martedì 7 settembre 2010

Un U.F.O. si schiantò in Bolivia sul Monte El-Taire?

Dal blog Zret la traduzione di un articolo tratto da Pravda.ru, riguardante il presunto schianto di un U.F.O. in Bolivia nel 1978.

Alcuni ricercatori credono che esistano aree specifiche sulla terra dove gli alieni avrebbero delle basi. Spesso questi extraterrestri hanno le loro installazioni sopra o all'interno di montagne. Uno di questi luoghi misteriosi è il Monte El-Taire, in Bolivia.



"Le montagne qui in Bolivia, come nelle terre adiacenti, sono ricche di giacimenti minerari," Yuri Suprunenko, PhD. - ha dichiarato a Pravda. ru - "Vi sono miniere di stagno, tungsteno, zinco, piombo, antimonio, argento e di altri metalli preziosi. E’ anche accaduto che centinaia di minatori hanno testimoniato di aver visto metalli rari che sono caduti dal cielo. Sono leghe non solo rare, ma straordinarie e senza precedenti! Non erano meteoriti. Gli eventi occorsero nel villaggio boliviano di La Mamoru Tarija, vicino ai piedi del Monte El-Taire, nel maggio del 1978."

Quel giorno, secondo Yuri Suprunenko, alcuni abitanti del luogo videro nel cielo qualcosa di insolito, un oggetto brillante dalla forma di cilindro con una parte anteriore conica. L'ordigno era lungo circa sei metri e di quattro metri di diametro. Non aveva ali né impennaggi.. Sulla superficie non si notavano né oblò né portelloni. Una fiamma bluastra uscì dalla coda. L’oggetto produceva un sibilo, mentre si trovava a non più di un centinaio di metri da terra. Scendeva ad una velocità di 300-400 km/h.

Secondo alcuni testimoni oculari, un velivolo simile fu avvistato il giorno dopo. Quello del giorno precedente, senza ridurre la sua velocità, si era schiantato su un pendio di El-Taire. Al momento dell'impatto, apparve un bagliore che illuminò l'area in un raggio di 150 km intorno. Si udì pure un terribile boato che provocò delle forti vibrazioni avvertite anche nella vicina Argentina. L’onda d’urto mandò in frantumi le finestre delle case in un raggio di 70 km. L'esplosione formò un cratere di circa 1.500 metri e profondo 400.

Le autorità locali non fornirono alcuna spiegazione ed isolarono l’area dell’impatto, dichiarandola zona off limits. Comunque la gente del posto, turisti e ricercatori discussero la possibilità che nel luogo fosse precipitato un U.F.O.

Schianti simili di oggetti volanti non identificati erano accadduti anche nei decenni precedenti. Per esempio, nel confinante Brasile, in una località presso Sao Paulo nel 1957 un disco scintillante fu visto mentre, ad alta velocità, perdeva quota per poi fermarsi ed esplodere, diffondendo intorno migliaia di frammenti.

In una giornata limpida incandescenti fuochi d'artificio si librarono vertiginosamente nel cielo. Una parte dei detriti caduti fu raccolta da alcuni residenti. Il materiale era leggero come carta, con una superficie ruvida. Diversi laboratori brasiliani condussero un'analisi spettroscopica di questi frammenti. Gli esami dimostrarono la presenza di magnesio con una particolare struttura cristallina impossibile da ottenere in condizioni terrestri. L'analisi rivelò un contenuto significativo di stronzio che di solito non è combinato con il magnesio.

"L'incidente brasiliano è registrato nell'Enciclopedia britannica che non osa pubblicare fatti non verificati. Negli anni del dopoguerra, molti casi simili sono stati registrati in diverse parti del mondo!" afferma Yuri Suprunenko. "Sono state scattate oltre 70 mila fotografie di U.F.O. e sono stati registrati oltre 120 filmati. Oggi, molte di queste prove documentali sono disponibili al pubblico, ma, fino a poco tempo fa, le informazioni erano classificate con "Top Secret", "Restrizioni," "Altamente confidenziale" e "For eyes only"... il motivo principale per questa supersegretezza era la rivalità di diversi paesi in materia di armi.

