A Iquitos da più di 25 anni c'è un gruppo di persone appassionate di UFO che hanno potuto osservare delle attività di Oggetti Volanti Non Identificati ma non hanno mai avuto alcun contatto ravvicinato con i Visitatori di altre galassie... fino ad ora.
Durante la prima settimana di Aprile Fabian del Cuadro proprietario di una chevicheria (ristorante tipico peruviano, ndr) stava osservando il cielo quasi in uno stato di trance e profonda concentrazione: l'uomo sostiene di aver ricevuto un messaggio telepatico dagli extraterrestri. Subito dopo si è precipitato a chiamare il gruppo dicendo loro che i Visitatori sarebbero arrivati quella sera. Più tardi Fabian, Aura Guzman e Jamie Guzman sono partiti al tramonto per dirigersi nella località segreta che gli è stata data nel messaggio. Il luogo si trova a 5 miglia fuori da Iquitos, sopra una piccola collina. Erano arrivati in anticipo, per cui si sono messi in attesa, profondamente concentrati per l'arrivo dei Visitatori provenienti dallo spazio. All'1.00 del mattino nel cielo limpido stellato hanno visto una luce bianca: era l'UFO. Dopo un secondo o due hanno iniziato a vedere i contorni di una macchina volante extraterrestreche stava a 2000 metri sopra di loro. Improvvisamente un altro raggio di luce è stato proiettato al suolo dal ricognitore al suolo seguito dalla comparsa di quattro esseri che sembravano galleggiare appena sopra la terra. Aura Guzman ha proseguito nel racconto: "I nostri Visitatori non avevano un corpo come il nostro ma forme che sembravano trasparenti come un tipo di gas, abbiamo potuto distinguere il loro volti, le loro bocche e gli occhi". I Visitatori non hanno parlato ma hanno mandato in via telepatica le parole ai loro astanti stupiti. Il loro messaggio è stato abbastanza chiaro: "Siamo sulla Terra solo per un breve periodo di tempo per aiutare l'umanita'. Vivete in pace e in armonia o una terribile conseguenza si abbatterà sul pianeta Terra". Poi in un lampo i Visitatori si sono sollevati e sono scomparsi nella luce sopra di loro. Il blogger di Downtheamazon.com Bill Grimes che ha intervistato il gruppo il giorno seguente e pubblicato questa incredibile vicenda ha escluso che fossero dei pazzi. Sono degli uomini d'affari molto rispettati a Iquitos.
Fonte: http://noiegliextraterrestri.blogspot.com/2011/05/incontro-ravvicinato-con-i-visitatori.html#more
mercoledì 11 maggio 2011
Incontro ravvicinato a Iquitos (Perù)
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martedì 10 maggio 2011
Viaggi astrali e presunti rapimenti alieni
Un incontro ravvicinato del terzo tipo, riportato da Antonio Chiumento nel libro “Apri gli occhi”, ci permette di svolgere qualche riflessione sulle analogie tra alcune esperienze di contatto ed i cosiddetti viaggi astrali.
Scrive Chiumento: “Il signor Paride nacque a Desio, in provincia di Milano, nel 1971. La sua famiglia si trasferì ben presto a Lignano Sabbiadoro (UD). Al tempo dell’indagine dell’autore, l’uomo prestava il servizio civile a Pozzuolo del Friuli (UD) ed era studente della facoltà di Scienze naturali all’Università degli studi di Trieste. Nel corso degli anni, il signor Paride fu implicato in quattro strani episodi. […] Quando aveva sette anni si verificò il primo episodio. 'Una notte mi svegliai gridando, per il fatto che sentii due mani che mi stringevano le caviglie'. Alcuni anni dopo, durante una notte, il giovane si sentì immobilizzato: non riusciva né a voltarsi né a muovere un arto, anche se stava tentando di tendere, inutilmente i muscoli. In quegli istanti sapeva di essere sveglio e di avere gli occhi chiusi ed era molto spaventato; egli comunque si rammentò di essersi svegliato normalmente qualche tempo dopo.
Il terzo episodio avvenne nel 1995 con le stesse modalità del secondo. Anche in questo caso si sentì immobilizzato: la differenza fu, però, rispetto alle esperienze precedenti, il fatto che il testimone si sentì dire nella sua mente: 'Dove credi di andare?'
L’ultimo episodio, il più importante, accadde nella notte tra domenica 21 giugno e lunedì 22 1998, sempre nella sua abitazione di Lignano Sabbiadoro. Il signor Paride, dopo aver trascorso la serata con alcuni amici, tornò a casa ed andò subito a dormire. Alle ore 1:30 - 2:00 circa si svegliò con il pensiero che ci fosse qualcosa d’insolito nella stanza. Quindi cercò di aprire gli occhi e di voltarsi, facendo leva su tutte le forze. Non appena riuscì a girarsi, vide alla sua destra degli esseri: uno di fronte a lui e, parzialmente, altri tre piccoli dietro al primo. L’uomo fu sicuro di ciò che stava osservando per il fatto che, attraverso le fessure della tapparella, tirata giù, della porta finestra della sua camera, vedeva entrare una luce bianchissima. Quest’ultima, secondo il testimone, non proveniva dal vicino lampione stradale, perché era molto intensa: infatti illuminava sufficientemente parte della stanza al punto che egli riusciva a vedere anche l’ombra di alcuni mobili. Alla vista degli esseri, il signor Paride urlò subito, ma dalla bocca uscì una voce assai fievole; cercò di gridare una seconda ed una terza volta ed in quest’ultimo tentativo venne fuori una voce molto più forte che, però, non riuscì a destare i genitori e la sorella, anche se dormivano tutti con la porta della propria camera aperta. […] L’uomo avvertì la presenza di un quinto essere situato ai piedi del letto, mentre un sesto essere esercitò una pressione con le mani sul suo petto; nel contempo sentì anche delle dita di una terza mano che gli entravano in gola. Dopodiché il teste si rilassò […] 'Era come se galleggiassi' ed in quella circostanza ebbe anche l’impressione di vedere il suo corpo disteso sul letto.[…] Venendo alla fisionomia degli esseri, il signor Paride ricorda che il più grande era alto 1,20 circa. Aveva due grandi occhi neri, la bocca piccola, la pelle era di un verde sbiadito tendente al grigio”.[1]
Come si può notare dalle esperienze riferite, certe condizioni accomunano i vissuti di contatto con presunti alieni ed i viaggi astrali, conosciuti anche come out of body experiences (O.O.B.E.). Le uscite dal soma sono di solito costellate dalle seguenti invarianti: il senso di panico, la paralisi, l’impossibilità di aprire gli occhi, la difficoltà a parlare, la sensazione di fluttuare, la visione del proprio corpo disteso sul letto. Sono aspetti rintracciabili nel caso del signor Paride ed in altri simili.
Che cosa implicano tali somiglianze? E’ possibile che supposti visitatori agiscano non nel piano fisico, ma nella sfera definita appunto astrale: forse il testimone di Lignano Sabbiadoro, nel momento in cui rievoca la percezione di galleggiamento, era stato rapito dai visitatori notturni. Probabilmente il testimone non è conscio né memore di essere stato vittima di un’abduction.
Fra i vari particolari che sembrano connettere le abductions alle esperienze extra-corporee, non trascurerei la luce descritta sovente dagli onironauti: è un chiarore azzurrognolo non dissimile dalla radiosità di colorazione analoga osservata dai sequestrati. Talora i rapiti e coloro che, volenti o nolenti, stanno per sgusciare dal soma, odono un ronzio.
Le creature che gli onironauti affermano di incontrare nel piano astrale sono le stesse che rapiscono o è un livello popolato ed attraversato da entità eteriche come da alieni? Comunque sia, pensare che eventuali rapitori prelevino il corpo fisico e che operino solo nella dimensione materiale densa è quasi certamente errato: esistono altri ambiti cui creature interdimensionali possono accedere (o vi sono intrappolate?) al punto che certe incongruenze riscontrate dai ricercatori paladini dell’Ufologia “viti e bulloni” non sono più tali, poiché, ad esempio, la concomitanza tra abduction e presenza nel letto della vittima con il suo corpo fisico si spiega, postulando l’esistenza di altri piani oltre a quello percettibile con i cinque sensi. La realtà è molto più complessa di quanto la più fervida immaginazione possa immaginare.
[1] E’ il classico disegno di un Grigio.
Fonti:
A. Bruno, La dinamica basilare dei viaggi astrali
A. Chiumento, Apri gli occhi, 2010, Padova, pp. 165-167
Fonte: http://zret.blogspot.com/2011/05/viaggi-astrali-e-presunti-rapimenti.html
Scrive Chiumento: “Il signor Paride nacque a Desio, in provincia di Milano, nel 1971. La sua famiglia si trasferì ben presto a Lignano Sabbiadoro (UD). Al tempo dell’indagine dell’autore, l’uomo prestava il servizio civile a Pozzuolo del Friuli (UD) ed era studente della facoltà di Scienze naturali all’Università degli studi di Trieste. Nel corso degli anni, il signor Paride fu implicato in quattro strani episodi. […] Quando aveva sette anni si verificò il primo episodio. 'Una notte mi svegliai gridando, per il fatto che sentii due mani che mi stringevano le caviglie'. Alcuni anni dopo, durante una notte, il giovane si sentì immobilizzato: non riusciva né a voltarsi né a muovere un arto, anche se stava tentando di tendere, inutilmente i muscoli. In quegli istanti sapeva di essere sveglio e di avere gli occhi chiusi ed era molto spaventato; egli comunque si rammentò di essersi svegliato normalmente qualche tempo dopo.
Il terzo episodio avvenne nel 1995 con le stesse modalità del secondo. Anche in questo caso si sentì immobilizzato: la differenza fu, però, rispetto alle esperienze precedenti, il fatto che il testimone si sentì dire nella sua mente: 'Dove credi di andare?'
L’ultimo episodio, il più importante, accadde nella notte tra domenica 21 giugno e lunedì 22 1998, sempre nella sua abitazione di Lignano Sabbiadoro. Il signor Paride, dopo aver trascorso la serata con alcuni amici, tornò a casa ed andò subito a dormire. Alle ore 1:30 - 2:00 circa si svegliò con il pensiero che ci fosse qualcosa d’insolito nella stanza. Quindi cercò di aprire gli occhi e di voltarsi, facendo leva su tutte le forze. Non appena riuscì a girarsi, vide alla sua destra degli esseri: uno di fronte a lui e, parzialmente, altri tre piccoli dietro al primo. L’uomo fu sicuro di ciò che stava osservando per il fatto che, attraverso le fessure della tapparella, tirata giù, della porta finestra della sua camera, vedeva entrare una luce bianchissima. Quest’ultima, secondo il testimone, non proveniva dal vicino lampione stradale, perché era molto intensa: infatti illuminava sufficientemente parte della stanza al punto che egli riusciva a vedere anche l’ombra di alcuni mobili. Alla vista degli esseri, il signor Paride urlò subito, ma dalla bocca uscì una voce assai fievole; cercò di gridare una seconda ed una terza volta ed in quest’ultimo tentativo venne fuori una voce molto più forte che, però, non riuscì a destare i genitori e la sorella, anche se dormivano tutti con la porta della propria camera aperta. […] L’uomo avvertì la presenza di un quinto essere situato ai piedi del letto, mentre un sesto essere esercitò una pressione con le mani sul suo petto; nel contempo sentì anche delle dita di una terza mano che gli entravano in gola. Dopodiché il teste si rilassò […] 'Era come se galleggiassi' ed in quella circostanza ebbe anche l’impressione di vedere il suo corpo disteso sul letto.[…] Venendo alla fisionomia degli esseri, il signor Paride ricorda che il più grande era alto 1,20 circa. Aveva due grandi occhi neri, la bocca piccola, la pelle era di un verde sbiadito tendente al grigio”.[1]
Come si può notare dalle esperienze riferite, certe condizioni accomunano i vissuti di contatto con presunti alieni ed i viaggi astrali, conosciuti anche come out of body experiences (O.O.B.E.). Le uscite dal soma sono di solito costellate dalle seguenti invarianti: il senso di panico, la paralisi, l’impossibilità di aprire gli occhi, la difficoltà a parlare, la sensazione di fluttuare, la visione del proprio corpo disteso sul letto. Sono aspetti rintracciabili nel caso del signor Paride ed in altri simili.
