mercoledì 30 maggio 2012

Ricordare l'Eterno: La visione di Platone dell'"Educazione" nelle Esperienze Anomale

Le persone che descrivono l'esperienza di incontro con alieni, spesso dicono di ricevere informazione di qualche tipo, come se venissero educate su argomenti complessi che possono sembrare chiarissimi durante l'esperienza, ma che possono divenire nebbiosi o persino sembrare banali in seguito. Gli argomenti sono spesso di grande importanza, come una calamità ambientale imminente, causata dal comportamento umano o da altre cause, forse sconosciute.


L'autore Whitley Strieber ha descritto una misteriosa "scuola segreta" a cui ha partecpiato da ragazzo, una scuola gestita da esseri che lui ha associato ai suoi incontri (The Secret School , 1989). Il racconto di Strieber e quelli di altri esperienti sono in qualche modo consistenti con le scoperte di studiosi di folclore e antropologi culturali, per i quali le persone nei secoli hanno raccontato di essere state portate in strani posti da esseri non-umani e alcuni di questi rivelano aspetti piacevoli o disturbanti di dimensioni della realtà prima sconosciute. Come dobbiamo intendere l'aspetto "educativo" dell'esperienza di incontro con l'alieno?

In molti racconti del fenomeno, si suggerisce che l'"educazione" degli esperienti vada oltre l'insegnamento formale o l'informazione tecnica ricevuta a bordo di presunte imbarcazioni aliene. Molti autori hanno notato che la comprensione di sè e le identità personali di alcuni esperienti vengono cambiate per sempre, quando scoprono di essere in qualche modo legati agli alieni. Come individui che passano nell'iniziazione sciamanistica e nell'esperienza di pre-morte, gli esperienti a volte ricordano vite precedenti e dimensioni di esistenza che sono state dimenticate quando sono nati come esseri umani. Diversi anni fa, la psicologa Edith Fiore, è stata una delle prime a descrivere casi in cui gli esperienti hanno detto di aver ricordato che la loro "vera" identità non era umana, ma aliena. (Encounters , 1989).

Platone e la Reincarnazione

La nozione che l'educazione riguardi una sorta di ricordo di verità dimenticate venne postulata da Platone, la figura centrale nella filosofia Occidentale. Platone aderì alla dottrina della reincarnazione, per la quale l'anima umana (psyche) si sposta in un nuovo corpo dopo la morte di quello precedentemente occupato da essa. Come altre persone di culture pre-moderne, prese per certo che l'universo sia composto di piani che trascendono quello sensoriale o materiale. Nel suo dialogo Fedone, Platone descrive l'anima eterna, imprigionata nel corpo mortale, che desidera tornare alla sua origine.
Soffrendo di amnesia dopo l'essere nata in un nuovo corpo, l'anima non può facilmente ricordare la sua origine divina, ma invece rimane affascinata dai fenomeni sensori e sensuali in modo da rimanere ancora più attaccata al corpo. Platone suggerì che la filosofia coinvolgesse il processo del ricordare quello che l'anima sapeva prima di nascere e un processo concomitante di indebolimento dell'attaccamento al corpo.

Come evidenza che l'anima abbia una relazione con il dominio eterno, Platone fa notare che abbiamo la conoscenza della verità, per esempio nella geometria, che non può essere mai perfettamente istanziata nel mondo materiale. Nel suo dialogo Menone, Socrate mostra che uno schiavo completamente diseducato può elaborare una prova di un problema di geometria. Com'è possibile? Perchè il ragazzo schiavo ha "ricordato" quello che sapeva prima di nascere, quando la sua anima si trovava in prossimità degli schemi eterni o forme di cui i fenomeni materiali sono repliche imperfette.
Educazione: Dipingere quello che già Conosciamo

Il nostro verbo "to educate" deriva dal Latino educare, che è relativo a educere, condurre o trarre fuori. In altre parole, l'educazione riguarda il processo di trarre fuori quello che già conosciamo. L'esperienza di incontro con l'alieno, potrebbe essere compresa come un tale processo di "educazione"?
Ci sono analogie intriganti tra la spiegazione di Platone e quella offerta da alcuni addotti e le loro esperienze, in particolare la nozione che gli esperienti "scelgono" di nascere come umani.
Benchè molti esperienti inizialmente temono e persino detestano i loro rapitori, alcuni esperienti infine stabiliscono una relazione con essi, diversa, più positiva e persino amorevole. Tali esperienti concludono che loro stessi hanno "scelto" non solo di incarnarsi come esseri umani che avrebbero dimenticato la loro identità alla nascita, ma anche di essere presi dagli esseri con cui sono in qualche modo legati intimamente.

Molti degli esperienti con cui hanno lavorato lo psichiatra John Mack e la direttrice della clinica PEER Roberta Colasanti, sono passati in una specie di crescita spirituale o di trasformazione nel processo dell'apprendere sulla loro identità aliena. Tale trasformazione può non essere limitata ai soli esperienti, suggerisce Mack, ma può avere implicazioni più ampie per l'intera umanità, che ora è nel processo di apprendere quello che gli stessi esperienti hanno scoperto. Uno spostamento fondamentale che metterebbe in questione i sistemi di credo che legittimano le istituzioni sociali e politiche di tutti i tipi.
Se gli esperienti sono l'avanguardia di un processo di trasformazione che altererà la comprensione dell'umanità sulle sue origini e sul suo destino, potremmo ben capire il perchè la società "ufficiale" resista con tanta forza anche solo al menzionare il fenomeno di incontro con l'alieno e facendo poco sforzo per apprenderne le possibili implicazioni per l'umanità.

Benchè Platone non consideri l'abduction aliena, conclude il suo famoso lavoro, la Repubblica, con una lunga descrizione dell'esperienza di pre-morte di un guerriero Greco famoso, Er, che si svegliò nel momento della sua pira funebre (fortunatamente spenta), 12 giorni dopo la sua presunta morte e raccontò una storia straordinaria del reame in cui le anime dimorano prima di rinascere. Er descrisse come le anime seguissero Lachesi, una delle tre Parche, che parlava ad esse tramite un interprete nel modo seguente:

O anime di un giorno, ecco l’inizio di un altro periodo di vita terrena, che finisce in morte. Nessuno spirito guardiano vi assegnerà una sorte, ma voi sceglierete la vostra sorte. Lasciate scegliere a colui al quale spetta per primo, la vita alla quale sarà legato per necessità. La virtù non ha padrone: l'uomo che la onora o disonora, ne avrà di più o di meno. La colpa è di chi sceglie; Il Cielo non ha colpa.

(Souls of a day, here shall begin a new round of earthly life, to end in death. No guardian spirit will cast lots for you, but you shall choose your own destiny. Let him to whom the first lot falls choose first a life to which he will be bound of necessity. But Virtue owns no master: as a man honors or dishonors her, so shall he have more of her or less. The blame is his who chooses; Heaven is blameless. (Translation by F. Cornford, Oxford Press, 1970))

Ovviamente, questa esperienza cambiò la vita di Er, che nella sua condizione di pre-morte incontrò quello che altri normalmente dimenticano nel processo della nascita. Alcuni esperienti sembrano vedere gli "alieni" come interpreti di poteri ben superiori, come intermediari che tentano di farci ricordare le nostre vere origini in modo che possiamo vivere diversamente nel tempo in cui siamo incarnati. Nel processo del ricordare la nostra vera identità, possiamo anche scegliere di allinearci con un destino che altrimenti rimarrebbe irrealizzato. Invece di continuare a degradare il pianeta perchè siamo in preda alla avidità, all'avversione e all'illusione, l'umanità potrebbe evolvere in modo da rendere costruttive le relazioni tra umani e tra gli umani e la biosfera.

Naturalmente, ci sono molti aspetti confusi e oscuri dell'esperienza di incontro con alieni, inclusi aspetti che non sembrano rientrare in questa interpretazione. Non dobbiamo scartare la possibilità che altri alieni si impegnino in complesse azioni di inganno, studiate per celare finalità che hanno poco o nulla a che fare con la trasformazione umana. Tuttavia, esperienti coraggiosi e persone che hanno preso seriamente le loro testimonianze, ci fanno un dono condividendo con noi la possibilità che individui stiano incontrando esseri da un altro piano della realtà, un piano al quale l'umanità è in qualche modo legata e al quale possiamo tornare. Il riconoscere la nostra relazione con piani superiori, comunque, non è una scusa per volare lontani dalla responsabilità, ma richiede invece un maggiore impegno nell'esibire compassione per tutta la vita sul pianeta blu e verde.

