martedì 29 giugno 2010

Il Brooking Report sugli extraterrestri esiste per davvero

In questo post proponiamo una interessante ricerca effettuata da Antonio De Comite (Direttore Generale Centro Ufologico Taranto)



E’ da anni che si parla di un documento denominato “Proposed Studies on the Implication of Peaceful Space Activities for Human Affairs” (Proposte di Studio sulle Implicazioni delle Attività Spaziali Pacifiche per le Questioni Umane) il quale, fra le altre cose, parla delle implicazioni sulla scoperta di vita extraterrestre nel nostro Sistema Solare. Il rapporto fu stilato dal “Brooking Institute” nel marzo del 1961, precisamente il giorno 24. Si è sempre parlato di pagine di documentazioni, alcune fotocopiate, molte riscritte in toto. Si sapeva solo che era stato ricevuto, tramite il FOIA americano nell’anno 1996, da un ricercatore statunitense. Ma nessuno, fino ad ora, era mai andato a verificare che il “Brooking Report” esiste in versione integrale in archivi governativi, per la precisione alla Hathi Trust Digital Library di New York e che collabora con diverse università di stato, fra cui tredici californiane. Il CUT (Centro Ufologico Taranto), grazie al sottoscritto, è riuscito a scovare ciò. Quindi si può dire ora che quel rapporto esiste per davvero. Il rapporto integrale, scritto da Donald N. Michael, parla soprattutto di viaggi spaziali e, alcune pagine, sono dedicate alle implicazioni della vita extraterrestre. Oltre al discorso delle implicazioni sulla società odierna dell’impatto del contatto, si parla (a pagina 215) del rapporto che “Diversi cosmologi e astronomi ritengono altamente probabile l’esistenza di vita intelligente in molti altri sistemi solari [...]. Manufatti lasciati in un determinato momento storico da queste forme di vita potrebbero essere scoperti attraverso le nostre future attività spaziali sulla Luna, su Marte, su Venere“. Quindi manufatti, artefatti, qualcosa di artificiale costruito non dall’essere umano. Ma un accenno a qualcosa che sa di insabbiamento (“Cover Up”) si trova a pagina 216 del rapporto in cui si afferma: “in che modo e in quali circostanze simili notizie potrebbero essere presentate o nascoste al pubblico, e per quali scopi? Quale potrebbe essere il ruolo degli scienziati autori della scoperta e di altri responsabili della decisione di renderla nota?” Quindi un accenno a nascondere la scoperta di prove tangibili di evidenza di artefatti di natura aliena, per evitare uno shock planetario. Prima ad ora erano supposizioni, come i documenti, ma ora la prova c’è. I documenti esistono per davvero.

Link rapporto integrale del “Brooking Institute”: http://babel.hathitrust.org/cgi/pt?view=image;size=100;id=mdp.39015003453936;page=root;seq=1

Fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/

Canada: Filmata cretura aliena?

Anche se di solito sono grosse bufale ecco un curioso filmato...

Alcuni siti ufologici statunitensi hanno pubblicato in questi giorni sul loro portale, un video molto particolare postato su Youtube: girato da un contadino della zona rurale di Alberta, in Canada, presumibilmente nei primi di Giugno (forse il giorno 7), il filmato mostra un qualcosa di certamente non umano che attraversa il giardino del malcapitato contadino che suo malgrado con una videocamera riprende la scena. Il presunto alieno, glabro e molto alto, cammina lentamente con una strana andatura, sembra avere delle mani molto grandi con tre dita ciascuna e apparentemente indossa una tuta metallica molto aderente che a tratti sembra rendere la figura quasi invisibile alla vista. Ad un certo punto l’essere, rendendosi conto di essere osservato, aumenta la sua andatura e fugge via sparendo dall’obiettivo.
Bufala, realtà? E’ ancora presto per dirlo: il filmato è stato posto sotto sequestro ed è tuttora al vaglio degli studiosi di tutto il mondo…




Fonte: http://danilo1966.splinder.com/

domenica 27 giugno 2010

Si spinge affinchè il G20 affronti la problematica UFO

Non sono sulla lista degli invitati, ma forse è giunto il tempo che gli UFO facciano la loro comparsa in un vertice del G20, sostengono i ricercatori dei misteriosi oggetti volanti.



