domenica 10 aprile 2011

Le reazioni degli ufologi italiani sui materiali FBI

L’ostilità è la severità di giudizio degli ufologi italiani verso il recente materiale FBI, a sfondo UFO, di recente reso pubblico, ha diverse spiegazioni. Non un “capriccio intellettuale” come qualche appassionato ha voluto rimarcare, quanto ragioni basate su dati di fatto concreti.


Mai come in questa occasione, almeno per ciò che concerne il nostro paese, si assiste ad un’uniformità di vedute sulla questione. Chi si è preso la briga di analizzare a fondo la questione è il Centro Ufologico Ionico che, pur tracciando un giudizio severo sulla consistenza del materiale, ha voluto comunque spulciare gli x-files ed analizzarli. Antonio De Comite ha fondato la filosofia del suo centro ufologico mettendo in primo piano proprio lo studio dei documenti delcassificati, libri e tutto il materiale potenzialmente probante. Una scelta che lui ha più volte sintetizzato così: “Quando si va in tv e ci si trova di fronte gli scettici, basterebbe portare qualcuno di questi documenti, magari del Rapporto Cometa, per zittire tutti coloro che negano l’esistenza degli UFO“. Molti hanno associato alcuni documenti presenti, tra quelli on line sul sito gestito dall’FBI, come riscontri interessanti concernenti il famoso caso di “UFO crash” a Roswell.

Invece De Comite, in uno studio approfondito su quei files, spiega dettagliatamente il suo scetticismo nel merito. Come fatto già da Roberto La Paglia, anche il ricercatore pugliese nota delle incongruenze. Innanzitutto la storia del radar. Non si è mancato di far notare come nel rapporto di Guy Hottel si citino dichiarazioni di un informatore dell’Air Force.
Molto delle dichiarazioni raccolte dall’agente dell’ FBI si incenterebbero sullo schianto di un velivolo non identificato. Ebbene, secondo queste voci riportate nel rapporto, lo schianto sarebbe avvenuto a causa dell’interferenza di un sistema radar durante l’avvistamento. Giustamente il ricercatore italiano, causticamente, fa notare: come non si può essere scettici considerando il livello tecnologico dei radar nel 1950? Un’incongruenza curiosa: sia se si voglia sposare la tesi del velivolo militare segreto in volo non ufficiale (quindi dotato di una tecnologia teoricamente avanzata) sia quella meno convenzionale dell’astronave aliena (con tecnologia ipotetica per nulla paragonabile persino alla nostra attuale).

Non è il solo punto debole che rende poco “performanti” i files dell’FBI. Anche perchè sono raccolte testimonianze, non prove. L’FBI ha svolto solo indagini e non trae direttamente conclusioni. Insomma, nessuno si espone. L’informatore resta anonimo, l‘FBI prende atto delle dichiarazioni ma non mostra nessuna “prova incontrovertibile”. In uno speciale sul sito ufficiale del Centro Ufologico Ionico, De Comite ha messo in fila tutte le “debolezze” del materiale presente sul sito FBI a tema UFO. Per la “smoking gun” bisognerà probabilmente attendere ancora…

Fonte: http://notiziefresche.info/fbi-a-carte-scoperte-sugli-ufo-ma-de-comite-spegne-il-radar_post-94636/

venerdì 8 aprile 2011

The Vault è il recente sistema di pubblicazione ed acquisizione di documenti elettronici resi disponibili dall'F.B.I. (l'Ufficio federale americano di investigazione), contenente più di 2.000 files, a partire dagli anni 50, che sono stati scannerizzati dalla carta in copie digitali.


In uno di questi ultimi documenti pubblicati, desta particolare attenzione un memorandum (cliccabile nella foto di apertura articolo) che, se autentico, riguarderebbe un clamoroso UFO CRASH del 1950, cioè l'impatto al suolo di un presunto velivolo alieno, con il ritrovamento e recupero dei loro occupanti.

In questa nota è possibile tradurre e riportare: “Il signor [omissis] informatore dell’Air Force, ha dichiarato che tre dischi volanti sono stati recuperati nel New Messico. Sono stati descritti come di forma circolare con al centro un rilievo, aventi circa 50 piedi [circa 15 metri - ndr] di diametro ciascuno. Ogni disco era occupato da tre corpi di forma umanoide, aventi un altezza di 90 centimetri, vestiti con una tuta metallizzata di tessuto molto fine. Ogni corpo era legato come coloro che effettuano test sulla velocità e di collaudo. Secondo l’informatore, i dischi volanti sono stati ritrovati nel New Messico per la ragione che il governo possiede nella zona potenti radar che sembrano interferire con il meccanismo che controlla il volo dei dischi. Nessuna ulteriore valutazione è stata fatta dal sig. [omissis] sui fatti di cui sopra”.

