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mercoledì 25 aprile 2012
Ricercatori giapponesi: a maggio il campo magnetico del sole sarà quadripolare
Il nostro sole sta mostrando particolari alterazioni che i ricercatori faticano a comprendere, uno studio recente dell'Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone in collaborazione con la Riken research foundation, indica che la corrente attività delle macchie solari è simile a quella del minimo di Maunder del 17° secolo.
Se la tendenza continuerà in questo senso, il polo nord solare potrebbe completare l'inversione a maggio 2012 e questo produrrebbe una struttura magnetica quadripolare sul sole, con due poli vicini all'equatore. Durante il Maunder Minimum si stima che le temperature si siano abbassate di circa 2.5° rispetto a quelle della seconda metà del 20° secolo. I ricercatori pensano che stia avvenendo ora qualcosa di simile. Circa ogni 11 anni il campo magnetico del sole si inverte completamente. Chiaramente il sole ha un campo magnetico molto complesso e i suoi componenti vanno identificati precisamente, per capire come e quando si invertirà e sarà anche il momento di massima attività, il "massimo solare". Al momento, la polarità a nord del sole sembra vicina a zero, mentre la polarità a sud sta appena iniziando a diminuire.
"Prorpio ora c'è uno squilibrio tra i poli nord e sud", dice Jonathan Cirtain, scienziato dello spazio per il Marshall Space Flight Center della NASA. "Il nord è già in transizione, molto più avanti del polo sud e non capiamo perchè." Gli scienziati hanno predetto che la prossima inversione sarà a maggio 2013, ma l'osservatorio spaziale Hinode ha scoperto che il polo nord del sole ha iniziato l'inversione circa un anno prima di quanto atteso, mentre non ha rilevato modifiche notevoli al polo sud. Il team di ricerca internazionale guidato da Saku Tsuneta, professore al NAOJ, ha eseguito osservazioni con Hinode dal settembre 2008 ad oggi.
Quali altre soprese dobbiamo aspettarci dalla nostra stella?
Fonte: http://www.messagetoeagle.com/sunfourpoles.php
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venerdì 16 settembre 2011
NASA: scoperto il pianeta con due Soli
La scoperta, eccezionale dal punto di vista astronomico, è quella che il telescopio Keplero ha individuato il "primo" pianeta in orbita in sistema stellare binario. Ecco i risultato della conferenza stampa organizzata dalla NASA e di abbiamo dato notizia qualche ora fa.
Ecco il testo riportato dall'agenzia di stampa ANSA di oggi:
Come in Guerre Stellari, esiste davvero un pianeta con due soli, come Tatooine. Lo ha visto il cacciatore di pianeti della Nasa, il telescopio spaziale Kepler, e questo mondo alieno si trova solamente a 200 anni luce dalla Terra. Il risultato è annunciato su Science da un gruppo di ricerca coordinato dall'americano Laurance Doyle, del Seti Institute.
Chiamato Kepler-16b (vedi immagine in apertura articolo), è il primo pianeta che orbita intorno a due stelle ad essere osservato direttamente e dimostra quanto possano essere diversi i pianeti della Via Lattea.
Sebbene si sospettasse da tempo l'esistenza di pianeti che orbitano intorno a due astri, è la prima volta che uno di questi viene visto mentre transita davanti alle sue stelle. ''E' il primo esempio, confermato senza ambiguità, di un pianeta circumbinario, cioe' di un pianeta che orbita intorno a due stelle'', ha osservato uno degli autori, Josh Carter, del Centro per l'Astrofisica Harvard-Smithsonian. ''Ancora una volta - ha aggiunto - scopriamo che il nostro Sistema Solare è solo un esempio della varietà di sistemi planetari che la natura può creare''.