E un autorità canadese specula sul fatto che i potenti della Terra possono avere un assaggio su cosa succede nei cieli del Canada, qualcosa di molto strano. Coloro che cercano risposte a uno degli enigmi più difficili del pianeta, sono Stati membri del G20, coloro che hanno cominciato a declassificare documenti sugli UFO. Il Canada si è unito alla declassificazione con Australia, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Brasile, Svezia e Nuova Zelanda. Mentre la cronaca di episodi bizzarri è presente nei files desecretati, come ad esempio quello dei comandanti della Royal Air Force che ordinarono ad un pilota di abbattere un UFO (senza esito), i documenti non pare abbiano avuto ancora quell’interesse che meriterebbero. “Con le cose più urgenti all’ordine del giorno del G20 è improbabile che la questione UFO venga messa in discussione“, ammette Chris Rutkowski, scrittore di scienza di Winnipeg e autorità nel campo UFO in Canada. Ma un evento inspiegabile vicino al vertice potrebbe mettere la questione sul tavolo. “In effetti un suggerimento è quello che il recente terremoto, avvenuto appena fuori Ottawa, possa generare (o possa averlo fatto) attività UFO nel sud dell’Ontario“, spiega. “Alcuni“, anche se Rutkowski non è convinto di ciò, “sostengono che gli UFO siano originati da energia elettromagnetica uscita prima e dopo eventi sismici“. “Di conseguenza i leader del G20 potrebbere vedere alcuni UFO nella zona di Toronto“, dichiara in teoria Rutkowski. Nick Pope, ex dipendente del Ministero della Difesa britannica per il progetto UFO, afferma che “sarebbe affascinante vedere l’argomento UFO sollevato al vertice del G20. Non credo che sia così esagerato, considerando che nel 1977 le Nazioni Unite hanno dato uno sguardo all’argomento e che la scorsa settimana un politico italiano ha chiesto al Parlamento Europeo di costringere gli Stati Membri ad aprire i propri file sugli UFO. Non dico che queste cose siano extraterrestri, la verità è che i governi non sanno cosa sono, nonostante le accuse dei teorici della cospirazione che pensano che abbiamo nascosto astronavi extraterrestri precipitate in hangar aerei. Ma la scienza potrebbe avere un impatto notevole in materia di sicurezza e trasporto aereo“, sottolinea Pope. E aggiunge: “forse i leader mondiali dovrebbero almeno dare una occhiata a questo problema“.

Fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/

Unione Europea: ecco l’interrogazione parlamentare sugli UFO di Borghezio

L'on. Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, ha presentato, il 14 giugno scorso, una dichiarazione scritta per un’interrogazione al Parlamento Europeo sulla desecretazione della documentazione sugli UFO (n. di codice 0057/2010; è importante, va citato).



In pratica, si chiede che vengano aperti tutti gli archivi UFO dei Governi dei 27 Paesi membri e si crei un Osservatorio comunitario per lo studio del fenomeno. Poiché analoghe richieste (tre inglesi ed una cipriota, tutte con firmatario unico) in passato si sono scontrate con il disinteresse della presidenza UE, è importante che tutti gli ufologi di buona volontà (quale che sia il proprio colore politico, ma comunque interessati all’apertura degli archivi) facciano pressioni sugli europarlamentari dei rispettivi Paesi di appartenenza, inviando loro delle mail affinché firmino l’interrogazione parlamentare. Più alto sarà il numero dei politici firmatari, più sarà facile che gli archivi UFO vengano aperti e resi disponibili. I politici possono essere contattati direttamente dal sito del Parlamento Europeo
http://www.europarl.europa.eu/members/public/geoSearch.do;jsessionid=FDF2D835A49683CB37CCE7C7457EF807.node1?language=it


Di seguito, si allega il testo in inglese della dichiarazione scritta. Chiedo a chiunque voglia collaborare di inserire questo comunicato nel proprio sito web, nonché di farlo circolare via mail, invitando i colleghi ufologi degli altri 26 Paesi a fare pressing sui propri politici al Parlamento Europeo.
Ringrazio chiunque vorrà collaborare, singolo o Centro, ricercatore o appassionato.


