Vi consiglio la visione di questi due video:
Prima parte
Seconda parte
lunedì 30 dicembre 2013
Gli Annunaki, gli Elohim e il Governo Occulto
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sabato 9 novembre 2013
Strani messaggi nel web...
Molti di voi avranno sentito parlare di questo video... questa è una delle interpretazioni...ce ne sono tantissime...
Solo fantasia?
Solo fantasia?
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venerdì 11 ottobre 2013
Apparizioni Mariane, tre video per riflettere
Tre interessanti video sulle apparizioni mariane. Il primo, che proponiamo dalla sua quinta parte(le prime 4 sono un panorama di tutte le apparizioni) ci svela le contraddizoni dell'essere che si presenta come "regina dei cieli".
Il secondo è un interessante resoconto di un'apparizione poco nota avvenuta in Egitto in cui sembra palese l'intervento del NWO e si scorge l'ombra dell'infame "Blue Beam Project.
Nel terzo presentiamo una puntata della trasmissione Rebus in cui si parla insieme a mauro Biglino delle apparizioni di Fatima.
Noi non abbiamo dubbi che qualcosa di ingannevole e ben poco benevolo si celi sotto queste apparizioni.
A voi e alle vostro coscienze il giudizio finale.
Buona visione.
Il secondo è un interessante resoconto di un'apparizione poco nota avvenuta in Egitto in cui sembra palese l'intervento del NWO e si scorge l'ombra dell'infame "Blue Beam Project.
Nel terzo presentiamo una puntata della trasmissione Rebus in cui si parla insieme a mauro Biglino delle apparizioni di Fatima.
Noi non abbiamo dubbi che qualcosa di ingannevole e ben poco benevolo si celi sotto queste apparizioni.
A voi e alle vostro coscienze il giudizio finale.
Buona visione.
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lunedì 23 settembre 2013
La “Stirpe del Serpente” nella simbologia e nel mito della storia umana
Secondo alcuni studiosi, la frequenza della figura serpentina nelle tradizioni e nella simbologia umana affonda le radici in qualcosa di reale accaduto agli albori dell'evoluzione dell'uomo. Tra alcuni ricercatori si registra un certo sconcerto quando si considera lo spazio di tempo estremamente ristretto nel quale si è evoluta la specie umana.
Nel momento in cui Eva, la prima donna mitica e madre di tutti i viventi, si è fatta convincere a raccogliere il frutto proibito dall’Albero della Vita, l’umanità cade vittima del primo grande inganno del serpente.
Quello raccontato da Genesi, il libro di apertura della Bibbia, è una storia ricca di simbolismo. Secondo il pensiero religioso occidentale, l’incidente narrato dal testo sacro presenta il nemico più insidioso dal quale l’umanità deve guardarsi.
Eppure, la figura del serpente non è presente soltanto nei racconti della tradizione semitica che ha partorito il racconto di Genesi. Se guardiamo alla mitologia delle altre culture umane, scopriamo uno scenario popolato di rettili, serpenti piumati e strani esseri ibridi rettiloidi.
Secondo alcuni studiosi, la frequenza della figura serpentina nelle tradizioni e nella simbologia umana affonda le radici in qualcosa di reale accaduto agli albori dell’evoluzione dell’uomo.
Lo scenario raccontato dai miti di tutto il mondo è pressoché lo stesso: esseri considerati divini, dalle sembianze rettili e dai grandi poteri, hanno consegnato nelle mani dell’umanità la conoscenza tecnologica e la civilizzazione urbana.
E’ possibile che entità non umane abbiano influenzato il normale andamento evolutivo del genere umano? La rapida evoluzione dell’uomo, incapace di armonizzarsi con i tempi e le regole della natura, potrebbe dipendere da questo? E’ possibile che il nostro DNA sia stato alterato in maniera innaturale per scopi a noi ignoti?
Per quanto la scienza abbia fatto passi da gigante nella comprensione dei meccanismi che regolano l’evoluzione degli esseri viventi, l’origine dell’uomo rimane ancora avvolta nel mistero.
Le indagini archeologiche e i ritrovamenti fossili, più che chiarire la storia dell’evoluzione umana, non fanno che complicare un puzzle di per sé già abbastanza complicato. Tra alcuni ricercatori si registra un certo sconcerto quando si considera lo spazio di tempo estremamente ristretto nel quale si è evoluta la specie umana.
Per fare un paragone indebito, possiamo pensare ai dinosauri, un gruppo di esseri viventi che ha dominato il pianeta Terra per ben 160 milioni di anni, un ciclo di vita biologica estremamente lungo o, quanto meno, in armonia con i tempi cosmici dell’Universo.
Se invece consideriamo l’homo sapiens, si rimane sconcertati nel considerare che il genere homo è comparso sul pianeta solo 2 milioni di anni fa e, attraverso una rocambolesca serie salti evolutivi, è giunto a costruire appena 6 mila anni fa le prime città moderne in Mesopotamia, per poi passare, in poche migliaia di anni, dalla scrittura cuneiforme all’informatica e dall’esplorazione dei territori sconosciuti al volo spaziale.
Provenienza rettiliana del genere umano? Indizi e coincidenze fisiologiche
Perché l’Homo Sapiens è così veloce?
Tra i primi a parlare di un intervento esterno alla storia evolutiva dell’uomo c’è Zecharia Sithchin, il ricercatore che ha dedicato la sua vita allo studio della mitologia sumera.
In molti dei suoi libri, Sithchin afferma la sua teoria secondo la quale, in un passato molto remoto, un gruppo di viaggiatori extraterrestri provenienti dal pianeta Nibiru, chiamati Anunnaki, sarebbero scesi sulla Terra per sfruttare le risorse minerarie del nostro pianeta.
Avendo bisogno di manodopera per l’estrazione di minerali, gli Anunnaki pensarono di manipolare geneticamente la specie terrestre più simile a loro, innestandovi il proprio DNA: fu scelto un ominide, l’Homo Erectus.
Potremmo essere il risultato di una manipolazione genetica che ci ha strappato dal nostro sviluppo naturale?
Secondo l’ipotesi di David Icke, alcuni alieni rettiliani, sotto le mentite spoglie umane di uomini pubblici, hanno preso il controllo del nostro pianeta impedendo all’umanità la normale evoluzione spirituale, sociale e tecnologica. Il fine di costoro sarebbe quello di schiavizzare l’umanità e impossessarsi definitivamente delle risorse planetarie (umanità compresa).
Le idee contenute nel libro Figli di Matrix, apparentemente originali e stravaganti, ma convalidate da una lunga e scrupolosa serie di indizi documentati, descrivono la nostra vita sul pianeta Terra come un inganno ‘esistenziale’ gestito da forze extraterrestri, intraterrestri e interdimensionali per tenerci in una prigione mentale, emozionale e spirituale.
A conferma di queste teorie, sembra che gli antichi miti terrestri concordino tutti su una cosa: l’aspetto di questi antichi ‘visitatori’ (che qualcuno considera ‘invasori’) è accomunata a quello della famiglia dei rettili. E in quasi tutte le leggende, si fa riferimento ad antiche “divinità” metà uomo e metà rettile.
I Sumeri
I Sumeri rappresentano la prima popolazione urbanizzata al mondo. Erano i discendenti di un’etnia della Mesopotamia meridionale (l’odierno Iraq sud-orientale), autoctona o stanziatasi in quella regione dal tempo in cui vi migrò (attorno al 5000 a.C.) fino all’ascesa di Babilonia (attorno al 1500 a.C.).
Il termine Sumero è in realtà il nome dato agli antichi abitanti della Mesopotamia dai loro successori, il popolo semitico degli Accadi. I Sumeri, (o Shumeri da Shumer) infatti, chiamavano se stessi sag-giga, letteralmente “la gente dalla testa nera” e la loro terra Ki-en-gi, “luogo dei signori civilizzati”.
Nel pantheon delle divinità sumere figura Enki, la divinità dei mestieri, del bene, dell’acqua, del mare, dei laghi, della sapienza e della creazione. Enki, in alcune rappresentazioni, appare come un essere metà uomo e metà serpente.
Il significato del suo nome dovrebbe essere “signore della terra”. Egli era il custode dei poteri divini chiamati Me, i doni della civilizzazione dei quali avrebbe beneficiato l’umanità.
