venerdì 15 ottobre 2010

Gli Ufo sopra New York? Indaga la Faa

Un discreto numero di newyorchesi, alzando gli occhi sul cielo di Chelsea, ieri pomeriggio hanno visto strani oggetti, circolari e luccicanti che si muovevano sopra il traffico di Manhattan, in tutto e per tutto simili a dischi volanti. E subito hanno cominciato a fioccare le telefonate al 911, il numero verde per segnalare le emergenze negli Stati Uniti, o in questo caso l'avvistamento di 'Ufo'. Della notizia parla oggi il Los Angeles Times.



Sul mistero stanno indagando la polizia di New York e la Federal Aviation Administration, l'ente del governo che sorveglia sul traffico aereo nei cieli americani. Le segnalazioni sono arrivate attorno alle 13,30. Secondo alcuni potrebbe trattarsi di semplici palloncini ma per il momento le autorità non sono in grado di dire che cosa fossero gli strani 'oggetti volanti non identificati'.
Uno degli oggetti, diverso dagli altri, descritto dai testimoni come simile ad una “medusa” con luci riflettenti, sembra librarsi nel cielo come se volesse appositamente “farsi notare” dai passanti.



L'avvistamento non è rimasto un segreto a lungo, molte persone ne hanno parlato su Twitter e hanno messo in rete fotografie e filmati.

La Faa ha esaminato i dati rilevati dai radar sul cielo di New York, e chiamato in causa la torre di controllo dell'aeroporto La Guardia, ma ha confermato solo la presenza dei soliti elicotteri da turismo che sorvolano l'isola di Manhattan e l'Hudson river. Nulla in grado di spiegare la "valanga" (lo scrive il Los Angeles Times) di segnalazioni che hanno ricevuto. Niente da segnalare anche secondo il National Weather Service, il servizio meteorologico americano che utilizza palloni aerostatici per controllare le condizioni atmosferiche e l'intensità del vento.

Insomma, nessuna spiegazione ufficiale: "Lasciamo che sia la gente a trarre le conclusioni su quello che ha visto", ha concluso il portavoce della Faa Jim Peters.



Fonte: http://www.america24.com/news/gli-ufo-sopra-new-york-indaga-la-faa

mercoledì 13 ottobre 2010

Il caso di Bob White: la prova definitiva circa l’esistenza di civiltà aliene?

L’avvistamento U.F.O. che vide coinvolto Robert Lee (Bob) White non è il solito (anche se sorprendente) resoconto relativo ad una luce misteriosa nella notte o ad un velivolo di presunta origine extraterrestre, poiché è un unicum nella storia dell’investigazione sui dischi volanti: la straordinarietà consiste nel reperimento, in seguito al passaggio di un misterioso aeromobile, di un oggetto che risulta, con ogni probabilità, di fabbricazione aliena.



Robert Lee White (1931- 2009) è un cantante ed attore statunitense. E’ apparso in alcune serie televisive ed in qualche pellicola, come “Butterlfly”, dove ha recitato a fianco di Stacy Keach e di Pia Zadora.

Nel 1985 la vita di White cambiò improvvisamente: mentre stava viaggiando, sulla sua automobile, da Denver a Las Vegas, Bob e la sua compagna furono protagonisti di un incontro ravvicinato del terzo tipo. I due, infatti, poterono osservare sbalorditi, al confine tra il Colorado e lo Utah, un ordigno non identificato che solcava il cielo. Lo stupore crebbe, quando Bob trovò un oggetto metallico che era caduto dall’U.F.O.: egli non rivelò mai alcunché dell’accaduto fino a quando andò in pensione, nel 1996.

In quell’anno Bob, su consiglio del M.U.F.O.N, cui si era rivolto, mandò un frammento dell’oggetto al N.I.D.S. (National Institute of Discovery Science).[1] L’istituto a sua volta consegnò il reperto ad un laboratorio del New Mexico affinché fosse compiuta un’analisi metallurgica. Altri esami furono condotti alla fine degli anni ‘90 del XX secolo, mentre vari programmi televisivi e radiofonici dedicarono spazio ad uno dei più significativi casi dell’Ufologia.

Bob White firmò una dichiarazione giurata circa il suo avvistamento. Nel 1998 superò l’esame con il poligrafo. Nel 2000 venne a sapere che l’oggetto da lui reperito era identico a quello descritto in un documento recentemente declassificato e riferito ad un episodio occorso nel 1940. L’oggetto era esaminato all’interno di un rapporto militare del Counter Intelligenge Corps. Il file era denominato “Flying saucer from Denmark”. Nello stesso anno Bob ed il suo socio, Larry Cekander, aprirono il Museo dell’inesplicabile a Reed Springs (Montana).