Sotto il testo dell’interrogazione parlamentare dell’Onorevole Borghezio

14.6.2010 0057/2010

DICHIARAZIONE SCRITTA

presentata a norma dell’articolo 123 del regolamento

sulla desecretazione della documentazione sugli UFO

Mario Borghezio

Scadenza: 14.10.2010


0057/2010

Dichiarazione scritta sulla desecretazione della documentazione sugli UFO

Il Parlamento europeo,

– visti gli articoli 4, 179, 180 e 189 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

– visto l’articolo 123 del suo regolamento,

A. considerando che nel 1978 la 33a Assemblea generale delle Nazioni Unite dette formale riconoscimento al problema degli UFO,

B. considerando che nel 1993 è stata presentata al Parlamento europeo una risoluzione, firmata dal fisico italiano Tullio Regge, volta ad estendere a livello europeo le competenze investigative in materia di UFO all’unico ente governativo allora esistente in Europa (il SEPRA, oggi GEIPAN),

C. considerando l’interesse per il fenomeno degli UFO di molti esponenti della comunità scientifica, che hanno denunciato l’occultamento sistematico dei dati,

D. considerando che uno studio del materiale raccolto dai governi di tutti gli Stati membri avrebbe importanti ricadute scientifiche e tecnologiche,

1. ritiene essenziale l’istituzione di un Osservatorio scientifico per l’analisi e la divulgazione dei dati scientifici sinora raccolti dai vari enti e governi europei;

2. chiede l’apertura degli archivi pubblici sugli UFO e la desecretazione da parte degli Stati membri, per consentire ai cittadini e ai mass media la pubblica fruizione di tutti i documenti;

3. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente dichiarazione, con l’indicazione dei nomi dei firmatari, al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.


Fonte: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/2010/06/17/unione-europea-ecco-linterrogazione-parlamentare-sugli-ufo-di-borghezio/

giovedì 24 giugno 2010

Ufo disclosure: un reality infinito

L’impennata di avvistamenti UFO verificatasi negli ultimi mesi, in varie parti del mondo, sta facendo nascere tra gli studiosi ed i semplici appassionati, il dubbio che sia in atto una vera e propria escalation aliena che potrebbe essere il preludio ad un prossimo contatto ufficiale.



Nel 2008, un sondaggio condotto dalla Opinion Dynamics Corporation negli Stati Uniti, ha dimostrato che il 34% degli americani crede nell’esistenza degli UFO e in un’altra indagine, effettuata dalla Scripps Howard New Service, è emerso che sul campione di cittadini intervistati, 1 adulto su 12 ha visto almeno una volta un oggetto celeste e di questi 1 su 5 ha avuto un avvistamento UFO. Da queste e da altri indagini emerge infine che l’80% delle persone intervistate pensa che il governo degli Stati Uniti stia nascondendo la verità sull’esistenza di razze aliene nel nostro universo e che questo cover up sia esteso a tutti i governi del mondo. Ora, l’aumento dei casi di avvistamento degli ultimi mesi, sta letteralmente allarmando studiosi e addetti ai lavori i quali pensano che sia in atto una specie di manipolazione mentale da parte dei governi per preparare le popolazioni mondiali ad un evento epocale: in tutto il pianeta gli incontri con esseri di altri mondi stanno statisticamente aumentando: in particolare sono sensibilmente accresciuti i casi di rapimento da parte di presunti occupanti di navicelle spaziali. Si pensi che solo negli Stati Uniti il numero dei “contattati” oscilla tra i 2 ed i 3 milioni: un numero enorme ed un dato preoccupante. Ma allo stesso tempo, si sospetta che gran parte di questi contatti o rapimenti siano in qualche modo una vera e propria manipolazione: i governi, in primis quello statunitense, attraverso organizzazioni create ad hoc (servizi segreti e simili) starebbero inscenando falsi rapimenti e persino avvistamenti di massa utilizzando tecnologie segrete, tecniche olografiche e procedure ipnotiche. Queste sofisticate tecnologie indurrebbero nei soggetti prescelti la sensazione di assistere ad un vero e proprio avvistamento UFO o di essere realmente rapiti per un periodo più o meno lungo; in poche parole indurrebbero una specie di trance durante la quale il malcapitato subirebbe tecniche invasive ed impiantazioni di microchip per il controllo mentale: alla fine del “trattamento” il soggetto verrebbe ricondotto nel suo ambiente familiare senza aver ricordo di ciò che gli è capitato (missing time). Steven Greer, leader del Disclosure Project, potrebbe concordare con queste ipotesi: egli crede che da decenni il governo applichi il segreto sull’esistenza aliena, per paura di perdere la leadership. Allo scopo di sollevare il velo di occultamento posto dal governo, egli ha preparato un briefing per il Presidente Obama, chiedendogli personalmente di intervenire sulla questione e di rompere il silenzio reticente che da oltre sessant’anni imperversa su questa realtà. Personalmente egli è convinto dell’esistenza di un’operazione segreta, non riconosciuta istituzionalmente, che utilizza sistemi d’arma elettromagnetici con lo scopo di abbattere veicoli extraterrestri ed impossessarsi della loro tecnologia. Questo comportamento sconsiderato risulterebbe enormemente rischioso: una reazione da parte di eventuali razze aliene alla minaccia umana potrebbe comportare gravissime conseguenze per l’uomo e per la sua sopravvivenza. E’ per questo che uomini come Greer, combattono ogni giorno della loro vita per scongiurare questo pericolo.
Ricordiamo una semplice cosa: la paura chiude le menti. Se tale truffa dovesse essere messa in atto, gli unici a pagarne le conseguenze saremmo noi, la nostra civiltà: questa grave simulazione giustificherebbe l’intervento militare e tutto ciò significherebbe una sola cosa, la fine del nostro futuro…