Un memorandum datato 22 marzo 1950, un documento di legittima ed ufficiale provenienza, che rivela come l'investigatore Guy Hottel abbia effettuato un rapporto scritto sul ritrovamento di un velivolo discoidale del diametro di circa 15 metri, recuperato dall'US AIR FORCE nello stato del New Mexico.

Per chi desiderasse scaricare i documenti ritenuti più interessanti può visitare il sito The Vault a questo link, all'interno del quale è presente un motore di ricerca per inserire parole chiavi come Ufo oppure Roswell. Abbiamo provato a farlo e si ottengono 215 articoli per UFO e 15 per Roswell, da leggere e tradurre accuratamente.

Fonte: http://www.newnotizie.it/2011/04/08/f-b-i-the-vault-divulgati-documenti-segreti-ufo-roswell/

Ufo, Alieni E Addotti In Italia: Le Verità Del Professor Corrado Malanga

Dire che il professor Corrado Malanga è un personaggio controverso sarebbe riduttivo. Ricercatore di Chimica Organica presso l’Università di Pisa, ha pubblicato numerosi scritti su riviste internazionali specialistiche, l’ultimo dei quali, “Synthesis of deuterium-labelled, optically active, ferroelectric liquid crystals”, realizzato con altri quattro colleghi, è stato pubblicato nel 2010 sulla rivista scientifica “Tetrahedon” inserita nell’Index Medicus.


Questo scienziato, serio e rigoroso, si interessa però da trentacinque anni agli ufo ed agli extraterrestri e proprio questo interesse l’ha reso un personaggio controverso e molto discusso. In molti, infatti, ritengono ancora oggi che l’essere umano sia l’unica forma di vita intelligente nell’universo e tacciano di cialtroneria qualunque studio e ricerca in materia; anche chi, poi, crede nell’esistenza di vite aliene non sempre è disposto ad accettare e divulgare quanto emerge dalle ricerche, vuoi per preservare la “calma ignoranza” degli esseri umani, vuoi perché convinti a tacere dai servizi segreti.

E proprio questa connivenza con i servizi segreti italiani avrebbe spinto il professor Corrado Malanga, secondo quanto lui stesso dichiara, ad allontanarsi dall’associazione ufologica con la quale aveva collaborato per decenni e che gli aveva affidato l’incarico di seguire il caso di Valerio Lonzi, un incarico poi sfociato nella pubblicazione del libro “Gli ufo nella mente”, il primo in cui Malanga indaga il fenomeno dell’abduction e che indagò sottoponendo il giovane a sedute di regressione ipnotica.

Valerio Lonzi è un giovane ligure che nel 1993, all’età di circa 15 anni, si trovava in campeggio con il gruppo degli Scout di cui faceva parte; in questa occasione lui ed alcuni amici sono stati testimoni dell’avvistamento di alcuni oggetti volanti non identificati, sfere luminose che parevano fatte di vetro smerigliato e che, una volta illuminate dalla torcia elettrica, affievolivano la loro luminosità e scomparivano nel nulla.
Ufo, Alieni E Addotti In Italia: Le Verità Del Professor Corrado Malanga

Tanto lui quanto i suoi amici avevano deciso di non parlare di questi avvistamenti, certi che non sarebbero stati creduti, ma in quell’occasione a Valerio sono accaduti altri due fatti che l’hanno portato ad essere indagato come soggetto addotto, vittima cioè di un caso di abduction ad opera degli alieni. Innanzi tutto, in quella notte “manca” quasi un’ora: un lasso di tempo di cui Valerio non ha memoria, in cui non ricorda cosa gli sia accaduto e dove sia stato, ciò che gli ufologi americani identificano come “missing time”; in secondo luogo, in seguito a quell’esperienza sono comparse tre cicatrici orizzontali sulla sua schiena, cicatrici che lui non sa dire come possano essersi formate ma che ipotizza siano riconducibili al suo “rapimento” di quella notte. Qualunque cosa sia realmente accaduta in quella notte di campeggio un dato è certo: anche Valerio Lonzi, come la dottoressa Marina Tonini e a differenza della maggior parte degli addotti, non ha ricordi traumatici né spaventosi della vicenda.