Furono in seguito condotti altri test del “manufatto”: risultò che irradiava energia elettromagnetica, raggi gamma e neutroni.

Le analisi più accurate dell’oggetto furono eseguite da David Lamb, esperto in fisica dei materiali. L’artefatto rivelò la struttura policristallina di un semiconduttore. Vi fu rintracciata una concentrazione di argento pari al 4,3 per cento: sulla Terra l’argento in questa concentrazione è usato come catalizzatore nelle reazioni chimiche. Lamb affermò che, associato all’alluminio, potrebbe essere usato per dissipare campi elettromagnetici. Lo scienziato ipotizzò che fosse un quasi-cristallo di struttura molto complessa. Quasi-cristalli di questo tipo sono stati creati solo negli ultimi anni nell’ambito della nanotecnologia.[2]

Secondo altri studiosi, che, però, non motivano le loro conclusioni, l’oggetto di White sarebbe sovrapponibile a prodotti terrestri.


[1] Il M.U.F.O.N., Mutual U.F.O. network è una delle più importanti associazioni ufologiche del mondo, nata negli Stati Uniti nel 1973, in seguito alla crisi di due gruppi storici, l’A.P.R.O. ed il N.I.C.A.P.

[2] I quasi-cristalli sono solidi di composti intermetallici che, pur presentando caratteristiche simile a quelle dei cristalli, ne differiscono per una posizione non periodica degli elementi costitutivi ed in quanto si discostano dalle leggi della cristallografia. I materiali quasi-cristallini sono per lo più rappresentati da leghe di alluminio con nichel, ferro e cobalto. I quasi-cristalli possiedono notevole leggerezza, resistenza alle deformazioni e buona conduttività. Fu un materiale quasi-cristallino quello reperito a Roswell nel 1947?

Fonti:

Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, s.v. quasi-cristalli
R. Malini, U.F.O., il dizionario enciclopedico, Milano- Firenze, 2002, s.v. M.U.F.O.N.
B. White, U.F.O. hard evidence, 2009

Fonte: http://zret.blogspot.com/2010/10/il-caso-di-bob-white-la-prova.html

La sonda Hayabusa riporta sulla terra traccie di vita aliena?

In questi ultimi giorni l’Agenzia Spaziale Giapponese (la Japan Aerospace Exploration Agency, altrimenti nota come JAXA), ha reso nota la notizia del rinvenimento, all’interno di una sonda tornata dallo spazio nel giugno scorso, di alcune particelle di natura sconosciuta.



La sonda, denominata Hayabusa, fu spedita nello spazio circa sette anni fa (2003) con la missione di atterrare su un asteroide chiamato Itokawa, situato tra Marte e Giove, e prelevare alcuni campioni nel tentativo di trovare indizi sulla composizione di questi macigni dello spazio e sulle origini del nostro sistema solare. Dopo un viaggio di andata, durato più di due anni, Hayabusa è riuscita nel suo scopo e dopo essere atterrata sul piccolo asteroide ne ha prelevato alcuni campioni.
Tra questi, sono state individuate alcune particelle che presenterebbero caratteristiche diverse dalle consuete polveri raccolte in questo tipo di missioni. A quanto risulta, da esami preliminari, esse potrebbero contenere tracce di una forma di vita sconosciuta, ma per avere l’eventuale conferma di questa eccezionale scoperta occorrerà attendere ulteriori analisi specifiche che verranno effettuate nei prossimi mesi dagli scienziati dell’agenzia spaziale giapponese.

Fonte: http://danilo1966.splinder.com/

lunedì 11 ottobre 2010

"Quei segnali captati provengono dalle astronavi su Saturno"

In una intervista al dottor Norman Bergrun da parte di un ricercatore e giornalista di "UFO Magazine", è trapelata la notizia che "Il segnale captato dalla sonda Cassini proveniva dalle astronavi aliene in orbita su Saturno!" (qui, nell'immagine, vedete appunto il segnale registrato dalla Cassini)