La sua immagine è un serpente con una doppia ellisse, o Caduceus, molto simile al Bastone di Asclepio. Secondo l’opinione di alcuni autori, non sorprende che il simbolo di Enki sia stato poi usato come simbolo della medicina, data la sua sconcertante somiglianza con la doppia elica del DNA.
I racconti dell’Antico Testamento
La Bibbia riprende alcuni temi della mitologia sumera e babilonese. Secondo quanto riportato dagli autori del testo sacro, il seduttore dell’umanità che compare nell’episodio del ‘Peccato Originale‘ ha le sembianze di un serpente.
All’inizio della storia umana, il serpente propone ad Adamo ed Eva una via alternativa a quella prevista dall’ordine cosmico, così da “diventare come Dio”. Che significa? Secondo alcuni esegeti, Adamo ed Eva intravedono nella proposta del serpente la via dell’immortalità che li renderebbe simili a Dio.
Altri, invece, vedono nella proposta la possibilità per l’umanità di stabilire da sola cosa sia bene e cosa sia male, senza nessuna autorità divina esterna. Il serpente propone all’uomo di diventare dio di se stesso. Infatti, all’obiezione di Eva il serpente risponde serafico:
“Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male”. Non è più il creatore a stabilire cosa è buono o male, ma la creatura.
Altri ancora, hanno interpretato il racconto del peccato originale come una scorciatoia evolutiva offerta all’umanità per aggirare un processo che probabilmente avrebbe richiesto migliaia (se non milioni) di anni. Ireneo di Lione, un importante autore cristiano del 3° secolo, ha definito quello di Adamo ed Eva un peccato d’impazienza, una scappatoia per bruciare le tappe.
Il serpente si sarebbe fatto portatore di capacità tecnologiche e culturali che gli uomini avrebbero comunque sviluppato naturalmente e in perfetta armonia con le leggi cosmiche dell’universo. In questa interpretazione si incrociano i racconti della mitologia sumera su Enki (portatore della civiltà) e anche il mito di Prometeo, il quale ruba il fuoco agli dei per consegnarlo agli uomini.
Il breve arco di tempo nel quale l’umanità si è evoluta lascia sconcertati alcuni antropologi. Rispetto ai tempi della natura, l’uomo sembra una saetta comparsa sul pianeta. Ed è una evoluzione che effettivamente non è completamente in armonia con il cosmo.
Il costo di questa veloce evoluzione è stata la separazione dell’uomo dalla natura e la conseguente distruzione del pianeta (l’eden), la separazione tra gli uomini (torre di babele) e la conseguente perdita di unità d’intenti e l’alienazione degli individui. In questa prospettiva, il serpente ha incarnato il simbolo del diavolo (diabolos = ciò che separa).
Il Medio Oriente e l’Africa
In Medio Oriente si tramanda dei Jinn, misteriosi uomini serpente o dragoni di cui si afferma la presenza fin dai tempi più antichi. In età preislamica ai Jinn era accreditata una notevole potenza, quasi sempre in grado di esprimere una devastante e spesso mortale cattiveria.
Gli Antichi Egizi veneravano molte divinità ibride, nelle quali si fondevano caratteristiche umane e animali. Tra queste c’era l’antico dio egiziano Sobek, il quale viene riprodotto come un uomo con la testa di coccodrillo.
Nel Mali c’è una popolazione, i Dogon, che tramandano un mito di creazione il cui protagonista è un uomo rettile. I Dogon affermano di discendere dal dio Amma, proveniente dalla stella Po Tolo (Sirio B).
Amma creò l’universo con le stelle e le costellazioni e poi creò Tenga, cioè la Terra, a forma di donna, con cui si accoppiò generando i Nommo, due esseri mezzo uomo e mezzo serpente, identificati come la forza vitale dell’acqua, e li inviò sulla terra per impartire all’umanità gli insegnamenti fondamentali, come tessitura, metallurgia e agricoltura.
I Dogon conservano delle conoscenze a dir poco miracolose. Nel 1947, dopo aver vissuto con i Dagon per più di diciassette anni. l’antropologo francese Marcel Griaule ha riportato una storia veramente incredibile. Gli anziani della tribù hanno rivelato a Griaule uno dei loro segreti più gelosamente custoditi, nascosto anche alla maggior parte della comunità tribale.
Essi affermano di aver ricevuto una profonda conoscenza del sistema solare da uno dei misteriosi Nommo. Gli anziani sono a conoscenza delle quattro lune di Giove, degli anelli di Saturno e sono consapevoli della forma a spirale della Via Lattea e sanno che sono i pianeti a muoversi intorno al Sole e non viceversa.
Ma ciò che più sconcerta gli etnologi è la conoscenza dei Dogon delle orbite, delle dimensioni e della densità delle stelle del sistema di Sirio. I Dogon hanno accuratamente confermato l’esistenza di Sirio A, B e C, conoscenza che la moderna scienza ha acquisito solo di recente.
Sirio C è rimasta sconosciuta fino al 1995, quando gli astronomi hanno notato l’influenza gravitazionale che questa esercita sul movimento di tutto il sistema.
La Grecia antica
Il primo re mitico di Atene, Cecrope, era mezzo uomo e mezzo serpente. Nella mitologia greca, erano serpenti i servitori dei Titani e dei Giganti, i quali sono talvolta rappresentati in forma “anguiforme”, ossia con le gambe formate da terminazioni serpentiformi molti simili a quelle di Enki- Tra questi c’è l’immagine del gigante Klyteros.
Asia orientale
Nei racconti popolari della Cina antica figurano due fratelli, Nüwa, una divinità femminile della creazione, e Fu Xi, uno dei tre mitici sovrani cinesi detti “I Tre Augusti”, vissuto, secondo la tradizione, tra il 2952 e il 2836 a.C.
Entrambi vengono raffigurati come esseri ibridi, formati da un busto umano e da una coda di serpente. Secondo la tradizione è Nüwa a inventare la musica e la tecnica per suonare il flauto, ma soprattutto è lei a creare gli uomini, plasmandoli dall’argilla.
Fu Xi veniva rappresentato sempre allacciato, tramite la coda, alla sorella Nüwa, che prese in sposa. Le immagini rappresentano lei con un compasso e lui con una squadra in mano: i due strumenti indicano che i due sovrani inventarono norme, regole, standard. Secondo il folklore cinese, queste due divinità sono responsabili della creazione e dell’educazione del genere umano.
Nella cultura asiatica si tramandano anche le leggende dei Long o dragoni, forme a metà tra il piano fisico e il piano astrale, ma raramente descritte in forma umanoide, e che possono cambiare forma passando dall’umano al rettiliano.
Questa caratteristica viene spesso attribuita agli Imperatori Asiatici, che si credeva fossero in grado di mutare volontariamente la propria forma umana in una di drago e viceversa.
Cristianesimo
La teologia cristiana, che fonda il proprio pensiero anche sull’Antico Testamento ebraico, ha assunto il racconto del peccato originale come momento fondamentale della cosiddetta caduta dell’uomo.
La redenzione, ovvero la sconfitta del principe di questo mondo (Satana) è avvenuta con l’incarnazione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, nel quale l’ordine primordiale è ricostituito e verrà a compiersi con il ritorno di Gesù alla fine dei tempi e la venuta della Gerusalemme Celeste, la nuova creazione in armonia con l’ordine cosmico.
Un simbolo interessante della redenzione e della sconfitta del serpente è l’iconografia mariana: la Vergine Maria è rappresentata nell’atto di calpestare la testa del serpente, simbolo di vittoria sul male.
Americhe precolombiane
La mitologia Maya conosce una figura molto importante per il discorso che stiamo sviluppando: il dio Quetzalcoatl. Secondo le narrazioni, questa divinità avrebbe insegnato al popolo Maya i segreti dell’agricoltura, della metallurgia e dell’astronomia. L’umanità deve il suo rapido sviluppo evolutivo ad una figura esterna rettiliforme.
Le rappresentazioni di Quetzalcoatl sono alquanto inquietanti, in quanto vedono il dio maya intento a divorare un uomo. Che poi questo dono fatto all’umanità non sia del tutto gratuito? Cosa chiede il serpente in cambio? Quale parte dell’umanità sta divorando?