Le testimonianze del professor Corrado Malanga sul fenomeno dell’abduction in Italia e sulle esperienze di contatto con gli extraterrestri sono state recentemente raccolte in un documentario che, certamente, come tutto ciò che lo riguarda, non mancherà di suscitare interesse e pareri contrastanti.
Vi presentiamo qui la prima parte. Le restanti le potrete trovare su Youtube.
Buona visione...



Fonte: http://www.paid2write.org/altro/ufo_alieni_addotti_in_italia_le_verita_del_professor_corrado_malanga_13475.html

UFO: cosa vola nei cieli della Sierra de Cordoba?

Proseguono le indagini sull’intrigante avvistamento UFO in Argentina. Bibiana Bryson, la nota ufologa sudamericana, è al lavoro per tentare di decifrare cosa possa mai essere l’oggetto volante immortalato per caso da una testimone. La location è di quelle suggestive e a grande impatto turistico. Una nuova sovrapposizione di filtri è stata effettuata e resa pubblica (nella foto). Lo strano oggetto in volo è stato “catturato” per caso nel paesaggio della Sierra de Cordoba. Come nella migliore tradizione OVNI la foto è stata scattata senza che il presunto UFO fosse visibile all’occhio umano. L’investigatrice ufologa non si sbilancia ufficialmente, preferisce rispondere con le analisi che si stanno effettuando incessantemente sul materiale fotografico. La Bryson, che molti appassionati europei hanno ribattezzato “Lady OVNI”, è famosa per essere molto severa e scrupolosa quando indaga un caso di presunto UFO avvistato. D’altronde non si potrebbe fare altrimenti in Argentina, il paese dove più che in altre parti del mondo si registrano news di avvistamenti.


Segnalazioni da parte dei testimoni che spesso sono corredate da video o immagini.

Questo si spiega in parte per la profonda cultura ufologica che, da diversi anni, si è insinuata nell’opinione pubblica locale. Anche perché, ed il metodo di lavoro della Bryson lo dimostra, molti ufologi sono i primi a smontare e svelare i casi che presentano una spiegazione razionale. Una filosofia che verrà applicata anche al caso della Sierra de Cordoba. Tra le tante ipotesi, almeno sul lato convenzionale, che circolano informalmente vi è quella della presenza nella skyline di un volatile. Siamo ancora però ad un ostadio iniziale e anche altre strade vengono battute. In attesa di un pronunziamento ufficiale della Bryson sul caso gli appassionati si stanno sbizzarrendo nelle più disparate teorie. L’obiettivo è comprendere cosa si librasse in volo nel cielo della Sierra de Cordoba. Sul sito ufficiale di Bibiana Bryson verranno pubblicati aggiornamenti ed eventuali conclusioni delle analisi.

Fonte: http://notiziefresche.info/ufo-cosa-vola-nei-cieli-della-sierra-de-cordoba_post-93955/

Il mistero delle mutilazioni

La mutilazione animale (o "cattle mutilation") è un fenomeno piuttosto controverso, che per il fatto di essere storicamente relazionato ad avvistamenti di nefandi elicotteri neri o di strane aeronavi sconosciute, è di fatto considerato generalmente un sottoinsieme dell'ufologia.