Ma chi è Norman Bergrun? Bergrun ha lavorato come ricercatore alla NASA per 12 anni, poi è andato alla Lockheed Missili e Space Company (ora Lockheed Martin), dove era responsabile della pianificazione e analisi delle prove di volo per la Marina di lancio dei missili Polaris. Durante i suoi tredici anni alla Lockheed, egli ha anche servito in qualità di scienziato responsabile per le applicazioni satellitari e spaziali Norman Bergrun aveva intrapreso uno studio dettagliato di immagini della NASA provenienti dalle sonde spaziali Voyager 1 e Voyager 2 relative a fotografie degli anelli di Saturno. Egli ha scoperto come gli anelli sono formati da emissioni elettromagnetiche emergenti da gigantesche veicoli (EMV) e che questi sono controllati da una forma di intelligenza extraterrestre. In uno studio pubblicato sul suo libro "Ringmakers of Saturno" mette in risalto ricerche effettuate su molte immagini fotografiche a colori provenienti da Saturno ma di fonte NASA. Al Dottor Bergrun vanno le congratulazioni della comunità di ricercatori, per le sue migliaia di ore di studio e la documentazione delle sue conclusioni.



"I misteriosi segnali captati dalle sonde spaziali come le vecchie Voyager 1 e 2 e la super tecnologica Cassini Huygens, sono la dimostrazione della presenza di giganteschi veicoli spaziali che sono operanti nelle vicinanze di Saturno, il secondo pianeta più grande del nostro sistema solare. E non solo! La presenza di tali veicoli ET è sicuramente uno dei più importanti ... segreti di scoperte fatte nello spazio. Grandi veicoli cilindrici, appartengono ad una sconosciuta e altamente sofisticata civiltà extraterrestre; questi sono presenti anche nelle regioni di Marte e Luna." (N. Bergrun). Una enorme ombra di un'astronave aliena che si proietta sul suolo di Marte. Nel 1996, il grande telescopio spaziale Hubble era alla ricerca di nuove Lune su Saturno e Giove. Ma quel giorno il telescopio ha avuto modo di fare delle fotografie a infrarossi di Saturno e proprio sulle quelle fotografie, sono stati scoperti misteriosi veicoli, di origine sconosciuta, che potrebbero essere Astronavi madri o comunque un certo tipo di grandi vettori di trasporto alieni.



Una di queste misteriose astronavi sembra avere un diametro simile a quello della Terra e un'altra ha più di cinquantamila chilometri di lunghezza! Nel suo libro "Ringmakers di Saturno", il dottor Norman R. Bergrun, in collaborazione con Walter Vincenti, professore emerito di aeronautica e astronautica presso la Stanford University, ha descritto gli anelli di Saturno, che in realtà non sono del tutto naturali ma artificialmente costruiti dalle gigantesche astronavi cilindriche ET- veicoli operanti nelle vicinanze del pianeta. Chi sta facendo e creando questi anelli e altri dispositivi artificiali nel nostro sistema solare? Qual è il motivo di tutto questo? Non dimentichiamoci che il Colonnello Philip Corso, nel 1947, ebbe un incontro con un essere ET. In questo incontro, Corso chiese da quale pianeta venissero e quali erano i loro scopi. La risposta era: "Noi siamo I CREATORI". Noi siamo anche chiamati IGIGI". Loro sono quindi i creatori di Mondi? Se leggiamo gli antichi testi Sumeri (Enuma Elish), i famosi Nephilim erano descritti come i Guardiani e Creatori dei Mondi. Non sembra che desiderino contattarci per ora. Ma qualcosa si muove nella direzione giusta.

Tutti sappiamo che si tratta di esseri e civiltà extraterrestri altamente avanzati, in grado di creare cose incredibili nel nostro sistema solare. Per il loro aiuto hanno enormi veicoli che possono essere misurati in diametri di pianeti come la Terra. Un veicolo ET di una tale enorme dimensione ha la capacità di sostenere tutta una civiltà.

Sono anche in grado di creare gli anelli intorno a pianeti enormi come Saturno o Giove e di creare satelliti o lune intorno ad essi. Pare anche noi siamo parte di questo grande progetto. Che cosa si può interpretare da ciò?

Fonte: http://misterobufo.corriere.it/

Briefing del Disclosure project in italiano

Vi segnalo la pubblicazione in italiano del famoso documento relativo al DISCLOSURE PROJECT, il programma statunitense ideato dal Dott. Steven Greer, volto alla divulgazione mondiale del problema UFO/ET.



Invitandovi a scaricare e leggere questo incredibile documento faccio i complimenti al blogger Danilo per il suo faraonico lavoro...
Link al documento: http://files.splinder.com/dc4c322fff8e1d8ff3280fbcec6e998c.pdf

Fonte: http://danilo1966.splinder.com/

Dischi Volanti FBI ed epidemie

C'è una sottile relazione fra UFO ed epidemie? Al momento non sembrerebbe esserci nessuna correlazione evidente fra i due fenomeni, ma nel 1949 c'era qualcuno che sembrava avesse dei sospetti concreti.




