mercoledì 21 luglio 2010

I fari di Benford per cercare ET

Sono ormai 50 anni che il SETI ed il mondo dell'astrobiologia si dedica alla ricerca di vita extraterrestre attraverso i radiotelescopi di tutto il mondo. Fino ad ora però, ogni sforzo si è rivelato inconcludente.
E' per questo che il SETI ha iniziato a porsi delle domande sulla metodologia utilizzata fino ad ora. C'è un modo migliore per cercare ET?

L'astrofisico Gregory Benford ed il suo gemello James credono che le loro idee sulle microonde possano essere d'aiuto. In due studi pubblicati a giugno sulla rivista Astrobiology, i fratelli Benford ed il figlio di James, scienziato della NASA, esaminano la prospettiva di una civilizzazione in grado di inviare messaggi nello spazio.

"Qualsiasi forma di vita possa esistere, l'evoluzione seleziona per economia delle risorse. Mandare messaggi in broadcast è costoso, e trasmettere segnali nello spazio di anni luce richiede risorse considerevoli".

Partendo dal fatto che una civiltà aliena avrebbe la necessità di ottimizzare le risorse e i costi, limitare gli sprechi e rendere la tecnologia di comunicazione il più efficiente possibile, i Benford propongono che questi segnali non sarebbero inviati continuamente in tutte le direzioni, ma inviati sotto forma di impulsi direzionati in una banda compresa tra 1 e 10 gigahertz.

"Questo approccio è più simile Twitter e meno a Guerra e Pace" spiega James Benford, fondatore della Microwave Sciences Inc.
Il concetto è quello di impulsi brevi e accuratamente direzionati, chiamati "fari di Benford" dalla stampa scientifica, ed ha riscosso un certo successo nel settore.

E l'idea suggerisce che il SETI possa aver sbagliato approccio, cercando un tipo sbagliato di segnale. I Benford ed un numero crescente di scienziati coinvolti nella ricerca di vita extraterrestre vorrebbero correggere i ricevitori del SETI per rilevare i "fari di Benford".

Ma dove puntare i nostri radiotelescopi? Il modello dei Benford sembra indicare che il punto migliore sarebbe il centro della nostra galassia, dove si concentrano il 90% delle stelle. "Le stelle in quel punto sono miliardi di anni più vecchie del nostro sole, il che suggerisce una maggiore possibilità di contattare una civilizzazione avanzata".



Gregory Albert Benford è un celebre fisico e noto autore di fantascienza che lavora all' Università della California, Irvine. Sostiene di aver creato e scritto il primo virus informatico alla fine degli anni sessanta, ed è l'ideatore di un metodo per alleviare il problema del riscaldamento globale: una lente di Fresnel di 1000 chilometri di diametro, posta nello spazio nel punto di Lagrange, che ridurrebbe l'energia solare che raggiunge il nostro pianeta dallo 0,5% all' 1%.

Suo fratello gemello James è anch'esso un fisico, che ha trascorso gli ultimi 17 anni a studiare la tecnologia delle microonde, fondando la Microwave Sciences Inc., che sviluppa tecnologie domestiche, scientifiche e aerospaziali per governi, istituti di ricerca e università.

 UFO, Apollo 20: quell'incontro con gli alieni nascosto al mondo intero

Riproponiamo un caso visto anche nella trasmissione Mistero di Italia uno....un caso un pò controverso...così assurdo da essere reale???

Missione Apollo 20. È il 16 agosto 1976, in piena guerra fredda. La Russia e l'America pare abbiano trovato una sorta di tregua (almeno in campo areospaziale). Si va sul cratere Iszak D, ad esaminare qualcosa di misterioso. La squadra è composta dall’astronauta William Rutledge, da Leona Snyder, scienziata-antropologa della Bell Labs e dal cosmonauta sovietico Alexei Leonov, noto negli ambienti NASA per le sue numerose missioni spaziali Vosjod 2, Salyut 1 e 4, Soyuz 11 e con 'Apollo19-Soyuz' avvenuta un anno prima.

La missione ha due compiti: i classici studi spaziali riguardanti la Luna ma anche il recupero di tracce di forme di vita aliene intelligenti. L'operazione sarebbe stata svolta in due parti, la prima che avrebbe riguardato una presunta 'città aliena' sulla Luna, la seconda finalizzata proprio all'artefatto identificato come astronave.



Durante le fasi di sorvolo, avvicinamento e recupero, gli astronauti avrebbero asportato dalla nave aliena oggetti tecnici, equipaggiamento, apparecchiature nonché un corpo alieno. Solo un corpo, nonostante nella navicella ci fossero i resti di due esseri.

