lunedì 14 luglio 2014

Misteriose mutilazioni animali anche nel lontano passato?

Le "mutilazioni animali" sono un fenomeno noto anche come "mysterious animals mutilations" (M.A.M.) e che occorre da circa quarant'anni anni negli Stati Uniti, in Canada, in America meridionale, Australia ed Europa. Qualche caso è stato segnalato pure in Africa. Nell'aprile del 1971, i casi di mutilazione di bestiame aumentarono improvvisamente negli Stati Uniti, specialmente nel Nuovo Messico ed in Colorado. Furono reperite all'interno di allevamenti e fattorie carcasse di bovini sgozzati, dissanguati, privi di occhi, di orecchie, degli organi riproduttivi e di altri parti del corpo.





 
Linda Moulton Howe, giornalista, scrittrice e regista di documentari scientifici, è la maggiore studiosa delle M.A.M.: ella ha passato in rassegna le principali ipotesi esplicative dell'inquietante fenomeno, contribuendo in parte a diffondere l'idea degli alieni macellai. Secondo vari ricercatori, le mutilazioni del bestiame possono essere ricondotte alle seguenti cause: l'aggressione di animali selvatici; l'azione di roditori, corvidi ed altri volatili necrofagi su bovini ed ovini morti per malattia; riti satanici; messaggi cruenti legati ad organizzazioni criminali presenti nel mondo degli allevatori; mistificazioni. Alcuni studiosi scettici di fronte all'assenza degli organi interni, chiamano in causa l'autolisi, un processo decompositivo a causa del quale gli organi interni si trasformano in un fluido che si disperde all'interno del corpo degli animali. Costoro tendono a sorvolare sulle incisioni molto precise con cui è tagliata e staccata la pelle degli animali: paiono incisioni praticate con strumenti laser. La sofisticata tecnica chirurgica, la cauterizzazione, l'assenza di tracce attorno alle carcasse dei poveri animali ed il pur occasionale avvistamento di U.F.O. in concomitanza con le M.A.M. hanno indotto alcuni ufologi ad attribuirle ad extraterrestri carnefici.

Mentre solo in qualche caso sono stati scorti oggetti volanti non identificati, molti testimoni hanno riferito di aver visto, in coincidenza con le M.A.M, silenziosi elicotteri privi di contrassegni identificativi: si può congetturare che i militari siano implicati in queste sanguinose operazioni o come alleati di intrusi ostili o autonomamente, forse per incolpare i visitatori di queste scelleratezze, al fine di demonizzarli e con lo scopo di intorbidare le acque.

Tempo fa ebbi un’istruttiva conversazione con Ghigo di "Freeskies". Ci chiedevano se l’inquietante problema fosse una prerogativa di questi ultimi decenni o se fossero noti casi di mutilazione animale pure nelle epoche trascorse e riportati quindi da autori antichi e medievali. Ad esempio, l’autore latino Giulio Ossequente (secolo IV d.C.), nel Prodigiorum liber (ne conosciamo la parte che copre gli anni dal 190 al 12 a.C.), silloge di episodi portentosi, desunti da Livio e dalle liste dei consoli, non accenna ad alcunché di riconducibile alle M.A.M.

Avevamo concluso, anche se in forma dubitativa, che il fenomeno in esame fosse appannaggio dei nostri tempi feroci. Tuttavia, rileggendo un classico dell’ufologia, “Messaggeri di illusioni” di Jacques Vallée, mi sono imbattuto in un’informazione che, almeno in parte, smentisce quanto stabilito. Nel capitolo intitolato “Una vacca per il N.O.R.A.D.”, Vallée ripercorre le esperienze narrate da un un allevatore sudafricano di nome Anton Fitzgerald.

Fitzgerald nella metà degli anni ‘60 del XX secolo, insieme con un agricoltore, Jock Marrais, stava scendendo il declivio di un colle in una splendida mattina. All’improvviso i due scorsero un ‘bizzarro bagliore rossastro’ sopra il sentiero della fattoria a circa duecento metri di distanza. Il gregge di pecore, nel recinto situato accanto al sentiero, si era diviso in due gruppi a semicerchio, ai lati opposti del fulgore. Gli animali fissavano immobili la luce. Fitzgerald sulle pagine della rivista dedicata all’aviazione “Wings over Africa” annotò attraverso un’efficace similitudine: ‘Le pecore mi ricordavano della limatura di ferro su un foglio di carta attorno ad una calamita’. Il chiarore cominciò ad alzarsi verticalmente senza produrre il minimo suono. Il mandriano ispezionò la zona e notò che mancava una vecchia pecora. Gli ritornò alla mente la leggenda degli Zulu del Sole rosso che si leva dritto nel cielo dopo aver divorato qualche capo di bestiame appartenente alla tribù. Anche i nativi americani Cherokee hanno una leggenda simile con l’astro che si solleva a perpendicolo nel firmamento”.