Tutto è venuto a galla dalle migliaia di pagine declassificate negli anni dal Federal Bureau of Investigation (FBI) e leggendo pazientemente, pagina per pagina, ci si imbatte in un documento datato 6 settembre 1949. La pagina in questione era indirizzata direttamente al direttore dell'FBI, all'epoca il mitico Edgar Hoover, da parte del SAC (Strategic Air Command) di Indianapolis. Come ben è risaputo il Comando Aereo Strategico degli Stati Uniti d'America, ufficialmente sin dal 1947, aveva un interesse notevole per la questione dei “dischi volanti” e le prime risposte, in merito allo strano ed enigmatico fenomeno aereo, era che potessero anche essere di origine interplanetaria, anche se questa tesi non è stata ancora comprovata ufficialmente da parte di documenti declassificati dal FOIA americano. Nel documento in questione, in cui vengono censurate le generalità identificative dei protagonisti, si legge che una persona dell'OSI (Office of Special Investigations) dell'USAF (United States Air Force), che operava all'interno del Benjamin Harrison Air Base, aveva chiamato l'ufficio federale per conoscere delle informazioni supplementari in materia di “dischi volanti” e aveva dichiarato che era stato da poco incaricato per conoscere un dottore, le cui generalità sono rimaste ignote fino ad oggi. Secondo l'agente dell'OSI, l'uomo da interrogare era stato testimone di un avvistamento UFO, che sarebbe avvenuto nelle vicinanze di Lake of the Woods (Lago dei Boschi), in Canada, all'incirca il giorno 1° luglio 1949. E fin qui nulla di strano, come sappiamo in quei periodi gli avvistamenti di “dischi volanti” e similari erano all'ordine del giorno, tanto da far nascere delle commissioni di studio ed indagine in seno alle forze armate e di “intelligence” di mezzo mondo. Ma, leggendo il documento, la storia si infittisce. A quanto pare il “disco volante” avvistato dall'enigmatico dottore, che per comodità da ora chiameremo dottor “X”, fu notato anche da un agente della stessa FBI. Secondo il racconto, riportato sul documento ufficiale, il dottor “X” tornando dal Canada, destinazione Decatur (Indiana), si imbatte in una strana epidemia, che a primo impatto sembrava causata da poliomelite. La malattia, secondo il dottor “X”, aveva una forte correlazione con i “dischi volanti”. E, come paragone, citava un episodio simile che accadde in Carolina nel 1948. Proprio in quella occasione, secondo il dottor “X”, erano stati avvistati degli UFO, con la conseguente nascita e il diffondersi dell'epidemia di poliomelite. Anche se erano delle supposizioni, visto che non erano state mostrate prove incontrovertibili di ciò, il dottor “X”, forte della sua esperienza nel campo medico, analizzò tutto ciò che era addebitabile ad una epidemia di poliomelite, sfogliando tutta la letteratura scientifica dell'epoca e concentrandosi, soprattutto, su sintomi, diagnosi e così via. Il risultato che venne fuori fu ancora più inquietante. Secondo il documento dell'FBI, il dottor “X” aveva scoperto che in realtà non si trattava di epidemia di poliomelite, ma probabilmente dovuta ad avvelenamento di uranio, che sappiamo benissimo essere un elemento metallico radioattivo. Se ciò dovesse confermarsi un giorno concreto e con prove empiriche ufficiali, rafforzerebbe la tesi che alcuni UFO siano per davvero (indirettamente o meno) una minaccia per l'ecosistema biologico terrestre. Ma ritorniamo al documento. Vi si legge, inoltre, che il misterioso agente dell'OSI abbia poi contattato uno dei medici di stanza al Benjamin Harrison Air Base sulla questione e aveva fatto una ricerca che consisteva nel trovare dati inerenti la correlazione fra avvistamenti di UFO ed epidemie, in questo caso concentrandosi su quella poliomelitica, anche se il dottor “X” aveva presuntamente appurato che si trattava invece di avvelenamento radioattivo da uranio. Sul documento dell'FBI non viene citato se il risultato della ricerca abbia portato a dei risultati. E se invece si fossero avuti? Dove sono andati a finire? Dato che c'era, appurando dal documento, l'interesse degli Uffici Investigazioni Speciali dell'Aeronautica militare statuintense e le industrie che lavoravano per essa, si potrebbe ipotizzare che sia stato tutto secretato, magari per utilizzare le risultanze delle ricerche in fantomatiche armi biologiche e batteriologiche. E visto che eravamo in periodo di guerra fredda e attacchi “top secret” non si può escludere che ciò sia accaduto per davvero. Oppure sia stato invece analizzato per bene il tutto, perfezionato e poi, una volta avuta la certezza che non avrebbe fallito, la “nuova arma” biologica sia stata testata qualche anno più tardi, sotto le teste ignare dei cittadini. Ma sono soltanto delle ipotesi, illazioni, non suffragate da prove certe. E chi scrive è contro il sensazionalismo e il cospirazionismo più becero. Il documento si conclude affermando che la tesi dell'enigmatico dottor “X” ha ricevuto una forte repulsione in seno all'Indiana University Medical School di Indianapolis, con i medici che hanno risolto la questione con grosse risate e che tutto risultava (secondo loro) il frutto di un grande scherzo. Ma non è l'unica conclusione, vi si legge che dottor “X” aveva dichiarato che anche nel Canada c'erano stati strani eventi, parlando di enigmatici resti di “dischi volanti”, senza dichiarare date e luoghi precisi. Ci domandiamo, quale spunto ci può dare questo documento? Sicuramente, se ciò che è scritto è accaduto per davvero, apre scomodi e inquietanti interrogativi: quanti eventi simili sono accaduti e si preferisce tacere? Probabilmente un discreto numero, basti pensare che è risaputo cosa possa portare un IR2 (Incontro Ravvicinato del 2° Tipo, ossia incontri caratterizzati dall'interazione dell'oggetto misterioso con l'ecosistema circostante) a dei testimoni oculari. Un esempio è quello che accadde nel periodo indicato tra il 1977 e il 1978 in Brasile, dove alcuni Stati furono colpiti drammaticamente da eventi UFO, con testimoni sovente colpiti da gravi malattie prodotte dall'interazione con oggetti volanti non identificati, ma l'elenco potrebbe continuare. Quindi concludendo, esiste un documento ufficiale, in cui si accenna ad una ipotetica correlazione fra UFO ed epidemie, che potrebbe portare (secondo chi scrive) a riconsiderare in modo diverso il contatto fra esseri umani e intelligenze extraterrestri, che presto o tardi che mai riguarderà tutti noi. Non a caso esiste la procedura di “quarantena” per gli astronauti, quando questi sono tornati sulla Terra dopo missioni nello Spazio. Sono solo coincidenze?
Sotto il documento scannerizzato:




