giovedì 15 dicembre 2011

Robert Bauval: ”La scienza non basta, impariamo dagli Antichi Egizi”

"Per quello che sappiamo del cosmo, per quello che abbiamo scoperto negli ultimi vent’anni, siamo praticamente obbligati a pensare alla possibilità di una vita extraterrestre."

Arrivati alla fine della lunga chiaccherata con Robert Bauval- lo scrittore belga famoso in tutto il mondo per le sue intuizioni che hanno cambiato il modo di interpretare la civiltà egizia- l’ultimo argomento da trattare non poteva che essere questo.


Dopo aver discusso della reale datazione della Sfinge e del significato delle Piramidi di Giza, dopo aver analizzato ciò che svelano a questo proposito l’archeoastronomia e le geologia, dopo aver ripercorso le possibili, remotissime origini della prima cultura “stellare” africana (quella di Nabta Playa) e dopo aver evidenziato l’eredità moderna del sapere esoterico egizio, affrontiamo anche il tema “alieni”: Bauval crede – come altri studiosi, esponenti della cosiddetta “Teoria degli Antichi Astronauti”- che questa enigmatica civiltà dai tanti misteri ancora insoluti sia mai venuta in contatto con viaggiatori spaziali?




Uomo di grande cultura e umanità, affascinante conferenziere, poliglotta ( conosce perfettamente anche l’italiano, oltre che il francese, l’inglese e l’arabo), Robert Bauval ha legato il suo nome e la sua vita all’Egitto, terra in cui è cresciuto e che ha esercitato su di lui un’attrazione irresistibile. Di quel popolo che migliaia di anni fa ha edificato opere uniche, mai eguagliate nella storia dell’umanità, non smetterebbe mai di parlare. E di studiare, per arrivare a carpirne il vero segreto…



Il discorso, a questo punto, si fa complesso, tra fisica e metafisica, scienza e filosofia, materia e spirito…
< Negli ultimi secoli ci siamo illusi che la scienza fosse l’unico modo per percepire la realtà. Ma non è vero, le risposte non sono solo all’esterno. E non usare questa nostra abilità interiore è un grande sbaglio. Lo stanno incominciando a capire anche importanti scienziati: più la ricerca procede, più i concetti si fanno ardui, tanto che a volte sembra che nemmeno loro sappiano bene di cosa stanno parlando. Pensiamo agli ultimi modelli interpretativi dell’Universo, alla moderna cosmologia: per capire certi concetti a prima vista assurdi ( come le teorie del multiverso o delle stringhe, NdA) bisogna per forza cambiare approccio e modificare il nostro processo mentale. Gli Egizi avevano trovato il modo, ce l’hanno insegnato, ci hanno detto cosa siamo: lo capivano meglio di noi. Il punto più affascinante di quello che ci hanno tramandato è la loro assoluta certezza che fosse possibile realizzare una transizione tra materia e spirito, dalla morte alla rinascita. Erano davvero convinti di poterlo ottenere. E quello che io ora voglio scoprire è se e come fossero in grado di farlo>.

Fonte: http://www.extremamente.it/2011/12/10/robert-bauvalla-scienza-non-basta-impariamo-dagli-antichi-egizi/#more-5261

mercoledì 7 dicembre 2011

La NASA individua ufficialmente il primo pianeta adatto alla vita

e' tato identificato per la prima volta un pianeta che potrebbe avere acqua liquida e quindi ospitare, forse, la vita. Si chiama Kepler 22b, poco più di due volte più grande della Terra e con un anno di 290 giorni, il primo pianeta conosciuto a trovarsi alla distanza giusta dal suo Sole.


La ricerca, realizzata da un gruppo della Nasa e pubblicata su The Astrophysical Journal, è "una pietra miliare lungo la strada per trovare il gemello della Terra", secondo Douglas Hudgins, uno dei responsabili Nasa della missione Kepler, un programma per la ricerca di pianeti al di fuori del sistema solare. Secondo i ricercatori Kepler-22b orbiterebbe attorno alla propria stella a una distanza del 15% inferiore a quella della Terra dal Sole e riceverebbe una quantità di calore giusta per mantenere sulla sua superficie una temperatura media (circa 22 gradi) tale da permettere l'esistenza di acqua liquida in superficie.

Anche se i ricercatori non hanno potuto ancora appurare se Kepler-22b abbia una composizione di genere rocciosa, come Terra o Marte, oppure gassosa, come Giove o Nettuno, la sua individuazione è un importantissimo passo in avanti verso la ricerca di pianeti simili alla Terra. La presenza di acqua liquida è una delle caratteristiche ritenute più importanti per poter ospitare la vita ma mantenere una grande quantità d'acqua in forma liquida è una condizione ritenuta "difficile", in quanto dipende da una combinazione di molti diversi fattori di cui il più importante è la sua orbita in una ben limitata distanza dalla sua stella.