Michael E.Zimmerman, Ph.D., è presidente e professore di filosofia all'Università Tulane ed è professore di clinica presso il dipartimento di psichiatria alla Tulane School of Medicine. Ha scritto due libri su Heidegger: Eclipse of Self (1981) e Heidegger's Confrontation with Modernity (1990). Più recentemente, ha scritto Contesting Earth's Future: Radical Ecology and Post-modernity (1994). Zimmerman è direttore del comitato consultivo del PEER, un progetto del Center for Psychology & Social Change.

fonte: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6664

lunedì 14 maggio 2012

Sei un addotto? scoprilo qui...

Molti milioni di persone, a quanto sembra, hanno avuto incontri con esseri alieni. Molti attribuiscono la causa di tali esperienze a memorie soppresse e la loro consapevolezza si limita a un occasionale evento paranormale, che sembra confonderli più di ogni altra cosa. Alcuni non sono pronti per sapere con certezza, altri provano un profondo bisogno di sapere se sono coinvolti con gli alieni. Se sei tra questi ultimi, continua a leggere.


Questo è un elenco di 58 frequenti sintomi condivisi dalla maggior parte degli addotti, basato su ricerche già divulgate e su scoperte personali, compilato solo per fornire un supporto che consenta di stabilire se sei un addotto (non è un metodo assoluto, ovviamente potrebbero esserci altre spiegazioni). Se tu o qualcuno di tua conoscenza si rivede in molti dei tratti qui elencati, sarebbe opportuno cercare l’aiuto di un ricercatore o terapista qualificato. L’elenco non segue un ordine particolare.

Chiediti se…

1. Hai avuto inspiegabili missing o lost time (tempo mancante, o vuoto temporale) di un’ora o più.

2. Ti sei trovato paralizzato a letto con un essere nella tua stanza.

3. Hai cicatrici o segni insoliti, senza alcuna possibile spiegazione su come te li sei procurati (strane cavità simili a cucchiaiate, cicatrici diritte, segni triangolari, cicatrici sul palato, nel naso, dietro o nelle orecchie, lateralmente al ginocchio).

4. Hai mai visto sfere di luce o flash di luce in casa tua o in altri luoghi.

5. Hai ricordi di volare nell’aria che non potrebbero essere sogni, o sogni ricorrenti che riguardano l’azione di volare.

6. Hai un “ricordo particolare” che non se ne andrà (ad es. un volto alieno, un esame, un ago, un tavolo, un neonato molto esile e strano, etc.).

7. Hai visto raggi di luce fuori di casa o che entrano nella tua stanza attraverso una finestra.

8. Hai sognato spesso avvistamenti UFO, raggi di luce o esseri alieni.

9. Hai mai avuto un avvistamento scioccante o avvistamenti multipli nella tua vita.

10. Hai una consapevolezza cosmica, interesse per l’ecologia, l’ambiente, la dieta vegetariana, o sei molto impegnato dal punto di vista sociale.

11. Hai la forte sensazione di avere una missione o un compito importante da svolgere, a volte, senza sapere a cosa sia dovuto questo impulso.

12. Hai una sensazione segreta di essere “speciale” o “scelto” in qualche modo.

13. Hai vissuto eventi inspiegabili nella tua vita, e ti sei sentito stranamente ansioso, di conseguenza.

14. Hai avuto molte, insolite esperienze psichiche - come sapere che sta per succedere qualcosa prima che accada.

15. Per le donne: hai mai avuto gravidanze isteriche, o feti fantasma (essere in stato interessante, e non esserlo più).

16. Ti sei mai svegliato in un posto diverso da quello dove ti sei addormentato, o non ricordi di essere mai andato a dormire (svegliandoti con la testa ai piedi del letto o in macchina).

17. Hai mai sognato occhi simili a quelli degli animali (come quelli di un gufo o un cervo) o ricordi di aver visto un animale che ti guardava. O, anche, se hai paura degli occhi.

18. Ti sei mai svegliato nel bel mezzo della notte spaventato.

19. Hai reazioni forti davanti alla copertina di Communion o di raffigurazioni di alieni. Sia di avversione che di attrazione.

20. Hai inspiegabili forti paure o fobie (ad es. altezza, serpenti, ragni, grossi insetti, alcuni suoni, luci, la tua incolumità o lo stare da solo).

21. Hai avuto problemi di auto-stima per molta della tua vita.

22. Hai visto qualcuno con te restare paralizzato, non potersi muovere o congelato nel tempo, soprattutto qualcuno con cui vivi.

23. Ricordi di aver avuto un posto speciale, di significato spirituale, quando eri più giovane.

24. C’è mai stato qualcuno, nella tua vita, che ha affermato di aver visto un’astronave o un alieno vicino a te, o è stato testimone di una tua scomparsa.

25. Hai mai trovato strane macchie di sangue sulle lenzuola o sul cuscino, senza riuscire a spiegartele.

26. Ti interessano gli avvistamenti UFO o gli alieni, che ti spingono forse a leggere molto a riguardo.

27. Hai una forte avversione verso l’argomento UFO o alieni - non vuoi parlarne.

28. Hai mai sentito la necessità improvvisa di guidare o camminare in direzione di una località lontana o sconosciuta.

29. Hai la sensazione di venire osservato spesso, soprattutto di notte.

30. Hai mai sognato di passare attraverso una finestra chiusa o una parete solida.

31. Hai mai visto una strana nebbia o foschia, che non dovrebbe esserci.

32. Hai udito strani ronzii o suoni pulsanti di cui non sei riuscito a identificare la fonte.

33. Hai avuto insolite perdite di sangue dal naso, in qualsiasi momento della tua vita. O ti sei svegliato con il naso che sanguina.

34. Ti sei mai svegliato con un dolore ai genitali che non puoi spiegare.

35. Hai mai avuto problemi al collo o alla schiena, vertebra T3 spesso fuori, o ti sei svegliato con un insolito indolenzimento in qualche parte del corpo.

36. Hai mai avuto sinusiti croniche o disturbi nasali.

37. Ci sono oggetti elettrici attorno a te che vanno fuori controllo o smettono di funzionare, senza alcuna spiegazione (come le luci della strada, che si spengono quando ci passi sotto, interferenze nella TV e nella radio quando ti avvicini, etc.)

38. Hai mai visto una figura incappucciata vicino a casa tua o in casa tua, e soprattutto vicino al tuo letto.

39. Hai mai sentito frequenti o sporadici suoni all’orecchio, soprattutto in uno.

40. Hai una paura insolita dei dottori o hai la tendenza a evitare trattamenti medici.

41. Soffri d’insonnia o disturbi del sonno che ti sconvolgono.

42. Sogni di medici o procedure mediche.

43. Soffri di frequenti o sporadici mal di testa, soprattutto nella zona del setto nasale, dietro un occhio o in un orecchio.

44. Hai mai la sensazione di impazzire persino a pensare a questo genere di cose.

45. Hai mai avuto esperienze paranormali o psichiche, inclusa l’intuizione.

46. Sei predisposto verso comportamenti compulsivi o di dipendenza.

47. Hai mai canalizzato messaggi telepatici da parte di extraterrestri.

48. Hai udito una voce esterna nella tua testa, che ti parla, magari dandoti delle istruzioni o guidandoti.

49. Hai mai avuto paura dell’armadio, ora o quando eri piccolo.

50. Hai mai avuto problemi sessuali o relazionali (come la strana sensazione di non doverti impegnare in una relazione perché questo interferirebbe con “qualcosa”).

51. Devi dormire contro la parete o con il letto contro la parete.

52. Hai paura di dover essere vigile, altrimenti verrai preso da “qualcuno”.

53. Hai difficoltà a fidarti delle persone, soprattutto se si tratta di figure autoritarie.

54. Sogni di distruzioni o catastrofi.

55. Hai la sensazione di non dover avere il permesso di parlare di certe cose, o che non dovresti parlarne.

56. Hai vissuto molte delle esperienze qui elencate, e ti ricordi dei tuoi figli o genitori che parlavano di esperienze simili, all’occasione.

57. Hai tentato di risolvere questo tipo di problemi con scarso successo o non riuscendovi affatto.

58. Presenti molti di questi sintomi, ma non riesci a ricordare niente riguardo un’abduction o un incontro alieno.




Il questionario del prof. Richard Boylan




Ecco i punti chiave del dottor Richard Boylan per comprendere preliminarmente se un soggetto è rapito o meno.

1. Inspiegabile ansietà e/o impossibilità a rilassarsi dopo aver vissuto esperienze insolite.

2. Panico davanti a oggetti, immagini, storie, film o altro raffiguranti incontri ravvicinati con alieni.

3. Insonnia persistente dopo un evento altamente inusuale, e/o incubi relativi a UFO, ET o incontri ravvicinati.

4. Lunghi periodi di tempo passati a pensare o fantasticare (sogni lucidi) su ET, UFO e incontri ravvicinati.

5. Strani comportamenti concernenti UFO ed ET, ad esempio leggere tutto il possibile sull'argomento.

6. Inspiegabili mutamenti di umore o irritabilità dopo alcuni avvenimenti anomali.

7. Sintomi fisici o segni caratteristici di un incontro ravvicinato.

8. Vuoti di memoria (Missing Time) in seguito ad un avvenimento anomalo.

9. L'insorgere improvviso di sentimenti antisociali o socialmente non comuni.

10. Senso di risveglio verso una coscienza cosmica e nuove prospettive universali.

11. Improvvisa sensazione di affinità verso gli addotti e protagonisti di IR4, e di attrazione verso gli ET, sentendoli familiari.

