Li chiamano UFO e tutti pensano a navicelle spaziali con alieni in libera uscita, all’area 51 o a extraterresti che studiano la Terra dall’alto della loro tecnologia avanzata. In realtà di questi Oggetti Volanti Non identificati (Unidentified Flying Object nella versione inglese che dà vita all’acronimo che tutti noi conosciamo) non si sa molto. Eppure in Italia, dagli anni Settanta a oggi, gli avvistamenti “ufficiali” raccolti dall’Aeronautica Militare sono più di 400. A questo fenomeno, ancora in gran parte sconosciuto, i giornalisti Lao Petrilli (RDS, La stampa) e Vincenzo Sinapi (ANSA) hanno dedicato un bel libro dal titolo “UFO – I dossier italiani” (Editore Mursia). Coi due autori, che hanno affrontato l’argomento in maniera rigorosa e oggettiva, abbiamo parlato di tutti questi avvistamenti nei cieli italiani che non hanno trovato alcuna giustificazione tecnica o naturale.
Qual è la genesi di questo libro? Da quale esigenza nasce?
Lao Petrilli: Il libro nasce dalla nostra curiosità giornalistica. Sapevamo dell'esistenza dell'archivio istituzionale che raccoglie la documentazione sugli UFO italiani. Visto che nessuno vi aveva avuto libero accesso, e che non esistevano pubblicazioni esaustive sulla materia, dopo averne parlato fra di noi per un certo periodo, abbiamo pensato che sarebbe stato interessante - e forse utile - avvicinarci alla questione con l'approccio asettico del nostro lavoro di cronisti. Fatta richiesta all'Aeronautica Militare, gli interlocutori, che già ci conoscevano anche per la nostra esperienza di inviati di guerra, ci hanno concesso la consultazione degli atti. Li abbiamo trattati esattamente come i documenti di altra natura che trattiamo quotidianamente.
In quale periodo storico ci sono più segnalazioni? Qual è la regione con più UFO?
Lao Petrilli: Il trend degli avvistamenti è abbastanza regolare, seppure con qualche discostamento che appare fisiologico. E con un'eccezione molto evidente. Nel 1978 furono registrati addirittura 69 casi. C'è da ricordare che in quel periodo grande successo ebbe il bellissimo film di Spielberg, “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Non è perciò da escludere un effetto-suggestione. La Regione con più avvistamenti è il Lazio. Dal 1972 al 2013 ce ne sono stati in tutta Italia 445, 53 dei quali nel Lazio, 43 in Toscana, 36 in Campania e in Lombardia, 34 in Puglia, 31 in Sicilia. Fanalini di coda sono l'Umbria, con 3, la Valle d'Aosta con 2, e il Molise, con un solo avvistamento.
Come si è posto lo Stato di fronte agli UFO? C’è un’attenzione particolare oppure il fenomeno viene sottovalutato?
Vincenzo Sinapi: Nel libro si tratta anche questo aspetto. I documenti consultati dimostrano come della materia si sia sempre occupata l’Aeronautica militare: quella degli Ufo, del resto, è un’evidente “violazione” dello spazio aereo nazionale e garantirne la difesa è il principale compito istituzionale dell’Arma azzurra. Nel 1978 – anno boom di avvistamenti e di alcuni casi “allarmanti” – su input di Palazzo Chigi e del ministero della Difesa, l’Aeronautica viene ufficialmente individuata come l’Istituzione competente a raccogliere le segnalazioni di Ufo provenienti dalle altre Forze Armate e dalle Forze di Polizia, oltre che dagli enti civili che in un modo o nell’altro hanno a che fare con la sicurezza del volo. Di fronte a queste segnalazioni, l’Aeronautica fa una serie di indagini tutte finalizzate a stabilire che l’oggetto non costituisca una “minaccia” per il Paese. Se alla fine non è possibile individuare una causa tecnica o naturale, l’evento viene classificato come Ufo. Niente di più niente di meno. Da tempo e da più parti si sollecitano indagini più approfondite finalizzate ad individuare la “natura” di questi oggetti. Indagini che però esulano dai compiti della Forza armata. E’ proprio per questo che, sempre dal 1978, si parla di un coinvolgimento anche del Cnr. Nei documenti esaminati c’è la conferma di un accordo in questo senso raggiunto tra sei diversi ministeri, su indicazione della presidenza del Consiglio. Sembra tutto deciso, ma alla fine non se ne fa niente. Il motivo non è dato sapere.
A suo avviso quanto sono attendibili queste dichiarazioni? Ce ne sono alcune molto autorevoli, come quelle dei piloti di linea, ma altre che sembrano francamente frutto dell’immaginazione.
Lao Petrilli: A mio avviso il solo fatto che siano state incluse in documenti ufficiali, nell'unico archivio istituzionale esistente sulla questione-UFO, le rende più attendibili di altre. E' però ovvio che le dichiarazioni più 'serie' sono quelle di piloti (sia di voli di linea che militari) con molte ore di volo nel curriculum, così come di esponenti delle forze dell'ordine. Alcune delle altre testimonianze, poi, effettivamente, suscitano perplessità. Le abbiamo comunque incluse nel libro perché prese in considerazione dalla stessa Aeronautica Militare, sebbene in certe carte, quelle appunto relative ad episodi 'coloriti', si legga fra le righe di qualche dubbio emerso fra chi ha indagato.
Qual è l’elemento curioso in cui vi siete imbattuti durante le ricerche?