Epoca contemporanea
Quello del rettile è ancora un simbolo presente nella cultura umana e spesso è associato ai simboli araldici di grandi famiglie nobiliari (dal sangue “rettile” blu!), a marchi di grandi aziende e ad opere d’arte che rappresentano spudoratamente il dominio del rettile sulla razza umana, come un nefasto parassita:
Cosa giustifica questa presenza costante e penetrante della simbologia rettile nella cultura umana. E come mai sembra che ancora oggi ci siano tanti riferimenti al serpente e al suo potere? Siamo davvero preda di una dominazione esterna che ci ha fatto deragliare dal percorso evolutivo naturale? Qual è lo scopo del serpente?
Dopo questa lunga, e ampiamente incompleta, carrellata di miti e simboli, sembra possibile indicare alcuni punti salienti:
1) Il serpente è un simbolo presente in quasi tutte le culture umane;
2) Il serpente (o drago) fa dono all’umanità della tecnologia e della cultura accelerando il processo evolutivo naturale;
3) Il serpente (o drago) è sempre al comando: è Re, Imperatore (presidente?)
4) Il dono del serpente non è gratuito: egli divora l’uomo… cosa vuole in cambio?
5) Il potere del serpente è ancora in atto… basta solo avere occhi per notarlo!
Fonte: http://www.ilnavigatorecurioso.it/19/09/2013/la-stirpe-del-serpente-nella-simbologia-e-nel-mito-della-storia-umana/
Nel momento in cui Eva, la prima donna mitica e madre di tutti i viventi, si è fatta convincere a raccogliere il frutto proibito dall’Albero della Vita, l’umanità cade vittima del primo grande inganno del serpente.
Quello raccontato da Genesi, il libro di apertura della Bibbia, è una storia ricca di simbolismo. Secondo il pensiero religioso occidentale, l’incidente narrato dal testo sacro presenta il nemico più insidioso dal quale l’umanità deve guardarsi.
Eppure, la figura del serpente non è presente soltanto nei racconti della tradizione semitica che ha partorito il racconto di Genesi. Se guardiamo alla mitologia delle altre culture umane, scopriamo uno scenario popolato di rettili, serpenti piumati e strani esseri ibridi rettiloidi.
Secondo alcuni studiosi, la frequenza della figura serpentina nelle tradizioni e nella simbologia umana affonda le radici in qualcosa di reale accaduto agli albori dell’evoluzione dell’uomo.
Lo scenario raccontato dai miti di tutto il mondo è pressoché lo stesso: esseri considerati divini, dalle sembianze rettili e dai grandi poteri, hanno consegnato nelle mani dell’umanità la conoscenza tecnologica e la civilizzazione urbana.
E’ possibile che entità non umane abbiano influenzato il normale andamento evolutivo del genere umano? La rapida evoluzione dell’uomo, incapace di armonizzarsi con i tempi e le regole della natura, potrebbe dipendere da questo? E’ possibile che il nostro DNA sia stato alterato in maniera innaturale per scopi a noi ignoti?
Per quanto la scienza abbia fatto passi da gigante nella comprensione dei meccanismi che regolano l’evoluzione degli esseri viventi, l’origine dell’uomo rimane ancora avvolta nel mistero.
Le indagini archeologiche e i ritrovamenti fossili, più che chiarire la storia dell’evoluzione umana, non fanno che complicare un puzzle di per sé già abbastanza complicato. Tra alcuni ricercatori si registra un certo sconcerto quando si considera lo spazio di tempo estremamente ristretto nel quale si è evoluta la specie umana.
Per fare un paragone indebito, possiamo pensare ai dinosauri, un gruppo di esseri viventi che ha dominato il pianeta Terra per ben 160 milioni di anni, un ciclo di vita biologica estremamente lungo o, quanto meno, in armonia con i tempi cosmici dell’Universo.
Se invece consideriamo l’homo sapiens, si rimane sconcertati nel considerare che il genere homo è comparso sul pianeta solo 2 milioni di anni fa e, attraverso una rocambolesca serie salti evolutivi, è giunto a costruire appena 6 mila anni fa le prime città moderne in Mesopotamia, per poi passare, in poche migliaia di anni, dalla scrittura cuneiforme all’informatica e dall’esplorazione dei territori sconosciuti al volo spaziale.
Provenienza rettiliana del genere umano? Indizi e coincidenze fisiologiche
Perché l’Homo Sapiens è così veloce?
Tra i primi a parlare di un intervento esterno alla storia evolutiva dell’uomo c’è Zecharia Sithchin, il ricercatore che ha dedicato la sua vita allo studio della mitologia sumera.
In molti dei suoi libri, Sithchin afferma la sua teoria secondo la quale, in un passato molto remoto, un gruppo di viaggiatori extraterrestri provenienti dal pianeta Nibiru, chiamati Anunnaki, sarebbero scesi sulla Terra per sfruttare le risorse minerarie del nostro pianeta.
Avendo bisogno di manodopera per l’estrazione di minerali, gli Anunnaki pensarono di manipolare geneticamente la specie terrestre più simile a loro, innestandovi il proprio DNA: fu scelto un ominide, l’Homo Erectus.
Potremmo essere il risultato di una manipolazione genetica che ci ha strappato dal nostro sviluppo naturale?
Secondo l’ipotesi di David Icke, alcuni alieni rettiliani, sotto le mentite spoglie umane di uomini pubblici, hanno preso il controllo del nostro pianeta impedendo all’umanità la normale evoluzione spirituale, sociale e tecnologica. Il fine di costoro sarebbe quello di schiavizzare l’umanità e impossessarsi definitivamente delle risorse planetarie (umanità compresa).
Le idee contenute nel libro Figli di Matrix, apparentemente originali e stravaganti, ma convalidate da una lunga e scrupolosa serie di indizi documentati, descrivono la nostra vita sul pianeta Terra come un inganno ‘esistenziale’ gestito da forze extraterrestri, intraterrestri e interdimensionali per tenerci in una prigione mentale, emozionale e spirituale.
A conferma di queste teorie, sembra che gli antichi miti terrestri concordino tutti su una cosa: l’aspetto di questi antichi ‘visitatori’ (che qualcuno considera ‘invasori’) è accomunata a quello della famiglia dei rettili. E in quasi tutte le leggende, si fa riferimento ad antiche “divinità” metà uomo e metà rettile.
I Sumeri
I Sumeri rappresentano la prima popolazione urbanizzata al mondo. Erano i discendenti di un’etnia della Mesopotamia meridionale (l’odierno Iraq sud-orientale), autoctona o stanziatasi in quella regione dal tempo in cui vi migrò (attorno al 5000 a.C.) fino all’ascesa di Babilonia (attorno al 1500 a.C.).
Il termine Sumero è in realtà il nome dato agli antichi abitanti della Mesopotamia dai loro successori, il popolo semitico degli Accadi. I Sumeri, (o Shumeri da Shumer) infatti, chiamavano se stessi sag-giga, letteralmente “la gente dalla testa nera” e la loro terra Ki-en-gi, “luogo dei signori civilizzati”.
Nel pantheon delle divinità sumere figura Enki, la divinità dei mestieri, del bene, dell’acqua, del mare, dei laghi, della sapienza e della creazione. Enki, in alcune rappresentazioni, appare come un essere metà uomo e metà serpente.
Il significato del suo nome dovrebbe essere “signore della terra”. Egli era il custode dei poteri divini chiamati Me, i doni della civilizzazione dei quali avrebbe beneficiato l’umanità.
La sua immagine è un serpente con una doppia ellisse, o Caduceus, molto simile al Bastone di Asclepio. Secondo l’opinione di alcuni autori, non sorprende che il simbolo di Enki sia stato poi usato come simbolo della medicina, data la sua sconcertante somiglianza con la doppia elica del DNA.
I racconti dell’Antico Testamento
La Bibbia riprende alcuni temi della mitologia sumera e babilonese. Secondo quanto riportato dagli autori del testo sacro, il seduttore dell’umanità che compare nell’episodio del ‘Peccato Originale‘ ha le sembianze di un serpente.
All’inizio della storia umana, il serpente propone ad Adamo ed Eva una via alternativa a quella prevista dall’ordine cosmico, così da “diventare come Dio”. Che significa? Secondo alcuni esegeti, Adamo ed Eva intravedono nella proposta del serpente la via dell’immortalità che li renderebbe simili a Dio.