Che cosa implicano tali somiglianze? E’ possibile che supposti visitatori agiscano non nel piano fisico, ma nella sfera definita appunto astrale: forse il testimone di Lignano Sabbiadoro, nel momento in cui rievoca la percezione di galleggiamento, era stato rapito dai visitatori notturni. Probabilmente il testimone non è conscio né memore di essere stato vittima di un’abduction.
Fra i vari particolari che sembrano connettere le abductions alle esperienze extra-corporee, non trascurerei la luce descritta sovente dagli onironauti: è un chiarore azzurrognolo non dissimile dalla radiosità di colorazione analoga osservata dai sequestrati. Talora i rapiti e coloro che, volenti o nolenti, stanno per sgusciare dal soma, odono un ronzio.
Le creature che gli onironauti affermano di incontrare nel piano astrale sono le stesse che rapiscono o è un livello popolato ed attraversato da entità eteriche come da alieni? Comunque sia, pensare che eventuali rapitori prelevino il corpo fisico e che operino solo nella dimensione materiale densa è quasi certamente errato: esistono altri ambiti cui creature interdimensionali possono accedere (o vi sono intrappolate?) al punto che certe incongruenze riscontrate dai ricercatori paladini dell’Ufologia “viti e bulloni” non sono più tali, poiché, ad esempio, la concomitanza tra abduction e presenza nel letto della vittima con il suo corpo fisico si spiega, postulando l’esistenza di altri piani oltre a quello percettibile con i cinque sensi. La realtà è molto più complessa di quanto la più fervida immaginazione possa immaginare.
[1] E’ il classico disegno di un Grigio.
Fonti:
A. Bruno, La dinamica basilare dei viaggi astrali
A. Chiumento, Apri gli occhi, 2010, Padova, pp. 165-167
Fonte: http://zret.blogspot.com/2011/05/viaggi-astrali-e-presunti-rapimenti.html
lunedì 9 maggio 2011
Ufologo russo: "allontanatevi se vedete un UFO"
In una intervista apparsa pochi giorni fa sul quotidiano russo "AIF", l'ufologo Michael Gerstein, nonchè presidente del comitato sugli UFO presso la "Russian Goegraphical Society" con sede a San Pietroburgo, ha illustrato l'attuale situazione ufologica nell'ex Unione Sovietica - e non solo - e sulla pericolosità degli Oggetti Volanti Non Identificati.
Gerstein dichiara che, anche per la Russia, è giunto il momento di declassificare vecchi documenti come stanno facendo in altri Paesi. Gli UFO in Russia sono stati osservati sin dall'antichità.
Descrizioni di "segni celesti" sono presenti nelle "Antiche Cronache", le cronache del 18° secolo, i quotidiani del 19° secolo e nel 20° secolo.
Gli UFO - continua Gerstein - non sono spariti dai nostri cieli. All'epoca di Brezhnev furono effettuati dei programmi di ricerca per conto dell'Accademia delle Scienze e del Ministero della Difesa. E questi studi sono stati approvati dalle alte cariche del Governo.
Gerstein fa anche un accenno all'incidente di Roswell, nel New Mexico, e dice: "gli americani non hanno nessun cadavere di esseri alieni. A Roswell si schiantò una sonda militare, progettata per monitorare i testi nucleari in URSS. Il filmato della 'autopsia aliena' apparve molto più tardi. Il video fu smentito dallo stesso autore, il quale voleva guadagnare una barca di soldi con la sua creazione".
Gerstein illustra poi alcuni casi documentati accaduti nell'ex Unione Sovietica. Cita il caso accaduto che occorse al celebre ufologo sovietico Felix Ziegel. Quest'ultimo vide un UFO nei cieli dell'Estonia il giorno 8 agosto del 1978. Poi c'è il caso del ricercatore di Fenomeni Anomali Valentin Fomenko che, alla fine degli anni 50 del secolo scorso, vide un gigantesco UFO dalle dimensioni di alcuni chilometri. Rimase sconvolto da ciò che vide e chiese agli abitanti degli insediamenti vicini se avevano visto la stessa cose, ricevendo da questi ultimi conferma. Fomenko, effettuando dei precisi calcoli, fu in grado di stabilire l'altezza dove era presente l'oggetto fluttuante e le relative dimensioni, che come già detto erano di alcuni chilometri.
Parlando poi della veridicità o meno di molti casi UFO in Russia, Gerstein afferma che il 95% degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati è spiegabile convenzionalmente. Un esempio recentissimo è quello dell'aeroporto di San Pietroburgo. Qui hanno aperto una nuova pista per il passaggio degli aeromobili. I velivoli che atterrano a Pulkovo con i fari accesi, sterzano improvvisamente, dando l'impressione che le luci si siano spente e scomparse. Molta gente, guardano ciò, ha pensato ad un avvistamento di UFO.
Un altro caso spiegato convenzionalmente avvenne a Petrozavodsk, nel mese di settembre del 1971. Qui, i residenti della città videro delle misteriose luci nel cielo, poi si scoprì che si riferivano al lancio dello Sputnik.
Passando alla pericolosità o meno degli UFO, Gerstein afferma che quando si vede un UFO molto vicino, il testimone deve comportarsi come quando si ha un incontro con "un grosso e terribile cane". Si deve cercare di non creare reazioni da parte dell'oggetto, non attirare l'attenzione e non agitarsi. Inoltre, Gerstein dichiara che "è meglio nascondorsi dietro un vicino ostacolo. Non si sa mai quale potrebbe essere l'azione di questo oggetto nei confronti del testimone. Ci sono stati casi in cui le persone, entrate in contatto ravvicinato con questo oggetto, sono state trovate bruciate, paralizzate eccetera".
Gerstein conclude parlando della presunta ostilità degli extraterrestri e dichiara che ci sono stati diversi contatti, ma è accaduto che gli UFO hanno mostrato una infondata aggressività. Sarebbe quindi - ed è l'ideale - non rischiare. Possiamo solo ipotizzare sul presunto "Programma degli Extraterrestri" nei nostri confronti. Si potrà solo capire quando il loro programma sarà portato a termine. Il loro comportamento non è descritto in termini, a noi familiari, di logica terrena. Ed è assolutamente impossibile capire perchè sono venuti qui sulla Terra.
Fonte: http://www.centroufologicoionico.com/articoli/ufo-e-documenti/611-ufologo-russo-qallontanatevi-se-vedete-un-ufoq
Gerstein dichiara che, anche per la Russia, è giunto il momento di declassificare vecchi documenti come stanno facendo in altri Paesi. Gli UFO in Russia sono stati osservati sin dall'antichità.
Descrizioni di "segni celesti" sono presenti nelle "Antiche Cronache", le cronache del 18° secolo, i quotidiani del 19° secolo e nel 20° secolo.
Gli UFO - continua Gerstein - non sono spariti dai nostri cieli. All'epoca di Brezhnev furono effettuati dei programmi di ricerca per conto dell'Accademia delle Scienze e del Ministero della Difesa. E questi studi sono stati approvati dalle alte cariche del Governo.
Gerstein fa anche un accenno all'incidente di Roswell, nel New Mexico, e dice: "gli americani non hanno nessun cadavere di esseri alieni. A Roswell si schiantò una sonda militare, progettata per monitorare i testi nucleari in URSS. Il filmato della 'autopsia aliena' apparve molto più tardi. Il video fu smentito dallo stesso autore, il quale voleva guadagnare una barca di soldi con la sua creazione".
Gerstein illustra poi alcuni casi documentati accaduti nell'ex Unione Sovietica. Cita il caso accaduto che occorse al celebre ufologo sovietico Felix Ziegel. Quest'ultimo vide un UFO nei cieli dell'Estonia il giorno 8 agosto del 1978. Poi c'è il caso del ricercatore di Fenomeni Anomali Valentin Fomenko che, alla fine degli anni 50 del secolo scorso, vide un gigantesco UFO dalle dimensioni di alcuni chilometri. Rimase sconvolto da ciò che vide e chiese agli abitanti degli insediamenti vicini se avevano visto la stessa cose, ricevendo da questi ultimi conferma. Fomenko, effettuando dei precisi calcoli, fu in grado di stabilire l'altezza dove era presente l'oggetto fluttuante e le relative dimensioni, che come già detto erano di alcuni chilometri.
Parlando poi della veridicità o meno di molti casi UFO in Russia, Gerstein afferma che il 95% degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati è spiegabile convenzionalmente. Un esempio recentissimo è quello dell'aeroporto di San Pietroburgo. Qui hanno aperto una nuova pista per il passaggio degli aeromobili. I velivoli che atterrano a Pulkovo con i fari accesi, sterzano improvvisamente, dando l'impressione che le luci si siano spente e scomparse. Molta gente, guardano ciò, ha pensato ad un avvistamento di UFO.
Un altro caso spiegato convenzionalmente avvenne a Petrozavodsk, nel mese di settembre del 1971. Qui, i residenti della città videro delle misteriose luci nel cielo, poi si scoprì che si riferivano al lancio dello Sputnik.
Passando alla pericolosità o meno degli UFO, Gerstein afferma che quando si vede un UFO molto vicino, il testimone deve comportarsi come quando si ha un incontro con "un grosso e terribile cane". Si deve cercare di non creare reazioni da parte dell'oggetto, non attirare l'attenzione e non agitarsi. Inoltre, Gerstein dichiara che "è meglio nascondorsi dietro un vicino ostacolo. Non si sa mai quale potrebbe essere l'azione di questo oggetto nei confronti del testimone. Ci sono stati casi in cui le persone, entrate in contatto ravvicinato con questo oggetto, sono state trovate bruciate, paralizzate eccetera".
Gerstein conclude parlando della presunta ostilità degli extraterrestri e dichiara che ci sono stati diversi contatti, ma è accaduto che gli UFO hanno mostrato una infondata aggressività. Sarebbe quindi - ed è l'ideale - non rischiare. Possiamo solo ipotizzare sul presunto "Programma degli Extraterrestri" nei nostri confronti. Si potrà solo capire quando il loro programma sarà portato a termine. Il loro comportamento non è descritto in termini, a noi familiari, di logica terrena. Ed è assolutamente impossibile capire perchè sono venuti qui sulla Terra.
Fonte: http://www.centroufologicoionico.com/articoli/ufo-e-documenti/611-ufologo-russo-qallontanatevi-se-vedete-un-ufoq
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Gli Ufo Terrestri: ipotesi di ricerca
“[...] la mia sarà la macchina volante del futuro, più pesante dell’aria pur non essendo un velivolo; [...]Non avrà ali, sarà solida e stabile. La si potrà osservare sul terreno e nessuno capirà mai che si tratta di una macchina volante... sarà in grado di muoversi a piacimento nell’aria in qualsiasi direzione, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, senza temere i vuoti d’aria e le correnti... potrà rimanere assolutamente ferma nell’aria per poi ripartire velocemente [...]”
(N. Tesla)
In alcuni precedenti articoli pubblicati si è accennato all’ipotesi che esista una significativa percentuale di avvistamenti Ufo non riferibile ad attività aliene sul nostro pianeta. Tale ipotesi, che potrebbe avere una certa valenza ai fini della ricerca, comporterebbe un riesame approfondito della casistica e la creazione di nuovi archivi creati in base all’origine degli oggetti avvistati. Sinteticamente, senza tenere conto dei numerosi falsi e delle manifestazioni atmosferiche erroneamente scambiate per Ufo dai testimoni, potremmo parlare di tre distinte categorie: oggetti di natura extraterrestre con presenze a bordo, sonde di natura extraterrestre senza occupanti e oggetti di natura terrestre la cui esistenza ci è stata fino a oggi tenuta segreta.