"Siamo stati molto fortunati a identificare questo corpo celeste", ha spiegato William Borucki, uno dei responsabili di Kepler al Centro di Ricerca Ames a Moffett Field, in California. "Abbiamo osservato il suo transito appena tre giorni dopo aver iniziato le osservazioni". Lo strumento principale del satellite Kepler è infatti uno sensibilissimo fotometro in grado di misurare le piccole variazioni della luminosità delle stelle lontane causate dell'eventuale transito (e quindi parziale oscuramento) di possibili pianeti.

La missione Kepler, lanciata dall'agenzia spaziale americana nel 2009, deve il nome al celebre astronomo Johannes Kepler autore delle leggi del moto dei pianeti ha identificato altri 54 candidati pianeti che orbiterebbero nella fascia abitabile. Kepler 22b è però il primo tra questi la cui orbita è stata confermata anche da telescopi e osservatori da Terra.

Fonte: http://centroufologicoionico.blogspot.com/2011/12/la-nasa-individua-ufficialmente-il.html

venerdì 2 dicembre 2011

Assange: siamo tutti spiati da un grande fratello globale

Siamo tutti facilmente spiabili. Tanto che, forse, sta gia' accadendo. E' l'ultimo inquietante scoop messo a segno da WikiLeaks in partnership con il Bureau of Investigative Journalism (BIJ) e Privacy International, organizzazione britannica che si batte per il rispetto della privacy. Una pletora di societa' private sparse per il mondo, Italia compresa, e' infatti in grado di offrire, spesso al miglior offerente, tecnologie capaci di monitorare email, sms e telefonate ''di un'intera popolazione''. Sistemi che - se consegnati agli aguzzini di spietati regimi - possono essere letali ''quanto un proiettile''. ''Nel corso degli ultimi 10 anni'', ha detto Julian Assange durante la presentazione dell'inchiesta, soprannominata SpyFiles, ''e' fiorita un'industria internazionale che fornisce ai servizi segreti degli stati equipaggiamenti capaci di sorvegliare masse di persone. Quelle aziende ora stanno esportando i loro prodotti in giro per il mondo in modo incontrollato''.


Assange e gli altri hanno rintracciato quanto piu' materiale possibile per identificare i nomi di queste societa' e descrivere in dettaglio i 'servizi' che sono in grado di offrire.

Ecco allora spuntare i nomi di 130 aziende basate in 25 paesi: insieme si spartiscono un business che vale 5 miliardi di dollari. Ma i cittadini comuni ne sanno poco o nulla. Gli agenti commerciali di questo Grande Fratello reticolare illustrano infatti i loro prodotti in fiere specializzate dove, spiega il BIJ, ''la gente comune e la stampa non e' ammessa''. Si tratta di strumenti avanzatissimi, che sembrano tratti da un film di Hollywood. Invece sono veri e pronti sul mercato.


''Societa' di sorveglianza come l'americana SS8, l'italiana Hacking Team, o la francese Vupen producono virus Trojans in grado di assumere il controllo di computer e cellulari - incluso iPhone, Blackberry e Android - registrando ogni uso, movimento e persino immagini e suoni della stanza in cui si trovano'', spiega Assange. In pratica, taglia corto il boss di WikiLeaks, ogni cellulare diventa ''una microspia che in piu' e' anche in grado di telefonare''.
'' 'Spero - ha concluso - che la pubblicazione di questo materiale faccia capire che tutti siamo spiati. Non e' una minaccia teorica, che puo' verificarsi in un remoto futuro: sta accadendo oggi, e coinvolge ognuno di noi''. ''E' importante che questi equipaggiamenti siano usati solo in casi molto ristretti e in modo proporzionato'', spiega Eric King di Privacy International. ''Non e' il caso della Siria. In un paese dove non c'e' lo Stato diritto queste tecnologie diventano strumento di controllo politico''. ''I documenti - dice Ross Anderson, professore in security engineering all'universita' di Cambridge - rivelano l'esistenza di un'industria dedicata alla sorveglianza di massa e non impegnata a fornire legali strumenti d'intercettazione. Sono strumenti che permettono ai governi di registrare e analizzare email, chat e sms della gente allo stesso modo in cui Google permette di scandagliare il web''.

Fonte: http://www.ufoonline.it/2011/12/02/assange-siamo-tutti-spiati-da-un-grande-fratello-globale/

mercoledì 2 novembre 2011

Documentario Maya. Foto di una statua di una civiltà pre-Maya.