Fonte: http://www.acins.eu/Dischi%20Volanti%20FBI%20ed%20epidemie.htm

Concetti Alieni: Intervista col Dr.John Mack

La ricerca di John Mack sulle abductions aliene lo ha spinto lontano dal mondo accademico, ma lo Psichiatra di Harvard e il suo Program for Extraordinary Experience Research costruiscono la "scienza del sacro".



"Area di Virginia - emozionante", John Mack scrisse in una nota del 1964. Si riferiva ad una possibilità per sviluppare nuovi metodi per la cura mentale all'ospedale del Massachusetts. Però questo entusiasmo e questo spirito per il rischio è un riassunto pulito della lunga e controversa carriera dello psichiatra di Harvard, come scienziato e attivista.
Mack non ha mai evitato l'esplorazione di frontiera. Mentre molti dei suoi colleghi lavoravano tranquilli nella torre d'avorio di Harvard, Mack protestava contro i test nucleari nel Nevada, volava verso le guerre in Libano per dare aiuto alla diplomazia in Medio Oriente e collaborava con i colleghi Sovietici durante la Mosca della guerra fredda. Fatto più famoso, ascoltava le persone che gli raccontavano storie di visite aliene e di abductions e credeva in loro.

Il suo comportamento, inusuale per un accademico di alto livello, lo ha trasformato in una figura divertente di 71 anni per il mondo ufficiale, un moderno Don Chisciotte per quelli di orientamento progressista e un cavaliere sul cavallo bianco per quelli che credono che gli alieni siano fra noi. Persino quegli amici e colleghi contrari alle teorie sulle abductions di Mack, riconoscono il suo profondo impegno nell'affrontare i problemi a tutti i livelli personali, sociali e spirituali. "La sua visione davvero importante è che le persone possono cambiare, possono aprirsi", dice un amico accademico.