Tralasciando le prime due ipotesi, sulle quali la ricerca ha prodotto innumerevoli riscontri, ci occuperemo invece della terza e più controversa eventualità, cercando per quanto sia possibile di attenerci alle documentazioni esistenti senza cadere in facili teorie di complotto o semplici fantasie.
UN MISTERIOSO INVENTORE
Il titolo “My invention” riguardante una autobiografia a puntate pubblicata nel 1919 su Electrical Experimenter, forse a molti non dirà nulla in particolare, ma probabilmente il nome del suo autore, Nikola Tesla, suonerà di certo più familiare; sfogliando quelle pagine è sorprendente ritrovarsi a leggere abbondanti riferimenti ad alcune macchine volanti già progettate e in corso di realizzazione.
Alcuni storici hanno voluto individuare in queste affermazioni la volontà da parte di Tesla di realizzare degli aerei o degli elicotteri; questo è quanto afferma anche Margaret Cheney, autrice di una delle migliori autobiografie su Tesla. Ma era veramente questa l’idea del misterioso inventore?
L’idea della Cheney deriva da alcune affermazioni dello scienziato, e più in particolare da alcuni suoi riferimenti al problema del decollo verticale; in realtà, Tesla si riferiva a una macchina aerea priva di piani di sostentamento, di alettoni e di attacchi esterni: di cosa parlava esattamente?
Non era certo interessato alla missilistica, non si riferiva quindi a un razzo a combustione; accennava invece a una macchina a reazione controllata sia meccanicamente che per mezzo di energia trasmessa senza fili.
ALCUNE CONSIDERAZIONI
L’intero Universo è formato da cariche elettriche, neutroni, protoni, elettroni; la vera sfida risiede nel trovare il modo di accedere e di usare questo infinito moto elettrico perpetuo, cosa che probabilmente Tesla aveva già pianificato visto che la sua macchina aveva già superato la fase di progettazione.
Prima di essere un ingegnere elettrico, Tesla si era interessato di ingegneria meccanica e l’ipotesi che avesse unito queste sue due conoscenze, cementandole con il genio che lo animava, non è certo da scartare; rimane il fatto che se gli venisse accreditata la costruzione di un velivolo simile agli Ufo, non solo si aprirebbero nuove frontiere di ricerca, ma ci troveremmo anche ad affrontare un inquietante interrogativo: se Tesla aveva trovato il modo di sfruttare l’ energia che ci circonda, che fine ha fatto questa sua intuizione? Perché continuiamo a usare combustibili tradizionali se virtualmente avremmo una nuova tecnologia disponibile già da tanto tempo?
In ogni caso, come ci eravamo ripromessi all’inizio, non vogliamo scivolare in discorsi tipici delle teorie di complotto; rimane il fatto che Tesla aveva forse tra le mani qualcosa di assolutamente innovativo e lo descriveva con le stesse immagini con le quali descriviamo oggi quegli strani oggetti volanti che corrispondono al nome di UFO.
Proprio su questo argomento William Lyne ha scritto due libri, riportati in ultimo tra le fonti consultabili, all’interno dei quali sostiene una tesi forse troppo estremista, ma che per alcuni suoi aspetti vale la pena considerare, almeno relativamente a quella parte di avvistamenti che potrebbero non avere natura aliena.
Lyne sostiene con radicale convinzione che tutti gli Ufo fino a ora avvistati sarebbero di origine terrestre, frutto di segreti militari tenuti nascosti da moltissimo tempo; questo modo di pensare si scontra con le innumerevoli e inspiegabili prove di presenze aliene sulla Terra e nasce sicuramente da una visione pessimistica e cospirazionistica del problema; la parte più interessante riguarda invece la sua trattazione del caso Tesla, in particolare quella che riguarda i sistemi avanzati di propulsione. Sulla scorta delle ricerche compiute da Lyne, risulterebbe che Tesla era andato molto avanti nella realizzazione di una macchina volante elettrica, e aveva già costruito un sistema di guida giroscopico nel 1917.
Le apparecchiature vennero testate superando una prova di 200 miglia con l’appoggio della Sperry Gyroscope Company, una società industriale statunitense fondata nel 1910, a Brooklyn, da Elmer Ambrose Sperry, inventore tra l’altro di una speciale bussola giroscopica molto usata in marina e in aviazione; attualmente la società, dopo varie vicissitudini, si è specializzata in elettronica ed è presente sul mercato con il nome di Unisys.
La notizia ancora più interessante riportata da Lyne, riguarda il sistema di propulsione e di gravitazione dell’ Ufo di Tesla; i due sistemi, infatti, sarebbero stati supportati da un flusso di etere, radiazioni o flusso di fotoni con l’interazione di cariche positive e negative.
In pratica, attraverso l’uso di apparecchi elettrici, Tesla avrebbe reso possibile la creazione di vortici nel flusso etereo, i quali, a loro volta, avrebbero spinto il velivolo nella direzione voluta.
TRA SCIENZA E MISTERO
Dal 1891 al 1894, Nikola Tesla aveva già condotto degli esperimenti nel tentativo di usare il flusso etereo, forse in previsione di quanto avrebbe cercato di costruire in futuro; l’esperimento consisteva nel creare uno stato solido partendo da due lamine metalliche parallele tramite la corrente alternata a frequenza e tensione elevate. In questo modo era riuscito a dare una sorta di ordine al flusso di etere, cercando in seguito di arrestare o sorreggere le placche.
La logica dell’esperimento era altresì estremamente interessante: un flusso di fotoni virtuale è per sua natura disordinato, non è polarizzato, e consiste in un fluido talmente tenue da non poter essere impiegato per scopi pratici.
Nonostante ciò scorre continuamente attraverso i nostri atomi senza che noi ne avvertiamo minimamente la presenza; l’elettricità ad alta tensione e alta frequenza sprigionata dal trasformatore di Tesla era in grado di “ordinare” questo flusso, oltre che creare dei veri e propri vortici al suo interno. Si tratta in pratica dell’anticipazione di quello che oggi è conosciuto come “Effetto Casimir”, ovvero la forza che si esercita fra due oggetti estesi separati dovuta non alla gravità o alla carica elettromagnetica, ma alla presenza di un campo, detto di punto zero, nello spazio fra i due oggetti, un postulato descritto soltanto a partire dal 1948.
Tesla però era andato oltre, aveva dichiarato che la sua macchina avrebbe potuto raggiungere una velocità di 277 miglia al secondo, pari a 444 Km.; lo stesso Lyne afferma che tale velocità risulta esagerata per i viaggi intercontinentali, mentre potrebbe essere raggiunta nello spazio interplanetario; queste due affermazioni, implicitamente, confermano che Tesla non si riferiva a un aereo o un elicottero, entrambi velivoli che in ogni caso, per le loro caratteristiche strutturali, non potrebbero mai raggiungere queste velocità.
Il Giornale Online
L’ Ufo di Tesla, dalle poche documentazioni esistenti, doveva assomigliare a una cupola o una semisfera arrotondata, a volte rappresentata come una sorta di sigaro volante, entrambe immagini molto note agli studiosi di ufologia. Questa idea di macchina volante venne in seguito ripresa in una intervista rilasciata al New York Times il 22 settembre del 1940; in quella occasione Tesla dichiarò ufficialmente di aver realizzato un progetto chiamato “Teleforza”, un progetto che consisteva in quattro distinte invenzioni già ampiamente testate: un metodo atto a produrre raggi nell’aria senza alcun vuoto, un metodo per produrre forza elettrica o tensione infinitamente maggiore a quella fino a quel momento conosciuta, un metodo per amplificare la forza prodotta con la seconda invenzione, un metodo per produrre una spaventosa forza elettrica propellente.
Nessuno ha mai potuto rintracciare le prove in merito alle affermazioni di Tesla. È però alquanto strano notare come la recente messa in funzione del sistema HAARP, tristemente legato al problema delle scie chimiche, si avvicini molto a quanto dichiarato dallo scienziato, così come i parametri che stanno alla base delle onde ELF.
Cosa progettò Nikola Tesla? Cosa effettivamente realizzò ma non riuscì a rendere di pubblico dominio? Questa è soltanto una delle tante storie riferibili agli “ Ufo terrestri”. Le coincidenze e le stranezze sono così tante da formare altrettanti ragionevoli dubbi. Non possiamo certo affermare che la totalità degli avvistamenti sia riferibile a più o meno nascosti segreti militari, sarebbe negare a oltranza delle evidenze fin troppo documentate; sarebbe comunque auspicabile approfondire il tema degli Ufo terrestri, una ipotesi altrettanto documentata e sperimentata.
Nel cielo si muovono da sempre inafferrabili segreti provenienti da mondi ancora sconosciuti. Parte di essi hanno forse ispirato e sollecitato il genio di alcuni ricercatori, e Nikola Tesla è di sicuro tra questi.
“Alla luce di queste rivelazioni tentiamo di approfondire la questione, ma non prima di aver riportato alcune annotazioni di Tesla così sorprendentemente vicine alle moderne osservazioni e conclusioni sugli Ufo: “[...] la mia sarà la macchina volante del futuro, più pesante dell’aria pur non essendo un velivolo. Non avrà ali, sarà solida e stabile. La si potrà osservare sul terreno e nessuno capirà mai che si tratta di una macchina volante... sarà in grado di muoversi a piacimento nell’aria in qualsiasi direzione, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, senza temere i vuoti d’aria e le correnti... potrà rimanere assolutamente ferma nell’aria per poi ripartire velocemente[...]”
(N. Tesla)
Approfondimenti:
• William Lyne - “Scienza e dittatura occulta”.
• Margaret Cheney – “Man of Time”.
• Matteo Tenan blog
• William Lyne – “Space aliens from the Pentagon” Edizioni Creatopia.
• William Lyne – “Physics Tesla’s hidden space propulsion system and the conspiracy to conceal it” Edizioni Creatopia.
Fonte: http://statidipercezione.blogspot.com
(N. Tesla)
In alcuni precedenti articoli pubblicati si è accennato all’ipotesi che esista una significativa percentuale di avvistamenti Ufo non riferibile ad attività aliene sul nostro pianeta. Tale ipotesi, che potrebbe avere una certa valenza ai fini della ricerca, comporterebbe un riesame approfondito della casistica e la creazione di nuovi archivi creati in base all’origine degli oggetti avvistati. Sinteticamente, senza tenere conto dei numerosi falsi e delle manifestazioni atmosferiche erroneamente scambiate per Ufo dai testimoni, potremmo parlare di tre distinte categorie: oggetti di natura extraterrestre con presenze a bordo, sonde di natura extraterrestre senza occupanti e oggetti di natura terrestre la cui esistenza ci è stata fino a oggi tenuta segreta.
Tralasciando le prime due ipotesi, sulle quali la ricerca ha prodotto innumerevoli riscontri, ci occuperemo invece della terza e più controversa eventualità, cercando per quanto sia possibile di attenerci alle documentazioni esistenti senza cadere in facili teorie di complotto o semplici fantasie.
UN MISTERIOSO INVENTORE
Il titolo “My invention” riguardante una autobiografia a puntate pubblicata nel 1919 su Electrical Experimenter, forse a molti non dirà nulla in particolare, ma probabilmente il nome del suo autore, Nikola Tesla, suonerà di certo più familiare; sfogliando quelle pagine è sorprendente ritrovarsi a leggere abbondanti riferimenti ad alcune macchine volanti già progettate e in corso di realizzazione.