Circa un mese fa questo su questo blog è stata pubblicata la clamorosa notizia riguardante il progetto di un documentario sull'antico popolo Maya, ovvero Revelations of the Mayans 2012 and Beyond, prodotto con la collaborazione del governo messicano e gli archeologi, che mostrerà al mondo le prove del contatto extraterrestre avvenuto con gli antichi Maya attraverso reperti, codici e antichi manufatti, molti dei quali custoditi nel segreto dal governo messicano per lungo tempo.

Ora arriva un piccolo ma significativo aggiornamento.

I registi di Revelations of the Mayans 2012 and Beyond, hanno rilasciato, anche questa volta tramite il sito The Wrap, una fotografia che a loro giudizio raffigura un pre-Maya, appartenente ad una civiltà aliena. Il produttore capo del documentario, Raul Julia-Levy, ha rilasciato in esclusiva la foto scatta nel 1930, tramite il sito The Wrap, che mostra la scultura di una grande testa, situata nella giunga del sud del Guatemala.


La fotografia è stata accompagnata da una lettera dell'archeologo Hector E. Mejia.

Mejia, sostiene che la scultura nella foto "risale tra il 3500 e il 5000 a.C. ed è la prova di una diversa civiltà superiore sconosciuta da tutti, che ha vissuto sulla Terra". Egli sottolinea che "il cranio allungato" e le "caratteristiche raffinate della scultura non sono coerenti con le razze pre-ispaniche d'America, e perciò, questa misteriosa razza deve essere stata creata da una civiltà straordinaria e superiore, in possesso di una conoscenza impressionante, di cui non vi è alcuna traccia della sua esistenza lasciata su questo pianeta."



Julia-Levy sostiene che questa foto è solo uno dei diversi pezzi delle "prove" che saranno presentate nel film.

E inoltre, ha detto che Stephen Hawking ha dato la sua disponibilità a partecipare nel film-documentario, che fa sapere (personalmente non condivido per niente la sua patetica visione terrificante sugli extraterrestri): "Avverto l'umanità che gli alieni sono là fuori. Solo perché gli alieni erano amici con i Maya non significa che sono nostri amici. Gli esseri umani devono evitare il contatto con gli alieni ad ogni costo".

Queste parole ricordano molto le truci dichiarazioni che Hawking ha fatto a partire dal 2010, secondo il quale, l'umanità dovrebbe aver paura dei contatti con gli alieni ed evitarli a tutti i costi.

Revelations of the Mayans 2012 and Beyond inizierà le riprese nel mese di novembre 2011.


Fonte: http://andromedawaked.blogspot.com/2011/10/documentario-maya-2012-rilasciata-foto.html

lunedì 24 ottobre 2011

Alieno ripreso in Brasile da alcuni turisti inglesi ?

Un nuovo caso extraterrestre impazza in rete. Questo volta ci troviamo di fronte a un IR3, come testimoniano alcuni frames estratti da un filmato girato da due turisti inglesi in vacanza nella regione Mamus nel Rio delle Amazzoni, ed ora in possesso del ricercatore del paranormale Michael Cohen. La sequenza video mostra uno strano essere sullo sfondo sicuramente fuori contesto rispetto al paesaggio circostante, e con fattezze vagamente riconducibili a quelle di un grigio. Ma non è tutto: infatti come si vede dai frame estratti dal video, si vede non lontano dalla strana creatura quella che sembra essere una sfera di luce blu. Cohen mette già le mani avanti: "sicuramente si tenterà di screditarlo come una bufala ma il video rappresenta l'evidente prova della presenza aliena." In realtà rimangono molti dubbi. A seguire il video completo.



Dopo aver visionato il video rimane la sensazione di trovarci di fronte a un lavoro fatto da professionisti.

Il viral marketing, ultimamente è utilizzato spesso per iniziative pubblicitarie, che a costi contenuti se ben sfruttato, può dare vita a un passaparola molto remunerativo.

Nel video più specificatamente si fa riferimento a una sigla oltre quella di Cohen, la Barcroft, società internazionale di contenuti multimediali con sede a Londra, Inghilterra. Fondata da Sam Barcroft nel 2003, è specializzata nella creazioni di contenuti e del loro mercato, in relazione alle pubblicazioni su siti web ed emittenti di oltre cinquanta paesi.

Viene da chiedersi a questo punto il ruolo di questa società, se chiamata in causa solo per la diffusione del filmato, finita poi al Sun, o se coinvolta anche nella creazione stessa di una clip che certamente ha fatto rumore.