Vincenzo Sinapi: Le descrizioni di “umanoidi”, nei rari casi di incontri ravvicinati del terzo tipo archiviati dall’Aeronautica, sono probabilmente le più intriganti. Si passa dall’alieno “altro tre metri con le ginocchia nodose”, a quelli “alquanto belli nelle loro tute attillate”, all’extraterrestre che “in italiano, ma con accentuato timbro vocale metallico”, minaccia il contadino che lo guarda interdetto dicendogli: “se non te ne vai ti lancio pinna velenosa…”. Curiose anche le descrizioni degli oggetti volanti non identificati: il classico disco volante è sempre molto gettonato, ma ci sono anche quelli a forma di “sigaro”, di “cappello da zorro” o da “Babbo Natale”. Ed è stato visto anche un Ufo “a forma di ocarina”.
fonte: http://www.huffingtonpost.it/2014/04/18/ufo-dossier-italiani-avvistamenti-verita-aeronautica_n_5172269.html
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mercoledì 23 aprile 2014
"UFO – I dossier italiani", gli autori Petrilli e Sinapi: "Ecco tutta la verità dell'Aeronautica Militare"
domenica 28 agosto 2011
Cagliari, "cavia aliena", vilipesa lascia il paese.
Un recente articolo su Giovanna Podda. Molti di voi conosceranno la sua storia per averla vista nella trasmissione "Mistero"....Da tanti la sua storia è considerata falsa....
Cagliari- «Devo sbattere sul tavolo l'alieno per farmi credere?». Da quando attraverso gli schermi della tv il suo presunto incontro ravvicinato con gli inquilini dello spazio è diventato di dominio pubblico, la sua vita è diventata un incubo.
Giovanna Podda, 40 anni, ha perso il lavoro, in paese, un comune del Medio Campidano di cui preferisce tacere il nome, è stata messa all'indice e ha dovuto trasferirsi a Quartu Sant'Elena, allontanandosi dalla sua famiglia. «Non ne potevo più di sentirmi sghignazzare dietro le spalle ad ogni passo, volevo solo raccontare quel che mi è capitato», confessa amareggiata. Tutto è cominciato due anni fa con una denuncia-coraggio raccolta dalla trasmissione Mistero condotta da Enrico Ruggeri. A settembre la donna tornerà sugli stessi schermi per una nuova apparizione. Giovanna ha raccontato di essere stata rapita dai 'grigì, un popolo di alieni, all'età di cinque anni e per decine di volte di essere stata sottoposta ad analisi e inseminazione.
Trattata da cavia per dar vita ad una nuova razza mista di terrestri e extraterrestri. «Sono rimasta incinta una ventina di volte, una di queste è andata male e il feto malformato è rimasto a casa mia», ricorda, mentre nella sua abitazione di Quartu mostra l'autopsia di presunti resti di un feto, una sorta di amalgama di carne ed ossa insanguinati. Poi indica come prove tracce verdi fosforescenti e indelebili sul suo corpo, sul materasso, sulle pareti. Fino a quella che definisce la prova madre: la fotocopia di una tac che rivelerebbe l'anomala presenza dentro di lei di un oggetto non qualificabile. Un'esperienza a dir poco insolita che ha provocato scetticismo a non finire e molta ironia. Ma c'è chi le crede. A partire dal suo compagno, con cui convive da quando ha dovuto lasciare il suo paese natale. Ma non solo. Il 24 e 25 settembre è chiamata a portare la sua testimonianza e sarà una delle relatrici al convegno «Interazioni tra umani e alieni» in programma a Roma con la partecipazione straordinaria di Trevis Walton, l'uomo rapito dagli extraterrestri.
«Da quando frequento i convegni di ufologia non mi sento più sola, nè pazza», aggiunge Giovanna che riprende con il suo racconto. «Sono rimasta vittima di sequestro da parte di un gruppo di extraterrestri, con tanto di astronave. Mi hanno portato in un luogo misterioso, sottoposta a dolorosi esperimenti, c'erano altri umani, soffrivano, cercavano di ribellarsi, ma erano inermi». Un racconto a cui il mondo scientifico per lo più non ha dato credito. Giovanna si porta appresso quella che dichiara essere una sacrosanta e cruda verità e non il parto di una mente esaltata, come in tanti credono. «Ho avuto il coraggio di rivelare questa verità. Non sono l'unica a vivere simili esperienze - sottolinea - ma altri preferiscono tacere. Io sentivo il bisogno di rendere noto questo dramma che sto vivendo. Liberarmi di un grande peso e far uscire altre persone allo scoperto. Invece mi si è appesantito il fardello. Ma non mi pento. Si vogliono tenere nascoste certe verità. Ma gli extraterrestri esistono e sono qua tra noi».
Fonte: http://www.leggo.it/articolo.php?id=136706&sez=ITALIA
Cagliari- «Devo sbattere sul tavolo l'alieno per farmi credere?». Da quando attraverso gli schermi della tv il suo presunto incontro ravvicinato con gli inquilini dello spazio è diventato di dominio pubblico, la sua vita è diventata un incubo.
Giovanna Podda, 40 anni, ha perso il lavoro, in paese, un comune del Medio Campidano di cui preferisce tacere il nome, è stata messa all'indice e ha dovuto trasferirsi a Quartu Sant'Elena, allontanandosi dalla sua famiglia. «Non ne potevo più di sentirmi sghignazzare dietro le spalle ad ogni passo, volevo solo raccontare quel che mi è capitato», confessa amareggiata. Tutto è cominciato due anni fa con una denuncia-coraggio raccolta dalla trasmissione Mistero condotta da Enrico Ruggeri. A settembre la donna tornerà sugli stessi schermi per una nuova apparizione. Giovanna ha raccontato di essere stata rapita dai 'grigì, un popolo di alieni, all'età di cinque anni e per decine di volte di essere stata sottoposta ad analisi e inseminazione.
Trattata da cavia per dar vita ad una nuova razza mista di terrestri e extraterrestri. «Sono rimasta incinta una ventina di volte, una di queste è andata male e il feto malformato è rimasto a casa mia», ricorda, mentre nella sua abitazione di Quartu mostra l'autopsia di presunti resti di un feto, una sorta di amalgama di carne ed ossa insanguinati. Poi indica come prove tracce verdi fosforescenti e indelebili sul suo corpo, sul materasso, sulle pareti. Fino a quella che definisce la prova madre: la fotocopia di una tac che rivelerebbe l'anomala presenza dentro di lei di un oggetto non qualificabile. Un'esperienza a dir poco insolita che ha provocato scetticismo a non finire e molta ironia. Ma c'è chi le crede. A partire dal suo compagno, con cui convive da quando ha dovuto lasciare il suo paese natale. Ma non solo. Il 24 e 25 settembre è chiamata a portare la sua testimonianza e sarà una delle relatrici al convegno «Interazioni tra umani e alieni» in programma a Roma con la partecipazione straordinaria di Trevis Walton, l'uomo rapito dagli extraterrestri.
