Il calore pastorizzerà il campione da eventuali altri microbi che vivono a temperature molto più basse e aiuterà la crescita di eventuali termofili presenti. Tutto il materiale raccolto verrà poi spedito a casa di House e dei suoi colleghi che faranno delle indagini intorno alla composizione chimica dell’acqua insieme a dei test del DNA dei campioni microbiologici. House si aspetta di trovare varie versioni di Thermus nelle colture raccolte dai incubatori domestici, ma potrebbero anche rilevarsi altri diversi termofili.

Quindi c’è l’opportunità di trovare persino una specie nuova di cui non siamo a conoscenza. “E’ sempre una possibilità,” spiega House. “I test del DNA useranno delle sequenze generiche che dovrebbero catturare qualsiasi informazione possibile.”

E’ uno studio davvero molto interessante” ha spiegato Laura Baumgartner dell’Università di Colorado, che è stata coinvolta nelle prime fasi dell’investigazione. “Sospetto che scopriremmo che ogni fonte d’acqua contiene una quantità leggermente diversa di microbi che sarà un indice di quello che possiamo campionare in generale nell’acqua di casa.”

Il progetto si basa su un organizzazione di circa 150 volontari da 50 stati. Il focus è sulle famiglie senza sfondo scientifico. “Speriamo di ispirare nuovi ragazzi riguardo alla microbiologia e all’astrobiologia.” ha spiegato House.





Una volta che i dati saranno tutti pronti, House ed i suoi colleghi cercheranno di capire come sono distribuite sul territorio le eventuali specie trovate. Questo sarà alla base dei studi intorno alla loro evoluzione, spinta anche dalla separazione geografica.

Nel caso delle popolazioni di piante o animali, sappiamo benissimo l’influenza della geografia, ma non è chiaro affatto se questo fattore è determinante anche per quanto riguarda i microbi, e se si come. Dato che le sorgenti termali sono come delle isole, i termofili che vivino li sono da considerarsi uno dei migliori modelli per studiare l’evoluzione microbiologica.

Dato che sono isolati, vediamo queste popolazioni come replicati dell’esperimento evolutivo messo in atto dalla natura” ha spiegato Rachel Whitaker, microbiologa dell’Università dell’Illinois. “Stiamo cercando di capire come le differenze tra le diverse posizioni possono influire sui processi evolutivi nel caso di ogni diversa popolazione.

House spera che il progetto dei termofili domestici possa rispondere alle domande della Whitaker oltre a gettare nuova luce su come si evolvono questi batteri in ambienti molto vari. Sapere questo infine è fondamentale per poi capire in che modo potrebbero sopravvivere simili batteri su Marte per esempio, e quindi sapremmo dove e come andarli a cercare.

Fonte: http://link2universe.wordpress.com/2011/04/11/gli-organismi-termofili-che-vivono-nelle-nostre-case-potrebbero-aiutarci-a-trovare-vita-aliena/

lunedì 11 aprile 2011

Galles: la polizia rende noti gli X-Files sugli UFO

La Polizia del Galles ha reso pubblici gli X-Files inerenti gli avvistamenti di UFO nelle zone nord e ovest del paese.


Le segnalazioni hanno riguardato l'arco di tempo degli ultimi 10 anni. Un totale di 33 segnalazioni di velivoli strani nel cielo sono avvenuti nel nord del Galles e ha coinvolto, per le indagini, i servizi di Polizia Territoriale della Dyfed-Powys sin dall'anno 2002. Un terzo di questi avvistamenti è avvenuto nell'anno 2009.

Solo cinque di questi rapporti sono stati spiegati con attività umane, esercitazioni addestrative dell'Esercito e lanterne cinesi.

Ecco di seguito l'elenco degli avvistamenti catalogati dalla Polizia Territoriale della Dyfed-Powys dal 2002 al 2010:

Caersws anno 2002: luce brillante nel cielo sopra le montagne verso Caersws. Non emetteva nessun tipo di suono o luce lampeggiante.

Aberdify Estuary anno 2004: velivolo di forma rotonda, dalla lunghezza di circa 200-300 metri. Quando il testimone vede questo oggetto il motore della sua automobile si blocca.

Beaumaris anno 2004: tre luci di forma triangolare viaggianti verso Nord.

Beguildy, Knighton anno 2004: avvistate luci che sembrano formare "un faro" nel cielo, che poi si trasformano in un oggetto rotondo con dei "punti neri" che emette un raggio di luce.