Ma a quando risalgono? Almeno a 1 miliardo e mezzo di anni fa. Tale datazione è stata effettuata grazie alla presenza di resti di polvere meteorica sull'astronave e sulle colline circostanti.



Non si sa altro. Il mistero aleggia attorno a questi ritrovamenti. Nessuna prova o verifica. L'unica certezza è la presenza sul suolo lunare di un oggetto artificiale, ma non di origine terrestre.

Fonte: http://www.nextme.it/rubriche/misteri/799-ufo-apollo-20-quellincontro-con-gli-alieni-nascosto-al-mondo-intero

lunedì 19 luglio 2010

Roma: manifestazione sugli ufo....

La cronaca di una particolare manifestazione del blogger Danilo...



Incredibile ma vero.
Oggi 19 luglio 2010, andrà in scena nella Capitale, su iniziativa del Comune di Roma, uno spettacolo intitilato “L’anno del contatto, alieni a Roma”.
In pratica il pubblico che parteciperà si troverà ad affrontare una delle ipotesi più plausibili del momento: il contatto ufficiale con una razza extraterrestre. Presso la Centrale Montemartini (questo il luogo dell’evento), verrà quindi messo in atto una sorta di gioco reality (che sarà trasmesso anche da RAI NEWS) nel quale le istituzioni dovranno affrontare la particolare emergenza di una invasione aliena. Attorno ad un tavolo, l’ipotetico capo di una unità di crisi formata ad hoc per l’occasione (interpretato dall’attore Pino Quartullo) e veri responsabili delle Forze dell’Ordine (Polizia, Protezione Civile e Forze Armate) dovranno mettere a punto un piano strategico per affrontare la più inimmaginabile delle emergenze. Anche il pubblico sarà coinvolto in questa esperienza: alcuni attori si infiltreranno tra gli spettatori e parteciperanno alla discussione in modi imprevedibili. Al termine, come se il giorno tanto temuto (e sperato…!) fosse arrivato, la cittadinanza dovrà prendere delle decisioni ipoteticamente vitali per il proprio destino ed avrà l’impressione di far parte di una vera e propria squadra che agisce per arginare la crisi per conto dell’intera comunità.

NOTA DEL BLOGGER: trovo quest’iniziativa alquanto singolare oltreché interessante, considerando il contesto ufologico attuale. Sarà sicuramente un caso, ma sembrerebbe un’iniziativa degna di quella campagna di acclimatazione messa in atto dai vari governi mondiali, per preparare le popolazioni ad un prossimo e futuro contatto….alieno.
Che ne pensate?


AGGIORNAMENTO DELLE ORE 22.30: Ho appena terminato di vedere questo pseudo spettacolo, messo su, ahimè, dal Comune di Roma.
Debbo sottolineare, con enfasi, di averlo trovato piuttosto ridicolo e scarso rispetto ai contenuti annunciati alla vigilia. Una fanta parodia ufologica, ridicola nel suo insieme, che ha cercato di minimizzare gli eventi innegabili che si stanno verificando negli ultimi tempi in tutto il mondo.
Banale tentativo di screditare l'ufologia e chi se ne occupa: uno spettacolo vergognoso, come vergognosi sono stati i suoi interpreti....

Fonte: http://danilo1966.splinder.com/

venerdì 16 luglio 2010

Ancora mistero sull'ufo cinese...

Continuano incessanti le indagini sul caso dell’UFO avvistato la settimana scorsa in Cina,(vedi post precedente)che ha prodotto la chiusura temporanea dell’aeroporto di Hangzhou, nella provincia dello Zhejiang.



In questi giorni alcuni esperti sono giunti da Shangai e da Pechino per coordinare le indagini e cercare di capire la natura dell’oggetto che ha paralizzato il traffico aereo cinese. Ricordiamo che durante l’apparizione del fenomeno, alcuni controllori del traffico aereo avvistarono visualmente l’oggetto e furono costretti a deviare alcuni voli in altri aeroporti vicini, bloccando di fatto lo scalo aeroportuale. Anche le persone a terra hanno potuto osservare lo strano fenomeno. La squadra che si occupa delle indagini ufficiali ha trascorso gli ultimi cinque giorni ad interrogare i testimoni del’evento senza tuttavia trovare risposte concrete e risolutive. Nonostante i dati contrastanti, pare che i radar dell’aeroporto abbiano rivelato la traccia del misterioso oggetto volante. Gli esperti, riunitisi oggi presso l’aeroporto, non credono di riuscire a risolvere facilmente l’enigma ma si occuperanno soprattutto di esaminare le foto ed i filmati che immortalano l’UFO. Tuttavia, un certo scetticismo pervade la squadra investigativa, poiché già in passato analoghi avvistamenti si sono poi rivelati fenomeni naturalmente spiegabili. Comunque vada, il responsabile delle indagini ha affermato che “l’esito delle investigazioni dipenderà soprattutto dalla cooperazione dell’autorità aeroportuali: se, per esempio, le autorità ci mostrassero i loro tracciati radar la cosa potrebbe esserci di notevole aiuto ed accelererebbe sicuramente le indagini in corso…
”