«Da quando frequento i convegni di ufologia non mi sento più sola, nè pazza», aggiunge Giovanna che riprende con il suo racconto. «Sono rimasta vittima di sequestro da parte di un gruppo di extraterrestri, con tanto di astronave. Mi hanno portato in un luogo misterioso, sottoposta a dolorosi esperimenti, c'erano altri umani, soffrivano, cercavano di ribellarsi, ma erano inermi». Un racconto a cui il mondo scientifico per lo più non ha dato credito. Giovanna si porta appresso quella che dichiara essere una sacrosanta e cruda verità e non il parto di una mente esaltata, come in tanti credono. «Ho avuto il coraggio di rivelare questa verità. Non sono l'unica a vivere simili esperienze - sottolinea - ma altri preferiscono tacere. Io sentivo il bisogno di rendere noto questo dramma che sto vivendo. Liberarmi di un grande peso e far uscire altre persone allo scoperto. Invece mi si è appesantito il fardello. Ma non mi pento. Si vogliono tenere nascoste certe verità. Ma gli extraterrestri esistono e sono qua tra noi».
Fonte: http://www.leggo.it/articolo.php?id=136706&sez=ITALIA
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lunedì 1 agosto 2011
Italia e Ufo: le prove che il duce sapeva
La sigla che identifica il fenomeno è inglese: Ufo (Unidentified flying Objects). E del resto per la storia dell’ufologia ufficiale il primo vero avvistamento di dischi volanti è quello compiuto dall’uomo d’affari Kenneth Arnold sul monte Rainer. E anche per quanto riguarda i precedenti di norma si citano solo i foo fighter (caccia di fuoco) avvistati dagli aerei da guerra alleati durante il Secondo conflitto mondiale.
Però potrebbe essere il caso di retrodatare la nascita dell’ufologia di più di un decennio. E udite udite di spostarla in Italia. Negli anni Trenta infatti diversi Ufo sarebbero stati avvistati sulla nostra penisola e il Duce avrebbe addirittura voluto la creazione di un apposito istituto di ricerca e sorveglianza: il Gabinetto RS33.
È questa l’ardita tesi, che non manca però di documentazione, presentata da Roberto Pinotti e Alfredo Lissoni in Luci nel cielo. Italia e Ufo: le prove che il duce sapeva (Mondadori, pagg. 310 euro 9,50). I primi avvistamenti sarebbero avvenuti tra il 1933 e il 1936. A esempio, carte con l’intestazione del senato del Regno proverebbero che i caccia italiani si alzarono in volo nella zona di Venezia per inseguire «un aeronave misteriosa». Un «disco metallico, netto lucente, largo dicono, dieci o dodici metri». L’inseguimento finì quasi subito visto che gli aerei in zona avevano una velocità di crociera di poco superiore ai 130 kilometri orari. Ma la stessa aeronave, in compagnia di un gigantesco sigaro lucente, fu rivista poco dopo dalle parti di Trieste.
E poi pare proprio che il Duce in persona avesse voluto mettere in piedi un pool di scienziati di cui è stato possibile ricostruire i membri: il biologo sperimentale Filippo Bottazzi, l’ingegnere aeronautico Gaetano Arturo Crocco, il botanico Romualdo Pirotta, il famoso matematico Francesco Severi, Giancarlo Vallauri esperto di elettrotecnica e ferromagnetismo, il chimico Francesco Giordani, e Dante De Blasi medico e igienista. Per capire il profilo dei personaggi citati basti ricordare che Crocco è quel genio dell’aeronautica e dei razzi che per primo ha teorizzato l’utilizzo della fionda gravitazionale nei viaggi spaziali. Insomma gli italiani erano convinti della presenza nei loro cieli di aeromobili stranieri di natura e tecnologia sconosciuta. Questa è l’ipotesi di minima. Ma Pinotti -che è stato un consulente del SETI (l’ente radioastronomico per la ricerca di civiltà estraterrestri) e fondatore del Cun (il Centro Ufologico Nazionale) e Lissoni - giornalista che da sempre indaga sugli Ufo - si spingono anche più in là. Nel 1933 un Ufo si sarebbe schiantato al suolo nel milanese e sarebbe stato poi nascosto a scopo di studio nei capannoni della Siai Marchetti di Vergiate. E di questa vicenda (già nota) ricostruiscono attentamente la genesi. Con tanto di connection nazista per impossessarsi della documentazione italiana e delle tecnologie sviluppate a partire dalla «retroingegneria» del mezzo alieno. Qui i lettori più scettici leggendo di V7 e di raggi della morte sviluppati da Guglielmo Marconi qualche dubbio, nonostante i documenti citati nel libro, se lo faranno venire. Anche a ragione. Però il fatto che l’Ovra e il regime andassero a caccia di misteriosi oggetti volanti, beh, questo sembra essere abbastanza ben documentato... Esattamente come il fatto che Gaetano Arturo Crocco abbia sviluppato idee (come la propulsione a liquido), progetti e teorie poi sfruttate dalla Nasa. Genialità o «retroingegneria» (aliena o meno)?
Fonte: http://www.ilgiornale.it/cultura/la_crisi_grecia__giallo/libri-cultura_moderna-ufo-alieni-duce-italia-hitler-mussolini-disco_volante/01-08-2011/articolo-id=537924-page=0-comments=1
Però potrebbe essere il caso di retrodatare la nascita dell’ufologia di più di un decennio. E udite udite di spostarla in Italia. Negli anni Trenta infatti diversi Ufo sarebbero stati avvistati sulla nostra penisola e il Duce avrebbe addirittura voluto la creazione di un apposito istituto di ricerca e sorveglianza: il Gabinetto RS33.