Distante 200 anni luce dalla Terra, il pianeta e' stato scoperto monitorando la brillantezza di 155.000 stelle ed è stato sorpreso mentre transitava davanti ai suoi soli, eclissandoli parzialmente. Il sospetto che il sistema potesse ospitare il pianeta è venuto dallo studio della brillantezza delle due stelle: gli astronomi hanno notato che la luminosità di queste si indeboliva a intervalli irregolari, anche quando nessuna delle due eclissava l'altra. I ricercatori sono cosi' andati a caccia di un terzo corpo celeste, che potesse causare il fenomeno transitando davanti a entrambe le stelle.
Il pianeta Kepler-16b è un gigante gassoso grande quanto Saturno, anche se più denso e non si pensa possa ospitare forme di vita. Questo mondo extrasolare simile al Tatooine della saga di Guerre Stellari impiega 229 giorni per orbitare intorno alle due stelle, dalle quali dista circa 100 milioni di chilometri: una distanza confrontabile a quella che separa Venere e il Sole. Le stelle del sistema che ospita il pianeta appartengono a un sistema binario e sono entrambe più piccole e fredde del Sole, con una massa, rispettivamente, pari al 20% e al 69% della massa della nostra stella. Per questa ragione la superficie del pianeta dovrebbe essere molto fredda, si calcola sia compresa fra -73 e -100 gradi. Secondo i ricercatori il pianeta si sarebbe formato nello stesso disco di polveri e gas dal quale sono nate le due stelle.
Fonte: http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2011/09/15/visualizza_new.html_703047143.html
Ecco il testo riportato dall'agenzia di stampa ANSA di oggi:
Come in Guerre Stellari, esiste davvero un pianeta con due soli, come Tatooine. Lo ha visto il cacciatore di pianeti della Nasa, il telescopio spaziale Kepler, e questo mondo alieno si trova solamente a 200 anni luce dalla Terra. Il risultato è annunciato su Science da un gruppo di ricerca coordinato dall'americano Laurance Doyle, del Seti Institute.
Chiamato Kepler-16b (vedi immagine in apertura articolo), è il primo pianeta che orbita intorno a due stelle ad essere osservato direttamente e dimostra quanto possano essere diversi i pianeti della Via Lattea.
Sebbene si sospettasse da tempo l'esistenza di pianeti che orbitano intorno a due astri, è la prima volta che uno di questi viene visto mentre transita davanti alle sue stelle. ''E' il primo esempio, confermato senza ambiguità, di un pianeta circumbinario, cioe' di un pianeta che orbita intorno a due stelle'', ha osservato uno degli autori, Josh Carter, del Centro per l'Astrofisica Harvard-Smithsonian. ''Ancora una volta - ha aggiunto - scopriamo che il nostro Sistema Solare è solo un esempio della varietà di sistemi planetari che la natura può creare''.
Distante 200 anni luce dalla Terra, il pianeta e' stato scoperto monitorando la brillantezza di 155.000 stelle ed è stato sorpreso mentre transitava davanti ai suoi soli, eclissandoli parzialmente. Il sospetto che il sistema potesse ospitare il pianeta è venuto dallo studio della brillantezza delle due stelle: gli astronomi hanno notato che la luminosità di queste si indeboliva a intervalli irregolari, anche quando nessuna delle due eclissava l'altra. I ricercatori sono cosi' andati a caccia di un terzo corpo celeste, che potesse causare il fenomeno transitando davanti a entrambe le stelle.
Il pianeta Kepler-16b è un gigante gassoso grande quanto Saturno, anche se più denso e non si pensa possa ospitare forme di vita. Questo mondo extrasolare simile al Tatooine della saga di Guerre Stellari impiega 229 giorni per orbitare intorno alle due stelle, dalle quali dista circa 100 milioni di chilometri: una distanza confrontabile a quella che separa Venere e il Sole. Le stelle del sistema che ospita il pianeta appartengono a un sistema binario e sono entrambe più piccole e fredde del Sole, con una massa, rispettivamente, pari al 20% e al 69% della massa della nostra stella. Per questa ragione la superficie del pianeta dovrebbe essere molto fredda, si calcola sia compresa fra -73 e -100 gradi. Secondo i ricercatori il pianeta si sarebbe formato nello stesso disco di polveri e gas dal quale sono nate le due stelle.