Fonte: http://www.ufocasebook.com

Morte, alieni e virus. Quando la scienza non sa spiegare

Un articolo da repubblica.it di un pò di tempo fà ma sempre molto interessante...buona lettura.



Se volete sapere da dove inizierà la prossima rivoluzione scientifica – suggeriva negli Anni ’60 il filosofo Thomas Kuhn – badate alle anomalie: fenomeni che sfuggono alle leggi e alle teorie, eventi senza spiegazioni, interrogativi senza risposta. Nel libro “13 cose che non hanno senso” (13 things that don’t make sense, ed. Profile Books), basato in parte su un suo articolo precedentemente apparso sul New Scientist, a indagare è il giornalista Michael Brooks. “Nella scienza – scrive – un’impasse può essere segno che stai per fare un gran passo avanti. Le cose che non hanno senso, in un certo senso, sono le sole che importino”. Ecco le 13 anomalie della scienza moderna a suo parere più intriganti.

1. La materia oscura: Di cos’è fatto il 90% dell’universo?

Se le galassie fossero composte solo dalla materia visibile, si frammenterebbero, perché la gravità generata non sarebbe sufficiente a tenerle insieme. Dato che ciò non succede, nell’universo deve esserci molta più materia a fare da collante gravitazionale. Questa “materia oscura” ammonta al 90% della massa dell’universo, ma nessuno riesce a individuarla.

2. L’anomalia delle sonde Pioneer: Dobbiamo rivedere la legge di gravitazione universale?
Negli Anni 70 la Nasa ha lanciato due sonde verso i confini del sistema solare: Pioneer 10 e Pioneer 11. Qualcosa ha accelerato la loro traiettoria deviandola di circa 13mila chilometri l’anno. Dobbiamo rivedere la legge di gravitazione universale di Newton in base alla quale era stata calcolata la loro rotta o credere che a deviarla sia stata una forza misteriosa?


3. La costante alpha: Quanto sono immutabili le leggi della fisica?

Le costanti fisiche sono grandezze di valore numerico indipendente nel tempo. Compaiono nelle formule delle leggi fisiche che descrivono le forze della natura. Nel 1997, analizzando la luce proveniente dai quasar, John Webb scoprì che la costante di struttura fine, o alpha, potrebbe avere avuto un valore diverso da quello odierno quando nel suo viaggio di 12 miliardi di anni la luce dei quasar attraversò nubi interstellari. Ma come può mutare nel tempo una costante fisica?

4. La fusione fredda: Si può generare energia in eccesso a temperatura ambiente?

Nel 1989 Martin Fleischmann e Stanley Pons annunciarono di avere indotto una fusione fredda attraverso un procedimento elettrolitico. Furono quasi subito tacciati di frode e incompetenza. Eppure da allora in tutto il mondo si effettuano esperimenti per indagare se davvero reazioni nucleari possano generare più energia di quanta ne consumino – come avviene all’interno delle stelle – a temperatura ambiente.

5. La vita: Siamo solo la somma di agenti chimici?

Cosa fa sì che un albero diventi un pezzo di legno inerte? Cosa ci rende vivi? Gli scienziati hanno rinunciato a definire cosa sia la “vita”, dice Brooks, ma tentano ancora di capirla e persino di crearla: nei laboratori di Los Alamos, ad esempio, Steen Rasmussen sta cercando di creare organismi viventi a partire da un insieme di molecole inanimate.

6. Il metano di Viking: C’è o no vita su Marte?

20 luglio 1976: la sonda Viking raccoglie alcuni campioni di terreno su Marte e li combina con sostanze nutrienti radioattive. Se da questa miscela verrà rilasciato metano, concordano gli scienziati, vorrà dire che qualcosa sta metabolizzando le sostanze emettendo gas. Il risultato dell’esperimento è positivo, ma a dispetto dell’evidenza la Nasa nega che ci sia vita su Marte. Qualcosa sprigionò metano su Marte: era vita o no?