L'esplosione sul pendio di El-Taire ricevette lo status di "riservato". In seguito all'episodio, sulla zona del presunto schianto si precipitarono i militari. Fu istituita una Commissione speciale per indagare le cause dell'incidente. Non seguì alcuna spiegazione: un oggetto esplose ed un altro fu trovato sul pendio. L'ordigno causò questa potente esplosione, ma in qualche modo qualcuno sopravvisse. L'indagine e le conclusioni sulla natura dell'esplosione non sono mai state pubblicate.

Persone nella città mineraria ai piedi del El-Taire riferirono che la conchiglia deformata di un U.F.O. era stata portata, per mezzo di un elicottero opportunamente attrezzato in un aeroporto boliviano, da cui fu poi inviato negli Stati Uniti con un aereo militare.

"Forse, con il tempo, si saprà qualcosa di più circa l'incidente di El-Taire," chiosa Yuri Suprune.

Fonte: http://zret.blogspot.com/

venerdì 3 settembre 2010

Esplorando gli incontri con Alieni in Africa ed altri ancora

Interessante articolo di Dominique Callimanopulos su avvistamenti di popolazioni al di fuori dall'Europa e dagli USA....Buona lettura.

Io e John Mack eravamo alla Scuola Ariel, una piccola scuola elementare fuori da Harare, la capitale dello Zimbabwe, ascoltando Elsa (non è il vero nome) che descriveva il suo incontro del 16 settembre 1994 con una creatura "aliena". Tutti i 60 bambini, con età tra i 6 e i 12 anni, riportarono di aver visto una grande nave spaziale assieme ad altre più piccole, atterrare vicino al loro cortile.



I dodici bambini che intervistammo nel corso di due giorni, descrissero lo stesso evento con grande dettaglio. Oltre alle navi spaziali, i bimbi videro due "strane creature", una seduta in una delle navi e l'altra correre avanti e indietro, "saltava come se fosse stato sulla luna, ma non esattamente."
Le creature vennero descritte come nere con grandi teste, "occhi grandi come palle da rugby", con sottili braccia e gambe. L'evento accadde durante il mattino, mentre le maestre erano in riunione. Molti dei bimbi piu' piccoli erano molto spaventati e piangevano. "Prima pensai che fosse un giardiniere", ci disse un bimbo di quarta classe. "Quindi realizzai che era un alieno".

L'evento duro' circa 15 minuti, disse il bimbo, prima che le navi spaziali sparissero dalla vista. Persino nel loro stato di paura, molti dei bimbi erano curiosi e affascinati dalle strane creature che videro, avevano occhi che attiravano molta attenzione. Elsa ci disse che penso' che le creature volessero dire loro qualcosa sul futuro, su come "il mondo stia per finire, forse perchè non avevamo cura del pianeta o dell'aria." Disse che sentì una brutta sensazione interiore quando torno' a casa. "Come se tutti gli alberi dovessero cadere e tutta l'aria dovesse sparire in futuro. La gente morirebbe. Questi pensieri venivano dall'uomo - dagli occhi dell'uomo."

Isabelle, una composta ragazzina di dieci anni, ebbe le stesse sensazioni di Elsa. "Era spaventato. Cercavamo di non guardarlo perchè era spaventato. I miei occhi e le mie sensazioni andarono con lui." Cio' che entro' nella sua "coscienza" nel guardare la creatura fu, "Stiamo facendo del male alla Terra."

L'avvistamento della Scuola Ariel è uno dei piu' significanti nella storia UFO recente. E' la prima volta che un tale gruppo di persone riporta la simultanea apparizione di navi spaziali e alieni. Dopo aver ricevuto una chiamata a Settembre dalla BBC, un reporter ci disse che per due notti vennero riportati avvistamenti di strani oggetti sopra lo Zimbabwe prima del 16 settembre, in cui il tutto è culminato con il drammatico avvistamento alla Scuola Ariel e quindi decidemmo di investigare di persona.