Alcuni storici hanno voluto individuare in queste affermazioni la volontà da parte di Tesla di realizzare degli aerei o degli elicotteri; questo è quanto afferma anche Margaret Cheney, autrice di una delle migliori autobiografie su Tesla. Ma era veramente questa l’idea del misterioso inventore?
L’idea della Cheney deriva da alcune affermazioni dello scienziato, e più in particolare da alcuni suoi riferimenti al problema del decollo verticale; in realtà, Tesla si riferiva a una macchina aerea priva di piani di sostentamento, di alettoni e di attacchi esterni: di cosa parlava esattamente?
Non era certo interessato alla missilistica, non si riferiva quindi a un razzo a combustione; accennava invece a una macchina a reazione controllata sia meccanicamente che per mezzo di energia trasmessa senza fili.
ALCUNE CONSIDERAZIONI
L’intero Universo è formato da cariche elettriche, neutroni, protoni, elettroni; la vera sfida risiede nel trovare il modo di accedere e di usare questo infinito moto elettrico perpetuo, cosa che probabilmente Tesla aveva già pianificato visto che la sua macchina aveva già superato la fase di progettazione.
Prima di essere un ingegnere elettrico, Tesla si era interessato di ingegneria meccanica e l’ipotesi che avesse unito queste sue due conoscenze, cementandole con il genio che lo animava, non è certo da scartare; rimane il fatto che se gli venisse accreditata la costruzione di un velivolo simile agli Ufo, non solo si aprirebbero nuove frontiere di ricerca, ma ci troveremmo anche ad affrontare un inquietante interrogativo: se Tesla aveva trovato il modo di sfruttare l’ energia che ci circonda, che fine ha fatto questa sua intuizione? Perché continuiamo a usare combustibili tradizionali se virtualmente avremmo una nuova tecnologia disponibile già da tanto tempo?
In ogni caso, come ci eravamo ripromessi all’inizio, non vogliamo scivolare in discorsi tipici delle teorie di complotto; rimane il fatto che Tesla aveva forse tra le mani qualcosa di assolutamente innovativo e lo descriveva con le stesse immagini con le quali descriviamo oggi quegli strani oggetti volanti che corrispondono al nome di UFO.
Proprio su questo argomento William Lyne ha scritto due libri, riportati in ultimo tra le fonti consultabili, all’interno dei quali sostiene una tesi forse troppo estremista, ma che per alcuni suoi aspetti vale la pena considerare, almeno relativamente a quella parte di avvistamenti che potrebbero non avere natura aliena.
Lyne sostiene con radicale convinzione che tutti gli Ufo fino a ora avvistati sarebbero di origine terrestre, frutto di segreti militari tenuti nascosti da moltissimo tempo; questo modo di pensare si scontra con le innumerevoli e inspiegabili prove di presenze aliene sulla Terra e nasce sicuramente da una visione pessimistica e cospirazionistica del problema; la parte più interessante riguarda invece la sua trattazione del caso Tesla, in particolare quella che riguarda i sistemi avanzati di propulsione. Sulla scorta delle ricerche compiute da Lyne, risulterebbe che Tesla era andato molto avanti nella realizzazione di una macchina volante elettrica, e aveva già costruito un sistema di guida giroscopico nel 1917.
Le apparecchiature vennero testate superando una prova di 200 miglia con l’appoggio della Sperry Gyroscope Company, una società industriale statunitense fondata nel 1910, a Brooklyn, da Elmer Ambrose Sperry, inventore tra l’altro di una speciale bussola giroscopica molto usata in marina e in aviazione; attualmente la società, dopo varie vicissitudini, si è specializzata in elettronica ed è presente sul mercato con il nome di Unisys.
La notizia ancora più interessante riportata da Lyne, riguarda il sistema di propulsione e di gravitazione dell’ Ufo di Tesla; i due sistemi, infatti, sarebbero stati supportati da un flusso di etere, radiazioni o flusso di fotoni con l’interazione di cariche positive e negative.
In pratica, attraverso l’uso di apparecchi elettrici, Tesla avrebbe reso possibile la creazione di vortici nel flusso etereo, i quali, a loro volta, avrebbero spinto il velivolo nella direzione voluta.
TRA SCIENZA E MISTERO
Dal 1891 al 1894, Nikola Tesla aveva già condotto degli esperimenti nel tentativo di usare il flusso etereo, forse in previsione di quanto avrebbe cercato di costruire in futuro; l’esperimento consisteva nel creare uno stato solido partendo da due lamine metalliche parallele tramite la corrente alternata a frequenza e tensione elevate. In questo modo era riuscito a dare una sorta di ordine al flusso di etere, cercando in seguito di arrestare o sorreggere le placche.
La logica dell’esperimento era altresì estremamente interessante: un flusso di fotoni virtuale è per sua natura disordinato, non è polarizzato, e consiste in un fluido talmente tenue da non poter essere impiegato per scopi pratici.
Nonostante ciò scorre continuamente attraverso i nostri atomi senza che noi ne avvertiamo minimamente la presenza; l’elettricità ad alta tensione e alta frequenza sprigionata dal trasformatore di Tesla era in grado di “ordinare” questo flusso, oltre che creare dei veri e propri vortici al suo interno. Si tratta in pratica dell’anticipazione di quello che oggi è conosciuto come “Effetto Casimir”, ovvero la forza che si esercita fra due oggetti estesi separati dovuta non alla gravità o alla carica elettromagnetica, ma alla presenza di un campo, detto di punto zero, nello spazio fra i due oggetti, un postulato descritto soltanto a partire dal 1948.
Tesla però era andato oltre, aveva dichiarato che la sua macchina avrebbe potuto raggiungere una velocità di 277 miglia al secondo, pari a 444 Km.; lo stesso Lyne afferma che tale velocità risulta esagerata per i viaggi intercontinentali, mentre potrebbe essere raggiunta nello spazio interplanetario; queste due affermazioni, implicitamente, confermano che Tesla non si riferiva a un aereo o un elicottero, entrambi velivoli che in ogni caso, per le loro caratteristiche strutturali, non potrebbero mai raggiungere queste velocità.
Il Giornale Online
L’ Ufo di Tesla, dalle poche documentazioni esistenti, doveva assomigliare a una cupola o una semisfera arrotondata, a volte rappresentata come una sorta di sigaro volante, entrambe immagini molto note agli studiosi di ufologia. Questa idea di macchina volante venne in seguito ripresa in una intervista rilasciata al New York Times il 22 settembre del 1940; in quella occasione Tesla dichiarò ufficialmente di aver realizzato un progetto chiamato “Teleforza”, un progetto che consisteva in quattro distinte invenzioni già ampiamente testate: un metodo atto a produrre raggi nell’aria senza alcun vuoto, un metodo per produrre forza elettrica o tensione infinitamente maggiore a quella fino a quel momento conosciuta, un metodo per amplificare la forza prodotta con la seconda invenzione, un metodo per produrre una spaventosa forza elettrica propellente.
Nessuno ha mai potuto rintracciare le prove in merito alle affermazioni di Tesla. È però alquanto strano notare come la recente messa in funzione del sistema HAARP, tristemente legato al problema delle scie chimiche, si avvicini molto a quanto dichiarato dallo scienziato, così come i parametri che stanno alla base delle onde ELF.
Cosa progettò Nikola Tesla? Cosa effettivamente realizzò ma non riuscì a rendere di pubblico dominio? Questa è soltanto una delle tante storie riferibili agli “ Ufo terrestri”. Le coincidenze e le stranezze sono così tante da formare altrettanti ragionevoli dubbi. Non possiamo certo affermare che la totalità degli avvistamenti sia riferibile a più o meno nascosti segreti militari, sarebbe negare a oltranza delle evidenze fin troppo documentate; sarebbe comunque auspicabile approfondire il tema degli Ufo terrestri, una ipotesi altrettanto documentata e sperimentata.
Nel cielo si muovono da sempre inafferrabili segreti provenienti da mondi ancora sconosciuti. Parte di essi hanno forse ispirato e sollecitato il genio di alcuni ricercatori, e Nikola Tesla è di sicuro tra questi.
“Alla luce di queste rivelazioni tentiamo di approfondire la questione, ma non prima di aver riportato alcune annotazioni di Tesla così sorprendentemente vicine alle moderne osservazioni e conclusioni sugli Ufo: “[...] la mia sarà la macchina volante del futuro, più pesante dell’aria pur non essendo un velivolo. Non avrà ali, sarà solida e stabile. La si potrà osservare sul terreno e nessuno capirà mai che si tratta di una macchina volante... sarà in grado di muoversi a piacimento nell’aria in qualsiasi direzione, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, senza temere i vuoti d’aria e le correnti... potrà rimanere assolutamente ferma nell’aria per poi ripartire velocemente[...]”
(N. Tesla)
Approfondimenti:
• William Lyne - “Scienza e dittatura occulta”.
• Margaret Cheney – “Man of Time”.
• Matteo Tenan blog
• William Lyne – “Space aliens from the Pentagon” Edizioni Creatopia.
• William Lyne – “Physics Tesla’s hidden space propulsion system and the conspiracy to conceal it” Edizioni Creatopia.
Fonte: http://statidipercezione.blogspot.com
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Intensa anomalia magnetica in Antartico crea vortice temporale nel passato?
Un team di scienziati britannici ed americani si sono imbattuti accidentalmente in un evento alquanto misterioso e bizzarro mentre lavoravano su un progetto comune riguardante lo studio dei fenomeni metereologici. Il fisico americano Mariann McLein ed i suoi colleghi scienziati hanno confermato la comparsa di uno strano “vortice nebbioso” formatosi al di sopra della zona in cui stavano operando.
Inizialmente il team ha pensato si trattasse di una casuale tempesta polare ma il vortice a spirale formatosi non si disperdeva anzi;nonostante le raffiche di vento che spostano le nuvole tutt’intorno, il vortice nebbioso rimaneva stazionario.Così gli scienziati hanno deciso di indagare sullo strano fenomeno; il gruppo dopo aver preso uno dei suoi palloni metereologici attaccandovi uno o più strumenti metereologici in modo da rilevare pressioni barometriche,velocità del vento,umidità e un cronometro scientifico per registrare i tempi delle letture ed aver assicurato l’altra estremità del pallone ad un argano l’ha rilasciato del vortice che lo ha letteralmente risucchiato al suo interno facendolo scomparire. Dopo qualche minuto hanno deciso di recuperare il pallone e nonostante qualche difficoltà con l’argano sono riusciti a portarlo a terra e controllare gli strumenti. McLein e compagni rimasero sbalorditi da quello che avevano osservato;il cronometro segnava la data riferita esattamente a dieci anni prima,cioè 27 gennaio 1965 anzichè 27 gennaio 1975.L’esperimento fu ripetuto più volte ma il risultato fu identico.L’episodio fu riferito in un secondo tempo ai servizi segreti militari e l’informazione fu trasferita alla casa bianca. Presumibilmente lo strano vortice,è in realtà un tunnel magnetico spazio-temporale,del quale i militari dell’intelligence sono a conoscienza.Esso infatti è soprannominato in codice “The time gate”,ovvero la porta del tempo.
E’ curioso che lo strano fenomeno sia avvenuto proprio in prossimità della zona in cui fu scoperta una costruzione artificiale nell’aprile del 2001, attraverso alcuni scavi effettuati sotto il ghiaccio ad una profondità di 2 miglia da parte dei militari americani.In seguito a questa scoperta gli stessi militari cercarono di impedire che questa notizia trapelasse ma in realtà non fu così;infatti nonostante fu intimato ai media il silenzio stampa, la notizia secondo cui erano iniziati degli scavi in gran segreto in Antartide arrivò all’Europa, che protestò in maniera formale contro l’azione intrapresa dai militari americani e dal loro governo. “Se è qualcosa che l’esercito americano ha costruito lì, allora stanno violando il Trattato Antartico internazionale”, ha detto un assistente di Nicole Fontaine, al tempo in cui era presidente del Parlamento europeo. “Se non è così, allora è qualcosa che si trova in quel luogo da almeno 12.000 anni.Il che renderebbe la struttura la più antica della storia dell’uomo sulla terra. Al Pentagono dovrebbero ascoltare le richieste del Congresso e informarlo su qualsiasi cosa si nasconda in quel luogo “.