In realtà per la peculiarità e l'inspiegabilità di alcune caratteristiche tipiche, dovrebbe essere considerato un mistero a sé, anche perché non esiste nessun indizio che leghi indissolubilmente e senza ombra di dubbio le assurde menomazioni trovate sul bestiame alle misteriose apparizioni di oggetti non identificati nei nostri cieli. E' praticamente impossibile stabilire se tale fenomeno sia un enigma esclusivamente contemporaneo o abbia radici più antiche, anche perché con tutta probabilità tali aberrazioni avrebbero potuto essere considerate anticamente dei prodigi diabolici o semplicemente delle strane aggressioni da parte degli animali predatori. Già Charles Fort, però, celebre scrittore ed indagatore del mistero, riporta casi di cadaveri di pecore, conigli, vacche e altri animali da allevamento orrendamente mutilati, spesso ritrovati in concomitanza ad apparizioni di luci misteriose, come nel Galles dei primi del Novecento. Ma secondo la collezione di fatti inspiegabili raccolta dall'eccentrico ricercatore americano, casi simili sarebbero riportati anche in alcune cronache più antiche. Recentemente, invece, prima che il fenomeno salisse decisamente alla ribalta con alcuni casi celebri che diffusero letteralmente il panico in alcune zone degli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo, si ha notizia di qualcosa di avvenuto nei primi anni 60 tra Kansas e Pennsylvania. Ma sulla natura degli episodi non vi è certezza.
Il primo caso finalmente documentato di mutilazione animale (per quanto assai ambiguo), avvenuto nel settembre del 1967 ad Alamosa nel Colorado, è il'attacco ai danni del cavallo Lady, diventato in seguito famoso come “Snippy the horse” (da: to snip: tagliare-tagliuzzare). Dal punto di vista ufologico la cattle mutilation è interessante per due fattori: primo, come abbiamo detto, spesso è correlata ad avvistamenti di elicotteri sconosciuti, Ovni o ad insoliti e misteriosi fenomeni luminosi; inoltre vi sono testimonianze (più o meno credibili) di vacche o altri animali in volo, catturati da "dischi volanti" (tra cui anche alcuni controversi filmati, per lo più falsi). Secondo, la natura di tali mutilazioni e le tecniche riconducibili ad esse sono assolutamente stupefacenti e sconcertanti per l'elevatissimo livello tecnologico, assolutamente inusuali e non rapportabili ad alcun fine scientifico noto. Inoltre, una procedura così furtiva ed eccentrica e le modalità di tale fenomeno sono tanto assurde da poter ipotizzare un possibile coinvolgimento extraterrestre. Ecco gli elementi caratteristici propri della mutilazione animale:
- le vittime sono di solito bestie da allevamento o da cortile (vacche, cavalli, pecore, etc.)
- seppur in presenza di severe recisioni e ferite da taglio varie, sia esternamente che internamente alla carcassa non vi è la minima traccia di sangue, o segno di alcun tipo (trascinamento, impronte di passi o pneumatici etc.) che possa far pensare a uno spostamento del cadavere e alla macellazione dell'animale in altro luogo (se non il trasporto per via aerea, ovviamente)
- la notevole precisione e qualità del taglio simile solo a quello chirurgico, nonché la sorprendente caratteristica cauterizzazione immediata della zona adiacente alla resezione, tipica di un apparecchio di taglio al laser, con temperature stimate in alcune centinaia di gradi; il problema, però, è che sovente mancano i residui microscopici di carbone che caratterizzano l'incisione laser chirurgica e veterinaria. E questo nonostante l'esame anatomo-patologico abbia confermato comunque la presenza di emoglobina e collagene “cotti”, a prova che il tessuto è stato asportato con una tecnologia in grado di generare abbastanza calore da provcare una cauterizzazione all'istante
- la rimozione di occhi, mammelle e organi genitali
- la rimozione dell'ano, simile per profondità e tecnica a quella chirurgica veterinaria
- la rimozione della lingua e di una o di tutte e due le labbra
- la rimozione di un singolo orecchio
- la rimozione della carne e della pelle attorno alla mascella e sotto l'orecchio
- la rimozione degli organi del basso ventre
- l'inspiegabile deterioramento degli organi rimanenti, senza presentare danni ai tessuti circostanti
- la mancanza di segni tipici di animali predatori (morsi, lacerazione di carni o pelle, impronte)
- l'assenza di segni di animali ed insetti necrofagi e il rifiuto di questi di nutrirsi della carcassa
- l'inusuale agitazione e tendenza dei capi di bestiame rimasti a non voler dormire
- lo strano odore di medicina o “chimico” proveniente dal cadavere
- la presenza sul corpo e sul terreno circostante di strani buchi o segni apparentemente simmetrici, di origine e ragione ignote.