Fonte: http://danilo1966.splinder.com/

Implicazioni della Teoria dell’Inflazione per le Visite Extraterrestri

Pubblichiamo una interessante ricerca a cura di J.Deardoff (1), B.Haisch (2), B.Maccabee (3) e H.E.Puthoff (4) con traduzione di Lavinia Pallotta, galactica@infinito.it (Membro Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel Italia)....Buona lettura...

- (1) 1689 S.W.Knollbrook Pl., Corvallis, Oregon 97333, USA;
- (2) National Aviation Reporting Center on Anomalous Phenomena (NARCAP, www.narcap.org), Post Office Box, 1535, Vellejo, California, USA;
- (3) Fund for UFO Research, Post Office Box 277. Mt Rainer, Maryland, 20712, Stati Uniti;
- (4) Institute for Advanced Studies at Austin, 4030 W. Braker Ln., Suite 300, Austin, Texas 78759, USA, puthoff@earthtech.org;



Abstract:
Recentemente si è sostenuto che il ragionamento antropico applicato alla Teoria dell’Inflazione rafforzi la previsione secondo la quale dovremmo fa parte di una vasta civiltà galattica, rafforzando così il paradosso di Fermi “Dove sono tutti?”. Inoltre, la teoria delle superstringhe e della M-brane ammette la possibilità di universi paralleli, alcuni dei quali, in linea di principio, potrebbero essere abitati. In aggiunta, discussioni riguardo ad un concetto così esotico di trasporto come “wormhole attraversabili” ora le si trovano nella rigorosa letteratura di fisica. Di conseguenza, la soluzione al paradosso di Fermi “siamo soli”, basata sui limiti delle opinioni dell’inizio XX secolo, appare oggi in contrasto con i nuovi sviluppi delle migliori teorie di fisica e astrofisica. Per tanto riesaminiamo e rivalutiamo l’attuale ipotesi secondo cui gli extraterrestri o le loro sonde non si trovano in prossimità della Terra e ipotizziamo invece che potrebbero essere trovate alcune prove della loro presenza, in determinati rapporti UFO di alta qualità. Questo studio approfondisce l’ipotesi precedente secondo cui: (1) il viaggio interstellare da parte di civiltà avanzate non esula a priori dai principi della fisica e, quindi, potrebbe essere fattibile, e (2) che tali avanzate civiltà potrebbero preferire la ricerca della conoscenza da specie incontaminate piuttosto che una comunicazione diretta tra specie, e di conseguenza scegliere un apparente occultamento della loro presenza.