12. Sensazione di aver ricevuto messaggi telepatici dagli ET, o incremento delle facoltà intuitive.

13. Sensazione di condividere il proprio spazio mentale con un ET.

14. Comparsa di poteri psichici (ESP), o un loro incremento.

15. Attrazione verso una spiritualità o una pratica religiosa basata sulla compenetrazione tra la natura e la Suprema Forza Vitale, rispetto di tutte le forme di vita.

16. Desiderio di rivedere l'ET con cui si sono avuti precedenti contatti.

17. Ossessivo senso di missione acquisito durante gli incontri ravvicinati, per quanto vago, poco chiaro e relegato nell'inconscio.

18. Forte impulso a recarsi in un dato luogo intuendo un probabile ed imminente contatto, per una ragione sconosciuta (che poi si rivela un incontro ravvicinato).

19. Senso di una parziale eredità extraterrestre, perché si condivide una certa prospettiva sulla situazione della Terra, o perché si possiede un patrimonio genetico in comune con gli alieni, o perché in qualche modo si ha un genitore biologico alieno, o perché si prova la sensazione di essere nati altrove.

20. Sensazione che il proprio destino sia con gli ET, altrove nella galassia, o di dover raggiungere la propria vera casa, un pianeta mostrato dagli ET.

In caso di risposta affermativa anche solo a tre o quattro delle domande precedenti, secondo Boylan potrebbero esistere sospetti di abduction o di IR4 avvenuti in fase onirica. A chiunque ritenga necessario un approfondimento in questa complessa e delicata materia, consigliamo innanzitutto di cercare di prendere coscienza dei diversi aspetti più evidenti dell'esperienza, annotando, ad esempio, su un diario tutte le fasi (con date, luoghi, circostanze, persone, etc.) del proprio vissuto che appaiano rilevanti, in associazione o meno a presunte interferenze o manifestazioni inusuali. Per esperienza, è davvero difficile in Italia trovare specialisti del settore, o organizzazioni di ricerca ufologica con validi gruppi di sostegno, peggio che mai psicologi che credano agli ufo o che vogliano giocarsi la propria credibilità professionale con questi argomenti. Se riuscite a trovarne uno, siete tra i pochi fortunati. Le sedute di ipnosi regressiva, che in America ormai fanno anche nelle scuole, qui in Italia sono disdegnate quasi da chiunque, specie dall'ambiente della psicologia.


Fonte: http://www.silverland.info/abduction/sei-un-addotto-scoprilo-qui/







giovedì 10 maggio 2012

Implicazioni della teoria dell'inflazione per le visite extraterrestri

La domanda sempre ricorrente sul perché sembra che la Terra non sia stata visitata da extraterrestri

Recentemente si è sostenuto che il ragionamento antropico applicato alla Teoria dell’Inflazione rafforzi la previsione secondo la quale dovremmo fa parte di una vasta civiltà galattica, rafforzando così il paradosso di Fermi “Dove sono tutti?”. Inoltre, la teoria delle superstringhe e della M-brane ammette la possibilità di universi paralleli, alcuni dei quali, in linea di principio, potrebbero essere abitati. In aggiunta, discussioni riguardo ad un concetto così esotico di trasporto come “wormhole attraversabili” ora le si trovano nella rigorosa letteratura di fisica.


Di conseguenza, la soluzione al paradosso di Fermi “siamo soli”, basata sui limiti delle opinioni dell’inizio XX secolo, appare oggi in contrasto con i nuovi sviluppi delle migliori teorie di fisica e astrofisica. Per tanto riesaminiamo e rivalutiamo l’attuale ipotesi secondo cui gli extraterrestri o le loro sonde non si trovano in prossimità della Terra e ipotizziamo invece che potrebbero essere trovate alcune prove della loro presenza, in determinati rapporti UFO di alta qualità. Questo studio approfondisce l’ipotesi precedente secondo cui: (1) il viaggio interstellare da parte di civiltà avanzate non esula a priori dai principi della fisica e, quindi, potrebbe essere fattibile, e (2) che tali avanzate civiltà potrebbero preferire la ricerca della conoscenza da specie incontaminate piuttosto che una comunicazione diretta tra specie, e di conseguenza scegliere un apparente occultamento della loro presenza.

Questo articolo è stato pubblicato dal Journal of the British Interplanetary Society, vol. 58, pp.43-50, 2005 – vedere il sito: http://www.ufoskeptic.org/ e per la versione originale: http://www.bis-space.com/
Traduzione a cura di Lavinia Pallotta.
Buona lettura.


Introduzione

La domanda sempre ricorrente sul perché sembra che la Terra non sia stata visitata da extraterrestri (ET) ha dato vita a numerose discussioni sul tema del “Paradosso di Fermi”. Il problema nacque come battuta di Enrico Fermi ai suoi colleghi dopo pranzo, un giorno del 1950 a Los Alamos. Se ipotizziamo l’esistenza di solo un’altra o molte civiltà aliene nella Via Lattea della nostra galassia, e se ipotizziamo la colonizzazione che implica il viaggio interstellare vicino alla velocità della luce o molto meno, il modello di diffusione prevede la colonizzazione o almeno la visita di tutti i pianeti abitabili della galassia nella scala temporale di decine milioni di anni, molto meno rispetto agli approssimativi 13 x 109 anni di età della galassia stessa. Da qui il paradosso: dove sono tutti [1]? Possibilità teoriche sconosciute a Fermi, oggi rendono persino più forte il paradosso. Ora si può congetturare razionalmente riguardo le prospettive presentate dagli universi paralleli a membrana [ovvero la “teoria M-brane”, 2]. Pertanto, se l’esistenza di un universo multi-dimensionale come si deduce dalle teorie delle superstringhe e della M-brane è corretta, potrebbero esserci universi abitati a minuscole distanze ortogonali dal nostro. Inoltre, il ragionamento antropico è stato recentemente applicato alla teoria dell’inflazione, per arrivare ancora una volta alla conclusione che dovremmo trovarci all’interno di una più vasta civiltà galattica [3]. Mentre una volta, la soluzione al paradosso di Fermi “Siamo soli” era l’unica apparentemente valida, oggi risulta incompatibile con l’assunto dell’auto-campionamento casuale e dell’universo infinito, coerente con la teoria dell’inflazione. Ci troviamo così nella curiosa posizione per cui l’attuale teoria cosmologica prevede che si dovrebbe avere esperienza di visite extraterrestri. Allo stesso tempo, le attuali fisica e astrofisica suggeriscono che tali visite possano non essere impossibili come si credeva.

Recenti progressi scientifici
In recenti scoperte astronomiche, sono stati catalogati oltre 100 esopianeti, con la sensibilità di localizzazione ora aumentata al punto che, ad esempio, un pianeta delle dimensioni di Giove si è dedotto si trovasse in un’orbita simile a quella di Giove, attorno ad una stella simile al Sole [4]. Nel campo dell’esobiologia, molte recenti attività suggeriscono che alcuni degli elementi fondamentali per la vita possano avere origine nello spazio come anche essere trasportati dai meteoriti [5-6]. La possibilità di una diffusa panspermia ha ricevuto nuovo impeto [7-8]. Tali studi e scoperte rendono plausibile l’ipotesi che ci sia vita intelligente altrove, nell’universo. Questo, naturalmente, è il postulato fondamentale formulato dai sostenitori del SETI, Search For Extraterrestrial Intelligence, che usa mezzi di localizzazione ottici o a microonde. L’ipotesi extraterrestre (ETH), secondo la quale la vita intelligente proveniente da “altrove” nell’universo potrebbe stare facendo visita alla Terra, è diventata meno inverosimile attraverso la tesi secondi cui il limite della velocità della luce – “loro non possono giungere fin qui da là” – non è così limitante come ipotizzato in precedenza. Questo limite vede la propria origine nella teoria speciale della relatività, che non mettiamo in discussione. Ad ogni modo, nel contesto della relatività generale (GR) ci sono tre approcci che potrebbero permettere di by-passare legittimamente tale limite, data una conoscenza sufficientemente avanzata (forse di milioni di anni) di fisica e tecnologia.