Dunque qualcuno da tempo immemorabile preleva e divora il bestiame? Chi è questo aguzzino? Per quale ragione questa scelleratezza si è intensificata negli ultimi decenni sino a coinvolgere anche animali domestici che, in precedenza, non ne erano vittime? Domande che gli ufologi ottimisti continueranno ad ignorare.

Fonti:

R. Malini, U.F.O. il dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003, s.v. Mutilazioni animali
J. Vallée, Messaggeri di illusioni, p. 214-215



Fonte:  http://zret.blogspot.it/2014/07/misteriose-mutilazioni-animali-anche.html#.U8PFxLFqnAs

venerdì 27 giugno 2014

DMT: la Chiave di Volta?

Esiste in natura una sostanza davvero stupefacente, il suo nome è Dimetiltriptamina, in sigla: DMT. Tale sostanza è originariamente endogena, ossia è prodotta all’interno del corpo umano e specificatamente dalla ghiandola pineale. E’ inoltre presente in numerosissime specie animali ed anche vegetali. Tale molecola ha il massimo della concentrazione nel sangue umano, statisticamente, tra le 3 e le 4 di notte, la cosiddetta ‘ora del diavolo’, l’ora in cui sono riferite accadere il maggior numero di ‘abduction’ (rapimenti di esseri umani ad opera di alieni) da chi queste esperienze le ha subite e le subisce tutt’oggi: gli addotti.

Perché associare la DMT con la sindrome da Abduction? Perché nei resoconti personali di molti soggetti volontari, ai quali è stata sperimentalmente somministrata DMT sintetica, affiorano ricordi abbastanza netti e precisi, sovrapponibili ai resoconti degli addotti. In poche parole, la DMT produce gli effetti di una abduction: prelevamento dal proprio letto, paralisi motoria, analisi visiva da parte di piccoli esseri ‘grigi’, interventi medici invasivi su di un lettino freddo, presenza di altri esseri più alti e potenti simili a grossi rettili od a giganteschi insetti.

Il tema è assai spinoso e cruciale, le testimonianze delle cavie da DMT facevano riaffiorare ricordi extradimensionali oppure producevano allucinazioni di tipo condiviso e seriale? E’ difficilissimo districarsi in questo labirinto che sembra non obbedire più a nessuna delle regole logiche che ci hanno inculcato nel cervello sin dalla più tenera età. In aiuto ci giunge il completo e tempestivo libro di Enrica Perucchietti che già dal titolo pone al lettore il quesito di fondo: ‘DMT, Terzo Occhio od Inganno dello Spirito?’

Quesito non da poco: esistono razze aliene che manipolano e predano il pianeta Terra da sempre, oppure sono solo il frutto di allucinazioni ‘chimiche’ ed il pianeta viene manipolato e predato solo da umani psicotici? In fondo che cambia? Cambia molto invece saperlo, ma temo che non riusciremo a definire tale questione mai per un problema di settaggio sensoriale umano che vede proprio in questa difficoltà limbica, quella cioè di attraversare differenti stadi di percezione e riconoscerli come reali o meno, il perno della questione. Viviamo evidentemente confinati in una dimensione fisica che alcuni autori gnostici non hanno tardato a definire come una 'prigione'.

Personalmente ho assistito ad alcuni racconti di ‘addotti’ che non lasciavano spazio a dubbi, eppure evidentemente l’essere umano non può esperire tali realtà se non con l’ausilio di sostanze che parzialmente produce ‘in proprio’. Due aspetti aggiungo alla questione. Il primo riguarda la nostra ghiandola pineale che le industrie alimentare e quella farmaceutica (e non solo) fanno di tutto per ridimensionare e rendere inattiva (chissà perché). Il secondo aspetto è interessante: gli sciamani o chi si occupa di viaggi astrali o premonizioni sembra non avere effetti collaterali dall’assunzione di DMT. La molecola ha una concentrazione nel loro sangue sempre assai sopra la media e vicina al punto di saturazione. E’ come se tutti i ricettori neuronali di DMT fossero già ‘occupati’ dalla molecola ‘magica’ e non siano in grado di acquisirne di nuova di origine esterna. Le capacità medianiche sono il frutto di questa sovrapproduzione di DMT? E’ la molecola DMT la chiave di lettura del nostro essere multidimensionali ma con i sensi ‘settati’ solo per percepirne una piccola parte, una dimensione sola? Domande a cui il libro della Perucchietti tenta di dare esauriente risposta, lasciando però al lettore il giudizio finale. Aggiungo solo in ultimo, l’interesse sospetto per i centri occulti di potere (pubblici e privati) verso tutte le droghe e gli allucinogeni in particolare, guarda caso vietati dalle leggi di quasi tutti i paesi. Buona lettura.