È questa l’ardita tesi, che non manca però di documentazione, presentata da Roberto Pinotti e Alfredo Lissoni in Luci nel cielo. Italia e Ufo: le prove che il duce sapeva (Mondadori, pagg. 310 euro 9,50). I primi avvistamenti sarebbero avvenuti tra il 1933 e il 1936. A esempio, carte con l’intestazione del senato del Regno proverebbero che i caccia italiani si alzarono in volo nella zona di Venezia per inseguire «un aeronave misteriosa». Un «disco metallico, netto lucente, largo dicono, dieci o dodici metri». L’inseguimento finì quasi subito visto che gli aerei in zona avevano una velocità di crociera di poco superiore ai 130 kilometri orari. Ma la stessa aeronave, in compagnia di un gigantesco sigaro lucente, fu rivista poco dopo dalle parti di Trieste.
E poi pare proprio che il Duce in persona avesse voluto mettere in piedi un pool di scienziati di cui è stato possibile ricostruire i membri: il biologo sperimentale Filippo Bottazzi, l’ingegnere aeronautico Gaetano Arturo Crocco, il botanico Romualdo Pirotta, il famoso matematico Francesco Severi, Giancarlo Vallauri esperto di elettrotecnica e ferromagnetismo, il chimico Francesco Giordani, e Dante De Blasi medico e igienista. Per capire il profilo dei personaggi citati basti ricordare che Crocco è quel genio dell’aeronautica e dei razzi che per primo ha teorizzato l’utilizzo della fionda gravitazionale nei viaggi spaziali. Insomma gli italiani erano convinti della presenza nei loro cieli di aeromobili stranieri di natura e tecnologia sconosciuta. Questa è l’ipotesi di minima. Ma Pinotti -che è stato un consulente del SETI (l’ente radioastronomico per la ricerca di civiltà estraterrestri) e fondatore del Cun (il Centro Ufologico Nazionale) e Lissoni - giornalista che da sempre indaga sugli Ufo - si spingono anche più in là. Nel 1933 un Ufo si sarebbe schiantato al suolo nel milanese e sarebbe stato poi nascosto a scopo di studio nei capannoni della Siai Marchetti di Vergiate. E di questa vicenda (già nota) ricostruiscono attentamente la genesi. Con tanto di connection nazista per impossessarsi della documentazione italiana e delle tecnologie sviluppate a partire dalla «retroingegneria» del mezzo alieno. Qui i lettori più scettici leggendo di V7 e di raggi della morte sviluppati da Guglielmo Marconi qualche dubbio, nonostante i documenti citati nel libro, se lo faranno venire. Anche a ragione. Però il fatto che l’Ovra e il regime andassero a caccia di misteriosi oggetti volanti, beh, questo sembra essere abbastanza ben documentato... Esattamente come il fatto che Gaetano Arturo Crocco abbia sviluppato idee (come la propulsione a liquido), progetti e teorie poi sfruttate dalla Nasa. Genialità o «retroingegneria» (aliena o meno)?
Fonte: http://www.ilgiornale.it/cultura/la_crisi_grecia__giallo/libri-cultura_moderna-ufo-alieni-duce-italia-hitler-mussolini-disco_volante/01-08-2011/articolo-id=537924-page=0-comments=1
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venerdì 15 luglio 2011
"Amicizia": un vero caso di contatto tra umani e alieni?
Tra il 1956 e la fine degli anni ’70 in Italia un largo gruppo di persone, appartenenti alle più diverse categorie sociali , fu coinvolto in quello che è senza alcun dubbio il più importante e meglio documentato caso di contattismo di massa mai registrato nel nostro paese. La vicenda è passata alla storia con il nome di “Amicizia” ed è rimasta segreta per più di tre decenni fino a quando, nel 2007, è stata resa nota al pubblico attraverso il libro “Contattismi di Massa” (Nexus, 2007) nel quale l’autore vengono rese pubbliche le memorie di uno dei maggiori protagonisti della vicenda.
A seguito della pubblicazione del libro, altri testimoni che avevano preso parte a quella straordinaria vicenda di contatto si sono fatti avanti per raccontare gli eventi da loro vissuti molti decenni prima. La mole di prove fotografiche e video è impressionante sia per qualità che per quantità. Così come straordinarie sono le testimonianze dirette di coloro che, ancora in vita, hanno scelto di raccontare questa storia. Tra questi ultimi, il Console italiano Carlo Alberto Perego, esponente di spicco della diplomazia italiana prima e dopo la guerra, il quale fu pesantemente coinvolto nel caso “Amicizia” tanto da aver svelato per primo in Italia, già nel 1957, l’esistenza di basi aliene sulla Terra e in particolare sul suolo italiano. Vi proponiamo un'intervista ad Ivan Ceci, giornalista e ufologo che si occupa del caso e ci parla anche di un simile caso he attualmente si stà verifiando in Cile.
Fonte: http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/483-conferenza-ufo-dibattito-sul-qcaso-amiciziaq-a-pomezia-roma
A seguito della pubblicazione del libro, altri testimoni che avevano preso parte a quella straordinaria vicenda di contatto si sono fatti avanti per raccontare gli eventi da loro vissuti molti decenni prima. La mole di prove fotografiche e video è impressionante sia per qualità che per quantità. Così come straordinarie sono le testimonianze dirette di coloro che, ancora in vita, hanno scelto di raccontare questa storia. Tra questi ultimi, il Console italiano Carlo Alberto Perego, esponente di spicco della diplomazia italiana prima e dopo la guerra, il quale fu pesantemente coinvolto nel caso “Amicizia” tanto da aver svelato per primo in Italia, già nel 1957, l’esistenza di basi aliene sulla Terra e in particolare sul suolo italiano. Vi proponiamo un'intervista ad Ivan Ceci, giornalista e ufologo che si occupa del caso e ci parla anche di un simile caso he attualmente si stà verifiando in Cile.