Tutto ciò fa credere seriamente che i due elementi siano correlati.Infatti se il vortice osservato appare e scompare sopra l’antartide e se il fenomeno non è naturale, è lecito credere che esso sia generato da una tecnologia sconosciuta in profondità sotto la calotta glaciale,che sia in grado di controllare il passato, con implicazioni anche per il futuro.Se tutto ciò fosse vero,non c’è da meravigliarsi che i militari si interessino affinchè non si parli della questione.
Fonte: http://evidenzaliena.wordpress.com/
Inizialmente il team ha pensato si trattasse di una casuale tempesta polare ma il vortice a spirale formatosi non si disperdeva anzi;nonostante le raffiche di vento che spostano le nuvole tutt’intorno, il vortice nebbioso rimaneva stazionario.Così gli scienziati hanno deciso di indagare sullo strano fenomeno; il gruppo dopo aver preso uno dei suoi palloni metereologici attaccandovi uno o più strumenti metereologici in modo da rilevare pressioni barometriche,velocità del vento,umidità e un cronometro scientifico per registrare i tempi delle letture ed aver assicurato l’altra estremità del pallone ad un argano l’ha rilasciato del vortice che lo ha letteralmente risucchiato al suo interno facendolo scomparire. Dopo qualche minuto hanno deciso di recuperare il pallone e nonostante qualche difficoltà con l’argano sono riusciti a portarlo a terra e controllare gli strumenti. McLein e compagni rimasero sbalorditi da quello che avevano osservato;il cronometro segnava la data riferita esattamente a dieci anni prima,cioè 27 gennaio 1965 anzichè 27 gennaio 1975.L’esperimento fu ripetuto più volte ma il risultato fu identico.L’episodio fu riferito in un secondo tempo ai servizi segreti militari e l’informazione fu trasferita alla casa bianca. Presumibilmente lo strano vortice,è in realtà un tunnel magnetico spazio-temporale,del quale i militari dell’intelligence sono a conoscienza.Esso infatti è soprannominato in codice “The time gate”,ovvero la porta del tempo.
E’ curioso che lo strano fenomeno sia avvenuto proprio in prossimità della zona in cui fu scoperta una costruzione artificiale nell’aprile del 2001, attraverso alcuni scavi effettuati sotto il ghiaccio ad una profondità di 2 miglia da parte dei militari americani.In seguito a questa scoperta gli stessi militari cercarono di impedire che questa notizia trapelasse ma in realtà non fu così;infatti nonostante fu intimato ai media il silenzio stampa, la notizia secondo cui erano iniziati degli scavi in gran segreto in Antartide arrivò all’Europa, che protestò in maniera formale contro l’azione intrapresa dai militari americani e dal loro governo. “Se è qualcosa che l’esercito americano ha costruito lì, allora stanno violando il Trattato Antartico internazionale”, ha detto un assistente di Nicole Fontaine, al tempo in cui era presidente del Parlamento europeo. “Se non è così, allora è qualcosa che si trova in quel luogo da almeno 12.000 anni.Il che renderebbe la struttura la più antica della storia dell’uomo sulla terra. Al Pentagono dovrebbero ascoltare le richieste del Congresso e informarlo su qualsiasi cosa si nasconda in quel luogo “.
Tutto ciò fa credere seriamente che i due elementi siano correlati.Infatti se il vortice osservato appare e scompare sopra l’antartide e se il fenomeno non è naturale, è lecito credere che esso sia generato da una tecnologia sconosciuta in profondità sotto la calotta glaciale,che sia in grado di controllare il passato, con implicazioni anche per il futuro.Se tutto ciò fosse vero,non c’è da meravigliarsi che i militari si interessino affinchè non si parli della questione.
Fonte: http://evidenzaliena.wordpress.com/
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Misteriosi raggi cosmici rilevati da IceCube colpiscono il polo sud della Terra
Nella settimana scorsa l'IceCube, (South Pole Neutrino Detector) ha rilevato delle fonti di raggi cosmici provenire da alcuni punti fissi situati nelle regioni esterne del Sistema solare, anche se come sappiamo in quei punti non c'è assolutamente nulla.
Proviamo a capire di cosa si potrebbe trattare in un breve ma esauriente articolo scritto da Luca Nobili (INAF) su Urania, il notiziario di Astronomia e Astronautica:
Possibile che il nostro Sistema solare ospiti sorgenti di raggi cosmici che non abbiamo mai visto? Se lo chiedono gli astronomi da quando stanno analizzando gli ultimi risultati ottenuti da IceCube, un grande rivelatore costruito tra i ghiacci dell'Antartide. Con le sue misure, IceCube permette di risalire alla direzione di provenienza dei cosiddetti raggi cosmici, flussi di particelle emessi dalle stelle e da fenomeni che sprigionano grandi quantità di energia, come le esplosioni di supernovae.
Poiché le stelle sono un po' ovunque, nel corso di un lungo periodo di tempo facendo una media ci si aspetta che i raggi cosmici provengano da tutte le direzioni. Invece secondo IceCube parte di questi flussi avrebbe origine da alcuni punti fissi che si trovano nelle regioni esterne del Sistema solare. Ma in quei punti non c'è nulla, nè tantomeno è possibile che vi siano sorgenti di alte energie che non sono rilevate dai nostri strumenti.
Alcuni indizi puntano però il dito contro il campo magnetico del nostro pianeta. In certi punti e in certi momenti precisi il campo sprigiona energia: potrebbe essere questa energia che dà una spinta ai flussi di particelle, incanalandoli su percorsi precisi. E così quando rivelatori come IceCube ricostruiscono la direzione di provenienza dei raggi cosmici, vengono tratti in inganno e segnalano sorgenti vicine che in realtà non esistono. Non mancano altre spiegazioni, alcune piuttosto complicate e improbabili, ma tutte concordano nel dire che siamo vittime di un piccolo equivoco cosmico.
Fonte: http://www.centroufologicoionico.com/
Proviamo a capire di cosa si potrebbe trattare in un breve ma esauriente articolo scritto da Luca Nobili (INAF) su Urania, il notiziario di Astronomia e Astronautica:
Possibile che il nostro Sistema solare ospiti sorgenti di raggi cosmici che non abbiamo mai visto? Se lo chiedono gli astronomi da quando stanno analizzando gli ultimi risultati ottenuti da IceCube, un grande rivelatore costruito tra i ghiacci dell'Antartide. Con le sue misure, IceCube permette di risalire alla direzione di provenienza dei cosiddetti raggi cosmici, flussi di particelle emessi dalle stelle e da fenomeni che sprigionano grandi quantità di energia, come le esplosioni di supernovae.
Poiché le stelle sono un po' ovunque, nel corso di un lungo periodo di tempo facendo una media ci si aspetta che i raggi cosmici provengano da tutte le direzioni. Invece secondo IceCube parte di questi flussi avrebbe origine da alcuni punti fissi che si trovano nelle regioni esterne del Sistema solare. Ma in quei punti non c'è nulla, nè tantomeno è possibile che vi siano sorgenti di alte energie che non sono rilevate dai nostri strumenti.
Alcuni indizi puntano però il dito contro il campo magnetico del nostro pianeta. In certi punti e in certi momenti precisi il campo sprigiona energia: potrebbe essere questa energia che dà una spinta ai flussi di particelle, incanalandoli su percorsi precisi. E così quando rivelatori come IceCube ricostruiscono la direzione di provenienza dei raggi cosmici, vengono tratti in inganno e segnalano sorgenti vicine che in realtà non esistono. Non mancano altre spiegazioni, alcune piuttosto complicate e improbabili, ma tutte concordano nel dire che siamo vittime di un piccolo equivoco cosmico.
Fonte: http://www.centroufologicoionico.com/
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venerdì 6 maggio 2011
"Sono fra noi"- Intervista con Clifford Stone
Oggi vi proponiamo un'intervista di Paola Harris a Clifford Stone nelle parole del suo portavoce, l'ingegnere aerospaziale Joseph Zoromsky. Un' intervista a tre voci, perché Stone deve mantenere un profilo basso…L'intervista è di qualche anno fà ma rimane sempre molto interessante...Buona lettura
11 Settembre 2008 Intervista di Paola Harris
Paola Harris: Chiariamo subito: non esistono solo ET di tipo grigio…
Clifford Stone: Alcuni sembrano come noi, ma tutti sono multidimensionali. E hanno famiglia, come gli umani.
E credono nell'esistenza di Dio. Ci stiamo lentamente avvicinando al momento in cui potremo provare scientificamente che sopravvive qualcosa dopo la morte fisica. Allora avremo una migliore comprensione di Dio.
P.H. È vero che altri esseri vivono in mezzo a noi?
C.S. Sì. Se tuo figlio ti dice di avere degli amici invisibili, ma non immaginari, dagli retta, non portarlo da uno psicologo infantile,
perché tutto quello che diranno è che lì non c'è niente. Ma questo non farà andar via i suoi amici.
P.H. Ti puoi presentare?
JH: Mi chiamo Joseph Zoromsky, conosco Clifford da circa dieci anni. Lo incontrai a Roswell e dopo che mi ebbe mostrato documenti,
informazioni e fotografie in suo possesso, volli verificare. Garantisco che è quello che dice di essere. Come ingegnere
aerospaziale, ho analizzato le prove da un punto di vista scientifico:
Clifford parla di un velivolo capace di volare da una galassia all'altra usando tecnologia wormhole, ad esempio. Ho controllato con
diverse aziende nazionali e altri luoghi, e questa tecnologia esiste.
PH: Clifford è anche molto coinvolto emotivamente.
JZ: Sì. Mi ha detto di aver aiutato un extraterrestre a scappare, della sua amicizia con uno di loro, di nome Corona, gli si leggeva
negli occhi che aveva davvero parlato con Corona...
PH: Comunicava con loro telepaticamente?
JZ: Sì. Con alcuni di loro si poteva parlare perché erano come noi, in forma umana, e alcuni credo si trovino qui sulla Terra e siano
preoccupati della nostra auto distruzione. Non capiscono il perché di attentati e di suicidi. Sono spiritualmente più evoluti.
PH: Si parla di oltre 50 diverse tipologie presenti qui sulla Terra.
JZ: Alcune sono pura energia.
PH: Non credo agli alieni malvagi, ma alcuni potrebbero avere i loro piani, con i quali potremmo non essere d'accordo.
JZ: Alcuni con noi si divertono, volando attorno ai nostri caccia per farsi inseguire. Giocano al gatto e al topo. Sono dispettosi, ma non cattivi. In ogni razza o cultura ve ne sono come loro.
PH: Sai spiegare i dodici recuperi UFO a cui Clifford dice di aver partecipato, in diversi Paesi?
JZ: Se parliamo di operazioni di "crash and retrieval", non tutti sono avvenuti in conseguenza di schianti. Alcuni erano atterraggi. Altri erano contatti. Ci sono stati molti atterraggi controllati dai governi e da loro, in termini di comunicazione. A me e Clifford viene sempre da ridere al pensiero che non sappiano volare. Avrebbero questi stupefacenti velivoli ma non fanno altro che cadere?
Clifford dice di essere stato coinvolto in dodici diverse situazioni, che comprendono sia il recupero sia comunicazioni faccia a faccia, sia atterraggi. Nel parlare di queste cose, devo fare attenzione al mio security clearance e anche Clifford vi dirà che non divulgherà alcuna prova se questo viola la sicurezza.