Un approccio diffuso da Thorne e Sagan riguarda la possibilità di wormhole, o cunicoli cosmici, una specie di scorciatoia attraverso la metrica dello spazio-tempo [9]. Usando la GR standard come base, sono stati ricavati e pubblicati nella letteratura scientifica alcuni requisiti matematici per wormhole attraversabili e sembra ci sia la possibilità di progettare una metrica wormhole, almeno in linea di principio [10]. Un secondo, più recente approccio, pubblicato nella letteratura sulla GR, è stato denominato la “Warp Drive di Alcubierre” [11-12]. A differenza del limite della velocità della luce nello spazio, non c’è limite alla velocità alla quale lo spazio può espandersi. Più veloce della luce [FTL] il movimento relativo fa parte della teoria dell’inflazione e, presumibilmente, l’universo al di là della distanza Hubble si sta allontanando da noi più veloce di c. Si è visto che un’astronave contenuta in un volume di spazio Minkowski potrebbe, in teoria, fare uso di espansione FTL dello spazio-tempo retrostante e una simile contrazione antistante, con il superamento dell’inconveniente della dilatazione temporale e di impreviste accelerazioni. Un simile approccio implica la costruzione di un “tubo di Krasnikov” [13] per collegare spazialmente luoghi remoti. Naturalmente, sarebbe necessaria, in entrambi i casi, la cosiddetta materia esotica. Se la GR fosse da reinterpretare in termini di un vacuum polarizzabile, come inizialmente proposto da Dicke [14], questo aprirebbe la possibilità a un diverso tipo di ingegneria metrica in cui le proprietà dielettriche del vacuum potrebbero venire alterate in modo tale da aumentare la velocità della propagazione locale della luce. In effetti si starebbe creando un indice locale di rifrazione inferiore all’unità [15]. In ultimo, c’è la possibilità teorica di fare uso delle dimensionalità supplementari della teoria delle superstringhe e M-brane, per trasferirsi in universi paralleli, dove il limite della velocità della luce potrebbe essere piuttosto diverso, e rientrare nel nostro universo, nel luogo desiderato. Questa è di gran lunga la possibilità più speculativa.

Chiaramente, quando si raggiunge la progettazione di soluzioni warp drive o wormhole, emergono ostacoli apparentemente insormontabili, come insostenibili necessità energetiche [16] o il bisogno di materia esotica [17]. Così, per avere successo, si dovrà contare su qualche ancora imprevisto progresso, sul quale possiamo solo speculare, come una tecnologia capace di unificare fluttuazioni del vacuum altrimenti casuali [18]. Ciononostante, la possibilità di viaggi interstellari a tempo ridotto, da parte di civiltà extraterrestri (ET) avanzate non è, come potrebbe sostenere qualche ingenua considerazione, fondamentalmente esclusa dai principi di fisica attualmente conosciuti. La conoscenza ET dell’universo fisico potrebbe comprendere nuovi principi che permetterebbero qualche forma di viaggio FTL. Questa possibilità deve essere presa sul serio, poiché l’età media delle stelle adatte nella “zona abitabile della galassia”, nella quale anche la Terra è situata, si è scoperto essere circa 109 anni maggiore del sole [19], suggerendo la possibilità di civiltà estremamente avanzate oltre alla nostra. Ci sono altre ragioni per cui la soluzione al paradosso di Fermi “Siamo soli” forse dovrebbe essere messa da parte a favore della ETH. Una soluzione che si preferiva, in precedenza, secondo la quale la biogenesi è un evento estremamente raro in concomitanza sia con la panspermia che il viaggio interstellare impraticabile [1], è ora scarsamente plausibile alla luce delle considerazioni cosmologiche già discusse. La ETH sembra essere la soluzione rimasta più proponibile, là dove “ET” viene interpretato in senso generale di non-terrestre, che possa comprendere realtà extradimensionali, come nella teoria delle superstringhe e del M-brane. Date la scienza e la tecnologia ET estremamente avanzate, che ci si aspetta in civiltà considerevolmente più antiche, assieme ai molti rapporti d’osservazioni sin dalla Seconda Guerra Mondiale, di tecnologie altamente avanzate che sembrano operare a piacere nei cieli terrestri, è logico cercare prove di visite ET in almeno una frazione degli attuali rapporti inspiegabili a cui si fa comunemente riferimento come “avvistamenti UFO”. Potrebbe derivare riluttanza a farlo, dal nostro fallimento nel renderci conto che sono state fatte osservazioni di visite ET “genuine”. Questo approccio, che seguiamo qui, esplora la possibilità che “apparteniamo effettivamente ad una grande civiltà, ma ne siamo inconsapevoli” [3].

La risposta dell’Aeronautica Militare (1947-1969)
Rapporti di oggetti sconosciuti nei cieli, che parevano qualche tipo di velivolo e che si esibivano in manovre straordinarie, vennero resi pubblici, per la prima volta, nel 1947. Il primo avvistamento di dominio pubblico si verificò il 24 giugno di quell’anno, dopodiché si verificarono molte centinaia di avvistamenti nei mesi seguenti. Il fenomeno continua tuttora [20-24]. In principio l’aeronautica militare USA raccolse i resoconti degli avvistamenti per analizzarli nell’operazione Project Sign (1948-1949). A questo seguirono il Project Grudge (1949-1952) e il Project Blue Book (1952-1969) [20,25]. Un 20% degli avvistamenti del Project Blue Book, dal 1953 al 1965 restò inspiegato, se viene inclusa la loro categoria “dati insufficienti” [22]. Il Battelle Memorial Institute (BMI; Colombo, Ohio) ha scoperto nel suo studio di 3.201 rapporti dal 1947 al 1952, che la percentuale di unknown [sconosciuti, nda] (avvistamenti inspiegabili) aumentava con l’aumentare della qualità delle informazioni sull’avvistamento e l’affidabilità degli osservatori [21]. Una percentuale sorprendentemente alta, il 30% degli avvistamenti civili e un ancor più sorprendente 38% degli avvistamenti militari, valutati di eccellente qualità, venne catalogato come sconosciuto. D’altra parte, solo il 15% circa degli avvistamenti civili e il 20% di quelli militari, valutati scadenti, era unknown. L’aumentare nella percentuale di sconosciuti con l’aumentare della qualità dei resoconti è un risultato inaspettato se gli avvistamenti fossero tutti spiegabili come errori (errori di corretta identificazione del fenomeno avvistato) sia da parte dell’osservatore/i o da parte degli scienziati che hanno analizzato gli avvistamenti. In questa raccolta di 3.201 avvistamenti nessuno è stato classificato come bufala e solo l’1,5% è stato classificato come causato da effetti psicologici. Questo risultato, scoperto nello studio del BMI durato diversi anni, confuta l’affermazione, fatta nel Condon Report [22] secondo la quale i rapporti UFO provengono da “individui meno informati” che “non sono necessariamente affidabili”. Vale la pena di notare che Condon ebbe accesso ai risultati dello studio del BMI, ma non si fa alcun riferimento ad esso nel Condon Report. Il Project Blue Book terminò nel 1969 con il Condon Report, promosso dal governo [22]. Nella sezione di apertura del Report, il suo direttore concluse che, dopo anni d’indagine, l’aeronautica statunitense non aveva trovato niente di realmente nuovo – nulla che supportasse ipotesi di una nuova fisica o l’ETH – e ulteriori indagini non avrebbero probabilmente trovato niente di veramente nuovo nel futuro. Il Report consigliava che l’aeronautica terminasse il suo progetto d’indagine, cosa che fece alla fine del 1969.

Il Condon Report (1968)

Verso la fine degli anni ’60, l’aeronautica statunitense stipulò un contratto con l’Università del Colorado per intraprendere uno studio scientifico delle prove concernenti il fenomeno UFO. Il direttore del progetto fu il Prof. Edward U. Condon, fisico rinomato ed influente che non fece segreto della sua opinione, sin dall’inizio, secondo la quale nessuna prova significativa di visite extraterrestri fosse passibile di risultato. Lo studio fu relativamente breve (2 anni) ed ebbe un budget notevolmente basso (app. $500 K) per un serio studio scientifico. Quando venne divulgato il Condon Report, nel 1968, la comunità scientifica americana accettò le sue conclusioni apparentemente negative, riguardo le prove di visite extraterrestri, in modo generalmente acritico e, per alcuni versi, persino in modo entusiasta, poiché offriva una fine ad una situazione problematica. Seguì un avvallo al Report da parte della National Academy of Sciences, in seguito ad un insolitamente rapido riesame e l’aeronautica usò prontamente il Report come giustificazione per terminare ogni ulteriore coinvolgimento pubblico a riguardo. La conclusione negativa del Report è, comunque, più apparente che reale, perché c’è una sostanziale discrepanza tra la conclusione nel “Summary of the Study” scritto da Condon singolarmente, e la conclusione che si può ragionevolmente trarre dalle prove presentate nel corpo principale del Report. Tale dicotomia fu possibile perché lo studio era un progetto sul quale Condon, il direttore, aveva l’unica autorità; non era il lavoro di un comitato i cui membri avrebbero dovuto raggiungere una qualche conclusione comune. Un’analisi del Condon Report fatta da Sturrock [26] descrive dettagliatamente i molti contrasti tra lo sprezzante sommario di Condon e i dati reali. Dato il migliaio di pagine di lunghezza del Report, si può tranquillamente ipotizzare che ben pochi nella comunità scientifica avrebbero sacrificato il tempo necessario per leggere l’intero documento. L’impatto del Report fu, così, prevalentemente dovuto ad una speculazione da parte di Condon, sulla propria prestigiosa reputazione scientifica per far accettare le sue opinioni come rappresentanti l’apparente risultato di un’indagine scientifica. In verità, come documenta Sturrock, Condon non prese parte alle indagini e manifestò la conclusione che intendeva trarre, ben prima che i dati fossero opportunamente esaminati, un approccio tutt’altro che scientifico.