Fonte: http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/483-conferenza-ufo-dibattito-sul-qcaso-amiciziaq-a-pomezia-roma
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giovedì 14 luglio 2011
Un Ufo Disegna Una Stella Nel Cielo Di Lecce - Fake, vero Ufo o esperimento militare?
Un turista sta girando un filmato mentre si trova in vacanza a Lecce. Cammina, raggiunge la piazza principale della città, inquadra le bellezze architettoniche del luogo e si sofferma sulla statua di Sant'Oronzo, commentando il tutto. Un video amatoriale come tanti, tantissimi altri. Solo che, mentre il turista commenta, in lingua inglese, le bellezze cittadine e la statua del Santo, ecco apparire nel cielo uno strano oggetto. E' un oggetto volante non identificato, luminoso tanto da poter sembrare una stella - se solo il video non fosse girato in pieno giorno, per giunta con il cielo sereno e tersissimo - e velocissimo. L'ovni si sposta seguendo traiettorie in linea retta e compiendo repentini cambi di rotta, fino a disegnare una stella a cinque punte nel cielo sovrastante la piazza principale leccese.
Impossibile che si trattasse di una stella, altrettanto impossibile che fosse un aereo a meno che, è chiaro, non si tratti di qualche prototipo militare ancora coperto dal segreto. In tal caso, però, perchè effettuare un'esercitazione proprio in pieno giorno e sopra una città popolosa e frequentata da turisti come Lecce? Se di segreto militare si tratta, perchè compiere evoluzioni che possano essere viste e riprese da qualcuno (cosa che, in effetti, è avvenuta)?
Il video amatoriale del turista anglofono è stato prontamente caricato su Youtube e, come di consueto in questi casi, ha scatenato la solita polemica tra quanti credono negli extraterrestri e coloro che invece ritengono che si tratti di un fake o di una burla ben organizzata...Vi faremo sapere...
Fonte: http://www.paid2write.org/attualita_gossip/un_ufo_disegna_una_stella_nel_cielo_di_lecce_il_video_16725.html
Impossibile che si trattasse di una stella, altrettanto impossibile che fosse un aereo a meno che, è chiaro, non si tratti di qualche prototipo militare ancora coperto dal segreto. In tal caso, però, perchè effettuare un'esercitazione proprio in pieno giorno e sopra una città popolosa e frequentata da turisti come Lecce? Se di segreto militare si tratta, perchè compiere evoluzioni che possano essere viste e riprese da qualcuno (cosa che, in effetti, è avvenuta)?
Il video amatoriale del turista anglofono è stato prontamente caricato su Youtube e, come di consueto in questi casi, ha scatenato la solita polemica tra quanti credono negli extraterrestri e coloro che invece ritengono che si tratti di un fake o di una burla ben organizzata...Vi faremo sapere...
Fonte: http://www.paid2write.org/attualita_gossip/un_ufo_disegna_una_stella_nel_cielo_di_lecce_il_video_16725.html
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sabato 26 marzo 2011
Ufo in Italia: il coraggio di “cavalcare la tigre”
Il “richiamo del cielo”. Negli ultimi anni si assiste, sempre più spesso, ad organi d’informazione tradizionali che iniziano ad occuparsi, con il taglio della cronaca e dell’inchiesta, di episodi di avvistamento UFO o semplicemente commentando contributi in video e in immagini provenienti dal web e in particolare da YouTube. Una linea in controtendenza con il trend degli ultimi decenni in Italia. Un telegiornale che si posiziona in avanguardia, coraggiosamente su questo terreno minato, è Studio Aperto. Incurante delle critiche dei non amanti della tematica UFO. Costoro non gradiscono. In Italia non è così scontato che un tg nazionale commenti, di tanto in tanto, un caso di avvistamento o un video di presunto UFO. In Sud America, invece, è un atteggiamento nelle corde dei mass media locali.
Le telecamere del telegiornale di Italia Uno erano ad esempio recentemente a Rho, in occasione della recente conferenza. Non solo la tv. Numerosi giornali locali e nazionali iniziano a seguire, con soluzione di continuità, non solo i casi più clamorosi ma anche quelli più specifici e particolari. Ad esempio basti vedere il risalto, con tanto di titolo di apertura in una pagina di cronaca, che ha riservato la Gazzetta del Mezzogiorno al recente caso dell’UFO di Manduria. All’interno del lungo pezzo di Nando Perrone vi è un’intervista ad Antonio De Comite.
Un taglio equilibrato ed asciutto, non sensazionalistico ma obiettivo. L’ufologia non più come il fenomeno folcloristico da raccontare con articoli che, in gergo, venivano definiti di “colore” ma descritta alla stregua di una realtà sociale. Non più il riempitivo da mettere in prima pagina nelle sonnacchiose cronache estive.
Una lenta, graduale svolta che potrà sfociare in una “rivoluzione culturale” del fenomeno UFO in Italia. Rivoluzione culturale di cui si avvertono i primi significativi accenni,già da qualche anno. Per buona pace di coloro che, sull’altare di una presunta superiorità intellettuale, gradirebbero veder relegata l’ufologia esclusivamente nelle pubblicazioni di settore. Molto dipenderà, ovviamente, da come gli ufologi italiani, singolarmente, riusciranno a frenare rivalità e gelosie. Soprattutto superare annose contrapposizioni. Frenare, per quanto possibile, l’istinto autolesionistico che li porta a scaramucce “filosofiche”. Fini a se stesse. I presupposti per un cambio di marcia sembrano profilarsi. C’è un vasto pubblico di appassionati, un bacino d’utenza crescente che è la chiave di volta per penetrare nei circuiti dell’informazione tradizionale.
Il livello qualitativo medio dei ricercatori è molto elevato. Migliore di quello di tanti altri paesi, ufologicamente, più evoluti. Le derive “fondamentaliste” sono in declino mentre si sta imponendo una corrente “neorealistica”. Cosa manca? Un pizzico di convinzione in più e di audacia, il coraggio di provare il balzo del definitivo salto di qualità. Abbandonare la nicchia e sbarcare in un nuovo mondo. Fuggire dalla tentazione del “appeasement” con gli scettici. Il destino dell’ufologia italiana è ancora nelle mani degli ufologi, consorziati e indipendenti. Il coraggio, una volta per tutte, di cavalcare la tigre.