Altri, invece, vedono nella proposta la possibilità per l’umanità di stabilire da sola cosa sia bene e cosa sia male, senza nessuna autorità divina esterna. Il serpente propone all’uomo di diventare dio di se stesso. Infatti, all’obiezione di Eva il serpente risponde serafico:
“Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male”. Non è più il creatore a stabilire cosa è buono o male, ma la creatura.
Altri ancora, hanno interpretato il racconto del peccato originale come una scorciatoia evolutiva offerta all’umanità per aggirare un processo che probabilmente avrebbe richiesto migliaia (se non milioni) di anni. Ireneo di Lione, un importante autore cristiano del 3° secolo, ha definito quello di Adamo ed Eva un peccato d’impazienza, una scappatoia per bruciare le tappe.
Il serpente si sarebbe fatto portatore di capacità tecnologiche e culturali che gli uomini avrebbero comunque sviluppato naturalmente e in perfetta armonia con le leggi cosmiche dell’universo. In questa interpretazione si incrociano i racconti della mitologia sumera su Enki (portatore della civiltà) e anche il mito di Prometeo, il quale ruba il fuoco agli dei per consegnarlo agli uomini.
Il breve arco di tempo nel quale l’umanità si è evoluta lascia sconcertati alcuni antropologi. Rispetto ai tempi della natura, l’uomo sembra una saetta comparsa sul pianeta. Ed è una evoluzione che effettivamente non è completamente in armonia con il cosmo.
Il costo di questa veloce evoluzione è stata la separazione dell’uomo dalla natura e la conseguente distruzione del pianeta (l’eden), la separazione tra gli uomini (torre di babele) e la conseguente perdita di unità d’intenti e l’alienazione degli individui. In questa prospettiva, il serpente ha incarnato il simbolo del diavolo (diabolos = ciò che separa).
Il Medio Oriente e l’Africa
In Medio Oriente si tramanda dei Jinn, misteriosi uomini serpente o dragoni di cui si afferma la presenza fin dai tempi più antichi. In età preislamica ai Jinn era accreditata una notevole potenza, quasi sempre in grado di esprimere una devastante e spesso mortale cattiveria.
Gli Antichi Egizi veneravano molte divinità ibride, nelle quali si fondevano caratteristiche umane e animali. Tra queste c’era l’antico dio egiziano Sobek, il quale viene riprodotto come un uomo con la testa di coccodrillo.
Nel Mali c’è una popolazione, i Dogon, che tramandano un mito di creazione il cui protagonista è un uomo rettile. I Dogon affermano di discendere dal dio Amma, proveniente dalla stella Po Tolo (Sirio B).
Amma creò l’universo con le stelle e le costellazioni e poi creò Tenga, cioè la Terra, a forma di donna, con cui si accoppiò generando i Nommo, due esseri mezzo uomo e mezzo serpente, identificati come la forza vitale dell’acqua, e li inviò sulla terra per impartire all’umanità gli insegnamenti fondamentali, come tessitura, metallurgia e agricoltura.
I Dogon conservano delle conoscenze a dir poco miracolose. Nel 1947, dopo aver vissuto con i Dagon per più di diciassette anni. l’antropologo francese Marcel Griaule ha riportato una storia veramente incredibile. Gli anziani della tribù hanno rivelato a Griaule uno dei loro segreti più gelosamente custoditi, nascosto anche alla maggior parte della comunità tribale.
Essi affermano di aver ricevuto una profonda conoscenza del sistema solare da uno dei misteriosi Nommo. Gli anziani sono a conoscenza delle quattro lune di Giove, degli anelli di Saturno e sono consapevoli della forma a spirale della Via Lattea e sanno che sono i pianeti a muoversi intorno al Sole e non viceversa.
Ma ciò che più sconcerta gli etnologi è la conoscenza dei Dogon delle orbite, delle dimensioni e della densità delle stelle del sistema di Sirio. I Dogon hanno accuratamente confermato l’esistenza di Sirio A, B e C, conoscenza che la moderna scienza ha acquisito solo di recente.
Sirio C è rimasta sconosciuta fino al 1995, quando gli astronomi hanno notato l’influenza gravitazionale che questa esercita sul movimento di tutto il sistema.
La Grecia antica
Il primo re mitico di Atene, Cecrope, era mezzo uomo e mezzo serpente. Nella mitologia greca, erano serpenti i servitori dei Titani e dei Giganti, i quali sono talvolta rappresentati in forma “anguiforme”, ossia con le gambe formate da terminazioni serpentiformi molti simili a quelle di Enki- Tra questi c’è l’immagine del gigante Klyteros.
Asia orientale
Nei racconti popolari della Cina antica figurano due fratelli, Nüwa, una divinità femminile della creazione, e Fu Xi, uno dei tre mitici sovrani cinesi detti “I Tre Augusti”, vissuto, secondo la tradizione, tra il 2952 e il 2836 a.C.
Entrambi vengono raffigurati come esseri ibridi, formati da un busto umano e da una coda di serpente. Secondo la tradizione è Nüwa a inventare la musica e la tecnica per suonare il flauto, ma soprattutto è lei a creare gli uomini, plasmandoli dall’argilla.
Fu Xi veniva rappresentato sempre allacciato, tramite la coda, alla sorella Nüwa, che prese in sposa. Le immagini rappresentano lei con un compasso e lui con una squadra in mano: i due strumenti indicano che i due sovrani inventarono norme, regole, standard. Secondo il folklore cinese, queste due divinità sono responsabili della creazione e dell’educazione del genere umano.
Nella cultura asiatica si tramandano anche le leggende dei Long o dragoni, forme a metà tra il piano fisico e il piano astrale, ma raramente descritte in forma umanoide, e che possono cambiare forma passando dall’umano al rettiliano.
Questa caratteristica viene spesso attribuita agli Imperatori Asiatici, che si credeva fossero in grado di mutare volontariamente la propria forma umana in una di drago e viceversa.
Cristianesimo
La teologia cristiana, che fonda il proprio pensiero anche sull’Antico Testamento ebraico, ha assunto il racconto del peccato originale come momento fondamentale della cosiddetta caduta dell’uomo.
La redenzione, ovvero la sconfitta del principe di questo mondo (Satana) è avvenuta con l’incarnazione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, nel quale l’ordine primordiale è ricostituito e verrà a compiersi con il ritorno di Gesù alla fine dei tempi e la venuta della Gerusalemme Celeste, la nuova creazione in armonia con l’ordine cosmico.
Un simbolo interessante della redenzione e della sconfitta del serpente è l’iconografia mariana: la Vergine Maria è rappresentata nell’atto di calpestare la testa del serpente, simbolo di vittoria sul male.
Americhe precolombiane
La mitologia Maya conosce una figura molto importante per il discorso che stiamo sviluppando: il dio Quetzalcoatl. Secondo le narrazioni, questa divinità avrebbe insegnato al popolo Maya i segreti dell’agricoltura, della metallurgia e dell’astronomia. L’umanità deve il suo rapido sviluppo evolutivo ad una figura esterna rettiliforme.
Le rappresentazioni di Quetzalcoatl sono alquanto inquietanti, in quanto vedono il dio maya intento a divorare un uomo. Che poi questo dono fatto all’umanità non sia del tutto gratuito? Cosa chiede il serpente in cambio? Quale parte dell’umanità sta divorando?
Epoca contemporanea
Quello del rettile è ancora un simbolo presente nella cultura umana e spesso è associato ai simboli araldici di grandi famiglie nobiliari (dal sangue “rettile” blu!), a marchi di grandi aziende e ad opere d’arte che rappresentano spudoratamente il dominio del rettile sulla razza umana, come un nefasto parassita:
Cosa giustifica questa presenza costante e penetrante della simbologia rettile nella cultura umana. E come mai sembra che ancora oggi ci siano tanti riferimenti al serpente e al suo potere? Siamo davvero preda di una dominazione esterna che ci ha fatto deragliare dal percorso evolutivo naturale? Qual è lo scopo del serpente?
Dopo questa lunga, e ampiamente incompleta, carrellata di miti e simboli, sembra possibile indicare alcuni punti salienti:
1) Il serpente è un simbolo presente in quasi tutte le culture umane;
2) Il serpente (o drago) fa dono all’umanità della tecnologia e della cultura accelerando il processo evolutivo naturale;
3) Il serpente (o drago) è sempre al comando: è Re, Imperatore (presidente?)