Fonte: http://www.ufoonline.it/2011/10/23/alieno-ripreso-in-brasile-da-alcuni-turisti-inglesi/

venerdì 21 ottobre 2011

Margherita Hack: Nessuna fine del mondo nel 2012, ma forse nel 2036...

Intervista all’astrofisica di fama mondiale Margherita Hack rilasciata al sito ildemocratico.com”: nessuna Apocalisse per il 2012, ma un asteroide Near Earth potrebbe colpire la terra nel 2036. Il nome dell’asteroide deriva dal Dio egiziano Apophis che significa il “distruttore”.


Di seguito il punto di vista dell’astrofisica:

Cari lettori per il 21 dicembre 2012 non è prevista alcuna Apocalisse e, se lo dice Margherita Hack, possiamo stare tutti tranquilli, però…
Un serio pericolo per il nostro pianeta ci sarà, ma tra circa 25 anni. Un asteroide denominato 99942 Apophis, nome infausto di un Dio egizio, che significa il distruttore, intercetterà l’ orbita della Terra nel 2036 e, se dovesse cadere sul nostro pianeta, l’impatto stimato potrebbe generare un’energia pari a circa 87o megatoni, ovvero 65.500 volte la bomba atomica di Hiroshima.


Prof.ssa Hack come si può evitare l’impatto con Apophis?
“Gli esperti dell’ Agenzia Spaziale Europea (ESA) sono già al lavoro da anni e stanno studiando il modo per deviare l’asteroide. L’innovativa missione Don Quijote dell’ESA, infatti, intende dimostrare che è possibile deflettere alcuni tipi di asteroidi, utilizzando la tecnica dell’impatto cinetico, ideale secondo la maggior parte dei ricercatori, per il caso in esame di Apophis”.

Ci può illustrare gli altri studi per evitare l’impatto con Apophis?
“Esistono diversi studi e certamente la soluzione più semplice è quella di deviare la traiettoria con una testata nucleare , ma gli asteroidi possono essere formati da materiale incoerente e, nel caso dell’utilizzo di una bomba nel tentativo di neutralizzarli potrebbero invece essere trasformati in uno sciame che colpirebbe ugualmente la Terra. Per ovviare a questo rischio si potrebbe costruire un “trattore gravitazionale” (descritto nei particolari in un articolo sulla rivista Nature), consistente in una astronave teleguidata. la quale posizionandosi sul suolo di Apophis e, tramite dei getti propulsori potrebbe deviare la rotta dell’asteroide. Questa missione è stimata in circa 12 giorni, per un costo complessivo di circa 300 milioni di dollari”.

Esistono altri pianeti vicini con le stesse caratteristiche della terra?

“Si esiste (ride) , ma a 20 anni luce dal nostro pianeta e impiegheremmo circa 2000 anni per raggiungerlo. Si chiama Gliese 581d. Bisognerebbe partire con una nave spaziale e, gli astronauti dovrebbero farsi ibernare fino al raggiungimento del pianeta….ma qui non è più scienza, ma fantascienza”.

Fonte: http://www.tnepd.com/2011/margherita-hack-su-apophis-fine-del-mondo-non-nel-2012-ma-forse-nel-2036?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Tnepd+%28TNEPD%29

lunedì 17 ottobre 2011

Il pianeta Sedna. (Di Ennio La Malfa)

Era l'anno 1976, allora Accademia Kronos non esisteva con questo nome ma come Kronos 1991. Questa associazione era già famosa in Italia con i suoi 24.000 iscritti ed era, grazie ad alcuni servizi stampa internazionali, conosciuta all'estero, in particolare in America Latina.


A Ronciglione, in provincia di Viterbo, dove abitavo ed abito, un giorno giunse una coppia di giovani dalla Columbia. Cercavano proprio me quale referente di Kronos 1991. Lui era un laureato in antropologia e lei in fisica. Erano giunti da me, inviati da un gruppo di studiosi di astroarcheologia del Messico (non ricordo più il nome dell'organizzazione), perché li aiutassi nella loro missione europea. Ma di quale missione si trattava? Chiesi loro dopo che ci eravamo scambiati i convenevoli. Questi giovani avevano una dettagliata documentazione su una nuova interpretazione del famoso disco del Sole o calendario Azteco di Città del Messico, nonché su alcune letture dei glifi Maya in un tempio del Belize.