Fonte: http://notiziefresche.info/ufo-in-italia-il-coraggio-di-cavalcare-la-tigre_post-91211/
Le telecamere del telegiornale di Italia Uno erano ad esempio recentemente a Rho, in occasione della recente conferenza. Non solo la tv. Numerosi giornali locali e nazionali iniziano a seguire, con soluzione di continuità, non solo i casi più clamorosi ma anche quelli più specifici e particolari. Ad esempio basti vedere il risalto, con tanto di titolo di apertura in una pagina di cronaca, che ha riservato la Gazzetta del Mezzogiorno al recente caso dell’UFO di Manduria. All’interno del lungo pezzo di Nando Perrone vi è un’intervista ad Antonio De Comite.
Un taglio equilibrato ed asciutto, non sensazionalistico ma obiettivo. L’ufologia non più come il fenomeno folcloristico da raccontare con articoli che, in gergo, venivano definiti di “colore” ma descritta alla stregua di una realtà sociale. Non più il riempitivo da mettere in prima pagina nelle sonnacchiose cronache estive.
Una lenta, graduale svolta che potrà sfociare in una “rivoluzione culturale” del fenomeno UFO in Italia. Rivoluzione culturale di cui si avvertono i primi significativi accenni,già da qualche anno. Per buona pace di coloro che, sull’altare di una presunta superiorità intellettuale, gradirebbero veder relegata l’ufologia esclusivamente nelle pubblicazioni di settore. Molto dipenderà, ovviamente, da come gli ufologi italiani, singolarmente, riusciranno a frenare rivalità e gelosie. Soprattutto superare annose contrapposizioni. Frenare, per quanto possibile, l’istinto autolesionistico che li porta a scaramucce “filosofiche”. Fini a se stesse. I presupposti per un cambio di marcia sembrano profilarsi. C’è un vasto pubblico di appassionati, un bacino d’utenza crescente che è la chiave di volta per penetrare nei circuiti dell’informazione tradizionale.
Il livello qualitativo medio dei ricercatori è molto elevato. Migliore di quello di tanti altri paesi, ufologicamente, più evoluti. Le derive “fondamentaliste” sono in declino mentre si sta imponendo una corrente “neorealistica”. Cosa manca? Un pizzico di convinzione in più e di audacia, il coraggio di provare il balzo del definitivo salto di qualità. Abbandonare la nicchia e sbarcare in un nuovo mondo. Fuggire dalla tentazione del “appeasement” con gli scettici. Il destino dell’ufologia italiana è ancora nelle mani degli ufologi, consorziati e indipendenti. Il coraggio, una volta per tutte, di cavalcare la tigre.
Fonte: http://notiziefresche.info/ufo-in-italia-il-coraggio-di-cavalcare-la-tigre_post-91211/
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sabato 18 settembre 2010
Incontro ravvicinato nella Valle del Volturno (Isernia)
Incontro ravvicinato a MONTAQUILA - Valle del Volturno (Isernia). E' accaduto a un signore 50enne del posto, Enrico Martino, che ieri nella ancora buia mattina del 15 settembre ha visto un'astronave palesarsi davanti a lui sul tratto di strada che percorreva in macchina per lavoro. Subito dopo l'accaduto si è precipitato visibilmente scosso alla redazione del Primo Piano, quotidiano di informazione del Molise per testimoniare l'incredibile fatto. Di seguito l'articolo pubblicato il 15 Settembre 2010.

“Avevo appena ritirato i giornali a Isernia, e mi accingevo ad intraprendere il consueto giro di smistamento alle edicole, iniziando da Fornelli”. Questo l’incipit dell’incredibile 50enne di Montaquila che alle cinque di ieri, quando ancora era buio, mentre imboccava il viadotto Vandra ha notato un insolito bagliore. “Avvicinandomi -ha continuato l’uomo con gli occhi ancora lucidi di emozione, come stesse rivivendo la scena- mi sono reso conto che la luce proveniva da un oggetto sospeso a mezz’aria, appena oltre il guard rail destrodel viadotto. Quando ho accostato in corrispondenza del misterioso oggetto sono rimasto esterrefatto.
Era una sorta di ellisse, del diametro apparente di una decina di metri. L’oggetto in pochi secondi ha smesso di emanare quella luce intensa che aveva attirato la mia attenzione, ed ha conservato solo un lieve alone luminoso, che mi rendeva comunque impossibile distinguerne i particolari. Ciò nonostante, ho intravvisto delle ombre sulle pareti, come fossero proiezioni di qualcuno o qualcosa che si muoveva all’interno del grosso ovale. Per qualche minuto -Enrico Martino prosegue nel suo dettagliato racconto- sono rimasto a guardare, come paralizzato, senza trovare la forza di uscire dalla mia vettura. Poi l’oggetto ha iniziato a muoversi. Emettendo una sorta di intenso sibilo si è abbassato al di sotto del piano del cavalcavia, rendendosi invisibile alla mia vista.
Un movimento progressivo, non brusco, eppure tale da indurre una sorta di spostamento d’aria che ha fatto sobbalzare la macchina. A quel punto, senza accertarmi della direzione intrapresa da quel misterioso disco, ho ingranato la marcia e in pochi minuti mi sono allontanato dalla zona”. Un racconto che ha dell’incredibile quello del 50enne di Montaquila, persona ben nota che mai in passato si era trovato ad essere protagonista di episodi simili. L’uomo, che ieri mattina ci ha raggiunti presso la nostra redazione, appariva ancora visibilmente scosso: “Ho iniziato a tranquillizarmi solo quando la luce del nuovo giorno ha prevalso sul buio. Fino a quel momento mentre guidavo non facevo altro che guardarmi attorno, nel timore che lo strano oggetto mi stesse seguendo”. Non di meno Enrico Martino è stato combattuto anche sull’opportunità di rendere pubblico quanto gli era accaduto: “In principio ho avuto la tentazione di non rivelare a nessuno l’episodio del quale ero stato protagonista, consapevole del fatto che qualcuno avrebbe potuto darmi del visionario.