Progetto Internazionale Abduction

Per due anni (1993/1994) il Programma per la Ricerca sulle Esperienze Straordinarie (PEER), ha fatto ricerche su rapporti UFO multi-culturali e internazionali e sulle abductions. Una delle domande centrali della ricerca in merito alle abductions è se il fenomeno accade in un simile modo all'estero; se è così, quali aspetti dell'esperienza rimangono uniformi e immutabili tra diverse culture, e quale parte dell'esperienza, o sua interpretazione, è influenzata da fattori culturali.
Membri del progetto viaggiano dal Brasile all'Africa, fino a contattare i Nativi Americani negli Stati Uniti e nel Canada e inoltre il progetto ha sponsorizzato la ricerca in Giappone, in Scandinavia e in Cile ed è in contatto con "esperienzanti" in Europa, Iran, Cina, Australia, Messico e Porto Rico. Abbiamo confrontato esperienze di abduction nel mondo sciamanico e delle possessioni. Abbiamo esplorato miti relativi ad esseri del cielo e di altre dimensioni e mondi.
Cio' che ne è emerso ci ha spesso sorpreso.

Persone in paesi nel mondo hanno sperimentato abduction aliene molto simili in tanti casi, alle testimonianze negli Stati Uniti; le abductions rimangono distinte nel modo in cui la cultura delle persone incornica le loro esperienze. In Brasile, ad esempio, in cui la tradizione contiene il mondo dello spirito, della medianità e della comunicazione con antenati, le "visite ET" sono piu' valorizzate delle visite spirituali degli antenati, per l'associazione tra gli ET e i viaggi spaziali ad alta tecnologia, che riflettono la preoccupazione culturale del Brasile sullo sviluppo. Questo risulta spesso in colorite variazioni. In una casa che abbiamo visitato, una madre che tradizionalmente comunicava con gli spiriti degli antenati, sentì il suo potere in pericolo quando suo figlio inizio' a comunicare (come riportato) con gli alieni.

I Nativi Americani con cui abbiamo parlato dicono che l'attività corrente del "popolo delle stelle" sottolinea lo squilibrio tra la Terra, l'umanità e il cosmo. Un Anziano Hopi in Ariziona profetizzo', come molti addotti, la fine del mondo come lo conosciamo. "Ci sarà una grande epurazione", disse.

Le Esperienze di Abduction Sfidano la Natura della Realtà

Molti aspetti dell'esperienza di abduction diventano familiari: luci stordenti appaiono attravero il parabrezza o la finestra della camera e piccole creature aliene con grandi occhi senza pupille spaventano e paralizzano il corpo dell'esperienzante, che fluttua nell'aria, attraverso i muri e le porte delle navi spaziali; operazioni che a volte curano, spesso sperimentano. Alcuni addotti riportano la partecipazione nella creazione di nuove specie ibride tra alieni e umani, filtrate in file di uteri artificiali allineati lungo le pareti delle navi come acquari. Altri descrivono nuovi mondi di conoscenza uniti a visioni apocalittiche e criptiche simbologie e avvertimenti telepatici silenziosi.

Le storie di abduction hanno animato discussioni su come debbano essere interpretate e come gli addotti possano essere aiutati terapeuticamente. La controversia nata da questo fenomeno ricorda altre lotte scientifiche che hanno circondato esperienze anomale storicamente.
Evans Went, un antropologo che ha studiato le storie della tradizione Celtica, ha combattuto per definire la sua ricerca in un contesto scientifico. "Questi misteri hanno affascinato gli scienziati che, pur rimanendo legati alla loro tradizione newtoniana, non possono, per spirito di curiosità, ignorarli."

William James, lo psicologo di Harvard, ha ponderato questa discussione. Nel suo saggio, "Cosa la Ricerca Psichica ha Conseguito", pubblicato nel 1890, ha scritto, "L'ideale di ogni scienza è quello di un chiuso e completo sistema di verità..Fenomeni inclassificabili in un sistema sono quindi paradossali assurdità e devono rimanere falsi."
La nostra difficoltà occidentale nell'integrare i frutti dei nostri sogni e delle visioni, le nostre esperienze in stati alterati, in una realtà comune e condivisa, influenza decisamente e limita il modo in cui incorniciamo le nostre richieste di indagine e le nostre supposizioni mentre conduciamo la ricerca.

Per aprirci al significato delle esperienze di abduction, dobbiamo divenire tolleranti all'enorme varietà di comunicazioni e visite da parte di queste entità e creature che sono, come sono state descritte, "non di questo mondo". Solo aprendoci a questo ricco conteso, possiamo iniziare a interpretare il significato delle esperienze di abduction qua e all'estero.
Laurens Van der Post, ha detto, "Le persone ridono sempre alle storie di Bushman e dicono che non hanno senso. Ho realizzato improvvisamente che non hanno senso, perchè abbiamo perso la chiave e il codice. Abbiamo perso il significato delle storie."