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In seguito alla prima ondata negli anni 60 e ad alcuni casi nella decade successiva, la discussione sul fenomeno esplose negli Stati Uniti. Dopo le pressioni della stampa e dell'opinione pubblica, le autorità si affidarono all'FBI al fine di far luce sul fenomeno. Nel 1979 fu così avviata l'“Operation Animal Mutilation”. A capo di questa operazione fu messo l'agente Kenneth Rommel, ma l'inchiesta si concluse con un nulla di fatto; infatti, secondo la relazione conclusiva (per lo meno per il pubblico dominio) la mutilazione animale era nella maggior parte dei casi da ricondursi a fenomeni naturali e nei pochissimi altri era probabilmente spiegabile con episodi sempre di matrice naturale anche se non ancora ben compresi e comunque a quel momento non determinabili. Insomma: niente di strano, anche quando le spiegazioni non c'erano affatto. Ovviamente, per il quieto vivere, non si potè fare altro che chiudere l'indagine non ascrivendo il fenomeno ad alcun responsabile particolare. In un'altra indagine, effettuata dalla “Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives” (ATF) e contemporanea alla precedente e conclusasi anch'essa con un buco nell'acqua, iniziarono però ad emergere talune caratteristiche differenti. Tra queste una in particolare, che aprì la porta ad un ultima spiegazione possibile: ovvero che qualcuno, e non qualcosa, avesse provocato le mutilazioni. Con fini ignoti. L'elemento che fece pensare ad una sorta di rituale avente come vittime gli animali fu il ritrovamento nei fluidi corporei delle bestie di residui riconducibili a sostanze usate in medicina, solitamente al fine di far rilassare e non far soffrire; il che prevedeva anche una certa pietà, o più misteriosamente un particolare interesse a non corrompere l'organismo della vittima con le tipiche sostanze naturalmente secrete in seguito ad uno stato di stress e di paura. Ad oggi la mutilazione animale è in pieno svolgimento soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra, dove si registrano la quasi totalità dei casi. Ma sono pochi i ricercatori scientifici che rischiano la propria carriera studiando al fenomeno. Per la comunità scientifica, in generale, è comunque una fastidiosa anomalia da ricondurre, nei casi più astrusi, a imprecisabili fenomeni naturali o a leggende metropolitane. Ecco le tesi a sostegno di questa teoria. Cause di mancanza o mutilazione di bocca, labbra, ano, genitali: sarebbero una scomparsa o una ritenzione dei tessuti dovuta ad una particolare disidratazione, o l'azione di specifici parassiti o insetti saprofagi che, cercando di entrare nella carcassa, attaccano punti dove la pelle è più sottile e penetrabile. Cause di mancanza o mutilazione degli occhi o di organi interni molli: sarebbero insetti saprofagi come la “Sarcophaga Carnaria” o animali che si nutrono di carogne come ad esempio alcuni avvoltoi, che preferibilmente attaccano gli occhi e tendono a farsi strada facendo dei buchi per nutrirsi degli organi interni molli. Cause dell'assenza di sangue nelle carcasse: all'interno del corpo il sangue talvolta si accumulerebbe nella sua totalità nei punti più in basso della carcassa, trasformandosi poi (a contatto col terreno) in componenti organici base; quello all'esterno del corpo, invece, verrebbe assorbito dal terreno dove gli insetti lo farebbero sparire, o il sole disseccare. Cause delle incisioni chirurgiche: sarebbero da imputarsi a strappi e tagli dovuti alle contrazioni post-mortem e/o alla disidratazione, dal momento che la pelle tende a tirarsi e a ritirarsi in seguito al decesso (?). Causa delle resezioni chirurgiche degli organi interni: sarebbe l'azione di batteri o insetti saprofagi che si nutrirebbero selettivamente di alcune sostanze presenti solo in alcuni organi.
Come si vede, le caratteristiche spiegabili razionalmente sono solo alcune, di quelle tipiche della "cattle mutilation". Per la verità sono stati condotti diversi esperimenti per verificare la compatibilità dei segni tipici della mutilatione con le normali attività di batteri e predatori. In particolare Robert T. Carrol, scettico ricercatore scientifico, dimostrò che i tagli sulla pelle e il deterioramento di alcuni organi da lui ottenuti in laboratorio corrispondevano a quelli osservati in casi presunti di mutilazione animale. Ma se così fosse per tutti gli elementi tipici di questa aberrazione, non saremmo qui a indagarne il mistero, visto che altre ricerche scientifiche, ad esempio quella del National Institute for Discovery Science, affermano che nelle analisi necroscopiche effettuate sono riscontrabili anomalie inspiegabili, non riconducibili a fenomeni naturali. Per quanto riguarda invece la possibilità non naturale di tale attività, ma comunque di origine umana, si individuarono nelle inchieste svolte a livello nazionale tre possibili motivazioni di intervento:
- Crudeltà verso gli animali: per quanto sia una devianza tristemente diffusa, essa raramente viene applicata ad animali di stazza considerevole come vacche o cavalli, ma più comunemente è circoscritta ad animali molto piccoli o domestici, come cani o gatti. È anche raro che per perpetrare tale crimine si utilizzino tecniche e strumenti sofisticati, come invece sembra avvenire nei casi autentici di mutilazione animale, anche se a tal proposito sono stati citati alcuni casi patologici di veterinari o medici che nel loro sadismo non mancavano di applicare la loro scienza.