4) Il dono del serpente non è gratuito: egli divora l’uomo… cosa vuole in cambio?
5) Il potere del serpente è ancora in atto… basta solo avere occhi per notarlo!
Fonte: http://www.ilnavigatorecurioso.it/19/09/2013/la-stirpe-del-serpente-nella-simbologia-e-nel-mito-della-storia-umana/
lunedì 2 settembre 2013
Cun tutte le creature luglio 2013 - Mauro Biglino
Ancora un post su Mauro Biglino e una sua conferenza da non perdere.
Studioso di storia delle religioni è stato traduttore di testi aramaici e di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo e ha curato diverse pubblicazioni per varie riviste e case editrici...Buona visione
Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=X2-IfJK23Hs
Studioso di storia delle religioni è stato traduttore di testi aramaici e di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo e ha curato diverse pubblicazioni per varie riviste e case editrici...Buona visione
Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=X2-IfJK23Hs
giovedì 25 luglio 2013
Perchè la scienza considera la vita extraterrestre e gli UFO argomenti tabù? Rispondono due scienziati
E' noto che, spesso, gli scienziati siano riluttanti a discutere apertamente della possibilità della vita extraterrestre e del fenomeno UFO.
Anche se il grande pubblico è particolarmente interessato all'argomento, la comunità scientifica sembra evitare accuratamente l'argomento attraverso un silenzio autoimposto, non importa quanto sia forte l'evidenza.
Il negazionismo della maggioranza degli scienziati, secondo cui la vita extraterrestre non può esistere nelle nostre immediate vicinanze, tanto più il controverso fenomeno UFO, sembra essere una regola non scritta a cui si attengono come una sorta di dogma, un atteggiamento completamente opposto a quello della ricerca scientifica, che necessità di curiosità, onestà intellettuale, assenza di pregiudizio e ricerca, tanta ricerca.
Un contributo al dibattito viene da due ricercatori. Il primo è di N. Chandra Wickramasinghe, professore di matematica applicata e astronomia presso i College University di Cardiff, Galles. Il secondo parere è di Eric Davis, fisico della propulsione e ricercatore pressol'Institute for Advanced Studies di Austin.
Nalin Chandra Wickramasinghe è nato nel 1939 in Sri Lanka. Ha studiato astrofisica all'Università di Cambridge, dove è stato allievo di Fred Hoyle, noto al grande pubblico soprattutto per le sue argomentazioni non convenzionali e per svariate teorie non ortodosse entro la comunità scientifica.
Ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1963. Ha scritto più di 30 libri, è un prolifico blogger ed è considerato un esperto nell'uso dell'astronomia all'infrarosso, disciplina con cui si studia la materia interstellare.
“Il mio coinvolgimento personale in questa in questa materia risale al 1970, quando, insieme con il compianto Fred Hoyle, stavo indagando la natura della polvere interstellare”, spiega Wickramasinghe. Il ricercatore scoprì che le molecole organiche si stavano accumulando nelle nubi interstellare a ritmo elevato.
wickramasinghe.jpgLe polveri interstellari, che fino ad allora si pensava fossero composte di ghiaccio e di materia inorganica, mostravano complessi polimeri organici di possibile provenienza biologica.
“Queste scoperte sorpresero molto gli astronomi”, ricorda il ricercatore. “Per lungo tempo, la comunità scientifica resistette alle nostre conclusioni, secondo le quali tali molecole possono essere rilevanti per la nascita della vita sulla Terra”.
Hoyle e Wickramasinghe furono i primi ricercatori a ipotizzare una correlazione tra nubi interstellari e vita biologica terrestre, sviluppando la teorie della Panspermia.
“Il primo sentore di una censura relativa alla vita extraterrestre la avemmo quando ipotizzammo che questa correlazione potrebbe esserci anche con altri pianeti del cosmo. Quando nel 1982, presentammo un progetto di ricerca per verificare le nostre ipotesi, venne rifiutato per cpnsiderato privo di valore scientifico!”, continua Wickramasinghe.
Anche quando fu fatta la scoperta inattesa che le comete contenessero materia organica, le teorie della panspermia di Hoyle e Wickramasinghe furono decretate come tabù da tutte le riviste scientifiche e dalle istituzioni rispettabili.
Un altro episodio emblematico avvenne qualche anno dopo. Richard B. Hoover, uno degli astrobiologi più importanti impiegati al NASA Marshall Space Flight Center, tra il 1997 e il 2011 ha eseguito delle nuove analisi sul famoso meteorite Murchison, caduto in Australia nel 1969.
“Utilizzando la tecnologia attualmente a disposizione, nell'ultimo studio pubblicato nel 2011, Hoover conclude il meteorite contiene fossili microbici in grande quantità”, racconta Wickramasinghe. “Il furore con cui è stata salutata questa ultima pubblicazione e la condanna di riviste come Science e dei capi della Nasa, dimostra che le tattiche precedenti di insabbiamento, sono state sostituite dagli sproloqui stridenti e dagli insulti personali”.
“Se fossimo vissuti nel medioevo, non vi è dubbio che Hoover, Hoyle e me, avremmo fatto una brutta fine”, continua amaro Wickramasinghe. Intatto Hoover ci ha rimesso lo stipendio. Nel 2011, infatti, la Nasa ha deciso di mettere fine alla sua collaborazione con l'astrobiologo, dopo 45 anni di onorata carriera, con all'attivo numerose pubblicazioni scientifiche.
Wickramasinghe, tuttavia, ha l'impressione che le cose stiano iniziando a cambiare, se non altro perchè la resistenza ai fatti e la censura, a lungo andare si riveleranno inutili. L'universo ha sempre l'ultima parola!
Ma, oltre a quello della vita extraterrestre, c'è un altro tema molto più controverso e censurato, sia dalla comunità scientifica che dai media. L'argomento viene spesso e volentieri negato, oppure viene bollato dai think tank della scienza come 'ridicolo'.
eric-davies.jpgTuttavia, anche su questo argomento le cose sterebbero cominciando a cambiare. Ne è convinto Eric Davis, un ricercatore dell'Institute for Advanced Studies di Austi, impegnato nella ricerca di nuovi sistemi di propulsione interstellare.
“Gli UFO sono fenomeni reali. Sono oggetti artificiali sotto controllo intelligente. Sono sicuramente il risultato di una tecnologia estremamente avanzata”, dice Davis all'Huffington Post. Il ricercatore spera che i suoi studi di fisica sulla propulsione un giorno possano permettere all'uomo di spostarsi nel cosmo allo stesso modo.
Tuttavia, egli è consapevole che nessuno scienziato è attualmente disponibile a discutere del tema UFO. “Si sbagliano. Sono ingenui, ostinati, gretti, impauriti e timorosi. Sembra che si tratti di una parolaccia e di un argomento proibito. La scienza richiede una mente aperta”, continua il fisico.
“Non bisognerebbe ridere delle persone, ma mostrare loro rispetto. Gli scienziati hanno bisogno di tornare a utilizzare il metodo scientifico per capire cose sconosciute e insolite. Il soggetto UFO è uno di queste”.
Davis recentemente ha vinto un premio della American Institute of Aeronautics and Astronautics per il suo studio “ Space Warp: più veloci della luce”, e conosce molti colleghi che silenziosamente si occupano del fenomeno UFO.
“Ci sono molti scienziati che sono a conoscenza di elementi oggettivi e dati reali, ma non usciranno mai allo scoperto per pubblicare i loro studi, perchè temono la derisione dei loro colleghi. L'impatto sulla loro carriera potrebbe essere dannoso”, dice Davis.
“Nessun ente è disponibile a finanziare la ricerca. La National Science Fundation non accetta il tema UFO come oggetto di uno studio scientifico”. Eppure, sorprendentemente, diversi autorevoli scienziati si sono occupati del fenomeno per decenni. L'astronomo J. Allen Hynes, ex consulente scientifico della US Air Force, ha studiato gli UFO per 20 anni, nell'ambito del Blue Project concluso nel 1969.