Come decifrare le strane storie dei testimoni? Le storie di abduction da tutto il mondo contengono paradossi: alcuni addotti sono torturati con procedure spaventose, alcuni sono curati, educati; altri vivono entrambe le esperienze suddette. L' abduction ci inganna con le possibilità, alcune terrificanti, altre no. Come dobbiamo decifrare l'informazione e le storie che sentiamo? Come si puo' vivere cosi vicini al "mondo oltre il velo"? Un'occhiata aliena ci invita a tradire le supposizioni terrestri, una sospensione di un credo che è parte del piacere del campo antropologico. Solo trovando e occupando ciò che gli antropologi chiamano spazio "limbico", possiamo liberare il nostro sè per recepire il nuovo, investigando una nuova visione della vita e della realtà.

Il Dr. John Mack e Dominique Callimanopulos hanno effettuato ricerche sulle esperienze di abduction in Africa e in altre culture, lavoro poi pubblicato sul libro del Dr. Mack "Passport to the Cosmos" (1999). Dominique ha studiato antropologia alla Università di Wesleyan e ha lavorato come ricercatrice, scrittrice, traduttrice ed editrice nell'area dei diritti umani, studi culturali e in psicologia.

di Dominique Callimanopulos
Pubblicato in origine nel magazine CenterPiece
Primavera/Estate 1995, p.10-11

Fonte: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.1916

giovedì 2 settembre 2010

Pioggia rossa di Kerala alla ribalta: siamo davvero di fronte ad extraterrestri?

Ricordate la pioggia rossa di Kerala? Per chi non si ricordasse, o per chi non ne avesse mai sentito parlare, ecco un breve riassunto. Solo poche parole di introduzione, e poi la notizia vera e propria.

Dal 25 luglio 2001 al 23 settembre dello stesso anno, si verificò una strana pioggia rossa nello stato indiano del Kerala. Venne riportata anche pioggia verde, gialla e nera, ma la colorazione rossa fu più frequente delle altre.



Inizialmente si riteneva che la pioggia rossa di Kerala fosse dovuta all'esplosione di una cometa nei cieli indiani, ma uno studio commissionato dal governo concluse che si dovesse trattare di spore provenienti da alghe terrestri. Si parlò anche di sangue di vacca, di licheni, e vennero avanzate molte ipotesi circa la possibilità della contaminazione della pioggia da parte di animali o piante della regione.

Godfrey Louis e Santosh Kumar tuttavia la pensavano diversamente, e proposero l'ipotesi delle cellule di origine extraterrestre. La loro ipotesi fu che una cometa avesse trasportato delle particelle rosse organiche, e che l'esplosione del bolide nell'atmosfera avesse diffuso queste simil-spore nell'aria.

Trovarono diverse evidenze del fatto che le particelle che coloravano di rosso la pioggia erano di natura biologica, anche se non si fu in grado di rilevare la presenza di DNA o RNA. Secondo loro, i "microorganismi isolati dalla pioggia rossa di Kerala mostrano caratteristiche straordinarie, come l'abilità di crescere alla perfezione a 300°C e la capacità di metabolizzare una vasta gamma di elementi organici ed inorganici".
Ovviamente, i due ricercatori furono sepolti dalle critiche, che piovvero da ogni parte.

Introduzione finita. Ecco la notizia: il dibattito sulle cellule della pioggia rossa di Kerala si riapre, dopo la scoperta che queste cellule si possono anche riprodurre.
I due ricercatori, aiutati da altri provenienti dall' Università di Glamorgan, dalla Cardiff University e dalla Sheffield University, hanno mostrato che le cellule sopravvivono e crescono dopo un periodo di incubazione a 121°C.

In queste condizioni, appaiono cellule figlie all'interno delle cellule madri, cosa che non si verifica a temperatura ambiente, suggerendo che la riproduzione sia guidata dalla temperature.
La cosa è estremamente insolita: le spore di alcuni estremofili possono sopravvivere a queste temperature, a volte anche riprodursi a temperature un po' più basse, ma non si comportano come le cellule rosse di Kerala.