7. Il segnale Wow!: Gli alieni si sono messi in contatto con noi?
Il 15 agosto 1977 Jerry Ehman scrisse “Wow!” accanto a una sequenza dei tabulati del Big Ear: il radiotelescopio dell’Ohio State University aveva intercettato un segnale radio nella direzione della costellazione del Sagittario dalle caratteristiche tipiche di un segnale proveniente dallo spazio profondo. Trentadue anni dopo la sua origine resta un mistero: fu causato da un evento astronomico o trasmesso da una civiltà aliena?

8. Il mimivirus: Dobbiamo modificare il concetto di forma di vita?

In un freezer a Marsiglia è conservato il virus dalle dimensioni più grandi e dal genoma più complesso finora noto. Le caratteristiche di questo virus gigante, battezzato mimivirus, hanno portato gli scienziati a chiedersi se considerarlo una forma di vita distinta e se dobbiamo perciò riscrivere la storia della vita sulla Terra.

9. La morte: Perché ci autodistruggiamo?

La morte naturale è in contrasto con la teoria dell’evoluzione. C’è chi sostiene che sia necessaria, ad esempio a evitare il sovraffollamento del pianeta, eppure vi sono vertebrati come le tartarughe di Blanding che muoiono solo a causa di ferite o malattie e non di morte cellulare. Perché invece noi ci autodistruggiamo?

10. Il sesso: Perché ci riproduciamo facendo sesso?
Secondo Brooks, ci sono modi più efficaci di riprodursi che fare sesso. La riproduzione asessuale – il processo attraverso cui un organismo genera una copia di se stesso – sarebbe il modo più efficiente di trasmettere il proprio patrimonio genetico alla generazione successiva. Perché l’evoluzione non ha portato al suo sopravvento? Per Charles Darwin la ragione era “nascosta nel buio”. Due secoli dopo non l’abbiamo ancora trovata.

11. Il libero arbitrio: Le nostre decisioni sono davvero nostre?
La nostra civiltà, la nostra moralità e le nostre leggi sono costruite sull’idea di libero arbitro, ma secondo autorevoli neuroscienziati – tra cui Steven Pinker – altro non sarebbe che un’illusione, “una costruzione fittizia”, perché la nostra mente opererebbe come un organo computazionale. Nessuno dovrebbe quindi essere considerato responsabile delle proprie azioni?

12. L’effetto placebo: È o no un inganno?

Se un dottore vi dicesse che una pillola vi farà stare meglio, voi stareste meglio anche se si trattasse solo di zucchero. Alcune ricerche hanno dimostrato che l’effetto placebo funzionerebbe anche se foste consapevoli dell’inganno, mentre i farmaci non avrebbero effetti terapeutici finché non sapeste di assumerle. L’effetto placebo si basa su un inganno o su un meccanismo chimico che possiamo manipolare?

13. L’omeopatia: Un’assurdità o no?

Gli omeopati sostengono che si possa diluire una sostanza terapeutica sino al punto che non ne rimangano più molecole originali, senza che tuttavia ne diminuiscano le proprietà benefiche ma semmai eliminandone i fastidiosi effetti collatorali. Il principio non ha basi scientifiche né è stata verificata la sua efficacia, ma vi sono probabilità – seppure scarse – che funzioni. Cosa ci sfugge?

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/scienze/anomalia-scienza/anomalia-scienza/anomalia-scienza.html?ref=hpspr1

giovedì 15 luglio 2010

Gli Alieni della Santa Inquisizione

Presentiamo un interessante articolo di Alfredo Lissoni

La lettura degli antichi testi vaticani, finalmente recuperati, svela la possibile presenza di UFO ed extraterrestri anche nel Medioevo e nell”Era Moderna”. Scambiati per diavoli però…