La parte del Condon Report contenente le analisi degli avvistamenti, non conferma il “Summary of the Study” scritto da Condon [26]. Molti degli eventi presentati nella sezione Casi Studiati, rientrano nella categoria “non identificati” di UFO, per la quale la definizione del Report fu, in sostanza: “Uno sconcertante stimolo per il rapporto di qualcosa visto nel cielo o atterrato al suolo che non è stato possibile identificare come di origine naturale”. In un dettagliato riesame di questo Report, comunque, veniva indicato che l’ ‘intero corpo del rapporto, gran parte della sua “farcitura scientifica”, non poteva essere condivisa da nessuno che lo studiasse approfonditamente, poiché esamina solo una minima parte dei rapporti UFO veramente sconcertanti, e la sua argomentazione scientifica è spesso insoddisfacente. Dei circa novanta casi che affronta specificamente, se ne riscontrano “non identificati” più di trenta’ [27]. Quattro di questi, rianalizzati e riportati in dettaglio al AAAS Symposium del 1996, mostrarono come non sia stato scientifico l’esame del Condon Report a riguardo; la rianalisi è tuttora inconfutata. Pertanto non possiamo trovarci d’accordo con l’affermazione del Condon Report secondo cui il fenomeno non fornisce nuovi spunti d’indagine per la scienza, dato che molti avvistamenti vennero lasciati inspiegati. Inoltre, in molti dei casi che il Report affermò di aver identificato, tale risultato fu raggiunto meramente supponendo che i testimoni avessero visto qualcosa di diverso nel dettaglio rispetto a ciò che avevano riportato. E ancora, un comitato del American Institute of Aeronautics and Astronautics, nel 1971, trovò “difficile ignorare il piccolo residuo di casi ben documentati ma inspiegabili che costituisce il nocciolo duro della controversia UFO” [28]. E’ evidente che il Condon Report venne lasciato in uno stato insoddisfacente [20, 24-26, 29-30]. La conclusione principale del gruppo Condon eluse la questione fondamentale, il fallimento nello spiegare ogni avvistamento, sostenendo: “La prova presentata riguardo gli oggetti volanti non identificati non fornisce indizi che tali fenomeni costituiscano una diretta minaccia fisica alla sicurezza nazionale” [22]. Questo, comunque, non è in contrasto con una parte di rapporti inspiegati che rappresenta attuali visite ET.

E’ necessaria una ri-valutazione del Fenomeno
L’incongruenza stessa del Condon Report, assieme al rafforzamento del paradosso di Fermi grazie ai recenti sviluppi in cosmologia, fisica, astronomia e astrobiologia, non sono altro che due motivi per rivalutare il fenomeno UFO. Un altro motivo è che gli avvistamenti rilevanti non cessarono con la pubblicazione del Condon Report nel 1969. Molti avvistamenti dettagliati da allora si sono resi disponibili per analisi. Gli scienziati non dovrebbero sentirsi riluttanti a studiarli poiché il sommario esecutivo del Report affermò che “qualsiasi scienziato con adeguata formazione professionale e credenziali, che avanzasse un progetto di studio di rapporti UFO ben specifico e delineato, dovrebbe essere sostenuto”. Un esempio di avvistamenti meritevoli di studio sono quelli verificatesi il 31 dicembre 1978, oltre le coste nord-orientali del South Island, Nuova Zelanda. Vennero coinvolti numerosi canali d’informazione registrati su nastro e pellicola durante gli avvistamenti, relativi rilevamenti visivi, radar aerei e al suolo e fenomeni luminosi ripresi su pellicole a colori così come resoconti di 8 testimoni coinvolti. Analisi dei dati registrati e delle testimonianze, indicano che gli oggetti sconosciuti emananti luce intensa furono rilevati dai radar, filmati e si muovevano, apparentemente, in conseguenza dei movimenti dell’aeroplano che trasportava i testimoni. Gli avvistamenti hanno sfidato qualsiasi spiegazione ordinaria [31-32]. Alcune indagini di avvistamenti inspiegabili sono state promosse dai governi fuori gli Stati Uniti. Fin dal 1977 la French Space Agency ha intrapreso un’indagine ufficiale su rapporti UFO con il progetto GEPAN, chiamato in seguito SEPRA. Nell’ondata di avvistamenti in Belgio del 1989-90, civili e ufficiali militari cooperarono nella condivisione dei testimoni oculari, dati radar e immagini video di velivoli a forma triangolare.

Informazioni negate ora disponibili

I ricercatori del Condon non avevano completo accesso alle informazioni e alle analisi compilate precedentemente dal US Air Force Office of Intelligence (AFOIN) o a tutte le informazioni raccolte dal Project Blue Book. Molte di queste informazioni sono state divulgate negli anni a partire dal 1968. Il rilascio d’informazioni si è verificato su cinque fronti. Primo, l’aeronautica USA ha divulgato i files completi del Project Blue Book nel 1975. Tale divulgazione includeva i files precedentemente irreperibili del Air Force Office of Special Investigation (AFOSI). Secondo, il Freedom of Information Act degli Stati Uniti, che entrò in vigore a metà degli anni’70, portò al rilascio di importanti informazioni da altre agenzie (Federal Bureau of Investigation: FBI, nel 1977; Central Intelligence Agency: CIA, nel 1978, ecc…) sebbene spesso in forma censurata [23-24]. Una terza nuova fonte d’informazioni è la raccolta di rapporti e analisi precedentemente negati, intrapresa dal AFOIN verso la fine degli anni ’40 e i primi anni’50. Questa informazioni sono state divulgate negli ultimi 20 anni come conseguenza di richieste standard di declassificazione di vecchi documenti. Mostra che l’intelligence dell’aeronautica aveva concluso in forma privata, che il 5% degli avvistamenti era inspiegabile, sebbene si trattasse di resoconti apparentemente precisi, fatti da osservatori credibili, contraddicendo così l’affermazione pubblica dell’aeronautica secondo la quale tutti gli avvistamenti potevano essere spiegati. Il documento fornisce una spiegazione del perché l’intelligence dell’aeronautica disse all’FBI, nell’ agosto e di nuovo nell’ ottobre del 1952, che alcuni alti ufficiali dell’aeronautica stavano prendendo in seria considerazione la spiegazione “interplanetaria” [33]. Quarto, governi di stati fuori dagli USA, negli ultimi 25 anni, hanno divulgato importanti informazioni raccolte dalle forze armate e dalla polizia. Non soltanto il governo francese ha rilasciato documenti di avvistamenti attraverso il GEPAN e il SEPRA, ma anche il Ministero della Difesa dell’Inghilterra ha recentemente rilasciato diversi documenti. Anche i governi della Spagna e del Canada hanno divulgato documenti negli anni’70 e’80. Inoltre, alcuni governi, oltre a quello francese, hanno gruppi ufficiali d’indagine sull’argomento. Nel 1997, in seguito ad avvistamenti civili e militari, durante gli anni precedenti, l’aeronautica militare cilena costituì il Comitato per lo Studio dei Fenomeni Anomali (acronimo, CEFAA, in spagnolo) diretto da un ex generale dell’aeronautica, con sede generale nella Scuola Tecnica dell’Aeronautica di Santiago. Uno di noi (Maccabee) fu invitato in Cile nel 1999 a tenere una conferenza ad un simposio sponsorizzato dal CEFAA, per parlare degli avvistamenti. L’aeronautica peruviana costituì un gruppo simile nel 2001. Anche Brasile e Uruguay hanno gruppi d’indagine simili.