Whitemill, Carmarthen, anno 2004: segnalato qualcosa di strano nel cielo, come una striscia di luce.

Denbigh, anno 2005: UFO nel cielo.

Llanyre, Llandrindod Wells, anno 2005: avvistamento di un velivolo di forma oblunga, di colore giallo brillante, con andamento orizzontale, a circa 5 metri da terra.

Penybont, anno 2005: qualcosa con due luci atterra in campo. Più tardi verrà scoperto che si tratta di "bagliori arancioni emessi da un esercitazione dell'Esercito".

Penmaenmawr, anno 2005: in questa zona ci sono stati due avvistamenti di una grande luce intensa, di colore bianco, che con movimenti rapidi e silenziosi attraversa il cielo.

Abergele, anno 2006: testimone, sospettato di essere ubriaco, dichiara di aver visto un UFO.

New Quay, anno 2006: punti luminosi su una collina creduti essere originati da un UFO.

Blaenau Ffestiniog, anno 2007: testimoni avvistanto luce brillante che sparisce tra le nuvole.

Llangollen, anno 2007: famiglia avvista "fiamma" brillante nel cielo.

Meifod, Powys, anno 2007: avvistato velivolo triangolare nel cielo, con differenti luci colorate in ogni angolo. Una luce intermittente, di colore rosa, si accende sul velivolo. L'oggetto non emetteva nessun suono.

Llanelli, anno 2008: avvistati quattro oggetti luminosi volanti a bassa altitudine.

Newtown, anno 2008: segnalate sfere di luce lampeggianti, attraversate da due UFO.

Pwllheli, anno 2008: luci arancioni luminose, con un cerchio di luce bianca attorno, senza nessuna emissione di rumore, si aggirano nella zona per circa 10 minuti.

Beacons Reservoir, anno 2009: avvistamento di un UFO nel cielo.

Brecon, anno 2009: avvistamento di una luce bianca brillante, poi quello di due luci arancioni, non tanto alte nel cielo, non emettenti nessun tipo di suono.

Cardigan, anno 2009: ondata di avvistamenti di luci arancioni nel cielo.

Crickhowell, anno 2009: segnalazione di un avvistamento di un "bagliore rosso", possibile avvistamento di un UFO.

Denbigh, anno 2009: avvistamento di tre grandi luci di colore rosso. Poco dopo un quarto velivolo apparve nel cielo.

Ffrwdgrech, anno 2009: avvistate tre luci viaggianti a bassissima velocità.

Glanamman, Ammanford, anno 2009: avvistate grandi sfere arancioni nel cielo, dalle forme che ricordano delle mongolfiere. Più tardi fu chiarito che si trattò di lanterne cinesi.

Llangattock, Crickhowell, anno 2009: avvistato un grande oggetto cilindrico, con un vivido colore arancione. Si è ipotizzato, anche in questo caso, la presenza di una lanterna cinese.

Llanidloes, anno 2009: avvistamento di tre luci arancioni che si pensava fossero originate da un UFO. Gli oggetti, una volta discesi a terra, furono sequestrati e si scoprì che si trattò, anche in questo caso, di lanterne cinesi.

Newcastle Emlyn, Ceredigion anno 2009: avvistamento di tre grandi luci arancioni, in formazione triangolare, con una luce bianca attorno.

Prestatyn, anno 2009: luci di colore giallo, rosse e arancioni che si muovevano "avanti e indietro", molto velocemente, senza alcun rumore.

Bangor, anno 2010: avvistamento di un grande velivolo, di colore nero e dalla forma triangolare. L'oggetto emise un rumore simile a quello emesso da un "tosaerba". Apparve nel cielo per circa un minuto e poi scomparve.

Colwyn Bay, anno 2010: avvistamento di un velivolo di forma triangolare, con sul retro delle "luce verdi brillanti". L'oggetto poi svanì nel cielo.

Llanelli, anno 2010: circa 100 luci rosse vengono viste nel cielo. Erano tutte luminose, si muovevano a bassa velocità e andavano da ovest verso est. Si muovevano molto velocemente per essere delle lanterne cinesi e troppo lentamente per essere degli aerei.

Wrexham, anno 2010: avvistato un oggetto molto grande, di colore arancione, ma che cambiò colore in rosso, blu e verde.

Fonte: http://www.centroufologicoionico.com/articoli/news/555-galles-la-polizia-rende-noti-gli-x-files-sugli-ufo

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