La prima volta che è stato avvicinato aveva quattro anni. Si mostrarono come ragazzini. Dopo un po', quando si conobbero meglio, si
presentarono nel loro vero aspetto, di grigi o altre forme di vita. Volevano capire le ragioni delle sue reazioni emotive nel vedere un
uccello che viene ferito e che muore, da dove scaturissero nell'uomo sentimenti così forti. A quattro anni vide un velivolo sorvolare il
retro della casa. Stava giocando con altri bambini che dissero che era stato via per 40 minuti. Così ho ipotizzato che il loro pianeta si
trovi a circa 100 anni luce di distanza: per compiere una distanza simile infatti ci vogliono 40 minuti.
Così ha detto, "Beh, hanno usato tecnologia wormhole". Guardando alcuni disegni del velivolo di cui parla Clifford – composto da metalli esotici che possono sostenere la velocità della luce – ne abbiamo insieme dedotto che usassero tecnologia wormhole. Un mezzo volante scompare improvvisamente perché passa attraverso un portale. La NASA sta lavorando a questo tipo di tecnologia. Clifford ha visto altri mezzi non fatti dello stesso materiale e me ne ha mostrato dei disegni, in un certo senso sapevo quale fosse il loro aspetto. Siamo come connessi spiritualmente.
PH: Alcuni di queste astronavi potevano trasformarsi in energia luminosa? Sono state viste sfere di luce che si materializzavano
dentro il velivolo. Se si aumenta la frequenza di qualcosa, può trasformarsi in luce?
JZ: Sì, è possibile. Quando si spostano da una dimensione all'altra, si ha un oggetto che vibra ad una diversa risonanza e così può
attraversare un diverso spazio molecolare. Lo stesso vale per la tecnologia: i velivoli, se ci fai caso, non hanno né finestre né
porte.
PH: Mi riferisco alle navi di luce.
JZ: Le navi di luce possono rendere i metalli trasparenti con facilità, quindi puoi prendere un oggetto solido e trasformarlo in
vibrazione e viceversa.
PH: Quindi le luci viste, ad esempio, vicino al punto di rottura del Tethered, che sembravano centinaia di piccole amebe, potevano essere un velivolo.
JZ: Sì, è possibile perché possono unirsi e diventare uno. La loro tecnologia è straordinariamente avanzata. Bisogna tenere presente che quando un testimone vede un UFO o un'astronave, cerca sempre di ricondurlo in un contesto umano. Anche la loro fisica è più avanti della nostra. Ma non importa da quale dimensione provenga il metallo, non infrangerà le leggi della fisica qui. Quando il velivolo attraversa un wormhole o cambia dimensione, deve comunque seguire le leggi della fisica. Una fisica più avanzata, ma sempre fisica.
PH: Caso numero uno, è quello di cui Clifford ha parlato nel Disclosure Project?
JZ: No, quella era la NBC school (Department of Defense Nuclear/Biological/Chemical, N.d.R.). Clifford era nell'esercito. Gli
dissero di entrare in un edificio, di andare al piano di sopra e aspettare. Lo fece e, annoiato, diede un'occhiata. Nella sala c'erano
delle persone che guardavano dei filmati. Pensò si trattasse di fantascienza, con astronavi e roba del genere. Uno degli ufficiali lo
scorse e in un attimo apparvero gli uomini della Sicurezza che gli chiesero cosa stesse facendo lì. Lui spiegò che gli era stato ordinato di aspettare lì. Per alcune ore, o forse alcuni giorni gli dissero che non aveva visto nulla e che se lo avesse divulgato lo avrebbero messo a tacere, per motivi di sicurezza nazionale.
PH: Il governo potrebbe avere dei velivoli.
JZ: Sì, e lui lo sapeva da molto tempo, ma i militari lo avevano indottrinato.
PH: Passiamo al caso numero due. Fu nel 1969 ad Indian Town Gap.
JZ: Esatto, ma la cosa interessante del filmato NBC è che ebbe modo di incontrare un funzionario della NSA (National Security Agency, N.d.R) che gli disse: «Voglio mostrarti qualcosa». Quindi andarono entrambi al Pentagono. Ora, io sono stato al Pentagono e c'è un sistema sotterraneo. Non mi addentrerò in dettagli, ma da lì partì un elicottero. Clifford e questa persona scesero nel sottosuolo, per un lungo corridoio. Se sai qualcosa di basi militari, sai che non ci sono finestre perché nessuno deve vedere ciò che è classificato. Entrò in una stanza dove c'era un'entità seduta su una sedia.
PH: Ha descritto l'entità?
JZ: Sì. Guardò l'essere negli occhi e vide la sua intera esistenza passargli davanti. Credo che l'entità cercasse di far capire che
comunicavano in quel modo. Raccolse le energie ma fu così doloroso che gli sembrò che gli segassero la testa. Svenne e si risvegliò più tardi. Quelli della NSA gli chiesero se stava bene e che era sembrato che si fosse assopito. Lui descrisse ciò che aveva visto e loro gli dissero, no, non l'hai visto. Cercarono di lavargli il cervello.
PH: Cosa sappiamo dell'entità seduta nel tunnel sotto il Pentagono?
Era un ospite?
JZ: Credo di sì. Clifford la vide. In altri casi - di alcuni ho la documentazione - lui comunicava con l'entità. C'erano scienziati che
prendevano appunti e dovevano verificare se Clifford stesse davvero comunicando con l'entità. Gli fecero chiedere dei viaggi
interstellari. Una volta scrisse delle formule, di cui ho una copia, che provarono la veridicità di quelle comunicazioni.
PH: Clifford doveva essere abituato a vedere queste entità. Ne stiamo parlando come fosse normale, ma non è normale andare al Pentagono dove, nel sotterraneo, c'è un'entità aliena. Cosa ci faceva lì? Sanno dell'esistenza di queste entità e comunicano con esse.
JZ: Lavorando per un grosso ente militare si cerca sempre di trovare nuovi armamenti. E vieni a sapere che il nostro governo cerca di retro-ingegnerizzare tecnologia per creare armi migliori.
PH: È per questo che sono interessati a questi esseri?
JZ: Sì. Una volta Clifford stava comunicando con un'entità, il governo non lo sapeva perché non potevano leggere la mente. Clifford stava chiedendo cose tipo, come ti chiami, dove abiti, come vivi. Era interessato soprattutto alla vita personale di questi esseri.
PH: Mi hai detto che le entità avevano detto alcune cose a Clifford…cose che non vuole rivelare.
JZ: Sì, lo so di certo, perché voleva proteggere l'entità o se stesso.
Continuò a dire alla gente che il Governo non faceva mai le domande giuste. Erano interessati solo alla tecnologia.
PH: Non si informavano mai sulla spiritualità, la psicologia, la sociologia, come avremmo fatto noi.
JZ: Non lo facevano mai.
PH: OK, passiamo al numero tre, Indian Town Gap, Pennnsylvania. Mi disse che era una città che faceva parte di un complesso militare.
JZ: Era un'esercitazione ad Indian Town Gap, Pennsylvania, una base usata per le simulazioni di volo. A Clifford venne riferito che era caduto un velivolo sovietico e dovevano andare a controllare. Era la storia di copertura. Così andò con un contatore geiger e scoprì che il velivolo non emetteva radiazioni, perché non usano il nostro stesso sistema di propulsione. Non era un velivolo convenzionale. Una delle entità pendeva fuori dall'apertura laterale. Secondo le modalità d'intervento del Progetto Moondust, in caso di incidente, mandano il primo responder (agenti governativi che garantiscono interventi nella massima sicurezza nazionale, N.d.R.) e Clifford per controllare.
Lui continuava a chiedere di un ufficiale, e loro a domandargli cosa stesse accadendo. Quando si tratta di intervenire in un caso di aereo schiantato, o qualsiasi altri tipo di velivolo, c'è una certo protocollo da rispettare, che include la sicurezza e una storia di
copertura. Lessi ciò di cui parlava ed era corretto perché la lettura era normale, non c'erano radiazioni. Così cominciai a collegare le
cose. Nessuno scudo termico, nessun materiale esotico…
PH: Dunque c'erano quattro entità di tipo grigio. E lui era shockato, perché non sapeva nulla.
JZ: Ad Indian Town Gap vide dei visitatori.
Erano morti, ma divenne consapevole che il governo stava facendo qualcosa.
PH: Il governo li aveva fatti abbattere?
JZ: No, fu un incidente. Alla gente piace il sensazionalismo, le piace dire che li abbiamo tirati giù.
PH: Perché scesero in un'installazione militare?
JZ: Alcuni testimoni hanno detto che il NORAD sapeva sempre se stava arrivando un "Fastwalker", e gli venne detto che un velivolo stava per precipitare. I militari tentarono di guidare il velivolo per farlo atterrare in una struttura militare, perché era il modo migliore per tenere nascosta la cosa al pubblico e contenere l'incidente. È come se stessi guidando un piccolo aereo e hai dei problemi e cerchi di farlo atterrare in uno spazio aperto.
PH: Il fatto che venissero guidati presuppone che ci fosse una comunicazione fra i piloti di questi velivoli e i nostri militari.
JZ: Possono comunicare telepaticamente. Usano la remote viewing.
L'altro caso si verificò in Vietnam. Era in con il Colonnello. Gli disse che aveva sentito della cosa in una base a Oakland, California.
Il Colonnello rispose che avrebbero "silenziato" chiunque, perché si trattava di un progetto segreto. Tu non dovrai parlare di ciò che
vedrai. Le cose funzionano così, nessuno ha mai tutte le informazioni.
Dove lavoro, io conosco una parte del progetto, qualcun altro conosce l'altra parte. Così, se succede qualcosa, sei compromesso…
PH: Cosa faceva in Vietnam?
JZ: Doveva recarsi sul luogo di uno schianto di un B-52. Di solito, quando cade un aereo, fende gli alberi e all'impatto va in pezzi.
Sorvolando il posto si vedono i frammenti sparsi, le ali, la fusoliera… ma in quel caso il B-52 era integro e Clifford si chiese
coma mai. Vide poi i grigi dall'altra parte del velivolo, che gli chiesero perché si trovava lì. Lo percepì nella testa. Sembravano
stupiti nel vederlo. Era in corso una sparatoria, ma loro potevano bloccare i proiettili. Secondo Clifford avevano una tecnologia che
poteva fermare il tempo e disse loro di fuggire, o sarebbero stati uccisi.
Credo che si trovassero lì perché volevano sapere perché il nemico aveva abbattuto un B-52, perché ci ammazzavamo a vicenda.
Mentre l'aereo era in caduta, lo avevano sollevato e portato a terraintatto. Volevano sapere perché eravamo in guerra. Erano turbati e interessati alla vita. Clifford mi ha riferito che ci impedirono di spararci a vicenda. Quindi tornò alla base ed era pronto a fare
rapporto. C'era il Colonnello ed erano preoccupati di quanto aveva visto Clifford. Clifford disse che i Visitatori gli avevano spiegato
di essere lì per capire perché fosse stato abbattuto l'aereo e che erano rimasti sorpresi di trovarlo e lo avevano interrogato. Avendo un clearance, tutto ciò che scrivi diventa classificato. Se si fotocopia un documento classificato, i fogli bianchi, prima e dopo quello usato,sono anch'essi classificati.
PH: Dopo cosa accadde? Mi ha parlato di un tunnel…
JZ: Anche questo era un intervento per un aereo precipitato in Vietnam. C'era stato un avvistamento. In elicottero raggiunse il posto
e si addentrò nella giungla. Giunto in una radura, vide una caverna. Se roccia sembrava come tagliata da un laser. Entrò nella caverna e sistemò la radio trasmittente. Dalla caverna veniva una luminescenza. L'interno però era buio e in fondo c'era un velivolo nero di forma triangolare. Esaminandolo aveva notato uno di quei pannelli sui quali passi una mano e si accendono le luci. C'era anche una sorta di laboratorio e stavano cercando di capire perché ci uccidevamo a vicenda.