Dopo essermi occupato dei files UFO islamici ed ebraici, in questi ultimi mesi mi sono dedicato allo spinoso argomento dei “Vatican UFO files”, ovvero dei documenti antichi, contenenti manifestazioni extraterrestri, custoditi negli archivi ecclesiastici della Chiesa Cattolica. Si tratta di una ricerca che, in realtà, conduco discretamente da molti anni, prima ancora che come ufologo, come ex bibliotecario ed ex insegnante di religione. La difficoltà nel reperire il materiale non è tanto legata al riserbo ecclesiastico, quanto alla difficoltà di recuperare quelle fonti di prima mano, come ad esempio verbali dell’Inquisizione, dalle quali era necessario sfrondare interpretazioni di fantasia ed invenzioni pure e semplici. I documenti ecclesiastici, me ne rendevo conto, potevano celare per gli ufologi molte sorprese; non va dimenticato che dopo la caduta dell’Impero Romano la preservazione del sapere, della cultura, della storia passò nelle mani della Chiesa (grazie a monaci ed amanuensi). Oltre ad avere saccheggiato le cronache storiche e gli annali, alla ricerca di episodi di avvistamenti UFO, ho passato al vaglio centinaia di verbali inquisitoriali e, scremando le testimonianze contenenti fantasie indotte, ho trovato alcuni resoconti che, pur se attribuiti al diavolo, sembrano mostrare risvolti ufologici. Mi domandavo difatti se, in alcuni resoconti dell’epoca, il “demonio” altro non fosse una creatura venuta dallo spazio e scambiata (o mascheratasi) per altro, fatti salvi tutti quei casi in cui questi racconti erano parto della fantasia delle streghe o degli inquisitori, o veri e propri abusi compiuti da violentatori mascherati da demoni.

Un primo indizio a favore di questa tesi lo troviamo nelle leggende cristiane d’Italia, ove il demonio, una volta messa a nudo la sua natura non umana (infatti avrebbe amato mostrarsi mascherato in veste talare per corrompere i credenti), è stato spesso immaginato come un “globo di fuoco” affine agli UFO. In una leggenda senese raccolta da Idilio Dell’Era si racconta del “demonio mascherato da prete” che si aggirava attorno al castello delle Moiane in Siena, all’epoca della contessa Dorilla in pieno Medioevo; scoperto dai monaci mentre stava celebrando una messa blasfema in chiesa, il demonio sarebbe svanito in un globo di fuoco. Che il “globo di fuoco” non fosse “spirito” è dimostrabile dai boati prodotti e dalla devastazione del tetto della chiesa, alla quale si accenna nei documenti; è altresì curioso il fatto che per secoli la comparsa e scomparsa del demonio sia stata associata all’odore dello zolfo (nel Cinquecento le streghe erano definite “foetentes”, maleodoranti) e che in molti casi di avvistamenti UFO i dischi abbiano prodotto un forte odore di ozonizzazione, sotto certi aspetti simile proprio allo zolfo. Ancora, “fuochi tremolanti sotto il terreno” ove si tenevano i sabba sono citati nei verbali del processo alla strega Helen Guthrie di Forfar, 1661. É parimenti insolito notare, nelle leggende cristiane, la presenza, in Olanda, della credenza nella “nave di Satana” che percorreva il mare la notte per carpire anime e che sarebbe stata incendiata e distrutta da S. Elmo protettore dei marinai; il rogo della nave, secondo i racconti olandesi, fu in passato la motivazione del perché “il fondo del mare talvolta fa luce di notte”. Come non associare questa ulteriore manifestazione al fenomeno degli UFO subacquei segnalati (e fotografati, come sul Gargano e a Rimini) in tutto il mondo?

L’altra faccia del maligno

Quanto al diavolo vero e proprio, se leggiamo i verbali dell’Inquisizione scopriamo come, incredibilmente, le descrizioni dell’essere “materiale”, quale che ne fosse l’età, fossero tutte perfettamente coincidenti, ai quattro angoli del mondo. Nelle testimonianze più affidabili ricorreva la presenza di un demone basso, simile ai moderni Grigi, noto come “Puck” o “Pechs” nelle leggende anglosassoni (era tutto nero e con il testone, come gli alieni visti nel 1967 a Cussac, Francia, da alcuni ragazzini); il demone basso ricorreva anche nel trattato di demonologia del francese Jean Bodin, che, sotto il nome di Xafan, presentava una creatura macrocefala e dalle braccia lunghe, antesignano dei Grigi. Sempre in quegli antichi verbali ho trovato la descrizione di un altro demone che mostra un parallelismo con la letteratura ufologica: era descritto con molte corna, come il chupacabras. Altre cronache del Nord Europa riferiscono di creature dall’aspetto umano ma nerissime di pelle e con uno o entrambi i piedi fessi; se seguiamo alla lettera quei racconti, essi scendevano da una “nube nera” (un UFO?) e “ballavano” in maniera devastante nei campi di grano ove, a testimonianza del loro passaggio, la gente trovava strane figure circolari (ed in realtà, presumibilmente, si trattava dell’antico fenomeno della formazione di crops circles, attribuiti dalla fantasia popolare contadina all’opera di un diavolo mietitore); ove passavano, sparivano mucche (come nel caso delle moderne mutilazioni animali), che si credeva fossero servite da pasto ai satanisti danzanti.