Ad aggiungersi a questo, lo spettro luminoso di queste cellule sembra essere molto simile alla traccia rossa lasciata dalla nebulosa planetaria Rettangolo Rosso e da altri oggetti cosmici, suggerendo una sempre più possibile origine extraterrestre di queste cellule.

E' naturale che saranno necessari ulteriori studi, e che è troppo presto per farsi prendere da facili entusiasmi. Sappiamo per ora che questo organismo è unico nel suo genere, e che possiede caratteristiche straordinarie. Ma prima di dire con certezza che siamo di fronte ad un essere extraterrestre, e che abbiamo avuto prova della possibilità della panspermia, occorrerà analizzare la questione ancora più a fondo.

Fonte: http://www.ditadifulmine.com/2010/09/pioggia-rossa-di-kerala-alla-ribalta.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+DitaDiFulmine+%28Dita+di+Fulmine%29

Dean e le quattro razze umanoidi

E’ venuto anche in Italia, all’inizio dell’estate, e ha parlato a un convegno svoltosi in Calabria. Più in generale, è “agitato” e, soprattutto, appare risoluto ad attaccare. Stiamo parlando di Robert Dean, ex sergente maggiore della Nato ma, nella sua ultradecennale carriera di militare, pure comandante di unità operative nelle guerre in Corea e in Vietnam.



Va all’attacco di che cosa? Di quella che lui sostiene essere una verità ormai non più mascherabile: gli alieni non solo ci scrutano, ma da tempo stanno prendendo le “misure”, con interesse, al genere umano. Tra le razze extraterrestri ce ne sarebbero infatti quattro con il “taglio” umanoide (ideali per i “pezzi di ricambio?”: in fondo è una tesi che in tempi non sospetti, gli anni 70 della serie Ufo e Shado, gli sceneggiatori inglesi Gerry e Sylvia Anderson avevano già teorizzato) e una di queste, oltretutto, sarebbe formata da individui perfetti. Noi, insomma, saremmo degli ibridi di serie B. Certo, ripensando a certe escursioni sulla “razza pura” fatta da ben noti e tristi personaggi della storia, vengono i brividi e occorre frenare. Però, in assoluto, depurando le riflessioni da ogni basso istinto e da certi orrori, potrebbe anche starci che, in un ipotetico ranking di entità che popolano l’universo, noi non si sia al posto più elevato (posto e premesso che occorre pure mettersi d’accordo su questo concetto). Comunque, le parole e l’incavolatura di Dean sono riassunte in questa frase, pubblicata dal sito www.nonapritequelportale.com: “Sono stanco, arrabbiato e spazientito… il tempo è venuto, è ora di dire le cose come stanno. Ho atteso trent’anni questo momento e la mia pazienza è finita. Oltretutto si sta parlando di un argomento che è il più importante dei nostri tempi e certamente uno dei più significativi di tutta l’umanità”.
dean.jpg
Come dargli torto? Se venisse provato che si è coperta l’esistenza degli alieni, qualcuno dovrebbe un giorno fornire adeguate spiegazioni, al di là del ragionevole motivo di celare per non impressionare una massa che potrebbe essere colta dal panico. Su You Tube, come ci ha segnalato il nostro amico Suntheory, c’è un filmato di 4 minuti scarsi che riassume però bene la posizione e i sospetti di Dean: vi invito anch’io a cliccarlo (questo e il link) e poi a commentarlo. Una cosa su tutte mi ha colpito: un uomo, per quanto non lo conosca e non lo possa giudicare nel grado di attendibilità, che ha frequentato per tanto tempo ambienti di un certo profilo del suo Paese, gli Stati Uniti, è tra quelli che sospetta complotti e coperture: è solo un pazzo, un mitomane scriteriato, o un furbastro in cerca di facile pubblicità? Per la cronaca, l'ex militare comincia dalla Nasa. E non è necessario arrivare alla storia controversa, anzi di più, delle missioni fantasma Apollo 19 e Apollo 20. Ci si può tranquillamente fermare alle spedizioni che, con buona pace di coloro che sostengono che l’uomo non è mai andato sulla Luna, sono state ufficialmente consegnate ai libri di storia.

Fonte: http://misterobufo.corriere.it/

lunedì 30 agosto 2010

Cina precursore disclosure sugli UFO?