PH: Era una squadra di ricognizione che ci studiava. Perché Clifford si trovava nella caverna? Era lui il collegamento con quegli esseri?
JZ: Voleva controllare e riusciva a vedere gli uomini del suo plotone dall'altra parte, attraverso le pareti trasparenti della caverna.
PH: Era qualcosa di dimensionale di cui poteva vedere entrambi i lati?
JZ: Sì, e so che è vero perché alcuni velivoli hanno la tecnologia che permette di rendere trasparente il metallo. Questa tecnologia esiste e credo che una parte sia già in commercio.
PH: Comunicò con loro?
JZ: Sì. Vide un pannello di controllo e vi fece scorrere sopra la mano, e tutte le luci si accesero. Non c'erano fili o cose del genere.
PH: Quindi questi esseri collaborano con i militari? Ma nella caverna era solo?
JZ: C'erano altri soldati.
PH: Erano come lui, o lui era l'unico telepatico?
JZ: Era l'unico. Tutti avevano un security clearance ed erano lì per assisterlo e prendere ordini.
Dal pannello era uscito un raggio luminoso simile al laser che lo aveva colpito a un occhio ed era svenuto. I Visitatori lo avevano
riportato indietro e quando era rinvenuto gli aveva posto interrogativi molto… umani. Dissero di avere delle famiglie e delle strutture sociali, come noi. Che non credono nell'ego, non mentono, non sono avidi. Sono più spirituali. Secondo loro dovremmo diventare
più spirituali per arrivare al loro livello.
PH: La spiritualità deve evolversi al pari della tecnologia.
JZ: Al momento la nostra tecnologia non ha nulla di spirituale.
PH: Abbiamo qualche nome dei gruppi da cui provenivano?
JZ: No. Ha spiegato che quando hai 19 anni, come li aveva lui quando era in Vietnam, e ti danno un clearance, esci in missione e la tua vita viene sconvolta, non pensi a chiedere da dove vengono. Un altro caso, nel 1969, si verificò alla Bolling Air Force Base, in
Virginia. Incontrò un ET. Clifford era seduto diagonalmente rispetto all'ET che gli disse, guardandolo negli occhi: «Ho paura». Era
l'essere che Clifford aiutò a scappare. È lì che ebbe delle comunicazioni con i Visitatori all'insaputa del governo. Dissero al
Colonnello che il Visitatore voleva parlargli da solo per mostrargli qualcosa. Così tutti lasciarono la stanza. Clifford mandò qualcuno a tagliare i fili del recinto attorno al perimetro in cui stava il Visitatore e poi a Clifford dissero che stavano venendo a prenderlo.
PH: La sua stessa gente?
JZ: Sì, gli ET stavano andando a recuperarlo. L'esterno dell'edificio era perimetrato, l'interno tutto a compartimenti, invalicabili. Con il Visitatore riuscirono ad attraversare il recinto. Quando il veicolo era atterrato Clifford ha raccontato che i militari erano scioccati.
Il colonnello disse: "Non avresti dovuto farlo, non sono sempre amichevoli". Lui aveva risposto no, lo sono sempre, siete voi a non
essere sempre amichevoli e ad affermare il contrario. Fa vendere libri. Aveva visto atterrare il veicolo e aveva cercato di capirne il
peso dalla profondità dell'impronta sul terreno erboso. L'oggetto misurava circa 7 metri di diametro.
PH: Torniamo a parlare degli esseri. Quello incontrato da Clifford era amichevole. Perché lo tenevano in quella stanza? Volevano
interrogarlo? Era sopravvissuto a un UFO crash?
JZ: Sì, volevano informazioni da lui. Non so come fosse finito lì.
PH: Quando venivi coinvolto in queste operazioni, che tipo di lavoro svolgevi?
CS: Cose normali. Ma lavoravo bene, facevo il mio dovere, anche troppo e tutti notarono che stavo diventando un po' strano. Mia moglie andò dal mio ufficiale in comando e gli chiese perché non passavo più tempo a casa.
PH: Perché ti consentono di parlare? Forse perché non puoi provare ciò che affermi?
CS: Esatto. Non posso provarlo.
Fonte: http://statidipercezione.blogspot.com
11 Settembre 2008 Intervista di Paola Harris
Paola Harris: Chiariamo subito: non esistono solo ET di tipo grigio…
Clifford Stone: Alcuni sembrano come noi, ma tutti sono multidimensionali. E hanno famiglia, come gli umani.
E credono nell'esistenza di Dio. Ci stiamo lentamente avvicinando al momento in cui potremo provare scientificamente che sopravvive qualcosa dopo la morte fisica. Allora avremo una migliore comprensione di Dio.
P.H. È vero che altri esseri vivono in mezzo a noi?
C.S. Sì. Se tuo figlio ti dice di avere degli amici invisibili, ma non immaginari, dagli retta, non portarlo da uno psicologo infantile,
perché tutto quello che diranno è che lì non c'è niente. Ma questo non farà andar via i suoi amici.
P.H. Ti puoi presentare?
JH: Mi chiamo Joseph Zoromsky, conosco Clifford da circa dieci anni. Lo incontrai a Roswell e dopo che mi ebbe mostrato documenti,
informazioni e fotografie in suo possesso, volli verificare. Garantisco che è quello che dice di essere. Come ingegnere
aerospaziale, ho analizzato le prove da un punto di vista scientifico:
Clifford parla di un velivolo capace di volare da una galassia all'altra usando tecnologia wormhole, ad esempio. Ho controllato con
diverse aziende nazionali e altri luoghi, e questa tecnologia esiste.
PH: Clifford è anche molto coinvolto emotivamente.
JZ: Sì. Mi ha detto di aver aiutato un extraterrestre a scappare, della sua amicizia con uno di loro, di nome Corona, gli si leggeva
negli occhi che aveva davvero parlato con Corona...
PH: Comunicava con loro telepaticamente?
JZ: Sì. Con alcuni di loro si poteva parlare perché erano come noi, in forma umana, e alcuni credo si trovino qui sulla Terra e siano
preoccupati della nostra auto distruzione. Non capiscono il perché di attentati e di suicidi. Sono spiritualmente più evoluti.
PH: Si parla di oltre 50 diverse tipologie presenti qui sulla Terra.
JZ: Alcune sono pura energia.
PH: Non credo agli alieni malvagi, ma alcuni potrebbero avere i loro piani, con i quali potremmo non essere d'accordo.
JZ: Alcuni con noi si divertono, volando attorno ai nostri caccia per farsi inseguire. Giocano al gatto e al topo. Sono dispettosi, ma non cattivi. In ogni razza o cultura ve ne sono come loro.
PH: Sai spiegare i dodici recuperi UFO a cui Clifford dice di aver partecipato, in diversi Paesi?
JZ: Se parliamo di operazioni di "crash and retrieval", non tutti sono avvenuti in conseguenza di schianti. Alcuni erano atterraggi. Altri erano contatti. Ci sono stati molti atterraggi controllati dai governi e da loro, in termini di comunicazione. A me e Clifford viene sempre da ridere al pensiero che non sappiano volare. Avrebbero questi stupefacenti velivoli ma non fanno altro che cadere?
Clifford dice di essere stato coinvolto in dodici diverse situazioni, che comprendono sia il recupero sia comunicazioni faccia a faccia, sia atterraggi. Nel parlare di queste cose, devo fare attenzione al mio security clearance e anche Clifford vi dirà che non divulgherà alcuna prova se questo viola la sicurezza.
La prima volta che è stato avvicinato aveva quattro anni. Si mostrarono come ragazzini. Dopo un po', quando si conobbero meglio, si
presentarono nel loro vero aspetto, di grigi o altre forme di vita. Volevano capire le ragioni delle sue reazioni emotive nel vedere un
uccello che viene ferito e che muore, da dove scaturissero nell'uomo sentimenti così forti. A quattro anni vide un velivolo sorvolare il
retro della casa. Stava giocando con altri bambini che dissero che era stato via per 40 minuti. Così ho ipotizzato che il loro pianeta si
trovi a circa 100 anni luce di distanza: per compiere una distanza simile infatti ci vogliono 40 minuti.
Così ha detto, "Beh, hanno usato tecnologia wormhole". Guardando alcuni disegni del velivolo di cui parla Clifford – composto da metalli esotici che possono sostenere la velocità della luce – ne abbiamo insieme dedotto che usassero tecnologia wormhole. Un mezzo volante scompare improvvisamente perché passa attraverso un portale. La NASA sta lavorando a questo tipo di tecnologia. Clifford ha visto altri mezzi non fatti dello stesso materiale e me ne ha mostrato dei disegni, in un certo senso sapevo quale fosse il loro aspetto. Siamo come connessi spiritualmente.
PH: Alcuni di queste astronavi potevano trasformarsi in energia luminosa? Sono state viste sfere di luce che si materializzavano
dentro il velivolo. Se si aumenta la frequenza di qualcosa, può trasformarsi in luce?
JZ: Sì, è possibile. Quando si spostano da una dimensione all'altra, si ha un oggetto che vibra ad una diversa risonanza e così può
attraversare un diverso spazio molecolare. Lo stesso vale per la tecnologia: i velivoli, se ci fai caso, non hanno né finestre né
porte.
PH: Mi riferisco alle navi di luce.
JZ: Le navi di luce possono rendere i metalli trasparenti con facilità, quindi puoi prendere un oggetto solido e trasformarlo in
vibrazione e viceversa.
PH: Quindi le luci viste, ad esempio, vicino al punto di rottura del Tethered, che sembravano centinaia di piccole amebe, potevano essere un velivolo.
JZ: Sì, è possibile perché possono unirsi e diventare uno. La loro tecnologia è straordinariamente avanzata. Bisogna tenere presente che quando un testimone vede un UFO o un'astronave, cerca sempre di ricondurlo in un contesto umano. Anche la loro fisica è più avanti della nostra. Ma non importa da quale dimensione provenga il metallo, non infrangerà le leggi della fisica qui. Quando il velivolo attraversa un wormhole o cambia dimensione, deve comunque seguire le leggi della fisica. Una fisica più avanzata, ma sempre fisica.
PH: Caso numero uno, è quello di cui Clifford ha parlato nel Disclosure Project?
JZ: No, quella era la NBC school (Department of Defense Nuclear/Biological/Chemical, N.d.R.). Clifford era nell'esercito. Gli
dissero di entrare in un edificio, di andare al piano di sopra e aspettare. Lo fece e, annoiato, diede un'occhiata. Nella sala c'erano
delle persone che guardavano dei filmati. Pensò si trattasse di fantascienza, con astronavi e roba del genere. Uno degli ufficiali lo
scorse e in un attimo apparvero gli uomini della Sicurezza che gli chiesero cosa stesse facendo lì. Lui spiegò che gli era stato ordinato di aspettare lì. Per alcune ore, o forse alcuni giorni gli dissero che non aveva visto nulla e che se lo avesse divulgato lo avrebbero messo a tacere, per motivi di sicurezza nazionale.
PH: Il governo potrebbe avere dei velivoli.
JZ: Sì, e lui lo sapeva da molto tempo, ma i militari lo avevano indottrinato.
PH: Passiamo al caso numero due. Fu nel 1969 ad Indian Town Gap.
JZ: Esatto, ma la cosa interessante del filmato NBC è che ebbe modo di incontrare un funzionario della NSA (National Security Agency, N.d.R) che gli disse: «Voglio mostrarti qualcosa». Quindi andarono entrambi al Pentagono. Ora, io sono stato al Pentagono e c'è un sistema sotterraneo. Non mi addentrerò in dettagli, ma da lì partì un elicottero. Clifford e questa persona scesero nel sottosuolo, per un lungo corridoio. Se sai qualcosa di basi militari, sai che non ci sono finestre perché nessuno deve vedere ciò che è classificato. Entrò in una stanza dove c'era un'entità seduta su una sedia.