http://www.enricaperucchietti.it/dmt-terzo-occhio-o-inganno-dello-spirito/


Fonte:  http://freeskies.over-blog.com/article-dmt-la-chiave-di-volta-123630943.html



lunedì 26 maggio 2014

Le nostre divinità potrebbero essere Alieni scesi sulla Terra, lo pubblica la Nasa

Secondo un libro edito dalla Nasa, “Archeology, Anthropology and Interstellar Communication”, gli Alieni potrebbero averci fatto visita in passato...

Davvero molto curioso il libro edito dalla Nasa, nel quale si ritiene plausibile che, degli Alieni abbiano visitato il nostro Pianeta negli anni passati. Le divinità tanto celebrate da diverse culture antiche, rappresentano sempre esseri con poteri superiori, capaci di fare cose incredibile e con gli anni si sono conquistati il rispetto di molte popolazioni che gli dedicano sacrifici animali e molto tempo fa anche sacrifici umani. Secondo la Nasa, dopo un’attenta lettura e ricostruzione dei manoscritti ritrovati, non sarebbe da escludersi l’ipotesi, Alieni scesi sulla Terra. Antichi astronauti extraterrestri venuti in visita a mostrare di cosa fossero capaci. Sembra pazzia ma, bisogna pensare che anche l’ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, ha dichiarato che non si stupirebbe se si scoprisse che gli extraterrestri hanno già visitato il nostro pianeta.


La teoria degli astronauti alieni venuti sulla Terra, fonte gazzetta.it

Il libro della Nasa, curato da Douglas Vakoch, direttore del Interstellar Message Composition presso l’istituto SETI affronta nel dettaglio il tema della comunicazione con eventuali civiltà aliene.Molti degli autori hanno lasciato dichiarazioni come,  il professor William Edmondson, dell’Università di Birmingham, il quale ha dichiarato :” Possiamo dire poco, se non altro, su ciò che significano queste raffigurazioni, sul perchè siano state incise nella roccia o su chi li abbia creati, Potrebbero essere stati fatti degli alieni a tutti gli effetti”. Douglas Vakoch, tratta invece la difficoltà che si potrebbe incontrare a seguito di un primo contatto con una civiltà aliena e dice: “ Se un segnale radio venisse rilevato da un moderno esperimento dei SETI, potremmo intuire dell’esistenza di un’intelligenza, ma non potremmo capire cosa dicono. Anche se rilevassimo una civiltà in uno dei sistemi stellari più vicini, i loro segnali dovrebbero attraversare migliaia di miliardi di chilometri, raggiungendo la Terra dopo molto tempo. Per andare oltre la semplice individuazione di tale intelligenza, e avere qualche possibilità realistica di comprenderla, possiamo prendere esempio da ricercatori che affrontano sfide simili sulla Terra. Come gli archeologi, che ricostruiscono la storia di civiltà del passato da informazioni frammentarie, così dovranno fare i ricercatori del SETI per comprendere civiltà lontane da noi, separate da vaste distese di spazio e tempo”, a concluso Vakoch.

mercoledì 21 maggio 2014

Area 51: dopo 25 anni ritorna a parlare il fisico Bob Lazar

Oggi vi proponiamo un articolo di Massimo Frattini su un caso su cui non è mai stata fatta totale chiarezza

Robert Scott Lazar (nato il 26 gennaio 1959) è stato uno dei personaggi più famosi, riguardo il Cosmic Top Secret sugli UFO. Bob dichiarò di aver lavorato presso l’area S-4 del Nevada Test Site (vicino all’Area 51) sotto speciale richiesta di Edward Teller. In diverse occasioni si è sottoposto alla macchina della verità: alcuni di questi test confermavano le sue dichiarazioni.