In buona sostanza, Davis ritiene che il dominio sulle indagini sugli UFO, in realtà non è nelle mani degli scienziati. E di chi, allora? "E' sotto il controllo dell'intelligence militare”, suggerisce. “Il fatto che oggetti sconosciuti stiano volando attorno al nostro pianeta non è considerato un argomento per la scienza. Perchè? Perchè la scienza si deve occupare dei fenomeni naturali, è gli UFO non lo sono”.
Font: http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2013/07/22/perche-la-scienza-considera-la-vita-extraterrestre-e-gli-ufo.html
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mercoledì 26 giugno 2013
Howard Menger
Howard Menger, uno dei contattisti più conosciuti degli anni '50, si è spento nella sua casa di Vero Beach in Florida il 25 Febbraio 2009. Aveva compiuto da pochi giorni 87 anni. Era nato a Brooklyn, New York nel 1922. Rimane un importante materiale fotografico e video, oltre alle sue dichiarazioni, ad attestare la genuinità della sua affascinante esperienza avvalorata anche da testimoni credibili, quali il dott. Tom Richards, fisico dell’università di Princeton e altri che furono partecipi di alcuni dei suoi incontri con gli extraterrestri.
Menger strinse un bel rapporto di amicizia con Eugenio Siragusa tanto da regalargli la pellicola originale di un oggetto da lui filmato in Ohio.
I primi avvistamenti di “oggetti circolari e luccicanti” cominciarono per Menger già all’età di 8 anni ed erano preceduti da una sorta di richiamo, da una voce che egli avvertiva dentro di sé. Fu proprio quella voce a guidarlo nel 1932 in un tratto di bosco situato nei pressi della sua abitazione di High Bridge, nel New Jersey, dove ebbe luogo il suo primo contatto con un essere extraterrestre. “Lì - raccontò il giovane Howard - seduta su un sasso vicino al ruscello, c’era la donna più bella che i miei giovani occhi avessero mai visto! La calda luce del sole le illuminava il volto e le spalle, accendendo di riflessi i suoi lunghi capelli dorati... mentre se ne stava seduta su quel sasso sembrava irradiare una luce scintillante e io mi domandavo se fosse a causa dell’insolita caratteristica del tessuto che indossava, che aveva uno splendore e una lucentezza simili a quelli del nylon. Quell’abito non aveva né bottoni, né chiusure, né cuciture, per quanto potevo vedere”. La bella signora rivelò a Menger di conoscerlo da “tanto, tanto tempo” perchè lui, in passato, era stato legato al suo popolo. “Non è colpa tua Howard se non puoi capire tutto ciò che sto dicendo”, lo tranquillizzò la donna, “non dartene pensiero... quando sarai più grande comprenderai qual è la tua missione... e ogni volta che qualcosa ti preoccuperà ricorda: noi ti saremo sempre vicini, ti osserveremo, ti guideremo”. I contatti con esseri provenienti da altri mondi continuarono anche durante il servizio militare che Menger prestò ad Okinawa. Durante uno di questi incontri gli fu profetizzata la distruzione di Hiroshima e Nagasaki per lo scoppio di due ordigni nucleari. Nel settembre del 1956, secondo il suo racconto, fu portato dagli extraterrestri sulla Luna dove scattò alcune istantanee mostranti una struttura cupolare ed un disco sospeso al di sopra.
Menger ricevette diversi messaggi dagli alieni che spiegavano il motivo della loro visita sul nostro pianeta. I “fratelli dello spazio”, come era solito chiamarli, giungono fino a noi da lontani lidi “per impedire una distruzione planetaria che causerebbe seri problemi all’equilibrio dell’intero sistema solare… loro ci considerano dei fratelli e ci amano… vivono in pace ed armonia e lavorano per servire Dio… migliaia di esseri dalle sembianze umane, venuti da altri pianeti vivono in mezzo a noi. Alcuni si sono incarnati in corpi terrestri, altri hanno raggiunto la Terra a bordo di un’astronave e poi si sono stabiliti qui. Può anche darsi che vivano nella casa accanto alla vostra, uno di loro potrebbe essere un vostro collega di lavoro, la cameriera che vi serve al bar o al ristorante. Ciò che comunque accomuna tutti questi spiriti è il loro amore per il prossimo”.
Nel maggio del 1999 il contattista Howard Menger rilasciò alla nostra redazione questa intervista telefonica:
D: All’età di dieci anni Lei si incontrò, per la prima volta, con un essere extraterrestre. Cosa ha provato in quel momento e quanto questo evento ha influenzato la sua vita?
R: Era il 1932 e io avevo 10 anni. Stavo passeggiando nel bosco quando vidi, vicino ad un ruscelletto, la donna più splendida che i miei occhi avessero mai contemplato: i lunghi capelli biondi le incorniciavano la testa e le spalle e l’abito che indossava ricordava quello di uno sciatore. Quando si voltò verso di me provai un forte sentimento d’amore e di attrazione fisica nei suoi confronti e la sensazione di conoscerla già. “Howard - mi disse mentre fremevo di gioia - ho intrapreso un lungo viaggio per venire a trovarti e per parlare con te”. Mi rivelò che sapeva da dove venivo e quale sarebbe stata la mia missione sulla terra; lei e i suoi simili mi osservavano da molto tempo con mezzi che io non potevo comprendere. Poi si avvicinò e disse di conoscermi da molto, molto tempo. Improvvisamente la sua espressione si fece triste e lei iniziò a parlarmi dei grandi cambiamenti che avrebbe sopportato il mio paese e il mondo intero: tremende guerre, torture e distruzione sarebbero state la conseguenza delle incomprensioni tra i popoli. “Quando sarai più grande - disse - comprenderai meglio la tua missione. E ricorda che noi contattiamo i nostri simili”.
D: Ha raccontato a qualcuno le sue esperienze?
R: Non parlai con nessuno di quanto mi era successo. Ero già considerato un po’ pazzo per le mie idee sull’esistenza di altri mondi abitati!
D: Durante il servizio militare un essere alieno le profetizzò l’esplosione della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. Come le parlò della bomba atomica che ancora non era stata inventata?
R:Una notte, al campo, mi svegliai di soprassalto a causa di una voce che mi chiamava con insistenza. Mi resi conto, dopo un po’, che si trattava di una comunicazione telepatica e quindi mi vestii in gran fretta e mi diressi verso una delle grotte situate nella zona occidentale dell’isola nella quale si trovava il nostro accampamento. Lì incontrai uno dei miei “amici”. Tra le altre cose mi parlò di un avvenimento che si sarebbe dovuto verificare molto presto e che avrebbe scosso il mondo dal suo letargo. “Ti chiederai cosa intendo dire - mi chiese - molto presto vedrai a cosa alludo”. Qualche giorno più tardi qualcuno schiacciò un bottone e un inferno incandescente polverizzò Hiroshima.
D: Gli extraterrestri le fecero altre profezie?
R: Mi dissero di conoscere molto bene gli uomini della Terra, molto meglio di quanto non ci conoscessimo noi stessi. Quando chiesi al mio amico perchè i nostri scienziati non avessero ancora scoperto la forza elettromagnetica lui mi rispose: “Ah, ma l’hanno scoperta! Non la sanno però utilizzare. Se ne conoscessero il segreto se ne servirebbero, probabilmente, per fini distruttivi. Finché non avranno raggiunto la maturità necessaria l’Onnipotente impedirà loro di utilizzarla”.
D: Lei ha più volte dichiarato di aver viaggiato in altre galassie e di aver visitato altri pianeti. Cosa ricorda di queste esperienze?
R: Il primo settembre del 1956 ebbi l’invidiabile possibilità di viaggiare a bordo di una delle loro astronavi. Mi fecero entrare in una grande sala circolare al centro della quale si trovava una sorta di macchinario a forma di spirale, apparentemente d’oro. Mi fecero sedere mentre uno dei tre uomini che costituivano l’equipaggio si sedette davanti al pannello di controllo. Un altro essere si mise accanto a lui mentre il terzo rimase vicino a me. Improvvisamente lo schermo si illuminò ed io vidi pianeti grandissimi su uno sfondo di stelle. Sorpassammo la luna e osservammo il passaggio di alcune meteore e, infine, raggiungemmo Venere. Sorvolammo il pianeta ed io vidi delle magnifiche costruzioni a forma di cupola con pianerottoli a spirale in mezzo a boschi e giardini. Vidi foreste, vaste distese d’acqua e persone in abiti dalle tinte pastello. Notai anche la presenza di animali che non mi erano familiari e di veicoli privi di ruote che sembravano fluttuare sul suolo. Quando ritornai sulla terra mi sembrò di entrare in una prigione. In seguito, comunque, ho fatto altri viaggi con loro. Sono stato, ad esempio, sulla luna.