Poi ho riflettuto ed ho considerato che era invece giusto parlarne, anche per capire se altre persone si fossero imbattute nello stesso strano oggetto. Al riguardo sono pronto a fornire ogni possibile dettaglio, anche perché in quanto sto raccontando a Primo Piano Molise non c’è nulla di fantasioso o di inventato. Si tratta esattamente di quello che ho visto”.
Fonte: http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/127-incontri-ravvicinati-nella-valle-del-volturno-segnalazioni-ufo-in-italia

“Avevo appena ritirato i giornali a Isernia, e mi accingevo ad intraprendere il consueto giro di smistamento alle edicole, iniziando da Fornelli”. Questo l’incipit dell’incredibile 50enne di Montaquila che alle cinque di ieri, quando ancora era buio, mentre imboccava il viadotto Vandra ha notato un insolito bagliore. “Avvicinandomi -ha continuato l’uomo con gli occhi ancora lucidi di emozione, come stesse rivivendo la scena- mi sono reso conto che la luce proveniva da un oggetto sospeso a mezz’aria, appena oltre il guard rail destrodel viadotto. Quando ho accostato in corrispondenza del misterioso oggetto sono rimasto esterrefatto.
Era una sorta di ellisse, del diametro apparente di una decina di metri. L’oggetto in pochi secondi ha smesso di emanare quella luce intensa che aveva attirato la mia attenzione, ed ha conservato solo un lieve alone luminoso, che mi rendeva comunque impossibile distinguerne i particolari. Ciò nonostante, ho intravvisto delle ombre sulle pareti, come fossero proiezioni di qualcuno o qualcosa che si muoveva all’interno del grosso ovale. Per qualche minuto -Enrico Martino prosegue nel suo dettagliato racconto- sono rimasto a guardare, come paralizzato, senza trovare la forza di uscire dalla mia vettura. Poi l’oggetto ha iniziato a muoversi. Emettendo una sorta di intenso sibilo si è abbassato al di sotto del piano del cavalcavia, rendendosi invisibile alla mia vista.
Un movimento progressivo, non brusco, eppure tale da indurre una sorta di spostamento d’aria che ha fatto sobbalzare la macchina. A quel punto, senza accertarmi della direzione intrapresa da quel misterioso disco, ho ingranato la marcia e in pochi minuti mi sono allontanato dalla zona”. Un racconto che ha dell’incredibile quello del 50enne di Montaquila, persona ben nota che mai in passato si era trovato ad essere protagonista di episodi simili. L’uomo, che ieri mattina ci ha raggiunti presso la nostra redazione, appariva ancora visibilmente scosso: “Ho iniziato a tranquillizarmi solo quando la luce del nuovo giorno ha prevalso sul buio. Fino a quel momento mentre guidavo non facevo altro che guardarmi attorno, nel timore che lo strano oggetto mi stesse seguendo”. Non di meno Enrico Martino è stato combattuto anche sull’opportunità di rendere pubblico quanto gli era accaduto: “In principio ho avuto la tentazione di non rivelare a nessuno l’episodio del quale ero stato protagonista, consapevole del fatto che qualcuno avrebbe potuto darmi del visionario.
Poi ho riflettuto ed ho considerato che era invece giusto parlarne, anche per capire se altre persone si fossero imbattute nello stesso strano oggetto. Al riguardo sono pronto a fornire ogni possibile dettaglio, anche perché in quanto sto raccontando a Primo Piano Molise non c’è nulla di fantasioso o di inventato. Si tratta esattamente di quello che ho visto”.
Fonte: http://www.segnidalcielo.it/index.php/segnidalcielo-news/127-incontri-ravvicinati-nella-valle-del-volturno-segnalazioni-ufo-in-italia
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giovedì 10 giugno 2010
Avvistamento Ufo a Brindisi (news)
BRINDISI – Sembra avere tutte le caratteristiche di un avvistamento ufo l’evento di cui è stato protagonista una settimana fa Alessandro Argenti, cittadino rumeno di 25 anni residente da tempo a Brindisi.

Con la sua macchina digitale ha ripreso tre luci rosse che hanno brillato per alcuni minuti sui cieli brindisini, ben visibili da Viale Commenda. Stando al racconto di Alessandro, le luci, che sembrano corrispondere ai vertici di un triangolo scaleno, non erano immobili; si spostavano in direzione dell’osservatore mantenendo invariate le loro distanze. L’avvistamento è avvenuto attorno alle 22, dal rondò in cui convergono viale Commenda e via Torpisana; alla sinistra di Alessandro si trovava la biblioteca provinciale, alla destra una pompa di benzina.
Il rumeno faceva ritorno nella sua abitazione in viale Commenda dopo aver portato a passeggio il cane. “A quell’ora non c’era nessuno per la strada”, racconta il 25enne, “ero completamente solo, si vedeva solo qualche automobile in transito”. Alessandro non crede agli Ufo, ma l’immagine che si presenta dinnanzi ai suoi occhi lo lascia interdetto.
“Era impossibile non notare quelle tre luci di color rosso fuoco che si stagliavano all’orizzonte distinguendosi nettamente da tutte le altre stelle. Non avevo mai assistito a nulla del genere in vita mia”.
Un aspetto, più di altri, colpisce Alessandro. “Le luci non erano ferme”, ricorda, “avevo come l’impressione che si muovessero verso di me divenendo sempre più grandi. Inizialmente avevo pensato ai fari di un aereo, ma il modo in cui si spostavano mi ha portato a escludere questa ipotesi”.
Superato lo smarrimento iniziale, Alessandro impugna la macchina digitale e inizia a riprendere le luci in modalità video.