Li accolsi e li ospitai per alcuni giorni, poi gli organizzai a Roma una conferenza come mi era stato chiesto. Lei parlava discretamente la nostra lingua per cui era possibile comunicare con le persone che avrebbero partecipato all'incontro. Questi colombiani portavano con loro un messaggio che intendevano diramare a tutto il Mondo attraverso incontri e conferenze con scienziati, intellettuali e anche gente comune. Una impresa molto difficile, soprattutto per il fatto che la loro tesi sembrava molto fantascientifica e poi la loro giovane età: 27 lui e 26 lei (io avevo 30 anni) non davano ulteriore fiducia. Tuttavia per rispetto al loro impegno e per la legge dell'ospitalità accondiscesi ad organizzargli in Italia due appuntamenti-convegni, uno a Roma ed uno a Torino. I due convegni fecero registrare il tutto esaurito, ma i risultati furono deludenti. In effetti questi giovani studiosi, super documentati, asserivano che nel dicembre 2012, secondo l'interpretazione del calendario Maya, e secondo la rilettura del Disco Azteco di Pietra conservato a Città del Messico, un grosso pianeta appartenente ad un sistema solare gemello del Sole sarebbe passato vicino alla Terra si da determinare eventi catastrofici di inaudita violenza fino a mettere a repentaglio la vita di ogni essere, uomo compreso. Ovviamente nessuno, me compreso, pose attenzione più di tanto a quelle affermazioni, tanto più che la scienza ufficiale di allora non ci aveva mai parlato di una stella sorella del Sole, né tanto meno di un altro sistema solare a noi vicino. Questi due ricercatori accennarono ad un pianeta conosciuto nell'antichità con il nome di Hercolubus. Un pianeta grande 4 o 5 volte più della Terra che qualche volta ( ogni cinque mila anni circa ) intersecava con le orbite dei nostri pianeti, portando scompiglio e distruzione. Una testimonianza di questi eventi, secondo loro, era rappresentata dalla cintura degli asteroidi tra Marte e Giove, prova di uno scontro tra i pianeti dei due sistemi solari. Lo stesso Urano, secondo questi giovani, era la testimonianza di questi periodici rimescolamenti tra i pianeti dei due sistemi solari. Urano in effetti pur rispettando il piano delle orbite dei pianeti del nostro sistema solare rotea su se stesso in maniera anomala, con un angolo di 98°, quasi a farci vedere i suoi poli. Un'anomalia inspiegabile rispetto agli altri pianeti, ma che per questi due studiosi era invece la dimostrazione che Urano non apparteneva al nostro Sole ma ad sistema planetario di una stella diversa; pianeta quest'ultimo catturato durante un periodico”rimescolamento”. La carta che conservo ancora, datami da quei giovani nel lontano 1976 è questa che ho passato allo scanner. I sacerdoti-astronomi Maya allora chiamavano il nostro Sole “Ors” e sua sorella “ Tylo”.









Il tutto, però, sembrò una storia irreale, da fantascienza e inevitabilmente fini nel dimenticatoio.



Arriviamo nel luglio del 1999, con mio figlio mi recai a Città del Messico per assistere all'eclisse di Sole più lunga degli ultimi 1000 anni ( un oscuramento totale di circa 7 minuti). Andammo al grande e meraviglioso centro archeologico di Teotihuacan, a 60 Km da Città del Messico, scalammo il tempio del Sole e li attendemmo l'evento.









In quel luogo magico erano convenuti da tutte le parti del Mondo migliaia e migliaia di studiosi, curiosi e soprattutto gruppi di ricerca esoterici. Ebbi occasione di parlare con diverse persone confluite a Teotihuacan per l'eclissi. Chiesi loro perché tutta quella gente proprio li. Mi fu risposto che li il Sole aveva segnato l'inizio del quinto ciclo (la quinta umanità)e li il Sole avrebbe iniziato a lasciare il posto ad un nuovo Sole che avrebbe aperto il sesto ciclo”. In quel momento confesso di averci capito poco, ma un anziano archeologo messicano che avevo conosciuto in quella occasione, mi invitò per il giorno dopo presso il Museo Antropologico di Città del Messico a partecipare ad una conferenza sull'interpretazione del disco del Sole Azteco. -“… così capirai… ”- mi disse. Accettai l'invito e il giorno dopo,alle ore 10, ero nell'ampia sala conferenze del museo che conservava e conserva il grande e misterioso disco solare (vedi la foto).