D: Quante fotografie ha potuto scattare ai dischi volanti alieni e ai loro equipaggi?
R: Ho potuto scattare quante fotografie volevo solo che per farlo ho avuto bisogno di una lente speciale della quale mi fecero dono i viaggiatori dello spazio.
D: Le hanno mai parlato di Dio?
R: Alla fine di agosto del 1956 ebbi il privilegio memorabile di incontrare uno dei più evoluti fra gli uomini di altri pianeti. Mi ero recato in uno dei luoghi di contatto e vidi arrivare l’astronave. Somigliava ad un grande sole e per questo ripensai al miracolo di Fatima e all’enorme palla di fuoco che i testimoni identificarono con l’astro solare. Una volta atterrato il disco mi venne incontro un uomo grande e bello dai capelli biondi che trasmetteva un forte sentimento di compassione e d’amore. Penso che se mi fosse apparso il Maestro Gesù avrei provato per lui gli stessi sentimenti che sentivo per questo essere. Alzò le braccia e iniziò a comunicare con me telepaticamente, trasmettendomi in pochi minuti più informazioni di quante ne avrei potute apprendere in una settimana di colloqui. “Voi vivete in un mondo d’illusione - mi disse - non comprendete di essere esseri quadridimensionali in quanto possedete il pensiero che è il vostro sesto senso. Sappiate bene che lo spirito pensa sempre, anche dopo la morte che, in realtà, non è la fine di tutto. Conosciamo il vostro concetto errato sulla natura di Dio. L’intelligenza Suprema non ha forma. Dio non è un uomo. Dio è l’universo stesso. L’uomo è limitato ma Dio è senza limiti, è infinito: Egli si esprime in tutti gli uomini, in tutte le forme. Gli uomini sono dei che si formano alla scuola della vita, su questo e su altri pianeti, che ricercano il Sapere e la Saggezza per poter servire i loro fratelli e il Creatore. L’uomo avanza continuamente sulla scala che porta alla perfezione e anche se un gradino si rompe sotto il peso dei suoi errori, il suo scopo è sempre quello di diventare perfetto, una sola cosa con Dio. La sua Anima registra i suoi errori, le sue esperienze, i suoi pensieri. L’anima di un uomo come nel caso delle forme di vita inferiori, cani, gatti, mucche, cavalli ecc. è il risultato del processo di evoluzione di una Coscienza. Quella che voi chiamate reincarnazione è preceduta da un processo di transizione che voi chiamate morte, ma questa non rappresenta la fine della Coscienza ma la continuazione delle esperienze vissute senza l’aiuto del corpo fisico. La morte è solo un’illusione: tu sei sempre esistito ed esisterai sempre, tu sei eterno come l’Universo, come Dio. I vostri scienziati non sono ancora abbastanza aperti poiché rifiutano quanto non riescono a spiegare con l’aiuto del cosiddetto metodo scientifico. Ma un giorno dovranno imparare ad elaborare una nuova scienza”. Questo mi disse quel meraviglioso essere che con le sue parole mi trasmise forza e coraggio.
D: Ha mai provato un senso di sconforto a causa dell’indifferenza della gente?
R: Io e mia moglie non ci siamo mai scoraggiati anche se a volte siamo rimasti delusi di fronte alla reazione dell’umanità.
D: Pensa che sia cambiato l’atteggiamento delle masse nei confronti del fenomeno UFO?
R: Durante le mie conferenze ho sempre detto: “Voi tutti siete speciali... perchè? Perchè siete qui!” Penso che nelle masse si stia verificando un’apertura di coscienza.
D: E’ ancora in contatto con loro?
R: Certamente. Tutti lo siamo, semplicemente non sappiamo di esserlo.
D: Ha una visione ottimistica del futuro?
R: Sono ottimista perchè ho incontrato degli angeli. Anche mia moglie la pensa come me.
D: C’è un messaggio particolare che lei vorrebbe trasmettere a tutti?
R: Il mio messaggio e anche quello di mia moglie è il seguente: “Siamo tutti responsabili del nostro destino... ognuno individualmente... loro (gli extraterrestri) vogliono che ci salviamo da soli e non possono interferire con il destino dell’umanità... loro possono solo intercedere”.
D: Grazie.
R: Grazie a voi.
Fonte: http://www.giorgiobongiovanni.it/messaggi-2009-2000/436-howard-menger-un-altro-pioniere-della-verita.html
Menger strinse un bel rapporto di amicizia con Eugenio Siragusa tanto da regalargli la pellicola originale di un oggetto da lui filmato in Ohio.
I primi avvistamenti di “oggetti circolari e luccicanti” cominciarono per Menger già all’età di 8 anni ed erano preceduti da una sorta di richiamo, da una voce che egli avvertiva dentro di sé. Fu proprio quella voce a guidarlo nel 1932 in un tratto di bosco situato nei pressi della sua abitazione di High Bridge, nel New Jersey, dove ebbe luogo il suo primo contatto con un essere extraterrestre. “Lì - raccontò il giovane Howard - seduta su un sasso vicino al ruscello, c’era la donna più bella che i miei giovani occhi avessero mai visto! La calda luce del sole le illuminava il volto e le spalle, accendendo di riflessi i suoi lunghi capelli dorati... mentre se ne stava seduta su quel sasso sembrava irradiare una luce scintillante e io mi domandavo se fosse a causa dell’insolita caratteristica del tessuto che indossava, che aveva uno splendore e una lucentezza simili a quelli del nylon. Quell’abito non aveva né bottoni, né chiusure, né cuciture, per quanto potevo vedere”. La bella signora rivelò a Menger di conoscerlo da “tanto, tanto tempo” perchè lui, in passato, era stato legato al suo popolo. “Non è colpa tua Howard se non puoi capire tutto ciò che sto dicendo”, lo tranquillizzò la donna, “non dartene pensiero... quando sarai più grande comprenderai qual è la tua missione... e ogni volta che qualcosa ti preoccuperà ricorda: noi ti saremo sempre vicini, ti osserveremo, ti guideremo”. I contatti con esseri provenienti da altri mondi continuarono anche durante il servizio militare che Menger prestò ad Okinawa. Durante uno di questi incontri gli fu profetizzata la distruzione di Hiroshima e Nagasaki per lo scoppio di due ordigni nucleari. Nel settembre del 1956, secondo il suo racconto, fu portato dagli extraterrestri sulla Luna dove scattò alcune istantanee mostranti una struttura cupolare ed un disco sospeso al di sopra.
Menger ricevette diversi messaggi dagli alieni che spiegavano il motivo della loro visita sul nostro pianeta. I “fratelli dello spazio”, come era solito chiamarli, giungono fino a noi da lontani lidi “per impedire una distruzione planetaria che causerebbe seri problemi all’equilibrio dell’intero sistema solare… loro ci considerano dei fratelli e ci amano… vivono in pace ed armonia e lavorano per servire Dio… migliaia di esseri dalle sembianze umane, venuti da altri pianeti vivono in mezzo a noi. Alcuni si sono incarnati in corpi terrestri, altri hanno raggiunto la Terra a bordo di un’astronave e poi si sono stabiliti qui. Può anche darsi che vivano nella casa accanto alla vostra, uno di loro potrebbe essere un vostro collega di lavoro, la cameriera che vi serve al bar o al ristorante. Ciò che comunque accomuna tutti questi spiriti è il loro amore per il prossimo”.
Nel maggio del 1999 il contattista Howard Menger rilasciò alla nostra redazione questa intervista telefonica:
D: All’età di dieci anni Lei si incontrò, per la prima volta, con un essere extraterrestre. Cosa ha provato in quel momento e quanto questo evento ha influenzato la sua vita?