Gli avvenimenti ufologici verificatisi negli ultimi tempi in Cina, hanno innescato una vera e propria inversione di tendenza, tra la classe dirigente e la comunità scientifica cinese, nel modo di affrontare pubblicamente argomenti complessi come quello della presenza extraterrestre sul nostro pianeta.



Una vera e propria breccia si è aperta nel muro di gomma che tradizionalmente ha sempre caratterizzato il paese, ponendolo nella paradossale condizione di essere addirittura annoverato tra quelli che, negli ultimi anni, hanno incominciato o si apprestano a varcare il sentiero del tanto sospirato disclosure.
A conferma di tutto ciò, basti registrare le dichiarazioni di uno dei più celebri esponenti della comunità scientifica cinese, il Prof. Whang Sichao, responsabile del celebre osservatorio astronomico di Purple Mountain (situato nella provincia di Nanjing), il quale avrebbe pubblicamente ammesso, in una conferenza ufficiale tenutasi in questi giorni ed ampiamente riportata dai media cinesi, che gli UFO sono ormai una realtà innegabile e che il suo osservatorio li ha più volte studiati in questi anni.
In particolare, nel suo discorso, il Prof. Sichao avrebbe affermato che:


* alcune razze aliene visitano da tempo il nostro pianeta;
* le navicelle spaziali sarebbero guidate da intelligenze artificiali (veri e propri robot);
* gli UFO possono viaggiare ad una velocità molto prossima a quella della luce;
* gli UFO sono stati osservati dall’osservatorio astronomico cinese moltissime volte e stazionano ad altezze comprese tra i 150 ed i 1500 chilometri di distanza dalla Terra;
* per la loro propulsione utilizzano probabilmente la fusione nucleare;
* dopo 39 anni di lavoro nell’osservatorio astronomico di Purple Mountain egli crede che questi velivoli possano vincere la gravità terrestre per rimanere sospesi nel cielo.

Il Prof. Whang Sichao si è inoltre dissociato ampiamente dalle ormai famose dichiarazioni rese non molto tempo fa dall’astrofisico Steven Hawking in tema di alieni, ed ha affermato che queste razze, almeno fino ad oggi, si sono rivelate totalmente pacifiche ed in grado di creare il loro fabbisogno grazie all’avanzata tecnologia di cui dispongono. Quanto alla loro eventuale pericolosità non ci sono indicazioni o prove concrete che lo confermino, ed anche nell’ipotesi in cui, in futuro, qualcuna di esse dovesse rivelarsi ostile dovremo sempre ricordare di aver a che fare con degli esseri viventi (e non con dei immortali) e come tali in grado di essere contrastati.

Fonte: http://www.allnewsweb.com
Fonte: http://danilo1966.splinder.com/

martedì 17 agosto 2010

Ordine del governo brasiliano: "L'Air Force schedi gli Ufo"

Come direbbero i tedeschi? Forse "Achtung, Ufen!"... Sarà tutta una bufala, sarà il frutto di allucinazioni, sarà tutto quello che volete, ma intanto in materia di Ufo si deve registrare una nuova e significativa presa di posizione di un Governo.



Anzi, nel caso del Brasile c'è qualcosa di più: un provvedimento ufficiale e immediatamente operativo, del quale ha riferito la BBC nella sezione America Latina del suo sito online. L'amministrazione di Brasilia ha disposto che l'Aeronautica Militare d'ora in poi registri meticolosamente ogni avvistamento di oggetti non identificati. Il rapporto su tutto quello di inusuale che si noterà, dovrà essere il più dettagliato possibile: andranno inclusi anche eventuali filmati e fotografie. Nell'operazione saranno coinvolti pure i piloti civili e i controllori del traffico: i dati raccolti saranno conservati a Rio de Janeiro e messi a disposizione degli scienziati e dei ricercatori, in particolare di quelli che sono alla caccia delle prove dell'esistenza della vita oltre la Terra. L'Air Force si è messa a disposizione, salvo precisare che si limiterà a registrare: non ordinerà insomma ai piloti di tentare l'ingaggio con gli Ufo (forse non è una cattiva idea...) e non si occuperà di approfondire i casi con ricerche specifiche, non avendo le strutture adatte per farlo. Il fenomeno degli Ovni ha avuto una certa escalation anche in Brasile. Nella storia ci sono almeno due episodi mai veramente chiariti. Il primo risale al 1986: fu proprio l'Aeronautica a occuparsene, dal momento che alcuni jet dovettero decollare su allarme da una base di San Paolo; in cielo erano apparsi oggetti dalla natura e dal comportamento stranissimi. Nove anni prima, invece, nella città amazzonica di Vigia si era registrato un caso collettivo, catalogabile in una via di mezzo tra gli incontri ravvicinati del terzo e del quarto tipo (che contemplano l'abduction, cioè il rapimento della vittima): alcuni residenti sostennero di essere stati attaccati da esseri che non potevano essere terrestri, nel senso di umani o animali. Infine, di recente il quotidiano "O Dia" ha pubblicato la testimonianza di un controllore di volo: "Gli avvistamenti sono stati riportati al massimo livello; mi risulta che molti ministri e addirittura un ex presidente della Repubblica abbiano ammesso di aver visto degli Ufo". Che cosa c'è di vero? A scanso di equivoci, gli ufologi brasiliani hanno già chiesto che tutta la documentazione che sarà raccolta venga resa pubblica così com'è. Senza filtri e attese.