bob lazar668 May. 18


L’ULTIMA INTERVISTA DOPO 25 ANNI

Bob Lazar è ritornato a parlare in una intervista effettuata dai giornalisti dell’emittente televisiva 8NN-TV, dove ribadisce ancora una volta il suo ruolo al’interno della base, descrive le strutture dei dischi volanti nei dettagli, dopo averli disegnati precedentemente, e dice che questi “aeromobili” si sostentavano grazie a tre specie di “marmitte o tubi pieghevoli”, che permetterebbero di scegliere le direzioni di volo, ma paradossalmente dice anche che questi oggetti erano tanto veloci e potenti, quanto instabili. I cosiddetti UFO non sarebbero stati costruiti da umani, in quanto la cabina di pilotaggio era a dimensione di bambino; quindi con questa affermazione Lazar vorrebbe documentare la tesi secondo cui questi mezzi tecnologici sarebbero stati costruiti e pilotati da alieni; inoltre i velivoli non avrebbero presentato punti di saldatura, come se fossero stati interamente formati da un unico pezzo e per di più di un materiale sconosciuto sulla Terra.






bob 2

Ma qual’era o su cosa si basava il lavoro di Bob Lazar? Il suo compito era quello di back-engineer, (retro-tecnologia) ovvero, doveva risalire alla manufattura del velivolo alieno, di comprendere come era stato costruito, in modo che altri tecnici esperti, dovevano cercare di riprodurne una copia simile e farlo volare.

Bob sostiene di aver lavorato all’interno di una sala dove vi erano otto velivoli alieni. Questa sala si trova in una zona di 13 livelli di profondità nel sito S4 o comunemente denominata DREAMLAND o terra dei sogni, che comunque faceva parte del perimetro della Base Area 51, ma questa si trovava a Papoos Lake a poca distanza da Groom Lake.


Robert Scott Lazar (nato il 26 gennaio 1959) è stato uno dei personaggi più famosi, riguardo il Cosmic Top Secret sugli UFO. Bob dichiarò di aver lavorato presso l’area S-4 del Nevada Test Site (vicino all’Area 51) sotto speciale richiesta di Edward Teller. In diverse occasioni si è sottoposto alla macchina della verità: alcuni di questi test confermavano le sue dichiarazioni.


Area 51: dopo 25 anni ritorna a parlare il fisico Bob Lazar

Bob in questa ultima intervista, mostra ancora l’ID e il suo tesserino W-2, a dimostrare appunto che era impiegato presso la Navy Intelligence (US NAVY), ovvero la Marina Militare degli Stati Uniti, che gestiva e gestisce la base di Groom Lake e Papoos Lake. Bob dichiara di essere entrato dentro il disco volante e cercò di comprendere i tre sistemi di propulsione, il loro funzionamento, in modo che i militari ne avrebbero potuto costruirne uno simile. Cercò di dire al mondo ciò che aveva visto, ma era troppo presto e il mondo non era pronto allora.

 bob lazar666 May. 18

Oggi siamo più preparati ad accettare tale conoscenza! Bob Lazar ha sacrificato tutto, la sua vita, la sua reputazione, il suo lavoro, i suoi amici, tutto questo al fine di raccontare a tutti … come ha detto, “la più importante scoperta nella storia umana.”

Bob termina la sua intervista, dicendo: ” nascondere queste informazioni al mondo è un crimine contro l’umanità”







Fonte: http://www.segnidalcielo.it/2014/05/18/area-51-dopo-25-anni-ritorna-a-parlare-il-fisico-bob-lazar/

mercoledì 23 aprile 2014

"UFO – I dossier italiani", gli autori Petrilli e Sinapi: "Ecco tutta la verità dell'Aeronautica Militare"

Li chiamano UFO e tutti pensano a navicelle spaziali con alieni in libera uscita, all’area 51 o a extraterresti che studiano la Terra dall’alto della loro tecnologia avanzata. In realtà di questi Oggetti Volanti Non identificati (Unidentified Flying Object nella versione inglese che dà vita all’acronimo che tutti noi conosciamo) non si sa molto. Eppure in Italia, dagli anni Settanta a oggi, gli avvistamenti “ufficiali” raccolti dall’Aeronautica Militare sono più di 400. A questo fenomeno, ancora in gran parte sconosciuto, i giornalisti Lao Petrilli (RDS, La stampa) e Vincenzo Sinapi (ANSA) hanno dedicato un bel libro dal titolo “UFO – I dossier italiani” (Editore Mursia). Coi due autori, che hanno affrontato l’argomento in maniera rigorosa e oggettiva, abbiamo parlato di tutti questi avvistamenti nei cieli italiani che non hanno trovato alcuna giustificazione tecnica o naturale.