Fonte: http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2011/09/15/visualizza_new.html_703047143.html
lunedì 22 agosto 2011
Vento solare diretto verso la terra ?
Un doppio buco coronale sulla superficie solare sta' originando un flusso solare che dovrebbe colpire la terra tra il 22-24 Agosto 2011 lo riporta il sito Space Weather l'immagine e' stata catturata dalla sonda della NASA SOHO il 20 Agosto 2011 il NOAA prevede una probabilita' dal 35% al 50 % che ci possa essere una perturbazione geomagnetica terrestre da tenete sotto controllo lageoattivita'(terremoti,vulcani) molto spesso in aumento durante iflussi di plasma solare.(http://spaceweather.com/)
Il vento solare è un plasma tenuissimo, la cui componente di ioni è formata, normalmente, per il 95% da protoni ed elettroni (in proporzione circa uguale) e per il 5 % da particelle alfa (nuclei di elio) con tracce di nuclei di elementi più pesanti. Vicino alla Terra, la velocità del vento solare varia da 200 km/s a 900 km/s, mentre la sua densità varia da alcune unità a decine di particelle per cm cubo. Il Sole perde circa 800 milioni di kg di materiale al secondo eiettandolo sotto forma di vento solare (rispetto alla massa del Sole questa perdita è del tutto insignificante).Il plasma del vento solare porta con sé il campo magnetico del Sole in tutto lo spazio interplanetario fino ad una distanza di circa 160 unità astronomiche (una unità astronomica rappresenta la distanza media tra la Terra ed il Sole). Poiché le linee di forza del campo magnetico del vento solare rimangono collegate alla loro origine nella fotosfera, l'espansione radiale del vento solare dal Sole e la rotazione di questo (periodo 28 giorni) fanno sì che le linee del campo magnetico si curvino in modo da formare una spirale. Il vento solare interagisce con il campo magnetico terrestre e lo confina in una regione di spazio detta magnetosfera. Le variazioni nel tempo della pressione dinamica del vento solare e dell'intensità e orientazione del suo campo magnetico perturbano in modo a volte drammatico la magnetosfera terrestre. Tali perturbazioni, insieme con gli effetti di altri disturbi provenienti dal Sole, sono oggetto di studio da parte di una disciplina emergente, la cosiddetta "meteorologia spaziale". Tra tali effetti vi sono, ad esempio, il danneggiamento delle sonde spaziali e dei satelliti artificiali e la ben nota aurora boreale e quella australe. Altri pianeti con campi magnetici simili a quelli della Terra hanno anch'essi le loro aurore.
Il vento solare crea una "bolla" nel mezzo interstellare (che è composto dal gas rarefatto di idrogeno ed elio che riempie la galassia), che prende il nome di eliosfera. Il bordo più esterno di questa bolla è dove la forza del vento solare non è più sufficiente a spingere indietro il mezzo interstellare. Questo bordo è conosciuto come eliopausa, ed è spesso considerato come il confine esterno del sistema solare. La distanza dell'eliopausa non è conosciuta con precisione. Probabilmente è molto più piccola sul lato del sistema solare che si trova "davanti" rispetto al moto orbitale del sistema solare nella galassia. Potrebbe anche variare a seconda della velocità del vento solare al momento, e a seconda della densità locale del mezzo interstellare. Si sa che è ben oltre l'orbita di Plutone. Le sonde spaziali Voyager 1 e Voyager 2, dopo aver terminato la loro esplorazione planetaria, si stanno dirigendo verso l'esterno del sistema e si spera che arriveranno fino all'eliopausa.