Fonte: http://misterobufo.corriere.it/

mercoledì 11 agosto 2010

Riaperto il mistero degli anelli di Rhea

Qualcosa di sconosciuto sta generando una serie di emissioni elettromagnetiche simmetriche su Rhea, la luna di Saturno. Nel 2008 si era pensato fosse un sistema di anelli, ma le nuove immagini di Cassini sembrerebbero smentire questa ipotesi.



Rhea è la seconda luna più grande di Saturno, e la nona nella classifica di dimensioni dei satelliti naturali del Sistema Solare. Scoperta nel 1672 da Giovanni Domenico Cassini, è composta per tre quarti da ghiaccio d'acqua, e probabilmente un nucleo interno omogeneo composto anch'esso da ghiaccio e per circa il 25% da roccia.

Nel Marzo del 2008, la NASA annunciò che Rhea potesse essere provvista di un debole sistema di anelli. Polveri e detriti sembravano estendersi oltre la sfera di Hill di Rhea, la sfera in cui la luna esercita la sua attrazione gravitazionale rispetto a quella esercitata da Saturno, e si fanno più densi con l'avvicinarsi alla superficie della luna. Da allora la NASA cerca conferma dell'esistenza di questi anelli; conferma che, se fosse giunta, avrebbe donato a Rhea il titolo di prima luna dotata di anelli.

Ma Cassini, la stessa sonda che effettuò le misurazioni nel 2008 che lanciarono l'ipotesi degli anelli, sembra aver smentito l'ipotesi. Matthew Tiscareno, della Cornell University, non è riuscito a rilevare gli anelli ipotizzati in precedenza.

L'ipotesi degli anelli era principalmente basata sulla misurazione di un calo simmetrico degli elettroni attorno al Rhea avvenuta nel 2005. Per testare la presenza di anelli, Cassini è stata posizionata su quello che avrebbe potuto essere il confine degli anelli, dove la maggior parte dei detriti sarebbe stato visibile.

Dopo aver scattato un set di 65 immagini tra il 2008 ed il 2009, si è notato che...non si vede nulla. Nessun oggetto, nessun detrito. Secondo i dati del 2008 tuttavia, a quella distanza ed in quella posizione qualcosa sarebbe dovuto essere visibile, se davvero ci si fosse trovati di fronte ad anelli.
Gli anelli infatti dovrebbero essere composti da detriti che variano dalle dimensioni di un fagiolo a quelle di rocce vere e proprie, oltre alla presenza di una nube di polveri che si dovrebbe estendere per oltre 5900 km dal centro di Rhea.

In effetti, c'è polvere attorno a Rhea. Tre strumentazioni di Cassini sono entrate in contatto diretto con la polvere, ma la presenza di oggetti più grandi è solo stata ipotizzata dalle analisi degli elettroni.

"Ci sono effetti elettromagnetici non spiegati molto forti ed interessanti attorno a Rhea" spiega Tiscareno. "Ma siamo quasi certi che non si verificano per via di materiale solido in orbita attorno alla luna".

Fonte: http://www.ditadifulmine.com/2010/08/riaperto-il-mistero-degli-anelli-di.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+DitaDiFulmine+%28Dita+di+Fulmine%29

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...