Questi esseri assai spesso penetravano nelle camere da letto di uomini e donne (con le sembianze corrispondenti all’altro sesso) e vi si accoppiavano. A suggello di quell’unione, sul corpo degli umani veniva lasciato un marchio, detto dalla Chiesa “il segno del demonio”, ed oggi assimilabile alla “cicatrice da impianto”. Uomini e donne potevano essere rapiti in cielo, passando attraversi camini o muri (sensazione oggi ricorrente nei rapiti dagli UFO). I testimoni dicevano di avvertire l’aria fredda sulla pelle e di vedere la terra dall’alto (come i rapiti); quindi venivano portati al sabba ed infine abbandonati, a volte in stato semi-confusionale e talvolta dopo diversi giorni, anche in luoghi assai lontani dalla loro abitazione. Ugo d’Heury ha testimoniato nella sua Historia del conte di Macon, “sparito in aria come Romolo” di un processo in Germania dove il magistrato accusatore venne “rapito in cielo dal diavolo”. Nelle miniature quattrocentesche di Johannes Tinctor, facenti parte del “Tractatus contra sectum valdensium”, il volo delle streghe era raffigurato sia con le “malefiche” a cavalcioni di una scopa, ma anche con il passaggio di diavoli “volanti” che letteralmente rapivano a forza, in cielo, ignari viandanti, afferrandoli per la vita.

In definitiva, fatte salve le differenze culturali dell’epoca, tutto quanto abbiamo finora letto, l’intero apparato scenico e fantasmagorico delle apparizioni del diavolo sembrava anticipare, in chiave popolare, quello che oggi è lo scenario dei rapimenti UFO. Così, nel 1911 a Jirinvaara in Carelia, una signora finlandese di nome Anni Lattu scompare misteriosamente da casa, fra l’Epifania e la Pasqua. La sua assenza durò parecchi giorni, tanto da essere notata dalla gente del posto. Quando la donna ricomparve, disse di avere visto una macchina volante simile “ad una vasca da bagno”, che era atterrata davanti alla sua casa e dalla quale erano uscite alcune piccole creature, “dei diavoli”, che l’avevano sequestrata a forza a bordo del disco. La strana macchina volante si era messa in moto senza far rumore, portando Anni Lattu nello spazio per alcuni giorni. Inutile aggiungere che l’incredibile storia suscitò la diffidenza dell’auditorio e che Anni venne presa per pazza. Ma è singolare come il resoconto di ciò che si configura essere chiaramente un rapimento UFO ante litteram sia stato inquadrato, agli inizi del XX secolo, in un contesto “demoniaco”. Del resto, per il diavolo venne preso l’ extraterrestre che uscì in un fascio di luce conica da un disco dinanzi a due attonite guardie forestali finlandesi a Imjarvi il 7 gennaio 1970.

Strani marchi sulla pelle

Il collegamento con il fenomeno UFO lo si ha, nei pochi casi selezionati come veramente anomali, da una serie di elementi ricorrenti anche nella letteratura ufologica. Abbiamo già citato il fatto secondo cui il diavolo potesse apparire collegato alla “nera nube” (speculare dunque alla nube divina); ne testimoniò la strega Margaret Nin-Gilbert di Thurso nel 1719 (in uno degli ultimi processi per stregoneria). Il passaggio della “nube volante” poteva produrre pericolosi effetti fisici su cose e persone, come i moderni UFO che rilasciano radioattività al suolo dopo un atterraggio. Le cronache francesi riferiscono della “strega” Reine Percheval di Bazuel, un paesino della regione di Cambrésis, che nel 1599 venne condannata perché una delle sue vacche aveva partorito “un vitello nato morto e mostruosamente deforme”. La deformità poteva in effetti ricordare l’esposizione alle radiazioni che oggi noi ben conosciamo, ma che all’epoca, evidentemente, valse alla donna l’accusa di essere un’amante del demonio. Due anni dopo nella stessa città venne identificata un’altra strega, la cui fama era ben nota, Aldegonde de Rue, sul cui corpo viene trovato il marchio del diavolo: cinque puntini insensibili al dolore, sulla spalla sinistra. In effetti, il “marchio di Satana” è troppo simile alle moderne cicatrici sul corpo dei rapiti dagli UFO per non adombrare coincidenze sospette. Gli inquisitori francesi lo descrivono come “un segno minuscolo, insensibile al dolore, spesso evidenziato da una callosità o da una verruca o da un piccolo graffio”; per quelli inglesi era invece un capezzolo soprannumerario. Di tale “segno” parlò, nei verbali, lo stregone William Burton, processato ad Edimburgo verso il 1655. “Nei primi processi inglesi – ha commentato la studiosa Margareth Murray – le streghe confessarono di essersi punte le mani o il volto e di aver dato ai famigli il sangue, ma in quelli più recenti si diceva che il famiglio stesso succhiava il sangue della strega.