Fonte: http://ilsole24h.blogspot.com/2011/08/vento-solare-diretto-verso-la-terra.html
Il vento solare è un plasma tenuissimo, la cui componente di ioni è formata, normalmente, per il 95% da protoni ed elettroni (in proporzione circa uguale) e per il 5 % da particelle alfa (nuclei di elio) con tracce di nuclei di elementi più pesanti. Vicino alla Terra, la velocità del vento solare varia da 200 km/s a 900 km/s, mentre la sua densità varia da alcune unità a decine di particelle per cm cubo. Il Sole perde circa 800 milioni di kg di materiale al secondo eiettandolo sotto forma di vento solare (rispetto alla massa del Sole questa perdita è del tutto insignificante).Il plasma del vento solare porta con sé il campo magnetico del Sole in tutto lo spazio interplanetario fino ad una distanza di circa 160 unità astronomiche (una unità astronomica rappresenta la distanza media tra la Terra ed il Sole). Poiché le linee di forza del campo magnetico del vento solare rimangono collegate alla loro origine nella fotosfera, l'espansione radiale del vento solare dal Sole e la rotazione di questo (periodo 28 giorni) fanno sì che le linee del campo magnetico si curvino in modo da formare una spirale. Il vento solare interagisce con il campo magnetico terrestre e lo confina in una regione di spazio detta magnetosfera. Le variazioni nel tempo della pressione dinamica del vento solare e dell'intensità e orientazione del suo campo magnetico perturbano in modo a volte drammatico la magnetosfera terrestre. Tali perturbazioni, insieme con gli effetti di altri disturbi provenienti dal Sole, sono oggetto di studio da parte di una disciplina emergente, la cosiddetta "meteorologia spaziale". Tra tali effetti vi sono, ad esempio, il danneggiamento delle sonde spaziali e dei satelliti artificiali e la ben nota aurora boreale e quella australe. Altri pianeti con campi magnetici simili a quelli della Terra hanno anch'essi le loro aurore.
Il vento solare crea una "bolla" nel mezzo interstellare (che è composto dal gas rarefatto di idrogeno ed elio che riempie la galassia), che prende il nome di eliosfera. Il bordo più esterno di questa bolla è dove la forza del vento solare non è più sufficiente a spingere indietro il mezzo interstellare. Questo bordo è conosciuto come eliopausa, ed è spesso considerato come il confine esterno del sistema solare. La distanza dell'eliopausa non è conosciuta con precisione. Probabilmente è molto più piccola sul lato del sistema solare che si trova "davanti" rispetto al moto orbitale del sistema solare nella galassia. Potrebbe anche variare a seconda della velocità del vento solare al momento, e a seconda della densità locale del mezzo interstellare. Si sa che è ben oltre l'orbita di Plutone. Le sonde spaziali Voyager 1 e Voyager 2, dopo aver terminato la loro esplorazione planetaria, si stanno dirigendo verso l'esterno del sistema e si spera che arriveranno fino all'eliopausa.
Fonte: http://ilsole24h.blogspot.com/2011/08/vento-solare-diretto-verso-la-terra.html
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mercoledì 23 febbraio 2011
La Nasa avrebbe censurato delle foto di veicoli spaziali alieni Video
È bufera sulla NASA! Alcuni appassionati di ufologia si sono accorti che alcune immagini, forse mostrate al pubblico dall’agenzia spaziale, senza ‘studiarle’ prima, sono state ‘censurate’ .
Nelle foto originali sarebbero visibili dei veicoli spaziali gianteschi, provenienti da altre civiltà dell’universo e dirette verso il nostro sistema solare.
Un appassionato di UFO in particolare ( http://www.youtube.com/user/BeePeeOilDisaster di cui potete vedere sopra il video ) che per primo aveva faticosamente raccolto la documentazione sulle foto archiviate della NASA, ed aveva scoperto le immagini di UFO, si insospettì quando dopo aver pubblicato le immagini su YouTube, fu accusato di falso da parte dei commentatori, che sostenevano che gli oggetti non erano presenti nelle immagini originali.