1. Introduzione
La domanda sempre ricorrente sul perché sembra che la Terra non sia stata visitata da extraterrestri (ET) ha dato vita a numerose discussioni sul tema del “Paradosso di Fermi”. Il problema nacque come battuta di Enrico Fermi ai suoi colleghi dopo pranzo, un giorno del 1950 a Los Alamos. Se ipotizziamo l’esistenza di solo un’altra o molte civiltà aliene nella Via Lattea della nostra galassia, e se ipotizziamo la colonizzazione che implica il viaggio interstellare vicino alla velocità della luce o molto meno, il modello di diffusione prevede la colonizzazione o almeno la visita di tutti i pianeti abitabili della galassia nella scala temporale di decine milioni di anni, molto meno rispetto agli approssimativi 13 x 109 anni di età della galassia stessa. Da qui il paradosso: dove sono tutti [1]?
Possibilità teoriche sconosciute a Fermi, oggi rendono persino più forte il paradosso. Ora si può congetturare razionalmente riguardo le prospettive presentate dagli universi paralleli a membrana [ovvero la “teoria M-brane”, 2]. Pertanto, se l’esistenza di un universo multi-dimensionale come si deduce dalle Teorie delle Superstringhe e della M-brane è corretta, potrebbero esserci universi abitati a minuscole distanze ortogonali dal nostro. Inoltre, il ragionamento antropico è stato recentemente applicato alla teoria dell’inflazione, per arrivare ancora una volta alla conclusione che dovremmo trovarci all’interno di una più vasta civiltà galattica [3]. Mentre una volta, la soluzione al paradosso di Fermi “Siamo soli” era l’unica apparentemente valida, oggi risulta incompatibile con l’assunto dell’auto-campionamento casuale e dell’universo infinito, coerente con la teoria dell’inflazione. Ci troviamo così nella curiosa posizione per cui l’attuale teoria cosmologica prevede che si dovrebbe avere esperienza di visite extraterrestri. Allo stesso tempo, le attuali fisica e astrofisica suggeriscono che tali visite possano non essere impossibili come si credeva.

2. Recenti Progressi Scientifici
In recenti scoperte astronomiche, sono stati catalogati oltre 100 esopianeti, con la sensibilità di localizzazione ora aumentata al punto che, ad esempio, un pianeta delle dimensioni di Giove si è dedotto si trovasse in un’orbita simile a quella di Giove, attorno ad una stella simile al Sole [4]. Nel campo dell’esobiologia, molte recenti attività suggeriscono che alcuni degli elementi fondamentali per la vita possano avere origine nello spazio come anche essere trasportati dai meteoriti [5-6]. La possibilità di una diffusa panspermia ha ricevuto nuovo impeto [7-8]. Tali studi e scoperte rendono plausibile l’ipotesi che ci sia vita intelligente altrove, nell’universo. Questo, naturalmente, è il postulato fondamentale formulato dai sostenitori del SETI, Search for ExtraTerrestrial Intelligence, che usa mezzi di localizzazione ottici o a microonde.
L’ipotesi extraterrestre (ETH), secondo la quale la vita intelligente proveniente da “altrove” nell’universo potrebbe stare facendo visita alla Terra, è diventata meno inverosimile attraverso la tesi secondi cui il limite della velocità della luce -“loro non possono giungere fin qui da là”- non è così limitante come ipotizzato in precedenza. Questo limite vede la propria origine nella teoria speciale della relatività, che non mettiamo in discussione. Ad ogni modo, nel contesto della relatività generale (GR) ci sono tre approcci che potrebbero permettere di by-passare legittimamente tale limite, data una conoscenza sufficientemente avanzata (forse di milioni di anni) di fisica e tecnologia.....
[NdR: il resto del lungo articolo, ovvero il secondo paragrafo, unitamente ai paragrafi 3, 4, 5 e 6 si possono trovare al sito web www.fondazionesentinel.org/documenti_ufo/implicazioni.htm]

7. Conclusioni
Nonostante il fenomeno UFO continui ancora oggi da più di due generazioni, l’enorme vantaggio tecnologico dei presunti ET si presenterebbe ancora come un grande shock per molti scienziati così come anche cittadini, come ha indicato il Brooking Report [47]. Potrebbe essere così grande da sfidare seriamente la nostra realtà consensuale, un pericolo non insignificante. L’essere impotenti nei confronti della loro presunta potenzialità e vantaggio evolutivo potrebbe non essere in gran parte ben accetto, e non sarebbe una sorpresa il fatto che la scienza avrebbe difficoltà ad accettare la situazione [48]. Ciononostante, la realtà del fenomeno e il fatto di essere stati scoperti già da tempo da ET progrediti ora può risultare più probabile della soluzione al paradosso di Fermi attraverso la non esistenza di ET avanzati o la loro incapacità di esplorare o colonizzare la galassia. Pertanto è necessaria un’aperta ricerca scientifica a riguardo, con una particolare attenzione verso i resoconti UFO di alta qualità, che sembrano mostrare indizi di coinvolgimento d’intelligenza e strategia ET.