Un altro amico dice che nel cuore di Mack c'è la passione del comprendere e alleggerire la sofferenza umana. Ironicamente, l'insolito viaggio di Mack nel reame alieno gli ha portato la sua quota di sofferenza, dai danni alla sua credibilità professionale, alla perdita di vecchi amici e alla rottura di un lungo matrimonio. Mack stesso sembra faticare a spiegare il perchè è quello che è, data la mancanza passata sia nell'attivismo sociale che nelle materie spirituali. Un bambino introspettivo come si descrive, nato in una famiglia di accademici Ebrei Tedeschi a New York. Suo padre legge la Bibbia, ma solo come letteratura in questa famiglia atea.

Però la sofferenza non è stata un concetto astratto nella sua giovane vita. La madre biologica di Mack è morta per appendicite quando lui aveva solo 8 mesi. La sorella di sua madre si sposò più tardi con un sopravvissuto all'Olocausto, un uomo che divenne un esperto nel processo di gruppo e nella psicoterapia. Un altro zio era malato di mente e venne lobotomizzato. "Questo fu un grande fattore nella mia scelta di entrare in psichiatria", dice. Il manicomio che vedeva durante i viaggi verso il paese lo catturò. Per l'età di 12 anni, stava divorando libri di psicologia nella libreria della sua scuola.

Dopo aver finito la scuola di medicina e sposato Sally Stahl nel 1959, partirono per un'esperienza di due anni in cui Mack servì come psichiatra dell'Air Force in Giappone, dove il primo dei loro tre figli nacque. Lo shock culturale fu intenso. La vita in quel posto, ricordò più tardi, gli insegnò quanto "fantasticamente etnocentrici ed ecologicamente distruttivi possiamo essere noi Americani". La famiglia tornò negli Stati Uniti e Mack entrò in psichiatria ad Harvard negli anni '60, quando le idee sulla salute mentale erano state revisionate. Lui giocò un ruolo chiave nel creare una nuova clinica psichiatrica sia per pazienti esterni che interni nel vecchio ospedale di Cambridge di cui Harvard aveva preso il controllo.

La passione di Mack per T.E.Lawrence lo portò a scrivere una approfondita biografia dell'enigmatico uomo che giocò un ruolo chiave nella politica del Medio Oriente e nel 1977, lo sforzo lo portò al Premio Pulitzer. Lawrence visse una visione creativa del cambiare il mondo, cosa che fece appassionare, uno dei suoi amici dice ossessionare, Mack.

Per i primi anni '80, quando entrò in quella che per molti professori sarebbe la confortevole mezza età, Mack, sotto la spinta dei suoi figli, venne attirato in due altri territori vergini, il regno dei quesiti spirituali e il mondo dell'attivismo politico. Sperimentò la respirazione olotropica e le droghe psichedeliche. Venne attirato nella politica del Medio Oriente, incontrandosi con Yassir Arafat a Beirut per discutere prospettive di pace. In seguito si lanciò in un crescente sforzo antinucleare durante gli anni di Reagan, esplorando gli aspetti psicosociali della minaccia di guerra nucleare e testimoniò davanti al Congresso un problema come gli incubi infantili di un olocausto nucleare. Infine si spinse in un ruolo più attivo; la sua intera famiglia venne arrestata nel 1986 nel Sito di Test governativo del Nevada per aver protestato sulle detonazioni nucleari sotterranee.

Il suo lavoro respiratorio in particolare, impostò le basi per il suo interesse sugli alieni. "Ero aperto alla possibilità che esistesse un mondo oltre quello che possiamo vedere", ricorda. Mack iniziò a vedere pazienti che descrivevano una varietà di incontri alieni e creò il Programma per la Ricerca sulle Esperienze Straordinarie (PEER) nel Centro di Harvard per il Cambiamento Psicologico & Sociale. (Correntemente il Centro e il PEER non sono affiliati con Harvard.) Il suo libro del 1994 sul soggetto ( Abduction), che si concentra su interviste che descrivono le esperienze di un gruppo di 70 persone che affermarono di essere state addotte, provocò la ridicolizzazione e l'indignazione nei media ufficiali e una investigazione di Harvard nei suoi metodi scientifici.