- Mutilazione a fini di culto: intesa come alternativa alla crudeltà fine a se stessa, essa ad esempio può giustificare l'assenza di sangue presupponendo che esso sia bevuto o raccolto dagli accoliti. In oltre è noto come alcuni organi possano essere d'interesse per sacrifici rituali effettuati da alcune sette esoteriche, così come l'asportazione di un feto da un animale gravido.
Per quanto sia l' FBI che l' ATF presero in considerazione seriamente tale ipotesi, ed alcuni casi marginali fossero con probabilità riconducibili a tale attività, alla fine entrambe le inchieste conclusero che l'ipotesi “culto” non era da considerarsi plausibile come causa della vera mutilazione animale. Anche se nell'opinione pubblica la cosa fece scalpore e ci fu chi si convinse di tale ipotesi, in realtà i fatti non hanno mai avallato tale conclusione.
- Ipotesi psico-traumatica: da citarsi giusto per dovere di cronaca, è il più assurdo tentativo di spiegazione, contemplato negli anni 70 in seguito ai primi casi di sindrome post traumatica nei reduci della guerra in Vietnam; secondo questa tesi, ad effettuare tali sevizie sarebbero stati ex soldati che nella loro psicosi avrebbero cercato sfogo ricreando sulle povere bestie le terribili torture patite o inflitte durante il conflitto.
Per quanto in differenti periodi dell'inchiesta queste tesi vennero prese in considerazione, attraversando l'opinione pubblica a folate di credulità, gli inquirenti non ritennero mai l'ipotesi d'intervento umano la chiave per risolvere il mistero; tant'è che non si individuarono né persone né gruppi da ritenere responsabili e se è noto alle autorità ogni tipo di crudeltà compiuta dagli uomini su animali vittime, fin dall'inizio la cattle mutilation è stata considerata ragionevolmente al di fuori di tale attitudine.
Questo fino agli anni 80, ma considerato che questo fenomeno continua ad apparire inarrestabile, negli ultimi anni sono sorte alcune nuove tesi di pari passo con l'insinuarsi di possibili teorie cospirazioniste di presunto coinvolgimento e relativo insabbiamento della questione Ufo da parte del governo. In alternativa, i parlato di azioni delle frange più segrete dell'apparato militare.Di recente una tra gli esperti più attivi è Linda M. Howe: oltre ad essere una capace ricercatrice ufologica, sembra essere un'autorità in materia, anche se le sue conclusioni parziali restano improntate esclusivamente sul coinvolgimento ufologico.
Ma anche nell'ipotesi che a compiere tale profanazione sui nostri animali siano esseri extraterrestri, resterebbero comunque alcune perplessità che nessuno è ancora in grado di spiegare razionalmente:
- Perché avrebbero bisogno di fluidi o parti anatomiche animali?
- Perché dover uccidere degli animali, considerando ragionevole una relativa superiorità tecnologica extraterrestre, grazie alla quale replicare facilmente tali sostanze in laboratorio?
- Perché lasciare tracce così ambigue ed evidenti del proprio operato, abbandonando i resti degli animali nelle vicinanze del luogo di origine, nella totale incuranza nell' essere ricondotti a colpevoli, quando potrebbero tranquillamente non lasciare alcun indizio delle loro nefandezze?
- Sono del tutto indifferenti delle nostre reazioni, o lo fanno apposta per palesare il loro coinvolgimento?
Altri, come detto, puntano invece il dito verso azioni segrete militari, come la sperimentazione di armi a microonde, giustificando tale ipotesi con il frequente avvistamento dei famigerati elicotteri neri, in relazione al manifestarsi del fenomeno. Difficile intendere come possa essere utile per gruppi segreti delle Forze Armate americane farsi notare nel compromettente atto di mutilare animali, per di più con ipotetiche tecnologie (semi) segrete, quando potrebbero approfittare delle numerose basi in loro possesso nelle quali poter commettere ogni genere di esperimento, senza essere visti da nessuno. L'unica spiegazione possibile, oltre alla generale diffusione della strategia del terrore, potrebbe essere una deliberata agenda per insinuare nella popolazione una condivisa diffidenza nei confronti degli Ufo e dei loro occupanti, utilizzando mezzi militari sconosciuti o camuffati per far cadere la colpa di tali aberrazioni su ipotetici visitatori allogeni. In conclusione, poco si può dire sul perché di tale pratica sanguinaria. Mancano, oltre ad un chiaro movente, delle prove solide e una seria volontà di analisi da parte della comunità scientifica. Per quanto ci siano tutta una serie di dati e di osservazioni che escludono in maniera assoluta qualsiasi spiegazione di origine naturale, come al solito, quando si tratta di misteri di competenza ufologica, il mito si fonde con la realtà creando tutta una serie di leggende, di mistificazioni, ma anche di insabbiamenti clamorosi da parte delle autorità. Un bel mistero, difficile da comprendere, senza ipotesi particolarmente convincenti: al momento qualsiasi ulteriore speculazione, su chi e sul perché, resterebbe aleatoria ed inconcludente. Intanto, impunemente, le vacche continuano a crepare.