Secondo la credenza popolare le streghe avevano più capezzoli (il che è clinicamente spiegabile con una malattia congenita, l’ipertelorismo; N.d.A.); il capezzolo soprannumerario era un tratto caratteristico delle streghe inglesi e veniva provocato da tale suzione”. Curiosamente anche in un episodio di rapimento UFO verificatosi a Puebla, in Messico, nel 1971, il rapito di turno si trovò sul corpo, a seguito dell’esperienza, molti capezzoli. L’estrazione del sangue ricorre in diversi moderni casi di abductions (rapimento UFO): a Burzaco in Argentina, il 4 ottobre 1972, Gilberto Gregorio Cossioli venne sottoposto a prelievo da alcuni alieni alti due metri e mezzo, che lo avevano bloccato in un sedile circolare; in un caso del 13 gennaio 1979, a Santiago del Estero, i rapitori alieni di Marcos Suarez si lasciarono dietro le spalle “un acre odore di zolfo”; il 16 giugno 1980 a Rosario quattro nanerottoli di mezzo metro rapirono il falegname Juan Gomez; lo avrebbero sequestrato per due settimane su un disco e, scrisse la stampa, lo avrebbero “rilasciato lontano da Rosario e con un punto nero sull’indice destro, come se qualcuno gli avesse prelevato del sangue”.

I cerchi nel grano

La comparsa dei crop circles, poi, nel corso dei secoli fu spesso associata al demonio, a maggior ragione quando, allora come ora, essi si formavano accanto a “cromlech” (complessi megalitici pagani), come è accaduto ad esempio nei tempi moderni accanto al celebre sito di Stonehenge, in diverse occasioni. Di questa idea si è detto convinto il prof. Terence Meaden, che ritiene che i monumenti eretti nel Neolitico altro non fossero che il tributo dedicato ai crop circles dell’epoca. Dalla lettura degli antichi verbali processuali apprendiamo che proprio accanto ai cromlech era solito manifestarsi quello che veniva preso per il diavolo: accanto ad un menhir (una pietra monolitica di un cromlech) Jonet Miller di Edimburgo incontrava il demonio, “in forma di giovane”, nel 1661. Scrive lo studioso Grillot de Givry: “Il sabba avveniva tra i menhir di Carnac in Bretagna; sul Blocken tedesco, nella chiesa pagana di Blokula in Svezia, sul Puy de Dame in Auvergne”. Anche le streghe francesi, come Estebène de Cambrue, del distretto di Amou (1567) lo incontravano su una gran pietra, attorno alla quale dovevano danzare. Come nei casi inglesi, il “diavolo” era un uomo nero, vestito di scuro, secondo alcune versioni addirittura con sei-otto corna in testa (dunque abbiamo a che fare con un’iconografia differente da quella tradizionale, e che ricorda alla mente il già citato chupacabras). Tra l’altro, secondo la testimonianza di Silvain Nevillon, processato ad Orléans nel 1614, il “diavolo” apparso al sabba disse di chiamarsi Orthon, come uno degli extraterrestri che si sarebbero manifestati al contattista americano George Adamski nel 1950…