Imperterrito, Mack rimase fermo, raccogliendo altri dati e intervistando persone da tutto il mondo, pubblicando Passport to the Cosmos: Human Transformation and Alien Encounters nel 1999, che si concentrava su miti relativi agli alieni ed esperienze nelle culture native, dall'Amazzonia all'Africa del Sud. Di persona, Mack ha i tratti cauti di uno studioso, la combattività di una figura attaccata dai media e l'entusiasmo innocente di un giovane studente di college che scopre sè stesso. Durante una lunga intervista nei centri del PEER, Mack ha parlato con New Age sulla sua ultima frontiera. Quello che segue è un riassunto dell'intervista.

Domanda: Qual'è stato il primo incontro con il fenomeno alieno?

Risposta: Ho letto un articolo che trattava il fenomeno come emergenza spirituale e un collega nel mio corso di respirazione, mi portò a vedere Budd Hopkins (autore di diversi libri sugli alieni) nel Gennaio 1990. All'inizio io non credevo che fosse possibile incontrare esseri esterni alla Terra, ma divenne chiaro che non avevo altro modo per spiegare cosa stesse accadendo: se diverse persone che non sono connesse hanno le stesse dettagliate esperienze, allora non hai a che fare con un effetto generato internamente. Quindi divenni curioso.

D: Come verifichi l'attendibilità di queste affermazioni?

R: Faccio una valutazione psicologica accurata dei loro stati mentali, prendo la loro storia psicologica, gli esami clinici standard e, in alcuni dei primi casi, batterie di test psicologici. Valuterò se abbelliscono la verità. C'è altro, con cui ancora combatto. La sensazione che una persona stia parlando come se sia stata lì, questa viene dal linguaggio del corpo, lo sguardo nei loro occhi, dal non avere altri piani. Sto lavorando per definire meglio questi punti.

D: Quindi vedi quello che stai facendo come scienza?

R: Devo essere aperto al fatto che ci sono reami di dimensioni della realtà che non conosco. La conoscenza non è la stessa quando non puoi creare un esperimento controllato, ma rimangono ancora vie affidabili per conoscere. Non posso creare un esperimento che raccoglie un gruppo di UFO. Però credo che esista una qualità d'apertura di mente e rigore che possiamo applicare. Possiamo sviluppare degli standard di autenticità, attendibilità, molteplicità di testimonianze. Questa può essere considerata una scienza del sacro o dell'esperienza umana.

D: Quali tipi di standard visualizzi per tale scienza?

R: Abbiamo un progetto sulle esperienze anomale al PEER, che deriva da un workshop del 1999 sull'argomento che ha incluso teologi, antropologi, astrofisici e filosofi. Non guardiamo solo il fenomeno delle abduction, ma le esperienze di pre-morte e altri fenomeni simili che non cadono in una singola disciplina. Noi vogliamo esplorare le tradizioni dove esistono, se non standard, tradizioni sulla testimonianza oculare e sulla verità, metodi sul come decidere chi prendere seriamente. Le tradizioni Buddiste e Cattoliche affrontano questo in dettaglio, per esempio nel determinare cosa sia miracolo e cosa no. Padre Corrado Balducci, un gentiluomo vicino al Vaticano, una volta mi colpì dicendo che la Chiesa prende molto seriamente questi rapporti sugli UFO e sulle abductions, perchè sembrano esserci molte testimonianze attendibili. Ho iniziato a pensare a questa nozione del testimone sacro o del testimone del sacro. Non vogliamo prendere, per esempio, gli standard Cattolici o Buddisti, ma possono essere delle guide.

D: Quindi questi standard possono essere applicati ad ogni sorta di esperienza anomala?

R: Il mondo New Age è pieno di persone che lavorano su tutto dalle esperienze aliene al channeling, ma non ci sono criteri reali per dire cosa prendere seriamente. Abbiamo molte critiche appropriate sul lavoro new age. Solo perchè qualcuno dice che può canalizzare qualcosa, non significa che sia vero. Il metodo scientifico ha mezzi per decidere sull'attendibilità di evidenze fisiche. Però se non ci sono evidenze fisiche, segni fisici sul corpo per esempio, ci devono essere modi per raccogliere dati e determinare la validità.

D: Stai cercando con forza di portare la scienza in un'area che è dominio della religione?

R: Barbara McClintock, vincitrice del Premio Nobel in genetica, ha descritto il suo modo di conoscere come altamente soggettivo. Lei potrebbe cadere in amore con spighe di grano; si è fusa con quello su cui lavorava. Chiaramente, dopo aver appreso in questo modo interconnesso e soggettivo, allora puoi usare la tua mente razionale per trovarne un senso. Però il tuo strumento di conoscenza è il tuo intero sè, il tuo sè intuitivo, la tua piena coscienza. Quello che i bravi scienziati e quelli che ci portano "oltre il velo" hanno in comune, è il pieno impegno con questo altro sè.