Una quinta, nuova fonte d’informazioni non reperibili o utilizzate dal gruppo Condon è costituita dai molti testimoni degli eventi nelle decadi 1940-1960 che hanno lavorato per il governo o l’esercito e dopo aver raggiunto l’età del pensionamento, si sono presentati per divulgare la loro conoscenza di prima-mano [34]. Hanno sentito che fosse più importante per i cittadini sapere cosa stava succedendo piuttosto che continuare ad obbedire alle istruzioni di mantenere il silenzio a riguardo. Una riluttanza a riportare casi UFO sorse a causa di una ridicolizzazione che, sin dagli anni’50 è stata attuata nei confronti dell’argomento. In parte è stata indotta dal gruppo Robertson della CIA del 1953, che sollecitava un programma di debunking contro la realtà del fenomeno [20, 22-23]. Il debunking è molto spesso implementato dall’autorità di una figura che sostiene, a volontà e senza intervistare i testimoni, che qualsiasi cosa venga osservata e riportata come straordinaria sia invece un errore d’identificazione o qualcosa di ordinario. Questo è svilente per i testimoni sinceri, credibili. I maggiori notiziari riportavano subito frasi sarcastiche come “omini verdi” e “appassionati di UFO”, poi gradualmente si disinteressavano all’argomento - cronisti, editori e proprietari d’aziende temono il ridicolo, giusto o ingiusto che sia, tanto quanto lo fanno politici e scienziati. Il rifiuto dell’aeronautica USA, negli anni’50 e ’60 di divulgare i dati degli avvistamenti che aveva raccolto, si aggiunse solo al problema, dal momento che le prove raccolte dal governo non erano disponibili per supportare i testimoni [33]. Il primo direttore della CIA valutò la situazione, nel 1960, come segue: “Dietro le quinte, ufficiali di alto grado dell’aeronautica sono ragionevolmente preoccupati riguardo agli UFO. Ma, attraverso il segreto ufficiale e il ridicolo, a molti cittadini viene fatto credere che gli oggetti volanti sconosciuti siano sciocchezze…per nascondere i fatti, l’aeronautica ha zittito il suo personale” [35]. Anche il Condon Report si aggiunse alla questione, dal momento che dimostrò che gli uomini di scienza potevano semplicemente affermare che i testimoni fossero in errore o disonesti, ed essere creduti dalla gran parte dei loro colleghi, sebbene non avessero prove a sostegno di tali affermazioni. Questo provocò, di conseguenza, una maggiore riluttanza da parte dei testimoni a rivelarsi. Ne consegue che “i testimoni UFO più credibili sono spesso quelli più restii a presentarsi con un resoconto del caso di cui sono stati testimoni” [27]. Questo fattore del ridicolo ha impedito a molto seri ricercatori persino di tentare di riportare le proprie scoperte sulle riviste preferite dalla maggior parte degli scienziati. Di conseguenza, una delle esortazioni fatta dal moderatore di un gruppo di scienziati, nel 1997, è che gli editori delle riviste cambino la loro politica di rifiuto nel prendere persino in seria considerazione articoli relativi al fenomeno UFO, in modo che tale difficoltà possa diminuire [36].

Ipotizzando una strategia ET
Se ammettiamo che almeno alcuni avvistamenti inspiegabili possano essere manifestazioni d’intelligenze extraterrestri, c’è anche un’altra ragione per una rivalutazione: un crescente riconoscimento, negli ultimi due decenni, che una gran parte del comportamento manifestato possa essere visto come piuttosto razionale. L’argomento riguardo il comportamento ET ha suscitato molti dibattiti con il SETI, nelle ultime tre decadi. Il SETI ha avanzato l’ipotesi che il paradosso di Fermi possa essere superato attraverso una continua e incrementata ricerca nel cielo di segnali elettromagnetici che indichino comunicazioni ET [37]. Sono state avanzate diverse possibili ragioni per il mancato successo sino ad oggi [1, 37-38]. Sin dagli anni ’70 anche i sostenitori di una celata presenza ET nelle vicinanze, hanno avanzato le loro ipotesi o scenari. Essi rifiutano come improbabile l’ipotesi che gli ET che viaggiano nello spazio siano governati dai più malvagi ed aggressivi della loro specie – un’ipotesi la cui conseguenza sarebbe che non sopravviveremmo come una civiltà in libero sviluppo in una galassia completamente colonizzata ed esplorata. Gli ottimisti del contatto, invece, ipotizzano che molti gruppi avanzati di ET siano, almeno, etici quanto noi, ancora preoccupati della loro sicurezza ed incolumità. La motivazione degli ET per il viaggio spaziale potrebbe essere l’aumento delle loro conoscenze attraverso l’esplorazione dello spazio piuttosto che la colonizzazione e la ricerca di dominio [39]. Quest’ipotesi è stata formulata relativamente al perché simili ET pur essendo consapevoli della nostra presenza non ci abbiano ancora contattato apertamente. Tra queste ci sono le ipotesi dello zoo, dell’asilo, della quarantena e dell’embargo [1,38,40-42]. La maggior parte presuppone che gli ET coinvolti ci abbiano osservato di frequente in “semi-segreto” e abbiano concluso che non siamo ancora né abbastanza maturi per un contatto aperto, né preparati a questo, perché ogni contatto palese e inaspettato potrebbe causare chaos sociale e crollo di governi. Viene anche postulato che l’interferenza ET con la nostra società ne arresterebbe prematuramente il continuo sviluppo, se dovesse verificarsi prima che le nostre conoscenze fossero progredite al punto da permetterci di capire da dove gli alieni potrebbero provenire e quanto potrebbe essere il loro vantaggio rispetto a noi [39]. Una seria incongruenza in questo ragionamento, comunque, è che il mantenere una totale segretezza ET nei confronti della Terra e del sistema solare porterebbe comunque al chaos sociale nel momento in cui la segretezza o l’embargo fossero finalmente tolti, amenoché gli ET portassero avanti un programma di graduale divulgazione – un embargo “debole” [1,43]. Sebbene l’ipotesi dello zoo o dell’embargo non siano verificabili, quella dell’embargo debole potrebbe esserlo se prendessimo in considerazione la prova UFO. Molte di queste prove sembrano costituire appunto una falla di questo tipo nell’embargo: un programma di istruzione popolare nella forma del fenomeno, che è in opera sin dal 1947, se non prima.

Molti avvistamenti sono stati di una natura tale da attirare l’attenzione sui loro velivoli e far sapere a isolati gruppi di testimoni che i loro occupanti sono consapevoli di noi [24, 44]. Una categoria chiave di tali casi riguarda i resoconti in cui persone con un veicolo in marcia diventano drammaticamente testimoni di un oggetto che li segue sebbene la loro automobile o velivolo faccia manovre che escludono l’avvistamento di oggetti astronomici o di altra normalità, come spiegazione. Similmente, in un certo numero di casi di aereo l’oggetto sconosciuto, che stava o seguendo il velivolo o facendosi vedere da esso, è stato rilevato dai radar come anche visivamente [23-25,27]. Anche l’apparenza straordinaria dell’oggetto, la manovrabilità e la spesso casuale interferenza col sistema elettrico del veicolo, evadono da spiegazioni ordinarie [23-25]. Il fatto è che, per quanto avvistamenti individuali, localizzati e generalmente brevi possano aver fornito prove sufficienti da convincere l’osservatore e gli analisti di avvistamenti, sin da quando cominciarono gli avvistamenti segnalati in lungo e in largo nel 1947, nessun caso ha persistito in un luogo importante un numero di ore sufficiente in una volta sola, o dimostrato le sue abilità ad abbastanza testimoni contemporaneamente, da far riunire i media e pubblicizzarlo al mondo. Né hanno lasciato abbastanza prove per essere completamente convincenti per molti scienziati [25]. Sospettiamo che questo cauto comportamento possa non essere casuale. Per metterla in un altro modo, dal punto di vista dei ricercatori che studiano questi fenomeni, incontri ravvicinati individuali e altri avvistamenti, possono essere molto intrusivi e palesi. Ad ogni modo, dal punto di vista della comunità scientifica e della società nel suo insieme, non è questo il caso, per via della relativa esiguità in termini di tempo e spazio di avvistamenti convincenti, a causa del limitato numero di testimoni nella maggior parte dei casi. La conclusione è che, non fornendo prove sufficienti da rendere completamente ovvia la loro realtà agli scienziati e alla società in generale, gli ET stiano seguendo una strategia o programma che eviti di provocare shock catastrofici alla società nel suo insieme, che qualsiasi contatto palese potrebbe causare, preparandoci nel frattempo, ad un eventuale contatto di questo tipo. Questo potrebbe dirci qualcosa sul loro livello etico. Il prospettare un determinato livello etico degli ET non è una novità; venne ipotizzato, nel 1981, che progrediti ET potessero osservare un Codice Galattico che imporrebbe loro di trattare civiltà in evoluzione, con prudenza [1,45]. Un tale standard di comportamento è coerente con la realtà del fenomeno UFO e con il fatto che né negli ultimi 56 anni, né nei passati millenni siamo stati colonizzati, conquistati o sterminati, né la società è stata traumatizzata da alcuni ET e dalle loro talvolta ipotizzate sonde [1, 41]. E’ coerente anche con il fallimento dei gruppi d’indagine nel cercare di scoprire se gli UFO costituissero qualche diretta minaccia alla sicurezza nazionale. D’altra parte, sembra fin troppo evidente che gli ET non siano intervenuti nelle faccende terrestri in alcun modo benevolo che avrebbe prevenuto guerre umane, carestia e malattia. Infatti, esistono molti casi in cui i testimoni, troppo vicini, sono stati feriti o lesionati. Esistono, comunque, altri casi in cui un testimone è stato guarito da qualche ferita o condizione medica [46]. Tutto questo suggerisce che le interazioni ET con gli esseri umani si basino su un generale livello di benevolente etica neutrale.