Fonte: http://misterobufo.corriere.it/

Il codice binario di Rendlesham

La Rendlesham forest (Inghilterra) è il teatro di uno fra i casi ufologici più sbalorditivi e documentati, il più importante occorso in terra d’Albione.


Così lo ricostruisce Roberto Malini: “Il 27 dicembre 1980 tre addetti alla sicurezza della base aerea di Woodbridge, nel Suffolk (Inghilterra), all’interno della foresta di Rendlesham, avvistano in cielo alcune luci di natura sconosciuta. In seguito alla loro segnalazione, si verifica un insolito movimento di aerei e di altri mezzi militari che partono dalle basi della R.A.F. di stanza a Bentwaters, presidiate dalla forze armate statunitensi. Gli agenti descrivono un oggetto triangolare luminoso, fermo in alto sopra la base. L’U.F.O. è caratterizzato da una luce rossa intermittente posta sulla sua parte alta ed alcune luci blu sulla parte inferiore. Le guardie escludono che si tratti di un aereo. Il colonnello Charles Halt, vice-comandante della base, descrive l’evento in un rapporto ufficiale, aggiungendo che nei giorni successivi all’avvistamento alcuni militari in perlustrazione avrebbero rilevato tre profonde impronte al suolo, forse le tracce di un atterraggio. Contemporaneamente all’avvistamento riportato dal personale di Woodbridge, alcuni civili osservano luci notturne muoversi in cielo con traiettorie zigzaganti.[…] Ottemperando alla legge sulla libertà di informazione, nel dicembre 2002 il Ministero della "difesa" divulga alcuni files relativi al dossier sul caso di Rendlesham, insieme con altri documenti coperti, fino ad allora dal massimo riserbo, che tuttavia non offrono particolari novità”.

Risale alla fine del 2010 un rilevante sviluppo sul Rendlesham incident. Il militare statunitense Penniston, ora in pensione, già di stanza nella base britannica, diffonde alcune informazioni circa la sua esperienza. Egli racconta che il 27 dicembre 1980 fu tra i militari che videro l’ordigno triangolare atterrato in una radura. Egli si avvicinò all’oggetto per sfiorarlo con una mano. Il testimone si accorse che l’U.F.O. sprigionava calore, poi fu investito da un’immagine che si stampò indelebilmente nella memoria visiva: scorse nella mente una serie numerica formata da una lunga serie di 0 ed 1. Tornato alla base, Penniston sentì l’impulso irrefrenabile di trascrivere su un taccuino la sequenza che per lui rimase un enigma indecifrabile per molti anni, fino a quando, andato in pensione, consegnò il quaderno con la successione numerica ad un informatico affinché provasse a decodificarla. L’esperto, dopo vari tentativi, concluse che la serie era traducibile nel seguente messaggio: “Esplorazione dell’umanità per l’avanzamento del pianeta”. Non solo, un’altra parte della comunicazione conteneva le seguenti coordinate geografiche: 53 gradi 15 primi N; 10 gradi 08 primi W.