In quella affollata aula appresi molte cose interessanti, la prima che ricordo è l'interpretazione base del calendario. Gli Olmechi, i Tolteci, gli Aztechi, e i Maya avevano in comune un calendario che era basato su un anno ausiliario di 260 giorni, diviso in 13 mesi di 20 giorni (o in 20 settimane di 13 giorni), che definiva un secolo di 52 anni. L'anno solare era diviso a sua volta in 18 mesi di 20 giorni, più 5 giorni finali. Molta importanza veniva attribuita a tutte le combinazioni di numeri risultanti dalla differenza tra l'anno solare di 360 giorni e quello da loro applicato di 260. La differenza che ne scaturiva, diversa volta per volta a causa di alcune variabili che inserivano, rappresentava la chiave di lettura per interpretare gli eventi astronomici. Su questi complicati calcoli non ci ho capito un granché, tuttavia allora appresi che le società centroamericane a differenza di quelle mediterranee seguivano più che i moti della Luna e del Sole quelli di Venere e di Marte, e molti loro calcoli, legati anche ai grandi calendari di pietra, si rifacevano a questi due pianeti.



Da tutto un insieme di calcoli, complicati ancora oggi, soprattutto i Maya potevano prevedere eclissi solari e lunari con una precisione sbalorditiva. La stessa eclissi solare del giorno prima, secondo questi relatori, era stata prevista un migliaio di anni prima con grande precisione.



Fin qui, a parte la meraviglia per le conoscenze matematiche ed astronomiche di quelle antiche popolazioni, quello che mi lasciò di stucco fu quando si passò all'interpretazione dei bassorilievi racchiusi nei 4 quadrati a fronte della pietra del Sole. Le quattro scene, sempre secondo i relatori, rappresentavano 4 umanità esistite su questo pianeta prima della nostra, tutte distrutte, in ordine, dai giaguari, dal vento, dal fuoco del cielo e, infine, dall' acqua. La quinta umanità, cioè l'attuale, sarebbe stata distrutta da un grande evento cosmico. Ma dov'era la descrizione della nostra umanità? Era segnata sul bordo del disco. L'evento della distruzione di questa umanità ( dopo la nostra, sempre nella descrizione del disco solare, ci dovrebbero essere altre 2 umanità, dopodichè il Sole che ci alimenta dovrebbe morire) è indicato sui glifi Maya che si trovano in alcune piramidi dello Yucatan. Secondo questi relatori, visto che il calendario Maya si interrompe nel dicembre del 2012, in quella data dovrebbe avvenire l'evento astronomico catastrofico.



Alla fine della conferenza chiesi spiegazioni più dettagliate su quanto era stato detto; non tutti mi convinsero, però ad un certo punto sentii parlare di un corpo celeste, “il giustiziere” da alcuni definito, che aveva interferito nel passato, almeno altre 2 volte, con il nostro sistema solare e il suo nome pronunciato in uno spagnolo-americano era:“ Hercolubus”. A quel punto fui pervaso da un senso di stupore, io quel nome l'avevo già sentito ed era quello che 20 anni prima mi avevano detto i due giovani colombiani.



Tornato in Italia ne parlai ad amici e persone che conoscevano da tempo questa storia e tutti ne rimasero colpiti, ma come sempre vanno le cose anche questa volta, passati uno o due anni, tutto ricadde nell'oblio.



Un po' di tempo dopo un mio caro amico mi venne a trovare e mi regalò un libro, che era uscito già da qualche anno, ma che io non conoscevo: “Il dodicesimo pianeta”. Questa opera tradotta in molte lingue oggi è diventata per moltissime persone la nuova bibbia, in essa si narra di un popolo, gli Annunaki, abitanti di un gigantesco pianeta esterno al nostro sistema solare, immerso nella nube di Oort ( da dove nascono le comete) che ogni 3.600 anni si dovrebbe avvicinare con la sua lunga orbita al nostro pianeta. Gli annunaki, popolo scientificamente e tecnologicamente molto evoluto, sarebbe giunto sulla Terra circa 400.000 anni fa per estrarre i nostri minerali. Allora la Terra era popolata da ominidi, la cui intelligenza era appena superiore a quella delle scimmie, ma attraverso interventi di ingegneria genetica, gli abitanti di Nibiru, questo il nome del grande pianeta, crearono l'uomo sapiens, cioè noi. Fecero tutto questo per utilizzarlo come servitore, in particolare come minatore. Gli annunaki diedero l'avvio ai miti e alla nascita degli dei. Poi, prima di un grande cataclisma che avrebbe sconvolto la Terra , forse legato al diluvio universale, tutti gi annunaki tornarono definitivamente su Nibiru. Successivamente, dopo il cataclisma, ritornarono sulla Terra, ma non più in massa, solo qualche piccolo gruppo, tanto da continuare ad alimentare la leggenda degli dei. Questa storia fu scritta da Zacharia Sitchin, ebreo di origine russa, vissuto moltissimo in Israele. Giornalista, astronomo e archeologo. Il libro fu scritto a seguito di un interessante ritrovamento fatto nell'antica Mesopotamia, nelle terre dei Sumeri. Furono trovate tra il 1950 e il 1960 delle tavolette d'argilla con raffigurazioni di corpi celesti, di orbite e altre informazioni astronomiche, impensabili per quell'epoca. Quasi tutte le tavolette d'argilla analizzate parlavano alla fine di “Un signore del cielo”, una divinità del cielo che a volte “transitava” vicino al nostro mondo. Queste informazioni avrebbero successivamente ispirato a Sitchin la storia di Nibiru o del dodicesimo pianeta. In effetti dallo studio successivo effettuato da astronomi ed archeologici negli USA queste tavolette rappresentano il nostro sistema solare, ma con un pianeta in più.