Qual è la genesi di questo libro? Da quale esigenza nasce?
Lao Petrilli: Il libro nasce dalla nostra curiosità giornalistica. Sapevamo dell'esistenza dell'archivio istituzionale che raccoglie la documentazione sugli UFO italiani. Visto che nessuno vi aveva avuto libero accesso, e che non esistevano pubblicazioni esaustive sulla materia, dopo averne parlato fra di noi per un certo periodo, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante - e forse utile - avvicinarci alla questione con l'approccio asettico del nostro lavoro di cronisti. Fatta richiesta all'Aeronautica Militare, gli interlocutori, che già ci conoscevano anche per la nostra esperienza di inviati di guerra, ci hanno concesso la consultazione degli atti. Li abbiamo trattati esattamente come i documenti di altra natura che trattiamo quotidianamente.

In quale periodo storico ci sono più segnalazioni? Qual è la regione con più UFO?
Lao Petrilli: Il trend degli avvistamenti è abbastanza regolare, seppure con qualche discostamento che appare fisiologico. E con un'eccezione molto evidente. Nel 1978 furono registrati addirittura 69 casi. C'è da ricordare che in quel periodo grande successo ebbe il bellissimo film di Spielberg, “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Non è perciò da escludere un effetto-suggestione. La Regione con più avvistamenti è il Lazio. Dal 1972 al 2013 ce ne sono stati in tutta Italia 445, 53 dei quali nel Lazio, 43 in Toscana, 36 in Campania e in Lombardia, 34 in Puglia, 31 in Sicilia. Fanalini di coda sono l'Umbria, con 3, la Valle d'Aosta con 2, e il Molise, con un solo avvistamento.

Come si è posto lo Stato di fronte agli UFO? C’è un’attenzione particolare oppure il fenomeno viene sottovalutato?
Vincenzo Sinapi: Nel libro si tratta anche questo aspetto. I documenti consultati dimostrano come della materia si sia sempre occupata l’Aeronautica militare: quella degli Ufo, del resto, è un’evidente “violazione” dello spazio aereo nazionale e garantirne la difesa è il principale compito istituzionale dell’Arma azzurra. Nel 1978 – anno boom di avvistamenti e di alcuni casi “allarmanti” – su input di Palazzo Chigi e del ministero della Difesa, l’Aeronautica viene ufficialmente individuata come l’Istituzione competente a raccogliere le segnalazioni di Ufo provenienti dalle altre Forze Armate e dalle Forze di Polizia, oltre che dagli enti civili che in un modo o nell’altro hanno a che fare con la sicurezza del volo. Di fronte a queste segnalazioni, l’Aeronautica fa una serie di indagini tutte finalizzate a stabilire che l’oggetto non costituisca una “minaccia” per il Paese. Se alla fine non è possibile individuare una causa tecnica o naturale, l’evento viene classificato come Ufo. Niente di più niente di meno. Da tempo e da più parti si sollecitano indagini più approfondite finalizzate ad individuare la “natura” di questi oggetti. Indagini che però esulano dai compiti della Forza armata. E’ proprio per questo che, sempre dal 1978, si parla di un coinvolgimento anche del Cnr. Nei documenti esaminati c’è la conferma di un accordo in questo senso raggiunto tra sei diversi ministeri, su indicazione della presidenza del Consiglio. Sembra tutto deciso, ma alla fine non se ne fa niente. Il motivo non è dato sapere.

A suo avviso quanto sono attendibili queste dichiarazioni? Ce ne sono alcune molto autorevoli, come quelle dei piloti di linea, ma altre che sembrano francamente frutto dell’immaginazione.
Lao Petrilli: A mio avviso il solo fatto che siano state incluse in documenti ufficiali, nell'unico archivio istituzionale esistente sulla questione-UFO, le rende più attendibili di altre. E' però ovvio che le dichiarazioni più 'serie' sono quelle di piloti (sia di voli di linea che militari) con molte ore di volo nel curriculum, così come di esponenti delle forze dell'ordine. Alcune delle altre testimonianze, poi, effettivamente, suscitano perplessità. Le abbiamo comunque incluse nel libro perché prese in considerazione dalla stessa Aeronautica Militare, sebbene in certe carte, quelle appunto relative ad episodi 'coloriti', si legga fra le righe di qualche dubbio emerso fra chi ha indagato.