PH: Ha descritto l'entità?
JZ: Sì. Guardò l'essere negli occhi e vide la sua intera esistenza passargli davanti. Credo che l'entità cercasse di far capire che
comunicavano in quel modo. Raccolse le energie ma fu così doloroso che gli sembrò che gli segassero la testa. Svenne e si risvegliò più tardi. Quelli della NSA gli chiesero se stava bene e che era sembrato che si fosse assopito. Lui descrisse ciò che aveva visto e loro gli dissero, no, non l'hai visto. Cercarono di lavargli il cervello.
PH: Cosa sappiamo dell'entità seduta nel tunnel sotto il Pentagono?
Era un ospite?
JZ: Credo di sì. Clifford la vide. In altri casi - di alcuni ho la documentazione - lui comunicava con l'entità. C'erano scienziati che
prendevano appunti e dovevano verificare se Clifford stesse davvero comunicando con l'entità. Gli fecero chiedere dei viaggi
interstellari. Una volta scrisse delle formule, di cui ho una copia, che provarono la veridicità di quelle comunicazioni.
PH: Clifford doveva essere abituato a vedere queste entità. Ne stiamo parlando come fosse normale, ma non è normale andare al Pentagono dove, nel sotterraneo, c'è un'entità aliena. Cosa ci faceva lì? Sanno dell'esistenza di queste entità e comunicano con esse.
JZ: Lavorando per un grosso ente militare si cerca sempre di trovare nuovi armamenti. E vieni a sapere che il nostro governo cerca di retro-ingegnerizzare tecnologia per creare armi migliori.
PH: È per questo che sono interessati a questi esseri?
JZ: Sì. Una volta Clifford stava comunicando con un'entità, il governo non lo sapeva perché non potevano leggere la mente. Clifford stava chiedendo cose tipo, come ti chiami, dove abiti, come vivi. Era interessato soprattutto alla vita personale di questi esseri.
PH: Mi hai detto che le entità avevano detto alcune cose a Clifford…cose che non vuole rivelare.
JZ: Sì, lo so di certo, perché voleva proteggere l'entità o se stesso.
Continuò a dire alla gente che il Governo non faceva mai le domande giuste. Erano interessati solo alla tecnologia.
PH: Non si informavano mai sulla spiritualità, la psicologia, la sociologia, come avremmo fatto noi.
JZ: Non lo facevano mai.
PH: OK, passiamo al numero tre, Indian Town Gap, Pennnsylvania. Mi disse che era una città che faceva parte di un complesso militare.
JZ: Era un'esercitazione ad Indian Town Gap, Pennsylvania, una base usata per le simulazioni di volo. A Clifford venne riferito che era caduto un velivolo sovietico e dovevano andare a controllare. Era la storia di copertura. Così andò con un contatore geiger e scoprì che il velivolo non emetteva radiazioni, perché non usano il nostro stesso sistema di propulsione. Non era un velivolo convenzionale. Una delle entità pendeva fuori dall'apertura laterale. Secondo le modalità d'intervento del Progetto Moondust, in caso di incidente, mandano il primo responder (agenti governativi che garantiscono interventi nella massima sicurezza nazionale, N.d.R.) e Clifford per controllare.
Lui continuava a chiedere di un ufficiale, e loro a domandargli cosa stesse accadendo. Quando si tratta di intervenire in un caso di aereo schiantato, o qualsiasi altri tipo di velivolo, c'è una certo protocollo da rispettare, che include la sicurezza e una storia di
copertura. Lessi ciò di cui parlava ed era corretto perché la lettura era normale, non c'erano radiazioni. Così cominciai a collegare le
cose. Nessuno scudo termico, nessun materiale esotico…
PH: Dunque c'erano quattro entità di tipo grigio. E lui era shockato, perché non sapeva nulla.
JZ: Ad Indian Town Gap vide dei visitatori.
Erano morti, ma divenne consapevole che il governo stava facendo qualcosa.
PH: Il governo li aveva fatti abbattere?
JZ: No, fu un incidente. Alla gente piace il sensazionalismo, le piace dire che li abbiamo tirati giù.
PH: Perché scesero in un'installazione militare?
JZ: Alcuni testimoni hanno detto che il NORAD sapeva sempre se stava arrivando un "Fastwalker", e gli venne detto che un velivolo stava per precipitare. I militari tentarono di guidare il velivolo per farlo atterrare in una struttura militare, perché era il modo migliore per tenere nascosta la cosa al pubblico e contenere l'incidente. È come se stessi guidando un piccolo aereo e hai dei problemi e cerchi di farlo atterrare in uno spazio aperto.
PH: Il fatto che venissero guidati presuppone che ci fosse una comunicazione fra i piloti di questi velivoli e i nostri militari.
JZ: Possono comunicare telepaticamente. Usano la remote viewing.
L'altro caso si verificò in Vietnam. Era in con il Colonnello. Gli disse che aveva sentito della cosa in una base a Oakland, California.
Il Colonnello rispose che avrebbero "silenziato" chiunque, perché si trattava di un progetto segreto. Tu non dovrai parlare di ciò che
vedrai. Le cose funzionano così, nessuno ha mai tutte le informazioni.
Dove lavoro, io conosco una parte del progetto, qualcun altro conosce l'altra parte. Così, se succede qualcosa, sei compromesso…
PH: Cosa faceva in Vietnam?
JZ: Doveva recarsi sul luogo di uno schianto di un B-52. Di solito, quando cade un aereo, fende gli alberi e all'impatto va in pezzi.
Sorvolando il posto si vedono i frammenti sparsi, le ali, la fusoliera… ma in quel caso il B-52 era integro e Clifford si chiese
coma mai. Vide poi i grigi dall'altra parte del velivolo, che gli chiesero perché si trovava lì. Lo percepì nella testa. Sembravano
stupiti nel vederlo. Era in corso una sparatoria, ma loro potevano bloccare i proiettili. Secondo Clifford avevano una tecnologia che
poteva fermare il tempo e disse loro di fuggire, o sarebbero stati uccisi.
Credo che si trovassero lì perché volevano sapere perché il nemico aveva abbattuto un B-52, perché ci ammazzavamo a vicenda.
Mentre l'aereo era in caduta, lo avevano sollevato e portato a terraintatto. Volevano sapere perché eravamo in guerra. Erano turbati e interessati alla vita. Clifford mi ha riferito che ci impedirono di spararci a vicenda. Quindi tornò alla base ed era pronto a fare
rapporto. C'era il Colonnello ed erano preoccupati di quanto aveva visto Clifford. Clifford disse che i Visitatori gli avevano spiegato
di essere lì per capire perché fosse stato abbattuto l'aereo e che erano rimasti sorpresi di trovarlo e lo avevano interrogato. Avendo un clearance, tutto ciò che scrivi diventa classificato. Se si fotocopia un documento classificato, i fogli bianchi, prima e dopo quello usato,sono anch'essi classificati.
PH: Dopo cosa accadde? Mi ha parlato di un tunnel…
JZ: Anche questo era un intervento per un aereo precipitato in Vietnam. C'era stato un avvistamento. In elicottero raggiunse il posto
e si addentrò nella giungla. Giunto in una radura, vide una caverna. Se roccia sembrava come tagliata da un laser. Entrò nella caverna e sistemò la radio trasmittente. Dalla caverna veniva una luminescenza. L'interno però era buio e in fondo c'era un velivolo nero di forma triangolare. Esaminandolo aveva notato uno di quei pannelli sui quali passi una mano e si accendono le luci. C'era anche una sorta di laboratorio e stavano cercando di capire perché ci uccidevamo a vicenda.
PH: Era una squadra di ricognizione che ci studiava. Perché Clifford si trovava nella caverna? Era lui il collegamento con quegli esseri?
JZ: Voleva controllare e riusciva a vedere gli uomini del suo plotone dall'altra parte, attraverso le pareti trasparenti della caverna.
PH: Era qualcosa di dimensionale di cui poteva vedere entrambi i lati?
JZ: Sì, e so che è vero perché alcuni velivoli hanno la tecnologia che permette di rendere trasparente il metallo. Questa tecnologia esiste e credo che una parte sia già in commercio.
PH: Comunicò con loro?
JZ: Sì. Vide un pannello di controllo e vi fece scorrere sopra la mano, e tutte le luci si accesero. Non c'erano fili o cose del genere.
PH: Quindi questi esseri collaborano con i militari? Ma nella caverna era solo?
JZ: C'erano altri soldati.
PH: Erano come lui, o lui era l'unico telepatico?
JZ: Era l'unico. Tutti avevano un security clearance ed erano lì per assisterlo e prendere ordini.
Dal pannello era uscito un raggio luminoso simile al laser che lo aveva colpito a un occhio ed era svenuto. I Visitatori lo avevano
riportato indietro e quando era rinvenuto gli aveva posto interrogativi molto… umani. Dissero di avere delle famiglie e delle strutture sociali, come noi. Che non credono nell'ego, non mentono, non sono avidi. Sono più spirituali. Secondo loro dovremmo diventare
più spirituali per arrivare al loro livello.
PH: La spiritualità deve evolversi al pari della tecnologia.
JZ: Al momento la nostra tecnologia non ha nulla di spirituale.
PH: Abbiamo qualche nome dei gruppi da cui provenivano?
JZ: No. Ha spiegato che quando hai 19 anni, come li aveva lui quando era in Vietnam, e ti danno un clearance, esci in missione e la tua vita viene sconvolta, non pensi a chiedere da dove vengono. Un altro caso, nel 1969, si verificò alla Bolling Air Force Base, in
Virginia. Incontrò un ET. Clifford era seduto diagonalmente rispetto all'ET che gli disse, guardandolo negli occhi: «Ho paura». Era
l'essere che Clifford aiutò a scappare. È lì che ebbe delle comunicazioni con i Visitatori all'insaputa del governo. Dissero al
Colonnello che il Visitatore voleva parlargli da solo per mostrargli qualcosa. Così tutti lasciarono la stanza. Clifford mandò qualcuno a tagliare i fili del recinto attorno al perimetro in cui stava il Visitatore e poi a Clifford dissero che stavano venendo a prenderlo.
PH: La sua stessa gente?
JZ: Sì, gli ET stavano andando a recuperarlo. L'esterno dell'edificio era perimetrato, l'interno tutto a compartimenti, invalicabili. Con il Visitatore riuscirono ad attraversare il recinto. Quando il veicolo era atterrato Clifford ha raccontato che i militari erano scioccati.
Il colonnello disse: "Non avresti dovuto farlo, non sono sempre amichevoli". Lui aveva risposto no, lo sono sempre, siete voi a non
essere sempre amichevoli e ad affermare il contrario. Fa vendere libri. Aveva visto atterrare il veicolo e aveva cercato di capirne il
peso dalla profondità dell'impronta sul terreno erboso. L'oggetto misurava circa 7 metri di diametro.
PH: Torniamo a parlare degli esseri. Quello incontrato da Clifford era amichevole. Perché lo tenevano in quella stanza? Volevano
interrogarlo? Era sopravvissuto a un UFO crash?
JZ: Sì, volevano informazioni da lui. Non so come fosse finito lì.
PH: Quando venivi coinvolto in queste operazioni, che tipo di lavoro svolgevi?
CS: Cose normali. Ma lavoravo bene, facevo il mio dovere, anche troppo e tutti notarono che stavo diventando un po' strano. Mia moglie andò dal mio ufficiale in comando e gli chiese perché non passavo più tempo a casa.
PH: Perché ti consentono di parlare? Forse perché non puoi provare ciò che affermi?
CS: Esatto. Non posso provarlo.
Fonte: http://statidipercezione.blogspot.com
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