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venerdì 18 febbraio 2011

Black-out cinese per tempesta elettromagnetica

Ha dell’incredibile (con moderazione) la notizia sulla tempesta elettromagnetica che sta letteralmente paralizzando l’intera rete di telecomunicazioni in Cina. Sembrerebbe quasi un film fantascientifico degli anni ’60 o un romanzetto di serie B dello stesso periodo se non fosse che la Cina è realmente vittima della più grande tempesta elettromagnetica degli ultimi 4 anni, dovuta ad una eruzione solare la cui massa coronale ha raggiunto la Ionosfera, costringendo così la Repubblica Popolare Cinese ad un blocco delle onde corte. A sentirne le conseguenze specialmente Pechino che, come rete centralizzata per la comunicazione, sì è vista improvvisamente vittima di un tilt generale quanto apparentemente immotivato.



Secondo gli attenti studi scientifici che stanno vagliando il fenomeno, la tempesta elettromagnetica non è terminata ed anzi i suoi effetti potrebbero perdurare per diverse ore, portando al completo black-out di comunicazioni satellitari e telefoniche mettendo così a rischio tutte le comunicazione fra la terra ferma e il mare.

Tutto si deve ad un’esplosione avvenuta sulla superficie del Sole alle 02:56 di martedì scorso che ha causato delle distorsioni nella ionosfera terrestre sopra la Cina. Generalmente le tempeste solari, eventi ritenuti assolutamente di routine dagli scienziati, durano da uno a due giorni, ma alcune possono protrarsi per più tempo. Secondo la NASA quella avvenuta in questi giorni è la più grande tempesta degli ultimi quattro anni.

Fonte: http://www.agi.it

lunedì 14 giugno 2010

La tempesta solare in arrivo....articolo sul sito della NASA (news)

Traduzione dell'articolo "As the Sun Awakens, NASA Keeps a Wary Eye on Space Weather"
pubblicato sul sito della Nasa...




dal SchwartzReport del 7 giugno 2010


Sappiamo dalle prove sperimentali e dalla storia del passato che, dall'aumento dell'attività solare, dovremmo aspettarci ogni tipo di conseguenze culturali.

NASA Science News

Terra e spazio stanno per entrare in contatto in un modo del tutto nuovo per la storia umana. Per prepararsi, le autorità di Washington DC hanno tenuto un incontro: The Space Weather Enterprise Forum al Club Nazionale della Stampa lo scorso 8 giugno.

Richard Fisher, capo della Divisione di eliofisica della NASA, spiega di cosa si tratta:

"Il sole si sta risvegliando da un sonno profondo, ed entro pochi anni ci aspettiamo livelli molto più elevati di attività solare. Nello stesso tempo, la nostra società tecnologica ha sviluppato una sensibilità senza precedenti rispetto alle tempeste solari. L'intersezione di queste due questioni è il tema del nostro incontro.
La National Academy of Sciences ha inquadrato il problema due anni fa, in una relazione storica dal titolo "Severe Space Weather Events - Societal and Economic Impacts" (Gravi eventi del clima spaziale - impatti sociali ed economici). Ha evidenziato come le persone del 21° secolo, si affidino ai sistemi ad alta tecnologia per gli aspetti base della vita quotidiana. Centrali elettriche intelligenti, navigazione GPS, viaggi in aereo, servizi finanziari e comunicazioni radio di emergenza possono tutti essere messi KO da un'intensa attività solare. Una tempesta solare di classe cento, mette in guardia l'Academy, potrebbe causare danni economici venti volte superiori a quelli causati dall'uragano Katrina.

Gran parte dei danni può essere ridotta se i dirigenti hanno di modo di essere informati in anticipo dell'arrivo di una tempesta. Mettere i satelliti in 'modalità di sicurezza' e disconnettere i trasformatori può proteggere questi dispositivi dal danno di sovraccarico elettrico. L'azione preventiva, tuttavia, richiede previsioni precise - un compito che è stato assegnato al NOAA.

"Le previsioni meteorologiche spaziali sono ancora ad uno stadio iniziale, ma stiamo facendo rapidi progressi", afferma Thomas Bogdan, direttore del NOAA's Space Weather Prediction Center (Centro di Previsioni Meteorologiche Spaziali NOAA) di Boulder, in Colorado.

Tra le dozzine di navette spaziali NASA, lui ne evidenzia tre in particolare: STEREO, SDO e ACE.

STEREO (Solar Terrestrial Relations Observatory, Osservatorio sulle Relazioni tra Sole e Terra) è formato da un paio di navicelle che stazionano ai lati opposti del Sole con una vista combinata del 90% della superficie stellare. In passato, le macchie solari attive potevano nascondersi nel lato più remoto del sole, invisibile dalla Terra, e poi improvvisamente emergere sulle eruzioni e sui getti di massa coronale. STEREO fa sì che questo tipo di attacchi a sorpresa siano impossibili.

SDO (il Solar Dynamics Observatory, Osservatorio sulle Dinamiche Solari) è l'aggiunta più recente alla flotta della NASA. Lanciato a Febbraio, è in grado di fotografare regioni solari attive ad una risoluzione di spettro, temporale e spaziale senza precedenti. I ricercatori possono ora studiare le eruzioni con squisito dettaglio, e nutrono buone speranze di imparare a comprendere i meccanismi delle fiammate e come prevederle. SDO tiene sotto controllo anche la notevole emissione UV del sole, che influenza la reazione dell'atmosfera della Terra alle variazioni solari.

Il preferito da Bogdan, però, è uno dei vecchi satelliti NASA: l'Advanced Composition Explorer (ACE) lanciato nel 1997. “Dove saremmo senza di lui?” si chiede. ACE è un osservatore del vento solare. Esso è situato controvento tra il sole e la Terra, rilevando le raffiche dal sole, getti di massa coronale di miliardi di tonnellate, e tempeste di radiazioni fino a 30 minuti prima che colpiscano il nostro pianeta.

ACE è il nostro miglior sistema di allarme rapido”, dice Bogdan. “Esso ci permette di informare la sede predisposta e gli operatori del satellite quando una tempesta sta per colpire”.

In origine le navette della NASA non erano destinate ad operazioni di previsione - “ma sembra che i nostri dati siano pratici per utilizzi economici e civili”, osserva Fisher. “Questo è un buon esempio di scienza spaziale che aiuta la società moderna”.

Nel 2010, per il quarto anno consecutivo, coloro che attuano piani politici ed economici, ricercatori, legislatori e reporter si sono riuniti a Washington DC per discutere del clima spaziale. Quest'anno gli organizzatori del forum hanno pensato di accentuare l'attenzione sulla protezione delle infrastrutture necessarie. L'obiettivo finale è di migliorare la capacità nazionale di preparare, ridurre, e rispondere ad eventi metereologici spaziali potenzialmente devastanti.

Credo che siamo sulla soglia di una nuova era in cui il clima spaziale può influenzare le nostre vite quotidiane quanto il comune clima terrestre.” conclude Fisher. “Prendiamo la questione molto seriamente”.

Fonte: http://noiegliextraterrestri.blogspot.com/2010/06/tempesta-solare-ecco-la-notizia.html

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