Debbo dire che la lettura di questo libro mi turbò, mi fece riflettere…Mi chiesi: ”e se ci fosse alla fine, seppur in minima parte, una qualche base di verità?” Del resto anche il grande astronomo Tom Van Flanden ha sempre affermato che oltre la nube di Oort ( per alcuni confusa con la fascia di Kuiper, che è più all'interno nel Sistema Solare) potrebbe celarsi un pianeta sconosciuto.



Intanto grazie al telescopio orbitante Hubble a partire dal 1995 cominciava la scoperta di nuovi giganteschi pianeti extra solari, ad oggi siamo arrivati a 300 nuovi corpi celesti scoperti, di cui alcuni, in verità meno di una decina, un pò più grandi della Terra, gli altri invece grandi anche tre o cinque volte il nostro Giove.



Nel 1999 scienziati delle università USA ( Open Univerity e University of Louisiana) che studiavano da anni il viaggio di allontanamento dal sistema solare di due sonde terrestri lanciate negli anni '70, annunciarono alla stampa mondiale: - “ una forza misteriosa, generata da un grande oggetto invisibile, rallenta il viaggio delle sonde terrestri in uscita dal sistema solare; la stessa che, probabilmente, era ed è responsabile della deviazione delle orbite cometarie…”-



Nel contempo la NASA presentò un rapporto ufficiale, sintesi di osservazioni del grande telescopio Hubble, di varie missioni di satelliti e dello studio all'infrarosso di alcuni telescopi terresti , che avvaloravano la scoperta del presunto nuovo pianeta. Questo un passaggio del rapporto: - il corpo misterioso rilevato per la prima volta dall' IRAS disterebbe solo 80 miliardi di Km dal Sole e potrebbe trovarsi in fase di avvicinamento alla Terra. In particolare è stato captato due volte dal telescopio ad infrarossi e i dati raccolti mostrano che nel periodo di sei mesi si è spostato di poco dalla sua traiettoria. Ciò evidenzia che non si tratta d'una cometa, poiché una cometa non può avere una dimensione di 5 x la Terra ed, in ogni caso, si sarebbe spostata maggiormente. E' possibile quindi che si tratti di un nuovo pianeta, del pianeta X che gli astronomi hanno, finora, cercato invano .-



Anche in Italia nel 2003, riviste scientifiche hanno cominciato a parlarne, la prima “Newton”per finire con “Le Scienze”.



Questa scoperta astronomica, se tale sarà confermata, mi inquieta, e questo perchè paradossalmente si sovrappone alla legenda di Niburu o di Marduk. Il corpo celeste errante che periodicamente, provenendo dai confini del nostro sistema solare, dovrebbe intersecare anche con l'orbita del nostro pianeta, apportando disastri inimmaginabili. Il pianeta X, secondo Zecharia Sitchin, era già conosciuto dai popoli mesopotamici, in particolare dai Sumeri.



Storia questa, come abbiamo già detto, scritta su alcune tavolette d'argilla e bassorilievi oggi conservati nei musei di Berlino, di Parigi e di Bagdad.



La mitica opera epica babilonese, antesignana della Bibbia, conosciuta come Gilgamesh, secondo molti studiosi non sarebbe altro che una allegoria cosmogonica in cui descriverebbe la formazione del sistema solare, del nostro pianeta e la nascita della vita sulla Terra, fino a giungere alla narrazione del grande diluvio universale. Marduk, uno dei principali eroi dell'opera, non sarebbe altro che il decimo pianeta o dodicesimo ( in questo caso calcolando come corpi celesti anche il Sole e la Luna ) che scontrandosi con la dea madre Tiamat consentì la nascita del nostro pianeta.