Curiosamente, alcuni degli URL delle immagini erano cambiati dopo la pubblicazione del video.
La domanda che si pone ora è: perché la NASA è così terrorizzata dal far sapere la verità sugli Alieni?
Fonte: http://www.express-news.it/misteri/ufo/la-nasa-avrebbe-censurato-delle-foto-di-veicoli-spaziali-alieni-video/
Nelle foto originali sarebbero visibili dei veicoli spaziali gianteschi, provenienti da altre civiltà dell’universo e dirette verso il nostro sistema solare.
Un appassionato di UFO in particolare ( http://www.youtube.com/user/BeePeeOilDisaster di cui potete vedere sopra il video ) che per primo aveva faticosamente raccolto la documentazione sulle foto archiviate della NASA, ed aveva scoperto le immagini di UFO, si insospettì quando dopo aver pubblicato le immagini su YouTube, fu accusato di falso da parte dei commentatori, che sostenevano che gli oggetti non erano presenti nelle immagini originali.
Curiosamente, alcuni degli URL delle immagini erano cambiati dopo la pubblicazione del video.
La domanda che si pone ora è: perché la NASA è così terrorizzata dal far sapere la verità sugli Alieni?
Fonte: http://www.express-news.it/misteri/ufo/la-nasa-avrebbe-censurato-delle-foto-di-veicoli-spaziali-alieni-video/
venerdì 18 febbraio 2011
Black-out cinese per tempesta elettromagnetica
Ha dell’incredibile (con moderazione) la notizia sulla tempesta elettromagnetica che sta letteralmente paralizzando l’intera rete di telecomunicazioni in Cina. Sembrerebbe quasi un film fantascientifico degli anni ’60 o un romanzetto di serie B dello stesso periodo se non fosse che la Cina è realmente vittima della più grande tempesta elettromagnetica degli ultimi 4 anni, dovuta ad una eruzione solare la cui massa coronale ha raggiunto la Ionosfera, costringendo così la Repubblica Popolare Cinese ad un blocco delle onde corte. A sentirne le conseguenze specialmente Pechino che, come rete centralizzata per la comunicazione, sì è vista improvvisamente vittima di un tilt generale quanto apparentemente immotivato.

Secondo gli attenti studi scientifici che stanno vagliando il fenomeno, la tempesta elettromagnetica non è terminata ed anzi i suoi effetti potrebbero perdurare per diverse ore, portando al completo black-out di comunicazioni satellitari e telefoniche mettendo così a rischio tutte le comunicazione fra la terra ferma e il mare.
Tutto si deve ad un’esplosione avvenuta sulla superficie del Sole alle 02:56 di martedì scorso che ha causato delle distorsioni nella ionosfera terrestre sopra la Cina. Generalmente le tempeste solari, eventi ritenuti assolutamente di routine dagli scienziati, durano da uno a due giorni, ma alcune possono protrarsi per più tempo. Secondo la NASA quella avvenuta in questi giorni è la più grande tempesta degli ultimi quattro anni.
Fonte: http://www.agi.it

Secondo gli attenti studi scientifici che stanno vagliando il fenomeno, la tempesta elettromagnetica non è terminata ed anzi i suoi effetti potrebbero perdurare per diverse ore, portando al completo black-out di comunicazioni satellitari e telefoniche mettendo così a rischio tutte le comunicazione fra la terra ferma e il mare.
Tutto si deve ad un’esplosione avvenuta sulla superficie del Sole alle 02:56 di martedì scorso che ha causato delle distorsioni nella ionosfera terrestre sopra la Cina. Generalmente le tempeste solari, eventi ritenuti assolutamente di routine dagli scienziati, durano da uno a due giorni, ma alcune possono protrarsi per più tempo. Secondo la NASA quella avvenuta in questi giorni è la più grande tempesta degli ultimi quattro anni.
Fonte: http://www.agi.it
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