Qual è l’elemento curioso in cui vi siete imbattuti durante le ricerche?

Vincenzo Sinapi: Le descrizioni di “umanoidi”, nei rari casi di incontri ravvicinati del terzo tipo archiviati dall’Aeronautica, sono probabilmente le più intriganti. Si passa dall’alieno “altro tre metri con le ginocchia nodose”, a quelli “alquanto belli nelle loro tute attillate”, all’extraterrestre che “in italiano, ma con accentuato timbro vocale metallico”, minaccia il contadino che lo guarda interdetto dicendogli: “se non te ne vai ti lancio pinna velenosa…”. Curiose anche le descrizioni degli oggetti volanti non identificati: il classico disco volante è sempre molto gettonato, ma ci sono anche quelli a forma di “sigaro”, di “cappello da zorro” o da “Babbo Natale”. Ed è stato visto anche un Ufo “a forma di ocarina”.


fonte: http://www.huffingtonpost.it/2014/04/18/ufo-dossier-italiani-avvistamenti-verita-aeronautica_n_5172269.html

giovedì 6 marzo 2014

Corrispondenze

Le affinità tra le cosiddette apparizioni mariane ed eventi ufologici sono state esplorate. Le analisi, però, si sono per lo più concentrate sulle somiglianze fenomenologiche: sono state così messe in luce le analogie formali tra la sedicente Beata Vergine Maria e taluni visitatori, fra la “danza del Sole” e le sfere luminose etc.


Nondimeno, se si focalizza l’attenzione sui contenuti delle profezie mariane per compararli con i messaggi ricevuti da alcuni contattisti, si rilevano somiglianze ancora più strette talora sino ad una perfetta sovrapponibilità.

Proviamo a collazionare i tratti salienti di queste comunicazioni.

Profezie mariane
Formidabili tribolazioni attendono l’umanità, con catastrofi naturali (sic), guerre, carestie.
Profezie aliene
Si prospetta un’era di cataclismi, conflitti, povertà diffusa.

Vaticini mariani
Le avversità dipendono dalla condotta del genere umano che persevera nei suoi peccati e nelle sue trasgressioni della legge divina.
Vaticini alieni
Le sofferenze e le calamità sono dovute ad un’umanità che è recalcitrante a cambiare stile di vita ed a por rimedio ai suoi errori.

Predizioni mariane
Le guerre che insanguinano il pianeta sono la conseguenza dell’egoismo, dell’odio, del nazionalismo.
Predizioni aliene
Le conflagrazioni scaturiscono dalla discordia tra i popoli, dallo sciovinismo e dal revanscismo.

Presagi mariani
Non tutto è perduto. Il destino non è segnato. Se gli uomini si convertiranno, con la preghiera, la penitenza ed il digiuno, l’ira del Padre potrà essere stornata.
Presagi alieni
Non tutto è perduto. Il destino non è segnato. Se la società umana mostrerà segni di ravvedimento, si potrà evitare l’autodistruzione.

Come si può notare attraverso questa rapida sinossi, gli addentellati tra omelie mariane ed informazioni extraterrestri(?) non sono infrequenti. Non solo, le ammonizioni sono accomunate da un trait d’union: la responsabilità dei disastri è dell’umanità, accusata di ogni scelleratezza in modo indiscriminato e generico. Mai un cenno ai governi o alle istituzioni, mai una ferma condanna dei militari o dei vertici politici: che moltissimi cittadini in tutto il mondo si siano opposti all’uso dell’energia nucleare anche in ambito civile, non conta alcunché. Che la contaminazione di Gaia sia la ripercussione di gestioni criminali inerenti allo “smaltimento” di rifiuti tossici e non del cittadino che, espirando, produce biossido di carbonio, non conta alcunché.

L’inquinamento, con tutto il corollario di flagelli apocalittici, è provocato dall’azione dissennata dei singoli e non dalle sciagurate iniziative delle classi dirigenti. Si cerca sempre di infondere un senso di colpa, si affetta un atteggiamento moralistico, predicatorio che circoscrive ogni problema in un’angusta ottica catechistica, avulsa dall’indagine di cause e di nessi politico-economici.

Se lo stile dei messaggi cattolici e quello che connota i moniti alieni è differente, come è differente il taglio, in un caso “religioso”, nell’altro laico, la sostanza è, invece, grosso modo coincidente. Chi è l’Agente che si cela dietro codesti ferali oracoli? Qual è il suo vero scopo? Perché veggenti e contattisti paiono ridotti in uno stato di totale soggezione nei confronti dei vati?