Fonte: http://www.senzacolonne.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7241:quelle-tre-strane-luci-che-ho-visto-sulla-citta&catid=94:prima-pagina&Itemid=294

Con la sua macchina digitale ha ripreso tre luci rosse che hanno brillato per alcuni minuti sui cieli brindisini, ben visibili da Viale Commenda. Stando al racconto di Alessandro, le luci, che sembrano corrispondere ai vertici di un triangolo scaleno, non erano immobili; si spostavano in direzione dell’osservatore mantenendo invariate le loro distanze. L’avvistamento è avvenuto attorno alle 22, dal rondò in cui convergono viale Commenda e via Torpisana; alla sinistra di Alessandro si trovava la biblioteca provinciale, alla destra una pompa di benzina.
Il rumeno faceva ritorno nella sua abitazione in viale Commenda dopo aver portato a passeggio il cane. “A quell’ora non c’era nessuno per la strada”, racconta il 25enne, “ero completamente solo, si vedeva solo qualche automobile in transito”. Alessandro non crede agli Ufo, ma l’immagine che si presenta dinnanzi ai suoi occhi lo lascia interdetto.
“Era impossibile non notare quelle tre luci di color rosso fuoco che si stagliavano all’orizzonte distinguendosi nettamente da tutte le altre stelle. Non avevo mai assistito a nulla del genere in vita mia”.
Un aspetto, più di altri, colpisce Alessandro. “Le luci non erano ferme”, ricorda, “avevo come l’impressione che si muovessero verso di me divenendo sempre più grandi. Inizialmente avevo pensato ai fari di un aereo, ma il modo in cui si spostavano mi ha portato a escludere questa ipotesi”.
Superato lo smarrimento iniziale, Alessandro impugna la macchina digitale e inizia a riprendere le luci in modalità video.
Fonte: http://www.senzacolonne.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7241:quelle-tre-strane-luci-che-ho-visto-sulla-citta&catid=94:prima-pagina&Itemid=294
mercoledì 9 giugno 2010
Il CUN (Centro Ufologico Nazionale) indaga sui recenti casi UFO in Italia (news)
A seguito dei recenti avvistamenti avvenuti nel nostro Paese, il CUN (Centro Ufologico Nazionale) ha tempestivamente avviato un’indagine ufficiale per verificare l’attendibilità dei fenomeni osservati.

A riferire la notizia è Alessandro Sacripanti, coordinatore del CUN per il Lazio il quale dichiara che, in riferimento all’avvistamento avvenuto sulla A12 per Civitavecchia, ci troviamo di fronte ad un fenomeno rilevante sia per il numero di testimoni presenti che per le varie angolazioni dalle quali l’oggetto è stato osservato. Sempre secondo Sacripanti, l’azione da svolgere ora è quella di raccogliere tutte le informazioni possibili ed escludere una ad una tutte le ipotesi convenzionali. Al momento l’unica cosa certa è che, nel caso specifico, non si è trattato né di un aereo né tantomeno di un satellite: gli esperti del CUN hanno infatti verificato che nello spazio aereo interessato, al momento dell’avvistamento, non vi è traccia del passaggio di alcun aeromobile convenzionale.
La zona, tra l’altro, non è nuova a questi avvistamenti: già nel 2004 e nel 2006 furono segnalati oggetti analoghi che sorvolavano il tratto autostradale.
Entrando poi anche nel merito dell’avvistamento avvenuto a Roma, nei pressi del Vaticano da parte dei tre militari dell’Esercito, Sacripanti afferma che le indagini del CUN passeranno al setaccio i comportamenti tenuti da tutti i testimoni nei vari avvenimenti: questo per dimostrarne l’attendibilità e per scongiurare il pericolo di avere a che fare, come già avvenuto in passato in alcuni casi, con mitomani o persone in cerca di notorietà.
Oggi, il fenomeno UFO non rappresenta più soltanto un argomento per appassionati: siamo dinanzi ad un fenomeno che interessa anche alcune classi istituzionali e il notevole rilascio di informazioni che sta avvenendo in tutto il mondo ne è la dimostrazione. Quello che sta emergendo, in particolare, è la consapevolezza anche a livello istituzionale di aver a che fare con qualcosa di reale e di inspiegabile che non può più essere messo in disparte.
Fonte: http://danilo1966.splinder.com/

A riferire la notizia è Alessandro Sacripanti, coordinatore del CUN per il Lazio il quale dichiara che, in riferimento all’avvistamento avvenuto sulla A12 per Civitavecchia, ci troviamo di fronte ad un fenomeno rilevante sia per il numero di testimoni presenti che per le varie angolazioni dalle quali l’oggetto è stato osservato. Sempre secondo Sacripanti, l’azione da svolgere ora è quella di raccogliere tutte le informazioni possibili ed escludere una ad una tutte le ipotesi convenzionali. Al momento l’unica cosa certa è che, nel caso specifico, non si è trattato né di un aereo né tantomeno di un satellite: gli esperti del CUN hanno infatti verificato che nello spazio aereo interessato, al momento dell’avvistamento, non vi è traccia del passaggio di alcun aeromobile convenzionale.
La zona, tra l’altro, non è nuova a questi avvistamenti: già nel 2004 e nel 2006 furono segnalati oggetti analoghi che sorvolavano il tratto autostradale.
Entrando poi anche nel merito dell’avvistamento avvenuto a Roma, nei pressi del Vaticano da parte dei tre militari dell’Esercito, Sacripanti afferma che le indagini del CUN passeranno al setaccio i comportamenti tenuti da tutti i testimoni nei vari avvenimenti: questo per dimostrarne l’attendibilità e per scongiurare il pericolo di avere a che fare, come già avvenuto in passato in alcuni casi, con mitomani o persone in cerca di notorietà.
Oggi, il fenomeno UFO non rappresenta più soltanto un argomento per appassionati: siamo dinanzi ad un fenomeno che interessa anche alcune classi istituzionali e il notevole rilascio di informazioni che sta avvenendo in tutto il mondo ne è la dimostrazione. Quello che sta emergendo, in particolare, è la consapevolezza anche a livello istituzionale di aver a che fare con qualcosa di reale e di inspiegabile che non può più essere messo in disparte.
Fonte: http://danilo1966.splinder.com/
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