R: Era il 1932 e io avevo 10 anni. Stavo passeggiando nel bosco quando vidi, vicino ad un ruscelletto, la donna più splendida che i miei occhi avessero mai contemplato: i lunghi capelli biondi le incorniciavano la testa e le spalle e l’abito che indossava ricordava quello di uno sciatore. Quando si voltò verso di me provai un forte sentimento d’amore e di attrazione fisica nei suoi confronti e la sensazione di conoscerla già. “Howard - mi disse mentre fremevo di gioia - ho intrapreso un lungo viaggio per venire a trovarti e per parlare con te”. Mi rivelò che sapeva da dove venivo e quale sarebbe stata la mia missione sulla terra; lei e i suoi simili mi osservavano da molto tempo con mezzi che io non potevo comprendere. Poi si avvicinò e disse di conoscermi da molto, molto tempo. Improvvisamente la sua espressione si fece triste e lei iniziò a parlarmi dei grandi cambiamenti che avrebbe sopportato il mio paese e il mondo intero: tremende guerre, torture e distruzione sarebbero state la conseguenza delle incomprensioni tra i popoli. “Quando sarai più grande - disse - comprenderai meglio la tua missione. E ricorda che noi contattiamo i nostri simili”.
D: Ha raccontato a qualcuno le sue esperienze?
R: Non parlai con nessuno di quanto mi era successo. Ero già considerato un po’ pazzo per le mie idee sull’esistenza di altri mondi abitati!
D: Durante il servizio militare un essere alieno le profetizzò l’esplosione della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. Come le parlò della bomba atomica che ancora non era stata inventata?
R:Una notte, al campo, mi svegliai di soprassalto a causa di una voce che mi chiamava con insistenza. Mi resi conto, dopo un po’, che si trattava di una comunicazione telepatica e quindi mi vestii in gran fretta e mi diressi verso una delle grotte situate nella zona occidentale dell’isola nella quale si trovava il nostro accampamento. Lì incontrai uno dei miei “amici”. Tra le altre cose mi parlò di un avvenimento che si sarebbe dovuto verificare molto presto e che avrebbe scosso il mondo dal suo letargo. “Ti chiederai cosa intendo dire - mi chiese - molto presto vedrai a cosa alludo”. Qualche giorno più tardi qualcuno schiacciò un bottone e un inferno incandescente polverizzò Hiroshima.
D: Gli extraterrestri le fecero altre profezie?
R: Mi dissero di conoscere molto bene gli uomini della Terra, molto meglio di quanto non ci conoscessimo noi stessi. Quando chiesi al mio amico perchè i nostri scienziati non avessero ancora scoperto la forza elettromagnetica lui mi rispose: “Ah, ma l’hanno scoperta! Non la sanno però utilizzare. Se ne conoscessero il segreto se ne servirebbero, probabilmente, per fini distruttivi. Finché non avranno raggiunto la maturità necessaria l’Onnipotente impedirà loro di utilizzarla”.
D: Lei ha più volte dichiarato di aver viaggiato in altre galassie e di aver visitato altri pianeti. Cosa ricorda di queste esperienze?
R: Il primo settembre del 1956 ebbi l’invidiabile possibilità di viaggiare a bordo di una delle loro astronavi. Mi fecero entrare in una grande sala circolare al centro della quale si trovava una sorta di macchinario a forma di spirale, apparentemente d’oro. Mi fecero sedere mentre uno dei tre uomini che costituivano l’equipaggio si sedette davanti al pannello di controllo. Un altro essere si mise accanto a lui mentre il terzo rimase vicino a me. Improvvisamente lo schermo si illuminò ed io vidi pianeti grandissimi su uno sfondo di stelle. Sorpassammo la luna e osservammo il passaggio di alcune meteore e, infine, raggiungemmo Venere. Sorvolammo il pianeta ed io vidi delle magnifiche costruzioni a forma di cupola con pianerottoli a spirale in mezzo a boschi e giardini. Vidi foreste, vaste distese d’acqua e persone in abiti dalle tinte pastello. Notai anche la presenza di animali che non mi erano familiari e di veicoli privi di ruote che sembravano fluttuare sul suolo. Quando ritornai sulla terra mi sembrò di entrare in una prigione. In seguito, comunque, ho fatto altri viaggi con loro. Sono stato, ad esempio, sulla luna.
D: Quante fotografie ha potuto scattare ai dischi volanti alieni e ai loro equipaggi?
R: Ho potuto scattare quante fotografie volevo solo che per farlo ho avuto bisogno di una lente speciale della quale mi fecero dono i viaggiatori dello spazio.
D: Le hanno mai parlato di Dio?
R: Alla fine di agosto del 1956 ebbi il privilegio memorabile di incontrare uno dei più evoluti fra gli uomini di altri pianeti. Mi ero recato in uno dei luoghi di contatto e vidi arrivare l’astronave. Somigliava ad un grande sole e per questo ripensai al miracolo di Fatima e all’enorme palla di fuoco che i testimoni identificarono con l’astro solare. Una volta atterrato il disco mi venne incontro un uomo grande e bello dai capelli biondi che trasmetteva un forte sentimento di compassione e d’amore. Penso che se mi fosse apparso il Maestro Gesù avrei provato per lui gli stessi sentimenti che sentivo per questo essere. Alzò le braccia e iniziò a comunicare con me telepaticamente, trasmettendomi in pochi minuti più informazioni di quante ne avrei potute apprendere in una settimana di colloqui. “Voi vivete in un mondo d’illusione - mi disse - non comprendete di essere esseri quadridimensionali in quanto possedete il pensiero che è il vostro sesto senso. Sappiate bene che lo spirito pensa sempre, anche dopo la morte che, in realtà, non è la fine di tutto. Conosciamo il vostro concetto errato sulla natura di Dio. L’intelligenza Suprema non ha forma. Dio non è un uomo. Dio è l’universo stesso. L’uomo è limitato ma Dio è senza limiti, è infinito: Egli si esprime in tutti gli uomini, in tutte le forme. Gli uomini sono dei che si formano alla scuola della vita, su questo e su altri pianeti, che ricercano il Sapere e la Saggezza per poter servire i loro fratelli e il Creatore. L’uomo avanza continuamente sulla scala che porta alla perfezione e anche se un gradino si rompe sotto il peso dei suoi errori, il suo scopo è sempre quello di diventare perfetto, una sola cosa con Dio. La sua Anima registra i suoi errori, le sue esperienze, i suoi pensieri. L’anima di un uomo come nel caso delle forme di vita inferiori, cani, gatti, mucche, cavalli ecc. è il risultato del processo di evoluzione di una Coscienza. Quella che voi chiamate reincarnazione è preceduta da un processo di transizione che voi chiamate morte, ma questa non rappresenta la fine della Coscienza ma la continuazione delle esperienze vissute senza l’aiuto del corpo fisico. La morte è solo un’illusione: tu sei sempre esistito ed esisterai sempre, tu sei eterno come l’Universo, come Dio. I vostri scienziati non sono ancora abbastanza aperti poiché rifiutano quanto non riescono a spiegare con l’aiuto del cosiddetto metodo scientifico. Ma un giorno dovranno imparare ad elaborare una nuova scienza”. Questo mi disse quel meraviglioso essere che con le sue parole mi trasmise forza e coraggio.
D: Ha mai provato un senso di sconforto a causa dell’indifferenza della gente?
R: Io e mia moglie non ci siamo mai scoraggiati anche se a volte siamo rimasti delusi di fronte alla reazione dell’umanità.
D: Pensa che sia cambiato l’atteggiamento delle masse nei confronti del fenomeno UFO?
R: Durante le mie conferenze ho sempre detto: “Voi tutti siete speciali... perchè? Perchè siete qui!” Penso che nelle masse si stia verificando un’apertura di coscienza.
D: E’ ancora in contatto con loro?
R: Certamente. Tutti lo siamo, semplicemente non sappiamo di esserlo.
D: Ha una visione ottimistica del futuro?
R: Sono ottimista perchè ho incontrato degli angeli. Anche mia moglie la pensa come me.
D: C’è un messaggio particolare che lei vorrebbe trasmettere a tutti?
R: Il mio messaggio e anche quello di mia moglie è il seguente: “Siamo tutti responsabili del nostro destino... ognuno individualmente... loro (gli extraterrestri) vogliono che ci salviamo da soli e non possono interferire con il destino dell’umanità... loro possono solo intercedere”.
D: Grazie.
R: Grazie a voi.
Fonte: http://www.giorgiobongiovanni.it/messaggi-2009-2000/436-howard-menger-un-altro-pioniere-della-verita.html
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