Ringraziamenti:
Ringraziamo P.Sturrock della Stanford University e T.Roe del National Aviation Reporting Center of Anomalous Phenomena (NARCAP) per i miglioramenti suggeriti.

Note:
1. S. Webb, “If the Universe is Teeming Aliens... Where is everybody? Fifty solutions to the Fermi Paradox and Problem of Extraterrestrial Life”, Copernicus Books, New York, 2002.
2. E. Dudas, “Theory and Phenomenology of type I strings and M-theory”, Class. Quant. Grav., 17, R41, 2000, (hep-ph/0006190).
3. K. D. Olum, “Conflict between anthropic reasoning and observation”, ANALYSIS, 64, p.1, 2004, (gr-qc/030370).
4. S. Udry, M. Mayor, e N. C. Santos, “Statistical properties of exoplanets. I. The period distribution: Contraints for the migration scenario”, Astron. Astrophys., 407, p.369, 2003.
5. B. C. Coughlin, “Searching for alien haven in the heavens”, Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A., 98, p.796, 2001.
6. D. P. Glavin, O. Botta, G. Cooper, e J. L. Bada, “Identification of amino acid signatures in carbonaceus chondrites”, Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A., 98, p.2138, 2001.
7. M. K. Wallis e N. C. Wickramasinghe, “Interstellar transfer of planetary microbiota”, Mon. Not. R. Astron. Soc., 348, p. 52, 2004.
8. W. M. Napier, “A mechanism of interstellar panspermia”, Mon. Not. R. Stron. Soc., 348, p. 46, 2004.
47. U.S. House of Representatives report No 242, “Proposed Studies on the Implications of Peaceful Space Activities for Human Affairs”, 1961.
48. P. A. Sturrock, “Extraterrestrial intelligent life”, Q. J. R. Astron. Soc., 19, p.521, 1989.

Fonte: http://www.camelotchronicles.com/2005/Testi/09txt1.htm#infl1

martedì 22 giugno 2010

Alla ricerca degli alieni: ecco la cellula combustibile che rileva la loro presenza

Esiste una qualsiasi altra forma di vita sugli altri pianeti? La risposta arriva da uno nuovo strumento messo a punto da un team di ricercatori argentini, coordinato dal professor Ximena Abreyava, il quale, in un'intervista a Technology Review, ha annunciato la realizzazione di una cella combustibile capace di rilevare la presenza di vita aliena.



Il dispositivo a caccia di extraterrestri, non richiede altro che la forma di vita in questione possegga un processo metabolico, di qualsiasi tipo, che riceva energia chimica dall’esterno e la riusi per produrre energia all’interno di se stessa. Costituita da un anodo e da un catodo, la cella scopre le reazioni del metabolismo che, a loro volta, generano elettroni e protoni.

Questo il meccanismo: un anodo viene incorporato nella cella e viene analizzato. Dopodichè cattura gli elettroni generati nel processo metabolico, mentre i protoni passano attraverso una membrana, completando il circuito. La quantità di corrente che fluisce attraverso la cella è una diretta indicazione di vita.

I nuovi 'ghostbusters' , osservano dunque che "se esiste una forma di vita aliena, non necessariamente essa deve avere il nostro stesso metabolismo". E confrontando i risultati della cella pordotti su di un terreno con la presenza di forme di vita, con quelli di un altro terreno interamente sterile, gli esperti hanno appunto constatato una maggiore densità di corrente quando l’anodo veniva racchiuso in un'area contenente vita. Al contrario, invece, nei campioni sterili la cellula non dava lo stesso responso.

Tuttavia, Tech Review, è alquanto scettica a riguardo. Infatti, secondo quanto riporta la rivista, "la cella combustibile potrebbe generare falsi risultati positivi solo modificando la chimica del terreno analizzato, riducendo la potenza del flusso attraverso di essa".

Anche se l'innovazione firmata Abreyava uno spiraglio di speranza lo apre. Specialmente considerando le prime esplorazioni su Marte, negli anni ‘70, quando gli scarsi risultati conseguiti in merito alla ricerca di vita extraterrestre spinsero gli esperti a concentrarsi sulla ricerca esclusiva di acqua e di altri materiali, considerati essenziali alla vita.

Fonte: http://www.nextme.it/scienza/universo/664-alla-ricerca-degli-alieni-ecco-la-cellula-combustibile-che-rileva-la-loro-presenza

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...