Tuttavia dal 1999 ad oggi, possibile che questo nuovo pianeta non sia stato ancora scoperto e fotografato? Un mistero che gli stessi scienziati non riescono a spiegare a meno che…….a meno ché questo grande pianeta non appartenga al nostro sistema solare, ma ad uno vicino, la cui orbita è legata più ad un'altra stella che non alla nostra, per cui ora si avvicina ed ora si allontana, vanificando in questo modo tutti i modelli matematici costruiti sulle rette di forza attrattive del nostro Sole. Nel 1999 la NASA captò questo corpo celeste che forse in quei mesi si trovava nel suo afelio rispetto alla stella madre. Tornerebbe a”pennello” allora la teoria di circa 30 anni fa esposta da quei due giovani ricercatori: l'esistenza di un altro sistema solare a noi vicino, ma ancora sconosciuto forse a causa di una stella poco luminosa o di una nana bruna celata dalla stessa nube di Oort.



Anche qui supposizioni, teorie, fantasia. Perplessità per molti, me compreso. Poi il colpo di scena! La recente scoperta di Sedna un pianetino della classe di Plutone ha rimesso tutto in discussione.







Sedna, un po' più piccolo di Plutone, ha un'orbita anomala relativamente a quelle dei corpi celesti che orbitano intorno al nostro Sole. Su questo aspetto fino ad oggi si sono formulate molte ipotesi, le più accreditate al momento sono due. La prima, nata da uno studio compiuto da Hal Levison e Alessandro Morbidelli dell' Osservatorio della Costa Azzurra di Nizza , è che Sedna si sarebbe formato attorno ad una nana bruna circa 20 volte meno massiccia del Sole, e sarebbe stato catturato dall'attrazione gravitazionale del nostro astro quando la nana bruna ha attraversato il sistema solare. Un'altra invece ipotizza che il nostro Sole ha una compagna che insieme formerebbero un sistema binario di astri che ruoterebbero intorno ad un unico centro, come del resto se ne incontrano moltissimi nello spazio. Questa ipotesi della sorella del Sole battezzata Nemesi è vecchia quasi da quando abbiamo abbandonato il sistema Tolemaico a favore di quello Copernicano. A rilanciare l'idea del doppio sole sono stati recentemente i proff. Richard Muller dell'Università di Berkeley e Daniel Whitmire dell'università della Luisiana. “ L'orbita di Sedna è inusuale: perché è molto ellittica e possiede un angolo elevato rispetto all'eclittica, cioè l'orbita su cui ruota la maggior parte dei pianeti del nostro sistema solare” - Ha spiegato Muller. –“ La possibile spiegazione è che il pianetino sia influenzato dalla presenza di una stella compagna del Sole ” Muller continua: -“ Abbiamo studiato Sedna in modo approfondito. E pensiamo che la sua orbita ellittica sia causata non tanto da un passaggio lontano nel tempo di una stella, bensì di un astro che oggi è relativamente vicino al Sole” -







Se quest'ultima tesi fosse confermata allora dovremmo rivedere profondamente tutte le nostre conoscenze scientifiche legate al nostro sistema solare. Ma quale sia questa compagna del Sole è un mistero. Potrebbe essere una stella ormai spenta, difficilissima da individuare, oppure una stella ancora viva ma con un'orbita molto complessa capace di sfuggire ad ogni osservazione astronomica.



Tutto questo ci insegna che l'uomo è ancora ai primi passi nella conoscenza del cosmo. La scienza e la tecnologia che da qualche decennio procedono con grandi passi forse in futuro ci aiuteranno a svelare questo nuovo mistero. E se poi scoprissimo definitivamente che il nostro sistema solare è binario, che oltre al Sole abbiamo un' altra stella vicino a noi con tutta la sua coorte di pianeti e satelliti? Allora dovremmo credere anche alle tavolette sumeriche, al disco del Sole Azteco, al calendario Maya, al kalyuga indiano, al terzo segreto di Fatima e a tante altre predizioni che parlano, guarda caso di tre giorni di completa oscurità, della luna rossa sangue e del mare che diventerà terra e la terra mare. Insomma se fosse così dovremmo cominciare a preoccuparci. Se le vecchie predizioni fossero giuste allora dovremmo prepararci a vedere questa nostra umanità, la quinta secondo i maya e gli aztechi, finire. A quel punto non ci resterebbe che sperare che la nuova umanità che dovesse sorgere dalle nostre ceneri, possa essere migliore. Una umanità senza più sentimenti di odio e di morte, non più legata a valori vacui e materiali, ma aperta ad una nuova dimensione, quella proiettata verso la conoscenza, quella vera. Ciò farebbe dell'uomo un abitante illuminato del cosmo e non più un piccolo cattivo e sporco omuncolo di un piccolo mondo azzurro confuso tra miliardi di altri pianeti vivi dell'Universo.

Fonte: http://andromedawaked.blogspot.com/2011/10/il-pianeta-sedna-sedna-un-piccolo.html

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