Più degli scenari evocati, delle velate minacce, inquietano le censure, le omissioni ed i silenzi. Sono silenzi pieni di inganni.


Fonte: http://zret.blogspot.it/

martedì 4 febbraio 2014

Guy Kirkwood (USAF): “gli extraterrestri vengono in pace”

Intervista a Guy Kirkwood, alias “Mel Noel”, pilota USAF ritiratosi con il grado di luogotenente e con un vasto bagaglio di esperienze di contatti con una aviazione non terrestre.
di Guido Ferrari (giornalista TV Svizzera)

Ho incontrato e intervistato per la TV della Svizzera Italiana, Guy Kirkwood, alias Mel Noel – questo era lo pseudonimo dietro cui si è nascosto a lungo – a Mesquite, nel Nevada, nel dicembre 1995, in occasione di un convegno internazionale sugli UFO.
UFO e caccia F-86



[Guy Kirkwood] Il mio stupore è stato duplice: prima di tutto quello di trovarmi davanti, in carne ed ossa, un personaggio di cui avevo letto e che sentivo appartenente ad un mondo strano e affascinante che sta a cavallo tra la fantascienza e la realtà, che ti incuriosisce perché ti pone in questione in modo profondo un sarà “veramente vero” quello che dice, quello che ha vissuto, e se è così allora… E devo dire che Noel mi sembra credibile. Altro forte stupore: Noel sembra uscire da un film di Spielberg. Faccia larga bruciata dal sole, capelli grossi, spettinati, occhiali Polaroid, vecchio giaccone di pelle da aviatore, un fisico molto prestante per uno ormai vicino ai settanta.

Davvero un personaggio.

La mia prima percezione, dopo poche battute dell’intervista, fu che Noel fosse angosciato: toccare un tema per lui doloroso, legato quasi ad un senso di disperazione.

Oltre al grande oggetto tubolare o sigariforme, nel riquadro in alto a destra si nota qualcosa di anomalo e non riconoscibile (ingrandito nel riquadro in alto a sinistra).

SE AGISSERO SULLA NOSTRA PSICHE?

Mi raccontò che nel 1953 e 1954 lui e altri giovani piloti di una pattuglia militare di Sabre F-86 avevano avvistato e filmato più volte una formazione di UFO nei cieli del Colorado.

Quella era la missione per la quale erano stati particolarmente addestrati: erano state mostrate loro centinaia di fotografie di UFO, scattate soprattutto da civili, erano stati avvertiti di possibili effetti della vicinanza di UFO sugli strumenti di volo. Al posto della mitragliatrice, sull’aereo, era stata montata una cinepresa speciale (le Gun-Camera; alcune cineprese usufruivano di pellicole standard, altre ad infrarossi, N.d.R.).

Dopo una serie di uscite senza risultato, nel dicembre del 1953 ebbero tuttavia un primo contatto, senza tuttavia riuscire a scattare fotografie.

Sedici oggetti a forma di disco volavano in formazione a V, vicino alla pattuglia.

Due settimane più tardi avvistarono cinque UFO simili ai precedenti e li fotografarono usando le apparecchiature.

[foto UFO - 25K .jpg] “A quel punto – continuò Noel – cominciavamo a preoccuparci della nostra salute: se gli UFO agiscono sugli strumenti di bordo, danneggeranno anche il nostro corpo, la nostra psiche?”



Dopo un contatto con riprese riuscite, i piloti, dopo l’atterraggio, ebbero un collasso, come capita talvolta ai piloti dopo un combattimento.

Bisogna capire che eravamo molto giovani, io avevo 24 anni. Entrare in contatto con qualcosa di così misterioso e di intelligente ci sconvolgeva”.

Chiesero di essere dimessi dall’incarico e lo furono.

Noel mi disse che, mentre volavano accanto agli UFO, in cuffia e in inglese, avevano chiaramente sentito dei messaggi. Veniva detto che “loro” venivano in pace, che la Terra era in pericolo per l’uso incontrollato dell’energia atomica, che l’uomo aveva la possibilità di evitare il disastro se solo avesse seguito i valori dell’amore. Noel e gli altri piloti si chiesero se non avessero avuto delle allucinazioni o se non fossero stati vittima di un impossibile scherzo.

Per Noel era una comunicazione reale e ciò lo sconvolse.