Queste coordinate potrebbero localizzare l’isola Hy Brasil (dall’antico irlandese “Isola della bellezza”). Hy Brasil è una misteriosa isola, una sorta di paradiso terrestre alla stessa latitudine dell’l'Irlanda. Anche se forse di origine irlandese, il concetto di Hy Brasil deve chiaramente molto ai miti che evocano l’Atlantide inabissatasi nell’oceano. L'isola di Hy Brasil appare, sotto molti nomi diversi, su carte medievali e fu disegnata dal cartografo Angelinus Dal Orto nell’atlante "L'Isola del Brasile" (Genova, 1325). Indipendentemente dalla sua origine, Hy Brasil è spesso citata nella tradizione irlandese. A volte è associata alle Isole Aran ed alle saghe dei Tuatha Dé Danann. Nell’opera “Il crepuscolo celtico” (1893), il poeta W.B. Yeats riferisce i racconti di pescatori che descrivono un'isola edenica dove si può godere la conversazione di Cúchulainn. Hy Brasil, citata pure da Plinio il Vecchio nell’enciclopedia “Naturalis historia”, generalmente si ritenne si trovasse nel mezzo dell'oceano, a centinaia di miglia ad ovest dell'Irlanda, anche se non mancò chi ne segnò la posizione non lontano dalle Azzorre.

Se le informazioni di Penniston sono veritiere, siamo di fronte ad un indizio di una presenza aliena sul pianeta Terra. Il messaggio decriptato si potrebbe interpretare come il riferimento ad una ricognizione di Gaia per opera di una civiltà dello spazio, legata altresì ad Atlantide di cui Hy Brasil fu forse un vestigio. Si potrebbe tracciare il seguente canovaccio: una nazione stellare in un lontano passato fondò delle colonie sulla Terra, tra cui l'Atlantide o influì sull’evoluzione di antiche culture. In seguito ad un cataclisma naturale o artificiale, gli extraterrestri abbandonarono il pianeta per ritornarvi millenni dopo al fine di verificare l’avanzamento della civiltà umana e per stabilire le strategie idonee a riprendere il controllo della situazione. Questa ricostruzione è probabilmente fantasiosa: nondimeno è indiscutibile che il caso di Rendlesham è una pietra miliare nella storia dell’Ufologia, nonché una questione scomoda per l’establishment a tal punto che, come denuncia Whitley Strieber nell’articolo “La verità rubata”, le carte inerenti sono scomparse: distrutte o occultate? È plausibile che la documentazione più scottante sia stata nascosta, mentre al pubblico sono state distillate notizie marginali.

La tenebrosa foresta di Rendlesham continua a custodire il suo inquietante segreto.

Fonti:

Documentario di History channel, Enigmi alieni: messaggeri dallo spazio, 2011
J. MacKillop, A dictionary of celtic mythology, 2004
R. Malini, U.F.O. il dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003, s.v. Rendlesham
W. Strieber, La verità rubata, 2011

Fonte: http://zret.blogspot.com/2011/04/il-codice-binario-di-rendlesham.html

giovedì 7 aprile 2011

Antigravità: l’incredibile effetto Hutchison

Spostare enormi masse con l’antigravita’ è possibile?
Aeronavi terrestri o interplanetarie che abbisognano di pochissima energia…
Forse anche riassociare atomi radioattivi o fonderli con altri atomi di materiali diversi per eliminare la radioattivita’…
Dissociare l’Acqua per avere Idrogeno Ossigeno…
Costruire citta’ o case sospese nell’atmosfera…
Creare in pochi minuti protezioni contro le catastrofi naturali…


L’ effetto Hutchison è “un’insieme di fenomeni scoperti casualmente da John Hutchison durante i tentativi di studiare le onde longitudinali di Tesla nel 1979 in Canada. Gli effetti prodotti includono levitazione di oggetti pesanti, fusione di materiali dissimili come metallo e legno( come mostrato nel film Philadelphia Experiment); il riscaldamento anomalo di metalli senza bruciare i materiali adiacenti, rotture spontanee di metalli (i quali si separano con modalita’ di scorrimento laterale ), e cambiamenti sia provvisori che permanenti nella struttura cristallina e delle proprieta’ fisiche dei metalli. La levitazione di oggetti pesanti dall’Effetto Hutchison non e’ il risultato di semplice levitazione elettrostatica o elettromagnetica” e si verifica come il risultato di interferenze di onde radio in una zona di spazio volumetrico avvolto da sorgenti di alto voltaggio, solitamente un generatore Van de Graff, e due o piu’ bobine di Tesla.



Fonte: http://evidenzaliena.wordpress.com/

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