Conclusioni

Nonostante il fenomeno UFO continui ancora oggi da più di due generazioni, l’enorme vantaggio tecnologico dei presunti ET si presenterebbe ancora come un grande shock per molti scienziati così come anche cittadini, come ha indicato il Brooking Report [47]. Potrebbe essere così grande da sfidare seriamente la nostra realtà consensuale, un pericolo non insignificante. L’essere impotenti nei confronti della loro presunta potenzialità e vantaggio evolutivo potrebbe non essere in gran parte ben accetto, e non sarebbe una sorpresa il fatto che la scienza avrebbe difficoltà ad accettare la situazione [48]. Ciononostante, la realtà del fenomeno e il fatto di essere stati scoperti già da tempo da ET progrediti ora può risultare più probabile della soluzione al paradosso di Fermi attraverso la non esistenza di ET avanzati o la loro incapacità di esplorare o colonizzare la galassia. Pertanto è necessaria un’aperta ricerca scientifica a riguardo, con una particolare attenzione verso i resoconti UFO di alta qualità, che sembrano mostrare indizi di coinvolgimento d’intelligenza e strategia ET.

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42. E.R. Harrison, “Cosmology”, Cambridge University Press, Cambridge, 1981.
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44. R. Haines, “CE-5 Close Encounters of the Fifth Kind”, Saucerbooks, Naperville, illinois, 1998.
45. W. I. Newman e C. Sagan, “Galactic civilizations: Population dynamics and interstellar diffusion”, Icarus, 46, p. 293, 1981.
46. P. E. Dennett e C. Dennett, “UFO Healings”, Granite Publishing Group, Columbus, North Carolina, 1996.
47. U.S. House of Representatives report No 242, “Proposed Studies on the Implications of Peaceful Space Activities for Human Affairs”, 1961.
48. P. A. Sturrock, “Extraterrestrial intelligent life”, Q. J. R. Astron. Soc., 19, p.521, 1989.

mercoledì 9 maggio 2012

Gli alieni ostili non sono mai esistiti

Interessante riflessione dal periodico on line "contro campus". Buona lettura...

Ad occhio nudo sembrano statiche, tranquille, quasi finte. In realtà, le galassie sono in continuo movimento. Ruotano come immense girandole, ed hanno forma ellittica o a spirale. Questi mattoni fondamentali dell’universo, ospitano una serie abnorme di stelle, le quali, a loro volta spinte dalla legge d’attrazione, si muovono vorticosamente. Le galassie sono la conseguenza logicamente prevedibile di un fenomeno che prende il nome di “Clustering Gerarchico”: cioè dell’aggregazione progressiva di strutture piccole fino a formare quelle grandi.


La ViaLattea, in altre parole la struttura Galattica nella quale ci troviamo in questo preciso istante, ha una forma a spirale e comprende più di 200 miliardi di stelle. Fin dai tempi più remoti l’uomo ha coltivato la speranza di non essere solo nell’universo. Ha sperato che l’evoluzione biologica fosse un processo universale, e non un fenomeno casuale tipico del pianeta Terra. Tuttavia, l’umanità ha ben altro a cui pensare. La scienza non è ancora riuscita a determinare con precisione come si sia originata la vita sul nostro pianeta, per poter investigare su come siano andate le cose altrove.

Nel 1950, Enrico Fermi si chiedeva: Se gli extraterrestri esistono perchè non sono già qui? In effetti, alcuni scienziati hanno dimostrato che una potenziale civiltà aliena impiegherebbe dai 4 ai 50 milioni di anni per colonizzarela ViaLattea.Un’enormità di tempo, insomma. D’altro canto, sul nostro pianeta non vi sono segnali evidenti di un contatto alieno preistorico, né prove tali da suffragare le odierne tesi degli ufologi. Esistono solo una marea d’indizi, che sommati tra loro non sono sufficienti ad erigere alcunché di definito.

L’unica reale speranza potrebbe scaturire dall’accostamento tra gli angeli del passato, la cui esistenza sembra in qualche modo assodata, e gli alieni del passato, del presente e del futuro. Ma anche questa strada sembra tutt’altro che scontata. Resta, però, assodato che l’iconografia religiosa e quella aliena abbiano un’unica e sublime radice comune: il Cielo, ossia il Cosmo. Qualche tempo fa, don Giuseppe Tanzella Nitti, teologo alla Pontificia Università della Santa Croce, dichiarò: ” La fede dell’uomo nell’essere una creatura di Dio, nell’essere stato redento da Cristo e nell’essere destinato a una vita di eterna comunione con Dio, non verrebbe contraddetta da un contatto con civiltà extraterrestri. D’altronde, la tradizione ebraica e cristiana sull’esistenza degli angeli ci mostra che il senso della creazione non si gioca tutto sul rapporto fra uomo e Dio, ma resta aperto su altre creature, le quali hanno una storia di salvezza distinta da quella del genere umano”.

Al di là del bene e del male, però, nelle parole del teologo, come in quelle di qualsiasi scienziato chiamato ad esprimersi sul tema degli alieni, si scorgono i dogmi, le convenzioni, gli assiomi tipici di chi tratta un argomento del quale non v’è l’ombra di una prova. E’ proprio questo il nucleo nevralgico del problema. Se da un lato, i fedeli ebraico – cristiani hanno fondato le loro rispettive religioni sulla scorta delle rivelazioni storicamente accertate offerte dal Signore sul monte Sinai, dall’altra parte, gli ufologi hanno generato una dottrina sulla base di osservazioni, talvolta amatoriali, di oggetti luminosi e dischi volanti.

Con ciò non voglio affermare che nei nostri cieli non vi siano strani oggetti luminosi, ma semplicemente che non vi siano prove sufficienti a dimostrare la reale fondatezza della “religione ufologica”. Negli ultimi anni sono state avanzate diverse teorie. Qualcuno ha sostenuto che l’unico abitante dell’universo sia l’uomo. Qualche altro, invece, che l’uomo conviva da tempo con razze aliene dalle intenzioni egemoniche, schiaviste ed ostili. Questi ultimi sono i fantomatici teorici del complotto. Secondo loro, ogni cosa è simbolicamente generata al fin d’ordire un complotto e gli alieni ostili sarebbero in procinto di conquistarela Terra. Secondo me, invece, le loro sono pure farneticazioni. E qui di seguito vi spiego perché.

L’uomo ha avuto ed ha, tuttora, la possibilità di porsi quesiti e di avanzare teorie sull’esistenza anche grazie alla comprovata e, fino ad ora, lampante assenza di civiltà dalle intenzioni egemoniche ed ostili. Il progresso, l’evoluzione biologica delle specie terrestri e l’equilibrio del nostro Sistema Solare, non sarebbero mai esistiti se gli alieni superpotenti non lo avessero voluto. In altre parole, se davvero fossero esistiti alieni ostili in cerca di un nuovo pianeta abitabile, probabilmente, l’uomo non avrebbe mai avuto modo di evolversi al punto da porsi simili interrogativi.

Se davvero, come qualcuno sostiene, fossimo governati da civiltà aliene prive di amore e rispetto verso la natura terrestre, per quale ragione questi padri creatori avrebbero scelto di concederci il libero arbitrio, ergo la capacità di agire e di discernere il bene dal male, al posto di indurci in schiavitù? Una simile ipotesi non avrebbe alcun significato logico. Pertanto bisogna asserire l’inesistenza di alieni dalle intenzioni ostili. Se esistessero altre forme di vita intelligenti, potrebbero non essere interessate ad imbastire un dialogo con la specie umana. Oppure, potrebbero provenire da galassie tanto lontane da impiegare migliaia di anni per visitarela Terra.