Rapporti esogamici

Anche nei casi francesi i diavoli entravano nelle camere da letto. Una di due sorelle processate nel 1652 disse che “il diavolo era entrato nella sua camera da letto dalla finestra; aveva forma di gatto e si era trasformato in un uomo vestito di rosso”. Lo stregone Andro Man di Aberdeen confessò, nel 1597, di avere avuto rapporti, sessant’anni prima e a casa di sua madre, “con il diavolo in forma di donna, chiamata la regina degli Elfin”. L’unione avvenne quando Andro era chiaramente un giovane (elemento ricorrente in molti casi di abductions; si pensi a Villas Boas); da quell’unione sarebbe nato un bambino, in seguito portato via dall’essere. Che nel caso delle visioni aliene delle streghe non si trattasse di semplici allucinazioni, o soltanto di allucinazioni, è testimoniato anche dall’Assempro 38 di fra Filippo degli Agazzari, che spiega come il realtà il “volo” fosse più che reale (e talvolta persino con risvolti tragici; in tutto e per tutto identico alle moderne abductions tramite raggi di luce traenti): “Vi fu un uomo che per avere sette denari si dette al diavolo; un diavolo che, in quelle occasioni, appariva in figura umana e che, quando fu il momento di riscuotere, trascinò con sé in alto il malcapitato. E il diavolo allora lo portò in aria, in tanta altezza, che la moglie sua non lo poteva più vedere. E dopo questo se ne portò l’anima sua, e il corpo lasciò cadere in terra.” In un verbale dei processi della Val di Fiemme, datato 21 gennaio 1505, si racconta della “strega” Margherita di Cavalese che “veniva portata in volo per più di mille miglia sopra il monte Val, giù ai mulini, sopra le fontane” e che, assieme ad alcuni compari, mutilava e mangiava le vacche di un contadino di Moena.

I diavoli potevano rapire gli umani anche per molti giorni. Isobel Haldane di Perth, Australia, disse nel 1607 di essere stata condotta dal diavolo “in un colle ove abitavano le fate e di esservi rimasta tre giorni da giovedì a domenica alle ore 12″, finché incontrò un demone dalla barba grigia che la riportò indietro. Nei verbali dei processi della Val di Fiemme, in Trentino, lo stregone Giovanni Delle Piatte racconta, il dicembre 1504, dei suoi incontri con il diavolo in forma di “grande frate nero, vestito di nero”. Il “fratone nero” era solito rapire i suoi adepti – non viene spiegato bene come – trasportandoli in attimo oltre il lago; li introduceva nella cavità di una montagna, dove bisognava passare una porta che si apriva e chiudeva da sola e in fretta, e appena si apriva bisognava saltare dentro in fretta, altrimenti si veniva schiacciati e ridotti in polvere (non sembra un moderno racconto di fantascienza?). Là un altro diavolo, dall’aspetto umano e persino con un nome terrestre, Eckart, “avvertiva le persone che non dovevano fermarsi più di un anno, altrimenti non potevano più uscire”. Delle Piatte raccontava di avere “fatto il giro di tutto il mondo in cinque ore” a bordo di “cavalli neri”, di sapere di “streghe che possono causare tempeste con il diavolo loro signore”, del furto di buoi che venivano mutilati per servire da cibo per le streghe (il che ci ricollega al fenomeno delle mutilazioni animali aliene).

Un’altra strega della Val di Fiemme, processata con Delle Piatte, Margherita Tesadrello di Tesero, aggiungeva che i “buoi venivano consumati entro un cerchio” e che a volte, a seguito di quegli incontri, lei accusava strani effetti fisici che, a differenza delle normali malattie, la segnarono per tutta la vita: “Rimasi ammalata otto giorni e da allora fino a presente non ho più avuto la testa a posto”. A partire dal XVIII secolo la colpa dei voli notturni e delle sparizioni di persone passò dal demonio alle fate. Nel 1673, si scrisse, il dottore inglese Alan Moore venne “portato via dalle fate” sotto gli occhi di due testimoni. Le “fate” vennero ritenute responsabili di altre sparizioni nel 1691 e nel 1845. Ma la realtà, come abbiamo visto, era assai diversa…

Fonte: http://secretus.altervista.org/2009/12/hello-world/

Ufo fotografato in Ohio

Un uomo, in vacanza per il fine settimana nell'isola di South Bass in Ohio, ha fotografato accidentalmente un oggetto non identificato che attraversava il cielo. Mentre era in giro con la sua moto si è fermato per scattare una foto ad un monumento locale ed ha continuato tranquillamente il suo giro turistico.



Tornato a casa, ha scaricato le foto sul suo computer per rivederle ed ha notato nella foto qui sotto presentata, sulla parte destra del monumento in essa raffigurato, la presenza di uno strano oggetto allungato. Pensando alla presenza di un uccello o di un aereo ha provato ad ingrandire l’immagine scoprendo, con grande meraviglia, che ciò che aveva di fronte sembrava di tutt’altra natura: un vero e proprio oggetto non identificato, avente la forma di un sigaro. La foto in questione è stata scattata con una fotocamera SAMSUNG SCH – U900 digitale con una risoluzione massima di 3 mega pixel. L’uomo ha inviato la fotografia ad alcuni esperti locali per farla esaminare.

Fonte: Fonte: http://www.ufosnw.com

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