UN MONDO CHE NON AVREBBE VOLUTO

Durante l’intervista, l’emozione di allora riaffiorò:

I dischi volanti osservati erano a forma lenticolare – continuò Noel – con una specie di cupola sopra; erano di una cinquantina di metri di diametro e di una decina di altezza. Quando erano fermi nel cielo erano circonfusi da una nebbiolina argentea. Quando poi partivano si sarebbe detto che attraversassero i toni dello spettro”.

Le fotografie scattate simultaneamente dagli aerei furono consegnate alla base e di esse Noel non seppe più nulla (venivano regolarmente inviate a Wright-Patterson, N.d.R). Tuttavia me ne consegnò un paio più tardi e purtroppo non gli domandai come mai le avesse. Successivamente, gli chiesi di raccontarmi del suo caposquadriglia, il colonnello Patterson, il quale più tardi scomparve in circostanze misteriose.



Era stanco e abbattuto. Mi disse che, nonostante i tanti avvertimenti ricevuti, il mondo corre come un treno senza pilota verso l’abisso.

Cercai di sdrammatizzare l’atmosfera, ma Noel, dopo un po’, proseguì il suo discorso dicendomi che il mondo che lascia ai suoi nipoti non è quello che avrebbe voluto.

“Il progresso dov’è? Un tempo le madri stavano a casa a curare i figli. Ora sono necessari i salari dei due coniugi per tirare avanti e i figli sono educati da strutture anonime. Cosa vuole che si ottenga? Ciò che conta e che tutto giustifica è la produzione, il guadagno. E poi le armi atomiche e tutte le altre diavolerie. L’ultima invenzione, ma già in via di automatizzazione, è il sistema Haarp – io ne sentivo parlare per la prima volta – che è in grado di influenzare i campi magnetici, di sconvolgere le meteore ecc. Sono tutte cose segrete. gestite da gruppi incontrollabili. È a conoscenza del sistema di gallerie che collega i punti strategici degli Stati Uniti?” e mi mostrò la fotografia di un’enorme scavatrice, scoperta per caso in un cunicolo scavando le fondamenta di una gigantesca costruzione.



LE NOTE DI TIMOTHY GOOD

Non ho voluto e forse nemmeno ho potuto, allora, fargli altre domande sulla sua vita; così, per scrivere questo articolo, ho risfogliato ìl volume di Timothy Good “Above Top Secret”, una vera miniera di informazioni. Leggo che Noel, lasciato il militare, fu pilota professionista civile, continuò a studiare il fenomeno UFO collaborando con il suo amico Gordon Cooper, già pilota militare e astronauta.

Cooper, come è noto, il 27 novembre 1978, in una sua dichiarazione scritta letta alle Nazioni Unite, affermò che nel 1957 avvistò più volte formazioni di UFO nei cieli della Germania.

Come Noel e Cooper, decine di piloti civili e anche militari hanno fatto le stesse dichiarazioni. Inoltre vi sono fotografie, riprese filmate ecc..

In un’altra circostanza Cooper dichiarò che nel 1957 un team militare cinematografico da lui diretto, filmò l’atterraggio di un UFO vicino alla base militare di Edwards, negli USA. Good scrive ancora che Noel gli disse che quando era pilota militare, fu avvertito che parlare di quanto aveva osservato in merito agli UFO gli sarebbe costato 10 anni di prigione e 10.000 dollari di multa.

Otto anni dopo aver lasciato il militare, Noel ne parlò alla radio con lo pseudonimo di Noel, appunto. Poco prima dell’emissione, fu avvicinato da due uomini della CIA e diffidato, ma Noel non diede loro retta, senza conseguenze.

Ma ritorniamo alla caffetteria del casinò dì Mesquite-Nevada. Noel ogni tanto apriva una vecchia valigetta di cuoio – che aveva colpito la mia fantasia – per mostrare qualche documento. Ora parlava veloce, con lo sguardo lontano fissato su un’immagine cupa. E devo dire che anche altri testimoni anziani, del calibro di Noel, mi hanno trasmesso un sentimento di viva preoccupazione e anche di rabbia e di impotenza di fronte alla cecità dei potere.

Da parte mia penso che non si debba cedere al catastrofismo – quante cose inaspettate sono avvenute nella storia – ma rimanere vigili e fare quello che si può, ognuno al proprio posto. Forse un giorno sapremo di più su questo e altri misteri, ma ciò non può distoglierci, fin da ora, dal vivere in modo responsabile.




Fonte: http://www.segnidalcielo.it/2014/02/04/guy-kirkwood-usaf-gli-extraterrestri-vengono-in-pace/

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