D: Dici che il lavoro respiratorio ti ha aperto ad altre visioni del mondo. Come si è rivelato questo?


R: Ho realizzato che non ero bloccato nella mia torre accademica e psicoanalitica, mi sono espanso oltre il guscio. Ho avuto questo senso di connessione con tutte queste persone, che era inspiegabile per me. Questo senso per cui ognuno di noi è in qualche modo una persona aperta e che ama e che eravamo una sola cosa in un certo modo, che in condizioni naturali possiamo connetterci in un modo molto differente dal solito isolamento competitivo in cui viviamo.

D: Come si relaziona questo con gli alieni?


R: Siamo esseri spirituali connessi con altre forme di vita e col cosmo in modo profondo e lo stesso cosmo contiene una intelligenza. Non è solo materia morta ed energia.

D: Le tue idee sulle abductions, sono più accettate ora nelle vie ufficiali, rispetto al 1994?

R: No, al contrario. Ci sono coloro che hanno paura di quello che vedono come il pericolo del ritorno dell'irrazionale. Però agli estremi c'è una crescente eccitazione e un interesse nel comprendere una realtà non conosciuta tramite il metodo scientifico tradizionale. Quindi c'è come un riscaldamento, non per una guerra di paradigma, ma un discorso non molto amichevole tra visioni in contrasto.

D: Gli "esperienti" del contatto alieno, vengono considerati pazzi nel mondo ufficiale. Li vedi come una minoranza oppressa?

R: La ridicolizzazione di questi individui e la negazione delle loro storie ha profonde implicazioni morali. Una società non può sopravvivere a lungo se chi racconta la verità viene respinto. Io credo che questi testimoni dicano la verità, nonostante il fatto che quello di cui parlano non può essere vero secondo la visione materialista dominante nel mondo. Il fatto che vengano respinti non li rende una minoranza soppressa. Ho iniziato a vedere che l'errato respingimento delle testimonianze di attendibili testimoni era dovuto al fatto che ciò che riportavano non combaciava con la visione dominante del mondo.

D: Come reagisci alle strane varietà di alieni descritti dagli addotti?


R: L'intero discorso della demografia aliena è piuttosto ironica in un certo modo, alcuni biondi, altri rettiliani, altri come insetti, altri come mantidi religiose e chiaramente i grigi. L'intero discorso in un certo modo è comico. Quindi arrivi sulla loro provenienza stellare. Sembra uno scherzo cosmico. Quando una cultura diviene sterile e limitata nella sua visione, arriva qualcosa che strappa l'intero sistema.

D: Quindi credi personalmente in questo fenomeno?


R: Non serve sforzo. Non si può spiegare in modi puramente interpsichici. Molte persone hanno queste esperienze nel mondo, spontaneamente. Deve arrivare da qualche luogo, quella che James William ha chiamato "provocazione dall'esterno". Lo vedo nel contesto della crisi ecologica globale. La Terra è una fonte di creazione e vita e per ignoranza, avidità e aggressione, la stiamo distruggendo. Vedo un risveglio delle coscienze in questo, una riconnessione spirituale col sacro, col divino.

D: Il pedaggio personale e professionale per aver scavato nel fenomeno abductions, è stato troppo alto?


R: Non ho rimpianti. Nonostante le critiche e gli attacchi, ho incontrato così tante incredibili persone aperte alla conoscenza. Ho probabilmente guadagnato più colleghi e amici da quando ho iniziato questo lavoro, rispetto a quelli che avevo nel periodo precedente, sono semplicemente differenti. Non risuono allo stesso modo con un numero di altre persone. E' stata come un'espansione dei miei orizzonti e un'apertura a connessioni e possibilità eccitanti, più che una sofferenza. Quello che mi ha portato a sentirmi bene è che le persone hanno iniziato a cercare in anomalie di altro tipo. Ci sono stati molti altri pionieri prima di me.

R: Vuoi avere un'esperienza di abduction?


R: Non penso. Una ragione è che spesso è spaventoso, ma penso che potrei gestirla. Secondo, la mia attendibilità e il mio ruolo come testimone dei testimoni, dipende sul mio essere pulito in questo punto. Ho visto esempi in cui investigatori che hanno avuto esperienze o hanno riconosciuto le loro esperienze, hanno perso credibilità come investigatori. Sento di avere un ruolo diverso. Non mi permetto di pensare troppo a questo.

Fonte: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.4957

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