Tuttavia, questo excursus vale per il passato, non per il futuro. E’ improbabile che la Terra sia stata visitata da alieni ostili, perché come detto se davvero fossero stati ostili, probabilmente l’uomo, oggi, non sarebbe esistito. E’ possibile, invece, che l’uomo del futuro venga soppiantato da civiltà egemoniche. Dunque, quel che sembra certo è che se mai gli alieni avessero visitato in passato il nostro pianeta lo avrebbero fatto in modo del tutto amichevole. Se fossero stati spinti da desideri egemonici ci avrebbero eliminato come delle mosche. Se per assurdo, invece, abitassero da sempre sul nostro pianeta, e fossero delle specie ancora sconosciute alla scienza, non dovremmo temerle, ma accettarle. Dovremmo temere ciò che non si conosce, non ciò che può e forse desidera essere conosciuto.

I fantomatici grigi, rettiliani, esseri di luce, umanoidi e chi più ne ha più ne metta, potrebbero essere dei semplici conterranei. Tuttavia, la loro reale esistenza è tutta da provare, ma in teoria se esistessero da migliaia di anni, e fossero davvero ostili perché sarebbero stati così discreti e scrupolosi da farci credere il contrario? Forse perché non esistono se non nella fantasia di qualche scrittore. Oppure perché, consapevoli della nostra inferiorità spirituale, preferiscono temporeggiare ed attendere che i tempi diventino maturi. E’ probabile, infatti, che essi ci abbiano istruiti, aiutati e forse persino creati in laboratorio. Fin dai tempi più remoti l’uomo ha saputo descrivere e raffigurare con realismo il climax della sua evoluzione.

Nei graffiti primitivi, nelle effigi delle caverne e nei quadri post medioevali, per non parlare di alcuni testi sacri, è possibile rintracciare l’essenza di un contatto, quantomeno visivo, con esseri provenienti dal cielo. Si pensi agli Elohim, agli Annunaki ed agli studi del sumerologo Zecharia Sitchin. Di particolare interesse è la teoria della “Biosfera Ombra” di Paul Davies, fisico e cosmologo di fama mondiale, nonché coordinatore del progetto Seti, che da cinquanta anni cerca di intercettare messaggi radio extraterrestri.

Davies sostiene possano esistere, sulla Terra, microrganismi dotati di meccanismi biochimici diversi da quelli noti, e pertanto d’impronta aliena. Ora la dimostrazione empirica di questa natura ibrida ed indipendente potrebbe aumentare la probabilità che anche altrove, in presenza delle componenti essenziali (carbonio, ossigeno e acqua), possano svilupparsi forme di vita microscopiche. Tuttavia, fino ad ora non è stato registrato alcun messaggio, e Davies ha avuto il tempo ed il coraggio di scrivere “Uno strano silenzio”, libro in cui continua a sostenere l’esistenza sulla Terra di batteri alieni.

Sarà vero? Ai posteri l’ardua sentenza.

Fonte: http://www.controcampus.it/2012/04/gli-alieni-ostili-non-sono-mai-esistiti/

martedì 8 maggio 2012

Studio aperto: Edgar Mitchell su Roswell

Non è la prima volta che Mitchell esterna dichiarazioni di questo tipo, tra l’altro sono cose già risapute in ufologia, ma sentirle dire da Edgar Mitchell, astronauta classe 1930, sesto uomo a poggiare il suo piede sulla Luna durante la missione Apollo 14.
Mitchell ha più volte sostenuto la realtà extraterrestre dell’origine degli oggetti volanti non identificati, sbilanciandosi sulla vita aliena. A questo indirizzo trovate un articolo de La Stampa a proposito di questo argomento, da cui estraiamo quanto segue:

«Gli alieni sono “amichevoli, piccoli e dai grandi occhi”, ha spiegato il 77enne Mitchell, sottolineando con logica inappuntabile come “se fossero ostili, no saremmo più qui”; “Avrete visto qualche disegno di queste piccole creature che ci paiono strane: da quel che so dalle mie fonti che sono state in contatto, sono abbastanza fedeli”.

Il fenomeno degli Ufo è reale, continua Mitchell, anche se “è stato tenuto segreto da tutti i nostri governi per gli ultimi sessant’anni, ma poco a poco le notizie sono filtrate e alcuni di noi hanno avuto il privilegio di essere informati”: l’ex astronauta ha spiegato infatti di essere venuto a conoscenza della questione nel corso della sua carriera alla Nasa.





Fonte: http://noiegliextraterrestri.blogspot.it/2012/05/studio-aperto-edgar-mitchell-su-roswell.html#more

venerdì 4 maggio 2012

giovedì 3 maggio 2012

L'Attesa

L’argomento sull’esistenza di esseri intelligenti non umani in grado di affiancare e dirigere la nostra storia non può essere eluso. La pressione dei media è fortissima e ad essa si accompagna la pressione politica, religiosa e scientifica che induce a riflettere sulla possibilità che un contatto con esseri alieni provenienti dallo spazio sia imminente e pericoloso. In un gigantesco scenario di verità velate e falsità esibite è davvero difficile districarsi, ma ancor più difficile è distogliere l’attenzione da istanze cruciali e non oltre rimandabili.

Non so quale sia lo stato dei fatti e non so se ci troviamo di fronte solo ad un’operazione psicologica di massa ben organizzata, so solo che alcuni presidenti degli Stati uniti d’America ed altri altissimi funzionari hanno parlato esplicitamente di incontri possibili con razze extraterrestri. Al loro coro si sono aggiunti notissimi scienziati, militari, ex astronauti, astronomi gesuiti, politici di ogni dove che, da un lato diffondono una notizia sottesa e dall’altro mettono in guardia dai possibili pericoli derivanti da tale inatteso contatto.




L’atmosfera è sospesa e sembra che tutto conduca ad una sorta di fibrillazione dei tempi in grado di svelarci infine l’arcano, il segreto dei segreti, di fronte al quale nulla avrebbe più il valore di ciò che era prima. Il bivio è vicino e non più rimandabile. Se davvero la possibilità di un incontro è prossima allora la tensione emotiva potrebbe giungere al parossismo mentre non sarebbe possibile dilazionarla ancora se si trattasse di una messinscena planetaria. Siamo stati destinati ad incarnare il ruolo di testimoni in un tempo cruciale? La legna alla pira è giunta alla vetta e l’accensione del fuoco è prossima.

Il sospetto che si tratti solo di un’operazione artificiosa coltivata nei decenni precedenti è fortissima. Letteratura, fumetti e poi cinema e televisione hanno diffuso per decenni una sorta di consapevolezza inconscia dell’imminenza di contatti extraumani. Riletture interessanti anche se forzatamente limitate della nostra storia passata hanno costituito un’ipoteca indissolubile con gli interrogativi primordiali. Grande assente la scienza accademica ed ufficiale che, diretta in modo fascista e miope, non è riuscita ad incarnare una forma di pensiero credibile ma si è auto ghettizzata in una torre d’avorio chiusa e stantia.

Che lo auspichiate o meno, l’argomento alieno è ineludibile. Catalizza la nostra attenzione soprattutto perché non siamo riusciti a concepire altrimenti la nostra genesi e comprendere noi stessi. Un’attesa messianica è il nostro mantra dei mesi a venire, cantilenato con fini autoipnotici. Il cielo trasfigurato in modo formidabile dalle scie chimiche assomiglia all’aratura prima della semina, preludio all’epifania di un germoglio sinistro. Il bagliore polimerico e metallico dei riflessi dei raggi solari rimanda al grande schermo pronto per essere inciso dalla punta di un cesello laser. Il tutto accade, non a caso, in un momento nel quale è impossibile la fuga, materiale e spirituale, dalle nostre incombenze che assumono sempre più le sembianze di condanne imperiture di sapore biblico.

Il terribile Dio delle scritture minaccia il duro lavoro imperituro e le sostanze neurotossiche disperse nell’aria nei suoli e nelle acque abituano all’idea che per protestare contro uno stato dittatoriale ed ingiusto sia necessario suicidarsi invece che organizzarsi e prendere la Bastiglia. Cadono specie animali e gruppi umani; una selezione cruenta è in corso anche se il sangue non si vedrà perché un velo asettico ricopre gli aspetti più deleteri di questa palingenesi acrilica.

Il cambiamento più terrifico è quello che si attua in modo impercettibile. Non di eventi memorabili saremo forse spettatori ma della definitiva trasmutazione coatta della nostra materia, del nostro linguaggio di base, dei nostri sogni e pensieri. Una sovversione silente verso un nulla disperante, un dolce sonno avvilente, un purgatorio senza speme. Il rischio di vivere in uno stato di continue paure immotivate è questo: un’abitudine al non senso. Per fortuna ci viene incontro la parte migliore della nostra storia ed il vero senso ultimo delle arti, tenere sveglia la parte migliore di noi stessi, quella che tentano in ogni modo di seppellire per sempre.


Fonte: http://freeskies.over-blog.com/

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